In breve
- I soldi presi in prestito per le scuole si potranno spendere ancora per un anno. Il termine entro cui la Romania può erogare le somme del prestito da 100 milioni di euro contratto per le scuole si sposta dal 30 giugno 2027 al 30 giugno 2028. La somma presa in prestito resta la stessa, cambia soltanto la data entro cui i pagamenti possono essere effettuati.
- Delle 55 scuole previste all’inizio, il Ministero delle Finanze scrive che se ne possono ancora costruire 10. Altre 12 scuole, sempre del primo gruppo di 22, ricevono soltanto la documentazione tecnica, cioè il progetto sulla carta, non l’edificio. Delle altre 33 scuole il testo pubblicato non dice nulla.
- Il motivo invocato è il rincaro dei lavori. Il Ministero elenca l’aumento improvviso dei prezzi dei materiali da costruzione, dell’energia elettrica, del gas e della manodopera, la carenza di operai qualificati, nuovi requisiti di progettazione, come le mense e i servizi di consulenza psicopedagogica, e i ritardi nell’ottenimento dei pareri e delle autorizzazioni.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial), Parte I, n. 803 del 22 settembre 2026
Entrata in vigore: 22 settembre 2026, data della pubblicazione, poiché le decisioni di governo producono effetti dalla pubblicazione se non prevedono esse stesse una data successiva
La decisione pubblicata il 22 settembre 2026 ha un solo articolo e, letta da sola, sembra una formalità: il Governo approva una modifica convenuta mediante scambio di lettere con la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo (BIRS), la banca di prestiti del Gruppo della Banca Mondiale, la stessa istituzione da cui è arrivato anche il prestito da 544 milioni di euro ratificato all’inizio del 2026. La notizia sta però nelle due lettere stampate subito dopo, alle pagine 4 e 5 dell’edizione. Lì si vede che cosa è rimasto, dopo cinque anni, del progetto di riqualificazione e costruzione di scuole finanziato con 100 milioni di euro.
La prima lettera è del Ministero delle Finanze, datata 18 luglio 2025, e contiene le cifre. Fino a quella data erano stati firmati contratti per 48,20 milioni di euro ed erano in corso di firma contratti stimati in 29,67 milioni di euro. Sommati, danno 77,87 milioni, e la lettera li arrotonda a circa il 78% del prestito, il che torna. Della somma impegnata, 23,57 milioni di euro erano già stati spesi, cioè il 24% del prestito, altra cifra che torna all’arrotondamento. Rispetto alla somma impegnata, gli stessi 23,57 milioni significano il 30%.
Sempre la lettera del Ministero dà le proporzioni del progetto. All’inizio erano state incluse 55 scuole, di cui 22 selezionate nel primo gruppo. Con il bilancio rimasto, il Ministero scrive che restano fattibili quattro cose: la costruzione di 10 scuole nuove, per un totale di 11 edifici, con attrezzature e arredi; la preparazione della documentazione tecnica per le 12 scuole rimanenti del primo gruppo; l’installazione di 18 scuole modulari in cui gli alunni stiano per la durata dei lavori, mentre per altre 4 scuole le autorità locali hanno trovato da sé soluzioni di trasferimento; e attività di formazione per insegnanti e per alunni.
La seconda lettera è la risposta della Banca, firmata dalla direttrice per i Paesi dell’Unione europea e datata 18 giugno 2026, cioè esattamente 11 mesi dopo la richiesta della Romania. La risposta ha quattro righe di merito e un solo oggetto, scritto nel suo stesso titolo: la proroga del termine ultimo per l’erogazione. La Banca fissa il 30 giugno 2028 come data successiva, in forza della sezione III.B.2 dell’allegato 2 all’Accordo di prestito. Dalla firma dell’accordo, il 6 maggio 2021, alla pubblicazione di questa modifica sono passati 5 anni e 4 mesi.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è la data. Il termine ultimo per l’erogazione è il giorno entro cui si possono effettuare pagamenti a valere sul prestito. Ciò che non viene erogato entro quella data non può più essere usato, e i lavori avviati restano da portare a termine con altre risorse. Lo spostamento dal 30 giugno 2027 al 30 giugno 2028 significa esattamente 12 mesi in più. Contati dalla pubblicazione della decisione, il progetto aveva 9 mesi e 8 giorni di erogazione con il vecchio termine e ne ha 21 e 8 giorni con quello nuovo.
