In breve

  • Nessuna borsa aumenta e nessuna diminuisce. La borsa di merito resta di 450 lei al mese, la borsa sociale e la borsa tecnologica restano di 300 lei al mese, le stesse cifre dell’anno scolastico scorso e le stesse che la legge n. 198/2023 aveva scritto per l’anno scolastico 2023-2024.
  • Quello che si sposta è la data di scadenza degli importi, non l’importo. Il testo «Per l’anno scolastico 2025-2026, l’importo delle borse è» diventa «A partire dall’anno scolastico 2026-2027, l’importo delle borse è», quindi gli importi non sono più legati a un solo anno scolastico e restano validi finché un’altra decisione non li cambia.
  • La borsa per le madri minorenni acquista un termine finale. La definizione di reinserimento si completa con «fino al conseguimento dell’istruzione obbligatoria», cioè la fine delle superiori. Finora il testo diceva soltanto «dal momento del rientro a scuola», senza dire quando il diritto si ferma.
Atto: Decisione del Governo n. 738/2026 sulla modifica della Decisione del Governo n. 732/2025 per l’approvazione della Metodologia quadro di concessione delle borse di studio e del loro importo
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 800 del 21 settembre 2026
Chi riguarda: gli alunni dei corsi diurni dell’istruzione preuniversitaria pubblica obbligatoria, gli alunni dell’istruzione privata e confessionale che ricevono borse sociali o tecnologiche, le alunne che hanno partorito e sono tornate a scuola, nonché le segreterie degli istituti e gli ispettorati scolastici distrettuali
Entrata in vigore: 21 settembre 2026, data della pubblicazione. La decisione ha un solo articolo e non fissa un termine proprio e, secondo l’articolo 12 comma (3) della legge n. 24/2000, le decisioni del Governo entrano in vigore alla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania, se al loro interno non è prevista una data successiva

Dal 21 settembre 2026 le borse degli alunni hanno di nuovo un importo scritto in un atto in vigore, e quell’importo non scade più insieme all’anno scolastico. La Decisione del Governo n. 738/2026 cambia due commi della metodologia delle borse approvata l’anno scorso e non tocca alcuna somma: 450 lei per la borsa di merito, 300 per la borsa sociale, 300 per la borsa tecnologica. Quello che cambia è la formula che lega le somme al calendario. Le borse degli alunni sono state del resto uno dei punti che la Corte costituzionale ha espunto dall’iniziativa dei cittadini sulle leggi dell’istruzione, nel luglio 2026, in quanto norma di carattere fiscale che non può formare oggetto di un’iniziativa dei cittadini.

L’allegato della decisione del 2025 diceva, all’articolo 6 comma (1), «Per l’anno scolastico 2025-2026, l’importo delle borse è». I corsi dell’anno scolastico 2026-2027 sono cominciati il 7 settembre 2026 e quella frase non li copriva. Il nuovo testo, «A partire dall’anno scolastico 2026-2027», non ha più una data di uscita: le somme restano in piedi anche negli anni successivi, finché il Governo non le cambierà con un’altra decisione. Per i genitori questo significa che l’estate del 2027 non porterà più un periodo in cui non si sa quanto valga la borsa del figlio.

La seconda modifica riguarda la borsa per le madri minorenni, l’unica il cui importo sta direttamente nella legge e non nella metodologia: 700 lei al mese, secondo l’articolo 1081 comma (14) della legge sull’istruzione preuniversitaria n. 198/2023. La metodologia definiva il reinserimento come «la ripresa dei corsi da parte dell’alunna dopo il parto, dal momento del rientro a scuola», senza dire quando finisce. La nuova formulazione aggiunge il termine: «fino al conseguimento dell’istruzione obbligatoria». Poiché l’articolo 13 comma (1) della stessa legge include nell’istruzione obbligatoria anche le superiori, il diritto dura, nel caso ordinario, fino alla fine della classe dodicesima.

