In breve

  • Il Ministero delle Finanze apre un nuovo giro del Programma Tezaur: sottoscrizioni tra il 7 settembre e il 2 ottobre 2026, con interessi annui del 6,20% a un anno, 6,75% a tre anni e 7,15% a cinque anni. Il guadagno non è tassato e non entra nella base di calcolo del contributo sanitario.
  • Un titolo costa 1 leu. Allo sportello della tesoreria e alla posta si può sottoscrivere a partire da 1 leu, ma su ghiseul.ro la soglia minima è di 1.000 lei, con un tetto di 200.000 lei per ciascun codice di emissione.
  • Il denaro comincia a produrre interessi solo il 6 ottobre 2026. Chi sottoscrive il primo giorno lascia la somma bloccata 29 giorni senza nulla, il che abbassa il rendimento reale dell’emissione a un anno dal 6,20% a circa il 5,74%.
Atto: Decreto del ministro delle finanze n. 1.192/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 753 del 4 settembre 2026
Entrata in vigore: 4 settembre 2026, alla data della pubblicazione

Lo Stato torna a prendere in prestito dai cittadini, con gli stessi interessi del mese scorso: 6,20% a un anno, 6,75% a tre anni e 7,15% a cinque anni. Il Decreto del ministro delle finanze n. 1.192/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 753 del 4 settembre 2026, approva il prospetto di tre emissioni di titoli di Stato Tezaur, con i codici 0225, 0226 e 0227. Il periodo di sottoscrizione va da lunedì 7 settembre 2026 a venerdì 2 ottobre 2026, e gli interessi sono identici a quelli dell’edizione di agosto-settembre 2026, approvata con il Decreto n. 1.013/2026.

I titoli si comprano agli sportelli della Tesoreria dello Stato, negli uffici postali della Compagnia Nazionale «Poșta Română» e online, sulla piattaforma ghiseul.ro. Il denaro raccolto va, dice l’articolo 5 del prospetto, al finanziamento del disavanzo di bilancio e al rifinanziamento del debito pubblico.

Ecco le tre emissioni, con tutto ciò che il prospetto stabilisce su ciascuna. L’ultima colonna è il nostro calcolo per un investimento di 5.000 lei, a interesse semplice, così come lo paga lo Stato.

Codice Durata Interesse annuo Inizio sottoscrizione Fine sottoscrizione Data di emissione Data di scadenza Interesse totale su 5.000 lei
0225 1 anno 6,20% 7 settembre 2026 2 ottobre 2026 6 ottobre 2026 6 ottobre 2027 310,00 lei
0226 3 anni 6,75% 7 settembre 2026 2 ottobre 2026 6 ottobre 2026 6 ottobre 2029 1.012,50 lei
0227 5 anni 7,15% 7 settembre 2026 2 ottobre 2026 6 ottobre 2026 6 ottobre 2031 1.787,50 lei

Il periodo di sottoscrizione dura 26 giorni di calendario, cioè 20 giorni lavorativi. Non tutti i canali restano però aperti fino alla fine. L’articolo 2 comma (2) chiude prima le sottoscrizioni negli uffici postali: nelle aree urbane un giorno lavorativo prima dell’ultimo giorno, quindi il 1 ottobre 2026, e nelle aree rurali due giorni lavorativi prima, quindi il 30 settembre 2026. Su ghiseul.ro, l’articolo 2 comma (3) lettera c) chiude le sottoscrizioni anch’esso due giorni lavorativi prima, il 30 settembre 2026, e nell’ultimo giorno la piattaforma si ferma alle 23:30. Solo allo sportello della tesoreria si può effettivamente sottoscrivere fino al 2 ottobre 2026.

Il valore nominale di un titolo è di 1 leu, e le frazioni di titolo non sono ammesse. Alla tesoreria e alla posta questo significa che si può entrare con un solo leu. Su ghiseul.ro, l’articolo 3 comma (2) impone una soglia minima di 1.000 lei per una sottoscrizione e un tetto massimo di 200.000 lei per ciascun codice di emissione, ai quali si aggiungono i limiti di pagamento della carta bancaria. Possono comprare solo le persone fisiche residenti che abbiano compiuto 18 anni entro la data di chiusura del periodo di sottoscrizione, compresa.

