In breve

  • Il decreto congiunto del Ministero della Salute e della Cassa nazionale di assicurazione sanitaria cambia 39 posizioni dell’elenco dei farmaci rimborsati nei programmi nazionali di salute: 24 vengono modificate, 8 aggiunte e 7 abrogate, in sette programmi e sottoprogrammi, dall’HIV/AIDS alla dialisi.
  • Il prezzo di rimborso è quanto paga la cassa di assicurazione, non quanto paga il malato. La somma che si vede in farmacia sta nell’ultima colonna, «contribuția maximă asigurat», il contributo massimo dell’assicurato, e per il pazopanib da 400 mg il nuovo generico la porta da 25,642801 lei per compressa a zero.
  • Il decreto è stato pubblicato il 7 settembre 2026, ma prevede di applicarsi «începând cu luna septembrie 2026», cioè a partire dal mese di settembre 2026, quindi anche ai sei giorni precedenti la pubblicazione.
Atto: Decreto del ministro della Salute, ad interim, n. 1.212/2026 e del presidente della Cassa nazionale di assicurazione sanitaria n. 1.566/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 758 del 7 settembre 2026
Entrata in vigore: 7 settembre 2026, alla pubblicazione, anche se il testo dice «începând cu luna septembrie 2026», a partire dal mese di settembre 2026

L’elenco dei farmaci che la cassa di assicurazione rimborsa ai malati inseriti nei programmi nazionali di salute cambia in 39 posizioni. Il decreto congiunto firmato dal Ministero della Salute, con il numero 1.212 del 31 agosto 2026, e dalla Cassa nazionale di assicurazione sanitaria, con il numero 1.566 del 28 agosto 2026, modifica l’allegato n. 2 al Decreto n. 1.605/875/2014, cioè proprio l’elenco di denominazioni commerciali e prezzi di rimborso che farmacie e ospedali usano quando dispensano farmaci nell’ambito dei programmi. È il secondo aggiornamento dello stesso elenco in meno di un mese, dopo il decreto dell’11 agosto 2026, che aveva toccato 79 posizioni.

La prima cosa da chiarire è che cosa significhi «prezzo di rimborso», perché il nome trae in inganno. Non è la somma che il malato tira fuori di tasca propria. È la somma che la cassa di assicurazione paga alla farmacia o all’ospedale per un’unità terapeutica, cioè per una compressa, una capsula, una fiala o un flacone. Quello che paga il malato compare in una colonna separata dell’elenco, intitolata «contribuție maximă asigurat/U.T. – farmacii comunitare», il contributo massimo dell’assicurato per unità terapeutica nelle farmacie territoriali, e rappresenta la differenza tra il prezzo al dettaglio del prodotto e quanto copre la cassa. È lì che si legge se il decreto cambia qualcosa allo sportello.

Le modifiche si dividono in tre categorie. Ventiquattro posizioni esistenti ricevono dati nuovi, otto posizioni nuove si aggiungono all’elenco e sette posizioni del programma nazionale di oncologia vengono abrogate, cioè escono dall’elenco. Le posizioni eliminate sono identificate solo da numeri d’ordine, 226, 238, 246, 258, 274, 732 e 777, senza il nome del farmaco, quindi un malato non può sapere dal decreto se la sua marca è sparita.

I programmi interessati sono sette. Il programma nazionale delle malattie trasmissibili, sottoprogramma HIV/AIDS e trattamento post esposizione, riceve nove modifiche sugli antibiotici. Il programma nazionale di oncologia raccoglie il maggior numero di movimenti: tredici posizioni modificate, quattro aggiunte e sette abrogate. Compaiono poi il programma delle malattie rare, al sottoprogramma di emofilia e talassemia, il trapianto midollare e quello renale, il programma di dialisi e il sottoprogramma per il trattamento delle tossicodipendenze.

La novità più visibile per i malati oncologici è la comparsa di quattro posizioni nuove. Una è un pazopanib generico della Dr. Reddy’s Laboratories, confezione da 60 compresse rivestite con film da 400 mg, con un prezzo di rimborso di 93,270166 lei per compressa e un contributo dell’assicurato pari a zero. Le altre tre sono ixazomib, con la denominazione commerciale Ninlaro, nelle concentrazioni da 2,3 mg, 3 mg e 4 mg, tutte a 6.333,453333 lei per capsula e tutte con contributo zero. La confezione da tre capsule significa un prezzo di rimborso di 19.000,36 lei, la somma più alta di tutto il decreto.

