In breve

  • La guida del Servizio Risorse umane, documentazione, archivio e relazioni con il pubblico dell’Istituto Nazionale della Magistratura non è più riservata ai funzionari pubblici. La Decisione n. 141/2026 del Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura sposta la lettera h) dell’articolo 2, comma 1, del Regolamento dell’Istituto dal comma che faceva riferimento ai funzionari pubblici a quello che prevede un mandato di 3 anni, conferito dal direttore dell’Istituto.
  • Il capo di questo servizio è nominato d’ora in poi per 3 anni, con possibilità di rinnovo, tra il personale di specialità giuridica dell’Istituto assimilato ai giudici e ai pubblici ministeri o tra i giudici e i pubblici ministeri ivi distaccati, con almeno 4 anni di anzianità professionale e senza sanzioni disciplinari negli ultimi 3 anni, salvo che la sanzione sia stata cancellata. Anche il Consiglio scientifico dell’Istituto esprime un parere sull’esito di questa procedura di nomina.
  • Sono interessati l’Istituto Nazionale della Magistratura, il suo direttore e i vicedirettori, il Consiglio scientifico, il personale di specialità giuridica e i magistrati distaccati, nonché i funzionari pubblici dell’Istituto. La decisione è stata adottata il 22 ottobre 2026, non prevede alcuna data successiva e si applica dalla pubblicazione, il 30 ottobre 2026.
Atto: Decisione n. 141/2026 del Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura di modifica del Regolamento dell’Istituto Nazionale della Magistratura
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial), Parte I, n. 907 del 30 ottobre 2026, pagina 16
Entrata in vigore: 30 ottobre 2026, data della pubblicazione

Un solo servizio dell’Istituto Nazionale della Magistratura cambia il modo in cui è diretto, e la decisione che lo stabilisce non lo nomina mai. Il 22 ottobre 2026 il Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, la stessa autorità che nell’ottobre 2026 ha riscritto anche il modo in cui i tribunali assegnano la data della prima udienza in sei categorie di cause civili urgenti, ha spostato la lettera h) dell’articolo 2, comma 1, del Regolamento dell’Istituto da un comma dell’articolo 10 a un altro. La lettera h) è il Servizio Risorse umane, documentazione, archivio e relazioni con il pubblico, e lo spostamento toglie la sua direzione dai posti ricoperti da funzionari pubblici e la colloca su un mandato di 3 anni.

Il testo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 907 del 30 ottobre 2026 ha due punti e lavora soltanto con le lettere. Il punto 1 riscrive l’articolo 10, commi 1 e 8, del Regolamento: il comma 1, quello con il mandato di 3 anni, riguardava le strutture alle lettere c), d), e), f) e k), e ora riguarda le lettere da c) a f), h) e k); il comma 8, quello che fa riferimento ai funzionari pubblici, riguardava le lettere g), h) e j), più le strutture di cui all’articolo 2, comma 4, e ora riguarda le lettere g) e j) e le stesse strutture del comma 4. Il punto 2 allinea la competenza del Consiglio scientifico: all’articolo 14, comma 1, la lettera m) stabiliva che questo organo esprime un parere sull’esito della procedura di nomina per le lettere da c) a f) e k), e ora indica le lettere da c) a f), h) e k). La differenza tra le due versioni è, da un capo all’altro, una sola lettera.

Quella lettera copre il servizio che custodisce i fascicoli del personale, la documentazione, l’archivio e il rapporto con il pubblico della scuola della magistratura. L’Istituto Nazionale della Magistratura è l’istituzione pubblica coordinata dal Consiglio Superiore della Magistratura che assicura la formazione iniziale dei giudici e dei pubblici ministeri, la formazione professionale continua di quelli in carica e la formazione dei formatori, nonché l’organizzazione di esami e concorsi. La sua struttura organizzativa, come la descrive l’articolo 2, comma 1, del Regolamento, comprende undici posizioni, dal direttore e dai vicedirettori fino al Servizio Informazione pubblica e relazioni con i media, e dal 30 ottobre 2026 sei di esse sono dirette con un mandato, contro le cinque di prima.

