In breve

  • Le scuole statali possono tornare ad assumere segretari, contabili, amministratori, bibliotecari e assistenti di laboratorio. Il Parlamento ha ampliato la deroga al divieto generale di coprire i posti vacanti nel settore pubblico, che nella versione data dal Governo riguardava soltanto i posti di insegnamento.
  • La legge riscrive per intero l’articolo con cui l’ordinanza modificava la legge sull’istruzione superiore: da una sola modifica proposta dal Governo se ne sono ricavate sei, aggiunte dal Parlamento.
  • Tra queste, un articolo nuovo secondo cui il pagamento della ricerca svolta nell’ambito di contratti non costituisce doppia retribuzione, anche se l’attività didattica e quella di ricerca si svolgono nella stessa fascia oraria.
Atto: legge n. 133/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 574 del 13 luglio 2026
Entrata in vigore: 16 luglio 2026

Una scuola statale rimasta senza segretaria o senza contabile non poteva, dall’estate del 2025, mettere a concorso il posto. La legge n. 133/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 574 del 13 luglio 2026, toglie il blocco anche per il personale didattico ausiliario e amministrativo, non soltanto per i professori. È la seconda breccia aperta quest’anno nella restrizione generale alle assunzioni introdotta dalla legge n. 141/2025, dopo quella con cui le strutture sanitarie sono state escluse in modo espresso.

Formalmente, la legge approva l’ordinanza d’urgenza del Governo n. 28/2026, pubblicata il 20 aprile 2026. Nei fatti, il Parlamento ha usato la legge di approvazione per aggiungere una serie di misure che il Governo non aveva proposto, soprattutto nell’ambito dell’istruzione superiore.

Il confronto con il testo originale dell’ordinanza mostra esattamente quanto è stato aggiunto. L’articolo II dell’ordinanza modificava un solo comma della legge sull’istruzione superiore n. 199/2023. Nella versione approvata dal Parlamento, lo stesso articolo modifica sei testi diversi della stessa legge.

Gli effetti che produce

Il personale non docente delle scuole esce dal divieto di assunzione. Il testo approvato dal Parlamento stabilisce che la restrizione non si applica alla copertura, per concorso o per esame, dei posti di insegnamento, dei posti per il personale didattico ausiliario e per il personale amministrativo dell’istruzione preuniversitaria statale, dei posti di assistente universitario, né alle promozioni all’interno delle istituzioni di istruzione superiore. L’ordinanza del Governo riguardava soltanto i posti di insegnamento, i posti di assistente universitario e le promozioni, e la copertura poteva avvenire unicamente per concorso.

Le università possono spostare le somme rimaste non spese. In deroga alla legge n. 500/2002 sulle finanze pubbliche, le istituzioni statali di istruzione superiore sono autorizzate a ridistribuire gli stanziamenti di bilancio del saldo del finanziamento di base, le somme non utilizzate e riportate dagli anni precedenti e le somme residue di investimenti conclusi, verso obiettivi di investimento nuovi o in corso, attività finanziarie, il rimborso dei prestiti per investimenti e le spese classificate al titolo «Altre spese».

I soldi per le borse di studio e per gli alloggi non si perdono più a fine anno. Le somme rimaste a saldo per le agevolazioni di trasporto per gli studenti, per i contributi alle residenze e alle mense studentesche e per le borse non ritirate o non assegnate possono essere usate negli anni successivi per le borse di studio, per l’infrastruttura di residenze e mense e per i centri di consulenza e orientamento professionale.

I supervisori di dottorato formati all’estero entrano nel sistema più facilmente. Gli specialisti che hanno tale qualifica presso istituzioni fuori dal Paese la acquisiscono in Romania mediante il riconoscimento e il rilascio dell’attestato di riconoscimento dell’abilitazione da parte dell’IOSUD, l’istituzione che organizza gli studi universitari di dottorato, sulla base delle metodologie proprie di quest’ultima, nelle quali possono essere previsti anche gli standard minimi nazionali.

Il tetto di dottorandi per supervisore slitta al 2030. Le disposizioni dell’articolo 70, comma (2), della legge n. 199/2023 entrano in vigore soltanto a partire dall’anno accademico 2030-2031. Fino ad allora è il senato accademico a decidere quanti dottorandi un supervisore può seguire contemporaneamente.