Gli effetti che produce

L’interesse si paga una volta all’anno, alle date fissate nell’articolo 8. L’emissione 0225 ha un solo pagamento, il 6 ottobre 2027, quando torna anche il capitale. L’emissione 0226 ha tre pagamenti: 6 ottobre 2027, 6 ottobre 2028 e 8 ottobre 2029, l’ultimo insieme al valore nominale. L’emissione 0227 ha cinque pagamenti: 6 ottobre 2027, 6 ottobre 2028, 8 ottobre 2029, 7 ottobre 2030 e 6 ottobre 2031, l’ultimo insieme al capitale.

Il calendario dei pagamenti di ciascuna emissione è coerente: i periodi di interesse si legano uno all’altro, dal 6 ottobre al 5 ottobre dell’anno successivo, senza vuoti e senza sovrapposizioni, e il numero dei pagamenti corrisponde alla durata: uno, tre e cinque rispettivamente. Anche le date che escono dallo schema hanno una spiegazione. Il 6 ottobre 2029 cade di sabato, il 6 ottobre 2030 di domenica, e il Ministero delle Finanze ha già applicato la regola dell’articolo 9 comma (3) e ha spostato i pagamenti al lunedì successivo, 8 ottobre 2029 e 7 ottobre 2030. Quel comma dice chiaramente che, per i giorni di ritardo, l’investitore non riceve alcun interesse in più. Per l’emissione 0226 questo significa che i 5.000 lei tornano due giorni più tardi, una perdita di circa 1,85 lei per ogni 5.000 lei investiti.

L’interesse non è tassato. L’articolo 10 del prospetto rinvia all’articolo 93 comma (1) lettera a) del Codice tributario, che esclude dalla categoria dei redditi imponibili i guadagni ottenuti dalla detenzione e dal trasferimento degli strumenti che rappresentano il debito pubblico dello Stato. I redditi da titoli di Stato non entrano nemmeno nella base di calcolo del contributo di assicurazione sociale sanitaria e non si riportano nella dichiarazione unica.

La formula di calcolo dell’articolo 13 divide la somma per il numero di giorni del periodo di interesse, e il risultato si arrotonda al centesimo: sopra 0,005 lei si arrotonda per eccesso, sotto questo valore per difetto. Per un investitore con 5.000 titoli, l’interesse annuo risulta di 310 lei su 0225, 337,50 lei su 0226 e 357,50 lei su 0227.

Che cosa cambia rispetto a prima

In pratica nulla sul piano degli interessi. L’edizione precedente, approvata con il Decreto n. 1.013/2026 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 656 del 7 agosto 2026, aveva i codici 0222, 0223 e 0224 ed esattamente le stesse percentuali: 6,20%, 6,75% e 7,15%. È il secondo mese di fila in cui lo Stato non muove il prezzo al quale prende in prestito dai cittadini. Rispetto alla primavera, però, il calo è visibile: l’edizione di aprile 2026 partiva dal 6,50% a un anno e arrivava al 7,50% a cinque anni, quindi la durata lunga è diventata più conveniente di 0,35 punti percentuali in cinque mesi.

Cambia solo il calendario. La sottoscrizione comincia il 7 settembre 2026 invece che il 10 agosto, l’emissione avviene il 6 ottobre 2026 invece che l’8 settembre, e le scadenze si spostano di un mese. La struttura, i canali di vendita, le soglie e il regime fiscale restano intatti.