Il secondo effetto è che la somma non cambia. Il valore preso in prestito resta di 100 milioni di euro, e la modifica non porta soldi nuovi e non aumenta gli obblighi finanziari della Romania. È anche la condizione posta dalla legge di ratifica: l’art. 7, comma (1), della legge n. 299/2021 autorizza il Ministero delle Finanze a convenire con la Banca modifiche che non aumentino gli obblighi finanziari, mentre il comma (2) dello stesso articolo prevede che le modifiche così convenute si approvino con decisione del Governo. Per questo l’atto in esame è una decisione e non una legge nuova.
Il terzo effetto riguarda le scuole, e si legge nell’elenco della prima lettera, non nell’articolo unico. Per le 10 scuole che entrano in costruzione, il prestito copre l’edificio, le attrezzature e gli arredi. Per le 12 scuole rimanenti del primo gruppo, il prestito copre soltanto la documentazione tecnica. La differenza è grande per un comune: un progetto tecnico già pronto può essere presentato a un altro canale di finanziamento, ma non fa le veci di un edificio, e il testo pubblicato non indica alcuna fonte e alcun termine per la loro costruzione effettiva.
Il quarto effetto è quello del trasferimento temporaneo degli alunni. Le 18 scuole modulari coprono il periodo dei lavori, mentre per altre 4 scuole la lettera dice che le autorità locali hanno individuato soluzioni alternative di trasferimento. Le due cifre sommate danno 22, cioè esattamente il numero delle scuole del primo gruppo, benché la costruzione effettiva ne riguardi 10.
Il quinto effetto riguarda la data di entrata in vigore. La decisione non prevede una data successiva, quindi produce effetti dalla pubblicazione, il 22 settembre 2026, secondo l’art. 12 della legge n. 24/2000 sulle norme di tecnica legislativa, che riserva il termine di 3 giorni alle leggi e alle ordinanze e lascia gli altri atti normativi entrare in vigore alla pubblicazione. Tra l’adozione della decisione, l’11 settembre 2026, e la sua pubblicazione sono passati 11 giorni.
Che cosa cambia rispetto a prima
Fino al 22 settembre 2026 il quadro era quello fissato dall’Accordo di prestito firmato il 6 maggio 2021 e ratificato con la legge n. 299/2021, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 1189 del 15 dicembre 2021: 100 milioni di euro e termine ultimo per l’erogazione il 30 giugno 2027. L’unica modifica che la decisione introduce, presa soltanto dopo la conferma della Banca, è il nuovo termine, il 30 giugno 2028.
L’altra modifica, quella che si vede nelle cifre, riguarda l’ambizione del progetto. Le 55 scuole dell’ambito di applicazione iniziale significavano, con una semplice divisione del prestito, circa 1,82 milioni di euro a scuola. L’elenco delle attività fattibili del 2025 parla di 10 scuole nuove, cioè il 18% del numero iniziale, mentre la somma impegnata era già di 77,87 milioni. Anche se nella somma impegnata rientrano pure le documentazioni, le scuole modulari e la formazione, non soltanto i 10 edifici, la distanza tra i due ordini di grandezza mostra che la media di partenza non poteva essere tenuta.
La lettera del 18 luglio 2025 elenca in modo esplicito che cosa ha cambiato i costi tra il 2021 e il 2025: l’obbligo di includere nella progettazione delle scuole nuove dotazioni supplementari, come le mense e i servizi di consulenza psicopedagogica con stanze per la calma; l’installazione di impianti di riscaldamento e ventilazione efficienti dal punto di vista energetico, conformi allo standard degli edifici a energia quasi zero; l’aumento improvviso dei prezzi dei materiali da costruzione, dell’elettricità, del gas e della manodopera; la carenza di personale qualificato nelle costruzioni; le pressioni inflazionistiche; e i ritardi nell’ottenimento delle approvazioni e delle autorizzazioni, che hanno allungato le fasi preparatorie.
