In breve

  • Il Governo ha approvato la Strategia di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria 2026-2030, un documento di 245 pagine che richiede 26,34 miliardi di euro in cinque anni, ossia circa 132 miliardi di lei al cambio di 5,04 lei/euro usato nel calcolo.
  • Il documento riconosce apertamente lo stato della rete: la lunghezza dei tratti con limitazione di velocità è cresciuta da 696 km nel 2021 a 1.688 km nel 2025, e il 72,56% delle linee correnti e dirette è scaduto per il rinnovo.
  • Riguarda i viaggiatori e gli operatori del trasporto merci, ma anche i contribuenti: la strategia precisa che gli importi hanno carattere stimativo e non rappresentano impegni immediati di finanziamento a carico del bilancio dello Stato.
Atto: Decisione del Governo n. 635/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 688 del 20 agosto 2026
Entrata in vigore: 20 agosto 2026

Il tuo treno viaggia a 30 km/h su interi tratti non perché il macchinista abbia paura, ma perché la rotaia sotto di lui non regge di più. Il Governo ha appena messo per iscritto quanto costerebbe farla finita: 26,34 miliardi di euro in cinque anni. La Decisione del Governo n. 635 del 19 agosto 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 688 del 20 agosto 2026, approva la Strategia di sviluppo dell’infrastruttura ferroviaria 2026-2030. La somma è circa cinquanta volte più grande del prestito di 500 milioni di euro contratto per l’Autostrada A1 Sibiu-Pitești, ma copre l’intera rete ferroviaria, non un solo corridoio.

La decisione vera e propria ha solo due articoli. Il primo approva la strategia, contenuta nell’allegato pubblicato separatamente, nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 688 bis. Il secondo obbliga il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture a pubblicare la strategia sul proprio sito e a trasmetterla alla Commissione Europea entro 30 giorni dall’entrata in vigore. Questo termine scade il 19 settembre 2026.

L’obbligo non è di cortesia. La strategia si elabora ai sensi dell’art. 8, comma (1), della Legge n. 202/2016 sull’integrazione del sistema ferroviario della Romania nello spazio ferroviario europeo unico, legge che recepisce la Direttiva 2012/34/UE. Lo Stato deve dimostrare, una volta ogni cinque anni, di quanti soldi ha bisogno il gestore dell’infrastruttura, in questo caso CFR SA.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è documentale, ed è il più scomodo. La strategia pubblica un inventario dell’usura che non lascia spazio a interpretazioni. Dei 13.441 km di linee correnti e dirette misurati come lunghezza sviluppata, 9.753 km, ossia il 72,56%, sono scaduti per il rinnovo. Sui deviatoi la situazione è quasi totale: 3.211 su 3.215 hanno superato il termine, ossia il 99,88%. Oltre il 68% dei ponti e quasi il 62% delle gallerie si trovano nella stessa situazione.

Il secondo effetto lo sente direttamente il viaggiatore. Il documento collega esplicitamente le cifre del finanziamento alle limitazioni di velocità: il finanziamento dei lavori di riparazione al di sotto del 20% del fabbisogno ha portato a un aumento del 54% del numero di limitazioni e a più che raddoppiare la loro lunghezza. La tabella della strategia mostra l’andamento anno per anno: 696 km di limitazioni nel 2021, 600 nel 2022, 809 nel 2023, 1.331 nel 2024 e 1.688 nel 2025. Il numero delle limitazioni è salito da 368 a 567 nello stesso intervallo.

Il terzo effetto riguarda l’ordine delle priorità. La strategia colloca in prima posizione un obiettivo numerato zero, il recupero accelerato degli arretrati sul rinnovo dell’infrastruttura, prima dell’aumento della velocità di circolazione e prima dei progetti europei di ammodernamento. È un cambio di accento rispetto alla logica abituale degli annunci, che partono da corridoi nuovi.