Gli effetti che produce

L’effetto più concreto si vede sul pazopanib, un farmaco oncologico che si prende per bocca. Il decreto stabilisce per Votrient e per Pyzypi un prezzo di rimborso di 111,924199 lei per compressa e un contributo dell’assicurato di 25,642801 lei per compressa. Per una confezione da 60 compresse, sono 1.538,57 lei pagati dal malato nella farmacia territoriale. Per Pazopanib Teva il contributo è di 1,714467 lei per compressa, quindi 102,87 lei a confezione. Per il nuovo Pazopanib Dr. Reddy’s, il contributo è zero. Stessa sostanza, stessa concentrazione, stessa confezione da 60, e la differenza tra gli estremi dell’intervallo è di 1.538,57 lei.

Le cose stanno allo stesso modo nel programma di dialisi. Il decreto introduce Paricalcitol Heaton, capsule molli da 1 microgrammo, confezione da 28, a un prezzo di rimborso di 4,896071 lei per capsula e con contributo zero. Nello stesso movimento, Zemplar, il prodotto di riferimento con la stessa sostanza e la stessa concentrazione, resta con un contributo di 4,142929 lei per capsula, cioè 116,00 lei sulla confezione da 28. Il malato in dialisi che riceve la ricetta per Zemplar paga quei 116 lei; chi riceve Paricalcitol Heaton non paga nulla.

Nel sottoprogramma HIV/AIDS, il decreto riordina tutti i ceftriaxone da 1 grammo. Il prezzo di rimborso diventa 19,953360 lei per flacone in sette posizioni, ma il contributo dell’assicurato varia moltissimo da un prodotto all’altro: 0,684640 lei per flacone per Cefort nelle confezioni da 10 flaconi, 1,516640 lei per Seftrion nella confezione da un flacone, 6,886640 lei per Cefort nella confezione da un solo flacone e 19,296640 lei per Ceftriaxona-MIP. L’ultima somma è quasi 28 volte più alta della prima. Su una confezione da 10 flaconi, la differenza tra Ceftriaxona-MIP e Cefort arriva a 186,12 lei.

Il resto delle modifiche non muove nulla nelle tasche del malato, perché arriva con contributo zero: Haemate P per l’emofilia, 1.357,890000 lei la confezione da 500 unità, Mialgin nel trapianto renale, 14,336000 lei la fiala, Metadon Bioeel nel trattamento delle tossicodipendenze, 2,550800 lei la compressa, e Cecenu, capsule di lomustina da 40 mg in oncologia, 114,477500 lei la capsula. Meropenem Besmax entra in una volta sola in due programmi, HIV/AIDS e trapianto midollare, con le stesse cifre in entrambi: 46,578000 lei il flacone rimborsato e 3,095000 lei il contributo, quindi 30,95 lei sulla confezione da 10 flaconi.

Che cosa cambia rispetto a prima

Il decreto non stampa i valori precedenti, ma soltanto il nuovo contenuto di ogni posizione. Chi vuole confrontare deve aprire l’elenco consolidato anteriore, il che presuppone di aver seguito tutti i decreti di modifica passati. Dal testo si può però ricostruire il meccanismo, e il meccanismo spiega il cambiamento. Gli stessi elenchi di prezzi di rimborso dei programmi nazionali alimentano un calcolo distinto, quello della tassa clawback: i 5.469 farmaci di tipo I e di tipo II del secondo trimestre 2026 hanno ricevuto l’etichetta con 16 giorni di ritardo rispetto al termine di pagamento.

L’allegato n. 1 al Decreto n. 1.605/875/2014 dice, all’art. 1 comma (1), che il prezzo di rimborso dei farmaci dispensati dalle farmacie aperte al pubblico si stabilisce applicando il 120% al prezzo massimo al dettaglio IVA inclusa più basso per unità terapeutica, calcolato per ogni sostanza, forma farmaceutica e concentrazione. Il comma (2) aggiunge una correzione: se il prezzo proprio di un prodotto è più basso del risultato di questo calcolo, allora il suo prezzo proprio diventa prezzo di rimborso. In pratica, il prodotto più economico del gruppo fissa la soglia e gli altri vengono rimborsati al 120% di essa.