Interessante è ciò che accade nella stessa settimana sullo scaffale accanto. Due giorni prima, con il Decreto n. 1.178/2026, lo Stato ha lanciato l’edizione Fidelis di settembre, con interessi in lei del 6,30% a due anni, 6,90% a quattro anni e 7,50% a dieci anni. Il titolo di stampa «7,50% con Fidelis, 7,15% con Tezaur» confronta però dieci anni con cinque. A orizzonti comparabili, Tezaur paga di più: 7,15% a cinque anni contro 6,90% a quattro anni con Fidelis.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • L’interesse non è tassato e non entra nella base di calcolo del contributo sanitario, quindi la percentuale esposta è proprio la percentuale incassata. Un deposito bancario con lo stesso interesse lascerebbe in mano, dopo l’imposta del 10%, l’equivalente del 6,44% invece del 7,15%.
  • La soglia di ingresso allo sportello è di un solo leu, il che rende l’emissione accessibile anche per somme piccolissime.
  • Il rischio di mancato rimborso è quello dello Stato romeno, il rischio più basso disponibile sul mercato interno in lei.
  • La rete di vendita è ampia: tesorerie, uffici postali in città e nei paesi, più la piattaforma ghiseul.ro, aperta anche nel fine settimana.
  • In caso di decesso, i titoli passano agli eredi sulla base dei documenti di successione, senza che si perda l’interesse maturato.

Che cosa resta un problema

  • L’interesse non si capitalizza. Su cinque anni, il 7,15% semplice porta 1.787,50 lei su 5.000 lei investiti, contro i 2.062,05 lei che si otterrebbero reinvestendo l’interesse ogni anno. La differenza, 274,55 lei, significa un rendimento medio annuo effettivo del 6,30% e non del 7,15%.
  • Il denaro resta bloccato tra il giorno della sottoscrizione e il 6 ottobre 2026 senza produrre nulla, fino a 29 giorni per chi si affretta il primo giorno.
  • Il prospetto non dice una parola sul ritiro del denaro prima della scadenza, benché il diritto esista nel decreto quadro. Il lettore deve aprire un altro atto per sapere a quali condizioni può riprendersi i soldi.
  • Il ritiro anticipato costa tutto quello che si è incassato: la somma restituita è il valore sottoscritto meno tutti gli interessi pagati fino a quel momento.
  • I titoli non si negoziano in borsa, a differenza di Fidelis, quindi non esiste un mercato su cui venderli a un prezzo del momento.
  • Quando una data di pagamento cade nel fine settimana, il pagamento slitta senza alcun compenso, e l’articolo 9 comma (3) lo dice esplicitamente.

Consigli pratici

  1. Non affrettatevi a sottoscrivere il 7 settembre. L’interesse decorre dal 6 ottobre 2026 indipendentemente dal giorno in cui avete pagato, quindi ogni giorno di attesa vi lascia i soldi sul conto, dove possono produrre qualcosa. Se li tenete su un conto di risparmio, il guadagno di quei 29 giorni è vostro in più.
  2. Controllate da quale canale comprate e fino a quando. All’ufficio postale di un paese l’ultimo giorno è il 30 settembre 2026, in città il 1 ottobre 2026, su ghiseul.ro sempre il 30 settembre 2026, e allo sportello della tesoreria il 2 ottobre 2026. Chi si presenta il 2 ottobre alla posta torna a casa senza titoli.
  3. Se volete mettere meno di 1.000 lei, andate alla tesoreria o alla posta. La piattaforma ghiseul.ro non accetta sottoscrizioni inferiori a 1.000 lei.
  4. Scegliete la durata in base al momento in cui vi servono i soldi, non in base alla percentuale più alta. Il ritiro prima della scadenza si fa solo presso l’unità di tesoreria attraverso la quale avete sottoscritto, la domanda va depositata almeno 60 giorni lavorativi prima di una data di pagamento, e dalla somma restituita si sottraggono tutti gli interessi ricevuti. Con l’emissione 0225, che paga una sola volta, un ritiro anticipato vi lascia esattamente i soldi versati, senza alcun guadagno.
  5. Conservate il modulo di sottoscrizione. Senza di esso, qualsiasi successiva domanda di riacquisto o di trasferimento richiede in più una dichiarazione sostitutiva.
  6. Se avete emissioni Tezaur più vecchie che arrivano a scadenza in ottobre, potete usare il denaro della scadenza per la nuova sottoscrizione, ma tenete conto che il pagamento del capitale su 0226 arriva l’8 ottobre 2029 e non il 6, perché il 6 ottobre 2029 è un sabato.

