In breve

  • Tutto ciò che un produttore di sementi paga allo Stato rincara del 44,76%, dal 27 settembre 2026. Il Decreto n. 261/2026 del ministro dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, ad interim, sostituisce l’elenco delle tariffe in vigore dal dicembre 2022 e moltiplica quasi ogni voce per lo stesso numero, 1,4476. Il controllo in campo su un ettaro di cereali a paglia passa da 27,80 a 40,24 lei, e la prova di purezza su un campione di cereali da 44,18 a 63,95 lei.
  • Pagano i produttori, i trasformatori e i commercianti di sementi e di materiale di moltiplicazione registrati ufficialmente, più chiunque chieda un’analisi di laboratorio o un accreditamento. I soldi non vanno al bilancio dello Stato: restano agli ispettorati territoriali per la qualità delle sementi e del materiale di moltiplicazione e al Laboratorio Centrale per la Qualità delle Sementi e del Materiale di Moltiplicazione, come entrate proprie, secondo l’art. 21, comma (3), della legge n. 266/2002.
  • Il rincaro più forte sta nascosto in una nota a piè di pagina. L’etichetta stampata dallo stesso operatore economico accreditato passa da 0,02 a 0,12 lei al pezzo, cioè sei volte tanto. E la certificazione al chilogrammo per le sementi di piante agricole e per la patata raddoppia, da 0,005 a 0,01 lei, perché la tariffa si scrive in centesimi interi.
Atto: Decreto del ministro dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, ad interim, n. 261/2026 sulla determinazione delle tariffe per l’esecuzione delle prove e del controllo, della certificazione, della registrazione, della vigilanza, del monitoraggio e dell’accreditamento per la produzione, la trasformazione e/o la commercializzazione delle sementi e del materiale di moltiplicazione, nonché delle tariffe per l’esecuzione delle prove di qualità delle sementi e del materiale di moltiplicazione
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial), Parte I, n. 804 del 22 settembre 2026
Entrata in vigore: 27 settembre 2026, 5 giorni dopo la pubblicazione, secondo l’art. 4 del decreto

Il decreto pubblicato il 22 settembre 2026 non cambia nessuna regola su come si producono, si controllano o si certificano le sementi. Cambia soltanto il prezzo di ogni operazione che lo Stato compie per un produttore, e lo fa con una regolarità rara in un atto di tariffe: quasi tutte le oltre ottanta voci dell’allegato si ottengono moltiplicando la tariffa del 2022 per 1,4476. La differenza rispetto ad altri aumenti recenti di tariffe ufficiali si vede subito. Per le tariffe sanitario-veterinarie, dove l’aumento è arrivato al 75,6% per 44 ambulatori, le percentuali cambiano da un pagatore all’altro; qui non esistono categorie privilegiate, tutti pagano esattamente lo stesso di più.

L’elenco che viene sostituito è l’allegato del Decreto del ministro dell’agricoltura e dello sviluppo rurale n. 344/2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 1195 del 13 dicembre 2022. L’art. 3 del nuovo decreto lo abroga alla data della propria entrata in vigore, quindi il 27 settembre 2026. Tra i due elenchi sono passati tre anni e nove mesi in cui le tariffe non si sono mosse affatto, e il decreto del 2022 aveva a sua volta sostituito un elenco del marzo 2021.

La tariffa si fissa nel giorno in cui la domanda è accolta, non nel giorno del controllo o della prova di laboratorio. Il fondamento su cui il decreto è emanato, l’art. 21, comma (2), della legge n. 266/2002, ripubblicata, dice che il richiedente paga il corrispettivo delle prestazioni contestualmente all’accoglimento della domanda, secondo le tariffe stabilite con decreto del ministro dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Per chi ha pratiche da presentare in questo periodo, i pochi giorni che restano fino al 27 settembre 2026 contano in denaro.