Il quarto effetto riguarda i soldi, e qui va letto esattamente quel che c’è scritto. Il fabbisogno totale di 26,34 miliardi di euro si divide in tre: 9,66 miliardi per manutenzione, riparazioni correnti e rinnovo, 10,83 miliardi per progetti ammissibili al finanziamento europeo a fondo perduto e 5,85 miliardi per altri progetti. La sola manutenzione richiede 6,76 miliardi di euro in cinque anni, cioè più del rinnovo e delle riparazioni correnti messi insieme.

Il quinto effetto è quello della scaglionatura. La somma per il rinnovo cresce costantemente, da 175,98 milioni di euro nel primo anno a 966,67 milioni nel quinto. In altre parole, lo sforzo maggiore è programmato verso la fine dell’intervallo, non all’inizio.

Che cosa cambia rispetto a prima

La strategia precedente, per il periodo 2021-2025, era stata approvata con la Decisione del Governo n. 985/2020. Il documento nuovo non la contraddice, ma constata che la sua attuazione è stata parziale, per motivi legati al contesto politico, sociale, economico e finanziario. La nuova strategia riprende le azioni individuate allora e si limita a quelle che possono essere avviate e applicate in un intervallo di cinque anni.

È cambiato però il tono. Il capitolo delle considerazioni finali contiene un’argomentazione che i documenti strategici di solito evitano: che il finanziamento con fondi pubblici del gestore dell’infrastruttura non è uno strumento per coprire una presunta mancanza di efficienza dell’azienda, bensì un obbligo dello Stato imposto dalla legislazione europea. La strategia mostra che circa il 75% delle spese di CFR SA sono fisse e che, di conseguenza, le misure di riduzione dei costi che l’azienda potrebbe adottare sono superate come valore dagli effetti di atti normativi che le impongono obblighi di pagamento.

È cambiato anche il modo in cui viene trattato il rapporto con il trasporto stradale. Il documento chiede esplicitamente un sistema armonizzato di tariffazione per l’uso dell’infrastruttura stradale e ferroviaria e osserva che lo Stato mantiene agevolazioni concesse soprattutto al trasporto stradale, il che incide sulla competitività della ferrovia.

Quel che non è cambiato è la natura giuridica delle cifre. La strategia precisa in chiusura della tabella che i valori hanno carattere stimativo e non rappresentano impegni immediati di finanziamento a carico del bilancio dello Stato, e che i progetti saranno recepiti nel contratto di attività e prestazione solo nella misura in cui lo Stato individua le fonti di finanziamento.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Mette in Gazzetta Ufficiale della Romania un inventario dettagliato dell’usura, elemento per elemento, che chiunque può citare e verificare, non solo il ministero.
  • Collega esplicitamente il sottofinanziamento delle riparazioni alle limitazioni di velocità, con cifre su cinque anni, il che trasforma un malcontento diffuso in un argomento misurabile.
  • Mette il rinnovo della rete esistente prima dei progetti spettacolari di ammodernamento, il che corrisponde al modo in cui l’infrastruttura si degrada davvero.
  • Apre la strada a un finanziamento europeo consistente: 10,83 miliardi di euro del totale sono progetti ammissibili a fondi a fondo perduto.
  • Adempie un obbligo assunto verso la Commissione Europea con la Legge n. 202/2016, il che conta nella valutazione delle domande di finanziamento.

Che cosa resta un problema

  • Gli importi non sono impegni. Lo dice il documento stesso, e il precedente della strategia 2021-2025, applicata solo in parte, mostra che cosa può succedere.
  • Lo sforzo finanziario maggiore per il rinnovo è programmato negli anni quattro e cinque, cioè dopo l’attuale ciclo di bilancio, il che sposta la decisione difficile nel futuro.
  • Nella decisione non esiste alcun meccanismo di sanzione o di rendicontazione pubblica periodica se gli obiettivi non vengono raggiunti.
  • Il viaggiatore non vede alcun cambiamento immediato. Le limitazioni di velocità del 2025 restano sul terreno finché i lavori effettivi non arrivano lì.
  • Il documento riconosce che gli investimenti in infrastruttura sono necessari, ma non sufficienti, e che senza misure di politica pubblica al di fuori degli investimenti la tendenza non si inverte.