Domande frequenti

Quanto posso investire come minimo e come massimo?
Allo sportello della Tesoreria dello Stato e negli uffici postali il minimo è un leu, cioè il prezzo di un titolo, e il prospetto non fissa un tetto massimo per questi canali. Su ghiseul.ro il minimo di una sottoscrizione è di 1.000 lei, e il tetto è di 200.000 lei per ciascun codice di emissione, ai quali si aggiungono i limiti di pagamento della vostra carta.
Quando ricevo l’interesse?
Una volta all’anno, alle date dell’articolo 8. Il primo pagamento per tutte e tre le emissioni è il 6 ottobre 2027. L’emissione 0225 si chiude allora, la 0226 paga ancora il 6 ottobre 2028 e l’8 ottobre 2029, e la 0227 il 6 ottobre 2028, l’8 ottobre 2029, il 7 ottobre 2030 e il 6 ottobre 2031.
Pago imposte sull’interesse?
No. L’articolo 10 del prospetto rinvia all’articolo 93 comma (1) lettera a) del Codice tributario, che esclude questi redditi dalla categoria di quelli imponibili. Non è dovuto nemmeno il contributo di assicurazione sociale sanitaria, e le somme non si dichiarano nella dichiarazione unica.
Posso riprendermi i soldi prima della scadenza?
Il prospetto non prevede nulla al riguardo. Il diritto viene dal Decreto del ministro delle finanze pubbliche n. 3.139/2017, al quale rinvia l’articolo 15. Lì, gli articoli 27 e 31 dicono che la domanda si deposita solo presso l’unità di tesoreria attraverso la quale avete sottoscritto, che il riacquisto riguarda l’intera somma di un modulo di sottoscrizione, senza ritiri parziali, e che ricevete il valore sottoscritto meno tutti gli interessi incassati fino a quel momento. Il denaro arriva sul conto di sottoscrizione entro il 20 del mese successivo al deposito della domanda. Per i titoli comprati tramite la posta o tramite ghiseul.ro si applica il Decreto n. 333/226/2025, che il prospetto richiama senza riassumerlo.
Fino a quando posso ancora sottoscrivere all’ufficio postale?
Dipende da dove abitate. Nelle aree urbane le sottoscrizioni si chiudono un giorno lavorativo prima dell’ultimo giorno del periodo, quindi il 1 ottobre 2026. Nelle aree rurali si chiudono due giorni lavorativi prima, quindi il 30 settembre 2026. Il prospetto non spiega perché le zone rurali abbiano un giorno in meno.
Che cosa succede se la data di pagamento cade di sabato o di domenica?
Il pagamento si fa il primo giorno lavorativo successivo, senza alcun interesse aggiuntivo per i giorni di ritardo. La regola è nell’articolo 9 comma (3), e il Ministero delle Finanze l’ha già applicata nel calendario: il 6 ottobre 2029 cade di sabato, quindi il pagamento passa all’8 ottobre, e il 6 ottobre 2030 cade di domenica, quindi il pagamento passa al 7 ottobre.
Posso comprare titoli a nome di mio figlio?
Non nell’ambito di questa emissione. L’articolo 14 lettera a) dice che i titoli sono offerti esclusivamente alle persone fisiche residenti, escluse quelle che non abbiano compiuto 18 anni entro la data di chiusura del periodo di sottoscrizione, compresa.
Che cosa succede ai titoli se il titolare muore?
Il diritto di proprietà passa agli eredi, ai sensi dell’articolo 6 comma (3). Essi si rivolgono all’unità di tesoreria presso la quale il titolare ha sottoscritto oppure all’ufficio postale, con i documenti che provano il decesso, e il trasferimento si fa sulla base degli atti di successione, ai sensi dell’articolo 16.
Che cosa conviene di più, Tezaur o Fidelis?
Dipende da per quanto tempo lasciate i soldi e dal fatto che vogliate poterli ritirare. L’edizione Fidelis di settembre 2026 dà il 6,30% a due anni, il 6,90% a quattro anni e il 7,50% a dieci anni, e i titoli si negoziano in borsa, quindi potete venderli. Tezaur dà il 7,15% a cinque anni, più di Fidelis a quattro anni, ma non si negozia, e il ritiro anticipato vi porta via tutto l’interesse ricevuto.
Dove posso leggere il prospetto?
Le fotocopie si possono consultare nelle sedi delle tesorerie e degli uffici postali, durante l’orario di apertura, dall’inizio del periodo di sottoscrizione fino alla data di scadenza. Il testo integrale è pubblicato anche su www.mfinante.ro e www.posta-romana.ro, ai sensi dell’articolo 17.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • L’art. 2 comma (4), un canale di vendita che compare una sola volta in tutto l’atto. Il comma stabilisce che «subscrierile în mediul online, prin intermediul Spațiului privat virtual, se încheie la ora 23:59:59 în ziua anterioară datei de încheiere a perioadei de subscriere», cioè che le sottoscrizioni online, tramite lo Spazio privato virtuale, si chiudono alle 23:59:59 del giorno precedente la data di chiusura del periodo di sottoscrizione. Lo Spazio privato virtuale non compare in nessun altro punto. Non è nel titolo del decreto, non è nell’articolo 1 del prospetto, non è nell’articolo 3, che fissa le somme minime e il tetto, non è nell’articolo 9, che dice dove si pagano l’interesse e il capitale, e non è nemmeno nell’articolo 15, che rinvia le procedure al Decreto n. 3.139/2017 e al Decreto n. 333/226/2025, due atti che riguardano la tesoreria e, rispettivamente, la posta e ghiseul.ro. Chi sottoscrive tramite lo Spazio privato virtuale non può sapere dal prospetto se gli si applica il minimo di un leu dello sportello o quello di 1.000 lei di ghiseul.ro, se lo riguarda il tetto di 200.000 lei e su quale conto riceve i suoi soldi. Inoltre, se qualcuno legge la menzione come una svista di redazione riferita alla sottoscrizione online, il comma (4) entra in contraddizione diretta con il comma (3) lettera c), che chiude le sottoscrizioni online due giorni lavorativi prima dell’ultimo giorno, cioè il 30 settembre 2026, contro il 1 ottobre 2026 nella versione del comma (4), e con la lettera a), che fissa l’ora di chiusura alle 23:30 e non alle 23:59:59. Una sottoscrizione fatta il 1 ottobre 2026 alle 23:45 è, a seconda del paragrafo che si sceglie, valida oppure nulla. La stessa formulazione isolata esisteva anche nell’edizione precedente, approvata con il Decreto n. 1.013/2026, e non è stata corretta.