Le tariffe dell’allegato non comprendono l’imposta sul valore aggiunto, dice l’art. 2, quindi gli importi che seguono si leggono come base di calcolo, non come somma finale in fattura.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è aritmetico e si vede meglio sugli esempi. Il controllo in campo di una coltura da seme di cereali a paglia di 100 ettari costava 2.780 lei con l’elenco del 2022 e costa 4.024 lei dopo il 27 settembre 2026, cioè 1.244 lei in più. Il fascicolo completo di accreditamento di un laboratorio per l’analisi delle sementi, che somma la verifica della domanda e del Manuale della qualità, la verifica pratica delle prove e la verifica della gestione con relazione di audit, sale da 6.031,75 a 8.731,56 lei, con 2.699,81 lei in più. Il controllo per la registrazione di un nuovo operatore economico, per ciascun sito, passa da 430,10 a 622,62 lei.

Il secondo effetto tocca chi guarda soltanto la colonna delle tariffe. La certificazione di un lotto di 20 tonnellate di semente di piante agricole costava 100 lei, a 0,005 lei al chilogrammo. Ora costa 200 lei, perché la tariffa è diventata 0,01 lei al chilogrammo, e su questo si aggiunge una voce che nel 2022 non esisteva: l’iscrizione del lotto alla certificazione, 30,53 lei per ciascun lotto di sementi. Il totale arriva a 230,53 lei, 2,3 volte tanto, dentro un decreto che per il resto indicizza del 44,76%.

Il terzo effetto è indiretto e riguarda le maggiorazioni percentuali che si applicano sopra la tariffa. Il regime d’urgenza resta a più 50%, la superficie non dichiarata resta tassata 3 volte, la nuova ispezione resta a più 50% la prima volta e più 100% in seguito, e l’analisi virologica dei campioni ricevuti in ritardo resta a più 50%, 100%, 150% e 200%, secondo gli intervalli della nota. Le percentuali non sono cambiate, ma si calcolano ora su una base più alta del 44,76%. Una prova di purezza su cereali in regime d’urgenza costava 66,27 lei e arriva a 95,93 lei. Un ettaro di cereali non dichiarato costava 83,40 lei e arriva a 120,72 lei.

Il quarto effetto è quello di bilancio, e non si vede nel testo. Secondo l’art. 21, comma (3), della legge n. 266/2002, ripubblicata, le somme incassate si costituiscono come entrate proprie degli ispettorati territoriali per la qualità delle sementi e del materiale di moltiplicazione e del Laboratorio Centrale per la Qualità delle Sementi e del Materiale di Moltiplicazione. L’aumento non passa dal bilancio dello Stato: finanzia direttamente la rete che esegue i controlli e le prove.

Che cosa cambia rispetto a prima

Il confronto voce per voce tra l’allegato del 2022 e quello del 2026 mostra un coefficiente unico, 1,4476, applicato dal primo all’ultimo capitolo. Gruppo cereali a paglia: da 27,80 a 40,24 lei per ettaro. La patata: da 94,95 a 137,46. Gli ibridi di ortaggi: da 771,52 a 1.116,85. Il controllo per l’accreditamento di una persona che preleva campioni: da 2.806,85 a 4.063,19. La verifica pratica delle prove di laboratorio: da 4.429,10 a 6.411,56. La germinazione della barbabietola: da 59,44 a 86,05. La determinazione quantitativa dell’elemento MON 810 nelle sementi di mais: da 680,08 a 984,49. Gli scostamenti dal coefficiente non superano un centesimo di leu e derivano dall’arrotondamento.

Tre tariffe sono però rimaste intatte. Quella per il controllo annuale di verifica del mantenimento dei requisiti per la prosecuzione dell’attività è ancora 370,50 lei per autorizzazione, esattamente la somma del 2022; indicizzata, sarebbe arrivata a 536,34 lei. La purezza varietale si determina sempre per 1.209,93 lei, invece di 1.751,49. La prima verifica e la verifica mensile delle sonde automatiche restano 308,51 lei per apparecchio e per specie, invece di 446,60. In compenso, l’approvazione e il monitoraggio annuale delle stesse sonde salgono da 473,90 a 682,70 lei, cioè del 44,06%, l’unica cifra dell’allegato che non torna sul coefficiente generale nemmeno dopo l’arrotondamento.