Una modifica richiesta non risulta però confermata. Nella stessa lettera, il Ministero ha chiesto alla Banca, oltre alla proroga, anche la ristrutturazione del progetto, insieme all’aggiornamento del quadro dei risultati, cioè degli indicatori con cui si misura la riuscita. La risposta pubblicata della Banca non tocca nessuna delle due richieste e si ferma alla data. Dal testo pubblicato non si può dunque sapere quali obiettivi abbia il progetto dopo il 18 giugno 2026, né se l’elenco delle attività sia stato formalmente ridotto.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Impedisce la perdita dei soldi non erogati. Senza proroga, dopo il 30 giugno 2027 le somme rimaste nel prestito non avrebbero più potuto essere usate, e i lavori in corso sarebbero stati da portare a termine con il bilancio dello Stato o con quelli locali.
- Non costa capitale in più. Lo Stato deve la stessa somma, 100 milioni di euro, e la proroga non aumenta gli obblighi finanziari dello Stato, condizione che l’art. 7, comma (1), della legge n. 299/2021 pone espressamente.
- L’elenco delle attività è concreto e numerato, non una dichiarazione di intenti: 10 scuole nuove con 11 edifici, documentazione per 12, 18 scuole modulari, formazione per insegnanti e alunni. Si può verificare pezzo per pezzo.
- Gli alunni delle scuole in lavorazione hanno dove studiare. Per 18 scuole sono previste costruzioni modulari, mentre per le altre 4 la lettera mostra che le soluzioni sono state trovate a livello locale, quindi nessuno resta senza alternativa.
- La procedura scelta pubblica tutto. L’approvazione con decisione di governo ha portato nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, anche il testo delle due lettere, cifre comprese, cosa che una semplice notifica tra ministero e banca non avrebbe fatto.
Che cosa resta un problema
- Delle 55 scuole previste all’inizio restano 10 costruzioni nuove. È l’informazione più importante di tutto l’atto e compare soltanto in una lettera riprodotta come allegato, mancando del tutto dal dispositivo della decisione.
- Le 33 scuole che non sono entrate nel primo gruppo non sono menzionate affatto. Il testo non dice se siano ancora nel progetto, se siano state escluse o se seguirà un secondo gruppo, quindi i loro comuni non hanno da dove sapere che cosa aspettarsi.
- Le 12 scuole che ricevono soltanto la documentazione tecnica restano senza termine e senza fonte per la costruzione. Un progetto tecnico ha una validità pratica limitata, e i costi che stima invecchiano proprio per i motivi elencati nella lettera.
- Gli indicatori aggiornati non sono pubblicati. Il Ministero li ha chiesti, la Banca non risponde nella lettera riprodotta, e senza di essi non esiste alcun riferimento pubblico rispetto al quale misurare ciò che resta da fare.
- La proroga è stata ottenuta tardi. La richiesta è partita il 18 luglio 2025, quando del periodo di attuazione contato dalla firma fino al vecchio termine era già trascorso il 68%, benché la lettera lo descriva come circa a metà.
- L’elenco delle scuole non è pubblico. L’atto parla di 55, 22, 10 e 12 scuole, senza alcun allegato con denominazioni e località, cosicché un genitore non può verificare in quale categoria sia finita la scuola del proprio figlio.
Consigli pratici
- Se siete genitori o amministratori locali in una località con una scuola nel progetto, chiedete per iscritto al Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, presso il quale opera l’unità di gestione del progetto, in quale delle tre categorie si trovi la scuola: costruzione nuova, sola documentazione tecnica oppure fuori dal primo gruppo. L’atto pubblicato non contiene l’elenco.
- Formulate la domanda come richiesta di informazioni di interesse pubblico e chiedete espressamente la classificazione di ciascuna delle 55 scuole, non soltanto della vostra. Una risposta su tutto l’elenco è più difficile da dare in termini vaghi di una risposta su un solo istituto.