Analisi della redazione

Il prospetto è, come testo, pulito. Il calendario dei pagamenti si chiude correttamente: i periodi di interesse si legano dal 6 ottobre al 5 ottobre senza vuoti, il numero dei pagamenti corrisponde alla durata in tutte e tre le emissioni, e le due date che escono dalla riga, 8 ottobre 2029 e 7 ottobre 2030, sono esattamente i giorni lavorativi che seguono un sabato e una domenica. Qualcuno ha fatto il calendario a mano e lo ha fatto bene. Il problema non è nel testo, ma in ciò che manca.

Il silenzio più caro del prospetto è quello sulla distanza tra il pagamento e l’interesse. La sottoscrizione comincia il 7 settembre 2026, ma l’articolo 11 dice che l’interesse decorre dalla data di emissione, il 6 ottobre 2026. Sono 29 giorni in cui il denaro è nelle casse dello Stato e non produce nulla per chi lo ha versato. Per l’emissione a un anno, questo trasforma il 6,20% esposto in un rendimento reale di circa il 5,74% annuo, misurato dal giorno in cui avete pagato al giorno in cui ricevete tutto indietro, cioè 394 giorni. Mezzo punto percentuale evapora dalla semplice organizzazione del calendario, e il prospetto non avverte nessuno. Chi sottoscrive il 2 ottobre perde solo quattro giorni invece di 29 e ottiene esattamente la stessa percentuale esposta. La stessa informazione, due risultati diversi, senza che l’atto dica una parola.