L’allegato ha anche voci nuove. Nel capitolo I compare l’iscrizione per la moltiplicazione delle colture da seme, con la verifica della documentazione, l’analisi delle condizioni preliminari di ammissibilità e l’attribuzione del numero ufficiale di identità, 30,53 lei per ciascuna dichiarazione di moltiplicazione. Nel capitolo V compaiono l’iscrizione del lotto alla certificazione, sempre 30,53 lei, e il rilascio del Certificato OCSE per i lotti di sementi, 15,62 lei per certificato. Sempre lì compare una nota nuova che tariffa la trasferta del personale per il controllo in campo e il prelievo ufficiale dei campioni con 0,95 lei al chilometro, quando si usa l’autovettura dell’istituzione.

Due voci sono sparite, e una delle due lascia un vuoto. La tariffa di 0,11 lei al pezzo per la redazione e la stampa di contrassegni, senza la loro apposizione, non esiste più nell’elenco del 2026, benché le note del capitolo V continuino a parlarne. È sparita anche la nota che maggiorava del 100% le tariffe quando si chiedeva l’aumento del numero di etichette per lo stesso lotto, insieme a quella che maggiorava del 100% il prelievo e la sigillatura di un nuovo campione dallo stesso lotto, su richiesta.

Alcune voci hanno allargato la propria copertura senza costare più dell’indicizzazione. La prova chiamata finora semplicemente «Cuscuta» si chiama nel 2026 «Cuscuta, determinazione delle specie di Aeginetia, Alectra, Orobanche, Phelipanche e Striga» e costa 97,92 lei, cioè esattamente la vecchia tariffa indicizzata. La prova di purezza varietale, limitata nel 2022 all’orzo e al frumento con due voci separate, si esegue ora su un’unica voce senza indicazione di specie, quindi allo stesso prezzo per qualsiasi coltura. Il capitolo III riceve due note nuove: la purezza sulla semente confettata si maggiora del 100%, e la determinazione dell’umidità con il metodo in stufa a temperatura costante bassa e 17 ore di essiccazione si maggiora del 50%.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Il coefficiente è unico e verificabile da chiunque: si divide la tariffa nuova per quella del 2022 e risulta 1,4476 su quasi ogni voce. In un atto di tariffe, una regolarità simile rende prevedibile la programmazione di bilancio.
  • La riduzione del 60% per il controllo svolto da un ispettore accreditato e per il prelievo svolto da un campionatore accreditato resta in vigore e vale ora di più in lei, perché si applica a una base più alta.
  • Nulla si è mosso su tre voci: il controllo annuale di mantenimento dell’autorizzazione, 370,50 lei, la purezza varietale, 1.209,93 lei, e la prima verifica delle sonde automatiche, 308,51 lei per apparecchio e per specie.
  • La prova di purezza varietale non si ferma più all’orzo e al frumento. Allo stesso prezzo, 1.209,93 lei, può essere chiesta per qualsiasi specie, cosa che prima non aveva fondamento tariffario.
  • La trasferta dell’ispettore ha finalmente un prezzo scritto nell’allegato, 0,95 lei al chilometro, invece di restare una spesa senza voce propria.
  • La struttura per capitoli, le unità di misura e il sistema delle maggiorazioni restano identici, quindi i contratti e le procedure interne degli operatori non vanno riscritti, soltanto ricalcolati.

