In breve

  • Le imprese che hanno ottenuto un accordo di finanziamento nel regime di aiuti di Stato per i prodotti in deficit commerciale sanno da adesso quali documenti presentare per incassare i soldi: un fascicolo in sette cartelle, con l’ordine dei documenti fissato fin nel dettaglio della fattura, dell’estratto conto e della fotografia del macchinario.
  • Il Ministero delle Finanze ha 60 giorni lavorativi per verificare la domanda, e l’impresa ha 20 giorni lavorativi per rispondere alle richieste di chiarimento. Se non risponde, il fascicolo le viene restituito per intero.
  • Il pagamento avviene entro 15 giorni lavorativi dalla data in cui la domanda è considerata completa e dopo che gli ispettori hanno visto i macchinari sul posto. Il macchinario che non si trova fisicamente, con il numero d’inventario, non viene rimborsato.
Atto: Decreto MF n. 1.112/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 721 e n. 721 bis del 28 agosto 2026
Entrata in vigore: 28 agosto 2026

I soldi promessi dal regime di aiuti di Stato alle fabbriche che producono merci importate massicciamente dalla Romania hanno, da venerdì, una modalità di rimborso messa nero su bianco. Il decreto del ministro delle Finanze n. 1.112/2026 approva la Guida al pagamento dell’aiuto di Stato concesso in base alla Decisione del Governo n. 486/2026, e la guida vera e propria, 37 pagine, esce in un’edizione separata della Gazzetta Ufficiale della Romania. È il secondo grande regime di aiuti di Stato con una componente di credito d’imposta a ricevere regole di rendicontazione in questa estate, dopo il regime TechUp Romania.

L’aiuto di Stato per gli investimenti è concesso in due forme, e l’impresa ne sceglie una sola già al momento dell’accordo di finanziamento. La prima è la somma a fondo perduto, cioè denaro effettivamente versato sul conto. La seconda è il credito d’imposta, cioè un importo con cui l’impresa riduce l’imposta sul reddito d’impresa da versare, calcolato dal ministero con una decisione e utilizzato attraverso la dichiarazione annuale dei redditi d’impresa, il modulo 101.

La guida non cambia chi riceve l’aiuto né quanto riceve. Cambia soltanto che cosa bisogna mettere nel fascicolo per riceverlo, e in materia di aiuti di Stato è esattamente questo a decidere se i soldi arrivano o no.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è il calendario obbligatorio successivo all’accordo. L’impresa deve avviare l’investimento entro 6 mesi dalla data di emissione dell’accordo di finanziamento e sostenere le spese ammissibili nel periodo compreso tra la data di avvio e il 31 dicembre dell’anno in cui l’investimento si conclude, ma non oltre il 31 dicembre 2037. La guida fa anche un esempio: un’impresa con accordo per spese nel periodo 2026-2028 può chiedere il pagamento solo per le spese ammissibili sostenute entro il 31 dicembre 2028, e i beni devono essere registrati in contabilità entro la stessa data.

Il secondo effetto è che la presentazione avviene esclusivamente online, tramite l’applicazione «Big Project 486» sul sito del Ministero delle Finanze. La guida dice esplicitamente che non si prendono in considerazione le domande presentate a un altro indirizzo. Non esiste una versione cartacea e neppure una per posta elettronica.

Il terzo effetto è l’ordine dei documenti. Il fascicolo si organizza in sette cartelle numerate. Nella prima entrano la domanda di pagamento, il modulo di rendiconto e i documenti emessi da altre autorità. Nella seconda, tutto ciò che riguarda l’acquisto dai fornitori. Nella terza, per ogni singolo macchinario, in quest’ordine: la fattura, l’estratto conto validato dalla banca, lo stato di avanzamento lavori se del caso, la nota contabile e la fotografia. La guida vieta espressamente il raggruppamento per tipo di documento, cioè tutte le fatture insieme e tutti gli estratti conto insieme. Nella quarta entrano le dichiarazioni, nella quinta il registro dei cespiti, nella sesta il verbale di messa in funzione, solo per il credito d’imposta, e nella settima ogni altro documento pertinente. Tutte le pagine si numerano in ordine crescente, e il primo foglio del fascicolo è la domanda di pagamento.

