In breve
- A settembre 2026 lo Stato mette in vendita titoli per 7.200 milioni di lei, ossia 7,2 miliardi. La somma si divide in 2.000 milioni di certificati di tesoreria a sconto e 5.200 milioni di obbligazioni di Stato di tipo benchmark. I valori delle due tabelle del decreto si chiudono esattamente sulla cifra dell’art. 1.
- Il calendario prevede dieci aste, due per i certificati e otto per le obbligazioni, più otto sessioni supplementari di offerte non competitive. Tutte e otto le serie di obbligazioni sono riaperture di emissioni più vecchie, la più antica delle quali lanciata nel settembre 2018.
- Alle aste può presentare offerta direttamente soltanto un dealer primario, ossia una banca accettata in questo ruolo dal Ministero delle Finanze e dalla Banca Nazionale. Una persona fisica può arrivare ai titoli solo tramite un dealer di questo tipo, con offerta non competitiva di almeno 5.000 lei, entro il limite del 25% di ogni emissione.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 738 del 2 settembre 2026
Entrata in vigore: 2 settembre 2026, alla data della pubblicazione
Il Ministero delle Finanze ha pubblicato il calendario dei prestiti del mese di settembre 2026: 7,2 miliardi di lei in dieci aste, la prima delle quali un giorno dopo l’uscita del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Il Decreto n. 1.159/2026 è stato firmato il 31 agosto 2026 ed è uscito il 2 settembre, mentre la prima asta è fissata per il 3 settembre. L’atto approva due prospetti, uno per i certificati di tesoreria a sconto e uno per le obbligazioni di Stato di tipo benchmark, entrambi in lei. È il meccanismo consueto con cui si copre il disavanzo di bilancio e si rifinanzia il debito in scadenza, distinto dalle emissioni in euro lanciate ad agosto 2026.
I 7,2 miliardi di lei non si raccolgono in una volta sola. La somma si divide in dieci sedute, distribuite su tutto il mese, e ogni seduta ha la propria serie di titoli, la propria scadenza e il proprio valore annunciato. I certificati di tesoreria prendono 2.000 milioni di lei, in due tranche uguali da un miliardo ciascuna. Le obbligazioni benchmark prendono i restanti 5.200 milioni, ripartiti in modo disuguale: cinque aste da 800 milioni e tre da 500 milioni.
I certificati di tesoreria a sconto sono titoli brevi, senza interessi pagati periodicamente. Lo Stato li vende sotto il loro valore nominale e li rimborsa a scadenza al valore intero, e il guadagno dell’acquirente è proprio la differenza. Le due serie di settembre hanno un valore nominale di 5.000 lei ciascuna e scadenze al 29 marzo 2027 e al 15 settembre 2027. La tabella ne riporta anche la durata: 203 giorni per la prima, ossia poco più di sei mesi, e 364 giorni per la seconda, ossia praticamente un anno, conteggi confermati a partire dalla data di emissione.
Le obbligazioni di tipo benchmark funzionano diversamente. Sono titoli lunghi, con cedola, ossia con un interesse annuo pagato a una data fissa. «Benchmark» significa serie di riferimento: invece di creare una serie nuova a ogni asta, lo Stato riapre più volte le stesse serie, finché ciascuna non raccoglie un volume elevato. Un volume elevato significa che il titolo viene negoziato spesso sul mercato secondario e che il suo prezzo diventa il punto di riferimento con cui si misurano i tassi di mercato. Tutte e otto le serie di settembre 2026 sono riaperture, e l’art. 2 dell’allegato n. 2 dice chiaramente che i loro valori possono crescere ancora, con riaperture successive.
