In breve
- Il Parlamento approva, senza modifiche, l’ordinanza del febbraio 2025 che ha sospeso per tutto il 2025 l’emissione dei titoli di pagamento degli indennizzi di restituzione riconosciuti dall’Autorità nazionale per la restituzione delle proprietà.
- La stessa ordinanza ha fissato termini mensili di rendicontazione per tutte le istituzioni pubbliche, ha riscritto le regole del sistema di controllo degli impegni e ha cambiato il finanziamento della Direzione nazionale anticorruzione e dell’AMEPIP.
- Sono interessati gli ordinatori di spesa di tutta l’amministrazione, gli enti amministrativo-territoriali, le persone in attesa di indennizzo e gli enti di interesse pubblico dotati di comitato di audit.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 588 del 20 luglio 2026
Entrata in vigore: 23 luglio 2026
L’ordinanza che ha bloccato per un anno intero il pagamento degli indennizzi per gli immobili confiscati abusivamente dal regime comunista riceve ora l’avallo del Parlamento. La legge n. 148/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 588 del 20 luglio 2026, approva l’ordinanza del Governo n. 10/2025 senza alcuna modifica. L’ordinanza aveva toccato undici atti normativi in una volta sola, tra cui anche l’ordinanza sulla governance societaria delle imprese pubbliche.
L’ordinanza approvata è stata adottata in virtù della legge di abilitazione del Governo, la legge n. 332/2024, ed è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 95 del 1° febbraio 2025. Il suo titolo, «per la modifica e il completamento di alcuni atti normativi», nasconde un pacchetto eterogeneo di misure di disciplina di bilancio.
La legge di approvazione non aggiunge nulla. Ha un unico articolo, con cui l’ordinanza viene approvata, e richiama espressamente il fondamento dell’abilitazione: l’articolo 1, punti I.3 e I.4, della legge n. 332/2024.
Gli effetti che produce
Il primo effetto, il più visibile per il cittadino, è la conferma della sospensione dei pagamenti per le restituzioni. L’articolo V dell’ordinanza ha bloccato, nel 2025, l’emissione da parte dell’Autorità nazionale per la restituzione delle proprietà dei titoli di pagamento riconosciuti in base alla legge n. 165/2013, alla legge n. 164/2014, alla legge n. 9/1998 e alla legge n. 290/2003. La sospensione ha riguardato sia gli indennizzi per gli immobili confiscati abusivamente dal regime comunista, sia i risarcimenti per i beni rimasti in Bessarabia, nella Bucovina settentrionale e nel territorio di Herța o passati in proprietà dello Stato bulgaro dopo il Trattato di Craiova.
Va detto con chiarezza: la misura era limitata al 2025. L’approvazione di oggi non la proroga e non la rimette in vigore. Conferma soltanto che il blocco è stato legittimo nel periodo in cui si è applicato.
Il secondo effetto riguarda la rendicontazione finanziaria delle istituzioni pubbliche. L’articolo I ha aggiunto alla legge sulla contabilità n. 82/1991 un termine fisso: i formulari individuali si trasmettono nel Sistema nazionale di rendicontazione entro il giorno 20 compreso del mese successivo, per le rendicontazioni mensili e trimestrali, ed entro il giorno 30 compreso, per le rendicontazioni annuali di chiusura dell’esercizio finanziario. La regola si applica agli ordinatori di spesa terziari, secondari e principali.
Il terzo effetto è il più tecnico, ma con conseguenze pesanti nella pratica. L’ordinanza ha riscritto diversi articoli dell’ordinanza d’urgenza del Governo n. 88/2013, che disciplina il sistema di controllo degli impegni. Ogni impegno giuridico riceve un codice unico, valido per tutta la sua durata, e la registrazione avviene prima della firma. Gli ordinatori gerarchicamente superiori assumono la rendicontazione per le istituzioni subordinate che non riescono ad adempiere ai propri obblighi, e le sanzioni si applicano anche a loro. Chi non rendiconta perde l’accesso alle funzionalità del sistema relative alla registrazione degli impegni e all’esecuzione dei pagamenti tramite la Tesoreria dello Stato.
Il quarto effetto riguarda le finanze pubbliche locali. L’articolo 42 della legge n. 273/2006 è stato abrogato e, nel 2025, gli organi deliberativi locali hanno potuto utilizzare l’avanzo degli anni precedenti, rimasto non ripartito, anche per il rimborso dei prestiti contratti. Sempre allora, fino al 3 marzo 2025, gli enti amministrativo-territoriali hanno potuto depositare presso il Ministero delle Finanze la documentazione per la garanzia dei prestiti contratti dagli operatori del teleriscaldamento, destinati al combustibile necessario per la stagione fredda.
Il quinto effetto riguarda la Direzione nazionale anticorruzione. Il procuratore capo dell’istituzione diventa ordinatore di spesa secondario, i fondi della direzione sono evidenziati separatamente nel bilancio della Procura presso l’Alta Corte di cassazione e giustizia e ogni anno viene costituito un deposito di almeno 2 milioni di lei per i reati di corruzione in flagranza, oltre a un fondo speciale di 3 milioni di lei per le spese operative.
Il sesto effetto tocca le imprese pubbliche. Quando l’autorità pubblica tutelare è diversa dall’istituzione che esercita la qualità di azionista per conto dello Stato, la qualità di autorità tutelare spetta a quella che coordina l’impresa o la ha alle proprie dipendenze. E l’Autorità per il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni delle imprese pubbliche si finanzia interamente con entrate proprie, con un bilancio approvato con decisione del Governo.