Gli effetti che produce

Per l’alunno che riceve la borsa, sul conto non si muove nulla. I 450 lei della borsa di merito continuano a essere pagati durante il periodo dei corsi scolastici, secondo l’articolo 5 comma (1) della metodologia. La borsa sociale resta di 300 lei e viene pagata anche durante le vacanze, con le eccezioni dell’articolo 15 comma (2) per la vacanza estiva. La borsa tecnologica resta di 300 lei. Il pagamento avviene il giorno 20 di ogni mese, per il mese precedente, secondo l’articolo 26 comma (7).

Per i bilanci delle scuole, le somme stimate trasmesse in ottobre si calcolano sulle cifre vecchie. Il primo elenco dei beneficiari va all’ispettorato entro il 20 ottobre 2026, e gli ispettorati riferiscono al ministero entro il 25 ottobre. Il fatto che la decisione sia uscita il 21 settembre, prima di queste scadenze, significa che le stime non devono essere rifatte.

Per le alunne tornate a scuola dopo il parto, il diritto ha ora un orizzonte. Un’alunna che rientra in classe decima ha davanti a sé, secondo il nuovo testo, altri tre anni scolastici di borsa. A 700 lei al mese e circa dieci mesi di corsi all’anno, si arriva a circa 21.000 lei fino alla fine delle superiori. Prima della modifica, la durata dipendeva da come ogni scuola interpretava una definizione senza termine finale.

Per il ministero sparisce la pressione di una decisione annuale. La formula «a partire da» trasforma gli importi da scelta di un anno in regola permanente. Qualunque aumento futuro richiede un’iniziativa esplicita, non soltanto il rinnovo di un testo che sarebbe comunque scaduto.

Che cosa cambia rispetto a prima

La Decisione del Governo n. 732/2025 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 823 del 5 settembre 2025. La sua versione consolidata sul portale legislativo non porta alcuna nota di modifica fino all’atto in esame, quindi il testo confrontato qui sotto è sia la forma iniziale sia la forma in vigore fino al 21 settembre 2026.

Articolo 6 comma (1). Forma vecchia: «Per l’anno scolastico 2025-2026, l’importo delle borse è». Forma nuova: «A partire dall’anno scolastico 2026-2027, l’importo delle borse è». Le lettere a), b) e c) sono riprodotte identiche, con le stesse cifre: 450, 300 e 300 lei al mese. La differenza in lei è zero e la differenza in percentuale è zero. Cambia soltanto l’ambito temporale: un anno scolastico chiuso diventa una serie aperta.

Articolo 18 comma (3). La forma vecchia si fermava a «dal momento del rientro a scuola». La forma nuova prosegue con «fino al conseguimento dell’istruzione obbligatoria». Il resto della frase, compreso il riferimento al parto e alla ripresa dei corsi, resta invariato.

Che cosa non è cambiato, pur essendo stato proposto. Il progetto messo in consultazione pubblica dal Ministero dell’Istruzione e della Ricerca il 17 agosto 2026 conteneva undici punti di modifica. Nella decisione adottata il 18 settembre ne sono rimasti due. Fra i nove caduti ci sono la proposta di concedere le borse sociali soltanto durante il periodo dei corsi scolastici, attraverso la riscrittura dell’articolo 5 comma (1) e l’abrogazione dei commi (2) e (5) dell’articolo 15, la proposta che i redditi dichiarati dalla famiglia includessero esplicitamente anche i redditi percepiti all’estero, la proposta di verifica dei redditi tramite la piattaforma PatrimVen, una dichiarazione sostitutiva aggiuntiva sulla veridicità dei documenti depositati e una restrizione dei certificati medici ammessi per la borsa sociale. Il Governo ha annunciato pubblicamente, il 19 settembre 2026, che le borse sociali continuano a essere concesse per l’intera durata dell’anno, vacanze comprese.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Gli importi non hanno più una data di scadenza, quindi non esiste più il rischio che un anno scolastico cominci senza una somma scritta in un atto in vigore.
  • La borsa per le madri minorenni riceve un termine finale esplicito, e le scuole non devono più decidere da sole quando il diritto si ferma.
  • L’atto è breve e non tocca le condizioni di concessione, quindi i fascicoli già depositati nel settembre 2026 restano validi senza alcuna integrazione.
  • La restrizione delle borse sociali al periodo dei corsi, proposta in agosto, non è entrata nella forma adottata, e il pagamento durante le vacanze si conserva.

