In breve

  • Il Parlamento torna al lavoro martedì 1 settembre 2026, alle ore 16:00. Le due camere si sono convocate con decisioni separate, ma hanno scelto lo stesso giorno e la stessa ora.
  • È la seconda sessione ordinaria dell’anno. Secondo l’art. 66 comma (1) della Costituzione, essa comincia a settembre e non può andare oltre la fine di dicembre, quindi dura al massimo 122 giorni, e le due camere hanno scelto il primo giorno possibile.
  • La decisione del Senato è firmata il 26 agosto, quella della Camera dei Deputati il 28 agosto, giorno della pubblicazione. I deputati apprendono della convocazione quattro giorni prima dell’apertura.
Atto: Decisione del Senato n. 18/2026 e Decisione della Camera dei Deputati n. 15/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 719 del 28 agosto 2026
Emesse: 26 e 28 agosto 2026

La pausa parlamentare finisce martedì 1 settembre, alle ore 16:00, per senatori e deputati nello stesso momento. Due decisioni pubblicate nella stessa pagina della Gazzetta Ufficiale della Romania convocano il Senato e la Camera dei Deputati nella seconda sessione ordinaria dell’anno 2026. Arrivano due giorni dopo l’ultima seduta della sessione straordinaria estiva, quella in cui la legge di chiusura del PNRR ha attraversato entrambe le camere in un solo giorno.

La convocazione non è una formalità aggirabile. Secondo l’art. 66 comma (3) della Costituzione, le camere sono convocate dai loro presidenti, e secondo il comma (1) dello stesso articolo la Camera dei Deputati e il Senato si riuniscono in due sessioni ordinarie all’anno: la prima comincia a febbraio e non può superare la fine di giugno, la seconda comincia a settembre e non può superare la fine di dicembre. Senza la decisione del presidente della camera, la sessione non si apre.

Ciascuna camera ha il proprio fondamento interno. Il Senato invoca l’art. 83 del Regolamento del Senato, approvato con la Delibera del Senato n. 28/2005, ripubblicato, mentre la Camera dei Deputati invoca l’art. 34 lettera a) del Regolamento della Camera dei Deputati, ripubblicato. La Costituzione non chiede loro di convocarsi alla stessa data e neppure alla stessa ora.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è la data. La seconda sessione ordinaria dell’anno 2026 si apre martedì 1 settembre 2026, alle ore 16:00, in entrambe le camere. È il primo giorno lavorativo del mese, cioè il primo giorno possibile nella finestra che la Costituzione apre a settembre.

Il secondo effetto è la durata massima. La sessione non può superare la fine del mese di dicembre, quindi l’intervallo coperto è 1 settembre – 31 dicembre 2026, cioè 122 giorni. Scegliendo il primo giorno possibile, le due camere si prendono la sessione ordinaria più lunga che il testo costituzionale consenta.

Il terzo effetto è che l’attività dell’aula torna possibile in regime di sessione. Tra la chiusura della sessione straordinaria di fine agosto e il 1 settembre, le camere non hanno un fondamento per riunirsi in aula, se non con una nuova convocazione straordinaria.

Il quarto effetto è il preavviso. La decisione della Camera dei Deputati è firmata il 28 agosto e pubblicata lo stesso giorno, quindi i deputati ricevono l’annuncio ufficiale quattro giorni prima dell’apertura. La decisione del Senato è firmata il 26 agosto, con sei giorni di anticipo. Nessuno dei due regolamenti invocati impone, nel testo delle decisioni, un termine minimo di preavviso.

Il quinto effetto riguarda la numerazione. I numeri dei due atti, 18 al Senato e 15 alla Camera dei Deputati, mostrano che quest’anno il Senato ha emesso tre decisioni in più rispetto alla Camera.

Il sesto effetto è di calendario pubblico. L’ora è fissata in modo esplicito, le 16:00, il che significa che le sedute di apertura delle due camere si sovrappongono, mentre il programma di lavoro di ciascuna camera per il periodo successivo si stabilisce dopo l’apertura, non con queste decisioni.

Che cosa cambia rispetto a prima

Cambia il regime in cui lavora il Parlamento. Finora, ad agosto, le camere si sono riunite in sessione straordinaria, cioè in un regime in cui l’ordine del giorno è limitato a ciò che è stato chiesto al momento della convocazione. Dal 1 settembre entrano in sessione ordinaria, in cui l’ordine del giorno si stabilisce secondo la procedura consueta di ciascuna camera.

In questa stessa sessione rientra anche il voto di fiducia al futuro Governo: il candidato designato dal Presidente con il Decreto presidenziale n. 770/2026 ha dieci giorni per chiedere il voto di fiducia del Parlamento, e il voto si esprime nella seduta comune delle due camere.

