In breve
- L’Imprimeria della Banca Nazionale, la tipografia che stampa le banconote della Romania, ha il bilancio approvato per il 2026: 160,9 milioni di lei di ricavi, 144,1 milioni di costi, 13,7 milioni di utile netto.
- Dall’utile lo Stato incassa 7,32 milioni di lei come versamenti al bilancio, mentre i dipendenti ricevono 900.000 lei a titolo di partecipazione agli utili.
- L’azienda ha 127 dipendenti, con una retribuzione media mensile di 14.184 lei, e investimenti previsti per 13,5 milioni di lei.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 702 del 25 agosto 2026
Entrata in vigore: 25 agosto 2026
La più discreta azienda autonoma della Romania, quella che stampa il denaro, riceve il bilancio per il 2026 soltanto alla fine di agosto: 160,9 milioni di lei di ricavi e un utile netto di 13,7 milioni, di cui quasi la metà va al bilancio dello Stato. La Decisione del Governo n. 661/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 702 del 25 agosto 2026, approva il bilancio di ricavi e costi dell’azienda autonoma «Imprimeria Băncii Naționale a României». L’atto si aggiunge alla serie di bilanci di aziende autonome e società statali approvati quest’estate, dopo quello della Loteria Română.
Il fondamento giuridico è l’Ordinanza del Governo n. 26/2013 sul rafforzamento della disciplina finanziaria presso gli operatori economici a capitale statale, approvata con la legge n. 47/2014. Essa impone che i bilanci di queste entità siano approvati con decisione del Governo.
La decisione è controfirmata dal ministro delle Finanze, dal governatore della Banca Nazionale e dal ministro del Lavoro, segno della tripla vigilanza sulle spese per il personale di un’azienda con 127 dipendenti.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è la fissazione dei ricavi. Il bilancio prevede 160.917 migliaia di lei di ricavi totali, di cui 157.917 migliaia dalla gestione operativa e 3.000 migliaia di proventi finanziari. L’azienda non riceve sovvenzioni né trasferimenti dal bilancio pubblico.
Il secondo effetto riguarda i costi. Il totale è di 144.102 migliaia di lei, di cui 141.102 migliaia di costi operativi e 3.000 migliaia di oneri finanziari.
Il terzo effetto è la struttura dei costi operativi: 82.921 migliaia per beni e servizi, 520 migliaia per imposte, tasse e versamenti assimilati, 24.477 migliaia per il personale e 33.184 migliaia di altri costi operativi.
Il quarto effetto attiene alle retribuzioni. I costi di natura retributiva ammontano a 22.626 migliaia di lei, di cui 20.194 migliaia di salari e 2.432 migliaia di premi. Il contratto di mandato e gli altri organi di amministrazione e controllo costano 1.101 migliaia, mentre i contributi a carico del datore di lavoro 750 migliaia.
Il quinto effetto è il risultato. La differenza tra ricavi e costi dà un risultato lordo di 16.815 migliaia di lei, da cui si sottrae l’imposta sul reddito d’impresa corrente di 3.076 migliaia, per un utile netto di 13.739 migliaia.
Il sesto effetto è la ripartizione dell’utile. Il bilancio prevede 900 migliaia per la partecipazione dei dipendenti agli utili, entro il limite legale del 10% dell’utile netto, e 7.320 migliaia di versamenti al bilancio dello Stato. Il resto, 6.419 migliaia, va ad altre riserve, come fonte propria di finanziamento.
Il settimo effetto riguarda gli investimenti. Le fonti di finanziamento degli investimenti ammontano a 59.928 migliaia di lei, ma le spese per investimenti previste nel 2026 sono di appena 13.485 migliaia. Le dotazioni dal bilancio pubblico sono pari a zero.
L’ottavo effetto attiene al personale. L’azienda prevede 127 dipendenti a fine anno, con un numero medio anch’esso di 127, e una retribuzione media mensile per dipendente di 14.184 lei.
Il nono effetto è l’indicatore di efficienza. Il bilancio prevede costi totali di 896 lei ogni 1.000 lei di ricavi totali, una produttività del lavoro in valore di 1.243 migliaia di lei per dipendente e zero pagamenti scaduti e zero crediti scaduti. Un’emissione destinata al collezionismo è arrivata a settembre 2026: dal 14 settembre 2026 la BNR mette in circuito una banconota da 100 lei dedicata a Eugeniu Carada, insieme a un foglio speciale con quattro esemplari non tagliati.
Che cosa cambia rispetto a prima
La prima osservazione riguarda il calendario. Il bilancio per il 2026 viene approvato il 25 agosto 2026, cioè dopo che più di metà dell’esercizio finanziario è già trascorsa.
La seconda osservazione attiene all’indipendenza finanziaria. L’azienda non ha sovvenzioni, trasferimenti o dotazioni di bilancio per gli investimenti, quindi si finanzia interamente con la propria attività.
La terza osservazione riguarda il rapporto tra fonti e investimenti. Le fonti di finanziamento degli investimenti, 59.928 migliaia di lei, sono oltre quattro volte superiori alle spese per investimenti previste, 13.485 migliaia, il che significa uno stock di risorse non impegnate nel 2026.