Il quarto effetto riguarda l’acquisto. L’impresa deve avere una procedura interna di aggiudicazione scritta prima di firmare i contratti e deve avere inviato un invito a partecipare ad almeno tre operatori economici. La trasparenza significa, nella definizione della guida, un annuncio sul giornale o sul proprio sito più gli inviti ai tre operatori. Se sul mercato non esistono tre fornitori in grado di consegnare, l’impresa rilascia una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in tal senso, a ogni domanda di pagamento.

Il quinto effetto è l’elenco di ciò che non viene rimborsato. Per le costruzioni sono ammissibili solo le spese del sottocapitolo 4.1 «Costruzioni e impianti» del computo metrico dell’opera, cioè la realizzazione di edifici nuovi. Non si rimborsano l’acquisto, l’ammodernamento o il recupero di un edificio esistente, né i lavori aggiuntivi per cambiarne la destinazione. Per le attrezzature non si rimborsano i mobili, compresi quelli industriali, gli elementi decorativi, i mezzi di trasporto immatricolabili, i computer che non fanno parte del flusso tecnologico, le apparecchiature da ufficio, le cassette e gli armadi per gli utensili. Non si rimborsano neppure il trasporto e il montaggio degli impianti e dei macchinari, benché facciano parte del loro costo reale.

Il sesto effetto è la verifica sul posto, che diventa condizione di pagamento e non formalità. Gli ispettori vanno sul luogo dell’investimento e, se del caso, presso la sede legale, e l’impresa è obbligata a designare per posta elettronica le persone che li accompagnano. I beni devono esistere fisicamente, con il numero d’inventario applicato su ciascuno. La guida scrive in maiuscolo che i beni che non possono essere identificati fisicamente presso il luogo dell’investimento NON vengono rimborsati.

Il settimo effetto riguarda i debiti verso lo Stato. Il pagamento avviene solo se l’impresa non ha debiti scaduti verso il bilancio generale consolidato, comprovati dal certificato di regolarità fiscale dell’ANAF e dai certificati per i bilanci locali, per la sede legale e per tutte le sedi secondarie indicate nella visura camerale. Non si paga neppure se l’impresa è sotto indagine presso il Consiglio della Concorrenza, presso la Commissione europea o presso gli organi di indagine penale, oppure se si trova in esecuzione forzata, insolvenza, fallimento, accordo di ristrutturazione, concordato, riorganizzazione giudiziaria, scioglimento, chiusura operativa, liquidazione o sospensione temporanea dell’attività.

L’ottavo effetto è il blocco durante l’analisi. Finché una domanda di pagamento è in analisi presso il ministero, l’impresa non può chiedere la modifica del calendario di realizzazione dell’investimento e non può presentare una nuova domanda di pagamento. Se entrambe arrivano contemporaneamente al ministero, la domanda di pagamento viene restituita fino all’approvazione della modifica del calendario.

Che cosa cambia rispetto a prima

Finora esisteva il regime, ma non la procedura di rendicontazione. La Decisione del Governo n. 486/2026 aveva stabilito chi può ricevere l’aiuto e a quali condizioni, e il suo art. 42 obbligava il ministro delle Finanze ad approvare una guida al pagamento. Il decreto n. 1.112/2026 fa esattamente questo, a quasi due mesi dalla relazione della Direzione generale aiuti di Stato, redatta il 9 luglio 2026.

È cambiato anche il livello di dettaglio rispetto a quanto si praticava nei regimi precedenti. La guida non si ferma all’elenco dei documenti: dice che cosa deve contenere ciascuno, in che ordine si presenta e che cosa succede se manca qualcosa. Gli stati di avanzamento lavori devono essere firmati dall’impresa, dall’esecutore e dal direttore dei lavori. Le note contabili devono essere firmate da chi le ha redatte e vistate dal direttore finanziario. Le fatture in valuta richiedono una voce separata con il controvalore in lei. Le fotografie devono mostrare il macchinario intero e il numero d’inventario.