L’assunzione sui progetti di ricerca non passa più per una selezione. In deroga alla legge quadro n. 153/2017 sulle retribuzioni, l’assunzione per progetti di ricerca nel campo dell’istruzione e della formazione professionale o per progetti nazionali, europei e internazionali può avvenire a tempo determinato, senza altre formalità preliminari e senza processo di selezione, sia per il personale nominato nel gruppo di progetto sia per il personale interno dell’università. Per il personale interno, l’assunzione avviene con decisione del rettore, con contratto individuale di lavoro, senza incidere sull’impegno didattico di base.

Il pagamento della ricerca non può più essere contestato come doppia retribuzione. Un articolo nuovo, l’art. 2121, stabilisce che le attività di ricerca svolte nell’ambito di contratti, pubblici o privati, sono remunerate a valere sul bilancio di quei contratti, che la remunerazione è compatibile con l’assolvimento del carico didattico universitario e non dipende dal fatto che tali attività si svolgano al di fuori dell’orario di servizio, che l’attività didattica e quella di ricerca possono essere svolte contemporaneamente, anche nella stessa fascia oraria, e che tale pagamento non costituisce doppia retribuzione.

Le scuole interne alle università ricevono un finanziamento a costo standard. Le unità di istruzione preuniversitaria autorizzate in via provvisoria o accreditate, istituite all’interno o alle dipendenze delle università statali, ricevono un finanziamento tramite trasferimenti dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca, sulla base del costo standard per bambino del nido, per bambino della scuola dell’infanzia o per alunno, importo compreso nel contratto complementare stipulato con l’università.

Che cosa cambia rispetto a prima

Per vedere che cosa ha fatto il Parlamento, il testo va letto accanto all’ordinanza che approva. L’ordinanza d’urgenza n. 28/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 310 del 20 aprile 2026, aveva quattro articoli. L’articolo I modificava la legge sull’istruzione preuniversitaria n. 198/2023 in quattro punti, l’articolo II modificava un solo comma della legge sull’istruzione superiore n. 199/2023, l’articolo III introduceva la deroga alla restrizione delle assunzioni e l’articolo IV istituiva il Corpo romeno per l’istruzione all’estero.

Il primo cambiamento è quello più visibile per le scuole. Nell’ordinanza, la deroga all’articolo XXII della legge n. 141/2025 riguardava «la copertura per concorso dei posti di insegnamento dell’istruzione preuniversitaria statale, dei posti di assistente universitario, né le promozioni». Il Parlamento ha aggiunto due cose: le parole «o esame», che coprono anche le procedure che non sono concorsi in senso stretto, e la categoria dei posti per il personale didattico ausiliario e per il personale amministrativo. In pratica, questo significa che una scuola può mettere a concorso il posto di segretario, di contabile, di amministratore, di bibliotecario o di assistente di laboratorio, cosa che prima non poteva fare.

Il secondo cambiamento è di ampiezza. L’articolo II dell’ordinanza aveva un solo punto, la modifica dell’articolo 122, comma (2), della legge n. 199/2023, sugli studenti di istituzioni civili formati per le esigenze della Difesa e degli Interni. Il Parlamento ha riscritto l’intero articolo ed è arrivato a sei punti: la ridistribuzione degli stanziamenti di bilancio, il riconoscimento dei supervisori di dottorato formati all’estero, il testo originale sugli studenti, l’assunzione sui progetti di ricerca, il nuovo articolo sulla remunerazione della ricerca e il rinvio del tetto di dottorandi. Cinque dei sei non figuravano nell’ordinanza.

Il terzo cambiamento è l’aggiunta, nell’articolo I, di un punto nuovo, il punto 21, con cui viene modificato l’articolo 139, comma (4), della legge n. 198/2023, per il finanziamento delle scuole alle dipendenze delle università statali. Nemmeno questo esisteva nell’ordinanza.

Resta invariato, nella forma dell’ordinanza, l’articolo IV, quello che istituisce il Corpo romeno per l’istruzione all’estero.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Le scuole possono coprire i posti di segreteria, contabilità, amministrazione e biblioteca, funzioni senza le quali un istituto non può funzionare, per quanti professori abbia.
  • L’aggiunta della parola «esame» accanto a «concorso» chiude una via d’interpretazione che avrebbe bloccato le procedure che non si chiamano formalmente concorso.
  • Le somme per borse di studio e alloggi rimaste non spese a fine anno non si perdono più, ma possono essere usate negli anni successivi sempre per gli studenti.
  • Il riconoscimento dei supervisori di dottorato formati all’estero diventa una procedura dell’università, non un percorso nazionale separato.
  • Il nuovo articolo sulla remunerazione della ricerca chiude una discussione vecchia, nella quale le università evitavano i contratti di ricerca per timore che il pagamento venisse qualificato come doppia retribuzione.