La quarta osservazione riguarda i fondi europei. Il bilancio prevede zero ricavi e zero spese ammissibili a valere su fondi europei, quindi l’attività non dipende da finanziamenti esterni.
Una verifica di calcolo, segnalata qui perché si ricava dalle cifre pubblicate: le tre destinazioni dell’utile sommano 14.639 migliaia di lei, cioè 900 migliaia in più dell’utile netto di 13.739 migliaia. La cifra della riga 38, ossia 6.419 migliaia, corrisponde all’utile netto meno i versamenti al bilancio dello Stato, 13.739 meno 7.320, senza sottrarre anche la partecipazione dei dipendenti della riga 33. Il titolo della riga 38 indica però che si sottraggono entrambe le destinazioni. Le restanti somme di controllo del bilancio tornano senza scarti.
Ciò che non cambia è il regime giuridico. L’Imprimeria resta azienda autonoma alle dipendenze della Banca Nazionale della Romania, e il bilancio si approva ogni anno con decisione del Governo.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Il bilancio di un’entità che stampa banconote è pubblico, con ricavi, costi, utile e retribuzioni alla luce del sole.
- L’azienda si autofinanzia: zero sovvenzioni, zero trasferimenti, zero dotazioni di bilancio per gli investimenti.
- Lo Stato incassa 7,32 milioni di lei come versamenti dall’utile.
- Gli indicatori di disciplina finanziaria sono buoni: zero pagamenti scaduti e zero crediti scaduti.
- Il rapporto tra costi e ricavi, 896 lei ogni 1.000, lascia un margine di utile confortevole.
Che cosa resta un problema
- Il bilancio annuale viene approvato alla fine di agosto, quindi dopo otto mesi dell’anno che disciplina.
- La ripartizione dell’utile non chiude aritmeticamente: le tre destinazioni superano l’utile netto di 900 migliaia di lei.
- L’allegato è riprodotto in facsimile, quindi non può essere letto automaticamente né cercato nel testo.
- Gli investimenti previsti rappresentano meno di un quarto delle fonti disponibili per gli investimenti.
- La decisione non spiega quali prodotti e servizi generino i 157,9 milioni di lei di ricavi operativi.
Consigli pratici
- Se analizzi le aziende autonome, tieni a mente l’indicatore della riga 57: costi totali per 1.000 lei di ricavi totali. Qui è 896, quindi 104 lei di utile lordo ogni mille lei incassati.
- Per i confronti tra un anno e l’altro, usa la riga 52, la retribuzione media mensile per dipendente calcolata sulla base dei costi di natura retributiva. Qui è di 14.184 lei.
- Confronta la riga 46 con la riga 49. La differenza tra le fonti di finanziamento degli investimenti e le spese effettive mostra quanto resta non impegnato.
- Il modulo completo si legge soltanto nell’edizione ufficiale in formato PDF, allegata a questo articolo. L’allegato è riprodotto in facsimile, quindi il testo non può essere copiato.
- Se segui le entrate del bilancio dello Stato da dividendi e versamenti, la riga rilevante è la 35: 7.320 migliaia di lei da questa azienda.
- Tieni a mente il fondamento giuridico: l’Ordinanza del Governo n. 26/2013, approvata con la legge n. 47/2014, è l’atto che impone l’approvazione con decisione del Governo dei bilanci degli operatori economici a capitale statale.
Domande frequenti
Che cosa fa l’Imprimeria della Banca Nazionale?
Quanto utile fa?
Quanto incassa lo Stato?
Quanti dipendenti ha?
Riceve denaro dal bilancio pubblico?
Perché il bilancio si approva ad agosto?
Dove trovo la tabella completa?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- Allegato, riga 38: la ripartizione dell’utile supera l’utile netto di 900 migliaia di lei. La riga 38 si chiama, nel modulo, «Profitul nerepartizat pe destinațiile prevăzute la Rd.33 – Rd.34 se repartizează la alte rezerve și constituie sursă proprie de finanțare», l’utile non ripartito sulle destinazioni delle righe 33 e 34 va ad altre riserve e costituisce fonte propria di finanziamento, quindi il suo valore deve essere l’utile contabile residuo della riga 32, meno la partecipazione dei dipendenti della riga 33, meno i versamenti al bilancio dello Stato della riga 34. Il calcolo dà 13.739 meno 900 meno 7.320, cioè 5.519 migliaia di lei. Stampato è 6.419, esattamente quanto risulta sottraendo la sola riga 34 e ignorando la riga 33. La conseguenza si vede per somma: le tre destinazioni dell’utile, 900 più 7.320 più 6.419, danno 14.639 migliaia di lei, 900 in più dell’utile netto di 13.739 della riga 26. La differenza è pari, al leu, alla partecipazione dei dipendenti agli utili. Le altre somme di controllo del modulo tornano correttamente, comprese quelle delle righe 7, 10, 20 e 26.
