In breve
- Il programma «latte, panino e frutta» ha per l’anno scolastico 2026-2027 un bilancio di 802.447 migliaia di lei, ripartito su tre prodotti e su due periodi di distribuzione: 7 settembre – 22 dicembre 2026 e 11 gennaio – 18 giugno 2027.
- Le scuole non pagano più il controvalore dei prodotti non consumati: l’eccedenza viene ridistribuita all’interno dello stesso istituto, agli altri bambini della scuola dell’infanzia e agli altri alunni.
- La stessa decisione riscrive anche il bilancio dell’anno scolastico scorso, il 2025-2026, e sposta 12,4 milioni di lei da Bucarest verso 20 distretti, senza cambiare il totale nazionale.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 728 del 31 agosto 2026
Entrata in vigore: 31 agosto 2026
A una settimana dall’inizio delle lezioni, il Governo ha fissato i fondi per il latte, il panino e la frutta nelle scuole. La decisione del Governo n. 682/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 728 del 31 agosto 2026, stanzia 802.447 migliaia di lei per l’anno scolastico 2026-2027 e modifica le regole di funzionamento del Programma per le scuole della Romania, approvato con la decisione del Governo n. 652/2023. È il secondo intervento di ampia portata sull’istruzione di questo autunno, dopo la seconda procedura per il premio di carriera didattica, pubblicata anch’essa alla fine di agosto.
La somma si ripartisce così: 107.393 migliaia di lei per frutta e verdura fresca e 37.289 migliaia di lei per le relative misure educative; 376.214 migliaia di lei per latte alimentare e prodotti lattiero-caseari senza aggiunta di latte in polvere, più altre 37.289 migliaia di lei per le misure educative; 242.307 migliaia di lei per i prodotti da forno, questi ultimi esclusivamente a carico del bilancio nazionale; e 1.955 migliaia di lei per la valutazione del programma. Le cinque voci sommano esattamente 802.447 migliaia di lei.
La quota europea del finanziamento proviene dal Fondo europeo agricolo di garanzia, in base alla decisione di esecuzione (UE) 2026/873 della Commissione del 21 aprile 2026: 6.178.236 euro per frutta e verdura comprese le misure educative e 11.303.390 euro per latte e prodotti lattiero-caseari, anch’essi comprensivi delle misure educative. I prodotti da forno, cioè il panino e il filoncino, restano interamente a carico dei fondi romeni, perché il regime europeo non li copre.
Gli effetti che produce
Il primo effetto lo sentono direttamente le scuole. Finora i prodotti non consumati restavano un problema dell’istituto, che poteva arrivare a pagarli. L’art. I comma (4) della nuova decisione stabilisce che la disponibilità non consumata per motivi oggettivi viene ridistribuita all’interno dello stesso gruppo di bambini della scuola dell’infanzia e di alunni, «in modo che gli istituti di istruzione non siano più obbligati a pagare il controvalore dei prodotti non consumati». È l’unica disposizione di tutto l’atto che modifica un obbligo di pagamento di una scuola.
Il secondo effetto riguarda i giorni in cui le lezioni non si tengono in presenza. La decisione estende il regime applicabile in situazioni eccezionali oltre il contesto epidemiologico: conflitti di lavoro, condizioni meteorologiche estreme, problemi di infrastrutture e servizi, inquinamento massiccio e qualunque altra situazione in cui le autorità dispongano il passaggio alla modalità online. In questi casi la porzione di panino o di filoncino può essere sostituita con biscotti o taralli secchi, il prodotto lattiero-caseario può essere sostituito con il latte, le misure educative si possono svolgere online e le sessioni di degustazione si possono garantire a domicilio, con un pacco per alunno. La condizione è che queste opzioni siano previste nei documenti di gara prima dell’avvio della procedura di aggiudicazione.
Il terzo effetto riguarda gli alunni che seguono le lezioni online: hanno diritto ai prodotti allo stesso modo di quelli presenti in aula, e per alunno presente si intende anche chi ha partecipato ad almeno un’ora di lezione al giorno in modalità online.