Le condizioni di nomina sono quelle che l’articolo 10, comma 1, prevedeva già per le altre cinque strutture. La nomina è fatta dal direttore dell’Istituto, per un mandato di 3 anni con possibilità di rinnovo, tra il personale di specialità giuridica dell’Istituto, assimilato ai giudici e ai pubblici ministeri, nonché tra i giudici e i pubblici ministeri distaccati presso l’Istituto. Il candidato deve avere almeno 4 anni di anzianità professionale e non deve essere stato sanzionato in sede disciplinare negli ultimi 3 anni, salvo che la sanzione sia stata cancellata. La procedura è quella dei commi successivi dello stesso articolo: il posto vacante è pubblicato sul sito dell’Istituto almeno 3 mesi prima della scadenza del mandato, le candidature si presentano entro 30 giorni dalla pubblicazione, corredate di curriculum vitae e di un piano di gestione, e il piano è discusso davanti al direttore.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è il cambio di categoria del posto. Fino al 29 ottobre 2026 il capo del Servizio Risorse umane, documentazione, archivio e relazioni con il pubblico era nominato e revocato «în condițiile legii, din rândul funcționarilor publici», cioè alle condizioni di legge, tra i funzionari pubblici, quindi attraverso il regime generale del pubblico impiego, senza limite di durata e con le tutele di quello status. Dal 30 ottobre 2026 il posto ha una durata determinata di 3 anni, si ricopre con la procedura prevista dal Regolamento e si lascia alle condizioni dello stesso Regolamento.

Il secondo effetto riguarda chi può ancora candidarsi. Per un servizio di risorse umane, documentazione, archivio e relazioni con il pubblico, la cerchia si restringe al personale di specialità giuridica dell’Istituto assimilato ai magistrati e ai giudici e pubblici ministeri ivi distaccati, con un minimo di 4 anni di anzianità professionale. Uno specialista di risorse umane esterno a queste categorie non può essere nominato, e i funzionari pubblici dell’Istituto perdono l’accesso a un posto di direzione che fino ad ora potevano ricoprire.

Il terzo effetto è un controllo in più. Attraverso l’articolo 14, comma 1, lettera m), il Consiglio scientifico dell’Istituto esprime ora un parere anche sull’esito della procedura di nomina per questa struttura. Ai sensi dell’articolo 14, comma 2, del Regolamento, il parere del Consiglio scientifico ha carattere consultivo se non è disposto diversamente, quindi la decisione resta al direttore, ma passa attraverso un organo collegiale.

Il quarto effetto riguarda la cessazione dall’incarico. Una volta che rientra nell’articolo 10, comma 1, il posto rientra anche nei commi da 9 a 13 dello stesso articolo: la revoca è disposta dal direttore dell’Istituto, d’ufficio o su proposta di un vicedirettore, per tre motivi, e uno di essi, l’esercizio inadeguato delle funzioni di direzione, è valutato in base ai criteri elencati nei commi da 10 a 13, dalla gestione delle situazioni di crisi alla resistenza allo stress.

Il quinto effetto è quello che la decisione lascia aperto. Il testo non contiene alcuna disposizione transitoria: non dice che cosa accade alla persona che dirige il servizio il 30 ottobre 2026, non stabilisce da quando decorre il primo mandato di 3 anni e non rinvia l’applicazione al completamento di una procedura di nomina.

Che cosa cambia rispetto a prima

La versione precedente dell’articolo 10 era quella data dalla Decisione n. 58 del 15 aprile 2025 del Plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 365 del 24 aprile 2025. Quella decisione aveva riscritto l’articolo per intero, aggiunto la lettera k) all’articolo 2, comma 1, e collocato quest’ultima nella categoria con mandato. La Decisione n. 141/2026 compie la stessa operazione per una struttura già esistente, non per una nuova: le lettere con mandato passano da cinque a sei, e quelle affidate ai funzionari pubblici scendono da tre a due.

Il cambiamento maggiore per una persona è la natura del posto. Prima la direzione del servizio si otteneva e si perdeva secondo le regole del pubblico impiego, a tempo indeterminato. Ora si ottiene per 3 anni, con una candidatura presentata entro 30 giorni dall’annuncio, con un piano di gestione discusso davanti al direttore, e si perde per i motivi di cui all’articolo 10, comma 9, valutati dal direttore in base a criteri manageriali.

È cambiato anche il modo in cui è scritto l’elenco. La versione del 2025 elencava le lettere una per una, «lit. c), d), e), f) și k)», mentre la nuova versione usa l’intervallo, «lit. c)-f), h) și k)». Il risultato è identico per le lettere da c) a f), perché sono consecutive, quindi la differenza di sostanza resta la lettera h).