Tre delle otto posizioni nuove introdotte ora sono esattamente i prodotti che abbassano la soglia. Seftrion nella confezione da 50 flaconi, posizione 537, ha un prezzo di rimborso di 16,627800 lei per flacone, e 16,627800 moltiplicato per 1,2 dà esattamente 19,953360, cioè il nuovo valore per tutti gli altri ceftriaxone da 1 grammo del sottoprogramma. Paricalcitol Heaton, posizione 109, ha 4,896071 lei per capsula, e 4,896071 moltiplicato per 1,2 dà esattamente 5,875285, cioè il nuovo prezzo di rimborso di Zemplar. Pazopanib Dr. Reddy’s, posizione 825, ha 93,270166 lei per compressa, e 93,270166 moltiplicato per 1,2 dà esattamente 111,924199, cioè il nuovo valore per Votrient, Pyzypi e Pazopanib Teva. Le tre coppie di punti del decreto non sono indipendenti: ogni prodotto nuovo tirato dentro l’elenco ricalcola automaticamente i prezzi dei suoi vicini.

Rispetto al decreto precedente, quello dell’11 agosto 2026, che aveva toccato 79 posizioni in otto programmi, l’aggiornamento del 7 settembre è di circa metà ampiezza, 39 posizioni in sette programmi. L’art. 2 comma (2) del decreto di base chiede che l’elenco sia aggiornato trimestralmente o ogni volta che serve. Nella pratica, il ritmo è diventato mensile.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Tre sostanze ottengono una variante con contributo zero: pazopanib 400 mg, paricalcitolo 1 microgrammo e ceftriaxone 1 grammo in confezione grande. Per il malato che riceve il prodotto nuovo, il pagamento in farmacia sparisce.
  • L’ingresso di un prodotto più economico nel gruppo tira in basso il prezzo rimborsato per tutto il gruppo, quindi cala anche la spesa del fondo assicurativo, non solo quella del malato.
  • Ixazomib, trattamento orale per il mieloma multiplo, riceve tutte e tre le concentrazioni in una volta, a 2,3 mg, 3 mg e 4 mg, il che permette di aggiustare la dose senza che manchi una forma dall’elenco.
  • Meropenem Besmax entra contemporaneamente in due programmi, con le stesse cifre, quindi non nascono differenze di rimborso tra un malato con HIV e uno con trapianto midollare curati con lo stesso antibiotico.
  • L’aggiornamento mensile accorcia l’intervallo in cui l’elenco resta indietro rispetto ai prezzi reali del catalogo nazionale.

Che cosa resta un problema

  • Le sette posizioni abrogate in oncologia compaiono solo come numeri. Né il malato né il farmacista scoprono dal decreto quali farmaci sono usciti dall’elenco.
  • La data di applicazione, il mese di settembre 2026, è anteriore alla pubblicazione del 7 settembre 2026 e lascia sei giorni in cui non si sa quale prezzo si applichi.
  • Il contributo resta molto diverso da una marca all’altra per la stessa sostanza. Per il ceftriaxone da 1 grammo, il rapporto tra la variante più cara e quella più economica è di quasi 28 a uno, e la scelta non appartiene al malato, ma a chi prescrive e alle scorte della farmacia.
  • Il decreto non pubblica i valori precedenti, quindi la direzione del cambiamento, verso l’alto o verso il basso, non si legge dall’atto.
  • Ninlaro resta a 19.000,36 lei la confezione da tre capsule. Il contributo è zero, ma l’accesso dipende dal bilancio del programma, e il decreto non dice nulla su questo.

Consigli pratici

  1. Chiedete al farmacista di dirvi, prima della dispensazione, qual è il contributo per il prodotto scritto sulla ricetta. È l’unica somma che pagate e cambia tra marche della stessa sostanza.
  2. Se prendete pazopanib da 400 mg, chiedete al medico curante se può prescrivervi la variante con contributo zero. La differenza arriva a 1.538,57 lei su una confezione da 60 compresse.
  3. Se siete nel programma di dialisi e prendete paricalcitolo, confrontate le due varianti dell’elenco. Una viene con 116,00 lei sulla confezione da 28 capsule, l’altra con zero.
  4. Conservate lo scontrino fiscale e la ricetta dei farmaci dispensati tra il 1° e il 7 settembre 2026. Se vi è stato calcolato un contributo diverso da quello del decreto, avete con che cosa reclamare alla cassa di assicurazione sanitaria.
  5. Controllate l’elenco consolidato sul sito della Cassa nazionale di assicurazione sanitaria prima di andare in farmacia, soprattutto se la vostra terapia è oncologica. Sette posizioni sono state eliminate senza essere nominate.
  6. Non cambiate da soli la marca del farmaco. La sostituzione la fa il medico o il farmacista, nei limiti della ricetta, e un cambio deciso per conto proprio può significare anche un’altra dose.
  7. Se la farmacia vi chiede un contributo più alto di quello dell’elenco, chiedete la spiegazione per iscritto. La colonna dell’allegato si chiama «contributo massimo», quindi non può essere superata.