- Non confondete il termine ultimo per l’erogazione con il termine di ultimazione dei lavori. Il 30 giugno 2028 è il giorno entro cui si possono effettuare pagamenti a valere sul prestito. Un lavoro che finisce più tardi non è vietato, ma il resto si paga con altri soldi.
- Se la scuola della vostra località riceve soltanto la documentazione tecnica, trattatela come un bene con scadenza. Verificate per tempo quale programma di finanziamento possa riprenderne il progetto e quali aggiornamenti di computo metrico richieda, perché i prezzi che hanno scompaginato il progetto iniziale non si sono fermati.
- Per il periodo dei lavori, chiedete per tempo la soluzione di trasferimento degli alunni. La lettera mostra che 18 scuole ricevono costruzioni modulari e 4 hanno soluzioni trovate dalle autorità locali, quindi chi rientra nella seconda categoria deve organizzarsi da sé trasporto, orario e aule.
- Se seguite i soldi, il riferimento è il numero dell’accordo di prestito, 9236-RO, che compare nella lettera della Banca. Con quello si trovano i documenti pubblici del progetto, comprese le relazioni periodiche di attuazione, che sono più dettagliate del testo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I.
Domande frequenti
Da quando si applica la decisione?
Si prendono in prestito più soldi?
Quante scuole si costruiscono ancora?
Che cosa succede alle altre scuole del progetto?
Perché i lavori sono rincarati?
Che cosa significa termine ultimo per l’erogazione?
Il Governo ha approvato anche la ristrutturazione del progetto?
Quanto è durato ottenere la proroga?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- Articolo unico. La decisione approva l’emendamento convenuto mediante scambio di lettere, senza dire quale ne sia il contenuto, mentre dalle due lettere pubblicate risulta un accordo su un solo punto. La lettera del Ministero delle Finanze del 18 luglio 2025 chiede tre cose: la proroga di 12 mesi, la ristrutturazione del progetto e l’aggiornamento degli indicatori. La lettera della Banca del 18 giugno 2026 ha per oggetto, scritto nel suo stesso titolo, soltanto la proroga del termine ultimo per l’erogazione e fissa il 30 giugno 2028, senza menzionare la ristrutturazione e gli indicatori. Un lettore in buona fede può arrivare a due conclusioni diverse su che cosa abbia approvato il Governo: soltanto la nuova data, oppure anche il passaggio dell’elenco delle attività dalle 22 scuole del primo gruppo a 10 costruzioni e 12 documentazioni. La differenza non è teorica, perché è proprio essa a decidere che cosa ricevono 12 località.
Analisi della redazione
L’atto in sé è costruito correttamente. Il fondamento invocato esiste e dice ciò che gli si attribuisce: l’art. 7, comma (2), della legge n. 299/2021 prevede davvero che gli emendamenti convenuti con la Banca si approvino con decisione del Governo, e la proroga di un termine non aumenta gli obblighi finanziari, quindi rientra nell’autorizzazione data dal comma (1). Anche le cifre della lettera tornano: 48,20 più 29,67 fanno 77,87 milioni, cioè quel circa 78% del prestito, e 23,57 milioni sono davvero il 24% di 100. Il problema non è l’aritmetica, ma ciò che essa mostra quando la si porta un passo più in là di quanto faccia la lettera.
Il primo passo è il ritmo della spesa. Al 18 luglio 2025, quando il Ministero scriveva alla Banca, erano passati 50 mesi dalla firma dell’accordo ed erano stati spesi 23,57 milioni di euro, cioè circa 0,47 milioni al mese. Fino al nuovo termine, il 30 giugno 2028, restano da spendere 76,43 milioni in 35 mesi, cioè 2,16 milioni al mese. La proroga di 12 mesi non risolve dunque il divario, lo rende soltanto più sopportabile: il ritmo richiesto per il resto del prestito resta quasi cinque volte superiore a quello realizzato fino ad allora. Nulla nel testo pubblicato spiega da dove verrebbe questa accelerazione, e l’elenco delle attività fattibili suggerisce piuttosto il contrario, perché la parte più costosa, la costruzione, si è ridotta.