Il quarto effetto riguarda i soldi e il calendario. Le somme ripartite dall’IVA rimaste inutilizzate alla fine dell’esercizio finanziario vengono regolarizzate, con una nuova eccezione: le somme destinate alle fatture emesse a dicembre, per prodotti distribuiti fino al 31 dicembre e non pagate entro la chiusura dell’anno, restano nell’avanzo del bilancio locale e si usano esclusivamente a gennaio, con la stessa destinazione. È una scappatoia che evita la situazione in cui una fattura di dicembre resta impagata perché i soldi sono tornati al bilancio.
Il quinto effetto riguarda i fornitori e i comuni. Le domande di pagamento all’Agenzia per i pagamenti e gli interventi in agricoltura si presentano, a partire dall’anno scolastico 2026-2027, entro tre mesi dalla fine delle lezioni, e l’agenzia paga entro 3 mesi dalla presentazione. Per l’anno scolastico che si chiude il 18 giugno 2027, questo significa che l’ultimo termine di presentazione cade intorno al 18 settembre 2027 e il pagamento può arrivare fino a dicembre 2027, salvo i casi in cui siano in corso indagini amministrative, quando il termine si prolunga.
Che cosa cambia rispetto a prima
La modifica meno visibile è anche la più interessante. L’art. III sostituisce gli allegati n. 1-3 della decisione del Governo n. 775/2025, cioè il bilancio dell’anno scolastico 2025-2026, che si è concluso il 19 giugno 2026. I totali nazionali restano intatti: 106.603 migliaia di lei per frutta e verdura, 375.612 migliaia di lei per il latte, 241.919 migliaia di lei per i prodotti da forno, esattamente le cifre pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 881 del 25 settembre 2025.
Quello che cambia è la mappa. Confrontando i nuovi allegati con quelli del 2025, posizione per posizione, emerge un solo schema: la colonna del primo periodo di distribuzione, 8 settembre – 19 dicembre 2025, è identica ovunque, e tutte le modifiche stanno nella colonna del secondo periodo, 8 gennaio – 19 giugno 2026. E in quella colonna l’unico ente territoriale che perde fondi è il municipio di Bucarest. Nessun distretto registra un segno meno.
Le cifre: per frutta e verdura, Bucarest scende da 5.171 a 3.078 migliaia di lei, e le 2.093 migliaia di lei si dividono tra 14 distretti. Per il latte, scende da 17.854 a 11.922 migliaia di lei, e le 5.932 migliaia di lei vanno a 11 distretti. Per i prodotti da forno, scende da 11.499 a 7.153 migliaia di lei, e le 4.346 migliaia di lei arrivano a 15 distretti. In totale, 12.371 migliaia di lei, cioè quasi 12,4 milioni, si spostano dalla capitale verso il resto del Paese, e la dotazione di Bucarest per il secondo semestre scende di circa il 36%, da 34.524 a 22.153 migliaia di lei.
Gli aumenti individuali più consistenti sono quelli di Mureș, con 2.192 migliaia di lei in più sul latte, Cluj, con 1.320 migliaia di lei in più sui prodotti da forno, e Vrancea, con 1.033 migliaia di lei in più anch’esse sul latte. La decisione non spiega da nessuna parte perché si faccia questo spostamento, ma il meccanismo dell’art. 17 comma (3), riscritto anch’esso adesso, stabilisce che il trasferimento tra le dotazioni si fa «in base al grado di utilizzo delle somme assegnate», quindi la spiegazione più probabile è il consumo effettivo comunicato nel secondo semestre.
Le altre modifiche apportate alla decisione del Governo n. 652/2023 sono di natura amministrativa: le relazioni dell’Agenzia per i pagamenti si trasmettono su richiesta del Ministero dell’Agricoltura, in funzione dei dati disponibili in quel momento; la centralizzazione delle quantità distribuite diventa documento obbligatorio della domanda di pagamento; l’aiuto del FEAGA viene ridotto proporzionalmente, applicando un valore percentuale annuo al valore ammissibile di ciascuna domanda; e in tutto il testo della decisione «Ministero dell’Istruzione» diventa «Ministero dell’Istruzione e della Ricerca».
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Le scuole non pagano più i prodotti non consumati e l’eccedenza resta agli alunni dello stesso istituto, invece di essere fatturata o buttata.