La serie più vecchia dell’elenco, ROVRZSEM43E4, è stata lanciata nel settembre 2018 e ha una cedola del 5,00%. La più costosa, ROOFOYB15203, lanciata nel febbraio 2025, ha una cedola del 7,65%. Le altre si collocano tra questi due valori. Ponderata con il valore di ciascuna asta, la cedola media dell’offerta di obbligazioni di settembre è di circa il 6,84%, cifra calcolata dalla tabella del decreto. Attenzione però: la cedola è l’interesse scritto sul titolo al momento del suo lancio, non il costo al quale lo Stato si indebita adesso. Il costo reale emerge dal prezzo di aggiudicazione, che si determina in asta e viene pubblicato lo stesso giorno.
Per gli investitori persone fisiche, il mese di settembre porta anche la serie FIDELIS, con interessi non tassati fino al 7,50% in lei e al 6,30% in euro, lanciata con il Decreto MF n. 1.178/2026.
Sempre per i piccoli risparmiatori, il Ministero delle Finanze riapre nello stesso mese anche il programma Tezaur, con sottoscrizioni per settembre e ottobre 2026.
Gli effetti che produce
Il decreto fissa un calendario e alcuni massimali, nient’altro. Non crea obblighi per i cittadini e non modifica nessuna regola generale. Il suo effetto diretto si vede in tre punti.
Il primo, presso la Banca Nazionale della Romania, che amministra il mercato primario e quello secondario dei titoli di Stato e riceve le offerte. Le offerte si trasmettono il giorno dell’asta, tra le 10:00 e le 12:00, e la seduta comincia dopo la chiusura di questo intervallo. Per le sessioni supplementari l’intervallo è più breve, tra le 10:00 e le 11:00. Il risultato si determina lo stesso giorno, presso la sede della Banca Nazionale, da parte di una commissione d’asta, e viene reso pubblico.
Il secondo, presso i dealer primari. Sono gli unici che possono presentare offerta. Presentano per conto proprio e per conto dei loro clienti, persone fisiche e giuridiche. Gli enti creditizi non possono comparire nella veste di cliente che presenta offerta non competitiva, il decreto li esclude esplicitamente, con un rinvio alla definizione dell’Ordinanza d’urgenza del Governo n. 99/2006.
Il terzo, presso l’acquirente finale. Per i certificati a sconto, le offerte non competitive sono eseguite al rendimento medio ponderato ottenuto dalle offerte competitive. Per le obbligazioni, al prezzo medio ponderato. In altre parole, chi entra con un’offerta non competitiva accetta in partenza il prezzo che esce dall’asta, senza negoziare. In cambio non rischia di restare fuori per aver chiesto un rendimento troppo alto.
Esiste un altro effetto che non si vede dal prospetto. L’acquirente di un’obbligazione riaperta non paga soltanto il prezzo. Paga anche gli interessi maturati dall’ultimo pagamento di cedola fino alla data di regolamento, somma riportata in tabella per ogni serie. Va da 46,11 lei a 295,89 lei per titolo da 5.000 lei, valori che si riproducono tutti al centesimo partendo dal tasso della cedola e dalla data della cedola del prospetto iniziale, con la convenzione dell’anno di 365 giorni. In pratica, per la serie RON4D08H94V4 l’acquirente aggiunge al prezzo un altro 5,9% del valore nominale, perché è entrato 320 giorni dopo l’ultimo pagamento di cedola.
Che cosa cambia rispetto a prima
Dal punto di vista giuridico, nulla. Il Decreto n. 1.159/2026 non abroga e non sostituisce i prospetti del mese di agosto. Non contiene alcuna disposizione di abrogazione, né espressa né implicita. I prospetti mensili non si annullano a vicenda, perché ciascuno esaurisce i propri effetti nel mese per il quale è stato emesso, con il consumarsi del proprio calendario. Il quadro generale resta quello dell’Ordinanza d’urgenza del Governo n. 64/2007 sul debito pubblico, del Regolamento quadro approvato con il Decreto del ministro delle finanze n. 318/2022 e dei regolamenti della Banca Nazionale n. 8/2022 e n. 10/2024.