Non cambia nulla sul piano del diritto. Le due decisioni non modificano alcun testo, non abrogano nulla e non istituiscono alcun obbligo per qualcuno che non siano le camere che si convocano. Sono atti di organizzazione dell’attività propria, pubblicati perché aprono una sessione.

Rispetto alla convocazione precedente, quella della sessione straordinaria di agosto, cambia anche la forma. La convocazione straordinaria arriva accompagnata dall’ordine del giorno, perché è questo a delimitarne l’oggetto. La convocazione ordinaria non ha ordine del giorno, proprio perché la sessione ordinaria non è limitata a un oggetto determinato.

Si è conservata, invece, l’abitudine della convocazione separata. Benché entrambe le camere si aprano alla stessa ora, esse non emettono un atto comune: ciascun presidente firma la propria decisione, in base al proprio regolamento.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • La data e l’ora sono fissate in modo esplicito in entrambe le decisioni, quindi non resta spazio a interpretazioni sul momento dell’apertura.
  • Le due camere scelgono lo stesso giorno e la stessa ora, il che semplifica la programmazione dei lavori comuni e delle sedute in seduta comune.
  • L’apertura nel primo giorno di settembre usa per intero la finestra costituzionale, quindi la sessione ha la durata massima possibile.
  • Gli atti sono pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Romania prima della data di convocazione, quindi l’annuncio ha carattere pubblico, non solo interno.
  • Ciascuna decisione indica il proprio fondamento costituzionale e quello regolamentare, così che la competenza del presidente di camera è verificabile.
  • La formulazione è breve e senza rinvii inutili: un solo articolo in ciascuna decisione.

Che cosa resta un problema

  • La decisione della Camera dei Deputati è firmata e pubblicata lo stesso giorno, quattro giorni prima dell’apertura della sessione.
  • Le due decisioni non dicono nulla sulla data in cui la sessione si chiude; il limite risulta soltanto dalla Costituzione.
  • La convocazione non è accompagnata da alcun elemento di programma, quindi dall’atto il pubblico non apprende che cosa si discuterà.
  • Le due camere usano formulazioni diverse per la stessa cosa, una attiva e una passiva, benché l’atto sia identico quanto a oggetto.
  • I fondamenti regolamentari invocati rinviano a testi ripubblicati, senza l’indicazione della pubblicazione, il che rende più difficile la verifica da parte del lettore comune.
  • Non esiste un atto comune delle due camere, benché l’apertura sia simultanea, il che lascia il coordinamento al livello della prassi, non della norma.

Consigli pratici

  1. Se seguite un progetto di legge in corso di esame, segnatevi la data del 1 settembre 2026, alle ore 16:00. Da quel momento in poi le camere lavorano in sessione ordinaria, con l’ordine del giorno stabilito secondo la procedura consueta.
  2. Se dovete depositare una petizione, una richiesta di udienza o un’istanza a una commissione, verificate il programma della commissione dopo l’apertura. Le decisioni di convocazione non stabiliscono il programma di lavoro.
  3. Per pianificare un’azione di advocacy, prendete come riferimento la finestra costituzionale: la sessione non può superare la fine del mese di dicembre, quindi sono 122 giorni dall’apertura.
  4. Se lavorate con testi in discussione, seguite le decisioni successive delle due camere. L’ordine del giorno e il programma si stabiliscono con atti separati, pubblicati anch’essi nella Gazzetta Ufficiale della Romania.
  5. Non confondete la sessione ordinaria con quella straordinaria. La prima non ha l’ordine del giorno limitato dall’atto di convocazione, la seconda sì, e la differenza conta per ciò che può essere messo in discussione.
  6. Se vi serve il testo dei regolamenti invocati, cercate le versioni ripubblicate: il Regolamento del Senato approvato con la Delibera del Senato n. 28/2005 e il Regolamento della Camera dei Deputati, entrambi con le modifiche successive.