La guida porta la dicitura «Revizia 0», cioè è la prima versione del documento, e si applica alle domande di pagamento presentate a partire dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania.

Infine, compare un meccanismo per il caso in cui l’accordo di finanziamento venga rettificato e l’intensità dell’aiuto cambi. Si sommano le spese ammissibili già pagate e quelle riconosciute nella domanda in analisi, si applica l’intensità dell’accordo rettificato e dal risultato si sottrae l’aiuto già pagato. La differenza viene pagata nella tranche corrente o viene rettificata nelle tranche successive.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • I termini dell’istituzione sono scritti e contati: 60 giorni lavorativi per la verifica, 10 per la restituzione, 15 per il pagamento o per l’emissione della decisione sul credito d’imposta.
  • La presentazione interamente online elimina i viaggi allo sportello e fissa un unico punto d’ingresso per tutto il Paese.
  • L’elenco delle spese non ammissibili è esplicito, con esempi, quindi l’impresa sa in anticipo che i mobili, i veicoli immatricolabili e il montaggio dei macchinari non rientrano nel rimborso.
  • La definizione di «terzi non collegati all’acquirente» è data in quattro casi concreti, non lasciata alla valutazione del funzionario.
  • La guida dice che cosa succede al denaro incassato indebitamente: l’impresa lo segnala immediatamente, lo restituisce, e il ministero applica interessi e penalità dalla data dell’incasso.
  • Il ministero mantiene una piattaforma di domande e accetta incontri tecnici richiesti per iscritto, prima della presentazione.

Che cosa resta un problema

  • La guida ha un capitolo intitolato «Qual è il termine massimo per la trasmissione della domanda di pagamento?», ma non fissa alcun termine per l’impresa; risponde, invece, sui tempi entro cui paga lo Stato.
  • La sanzione però esiste: le domande presentate dopo il «termine di legge» non vengono esaminate, e quel termine non è indicato da nessuna parte nella guida.
  • Gli importi rimasti inutilizzati in una categoria di costo non possono essere spostati in un’altra, per quanto piccola sia la differenza e per quanto giustificata tecnicamente.
  • Il trasporto e il montaggio dei macchinari non sono ammissibili, benché nelle attrezzature industriali pesanti rappresentino una parte reale del costo di messa in funzione.
  • Finché una domanda è in analisi, l’impresa non può presentarne un’altra e non può neppure chiedere la modifica del calendario, quindi un fascicolo in ritardo blocca l’intero investimento.
  • I documenti devono essere conservati per 10 anni dal pagamento dell’ultima tranche, e il termine decorre da un momento che l’impresa non controlla.

Consigli pratici

  1. Scrivete la procedura interna di acquisto prima di firmare i contratti, non dopo. La guida richiede che essa esista prima dell’aggiudicazione e che l’invito sia partito verso almeno tre operatori economici.
  2. Numerate il fascicolo nell’ordine indicato dalla guida, con la fattura, l’estratto conto, lo stato di avanzamento lavori, la nota contabile e la fotografia raggruppati per ciascun bene. Il raggruppamento per tipo di documento è vietato espressamente e porta a una richiesta di integrazione.
  3. Applicate il numero d’inventario su ogni macchinario prima della visita degli ispettori e fotografatelo così. Il bene che non può essere identificato fisicamente sul posto non viene rimborsato, a prescindere da che cosa dica la fattura.
  4. Richiedete la visura camerale al Registro delle Imprese al massimo 10 giorni lavorativi prima della registrazione della domanda di pagamento. Una più vecchia non supera il controllo di conformità.
  5. Se chiedete l’aiuto sotto forma di somme a fondo perduto, aprite per tempo il conto 50.70 «Disponibilità da sovvenzioni e trasferimenti» presso la Tesoreria dello Stato e chiedete la conferma scritta che sia attivo. Senza di essa il fascicolo è incompleto.
  6. Non presentate una domanda di pagamento nello stesso periodo in cui avete in corso una modifica del calendario. Il ministero restituisce la domanda fino all’approvazione della modifica, e il tempo perso non si recupera.
  7. Verificate l’importo versato sul conto 50.70 appena arriva. Se è superiore a quanto vi spettava, avete l’obbligo di segnalarlo immediatamente, altrimenti decorrono interessi e penalità dalla data dell’incasso.

