In breve
- L’organismo che prevede di quanti studenti ha bisogno la Romania viene ricostituito come commissione, non consiglio: 17 membri, mandato di 4 anni, un regolamento nuovo e la regola che nessuno può presiederlo per più di 4 anni complessivi.
- La commissione propone al ministero il numero di posti per l’anno accademico successivo e, su richiesta, la metodologia di ripartizione dei posti finanziati dallo Stato tra le università.
- Il secondo decreto della giornata riorganizza le scuole di dottorato dell’Universitatea din București: sei cambiano denominazione, quattro vengono soppresse, due nuove compaiono.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 708 del 26 agosto 2026
Entrata in vigore: 26 agosto 2026
Il numero di posti del prossimo anno accademico, cioè quanti posti finanziati dallo Stato ricevono le università, viene proposto da un organismo che ha appena ricevuto nuove regole di funzionamento. Il decreto del ministro dell’Istruzione e della Ricerca n. 4.650/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 708 del 26 agosto 2026, approva il regolamento della Commissione nazionale di statistica e previsione dell’istruzione superiore. Nella stessa edizione compare anche il Decreto n. 4.652/2026, che riorganizza le scuole di dottorato dell’Universitatea din București. Entrambi portano la firma del ministro Mihai Dimian, datata 12 agosto, e si aggiungono all’elenco delle università che formano i futuri insegnanti, pubblicato lo stesso giorno.
La commissione, abbreviata CNSPIS con la sigla rumena, è un organismo consultivo del ministero, privo di personalità giuridica. Sostituisce il Consiglio nazionale che portava lo stesso nome e la stessa sigla, disciplinato dal decreto del ministro dell’Istruzione nazionale n. 3.921/2018, che viene abrogato.
La sua missione è sostenere il ministero nel monitoraggio e nella previsione dell’evoluzione dell’istruzione superiore, in rapporto con la dinamica del mercato del lavoro.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è l’elenco delle attribuzioni. La commissione elabora e propone per l’approvazione l’insieme degli indicatori di monitoraggio dell’istruzione superiore, analizza i dati, partecipa alla correlazione di quegli indicatori con quelli europei, elabora studi e previsioni e monitora gli indicatori che ha proposto.
Il secondo effetto è il più concreto per gli studenti. La commissione propone al ministero una previsione del numero di posti per l’anno accademico successivo e, su richiesta del ministero, una metodologia di ripartizione preliminare dei posti finanziati dallo Stato tra gli istituti.
Il terzo effetto è la trasparenza. Il ministero pubblica ogni anno i dati corrispondenti agli indicatori elaborati dalla commissione.
Il quarto effetto è la composizione. Diciassette membri: docenti universitari che ricoprono almeno la funzione di professore associato o equivalente ottenuta all’estero, oppure membri dell’Accademia Romena e di alcune istituzioni di cultura, nominati con decreto del ministro. Può comprendere anche un membro della federazione sindacale rappresentativa dell’istruzione superiore statale, con diritto di voto. Il rappresentante degli studenti partecipa come osservatore, senza diritto di voto.
Il quinto effetto riguarda i mandati. Quattro anni, rinnovabili senza superare gli 8 anni. Nessuno può essere presidente per un periodo complessivo superiore a 4 anni, quali che siano le interruzioni.
Il sesto effetto è la regola sulle presenze. Il membro che si assenta senza giustificazione da 3 sedute consecutive, o dalla metà delle sedute tenute in un anno, si considera non impegnato in modo sistematico e può essere revocato dal ministro.
Il settimo effetto è il quorum. Le delibere si adottano con la presenza di almeno 9 membri, di persona o in videoconferenza, e nei casi eccezionali con voto elettronico, sempre con un minimo di 9 voti e con i documenti inviati almeno 24 ore prima. Si approvano a maggioranza semplice dei presenti.
L’ottavo effetto è il compenso. Per ogni seduta o riunione di lavoro svolta al di fuori dell’attività principale, i membri ricevono una retribuzione lorda pari a un ventesimo dello stipendio base lordo di un professore ordinario al coefficiente di gerarchizzazione massimo, negli istituti finanziati con fondi pubblici. Vengono rimborsati il viaggio, la diaria e l’alloggio.
Il nono effetto viene dal secondo decreto. All’Universitatea din București sei scuole di dottorato cambiano denominazione, quattro posizioni dell’elenco vengono abrogate e due scuole nuove si aggiungono: Școala Doctorală de Biologie și Ecologie, per i settori della Biologia e della Scienza dell’ambiente, e Școala Doctorală Limbi și Literaturi Străine, per il settore della Filologia.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il primo cambiamento riguarda la natura giuridica dell’organismo. Il consiglio diventa commissione, e il fondamento passa dalla vecchia legge sull’istruzione alla legge sull’istruzione superiore n. 199/2023, art. 154 e 159.