Quello che cambia davvero è l’offerta concreta. Le serie messe in vendita sono altre, le scadenze sono altre, le cedole sono altre. L’art. 4 comma (1) dell’allegato n. 2 rinvia, per ciascuna serie, al decreto che l’ha lanciata inizialmente e al mese del lancio. Di lì si vede che a settembre 2026 lo Stato rimette mano a obbligazioni emesse nell’arco di otto anni, tra il settembre 2018 e il giugno 2026, e che due serie, RO3WE4HG1QE2 e ROP40KW7AAJ5, provengono dallo stesso decreto recente, il n. 613 del 2 giugno 2026.
Cambia anche la struttura delle scadenze. L’art. 1 dell’allegato n. 2 annuncia la riapertura di serie con maturità a 2, 4, 6, 8, 10, 11 e 15 anni, ossia sette categorie, ma la tabella ha otto righe. La discrepanza è soltanto apparente. La colonna della maturità nella tabella mostra che una categoria compare due volte, quella dei 10 anni, con le serie RO3WE4HG1QE2, lanciata nel giugno 2026 e in scadenza nel 2036, e ROVRZSEM43E4, lanciata nel settembre 2018 e in scadenza nel 2029. Le altre sei compaiono una volta ciascuna. L’elencazione dell’art. 1 conta le categorie, non le righe, e chi si aspetta una corrispondenza uno a uno si blocca inutilmente.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Il calendario è pubblico e completo per tutto il mese, con date, serie, scadenze e importi. Chi segue il mercato sa dal 2 settembre 2026 che cosa succederà fino al 30 settembre, senza aspettare annunci puntuali.
- Le tabelle sono corrette dal punto di vista aritmetico. Il totale delle dieci aste dà esattamente i 7.200 milioni di lei dell’art. 1, e tutti e otto i valori degli interessi maturati si riproducono dal tasso della cedola e dalla data della cedola, alla seconda cifra decimale.
- Le offerte non competitive restano aperte alle persone fisiche e alle imprese, tramite dealer, fino al 25% di ogni emissione. Sul totale del mese questo significa un massimale teorico di 1.800 milioni di lei accessibile ai clienti che non sono banche.
- La nota a piè di pagina dell’allegato n. 2 dice che le serie di obbligazioni sono negoziate contemporaneamente sul mercato secondario amministrato dalla Banca Nazionale e sul mercato regolamentato della Borsa di Valori di Bucarest. Chi perde l’asta sa dove può ancora trovarle.
- La regola per i giorni non lavorativi è scritta per intero, in entrambi gli allegati: il pagamento slitta al primo giorno lavorativo successivo, senza interessi di mora, e se quel giorno cadesse nel mese successivo viene anticipato di un giorno, perché il pagamento resti nello stesso mese.
Che cosa resta un problema
- La finestra tra la pubblicazione e la prima asta è di un solo giorno. Il decreto esce il 2 settembre 2026, la prima asta si tiene il 3 settembre. Un cliente che volesse dare istruzioni al dealer deve muoversi in 24 ore, ammesso che abbia letto la Gazzetta Ufficiale della Romania il giorno dell’uscita.
- La somma di 7.200 milioni di lei non obbliga a nulla. L’art. 8 dell’allegato n. 1 e l’art. 9 dell’allegato n. 2 lasciano al ministero la facoltà di aumentare, ridurre o annullare l’importo preso a prestito su ciascuna serie, e l’art. 2 dell’allegato n. 2 consente aumenti successivi con riaperture. La cifra annunciata è un’intenzione, non un massimale.
- Le sessioni supplementari di offerte non competitive sono del tutto chiuse al pubblico. Lì possono acquistare esclusivamente i dealer primari, in nome e per conto proprio, e soltanto quelli che hanno partecipato all’asta di riferimento. I fino a 780 milioni di lei aggiuntivi che possono uscire da queste sessioni passano integralmente per le banche.