- Il bilancio è approvato una settimana prima dell’inizio delle lezioni, quindi le gare possono partire in tempo per la distribuzione che comincia il 7 settembre 2026.
- Le situazioni in cui le lezioni si sospendono non sono più solo quelle epidemiologiche, ma anche scioperi, maltempo estremo, guasti ai servizi o inquinamento, e il programma ha regole scritte per ciascuna.
- Le fatture di dicembre non pagate entro la fine dell’anno non perdono più il finanziamento: i fondi restano nell’avanzo del bilancio locale e si usano a gennaio, con la stessa destinazione.
- I conti tornano: le cinque voci dell’art. I comma (2) sommano esattamente il totale annunciato e i totali dei sei allegati corrispondono a ciascuna voce.
Che cosa resta un problema
- La rettifica del bilancio dell’anno scolastico 2025-2026 arriva a più di due mesi dalla sua conclusione, e la decisione non dice su quali dati sia stata fatta la ridistribuzione.
- Bucarest perde circa il 36% della dotazione del secondo semestre, e i municipi non hanno alcuno strumento per contestare la nuova ripartizione.
- Il termine di presentazione delle domande di pagamento, tre mesi dalla fine delle lezioni, si applica solo a partire dall’anno scolastico 2026-2027, quindi le domande più vecchie restano sotto il regime precedente.
- La sostituzione del panino con biscotti o taralli e del prodotto lattiero-caseario con il latte funziona solo se l’opzione era stata scritta prima nei documenti di gara, quindi una scuola che non ha previsto resta senza soluzione nel giorno in cui la situazione si presenta.
- Il pagamento dell’aiuto europeo può arrivare a 6 mesi dalla fine delle lezioni, e il termine di 3 mesi dell’agenzia si prolunga senza limiti se sono in corso indagini amministrative.
Consigli pratici
- Se siete genitori, segnatevi le date: la distribuzione comincia il 7 settembre 2026 e si ferma il 22 dicembre 2026, poi riprende l’11 gennaio 2027 e si conclude il 18 giugno 2027. Fuori da questi intervalli il programma non funziona.
- Se siete dirigenti scolastici, chiedete all’ispettorato la centralizzazione delle quantità distribuite per categoria di prodotto. Da quest’anno è documento obbligatorio della domanda di pagamento e senza di essa la pratica del comune non è completa.
- Se siete sindaci o responsabili degli appalti, scrivete nei documenti di gara, prima dell’avvio della procedura, le opzioni di sostituzione del panino con biscotti o taralli secchi e del prodotto lattiero-caseario con il latte. La normativa le consente solo se sono state previste in anticipo.
- Verificate negli allegati n. 4-6 se il vostro distretto ha ricevuto una dotazione maggiore per il secondo semestre dell’anno scolastico 2025-2026. Venti distretti hanno ricevuto un aumento, e le somme si riferiscono a un anno scolastico già concluso.
- Se avete fatture emesse a dicembre per prodotti distribuiti fino al 31 dicembre e non pagate, non regolarizzatele con il bilancio. Le somme restano nell’avanzo del bilancio locale e si usano a gennaio, esclusivamente con la stessa destinazione.
- I fornitori che presentano domande di pagamento per l’anno scolastico 2026-2027 hanno tre mesi dalla fine delle lezioni, cioè all’incirca fino al 18 settembre 2027. Il termine si rispetta tramite il sistema informatico dell’APIA, presso il centro distrettuale.
Domande frequenti
Quanto riceve ciascun alunno?
Chi paga il panino e il filoncino?
Che cosa succede ai prodotti che non vengono consumati?
Gli alunni che seguono le lezioni online ricevono ancora i prodotti?
Perché si modifica il bilancio di un anno scolastico già concluso?
Quando ricevono i fornitori i fondi europei?
Che cosa succede se la scuola passa all’online?
Il programma continua anche dopo il 2027?