Ciò che non è cambiato: l’articolo 2, cioè l’elenco delle strutture e le loro denominazioni, resta com’era dopo la Decisione n. 58/2025; le strutture di cui all’articolo 2, comma 4, cioè il Servizio Finanziario e contabile e l’Unità amministrativa, restano dirette da funzionari pubblici; e anche la Direzione economica, finanziaria e amministrativa, lettera g), e il Servizio Appalti pubblici, informatica e progetti a finanziamento esterno, lettera j), restano dove sono.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • La nomina del capo del servizio acquisisce una procedura scritta, con annuncio pubblico almeno 3 mesi prima, un termine di 30 giorni per le candidature e un piano di gestione discusso davanti al direttore, al posto della formula generale «în condițiile legii», cioè alle condizioni di legge.
  • La scelta non spetta più al solo direttore dell’Istituto: il Consiglio scientifico esprime un parere sull’esito della procedura, attraverso l’articolo 14, comma 1, lettera m).
  • I motivi di revoca e i criteri di valutazione sono elencati nell’articolo 10, commi da 9 a 13, quindi una rimozione dall’incarico deve poggiare su un testo, non su una valutazione libera.
  • Il mandato di 3 anni porta una valutazione periodica in un posto che finora non aveva scadenza.
  • I due riferimenti che dovevano coincidere, l’articolo 10, comma 1, e l’articolo 14, comma 1, lettera m), sono stati modificati nella stessa decisione, quindi la competenza del Consiglio scientifico non resta indietro rispetto alla regola di nomina.

Che cosa resta un problema

  • Nel testo non è nominata alcuna struttura. Chi lo legge nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, apprende che la lettera h) è stata spostata, non che è stato spostato il servizio che custodisce i fascicoli del personale e l’archivio.
  • Non c’è alcuna disposizione transitoria per la persona che ricopre il posto il 30 ottobre 2026, né un termine per organizzare la prima procedura di nomina.
  • Per un servizio di risorse umane, documentazione, archivio e relazioni con il pubblico si richiedono 4 anni di anzianità in una specialità giuridica, senza alcuna condizione di formazione nel settore da dirigere.
  • Un mandato di 3 anni in un servizio che custodisce la documentazione del personale e l’archivio comporta cambi di direzione più frequenti rispetto al regime precedente, in un’attività che vive di continuità.
  • L’organigramma dell’Istituto, che il Plenum approva separatamente su proposta del direttore, non è toccato da questa decisione, anche se il posto cambia categoria di personale.
  • L’articolo 10, comma 4, ammette la delega solo alle «funcțiile de conducere de specialitate juridică prevăzute la alin. (1)», cioè agli incarichi di direzione di specialità giuridica previsti in quel comma, e la qualifica resta invariata dopo che il comma ha ricevuto una struttura amministrativa.

Consigli pratici

  1. Se sei un giurista assimilato ai magistrati presso l’Istituto, o un giudice o un pubblico ministero ivi distaccato, e il posto ti interessa, segui il sito dell’Istituto: i posti di direzione vacanti vi sono pubblicati almeno 3 mesi prima della scadenza dei mandati, e dalla pubblicazione hai 30 giorni per presentare la candidatura.
  2. Verifica prima le due condizioni misurabili: 4 anni di anzianità professionale e l’assenza di una sanzione disciplinare negli ultimi 3 anni. Se la sanzione è stata cancellata, la condizione si considera soddisfatta.
  3. Prepara il piano di gestione come un documento di concorso, non come una formalità: è discusso davanti al direttore dell’Istituto ed è, accanto al curriculum vitae, l’unico elemento che il Regolamento richiede espressamente.
  4. Se ricopri attualmente il posto come funzionario pubblico, chiedi all’Istituto una posizione scritta sulla tua situazione a decorrere dal 30 ottobre 2026. La decisione non disciplina la transizione, quindi la risposta verrà dall’applicazione della legge sul pubblico impiego, non da questo testo.
  5. Leggi l’articolo 10, commi da 9 a 13, prima di candidarti: per questo posto i motivi e i criteri di revoca previsti dal Regolamento prendono il posto del regime di cessazione dall’incarico del pubblico impiego.
  6. Per il testo applicabile, usa il Regolamento in forma consolidata, non la sola decisione. Le lettere sono state modificate anche dalla Decisione n. 137 del 18 giugno 2024 e dalla Decisione n. 58 del 15 aprile 2025, quindi una lettera letta nella versione del 2023 può rinviare a una struttura diversa.

