In breve

  • I 1.500 lei netti del premio di carriera didattica per l’anno scolastico 2025-2026 ricevono una procedura nuova, firmata da tre istituzioni: il Ministero degli Investimenti e dei Progetti Europei, il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e il Servizio di Telecomunicazioni Speciali.
  • Almeno il 65% della somma, cioè 975 lei, va speso in corsi di formazione professionale autorizzati o accreditati dal ministero, e l’attestato di partecipazione si carica nell’applicazione, altrimenti la spesa non è ammissibile.
  • I docenti che non sono più nel sistema nell’anno scolastico 2026-2027 perdono le somme rimaste inutilizzate, che vengono ritirate. Chi resta può usare i soldi fino al 31 agosto 2027, ovvero fino al 30 settembre 2027 nelle università.
Atto: Decreto MIPE/MEC/STS n. 1.315/5.102/430/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 720 del 28 agosto 2026
Entrata in vigore: 28 agosto 2026

A quattro giorni dall’inizio della scuola, i 1.500 lei della carta di carriera didattica ricevono la seconda procedura in un solo mese, e il termine entro cui i docenti dovevano attivare la carta era già scaduto quando la procedura è comparsa nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Il decreto congiunto del ministro degli investimenti e dei progetti europei, del ministro dell’istruzione e della ricerca e del direttore del Servizio di Telecomunicazioni Speciali n. 1.315/5.102/430 approva la Procedura specifica di attuazione della misura di sostegno all’attività didattica per l’anno scolastico e accademico 2025-2026, in applicazione dell’ordinanza d’urgenza modificata e approvata con la Legge n. 163/2026.

La misura di sostegno all’attività didattica è il nome ufficiale della carta con cui i docenti ricevono il premio di carriera didattica. I soldi non arrivano sul conto bancario, ma su un supporto elettronico emesso da un’unità emittente, cioè da una società che emette carte a buoni, e le spese si possono fare solo nella rete dei fornitori convenzionati.

La procedura non cambia l’importo né chi lo riceve. Cambia chi verifica che cosa, in quale ordine e con quali termini, il che significa che cambia esattamente le cose che decidono se il docente riesce a usare i soldi oppure li perde.

Nella stessa settimana il Governo ha approvato anche il bilancio del programma latte, panino e frutta per l’anno scolastico 2026-2027. Per lo stesso anno scolastico, il ministero ha fissato anche la rete delle 289 scuole di applicazione dove si svolge il tirocinio didattico.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è la ripartizione delle responsabilità tra le tre istituzioni, scritta articolo per articolo. Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca compila l’elenco dei beneficiari e lo carica nell’applicazione, comunica l’elenco dei corsi autorizzati o accreditati e l’elenco dei fornitori, e risolve le segnalazioni dei docenti entro 15 giorni dalla registrazione. Il Servizio di Telecomunicazioni Speciali sviluppa l’applicazione informatica, garantisce le misure di sicurezza informatica ed esegue le verifiche automatiche. L’unità di attuazione del Ministero degli Investimenti e dei Progetti Europei riceve i rapporti settimanali dall’emittente, carica gli elenchi e versa i soldi all’unità emittente.

Il secondo effetto è la verifica automatica incrociata di ogni beneficiario. L’applicazione confronta i dati con tre sistemi: presso la Direzione generale per l’anagrafe delle persone si convalidano il codice numerico personale e le iniziali del nome, e il sistema verifica settimanalmente se la persona risulta deceduta; presso l’Ispettorato generale per l’immigrazione si verifica solo la validità del codice numerico personale; presso l’Ispettorato del lavoro si cerca, in REGES-ONLINE, la corrispondenza tra il codice numerico personale e il codice unico dell’istituto scolastico, oltre ai codici di occupazione COR. Il docente è ammissibile se almeno uno dei codici COR a lui associati figura nell’elenco dei posti ammissibili trasmesso dal ministero.