Analisi della redazione
La decisione fa due cose molto diverse sotto lo stesso titolo, e la seconda è nascosta nell’art. III. La prima è il bilancio del nuovo anno scolastico, approvato in tempo e con i conti che tornano: le cinque voci dell’art. I comma (2) danno esattamente 802.447 migliaia di lei, e i totali dei tre allegati corrispondono a ciascuna voce, fino all’ultimo leu. Non è cosa scontata in un atto con 51 righe di tabella per ogni allegato.
La seconda cosa è una rettifica silenziosa dell’anno scorso. Il confronto posizione per posizione tra i nuovi allegati e quelli della Gazzetta Ufficiale della Romania n. 881 del 25 settembre 2025 mostra uno schema troppo pulito per essere casuale: il primo periodo di distribuzione resta intatto in ogni riga e tutte le modifiche stanno nel secondo. Bucarest perde in tutti e tre gli allegati, i distretti guadagnano in tutti e tre, e nessun altro perde nulla. La somma spostata, 12.371 migliaia di lei, rappresenta circa il 36% della dotazione della capitale per il secondo semestre e l’1,6% del bilancio annuale del programma. In altre parole, la capitale ha consumato sotto dotazione e la differenza è stata portata dove i prodotti sono stati effettivamente distribuiti.
L’interpretazione è plausibile, ma resta interpretazione, perché la decisione non ne dice nulla. Non c’è in tutto l’atto una frase che spieghi perché si cambiano gli allegati di un anno scolastico concluso, né una relazione pubblica da cui risulti il grado di utilizzo per distretto. L’art. 15 comma (3), riscritto proprio adesso, prevede che l’agenzia trasmetta al ministero la situazione centralizzata per distretti «su richiesta di quest’ultimo, in funzione dei dati disponibili al momento della richiesta». Cioè una comunicazione a richiesta, non periodica e non pubblica. I dati in base ai quali sono stati spostati 12,4 milioni di lei non sono visibili da nessuna parte.
Vale la pena mettere accanto anche la cifra della valutazione: 1.955 migliaia di lei, cioè lo 0,24% del bilancio del programma, per una relazione che copre quattro anni scolastici e che il Ministero dell’Agricoltura deve trasmettere alla Commissione europea. È l’unica riga di bilancio che produce conoscenza su che cosa funziona e che cosa no, e vale un ventesimo della somma che Bucarest perde con la rettifica dell’art. III.
Che cosa andrebbe cambiato
- Una relazione illustrativa allegata a ogni rettifica di allegato. Quando una decisione sposta fondi tra distretti su un anno scolastico concluso, il testo dovrebbe contenere la base di calcolo: il grado di utilizzo per distretto, le quantità distribuite e il numero di alunni. Senza di essa, 20 distretti ricevono fondi e un municipio li perde senza che nessuno possa verificare il perché.
- La comunicazione dell’art. 15 comma (3), resa periodica e pubblica. La formula «su richiesta di quest’ultimo, in funzione dei dati disponibili» trasforma un obbligo di comunicazione in una richiesta occasionale. Un quadro semestrale, pubblicato sul sito dell’Agenzia per i pagamenti, farebbe delle ridistribuzioni una conseguenza visibile di dati già noti, non una sorpresa di fine agosto.
- Un termine certo per il pagamento dell’aiuto del FEAGA. Il termine di 3 mesi si prolunga «fino alla conclusione delle indagini amministrative», senza alcun limite. Un termine massimo, anche di 6 mesi aggiuntivi, darebbe ai fornitori un orizzonte e all’amministrazione un motivo per chiudere le indagini.
- Le opzioni di sostituzione dei prodotti, previste per default nei documenti di gara. Oggi il diritto di sostituire il panino con i biscotti nei giorni di scuola online esiste solo se il comune lo ha scritto nel capitolato. Sarebbe più semplice rendere l’opzione obbligatoria nella documentazione quadro, lasciandone facoltativo l’uso.
- La pubblicazione, una volta all’anno, del costo reale per porzione e per distretto. Le dotazioni degli allegati sono somme globali, e le differenze di prezzo tra distretti restano invisibili. Una tabella con il costo medio per porzione mostrerebbe subito dove gli appalti sono cari e darebbe un riferimento per le gare successive.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 728 del 31 agosto 2026 16 pagine PDF, 114 KB l'atto inizia a pagina 6
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