Domande frequenti

Il prezzo di rimborso è quanto pago io in farmacia?
No. Il prezzo di rimborso è la somma che la cassa di assicurazione paga alla farmacia o all’ospedale per un’unità terapeutica. Quello che pagate voi compare nella colonna del contributo massimo dell’assicurato, nello stesso elenco, e può essere zero.
Che cos’è un’unità terapeutica?
È la parte più piccola della confezione a cui si riferisce il prezzo: una compressa, una capsula, una fiala o un flacone. L’elenco indica anche quante unità contiene ogni confezione, quindi la somma per confezione si ottiene moltiplicando.
Da quando si applicano i nuovi prezzi?
Il decreto è stato pubblicato il 7 settembre 2026 e prevede di applicarsi a partire dal mese di settembre 2026. Le due formulazioni non coincidono, perché un decreto di questo tipo entra in vigore alla pubblicazione o a una data successiva, non prima. Per i giorni dal 1° al 6 settembre 2026 la situazione resta poco chiara.
Quali farmaci sono stati eliminati dal programma di oncologia?
Il decreto abroga le posizioni 226, 238, 246, 258, 274, 732 e 777, ma non le nomina. Le denominazioni si possono ricavare solo confrontando con l’elenco consolidato precedente, pubblicato dalla Cassa nazionale di assicurazione sanitaria.
Se il mio farmaco è stato eliminato dall’elenco, resto senza cura?
Non necessariamente. L’uscita di una posizione significa che quella denominazione commerciale non è più rimborsata nel programma. La sostanza resta, di regola, disponibile con altre denominazioni commerciali dello stesso gruppo. Parlatene con il medico che vi segue.
Perché pago un contributo se sono in un programma nazionale?
Perché il fondo rimborsa, nelle farmacie aperte al pubblico, un valore di riferimento calcolato a partire dal prodotto più economico del gruppo. Se vi viene dispensato un prodotto più caro del riferimento, la differenza la sostenete voi, nel limite della somma indicata nell’elenco.
Come si calcola il prezzo di rimborso?
L’allegato n. 1 al Decreto n. 1.605/875/2014 prevede all’art. 1 comma (1) che si applichi il 120% al prezzo massimo al dettaglio IVA inclusa più basso per unità terapeutica del gruppo. Il comma (2) precisa che, se il prezzo proprio di un prodotto è più basso del risultato, è quest’ultimo a diventare prezzo di rimborso.
Il decreto riguarda anche i farmaci dispensati in ospedale?
Sì. L’elenco si applica ai malati dei programmi nazionali sia in ambulatorio sia in ospedale. Per le farmacie ospedaliere, l’art. 2 dell’allegato n. 1 al decreto di base prevede che i prezzi di rimborso non possano superare i corrispondenti prezzi all’ingrosso, ai quali si aggiunge l’IVA.
Ogni quanto cambia l’elenco?
L’art. 2 comma (2) del Decreto n. 1.605/875/2014 chiede l’aggiornamento trimestrale o ogni volta che serve. Nel 2026 il ritmo reale è stato mensile: il decreto precedente è stato pubblicato l’11 agosto 2026 e ha toccato 79 posizioni.
Chi ha firmato il decreto?
Per il Ministero della Salute ha firmato, per delega, il segretario di Stato Stela Firu, in nome del ministro della Salute ad interim. Per la Cassa nazionale di assicurazione sanitaria ha firmato il presidente Horațiu-Remus Moldovan.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • Art. II, la data dalla quale il decreto si applica. Il testo dice che il decreto «se publică în Monitorul Oficial al României, Partea I, și intră în vigoare începând cu luna septembrie 2026», cioè è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, ed entra in vigore a partire dal mese di settembre 2026, e la pubblicazione è avvenuta il 7 settembre 2026. L’art. 12 comma (3) della legge n. 24/2000 sulle norme di tecnica legislativa prevede che gli atti normativi di questo tipo entrino in vigore alla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania e che, se l’entrata in vigore deve avvenire diversamente, nel testo vada indicata una data successiva. Il mese di settembre 2026 non è una data successiva alla pubblicazione, ma un intervallo che comincia sei giorni prima di essa. Un farmacista che legge l’atto in buona fede può arrivare a due conclusioni diverse per le ricette dispensate tra il 1° e il 6 settembre 2026: o si applicano i prezzi nuovi, o quelli vecchi. La differenza è in denaro e la sostiene il malato, per esempio 4,142929 lei per capsula per Zemplar, cioè 116,00 lei su una confezione da 28. La stessa formulazione compariva anche nel decreto precedente, pubblicato l’11 agosto 2026 per il mese di agosto 2026, quindi non è una svista isolata, ma uno schema.