Il terzo effetto riguarda una categoria che non compare in REGES-ONLINE. Il personale docente degli istituti militari di istruzione superiore, dei collegi nazionali militari, degli istituti di istruzione preuniversitaria della difesa, dell’ordine pubblico e della sicurezza nazionale e di quelli dipendenti dal Ministero della Giustizia viene convalidato esclusivamente presso l’anagrafe delle persone, senza la verifica all’Ispettorato del lavoro. A tal fine il ministero trasmette separatamente l’elenco dei codici unici di questi istituti.

Il quarto effetto è l’obbligo di provare il corso. Il docente deve usare almeno il 65% del valore nominale di 1.500 lei, cioè 975 lei, in corsi di formazione professionale presenti nell’elenco pubblicato dal ministero, e poi caricare nell’applicazione l’attestato di partecipazione o di conseguimento. Il termine è di 5 mesi al massimo dalla data in cui ha pagato il corso, ma non oltre il 31 marzo 2028. Se non lo carica lui, può caricarlo il ministero.

Il quinto effetto è la convalida, che avviene una volta sola e da parte di una sola persona. Gli ispettorati scolastici distrettuali, l’Ispettorato scolastico del Municipio di Bucarest e le università statali verificano gli attestati dei docenti della propria area, e il ministero quelli di tutti. Il primo utente che convalida chiude il processo; gli altri vedono solo lo stato, senza poter convalidare una seconda volta. Il ministero può però annullare, su richiesta, una convalida fatta per errore.

Il sesto effetto è la perdita dei soldi rimasti. Per i docenti che non sono più in servizio nell’anno scolastico o accademico 2026-2027, le somme inutilizzate alla fine dell’anno 2025-2026 vengono ritirate. Per quelli con errori di convalida o incongruenze, le somme restano sospese fino alla risoluzione. Chi resta nel sistema può usare il premio fino al 31 agosto 2027 per l’anno scolastico e fino al 30 settembre 2027 per quello accademico.

Il settimo effetto è la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, obbligatoria e sottoscritta spuntando una casella nell’applicazione. Con essa il docente si assume l’uso delle somme solo per le categorie consentite e si obbliga a restituire integralmente le somme usate in modo non conforme. La dichiarazione si compila una volta sola, alla prima autenticazione.

L’ottavo effetto è la regola sul nome dei file, che può sembrare un dettaglio burocratico ma decide se il documento entra nel sistema. Gli attestati si caricano in archivi con file PDF denominati certificat_[cnp]_[cui_furnizor]_[număr certificat]_[dată certificat], con la data in formato anno, mese, giorno, con il codice numerico personale che figura nell’elenco degli ammissibili, con il codice unico del fornitore preso dall’elenco del ministero e con il trattino basso usato solo come separatore. I file che non rispettano la regola non vengono caricati.

Che cosa cambia rispetto a prima

Il decreto sostituisce una procedura vecchia di un mese. L’art. 4 abroga il decreto n. 3.718/4.351/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 622 del 28 luglio 2026, che approvava anch’esso una Procedura specifica per la stessa misura e per lo stesso anno scolastico. La differenza visibile a livello di atto è che la nuova procedura ha tre firmatari, non due: il Servizio di Telecomunicazioni Speciali entra come emittente, non solo come fornitore tecnico.

È cambiato anche il regime della rendicontazione. L’art. 3 dice che, per l’anno scolastico e accademico 2025-2026, non si applica il decreto n. 3.956/2023 sulle modalità di rendicontazione dei premi di carriera, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 950 del 20 ottobre 2023. Il meccanismo generale di rendicontazione resta quindi sospeso per quest’anno, e al suo posto si applica la procedura nuova.