Analisi della redazione
Il bilancio di un’azienda che stampa banconote è, per natura, l’unica finestra pubblica su un’attività che altrimenti non si vede. E la finestra mostra un’entità piccola e redditizia: 127 dipendenti producono ricavi per 160.917 migliaia di lei e un utile lordo di 16.815 migliaia, cioè 104 lei di utile ogni 1.000 lei incassati. Il modulo contiene anche un indicatore che in pochi leggono, la riga 56, la produttività in unità fisiche: 2.518.465 prodotti finiti per dipendente. Moltiplicato per i 127 addetti, ne risulta un piano di circa 320 milioni di esemplari per il 2026, fra i quali le banconote, ma anche gli altri documenti di sicurezza che l’azienda stampa. È l’informazione più concreta di tutto l’atto e, paradossalmente, l’unica che dica qualcosa su che cosa faccia davvero l’Imprimeria.
Il problema del modulo non è che nasconda, ma che non si possa verificare da solo proprio là dove l’interesse pubblico è maggiore. La riga 52, la retribuzione media mensile per dipendente, indica 14.184 lei. Dai dati pubblicati nello stesso allegato risulta altro: i costi di natura retributiva della riga 11 sono 22.626 migliaia di lei, e divisi per i 127 dipendenti medi della riga 51 e per dodici mesi danno 14.846 lei al mese. La differenza è di quasi 660 lei, e la sua spiegazione sta, secondo la nota a piè di pagina dell’allegato, nella riga 151 dell’«Anexă de fundamentare nr. 2», un allegato di motivazione che non viene pubblicato. Il lettore ha dunque due cifre sulle retribuzioni e nessun mezzo per conciliarle.
Il secondo vuoto è nella struttura dei costi. Dei 141.102 migliaia di lei di costi operativi, 82.921 vanno a beni e servizi, mentre altri 33.184 sono iscritti fra gli «alte cheltuieli de exploatare», gli altri costi operativi, cioè quasi un quarto del totale in una voce priva di qualsiasi dettaglio. Resta senza spiegazione anche l’imposta sul reddito delle società: 3.076 migliaia di lei su un risultato lordo di 16.815 migliaia significano il 18,3%, oltre l’aliquota del 16%, il che presuppone circa 2,4 milioni di lei di costi indeducibili che l’atto non mostra. Per un’azienda autonoma il cui unico azionista è lo Stato, queste due voci sono esattamente i punti in cui un bilancio approvato con decisione del Governo dovrebbe dire più di una tabella di rendicontazione interna.
Infine, la forma in cui il bilancio viene approvato lo rende impossibile da collocare in una serie. L’allegato ha una sola colonna di valori, «Propuneri an 2026», le proposte per il 2026, senza la colonna con i risultati dell’anno precedente e senza stime per gli anni successivi. Non si può quindi vedere se i ricavi crescano o calino rispetto al 2025, se il numero dei dipendenti sia cambiato, se i versamenti al bilancio dello Stato siano maggiori o minori dell’anno scorso. Un bilancio approvato il 25 agosto, per un anno di cui sono già passati otto mesi, potrebbe almeno dire da dove viene e dove va.
Che cosa andrebbe cambiato
- La colonna con i risultati dell’anno precedente, nello stesso allegato. Il modulo andrebbe pubblicato con almeno due colonne di valori, il consuntivo 2025 e le proposte 2026, come mostrano i modelli abituali dei bilanci di ricavi e costi. In pratica, chiunque vedrebbe a colpo d’occhio se i 160.917 migliaia di lei di ricavi siano una crescita o un calo.
- La pubblicazione delle righe dell’allegato di motivazione a cui rinviano le note. La nota a piè di pagina lega la riga 52 alla riga 151 di un allegato che non compare nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Se quella riga fosse riprodotta, in pratica si potrebbe spiegare perché la retribuzione media dichiarata sia di 14.184 lei, mentre dalle cifre pubblicate ne risultano 14.846.
- Il dettaglio della voce «alte cheltuieli de exploatare». Una somma di 33.184 migliaia di lei, cioè quasi un quarto dei costi operativi, andrebbe articolata per categorie in una nota all’allegato. In pratica, si potrebbe seguire quanta parte del costo di stampare il denaro sia ammortamento, quanta materiali di sicurezza e quanta servizi esternalizzati.
- Una verifica aritmetica obbligatoria prima della pubblicazione. La somma delle righe 33, 34 e 38 deve essere uguale alla riga 32, e la regola si può applicare in modo automatico a qualsiasi modulo di questo tipo. In pratica, l’errore di 900 migliaia di lei nella ripartizione dell’utile sarebbe stato fermato prima di arrivare nella Gazzetta Ufficiale della Romania, non segnalato dopo.
- Un termine di approvazione, con una regola per il periodo già trascorso. L’Ordinanza del Governo n. 26/2013 richiede l’approvazione del bilancio con decisione del Governo, ma non dice entro quando. Un termine fisso, accompagnato dalla regola del finanziamento provvisorio in dodici quote uguali del bilancio dell’anno precedente, risolverebbe in pratica la situazione in cui un’azienda autonoma lavora otto mesi senza bilancio approvato e poi lo riceve per un anno quasi concluso.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 702 del 25 agosto 2026 16 pagine PDF, 159 KB l'atto inizia a pagina 11
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