Analisi della redazione

Letto dall’inizio alla fine, il decreto sembra una sfilza di codici e decimali senza legame tra loro. Il legame esiste e si vede solo quando si fanno i conti. Tre delle otto posizioni nuove sono prodotti che abbassano la soglia del loro gruppo, e il resto delle modifiche in quei gruppi è la conseguenza aritmetica del loro ingresso. Seftrion nella confezione da 50 flaconi arriva con 16,627800 lei per flacone, e 16,627800 moltiplicato per 1,2 dà 19,953360, esattamente il prezzo di rimborso che il decreto attribuisce agli altri sette ceftriaxone da 1 grammo. Paricalcitol Heaton arriva con 4,896071 lei per capsula, e 4,896071 moltiplicato per 1,2 dà 5,875285, esattamente il nuovo valore di Zemplar. Pazopanib Dr. Reddy’s arriva con 93,270166 lei per compressa, e 93,270166 moltiplicato per 1,2 dà 111,924199, esattamente il nuovo valore per Votrient, Pyzypi e Pazopanib Teva. I punti 1 e 2, 9 e 10, 3 e 5 non sono elenchi separati, ma tre coppie di causa ed effetto.

Questo andrebbe detto nel decreto, non dedotto dal lettore. Un malato che vede cambiato il prezzo di Zemplar non ha modo di scoprire dal testo che il motivo è la comparsa di un generico più economico una posizione più sotto, e tanto meno che esiste ora una variante con contributo zero per la stessa sostanza. L’informazione che gli cambierebbe davvero la spesa, l’esistenza dell’alternativa, è la meglio nascosta di tutto l’atto.

La seconda osservazione riguarda il rapporto tra il ritmo dell’amministrazione e il ritmo del malato. Il presidente della Cassa nazionale di assicurazione sanitaria ha firmato il 28 agosto 2026, il ministro della Salute ad interim il 31 agosto 2026, e la pubblicazione è arrivata il 7 settembre 2026, sette giorni dopo l’ultima firma. In quei sette giorni le farmacie hanno dispensato ricette secondo l’elenco vecchio, anche se il decreto rivendica i propri effetti dall’inizio del mese. Il tempo che l’amministrazione si prende tra la firma e la pubblicazione diventa, in pratica, una zona in cui il malato non sa che cosa paga. Lo stesso ritardo era comparso anche ad agosto, quando la firma della CNAS era del 30 luglio e la pubblicazione dell’11 agosto.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Una data fissa di applicazione, non il mese. Sostituire la formula sul mese di settembre 2026 con una data di calendario successiva alla pubblicazione chiuderebbe l’ambiguità per i giorni di inizio mese e toglierebbe i rimborsi dalla zona interpretabile.
  • Il nome dei farmaci nelle posizioni abrogate. Le sette posizioni eliminate dall’oncologia dovrebbero comparire con la denominazione commerciale e il codice CIM, perché il malato scopra dal decreto, e non da un confronto tra elenchi, se il suo prodotto è uscito.
  • Una colonna con il valore precedente. Aggiungere il prezzo vecchio accanto a quello nuovo, nelle posizioni modificate, mostrerebbe la direzione del cambiamento senza obbligare a ricostruire l’elenco consolidato.
  • La pubblicazione dell’elenco consolidato lo stesso giorno del decreto. La Cassa nazionale di assicurazione sanitaria potrebbe caricare la versione aggiornata dell’allegato n. 2 insieme all’uscita nella Gazzetta Ufficiale della Romania, non qualche giorno dopo.
  • La segnalazione dei gruppi in cui compare una variante con contributo zero. Un segno nell’elenco dove esiste un prodotto senza pagamento allo sportello aiuterebbe il medico prescrittore e il farmacista a dire al malato che ha di che scegliere.
  • La riduzione dell’intervallo tra firma e pubblicazione. Dieci giorni dalla prima firma, quella della Cassa nazionale di assicurazione sanitaria del 28 agosto 2026, fino alla pubblicazione del 7 settembre 2026, e dodici giorni nel caso del decreto precedente, firmato il 30 luglio e pubblicato l’11 agosto 2026. Una parte del mese per cui l’elenco si applica passa prima che l’elenco esista pubblicamente.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 758 del 7 settembre 2026 16 pagine PDF, 117 KB l'atto inizia a pagina 2

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.