Infine, compare una fase che non esisteva: la verifica della continuità nel sistema. Il ministero introduce, entro 15 giorni dall’inizio dell’anno scolastico o accademico 2026-2027, l’elenco dei docenti rimasti in servizio, e la corrispondenza con l’istituto scolastico si verifica al 1° settembre 2026 per l’anno scolastico e al 1° ottobre 2026 per quello accademico. Solo dopo questa verifica si sa chi può ancora spendere i soldi rimasti.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • La responsabilità di ciascuna istituzione è scritta per articoli, quindi il docente sa a chi rivolgersi: il ministero dell’istruzione per gli elenchi e le segnalazioni, l’ispettorato per la convalida dell’attestato.
  • La verifica automatica delle registrazioni multiple garantisce che un docente che insegna in due scuole compaia una volta sola nell’elenco finale.
  • Le segnalazioni dei docenti si risolvono attraverso un’unica piattaforma, con tracciabilità, e il ministero ha un termine di 15 giorni dalla registrazione.
  • Il personale docente dell’istruzione militare e di quella dipendente dal Ministero della Giustizia, che non figura in REGES-ONLINE, ha una via di convalida propria e non esce più dall’elenco.
  • L’attestato può essere caricato anche dall’ispettorato o dal ministero, se il docente non lo fa, quindi una dimenticanza non porta automaticamente alla perdita dei soldi.
  • L’applicazione invia notifiche per cinque mesi dal pagamento del corso, perché il docente non si dimentichi dell’attestato.

Che cosa resta un problema

  • Il termine di attivazione per l’istruzione preuniversitaria, il 27 agosto 2026, era già passato il giorno in cui il decreto è stato pubblicato, il 28 agosto.
  • La seconda procedura per lo stesso anno scolastico arriva un mese dopo la prima, e i docenti che si erano regolati su quella di luglio devono rimettersi a leggere.
  • La percentuale del 65% si calcola sul valore nominale, non su quanto il docente ha effettivamente usato, quindi chi spende meno in corsi si ritrova con spese non ammissibili.
  • Le somme dei docenti che escono dal sistema vengono ritirate, senza che la procedura dica che cosa succede a chi esce per motivi indipendenti dalla propria volontà, come il pensionamento o la malattia.
  • L’attestato si carica entro 5 mesi al massimo dal pagamento del corso, ma la procedura non dice che cosa succede se il fornitore rilascia l’attestato più tardi.
  • La regola sul nome dei file è rigida, e un file respinto non produce alcun messaggio esplicito per il docente, che lo scopre solo alla verifica dell’ispettorato.

Consigli pratici

  1. Verificate sul sito del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca l’elenco aggiornato dei corsi e dei fornitori prima di pagare un corso. L’attestato di un fornitore che non è nell’elenco non può essere convalidato, e la spesa diventa non ammissibile.
  2. Spendete almeno 975 lei in corsi, cioè il 65% dei 1.500 lei. La percentuale si calcola sul valore nominale, non su quanto avete usato della carta.
  3. Caricate l’attestato nel modulo destinato ai docenti entro 5 mesi al massimo dalla data di pagamento del corso. L’applicazione vi invia notifiche per tutto questo periodo.
  4. Nominate il file esattamente secondo la regola della procedura: certificat_cnp_cuifurnizor_numarcertificat_datacertificat, con la data scritta anno, mese, giorno, senza spazi e senza altri trattini bassi.
  5. Se insegnate in più scuole dello stesso distretto, il sistema vi associa a una di esse al momento della convalida. Non caricate l’attestato due volte.
  6. Se uscite dal sistema scolastico dopo il 1° settembre 2026, usate prima i soldi rimasti. Per chi non è più in servizio nell’anno 2026-2027, le somme inutilizzate vengono ritirate.
  7. Se una convalida è stata fatta per errore, chiedete per iscritto al ministero di annullarla. È l’unica via per riavviare il processo, ed è sempre il ministero a poter modificare l’indirizzo di posta elettronica associato all’account.