Domande frequenti

Quale servizio, in concreto, cambia il modo in cui è diretto?
Il Servizio Risorse umane, documentazione, archivio e relazioni con il pubblico, lettera h) dell’articolo 2, comma 1, del Regolamento dell’Istituto Nazionale della Magistratura. La decisione non lo nomina, lavora solo con la lettera.
Da quando si applica la nuova regola?
Dal 30 ottobre 2026, data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 907. Nel testo non compare alcuna data successiva.
Chi nomina il capo del servizio, e per quanto tempo?
Il direttore dell’Istituto, per un mandato di 3 anni, con possibilità di rinnovo.
Chi potrà ricoprire il posto d’ora in poi?
Il personale di specialità giuridica dell’Istituto, assimilato ai giudici e ai pubblici ministeri, nonché i giudici e i pubblici ministeri distaccati presso l’Istituto, con almeno 4 anni di anzianità professionale e senza sanzioni disciplinari negli ultimi 3 anni, salvo che la sanzione sia stata cancellata.
Che cosa accade alla persona che dirige ora il servizio?
Il testo pubblicato non lo dice. Non c’è alcuna disposizione transitoria né un termine per organizzare la prima procedura di nomina, quindi la risposta discende dall’applicazione della legge sul pubblico impiego, non da questo testo.
Qual è il ruolo del Consiglio scientifico dell’Istituto?
Esprime un parere sull’esito della procedura di nomina, attraverso l’articolo 14, comma 1, lettera m). Ai sensi dell’articolo 14, comma 2, il parere ha carattere consultivo se non è disposto diversamente.
Quante strutture dell’Istituto sono dirette con un mandato dopo la modifica?
Sei delle undici posizioni dell’articolo 2, comma 1: le lettere da c) a f), h) e k). I funzionari pubblici mantengono le lettere g) e j), più il Servizio Finanziario e contabile e l’Unità amministrativa di cui all’articolo 2, comma 4.
Come può essere revocato il nuovo capo del servizio?
Con una revoca disposta dal direttore dell’Istituto, d’ufficio o su proposta di un vicedirettore, per uno dei tre motivi di cui all’articolo 10, comma 9: il venir meno delle condizioni di nomina, l’esercizio inadeguato delle funzioni di direzione o l’applicazione di una sanzione disciplinare.
Su quale base giuridica è stata adottata la decisione?
Sull’articolo 133, commi 5 e 7, della Costituzione e sull’articolo 23, comma 1, della legge n. 305/2022, tenuto conto dell’articolo 37, lettera e), della stessa legge, il testo che attribuisce al Plenum il potere di adottare il Regolamento dell’Istituto, su proposta del suo direttore.

Analisi della redazione

La decisione risolve un problema reale e lo risolve in una direzione che è visibile da due anni. L’Istituto ha bisogno che i capi delle sue strutture siano nominati con una procedura fondata su criteri e con una scadenza, non con rinvio al regime generale, e ha già compiuto questo passo una volta, con la Decisione n. 58 del 15 aprile 2025, quando il nuovo servizio di informazione pubblica è entrato direttamente nella categoria con mandato. L’intervento attuale differisce per una sola lettera, ma è la più sostanziale delle tre modifiche apportate al Regolamento: toglie un servizio esistente dal regime del pubblico impiego e lo sottopone a una procedura interna di selezione.

Dove la decisione pecca si vede dalla sua stessa aritmetica. È stata adottata il 22 ottobre 2026 e pubblicata il 30 ottobre 2026, quindi dopo 8 giorni, e si applica dal giorno della pubblicazione. La procedura che ha appena aperto richiede, secondo il testo del Regolamento, almeno 3 mesi di annuncio anticipato prima della scadenza del mandato e 30 giorni per presentare le candidature, cioè un minimo di circa 4 mesi prima di una nomina fatta secondo le regole. Tra gli 8 giorni che il Consiglio si è dato e i 4 mesi che esige dalla procedura non c’è alcun ponte scritto: la decisione non rinvia l’applicazione, non disciplina il mandato in corso e non prevede che cosa accada alla persona che dirige il servizio il 30 ottobre 2026. L’unico strumento disponibile resta la delega di cui all’articolo 10, comma 4, e lì il testo parla delle «funcțiile de conducere de specialitate juridică prevăzute la alin. (1)», cioè degli incarichi di direzione di specialità giuridica previsti in quel comma, una qualifica che la decisione non ha toccato, benché il comma abbia appena ricevuto una struttura amministrativa.