Che cosa resta un problema

  • L’aumento arriva in un colpo solo, dopo tre anni e nove mesi di tariffe congelate, e si applica 5 giorni dopo la pubblicazione, in piena campagna autunnale.
  • Le note a piè di pagina nascondono aumenti molto maggiori delle tabelle. L’etichetta stampata dall’operatore economico accreditato passa da 0,02 a 0,12 lei, cioè sei volte tanto, benché l’indicizzazione l’avrebbe portata a 0,03.
  • L’arrotondamento al centesimo raddoppia due tariffe al chilogrammo, per le sementi di piante agricole e per la patata, da 0,005 a 0,01 lei, e aumenta del 40% le altre due, da 0,05 a 0,07 lei.
  • Compaiono tre nuovi pagamenti, che prima non esistevano: 30,53 lei per ciascuna dichiarazione di moltiplicazione, 30,53 lei per ciascun lotto iscritto alla certificazione e 0,95 lei al chilometro per la trasferta dell’ispettore.
  • Il decreto non contiene alcuna disposizione transitoria e alcuna regola di corrispondenza per gli atti che rinviano al decreto abrogato, benché ne esista almeno uno che lo fa.
  • La motivazione delle cifre non si pubblica. L’unico fondamento di fatto invocato è la Relazione n. 2.103 del 3 agosto 2026 del Laboratorio Centrale per la Qualità delle Sementi e del Materiale di Moltiplicazione, che non compare nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I.

Consigli pratici

  1. Se avete pratiche da presentare, presentatele in modo che la domanda sia accolta prima del 27 settembre 2026. L’art. 21, comma (2), della legge n. 266/2002, ripubblicata, lega il pagamento al momento dell’accoglimento della domanda, non alla data in cui il controllo o la prova si svolgono effettivamente.
  2. Per una stima rapida di bilancio, moltiplicate le tariffe dell’elenco del 2022 per 1,4476. Verificate a parte soltanto le voci espresse al chilogrammo e le note a piè di pagina, perché lì il coefficiente non si ritrova.
  3. Se stampate da soli le etichette, rifate il calcolo prima della prossima campagna: la tariffa passa da 0,02 a 0,12 lei a etichetta. Su 100.000 etichette l’anno, la differenza è di 10.000 lei.
  4. Non dimenticate le due nuove tasse di iscrizione, di 30,53 lei ciascuna, una per ogni dichiarazione di moltiplicazione e una per ogni lotto iscritto alla certificazione. Si aggiungono alle tariffe per ettaro e al chilogrammo, non le sostituiscono.
  5. Se lavorate con ispettori o campionatori accreditati, la riduzione del 60% si applica ancora e diventa più vantaggiosa. Per il controllo in campo, la riduzione riguarda i punti da 1 a 4 e il punto 6 del capitolo I, quindi non la patata.
  6. Chiedete per iscritto la stima del chilometraggio quando domandate un controllo in campo o un prelievo ufficiale. La trasferta si fattura a parte, con 0,95 lei al chilometro, e sulle lunghe distanze può superare la tariffa della prestazione.
  7. Aggiungete l’imposta sul valore aggiunto a qualsiasi importo dell’allegato. L’art. 2 dice che le tariffe non la comprendono, e la differenza cambia il bilancio di una campagna.