Il secondo cambiamento è il voto a distanza. Il regolamento prevede espressamente che i membri possano votare sia direttamente, in seduta, sia a distanza, e che la presenza possa essere assicurata in videoconferenza.
Il terzo cambiamento è il limite di 4 anni complessivi alla presidenza, quali che siano le interruzioni. È una regola contro la concentrazione della carica che la forma precedente non aveva.
Il quarto cambiamento è la procedura di revoca, con criteri scritti per il mancato impegno sistematico e con la possibilità che la revoca venga chiesta al ministro dall’Ufficio esecutivo oppure da uno o più membri.
Il quinto cambiamento è il termine per organizzarsi: la commissione deve adottare un regolamento interno di funzionamento entro 60 giorni dalla pubblicazione del regolamento, quindi entro il 25 ottobre 2026.
Il sesto cambiamento, all’Universitatea din București, è il passaggio da denominazioni descrittive a denominazioni istituzionali. «Școala doctorală pentru domeniul Geologie» diventa «Școala Doctorală de Geologie», e «Școala doctorală din cadrul Facultății de Litere» diventa «Școala Doctorală Litere».
Ciò che non cambia è chi tiene i soldi. Le risorse della commissione sono assicurate dal ministero attraverso l’Unità esecutiva per il finanziamento dell’istruzione superiore, della ricerca, dello sviluppo e dell’innovazione (UEFISCDI), che le amministra.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- L’organismo che propone il numero di posti ha finalmente regole scritte di quorum, di voto e di revoca.
- Il limite di 4 anni complessivi alla presidenza impedisce che la carica resti bloccata sulla stessa persona.
- Il voto in videoconferenza e quello elettronico rendono possibile il funzionamento senza spostamenti, in un organismo con membri di tutto il paese.
- I criteri del mancato impegno sono oggettivi: 3 assenze consecutive oppure la metà delle sedute dell’anno.
- La pubblicazione annuale dei dati sugli indicatori trasforma l’attività della commissione in informazione pubblica verificabile.
- La riorganizzazione delle scuole di dottorato dell’Universitatea din București nasce da delibere del senato accademico, quindi da una scelta dell’istituto e non da un’imposizione amministrativa.
Che cosa resta un problema
- Il verbale sintetico della seduta va messo a disposizione entro 48 ore da una segreteria tecnica che il regolamento non istituisce da nessuna parte.
- Il quorum di 9 su 17 permette di adottare una delibera con 5 voti, cioè meno di un terzo della composizione.
- Il rappresentante degli studenti resta osservatore senza diritto di voto, in un organismo che propone il numero di posti finanziati dallo Stato.
- Il regolamento non prevede la pubblicazione dei verbali sintetici, ma soltanto la loro trasmissione ai membri e alla direzione del ministero.
- Il compenso per seduta è agganciato allo stipendio di un professore ordinario, ma l’atto non dice chi verifica il numero di sedute pagate.
- Il decreto sulle scuole di dottorato non spiega che cosa accade ai dottorandi iscritti alle quattro posizioni abrogate.
Consigli pratici
- Se siete docenti universitari con la funzione di professore associato o superiore, potete essere nominati nella commissione con decreto del ministro. La selezione si fa sui risultati scientifici di rilievo nazionale e internazionale.
- Se siete membri, tenete a mente la soglia delle assenze: 3 sedute consecutive senza giustificazione, oppure il 50 per cento delle sedute dell’anno, portano alla revoca.
- Se seguite la politica dei posti finanziati dallo Stato, chiedete al ministero i dati pubblicati ogni anno sugli indicatori elaborati dalla commissione. La pubblicazione è obbligatoria.
- Se rappresentate gli studenti, la partecipazione è da osservatore, senza voto. La posizione si esprime in seduta, non con il voto.
- Se siete dottorandi all’Universitatea din București, verificate se la vostra scuola di dottorato ha cambiato denominazione. Sei l’hanno fatto.
- Se la vostra scuola rientra in una delle posizioni abrogate, chiedete per iscritto all’università la situazione del programma di dottorato e quale sia da adesso l’istituto organizzatore.
- Se vi interessano le nuove scuole di dottorato, le due aggiunte sono Biologie și Ecologie, per la Biologia e la Scienza dell’ambiente, e Limbi și Literaturi Străine, per la Filologia.
- Tenete d’occhio il termine di 60 giorni per il regolamento interno della commissione. Fino alla sua adozione, una parte delle regole di funzionamento resta senza dettaglio.