Che cosa resta un problema

  • Cinque delle sei modifiche alla legge sull’istruzione superiore sono state introdotte nella legge di approvazione, non nell’ordinanza, quindi non sono passate per i pareri e per la relazione illustrativa di un progetto proprio.
  • L’assunzione sui progetti di ricerca avviene «senza l’espletamento di altre formalità preliminari e/o processi di selezione», anche per il personale interno dell’università, il che lascia la scelta interamente alla decisione del rettore.
  • Il testo secondo cui il pagamento della ricerca non costituisce doppia retribuzione ammette in modo espresso la sovrapposizione, nella stessa fascia oraria, dell’attività didattica con quella di ricerca, senza prevedere alcun meccanismo di verifica.
  • Le modalità di programmazione, registrazione e valutazione di queste attività sono stabilite dai regolamenti interni di ciascuna università, quindi varieranno da un’istituzione all’altra.
  • Il rinvio all’anno accademico 2030-2031 del tetto di dottorandi per supervisore lascia ancora per quattro anni la decisione ai senati accademici.

Consigli pratici

  1. Se siete dirigenti scolastici e avete posti vacanti di personale didattico ausiliario o amministrativo, verificate la versione in vigore dell’articolo XXII della legge n. 141/2025. La deroga si applica dal 16 luglio 2026 e la procedura può essere concorso o esame.
  2. Se vi interessa un posto di segretario, contabile, amministratore, bibliotecario o assistente di laboratorio in una scuola statale, seguite gli annunci a partire dal 16 luglio 2026. Fino a quella data questi posti erano bloccati.
  3. Le università che hanno somme rimaste a saldo su borse, residenze o trasporto studentesco dovrebbero rivedere la propria esecuzione di bilancio: le somme possono essere riportate e usate negli anni successivi, sempre per gli studenti.
  4. Se avete la qualifica di supervisore di dottorato ottenuta all’estero, rivolgetevi direttamente all’IOSUD presso cui volete lavorare. Il riconoscimento avviene sulla base della metodologia propria di quell’istituzione.
  5. I docenti che lavorano su contratti di ricerca dovrebbero chiedere all’università il regolamento interno di programmazione e remunerazione di queste attività. La legge lo impone ed è quel regolamento a stabilire concretamente come si paga.
  6. Leggete l’art. 2121 prima di firmare un contratto di ricerca: dice in modo espresso che la remunerazione non è subordinata allo svolgimento dell’attività al di fuori del carico didattico universitario.
  7. Per un confronto corretto, il testo dell’ordinanza iniziale si trova nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 310 del 20 aprile 2026. Le differenze rispetto alla versione approvata non sono segnalate da nessun’altra parte.

Domande frequenti

Quali posti nelle scuole possono essere coperti ora?
I posti di insegnamento, i posti per il personale didattico ausiliario e per il personale amministrativo dell’istruzione preuniversitaria statale, i posti di assistente universitario, oltre alle promozioni all’interno delle istituzioni di istruzione superiore. La copertura può avvenire per concorso o per esame.
Da quando si applica?
La legge è stata pubblicata il 13 luglio 2026 ed è entrata in vigore 3 giorni dopo la pubblicazione, cioè il 16 luglio 2026. Non contiene una data di entrata in vigore diversa.
Qual è la restrizione da cui si deroga?
È quella dell’articolo XXII, comma (1), della legge n. 141/2025 su alcune misure fiscali e di bilancio, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 699 del 25 luglio 2025, che limita la copertura dei posti vacanti nel settore pubblico.
Un professore può essere pagato due volte per la stessa ora?
Il testo nuovo, l’art. 2121, prevede che l’attività didattica e quella di ricerca possano essere svolte contemporaneamente, anche nella stessa fascia oraria, quando la loro natura consente l’integrazione didattica e scientifica, e che la remunerazione a carico del bilancio del contratto di ricerca non costituisca doppia retribuzione, perché corrisponderebbe a obblighi distinti.
Si possono usare in un altro anno le somme per le borse rimaste non spese?
Sì. Le somme rimaste a saldo per le agevolazioni di trasporto per gli studenti, per i contributi alle residenze e alle mense studentesche e per le borse non ritirate o non assegnate possono essere utilizzate negli anni successivi per le borse di studio e per spese di investimento nell’infrastruttura di residenze e mense, oltre che per i centri di consulenza e orientamento professionale.
Che cosa succede al limite di dottorandi per supervisore?
Le disposizioni dell’articolo 70, comma (2), della legge n. 199/2023 entrano in vigore a partire dall’anno accademico 2030-2031. Fino a quella data, il numero massimo di dottorandi seguiti contemporaneamente da un supervisore è stabilito dal senato accademico.
Che cosa è rimasto invariato dell’ordinanza?
L’articolo I nei suoi quattro punti iniziali, che modifica la legge sull’istruzione preuniversitaria n. 198/2023, e l’articolo IV, con cui viene istituito il Corpo romeno per l’istruzione all’estero come organo consultivo presso il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca.