Domande frequenti

Quando si apre la sessione?
Martedì 1 settembre 2026, alle ore 16:00, in entrambe le camere. La Decisione del Senato n. 18/2026 e la Decisione della Camera dei Deputati n. 15/2026 indicano lo stesso giorno e la stessa ora.
Fino a quando dura la seconda sessione ordinaria?
Le decisioni non lo dicono. Il limite risulta dall’art. 66 comma (1) della Costituzione: la seconda sessione ordinaria comincia a settembre e non può superare la fine del mese di dicembre. Dal 1 settembre al 31 dicembre sono 122 giorni.
Perché sono due decisioni e non una sola?
Perché, secondo l’art. 66 comma (3) della Costituzione, la convocazione di ciascuna camera è fatta dal suo presidente. Il Senato si convoca in base all’art. 83 del Regolamento del Senato, la Camera dei Deputati in base all’art. 34 lettera a) del proprio regolamento.
Che cosa succede se un progetto non è stato votato nella sessione straordinaria?
Resta nella procedura della camera in cui si trova e può essere ripreso dopo l’apertura della sessione ordinaria. Le decisioni di convocazione non si riferiscono ad alcun progetto determinato e non stabiliscono l’ordine del giorno.
Che differenza c’è tra sessione ordinaria e sessione straordinaria?
Le sessioni ordinarie sono le due all’anno previste dalla Costituzione, con date limite fisse. Le sessioni straordinarie si convocano su richiesta del Presidente della Romania, dell’ufficio di presidenza permanente della camera oppure di almeno un terzo dei deputati o dei senatori, e l’atto di convocazione ne delimita l’oggetto.
Perché la decisione della Camera dei Deputati è firmata proprio nel giorno della pubblicazione?
L’atto non lo spiega. La decisione porta la data del 28 agosto 2026, la stessa dell’edizione della Gazzetta Ufficiale della Romania in cui compare, mentre la decisione del Senato è firmata il 26 agosto. Nessuna delle due invoca un termine minimo di preavviso.

Analisi della redazione

Sono due atti quanto mai semplici, e questo è un pregio. Ciascuno ha un articolo, indica il fondamento costituzionale e quello regolamentare, fissa il giorno e l’ora e non dice nulla in più. Non contengono contraddizioni, rinvii senza bersaglio o termini impossibili, e chi li legge sa esattamente che cosa succede e quando. Per un atto di convocazione, questo è tutto ciò che serve.

Quello che non si vede leggendoli separatamente emerge quando li si mette uno accanto all’altro e li si confronta con il testo costituzionale. Entrambi scelgono il 1 settembre, il primo giorno del mese in cui la Costituzione consente l’apertura, ed entrambi scelgono le ore 16:00, benché nessun testo li obblighi a coordinarsi. La conseguenza aritmetica è che la sessione copre 122 giorni, cioè il massimo possibile nella finestra settembre – dicembre. Le due camere hanno scelto, senza dirlo, la sessione ordinaria più lunga che possano avere.

La seconda osservazione riguarda il calendario delle decisioni. Il Senato firma la propria convocazione il 26 agosto, cioè proprio nel giorno in cui la sessione straordinaria estiva si chiudeva, e la Camera dei Deputati il 28 agosto, nel giorno della pubblicazione. I deputati ricevono l’annuncio ufficiale quattro giorni prima dell’apertura, i senatori sei. Non è un problema di legalità, perché i regolamenti invocati non compaiono con un termine di preavviso nel testo delle decisioni, ma è una differenza di ritmo visibile tra le due camere, su un atto che ciascuna avrebbe potuto firmare con settimane di anticipo.

La terza nasce dalla forma degli atti. Il Senato scrive «Se convoacă Senatul», si convoca il Senato, la Camera dei Deputati scrive «Camera Deputaților este convocată», la Camera dei Deputati è convocata. La stessa operazione giuridica, compiuta dalla stessa categoria di titolare, in base allo stesso articolo della Costituzione, appare formulata in due modi, a due righe di distanza nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Non cambia nulla sul piano del diritto, ma mostra che i due regolamenti e i due apparati tecnici non sono mai arrivati a un modello comune per l’atto più ripetitivo dell’attività del Parlamento.

Che cosa andrebbe cambiato

  • L’indicazione nell’atto della data limite della sessione. Una riga che dica che la sessione non può superare la fine del mese di dicembre farebbe della decisione un documento completo, senza il rinvio alla Costituzione.
  • Un termine minimo di preavviso per la convocazione della sessione ordinaria. Le date sono note con mesi di anticipo, e un annuncio dato quattro giorni prima dell’apertura non ha alcuna giustificazione pratica.
  • Un modello comune di atto di convocazione per le due camere. La stessa operazione dovrebbe avere lo stesso aspetto, soprattutto quando entrambe le decisioni si pubblicano nella stessa pagina.
  • L’indicazione della pubblicazione delle versioni ripubblicate dei due regolamenti. Il lettore che vuole verificare il fondamento ha bisogno del numero della Gazzetta in cui il regolamento è stato ripubblicato, non della sola dicitura «ripubblicato».

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 719 del 28 agosto 2026 16 pagine PDF, 208 KB l'atto inizia a pagina 2

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.