La seconda conseguenza emerge dall’incrocio tra la decisione e la legge che invoca. L’articolo 37, lettera e), della legge n. 305/2022 colloca nello stesso testo due poteri del Plenum: l’approvazione della struttura organizzativa, degli organigrammi e dell’organico dell’Istituto, e l’adozione del Regolamento, entrambi su proposta del direttore. Un posto che passa dai funzionari pubblici al personale di specialità giuridica assimilato ai magistrati cambia categoria nell’organigramma, e un organigramma non si modifica con un regolamento. La Decisione n. 141/2026 compie quindi soltanto la metà superiore dell’operazione, e l’altra metà richiede un atto separato dello stesso Plenum, sentito il parere del Consiglio scientifico ai sensi dell’articolo 14, comma 1, lettera l). Fino a quell’atto, la nuova regola non ha un posto a cui applicarsi.

Nella sostanza resta una domanda che non è di tecnica. Il posto spostato dirige risorse umane, documentazione, archivio e rapporto con il pubblico, e gli unici requisiti professionali imposti al candidato sono 4 anni di anzianità in una specialità giuridica e l’assenza di una sanzione disciplinare negli ultimi 3 anni. Nel testo non compare alcuna formazione in amministrazione del personale, in archivistica o in comunicazione pubblica. Allo stesso tempo, nei 1.240 giorni trascorsi dalla pubblicazione del Regolamento, l’8 giugno 2023, l’articolo 10 è stato riscritto due volte, e ogni riscrittura ha richiesto di adeguare lo stesso elenco di lettere in tre punti: il comma 1, il comma 8 e l’articolo 14, comma 1, lettera m). Questa tecnica redazionale, con elenchi di lettere duplicati, è il motivo per cui una riorganizzazione minore richiede una decisione del Plenum e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I.

Che cosa andrebbe cambiato

  • La decisione dovrebbe nominare la struttura, non soltanto la lettera. Una formula come «Serviciul resurse umane, documentare, arhivă și relații cu publicul, prevăzut la art. 2 alin. (1) lit. h)», che indichi il Servizio Risorse umane, documentazione, archivio e relazioni con il pubblico accanto alla sua lettera, renderebbe il testo comprensibile a chi lo legge nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, senza il Regolamento consolidato sotto gli occhi, e un candidato apprenderebbe dall’atto stesso che il posto si è aperto.
  • Andrebbe aggiunto un articolo transitorio, con una data di applicazione e con la sorte del mandato in corso. La formula minima, per cui la nuova regola si applica dalla prima data in cui il posto diventa vacante e fino ad allora la direzione attuale resta in carica, eliminerebbe l’intervallo in cui il posto ha una regola di copertura che nessuno può ancora usare.
  • L’articolo 10, comma 4, andrebbe allineato, eliminando la qualifica «de specialitate juridică», cioè di specialità giuridica. Senza quell’allineamento, la delega al posto di capo del servizio alla lettera h) dipende da una qualifica che il testo non sostiene più, e il direttore non dispone di uno strumento sicuro per il periodo fino alla prima nomina.
  • L’organigramma andrebbe approvato nella stessa riunione del Plenum, con una menzione espressa nella decisione. Altrimenti la nuova regola resta senza oggetto, perché il posto conserva nei registri la categoria dei funzionari pubblici, e l’Istituto non può aprire la procedura di cui all’articolo 10, commi 2 e 3.
  • Le condizioni di nomina dovrebbero includere anche un requisito legato al settore da dirigere. Per un servizio di risorse umane, documentazione e archivio, una condizione di esperienza in amministrazione del personale o nella gestione dei documenti cambierebbe la cerchia dei candidati da «qualsiasi giurista con 4 anni di anzianità» a chi può effettivamente dirigere quell’attività.
  • Gli elenchi di lettere dovrebbero essere sostituiti da una categoria definita una sola volta nel Regolamento. Se l’articolo 10 parlasse di «funcțiile de conducere ocupate pe mandat, prevăzute în anexă», cioè degli incarichi di direzione ricoperti con mandato ed elencati nell’allegato, una riorganizzazione richiederebbe una modifica in un punto solo, non in tre, e il rischio che l’articolo 14, comma 1, lettera m), resti indietro rispetto all’articolo 10 scomparirebbe.
  • Il Regolamento dovrebbe dire come è nominato il capo dell’Unità giuridica e delle unità di cui all’articolo 2, commi 2 e 3. L’articolo 2, comma 5, presuppone che ogni struttura abbia un capo, che redige le schede dei posti, ma la lettera i) non compare né all’articolo 10, comma 1, né nel comma 8, benché l’Unità amministrativa, nel comma 4, compaia. Una riga basterebbe a chiudere una lacuna che sopravvive dal 2023.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 907 del 30 ottobre 2026, pagina 16 16 pagine PDF, 108 KB l'atto inizia a pagina 16

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.