Domande frequenti

In quanto tempo ricevo i soldi?
Il Ministero delle Finanze verifica la domanda in 60 giorni lavorativi dalla registrazione. Dopo che la domanda è considerata completa e dopo la verifica sul posto, il versamento avviene entro 15 giorni lavorativi. Lo stesso termine di 15 giorni lavorativi si applica anche per l’emissione della decisione di calcolo, se l’aiuto è sotto forma di credito d’imposta.
Che cosa succede se non rispondo a una richiesta di chiarimenti?
Avete 20 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta. Se non confermate la ricezione o non rispettate il termine, il ministero restituisce l’intera documentazione entro 10 giorni lavorativi, ai fini dell’integrazione. La domanda va poi ripresentata.
Posso rimborsare un capannone che ho comprato e ammodernato?
No. Sono ammissibili solo le spese di realizzazione di costruzioni nuove, del sottocapitolo 4.1 «Costruzioni e impianti» del computo metrico dell’opera. L’acquisto, l’ammodernamento e il recupero di costruzioni esistenti non sono ammissibili, così come i lavori aggiuntivi per cambiare la destinazione di un edificio.
Quante domande di pagamento posso presentare?
Per le somme a fondo perduto potete presentarne più d’una, a tranche, ma non due contemporaneamente: finché una è in analisi, non se ne può presentare un’altra. Per il credito d’imposta si presenta una sola domanda di pagamento, dopo aver sostenuto integralmente le spese ammissibili.
Come si calcola il credito d’imposta?
Il Ministero delle Finanze emette una decisione di calcolo, in tre esemplari, uno dei quali va all’ANAF. Il credito d’imposta si calcola su 7 anni, a partire dal trimestre successivo alla messa in funzione dell’investimento, e il periodo può essere prorogato di 2 anni al massimo se l’impresa registra una perdita fiscale nei primi 2 anni dopo la messa in funzione.
Per quanto tempo devo conservare i documenti?
Dieci anni dalla data di pagamento dell’ultima tranche di aiuto di Stato, per tutti i documenti legati all’aiuto ricevuto nell’ambito del regime. I documenti della procedura di acquisto si conservano presso la sede dell’impresa sempre per 10 anni, contati dalla stessa data.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • Capitolo I, punti 1 lett. b) e 2, più la nota a piè di pagina 14. La guida consente di sostenere spese ammissibili «nu mai târziu de data de 31.12.2037», cioè al più tardi entro il 31 dicembre 2037, ma fissa il pagamento delle somme a fondo perduto «până în anul 2036», ovvero fino al 2036, e l’emissione della decisione di calcolo del credito d’imposta «până la data de 31.12.2036», dunque entro il 31 dicembre 2036. La nota a piè di pagina restringe ancora di più: il pagamento si effettua nel periodo 2027-2036, e le decisioni di calcolo si possono emettere nel periodo 2028-2036. Un’impresa il cui calendario approvato si chiude nel 2037 può sostenere spese ammissibili in un anno in cui il ministero non ha più modo né di pagare né di emettere una decisione di calcolo, quindi non si può stabilire se quelle spese producano ancora un qualche diritto.

Analisi della redazione

La guida risolve un problema reale e antico dei regimi di aiuti di Stato in Romania: non la mancanza di denaro, ma l’imprevedibilità della rendicontazione. Finora, che cosa dovesse contenere un fascicolo di pagamento lo si apprendeva dal valutatore, fascicolo dopo fascicolo, e due imprese con lo stesso investimento potevano ricevere richieste di integrazione diverse. La guida sposta la discussione dalla valutazione del funzionario a un testo pubblico: quale documento, con quali elementi dentro, in quale punto del fascicolo. Per un’impresa che ha già investito e aspetta i soldi, questo conta più dell’intensità dell’aiuto.