La seconda osservazione riguarda l’aritmetica. L’articolo 13 comma (2) annuncia che l’interesse si calcola «pe baza numărului efectiv de zile din perioada de dobândă relevantă și pe baza numărului de zile din anul respectiv», cioè sulla base del numero effettivo di giorni del periodo di interesse rilevante e sulla base del numero di giorni dell’anno in questione, poi definisce entrambi i termini della frazione in modo identico, come il numero effettivo di giorni del periodo di interesse. La divisione dà sempre uno, quindi la formula si riduce al valore nominale moltiplicato per il tasso. Qui il risultato viene giusto, perché tutti i periodi sono anni interi, ma la differenza non è teorica: il secondo periodo delle emissioni 0226 e 0227 ha 366 giorni, perché comprende il 29 febbraio 2028. Se il denominatore fosse l’anno di calendario di 365 giorni, come suggerisce la frase introduttiva, l’interesse sarebbe di 338,42 lei invece di 337,50 lei per 5.000 lei su 0226, e al tetto di 200.000 lei la differenza arriverebbe a quasi 37 lei. La definizione salva il calcolo, ma la frase che la precede dice un’altra cosa.

Infine, il confronto che si fa da solo. Due giorni prima, con il Decreto n. 1.178/2026, lo Stato ha lanciato l’edizione Fidelis di settembre, con il 6,90% a quattro anni e titoli che si possono vendere in borsa. Tezaur chiede cinque anni per il 7,15%, senza alcuna uscita che non costi tutto l’interesse incassato. La differenza di 0,25 punti percentuali è il prezzo che lo Stato paga per un prestito da cui non si può uscire. Per chi calcola su cinque anni, l’interesse semplice taglia ancora una volta: 1.787,50 lei su 5.000 lei investiti, contro i 2.062,05 lei che si otterrebbero capitalizzando l’interesse ogni anno, il che significa un rendimento medio effettivo del 6,30% annuo e non del 7,15%.

Che cosa andrebbe cambiato

  • L’eliminazione o la disciplina completa dello Spazio privato virtuale. Se è un canale reale, il prospetto deve indicarne la soglia minima, il tetto e il conto su cui si fanno i pagamenti. Se non lo è, la menzione va cancellata dall’articolo 2 comma (4), che altrimenti contraddice il comma (3) e lascia una sottoscrizione serale senza un regime giuridico chiaro.
  • La riscrittura della definizione del denominatore nell’articolo 13 comma (2). Il «numero di giorni dell’anno in corso» va definito come il numero di giorni dell’anno di calendario e non come il numero di giorni del periodo di interesse, altrimenti la frase introduttiva e la definizione dicono cose diverse sulla stessa frazione.
  • Una tabella con le date di chiusura effettive per ciascun canale. Oggi il lettore deve contare da solo i giorni lavorativi per scoprire che alla posta nelle aree rurali il termine è il 30 settembre 2026 e alla tesoreria il 2 ottobre 2026. Il Ministero ha già queste date, le pubblica nei comunicati stampa e può metterle nell’atto.
  • Una menzione sul riacquisto anticipato, anche di una sola riga. Il prospetto non dice che il diritto esiste, né dove è disciplinato per ciascun canale. Un investitore che compra alla posta non scopre dall’atto dove deposita la domanda, perché il decreto quadro per la tesoreria la rinvia esclusivamente allo sportello di sottoscrizione.
  • L’allineamento della data di emissione alla fine del periodo di sottoscrizione. I quattro giorni tra il 2 e il 6 ottobre 2026 sono tecnicamente inevitabili, ma i 29 giorni del primo sottoscrittore non lo sono. L’interesse potrebbe decorrere dalla data del pagamento, come in qualsiasi deposito, oppure il prospetto potrebbe almeno dire apertamente quanto perde chi sottoscrive presto.
  • La pubblicazione del rendimento reale, non solo del tasso nominale. Una riga che mostri quanto rendono 1.000 lei alla scadenza, per ciascuna emissione, sostituirebbe dieci articoli di giornale e toglierebbe dalla discussione i confronti tra cinque anni di Tezaur e dieci anni di Fidelis.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 753 del 4 settembre 2026 16 pagine PDF, 118 KB l'atto inizia a pagina 9

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.