Il settimo effetto riguarda i comitati di audit degli enti di interesse pubblico. Almeno un membro deve essere revisore legale autorizzato e iscritto nel Registro pubblico elettronico della Romania, di un altro Stato membro, dello Spazio economico europeo o della Svizzera, oppure avere almeno tre anni di esperienza nella revisione legale dei conti, comprovata da documenti. Il termine per adeguarsi era il 30 settembre 2025.
Che cosa cambia rispetto a prima
Rispetto al testo dell’ordinanza, nulla. La legge la approva nella forma pubblicata nel febbraio 2025.
Rispetto al regime anteriore all’ordinanza, i cambiamenti di sostanza sono stati quelli descritti sopra. Il più importante, per le persone fisiche, è stato il blocco temporaneo dei pagamenti di restituzione. Fino ad allora, l’Autorità nazionale per la restituzione delle proprietà emetteva i titoli di pagamento nell’ordine e alle condizioni stabilite dalla legge n. 165/2013.
Sulla rendicontazione finanziaria, prima dell’ordinanza i termini non erano fissati nella legge sulla contabilità, ma in norme e procedure. Il loro passaggio nella legge ha dato loro forza e li ha collegati alle sanzioni del sistema di controllo degli impegni.
Alla Direzione nazionale anticorruzione, il cambiamento di status, da una formula precedente a quella di ordinatore di spesa secondario, con fondi evidenziati separatamente, è stato un chiarimento di architettura di bilancio, non un aumento di bilancio in sé.
Ciò che l’approvazione non cambia è il calendario. Le misure temporanee dell’ordinanza, quelle contrassegnate con «nel 2025», si sono esaurite. La legge di approvazione non le riattiva.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Chiude la procedura parlamentare su un atto che ha prodotto effetti finanziari per tutto il 2025.
- I termini di rendicontazione scritti direttamente nella legge sulla contabilità sono più difficili da cambiare e più facili da verificare di quelli contenuti in procedure interne.
- Il codice unico dell’impegno giuridico, valido per tutta la sua durata, riduce le duplicazioni nella contabilità degli impegni pubblici.
- L’assunzione della rendicontazione da parte dell’ordinatore gerarchicamente superiore risolve la situazione delle piccole istituzioni che non hanno la capacità tecnica di rendicontare.
- Il chiarimento sull’autorità tutelare delle imprese pubbliche elimina una fonte frequente di conflitto tra istituzioni.
Che cosa resta un problema
- La sospensione dei pagamenti per le restituzioni ha colpito persone che aspettavano l’indennizzo da anni, e l’approvazione parlamentare arriva senza alcuna misura compensativa per il ritardo.
- Un atto che modifica undici leggi diverse, dalla contabilità alla Direzione nazionale anticorruzione, è difficile da seguire per i suoi destinatari.
- La limitazione dell’accesso alle funzionalità del sistema di pagamento tramite la Tesoreria, come sanzione per la mancata rendicontazione, può bloccare istituzioni che non hanno personale, non soltanto quelle in mala fede.
- L’approvazione arriva un anno e mezzo dopo la pubblicazione dell’ordinanza, un intervallo in cui i destinatari hanno applicato un testo ancora sottoposto al controllo parlamentare.
- Il finanziamento interamente con entrate proprie dell’autorità che monitora le imprese pubbliche solleva la questione dell’indipendenza rispetto agli enti che essa valuta.
Consigli pratici
- Se aspetti un titolo di pagamento dall’Autorità nazionale per la restituzione delle proprietà, verifica lo stato della pratica. La sospensione ha riguardato solo il 2025 e l’approvazione con legge non la proroga.
- Per le istituzioni pubbliche: i due termini della legge sulla contabilità, il 20 e il 30 del mese successivo, sono ora testo di legge. Inseriscili nel calendario interno dell’ufficio finanziario.
- Verifica che tutti gli impegni giuridici in corso abbiano un codice unico nel sistema di controllo degli impegni. Senza di esso, i pagamenti tramite la Tesoreria possono essere bloccati.
- Gli ordinatori principali e secondari devono sapere che rispondono anche delle rendicontazioni assunte per le istituzioni subordinate. Le sanzioni degli articoli 27 e 28 dell’ordinanza d’urgenza n. 88/2013 si applicano direttamente a loro.
- Se amministri un ente di interesse pubblico, verifica che almeno un membro del comitato di audit soddisfi il requisito di revisore legale autorizzato o dei tre anni di esperienza nella revisione legale dei conti.
- Per i comuni: l’abrogazione dell’articolo 42 della legge sulle finanze pubbliche locali cambia il fondamento di alcune operazioni di esecuzione del bilancio. Verifica la procedura interna prima di applicarla per analogia con gli anni passati.
- Quando citi l’ordinanza in un atto amministrativo, menziona anche la legge di approvazione. Il riferimento completo è ordinanza del Governo n. 10/2025, approvata con la legge n. 148/2026.
Domande frequenti
I pagamenti degli indennizzi di restituzione sono ancora sospesi?
Quali leggi di indennizzo sono state interessate?
Quali sono i nuovi termini di rendicontazione per le istituzioni pubbliche?
Che cosa succede se un’istituzione non rendiconta?
Che cosa cambia alla Direzione nazionale anticorruzione?
Perché si tratta di un’ordinanza semplice e non di un’ordinanza d’urgenza?
Che cosa significa che l’AMEPIP si finanzia con entrate proprie?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
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