Domande frequenti
Che cosa fa la Commissione nazionale di statistica e previsione dell’istruzione superiore?
Quanti membri ha e per quanto tempo?
Come si adottano le delibere?
Che cosa succede a un membro che non si presenta?
Quanto ricevono i membri?
Che cosa cambia all’Universitatea din București?
Perché sono state fatte queste modifiche?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- Decreto n. 4.650/2026, allegato, art. 18, comma 1: un obbligo con termine è posto a carico di un organismo che il regolamento non istituisce. Il testo dice: «Secretariatul tehnic pune la dispoziția membrilor și a Direcției generale învățământ universitar din MEC, în termen de 48 de ore de la aprobarea sa de către Biroul operativ al CNSPIS, o minută a ședinței, în format electronic», cioè la segreteria tecnica mette a disposizione dei membri e della Direzione generale istruzione universitaria del MEC, entro 48 ore dall’approvazione da parte dell’Ufficio esecutivo del CNSPIS, un verbale sintetico della seduta in formato elettronico. L’espressione «Secretariatul tehnic» compare una sola volta in tutto il regolamento e non è definita da nessuna parte: l’art. 8 istituisce l’Ufficio esecutivo, composto dal presidente, da due vicepresidenti, dal segretario generale e dal portavoce, mentre l’art. 23, comma 2 affida il sostegno tecnico a UEFISCDI. Non si riesce a stabilire chi risponda della redazione del verbale sintetico entro quelle 48 ore: il segretario generale, UEFISCDI o una struttura che non esiste.
Analisi della redazione
Il regolamento fa ordine dove ce n’era bisogno. La commissione che propone il numero di posti pesa, indirettamente, su dove finisce il denaro pubblico per gli studi e su quanti giovani entrano in ciascun settore. Un organismo con questo peso meritava regole scritte di quorum, di voto e di revoca, e adesso le ha. Il limite di quattro anni complessivi alla presidenza e i criteri oggettivi del mancato impegno sono le due disposizioni migliori del testo: bloccano tanto l’occupazione permanente della carica quanto i membri che esistono solo sulla carta.
Due cose restano indietro. La prima è il quorum. Con 17 membri e una presenza minima di 9, la maggioranza semplice dei presenti significa che una delibera può passare con 5 voti. Per proposte che riguardano il numero di posti dell’intero paese, l’asticella è bassa. La seconda è la posizione degli studenti: il loro rappresentante partecipa come osservatore, senza diritto di voto, mentre il rappresentante sindacale il voto può averlo. Gli studenti sono i destinatari diretti del numero di posti, e la differenza di trattamento non ha una spiegazione visibile nel testo.
La terza osservazione riguarda la trasparenza. Il verbale sintetico della seduta registra i partecipanti, gli argomenti e le delibere, ma viene trasmesso soltanto ai membri e alla direzione competente del ministero. La pubblicazione annuale dei dati sugli indicatori, prevista dall’art. 2, comma 2, è utile, ma non copre la deliberazione. Un organismo consultivo che propone la ripartizione dei posti finanziati dallo Stato guadagnerebbe dalla pubblicazione dei verbali sintetici.
Il secondo decreto della giornata è routine amministrativa, ma vale la pena notare che la modifica nasce da delibere del senato accademico dell’università, di marzo e di maggio, mentre la pubblicazione avviene ad agosto. Per i dottorandi delle quattro posizioni abrogate, il decreto non dice nulla sulla continuità; probabilmente la fusione risolve la situazione, ma il testo non lo conferma.
Che cosa andrebbe cambiato
- La definizione della segreteria tecnica, oppure l’attribuzione espressa del verbale sintetico al segretario generale. Darebbe al termine di 48 ore un destinatario, al posto di una struttura che compare una sola volta e non esiste altrove nel regolamento.
- L’innalzamento del quorum decisionale oltre la metà della composizione. Una delibera sul numero di posti adottata con 5 voti su 17 non riflette la posizione della commissione.
- Il diritto di voto per il rappresentante degli studenti, oppure la spiegazione del motivo per cui il sindacato ce l’ha e lui no. La differenza tocca proprio l’organismo che propone il numero di posti finanziati dallo Stato.
- La pubblicazione dei verbali sintetici sul sito del ministero, non la sola circolazione interna. Trasformerebbe una commissione consultiva in un organismo verificabile, a costo zero.
- Una disposizione di continuità per i dottorandi delle posizioni abrogate dell’elenco dell’Universitatea din București. Il decreto abroga quattro numeri progressivi senza dire dove passano gli studenti iscritti a quelle posizioni.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
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