Ciò che non si vede leggendo la guida dall’inizio alla fine emerge quando si sommano i termini. Il ministero ha 60 giorni lavorativi per verificare, cioè quasi tre mesi di calendario. Se chiede chiarimenti, l’impresa ha 20 giorni lavorativi per rispondere, e se non risponde il ministero ha 10 giorni lavorativi per restituire il fascicolo. Dopo che la domanda è completa e si è svolto il controllo sul posto, mancano ancora 15 giorni lavorativi al pagamento. Sommati, tra la presentazione e i soldi passano circa 75 giorni lavorativi nello scenario pulito, cioè quasi tre mesi e mezzo, e circa 95 se c’è stato un giro di chiarimenti, cioè quasi mezzo anno. In tutto questo tempo l’impresa non può presentare un’altra domanda di pagamento. In altre parole, un’impresa che scagliona l’investimento in tranche può presentare, realisticamente, due domande di pagamento all’anno, non di più, e questo le determina il flusso di cassa per tutta la durata del progetto.

La seconda osservazione riguarda l’asimmetria tra le due parti. Il termine dell’impresa, 20 giorni lavorativi per i chiarimenti, è sanzionato con la restituzione dell’intero fascicolo. Il termine del ministero, 60 giorni lavorativi per la verifica, non ha alcuna conseguenza scritta nella guida se viene superato. Allo stesso modo, l’obbligo di conservare i documenti per 10 anni decorre dal pagamento dell’ultima tranche, un momento che l’impresa non controlla e che, in un investimento con accordo rettificato, non può neppure prevedere.

La terza emerge dall’accostamento di due regole che separatamente sembrano minute. Gli importi rimasti inutilizzati in una categoria di costo non si possono trasferire in un’altra, e il trasporto e il montaggio dei macchinari non sono ammissibili. In un progetto industriale, la prima regola significa che un risparmio sulle costruzioni non può coprire uno sforamento sulle attrezzature, e la seconda significa che la parte del costo del macchinario legata al trasporto e alla posa sulla fondazione resta interamente a carico dell’impresa. Insieme, le due fanno sì che l’aiuto effettivamente incassato sia inferiore alla percentuale scritta nell’accordo, senza che da nessuna parte si dica di quanto.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Un termine esplicito per la presentazione della domanda di pagamento, scritto proprio nel capitolo che lo promette. La guida sanziona le domande presentate «dopo il termine di legge», ma non dice quale sia quel termine né dove si trovi; il capitolo che porta esattamente questo titolo risponde ad altro.
  • L’allineamento dell’orizzonte di spesa con quello di pagamento. Le spese ammissibili si possono sostenere fino al 31 dicembre 2037, mentre i pagamenti e le decisioni di calcolo si fermano nel 2036; una delle due date va spostata.
  • Una conseguenza per il superamento del termine di 60 giorni lavorativi. La guida sanziona il ritardo dell’impresa con la restituzione del fascicolo, ma non dice nulla sul ritardo del ministero, benché l’effetto sull’investitore sia lo stesso.
  • Un meccanismo limitato di riallocazione tra le categorie di costo. Una tolleranza di qualche punto percentuale, approvata dal ministero, eviterebbe la situazione in cui un risparmio reale su una categoria va perduto e uno sforamento su un’altra resta scoperto.
  • La pubblicazione delle risposte date sulla piattaforma dei chiarimenti. La guida rimanda a una piattaforma e a incontri tecnici, ma quello che si risponde a un’impresa non diventa pubblico, quindi la stessa domanda viene posta ogni volta da zero.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 721 e n. 721 bis del 28 agosto 2026 16 pagine PDF, 116 KB l'atto inizia a pagina 12

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.