Domande frequenti

Da quando si pagano le tariffe nuove?
Dal 27 settembre 2026. L’art. 4 del decreto dice che l’atto entra in vigore entro 5 giorni dalla data della pubblicazione, e la pubblicazione è avvenuta il 22 settembre 2026, nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 804.
Di quanto crescono, esattamente?
Del 44,76% su quasi tutte le voci. Il coefficiente applicato è 1,4476, e gli scostamenti da esso, dove compaiono, derivano dall’arrotondamento a due centesimi o a un centesimo. Sono rimaste invariate tre tariffe, mentre una nascosta in una nota è cresciuta di sei volte.
Chi paga e chi incassa?
Pagano gli operatori economici registrati per la produzione, la trasformazione o la commercializzazione delle sementi e del materiale di moltiplicazione, chi chiede prove di qualità e chi chiede accreditamenti. Incassano gli ispettorati territoriali per la qualità delle sementi e del materiale di moltiplicazione e il Laboratorio Centrale per la Qualità delle Sementi e del Materiale di Moltiplicazione, come entrate proprie.
Che cosa succede a una domanda presentata prima del 27 settembre 2026?
Il decreto non contiene una disposizione transitoria. La regola applicabile resta quella dell’art. 21, comma (2), della legge n. 266/2002, ripubblicata: il corrispettivo della prestazione si paga contestualmente all’accoglimento della domanda, quindi conta la data in cui la domanda è stata accolta, non quella in cui si esegue il controllo o la prova.
Qual è il rincaro più alto dell’allegato?
Si trova nella nota 5 del capitolo V, non nelle tabelle: l’etichetta redatta e stampata dall’operatore economico accreditato passa da 0,02 a 0,12 lei al pezzo. Indicizzata con il coefficiente generale, sarebbe arrivata a 0,03 lei.
Quali tariffe sono rimaste al livello del 2022?
Il controllo annuale di verifica del mantenimento dei requisiti per la prosecuzione dell’attività, 370,50 lei per autorizzazione. La purezza varietale, 1.209,93 lei per prova. E la prima verifica, insieme alla verifica mensile delle sonde automatiche, 308,51 lei per apparecchio e per specie.
Le tariffe comprendono l’imposta sul valore aggiunto?
No. L’art. 2 del decreto dice che le tariffe previste nell’allegato non comprendono l’imposta sul valore aggiunto, quindi l’importo dell’allegato è base di calcolo.
Che cosa succede agli atti che rinviano al decreto abrogato?
Il Decreto n. 261/2026 abroga il Decreto n. 344/2022 senza prevedere che i rinvii a quest’ultimo si intendano fatti al nuovo decreto. Il Decreto del ministro dell’agricoltura e dello sviluppo rurale n. 500/2023 rinvia gli importatori, per il corrispettivo delle prove ufficiali, proprio al Decreto n. 344/2022, individuato per numero.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • Allegato, capitolo V, note 3 e 5. Entrambe parlano della tariffa per la «redactarea și imprimarea de documente, etichete și vignete», cioè la redazione e la stampa di documenti, etichette e contrassegni, ma la tabella non ha più una voce per la redazione e la stampa dei contrassegni senza la loro apposizione. Il punto 9 tariffa la «redactarea, imprimarea și aplicarea vignetelor», cioè redazione, stampa e apposizione dei contrassegni, 0,21 lei per confezione, mentre la voce separata di 0,11 lei al pezzo, presente al punto 7 dell’allegato del Decreto n. 344/2022, è sparita. Un operatore al quale l’ispettorato redige e stampa i contrassegni, ma che li appone da sé, non ha una tariffa propria. Inoltre, la nota 5 fissa 0,12 lei «pe etichetă», cioè a etichetta, per i punti 8 e 9, benché il punto 9 si misuri per confezione e riguardi contrassegni, non etichette, quindi la stessa operazione può essere fatturata in due modi.

Analisi della redazione

Abbiamo davanti un decreto di indicizzazione travestito da decreto di tariffazione. La prova non sta in ciò che scrive, ma in ciò che esce dalla divisione: oltre ottanta voci, da cinque capitoli che coprono cose senza alcun legame tra loro, dall’ispezione di un ettaro di luppolo fino all’identificazione del DNA della linea GA21 nelle sementi di mais, danno lo stesso rapporto rispetto al 2022, 1,4476. Nessuna tariffa è stata ricalcolata sul proprio costo reale. Se lo fosse stata, sarebbe impossibile che il prelievo di un campione da un sacco comune e l’audit di un laboratorio di analisi rincarassero esattamente allo stesso modo, dato che il primo significa qualche minuto di lavoro e il secondo una trasferta con squadra e relazione.

Le tre tariffe rimaste ferme confermano l’assenza di un’analisi dei costi, invece di smentirla. Il controllo annuale che tiene in vita un’autorizzazione costa ancora 370,50 lei, cioè 165,84 lei sotto il livello indicizzato, mentre la verifica della documentazione che lo precede, nella stessa voce della stessa tabella, è salita da 160,02 a 231,65 lei. Il risultato è che, dal 27 settembre 2026, un operatore paga per la verifica delle carte il 62% del prezzo del controllo annuale vero e proprio, contro il 43% di prima. Non esiste alcun motivo operativo per cui il rapporto tra due prestazioni dello stesso ispettorato debba cambiare di venti punti percentuali dentro un atto che non motiva nulla.