Che cosa resta un problema

  • Le somme restano quelle del 2023, senza alcun aggiornamento, benché nello stesso periodo il salario minimo lordo sia salito da 3.300 a 4.325 lei.
  • La decisione è uscita quattordici giorni dopo l’inizio dei corsi, in un momento in cui il termine per il deposito dei fascicoli di borsa sociale decorreva già.
  • Il nuovo testo dell’articolo 18 comma (3) non dice che cosa succede all’alunna che compie 18 anni durante il reinserimento, benché la legge parli di «madri minorenni».
  • Il testo sostituito copriva l’anno scolastico 2025-2026 e quello nuovo parte dal 2026-2027, quindi la metodologia non contiene più alcuna somma per l’anno scolastico appena concluso.

Consigli pratici

  1. Se depositate un fascicolo per la borsa sociale, verificate il termine: sono 25 giorni di calendario dall’inizio dei corsi e, per l’anno scolastico 2026-2027, scade il 1º ottobre 2026.
  2. Per la borsa di merito non si presenta domanda. Il docente coordinatore di classe trasmette l’elenco alla segreteria, sempre entro i primi 25 giorni di calendario dall’inizio dei corsi, e per gli alunni di classe quinta entro i primi 15 giorni del mese di gennaio.
  3. Se il fascicolo è incompleto, avete al massimo 5 giorni lavorativi dalla richiesta della Commissione di gestione delle borse per completarlo. Il termine decorre dalla richiesta, non dal deposito.
  4. Non confondete la sospensione con la perdita della borsa. Dieci assenze ingiustificate in un mese comportano la perdita della borsa per quel mese, ma la loro giustificazione medica entro 7 giorni dalla ripresa dell’attività ricostituisce il diritto, e il pagamento può avvenire insieme a quello del mese successivo.
  5. L’alunna tornata a scuola dopo il parto dovrebbe chiedere per iscritto alla segreteria la conferma del periodo per cui le viene concessa la borsa, proprio perché il nuovo testo fissa il termine finale al conseguimento dell’istruzione obbligatoria, senza menzionare l’età.
  6. Verificate se la scuola ha pubblicato il calendario e le condizioni di concessione in bacheca e sul proprio sito. La metodologia lo richiede, ed è lì che si vede se l’istituto ha recepito la nuova forma dell’articolo 6.