- Il prospetto dei certificati menziona il regime fiscale, all’art. 12 dell’allegato n. 1. Il prospetto delle obbligazioni non ha un articolo equivalente, benché sia proprio l’acquirente di obbligazioni a incassare cedole e ad avere qualcosa da dichiarare.
- La soglia di 5.000 lei per tranche, alla quale si aggiungono gli interessi maturati, non è alta, ma l’accesso passa obbligatoriamente per un dealer primario. Il decreto non dice da nessuna parte chi siano questi dealer, e il loro elenco va cercato a parte.
Consigli pratici
- Se vi interessa una serie in particolare, annotate la data dell’asta, non la data dell’emissione. Il decreto impone che le offerte arrivino alla Banca Nazionale il giorno dell’asta, tra le 10:00 e le 12:00, quindi l’istruzione al dealer va data prima.
- Verificate se la banca presso cui avete il conto è un dealer primario. Se non lo è, la vostra offerta non può arrivare in asta attraverso di essa, qualunque sia l’importo.
- Per le obbligazioni, calcolate la somma totale, non solo il prezzo. Ai 5.000 lei di valore nominale si aggiungono gli interessi maturati indicati in tabella, tra 46,11 e 295,89 lei per titolo, e il prezzo di aggiudicazione può a sua volta essere sopra o sotto il 100%.
- Se volete la certezza dell’esecuzione, l’offerta non competitiva è la soluzione prevista dal decreto: viene eseguita al rendimento medio ponderato, rispettivamente al prezzo medio ponderato dell’asta. Se volete scegliervi da soli il rendimento, vi serve l’offerta competitiva, e quella la presenta soltanto un dealer.
- Seguite il comunicato ufficiale dopo ogni asta. Il decreto dice che il risultato si determina lo stesso giorno e viene reso pubblico, e lì compare anche il valore della sessione supplementare del giorno dopo, calcolato come 15% dell’importo aggiudicato, arrotondato per eccesso al multiplo di 100.000 lei più vicino.
- Se avete perso un’asta, le serie di obbligazioni restano accessibili sul mercato secondario, sia presso la Banca Nazionale sia alla Borsa di Valori di Bucarest, secondo la nota a piè di pagina dell’allegato n. 2. I certificati a sconto non hanno una menzione simile in questo decreto.
- Non confondete questo decreto con i programmi di titoli di Stato venduti direttamente alla popolazione. Il testo pubblicato il 2 settembre 2026 copre soltanto le emissioni sul mercato primario, al quale si arriva tramite un dealer primario.
- Per il regime fiscale, il decreto rinvia alla «legislazione in vigore» e non dice nulla di più. Se la somma conta per voi, la domanda va posta al consulente fiscale prima dell’asta, non dopo l’incasso della cedola.
Domande frequenti
Quanto prende a prestito lo Stato a settembre 2026, in tutto?
Quante aste ci sono e quando si tengono?
Che cosa significa «a sconto»?
Che cosa significa «benchmark»?
Una persona comune può comprare direttamente in asta?
Qual è l’importo minimo?
Quanta parte di ogni emissione può arrivare ad acquirenti che non sono banche?
Che cosa sono le sessioni supplementari di offerte non competitive?
Il decreto abroga i prospetti del mese di agosto?
Che cosa succede se un pagamento cade in un giorno non lavorativo?
Analisi della redazione
Il decreto è, dal punto di vista tecnico, pulito: i dieci valori delle tabelle sommano esattamente 7.200 milioni di lei, la cifra dell’art. 1, cioè 2.000 milioni dai due certificati e 5.200 milioni dalle otto obbligazioni. Le otto somme degli interessi maturati, calcolate dal tasso della cedola, dalla data della cedola del prospetto iniziale e dalla data di emissione, con la convenzione dell’anno di 365 giorni, si riproducono tutte alla seconda cifra decimale, da 46,11 lei per ROOFOYB15203 fino a 295,89 lei per RON4D08H94V4. Lo stesso vale per le otto maturità residue.