L’unica cifra che esce completamente dallo schema sta in una nota a piè di pagina e non si vede leggendo le tabelle. L’etichetta redatta e stampata dall’operatore economico accreditato passa da 0,02 a 0,12 lei. Indicizzata, sarebbe arrivata a 0,03 lei, quindi la nota fissa quattro volte il livello che il resto dell’allegato avrebbe imposto. Per un operatore che stampa 100.000 etichette l’anno, questo significa 12.000 lei invece di 3.000. Accanto all’arrotondamento che raddoppia la certificazione al chilogrammo per le piante agricole e per la patata, da 0,005 a 0,01 lei, e alle due nuove tasse di iscrizione, ne esce che il pagatore piccolo, quello che lavora con molti lotti e molte etichette, sopporta un aumento ben superiore al 44,76% annunciato dal resto dell’atto. Un lotto di 20 tonnellate di semente di cereali costa 230,53 lei invece di 100, cioè 2,3 volte tanto.

L’ultima osservazione riguarda la simmetria dei termini. La relazione su cui si fonda il decreto porta la data del 3 agosto 2026, il decreto è firmato il 4 settembre 2026 e pubblicato il 22 settembre 2026. L’amministrazione ha avuto 50 giorni tra la relazione e la pubblicazione e 55 fino all’entrata in vigore. I destinatari ne hanno 5, in un periodo in cui il termine di ispezione per le colture autunnali, il 1º dicembre, è già in calendario e le dichiarazioni di moltiplicazione si presentano. Nulla impediva l’entrata in vigore al 1º gennaio 2027, con un’intera campagna tariffata su una sola griglia.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Il decreto dovrebbe contenere una disposizione transitoria espressa. L’art. 21, comma (2), della legge n. 266/2002, ripubblicata, risolve le domande puntuali, perché lega il pagamento all’accoglimento della domanda, ma non dice nulla sulle prestazioni continuative: la vigilanza e il monitoraggio annuale, la stampa corrente di etichette, i prelievi ripetuti da un lotto già in certificazione. Una frase che fissi la griglia applicabile a queste risparmierebbe a ogni ispettorato un’interpretazione propria.
  • La tariffa di 0,12 lei a etichetta andrebbe spostata dalla nota alla tabella, come voce con numero proprio. Un aumento di sei volte non ha nulla da fare in una nota a piè di pagina, dove è meno probabile che sia letta da chi la paga, e dove non può essere confrontata con nulla.
  • La voce per la redazione e la stampa dei contrassegni senza apposizione andrebbe reintrodotta, oppure le note del capitolo V andrebbero ripulite dal rinvio a essa. Ora esiste una categoria di servizi di cui le note parlano e che la tabella non tariffa, mentre la nota 5 fissa un prezzo a etichetta per una voce misurata per confezione.
  • Le tariffe al chilogrammo andrebbero espresse con tre decimali, come nell’allegato del 2022. Il raddoppio da 0,005 a 0,01 lei non è una decisione di politica tariffaria, ma un effetto del formato della cifra. Con tre decimali, il valore indicizzato sarebbe stato 0,007 lei, e l’aumento sarebbe rimasto in linea con il resto dell’atto.
  • Il decreto dovrebbe prevedere che i rinvii di altri atti normativi al Decreto n. 344/2022 si intendano fatti a esso. Il Decreto del ministro dell’agricoltura e dello sviluppo rurale n. 500/2023 rinvia gli importatori, per il corrispettivo delle prove ufficiali, al decreto abrogato, individuato per numero e anno.
  • L’entrata in vigore andrebbe coordinata con il ciclo della campagna, non con il termine minimo di 5 giorni. Una data fissa, per esempio il 1º gennaio, farebbe sì che la stessa campagna di moltiplicazione e certificazione fosse tariffata su una sola griglia, invece di essere tagliata in due da un cambio di prezzo arrivato a metà autunno.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 804 del 22 settembre 2026 32 pagine PDF, 174 KB l'atto inizia a pagina 27

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.