Il secondo passo riguarda il tempo amministrativo, e qui il risultato è difficile da ignorare. La richiesta di proroga è partita il 18 luglio 2025. La risposta della Banca è arrivata il 18 giugno 2026, dopo 11 mesi. La decisione di governo è stata adottata l’11 settembre 2026, 85 giorni dopo la risposta, ed è stata pubblicata 11 giorni più tardi. Tra la richiesta di proroga e la sua entrata in vigore sono passati 431 giorni, cioè 14 mesi e 4 giorni. La proroga ottenuta è di 12 mesi. La procedura con cui si è guadagnato un anno è durata, da un capo all’altro, due mesi più dell’anno guadagnato. Poiché in tutto questo tempo il vecchio termine è rimasto in vigore, la programmazione delle gare e dei contratti si è fatta, fino al settembre 2026, su un orizzonte che entrambe le parti sapevano destinato a spostarsi.
Il terzo passo è un’affermazione della lettera che non regge alla verifica. Il Ministero scrive il 18 luglio 2025 che il progetto si trova circa a metà del periodo di attuazione. Contando dalla firma dell’accordo, il 6 maggio 2021, fino al termine ultimo per l’erogazione di allora, il 30 giugno 2027, il periodo aveva 2.246 giorni, e al 18 luglio 2025 ne erano trascorsi 1.534, cioè il 68%. Anche contando dalla ratifica del 15 dicembre 2021, il momento a partire dal quale il progetto poteva essere finanziato, la quota trascorsa era comunque del 65%, non del 50%. La differenza cambia la posta: una richiesta di proroga fatta a due terzi del periodo, e non a metà, si valuta in altro modo, e la risposta arrivata dopo 11 mesi ha consumato da sola un altro quinto di ciò che restava.
Che cosa andrebbe cambiato
- L’articolo unico dovrebbe nominare ciò che è stato convenuto. Una sola proposizione, del tipo la proroga del termine ultimo per l’erogazione dal 30 giugno 2027 al 30 giugno 2028, chiuderebbe la discussione sull’estensione dell’approvazione e risparmierebbe a ogni autorità che applica l’atto la lettura comparata delle due lettere.
- L’elenco delle 55 scuole andrebbe pubblicato come allegato, con la classificazione di ciascuna. Tre colonne, denominazione, località e categoria, trasformerebbero un atto letto da qualche decina di funzionari in uno che ogni comune e ogni genitore può verificare, senza richiesta di informazioni pubbliche.
- Gli indicatori aggiornati andrebbero pubblicati insieme all’emendamento. Il Ministero li ha chiesti alla Banca, e senza di essi non esiste alcun riferimento pubblico di performance per i 21 mesi rimasti, quindi nemmeno il modo di accertare, nel 2028, se il progetto abbia raggiunto il proprio scopo.
- Il calendario delle erogazioni rimanenti andrebbe pubblicato. Dalle cifre stesse dell’atto risulta che il ritmo deve crescere di quasi cinque volte; un grafico per anni, con gli importi, mostrerebbe se la cifra sia realistica o se seguirà una seconda richiesta di proroga.
- L’approvazione interna degli emendamenti agli accordi di prestito dovrebbe avere un termine. Tra la risposta della Banca e la pubblicazione della decisione sono passati 96 giorni, per un atto con un solo articolo e senza impatto di bilancio proprio. Un termine scritto, per esempio 30 giorni dal ricevimento della conferma, accorcerebbe l’intervallo in cui i partner contrattuali lavorano su una scadenza che sanno superata.
- Il luogo di firma di ciascuna lettera andrebbe riportato con esattezza. Il titolo della decisione dice che entrambe le lettere sono state firmate a Bucarest, ma la seconda, quella della Banca, porta soltanto la data del 18 giugno 2026, senza alcuna località. La correzione è piccola, ma l’identificazione di uno strumento internazionale si fa proprio attraverso luogo e data.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 803 del 22 settembre 2026 16 pagine PDF, 111 KB l'atto inizia a pagina 4
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