Domande frequenti

Le borse degli alunni aumentano dal 21 settembre 2026?
No. Le cifre sono le stesse della forma precedente della metodologia: 450 lei al mese per il merito, 300 per la sociale e 300 per la tecnologica.
Che cosa cambia allora all’articolo 6?
Cambia il periodo per cui si applicano le somme. Il testo vecchio le legava all’anno scolastico 2025-2026, quello nuovo dice «a partire dall’anno scolastico 2026-2027», senza fissare un anno finale.
Quanto vale la borsa per le madri minorenni e chi la stabilisce?
700 lei al mese. La somma è fissata dall’articolo 1081 comma (14) della legge n. 198/2023, quindi sta nella legge e non nella metodologia. La decisione la lascia intatta e cambia soltanto la definizione del periodo di concessione.
Che cosa significa «conseguimento dell’istruzione obbligatoria»?
Secondo l’articolo 13 comma (1) della legge n. 198/2023, l’istruzione obbligatoria comprende la scuola dell’infanzia, la primaria, la secondaria di primo grado e le superiori, quindi si conclude con le superiori. Il comma (4) dello stesso articolo equipara agli alunni che hanno concluso l’istruzione obbligatoria quelli della filiera tecnologica che ottengono una qualifica di livello 3 e non proseguono gli studi superiori.
Bisogna depositare un nuovo fascicolo a causa di questa decisione?
No. L’atto non modifica nessuno degli articoli che disciplinano la domanda, i documenti giustificativi o i termini di deposito.
Le borse sociali si pagano ancora durante le vacanze?
Sì. La proposta di limitarle al periodo dei corsi era presente nel progetto dell’agosto 2026, ma non compare nella decisione adottata. L’articolo 15 comma (1) della metodologia resta invariato.
Chi paga le borse degli alunni delle scuole private e confessionali?
Queste ricevono borse sociali e tecnologiche da somme ripartite da alcune entrate del bilancio dello Stato, attraverso i bilanci locali, secondo l’articolo 2 della metodologia e l’articolo 1081 comma (3) della legge n. 198/2023.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • Articolo unico punto 2, nuova forma dell’articolo 18 comma (3) dell’allegato. Il testo fissa il termine finale del reinserimento al «conseguimento dell’istruzione obbligatoria», e l’articolo 13 comma (1) della legge n. 198/2023 include le superiori nell’istruzione obbligatoria, quindi il periodo si estende, nel caso ordinario, oltre il compimento dei 18 anni. L’articolo 1081 comma (14) della stessa legge, fondamento della borsa, riconosce però il diritto alle «madri minorenni reinserite in un istituto di istruzione». I due testi si leggono, in buona fede, in due modi opposti per la stessa alunna: o la borsa continua fino alla fine delle superiori, perché così dice la metodologia, oppure si ferma alla maggiore età, perché la legge parla di madri minorenni. La conseguenza è diretta, 700 lei al mese per ogni mese controverso, e il testo pubblicato non offre alcun elemento che chiuda la scelta.

Analisi della redazione

La decisione risolve un problema reale e lo risolve con economia di mezzi. La metodologia delle borse era stata scritta nel 2025 con una data incollata a un solo anno scolastico, e quel modo di scrivere garantiva che a ogni inizio di settembre gli importi restassero sospesi finché il Governo non si fosse riunito. La sostituzione di «per l’anno scolastico 2025-2026» con «a partire dall’anno scolastico 2026-2027» taglia questo ciclo. È una correzione di tecnica legislativa, non una misura di politica pubblica, ma è esattamente il tipo di correzione che risparmia a centinaia di migliaia di famiglie un’incertezza annuale.

Il problema è che, quest’anno, la correzione è arrivata dopo che l’incertezza si era già prodotta. I corsi sono cominciati il 7 settembre 2026 e l’atto è entrato in vigore il 21 settembre, cioè 14 giorni dopo il primo giorno di scuola. In tutto quel periodo l’unico testo della metodologia sull’importo si riferiva all’anno scolastico concluso. Confrontatelo con il termine che l’atto lascia in piedi per le famiglie: 25 giorni di calendario dall’inizio dei corsi per il fascicolo di borsa sociale, cioè fino al 1º ottobre 2026. Nel giorno in cui il Governo ha detto, finalmente, quanto vale la borsa, erano trascorsi 15 dei 25 giorni in cui i genitori devono raccogliere dichiarazioni dei redditi, certificati di nascita, sentenze e relazioni dei servizi sociali. Ne restavano dieci. L’amministrazione, invece, ha avuto a disposizione 32 giorni dalla pubblicazione del progetto in consultazione, il 17 agosto 2026, fino all’adozione, dei quali 22 dopo la chiusura dei 10 giorni di consultazione pubblica.

La seconda osservazione non si vede leggendo l’atto, ma mettendo le sue cifre accanto ad altre. Le tre somme, 450, 300 e 300 lei, non sono cambiate dall’entrata in vigore della legge n. 198/2023, che le aveva fissate per l’anno scolastico 2023-2024. Nell’ottobre 2023 il salario minimo lordo nazionale era di 3.300 lei e la borsa di merito ne rappresentava il 13,6%. Dal 1º luglio 2026 il salario minimo lordo è di 4.325 lei e la stessa borsa di merito ne rappresenta il 10,4%. In altre parole, senza che una sola cifra dell’atto si sia mossa, il valore relativo della borsa di merito è sceso di quasi un quarto, più precisamente del 23,7%, in tre anni. Sulla borsa sociale l’effetto è ancora più visibile, perché la soglia di ammissibilità è per definizione mobile: la famiglia rientra se il reddito netto per componente è inferiore alla metà del salario minimo netto, soglia che sale insieme al salario minimo, mentre il sostegno resta di 300 lei. La formula «a partire dall’anno scolastico 2026-2027» consolida questa situazione, perché trasforma una somma pensata come provvisoria in una somma senza termine.