Consigli pratici

  1. Se vuoi il testo integrale della strategia, cercalo nell’edizione n. 688 bis, non nel n. 688. La decisione ha due articoli; le 245 pagine di analisi sono nell’edizione bis.
  2. Tieni d’occhio il termine di 30 giorni dell’art. 2. Entro il 19 settembre 2026 il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture deve pubblicare la strategia sul proprio sito, quindi avrai anche una versione facile da consultare online.
  3. Se lavori nel trasporto merci, leggi gli allegati 10 e 12. Lì si trovano le azioni sul trasporto multimodale, i terminali merci e la rete TEN-T, che determinano su quali rotte si potrà circolare decentemente.
  4. Non confondere il fabbisogno di finanziamento con il bilancio stanziato. La cifra di 26,34 miliardi di euro è una stima del bisogno, non una somma votata.
  5. Per confronti corretti, usa le cifre in euro. Le conversioni in lei della tabella sono fatte riga per riga al cambio di 5,04 lei/euro e arrotondate separatamente, quindi il totale in lei non coincide esattamente con il prodotto diretto.
  6. Se segui un progetto specifico, verificalo nel contratto di attività e prestazione di CFR SA, approvato con un’altra decisione pubblicata lo stesso giorno. Lì finiscono i progetti per i quali lo Stato ha individuato le fonti di finanziamento.

Domande frequenti

Quanto costa la strategia e chi paga?
Il fabbisogno stimato è di 26,34 miliardi di euro per cinque anni. Di questi, 10,83 miliardi sono progetti ammissibili a fondi europei a fondo perduto, mentre il resto dovrà essere coperto da fonti individuate dallo Stato. Il documento precisa che gli importi non rappresentano impegni immediati di finanziamento a carico del bilancio dello Stato.
Perché ci sono così tante limitazioni di velocità sulla ferrovia?
La strategia collega direttamente il fenomeno al sottofinanziamento: le riparazioni sono state finanziate al di sotto del 20% del fabbisogno, il che ha portato a un aumento del 54% del numero di limitazioni rispetto al 2021 e alla crescita della loro lunghezza da 696 km a 1.688 km. La limitazione è il procedimento con cui un componente difettoso può continuare a essere usato, ma in sicurezza.
Che cosa significa che una linea è scaduta per il rinnovo?
Le norme tecniche stabiliscono i termini entro i quali certi componenti devono essere sostituiti in massa, per tornare a un tasso di guasto vicino a quello di un sistema nuovo. Un componente scaduto ha superato questo termine. Sulle linee correnti e dirette il 72,56% si trova in questa situazione, e sui deviatoi il 99,88%.
Dove trovo il testo della strategia?
Nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 688 bis del 20 agosto 2026, pagine 3-247. L’edizione ufficiale in formato PDF è allegata a questo articolo. Inoltre, il ministero ha l’obbligo di pubblicarla sul proprio sito entro 30 giorni dall’entrata in vigore della decisione.
Si costruiranno linee ad alta velocità?
La strategia include un obiettivo specifico dedicato all’integrazione nella rete ferroviaria europea ad alta velocità, trattato nell’allegato 13. La priorità numero uno resta però il recupero degli arretrati sul rinnovo della rete esistente, non la costruzione di linee nuove.
Che cosa succede se i soldi non arrivano?
La decisione non prevede alcun meccanismo per questa situazione. La strategia precedente, approvata con la Decisione del Governo n. 985/2020 per il periodo 2021-2025, è stata applicata solo in parte, e il documento nuovo constata questo fatto senza trarne alcuna conseguenza giuridica.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

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Le altre edizioni citate: nr. 688 bis/2026

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.