Domande frequenti

Quanti soldi ricevo e in che cosa posso spenderli?
Il premio di carriera didattica per l’anno scolastico e accademico 2025-2026 ha un valore nominale di 1.500 lei netti. Almeno il 65%, cioè 975 lei, si usa in corsi di formazione professionale autorizzati o accreditati dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca. Il resto può andare in libri specialistici e in altre spese necessarie all’atto educativo, in collegamento diretto con l’attività didattica.
Entro quando posso usare i soldi?
Se restate in servizio nell’anno scolastico o accademico 2026-2027, fino al 31 agosto 2027 per l’anno scolastico e fino al 30 settembre 2027 per quello accademico. Se non siete più nel sistema, le somme inutilizzate alla fine dell’anno 2025-2026 vengono ritirate.
Che cosa succede se non carico l’attestato del corso?
L’attestato si carica nel modulo destinato ai beneficiari, entro 5 mesi al massimo dalla data in cui avete usato i soldi per il corso, ma non oltre il 31 marzo 2028. Se non lo caricate voi, può essere caricato dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca o dall’ispettorato scolastico, ovvero dall’università.
Chi mi convalida l’attestato?
L’ispettorato scolastico distrettuale o l’Ispettorato scolastico del Municipio di Bucarest, per i docenti degli istituti del distretto in questione, l’università statale per i propri docenti, e il ministero per tutti. La convalida avviene una volta sola, da parte del primo utente che la effettua.
Come mi autentico nell’applicazione?
Inserite l’indirizzo di posta elettronica, ricevete un link di autenticazione, poi compilate il codice numerico personale e il numero unico del supporto elettronico, detto codice proxy. Alla prima autenticazione compilate anche la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, spuntando la casella dedicata.
Perché il Servizio di Telecomunicazioni Speciali compare in questa procedura?
Perché l’applicazione informatica con cui si gestisce la misura è sviluppata da esso, sempre esso garantisce le misure di sicurezza informatica ed esegue le verifiche automatiche presso l’anagrafe delle persone, l’immigrazione e l’Ispettorato del lavoro. Il Ministero dell’Istruzione e il Ministero degli Investimenti restano titolari del trattamento, mentre il Servizio di Telecomunicazioni Speciali è responsabile del trattamento ai sensi del regolamento europeo sulla protezione dei dati.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • Allegato, art. 21. Il testo prevede che l’attivazione della misura di sostegno si possa effettuare «până la data de 27.08.2026 pentru mediul preuniversitar», cioè entro il 27 agosto 2026 per l’istruzione preuniversitaria, ma il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania il 28 agosto 2026 e, non prevedendo un’altra data, è entrato in vigore allo stesso momento. La finestra di attivazione per i docenti del preuniversitario si chiude quindi un giorno prima che la procedura che la istituisce esista. La contraddizione si vede anche all’interno dell’atto: l’art. 3 comma (1) obbliga l’unità emittente a trasmettere le istruzioni di attivazione «în termen de 5 zile de la data intrării în vigoare a prezentei proceduri specifice», cioè entro 5 giorni dall’entrata in vigore, dunque al più tardi il 2 settembre, per un termine scaduto il 27 agosto.
  • Allegato, art. 5 comma (9). Le somme dei docenti con errori di convalida restano sospese «dar nu mai târziu de două luni înainte de alimentarea cardurilor», cioè non oltre due mesi prima della ricarica delle carte. L’atto non identifica la ricarica a cui si riferisce. Se è quella dell’art. 21, ovvero entro il 31 agosto 2026 per l’anno scolastico, allora il termine di sospensione scade alla fine di giugno 2026, due mesi prima che il decreto venisse emesso. Il risultato è che non si può stabilire fino a quando restano bloccate le somme di un docente la cui posizione non è stata chiarita.

Analisi della redazione

La procedura risolve un problema reale di gestione. Una carta da 1.500 lei consegnata a un personale docente dell’ordine di centinaia di migliaia di persone, con fondi europei e con l’obbligo di giustificare ogni leu, richiede davvero una verifica automatica dell’identità, del posto di lavoro e dell’occupazione. L’idea di confrontare l’elenco del ministero con l’anagrafe delle persone, con l’immigrazione e con REGES-ONLINE, invece di chiedere certificati al docente, è buona e risparmia al sistema un giro di carte. Allo stesso modo, la regola per cui la convalida di un attestato avviene una volta sola, da parte del primo utente che ci arriva, elimina esattamente il tipo di stallo in cui due istituzioni si aspettano a vicenda.