La terza osservazione nasce dal confronto fra l’atto pubblicato e il progetto messo in consultazione il 17 agosto 2026. Il progetto aveva undici punti, l’atto ne ha due, quindi l’82% delle modifiche annunciate è stato abbandonato per strada. Alcune meritavano di esserlo, a cominciare dalla restrizione delle borse sociali al periodo dei corsi, che avrebbe tagliato il sostegno proprio alle famiglie a cui la vacanza porta spese in più, non in meno. Altre erano semplici misure amministrative, come la verifica dei redditi tramite la piattaforma PatrimVen, e avrebbero risparmiato alle segreterie scolastiche un lavoro che non hanno modo di portare a termine. Il punto perduto più importante è però lungo una sola proposizione: il progetto scriveva, all’articolo 18 comma (3), «fino al conseguimento dell’istruzione obbligatoria, anche dopo il compimento dei 18 anni». La forma pubblicata conserva la prima metà e rinuncia alla seconda. Proprio la parte che avrebbe chiuso la discussione su che cosa accada all’alunna che diventa maggiorenne durante le superiori è stata tolta dal testo che cercava di chiarire la durata del diritto.

Che cosa andrebbe cambiato

  • La reintroduzione della precisazione sull’età nell’articolo 18 comma (3). Una sola proposizione, «anche dopo il compimento dei 18 anni», eliminerebbe l’unico punto dell’atto in cui due scuole possono arrivare, in buona fede, a soluzioni opposte per la stessa alunna. In sua assenza, la differenza si misura in 700 lei al mese e si risolverà, probabilmente, in sede di ricorso.
  • Una clausola transitoria per l’anno scolastico 2025-2026. Il nuovo articolo 6 comma (1) parte dall’anno scolastico 2026-2027 e non contiene più alcuna somma per l’anno precedente, benché arretrati di quell’anno possano essere pagati anche dopo il 21 settembre 2026, secondo l’articolo 19 comma (6) della metodologia. Una frase che conservi gli importi per i diritti sorti sotto la forma precedente chiuderebbe il problema prima che si presenti.
  • L’aggancio degli importi a un riferimento mobile, non a una cifra fissa. Se le borse si esprimono come percentuale del salario minimo lordo nazionale, come la legge già fa per le borse di eccellenza olimpica, si aggiornano senza una nuova decisione. L’effetto pratico: la borsa di merito sarebbe oggi di 590 lei, cioè il valore del 2023 rapportato al salario minimo del 2026, invece di 450.
  • Lo spostamento del termine di adozione prima dell’inizio dei corsi. La metodologia chiede alle famiglie 25 giorni dal primo giorno di scuola e agli istituti un primo elenco di beneficiari entro il 20 ottobre. Una regola simmetrica, per cui ogni modifica di importo si pubblica entro il 31 agosto, allineerebbe il termine dell’amministrazione a quello del destinatario.
  • Il recupero, a parte, dei punti amministrativi del progetto di agosto. La verifica dei redditi tramite PatrimVen e la dichiarazione esplicita dei redditi percepiti all’estero sono strumenti di controllo, non misure di austerità. Toglierli dal progetto lascia la borsa sociale appoggiata su dichiarazioni sostitutive verificate da personale scolastico che non ha né accesso ai dati fiscali né il potere di svolgere indagini sociali.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 800 del 21 settembre 2026 16 pagine PDF, 182 KB l'atto inizia a pagina 10

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.