Analisi della redazione

La parte utile della legge è quella meno spettacolare. Una scuola senza segretaria non può rilasciare un certificato, e una senza contabile non può pagare uno stipendio; il blocco di questi posti per un anno ha prodotto effetti che nessuna relazione sulla disciplina fiscale misura. L’ampliamento della deroga e l’aggiunta della parola «esame» correggono un errore di impostazione della restrizione iniziale, pensata per l’amministrazione centrale e applicata meccanicamente ovunque.

La parte discutibile è il metodo. Delle sei modifiche apportate alla legge sull’istruzione superiore, cinque compaiono per la prima volta nella legge di approvazione. Non hanno avuto una relazione illustrativa propria, non sono passate per il parere del Consiglio legislativo come progetto distinto e non sono state sottoposte a consultazione pubblica. La procedura è legale, ma trasforma la legge di approvazione di un’ordinanza in un veicolo per testi senza legame con l’urgenza invocata dal Governo, e il lettore che vuole sapere che cosa è cambiato deve mettere due edizioni della Gazzetta Ufficiale della Romania una accanto all’altra.

Il punto più delicato è l’articolo 2121. Risolve un problema reale, il timore delle università che il pagamento a valere sui contratti di ricerca venga qualificato come doppia retribuzione, ma lo risolve per dichiarazione, non attraverso un meccanismo: afferma che la sovrapposizione nella stessa fascia oraria non incide sul diritto alla remunerazione e lascia la registrazione ai regolamenti interni. In un sistema in cui il carico didattico si misura in ore, un testo che ammette in modo espresso che la stessa ora possa essere insieme insegnamento e ricerca pagata a parte ha bisogno di regole di registrazione scritte da qualche parte più in alto di un regolamento di senato accademico.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Un quadro minimo e comune di registrazione delle attività di ricerca remunerate a valere su contratti. Stabilito con decreto del ministro, e non con regolamenti interni diversi da un’università all’altra, renderebbe verificabile il pagamento e proteggerebbe le università in sede di controllo.
  • Il mantenimento di una forma di selezione per le assunzioni sui progetti. Anche semplificata, con annuncio pubblico e criteri scritti, conserverebbe l’apertura verso candidati esterni all’istituzione, che il testo attuale chiude senza vietarla formalmente.
  • L’inserimento della deroga alla restrizione delle assunzioni direttamente nella legge n. 141/2025, in versione consolidata. Oggi, chi vuole sapere quali posti si possono coprire deve seguire un comma introdotto con un’ordinanza e modificato con la legge che la approva.
  • Una motivazione distinta per i testi aggiunti nella legge di approvazione. Una sezione separata nella relazione illustrativa, dedicata agli emendamenti che non figurano nell’ordinanza, restituirebbe al lettore e al legislatore la tracciabilità che la procedura attuale perde.
  • Una valutazione degli effetti del rinvio del tetto di dottorandi. Quattro anni in cui il numero massimo resta nelle mani di ciascun senato accademico meritano almeno una relazione pubblica a metà periodo.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 574 del 13 luglio 2026 16 pagine PDF, 101 KB l'atto inizia a pagina 7

Apri il PDF ufficialeScarica il PDF

Su schermi piccoli il visualizzatore non viene mostrato. Usa i pulsanti qui sopra per aprire o scaricare il file.

Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.