Ciò che non si vede leggendo il decreto dall’inizio alla fine emerge quando si mettono le sue date una accanto all’altra. Il decreto ha tre date di firma, scaglionate su sei giorni: il Ministero degli Investimenti ha firmato il 20 agosto, il Servizio di Telecomunicazioni Speciali il 25, il Ministero dell’Istruzione il 26. La relazione di approvazione è del 18 agosto. La pubblicazione è arrivata il 28 agosto. Il termine dell’art. 21, il 27 agosto, cade tra l’ultima firma e la pubblicazione, quindi non è stato superato per un ritardo di stampa: era già impossibile il giorno in cui l’ultimo ministro ha firmato. Con ogni probabilità il termine è stato ripreso tale e quale dalla procedura di luglio, che questo decreto abroga, senza essere ricalcolato.

La seconda osservazione riguarda l’architettura dell’obbligo. Il docente deve usare almeno il 65% del valore nominale in corsi, non il 65% di quanto ha effettivamente speso. La differenza non è teorica: chi spende 1.500 lei solo in libri e materiali non ha alcuna spesa ammissibile sul versante dei corsi, e la procedura non prevede alcuna correzione parziale. Combinato con il fatto che l’elenco dei corsi e quello dei fornitori «potranno essere aggiornati nel corso del progetto», il docente si accolla il rischio di un elenco che cambia dopo che lui ha pagato.

La terza emerge dal confronto tra i termini. Le istituzioni lavorano tra loro con termini di 3, 5, 10 e 15 giorni, e alcuni sono in giorni lavorativi. Il docente, invece, ha un solo termine proprio, quello di 5 mesi per il caricamento dell’attestato, e un solo termine di attivazione, quello impossibile dell’art. 21. Da nessuna parte nella procedura c’è un termine entro cui l’istituzione debba comunicare al docente che il suo attestato è stato convalidato o respinto, benché da questa risposta dipenda se i soldi restano a lui. La segnalazione ha un termine di 15 giorni, ma presuppone che il docente abbia già saputo che c’è un problema.

La stessa pressione di calendario si ritrova nel secondo diritto economico della scuola: i voucher vacanza da 800 lei si chiedono con una dichiarazione da presentare entro il 24 ottobre, e gli ispettorati comunicano gli importi nove giorni prima.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Un termine di attivazione successivo alla pubblicazione. La data dell’art. 21 va spostata dopo l’entrata in vigore del decreto, altrimenti la condizione da cui dipende la ricarica della carta non può essere soddisfatta da nessuno che ne abbia saputo dalla Gazzetta Ufficiale della Romania.
  • L’identificazione della ricarica a cui si riferisce l’art. 5 comma (9). Un termine espresso come «due mesi prima» di un evento senza nome non si può calcolare, e da esso dipendono le somme dei docenti con incongruenze.
  • La notifica dell’esito della convalida al docente. L’applicazione invia già notifiche per il caricamento dell’attestato; la stessa via potrebbe comunicare se l’attestato è stato convalidato, respinto o se il file non è stato accettato.
  • Una regola per l’uscita involontaria dal sistema. La procedura ritira le somme inutilizzate di chi non è più in servizio nel 2026-2027, senza distinguere tra dimissioni, pensionamento e cessazione del contratto per motivi che non dipendono dal docente.
  • Il congelamento dell’elenco dei corsi e dei fornitori dopo il pagamento. Se l’elenco si può aggiornare in qualsiasi momento, l’ammissibilità di una spesa andrebbe giudicata secondo l’elenco in vigore alla data del pagamento, non secondo quello della data di convalida.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 720 del 28 agosto 2026 16 pagine PDF, 114 KB l'atto inizia a pagina 8

Apri il PDF ufficialeScarica il PDF

Su schermi piccoli il visualizzatore non viene mostrato. Usa i pulsanti qui sopra per aprire o scaricare il file.

Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.