Interessante è ciò che emerge quando si combinano gli articoli. L’art. 1 del decreto annuncia 7.200 milioni di lei. L’art. 8 dell’allegato n. 1 e l’art. 9 dell’allegato n. 2 permettono al ministero di aumentare, ridurre o annullare l’importo su ciascuna serie. L’art. 2 dell’allegato n. 2 consente aumenti con riaperture successive, e le sessioni supplementari aggiungono fino al 15% di quanto viene aggiudicato. Risultato pratico: da questo calendario può uscire qualsiasi somma tra zero e circa 7.980 milioni di lei. La cifra annunciata in maiuscolo all’art. 1 non impegna nemmeno in via orientativa, e il pubblico non ha nell’atto alcun elemento che gli dica quanto sia stato effettivamente realizzato, se non seguendo comunicato per comunicato, giorno per giorno.
La seconda osservazione riguarda la durata del prestito. Ponderando le scadenze con il valore di ciascuna asta, la maturità residua media dell’offerta di obbligazioni è di circa 5,9 anni, e se si aggiungono anche i certificati, con 203 e rispettivamente 364 giorni, la media dell’intero mese scende a circa 4,5 anni. La cedola media ponderata delle obbligazioni è di circa il 6,84%. Sono cifre che non compaiono da nessuna parte nel decreto, benché descrivano meglio di qualsiasi tabella che tipo di debito si contrae a settembre 2026: in maggioranza a medio termine, con una sola serie che supera i dieci anni, RO677ZOKPGQ8, in scadenza nel 2040.
La terza osservazione è un’asimmetria tra i due allegati. Il prospetto dei certificati ha un articolo sul regime fiscale, l’art. 12. Il prospetto delle obbligazioni non ne ha nessuno, benché sia l’acquirente di obbligazioni a incassare cedole anno dopo anno. L’articolo dell’allegato n. 1 non dice, per la verità, granché, rinvia alla «legislazione in vigore». Proprio per questo la sua assenza dall’altro allegato è difficile da spiegare altrimenti che con l’abitudine redazionale.
Che cosa andrebbe cambiato
- Una riga con il totale, sotto ogni tabella. Il lettore vedrebbe subito che i due certificati fanno 2.000 milioni e le otto obbligazioni 5.200 milioni, senza dover sommare lui otto cifre per verificare se il totale dell’art. 1 torna.
- La nota sul mercato secondario, anche nel prospetto dei certificati. L’allegato n. 2 dice, in una nota a piè di pagina, che le serie di obbligazioni sono negoziate anche alla Borsa di Valori di Bucarest. L’allegato n. 1 non dice nulla su che cosa possa fare qualcuno con un certificato di tesoreria prima della scadenza.
- Un articolo sul regime fiscale anche nel prospetto delle obbligazioni. La simmetria con l’allegato n. 1 costerebbe una riga e risparmierebbe all’acquirente di cedole una ricerca a parte.
- La pubblicazione del calendario almeno cinque giorni lavorativi prima della prima asta. A settembre 2026 il decreto esce il 2 e la prima asta si tiene il 3. Un cliente che volesse dare istruzioni al dealer ha di fatto un giorno a disposizione.
- L’elenco dei dealer primari, indicato nel prospetto. Il decreto dice quattro volte che soltanto i dealer primari possono presentare offerte, ma non dice da nessuna parte dove si trovi il loro elenco aggiornato. Un rinvio trasformerebbe una restrizione astratta in informazione utilizzabile.
- Una denominazione unica per il sistema SaFIR. L’allegato n. 1 lo chiama «Sistema di registrazione e regolamento delle operazioni in titoli di Stato», l’allegato n. 2 «Sistema di deposito e regolamento degli strumenti finanziari». È lo stesso sistema, e la differenza di denominazione all’interno dello stesso atto non aiuta nessuno.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 738 del 2 settembre 2026 48 pagine PDF, 4,6 MB l'atto inizia a pagina 45
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
