In breve
- La Decisione del Governo n. 775/2026 non aggiunge alcun immobile al corridoio di esproprio dell’Autostrada Târgu Mureș-Târgu Neamț e non cambia alcun importo di indennizzo. Divide il lavoro tra due società di Stato: delle 3.906 posizioni contenute negli allegati n. 2, 3 e 4 della Decisione del Governo n. 1.040/2025, 1.409 passano alla Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali (CNAIR), mentre 2.497 restano alla Compagnia Nazionale di Investimenti Stradali (CNIR).
- Sono interessati i proprietari di 16 località situate in tre distretti. La CNAIR prende le due estremità del corridoio, cioè Acățari, Miercurea Nirajului, Bereni, Măgherani, Chibed e Sărățeni nel distretto di Mureș, più Pipirig e Vânători-Neamț nel distretto di Neamț. La CNIR conserva il tratto di montagna in mezzo: Praid, Joseni, Lăzarea, Ditrău e Tulgheș nel distretto di Harghita, più Grințieș, Ceahlău, Poiana Teiului e Pipirig nel distretto di Neamț. La ripartizione effettiva si fa per numeri di posizione negli allegati, non per nome di località.
- Il denaro resta quello approvato nel 2025: 134.132,38 migliaia di lei, cioè 134,13 milioni di lei, a carico del bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. La decisione produce effetti dalla pubblicazione, il 28 settembre 2026, e le due società hanno 15 giorni, cioè fino al 13 ottobre 2026, per consegnarsi a vicenda le ricevute di deposito della CEC Bank e i documenti redatti finora.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 821 del 28 settembre 2026, pagine 2-3
Entrata in vigore: dalla pubblicazione, 28 settembre 2026, poiché l’articolo 12 comma (3) della legge n. 24/2000 sulle norme di tecnica legislativa prevede che gli atti normativi, salvo le leggi e le ordinanze, producano effetti dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial), se non contengono essi stessi una data successiva, e la decisione non contiene una data simile
La Decisione del Governo n. 775/2026 non toglie a nessuno un metro quadrato in più e non sposta un leu dagli indennizzi già calcolati. Fa altro, cosa più rara in un atto di esproprio: riscrive chi si occupa dei fascicoli. Il corridoio era stato aperto nel dicembre 2025, con una decisione del tipo di quelle con cui il Governo avvia gli espropri per un’autostrada, e da allora l’intera procedura era a carico di una sola società di Stato. Dal 28 settembre 2026 si divide tra due.
Si tratta della Sezione II dell’Autostrada Târgu Mureș-Târgu Neamț, il tratto Miercurea Nirajului-Leghin, che va dal chilometro 22+000 al chilometro 181+195, cioè 159,195 chilometri attraverso i distretti di Mureș, Harghita e Neamț. Gli indicatori tecnico-economici erano stati approvati con la Decisione del Governo n. 1.201/2023, e il corridoio di esproprio con la Decisione del Governo n. 1.040/2025, adottata il 27 novembre 2025 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 1119 del 4 dicembre 2025. Quella decisione ha stimato gli indennizzi in 134.132,38 migliaia di lei, denaro stanziato a carico del bilancio dello Stato attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, al capitolo 84.01 «Transporturi», cioè quello dei trasporti, nell’ambito dei programmi finanziati dal Fondo di coesione per il quadro finanziario 2021-2027.
Che cosa cambia la decisione del 28 settembre 2026 si vede in quattro punti dell’articolo I. Il primo riscrive il comma (1) dell’articolo 2 della decisione del 2025: espropriante resta lo Stato rumeno, rappresentato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, ma d’ora in poi attraverso due società, la Compagnia Nazionale di Investimenti Stradali e la Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali, e non più attraverso una sola. Gli altri tre punti aggiungono sei nuovi commi, due per ciascuno dei tre allegati con gli immobili, e ogni coppia taglia l’elenco in due intervalli di posizioni.
L’allegato n. 2, quello con gli immobili di proprietà privata, cioè l’unico in cui compaiono proprietari e importi individuali, ha 3.178 posizioni. Le posizioni 1-896 e 2.854-3.178, in tutto 1.221, passano alla Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali; le posizioni 897-2.853, cioè 1.957, restano alla Compagnia Nazionale di Investimenti Stradali. Segue l’elenco degli immobili di proprietà pubblica dello Stato, l’allegato n. 3, con 188 posizioni: 64 alla prima società, 124 alla seconda. L’ultimo, l’elenco degli immobili dei comuni e delle città, l’allegato n. 4, ha 540 posizioni: 124 alla prima, 416 alla seconda. Sommati, i tre allegati contano 3.906 posizioni, di cui 1.409 vanno alla CNAIR e 2.497 restano alla CNIR.
Letta sulla carta geografica, la ripartizione ha una logica semplice: la CNAIR prende le estremità, la CNIR conserva il mezzo. Le sei località del distretto di Mureș, da dove parte la sezione, e le due del nord del distretto di Neamț, verso Leghin, vanno alla prima società. L’attraversamento di montagna, con le cinque località di Harghita e con Grințieș, Ceahlău e Poiana Teiului di Neamț, resta alla seconda. Il comune di Pipirig compare in entrambi gli elenchi, perché il confine tra i due intervalli di posizioni cade proprio al suo interno.
L’articolo II si occupa del passaggio. La CNAIR si surroga nei diritti della CNIR come rappresentante dell’espropriante per le posizioni dell’allegato n. 2 che le sono state assegnate, dalla data di entrata in vigore della decisione. Le ricevute rilasciate dalla CEC Bank per gli indennizzi già depositati si consegnano entro 15 giorni, e i documenti redatti finora nell’ambito delle procedure di esproprio si consegnano anch’essi entro 15 giorni, sulla base di un protocollo, affinché le formalità siano portate a termine. Entrambi i termini scadono il 13 ottobre 2026.
Lo stesso giorno, nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 822, è uscito anche un atto gemello sulla stessa autostrada, la Decisione del Governo n. 771/2026. Quello riguarda la Sezione III, Leghin-Târgu-Neamț, che continua esattamente da dove si ferma la Sezione II, dal chilometro 181+195 al chilometro 211+107, e non divide nulla: integra di 51,75 migliaia di lei l’importo previsto come giusto indennizzo e aggiorna 126 posizioni dell’allegato n. 2 della Decisione del Governo n. 1.179/2023, di cui 88 sono posizioni nuove, risultate da frazionamenti.
Gli effetti che produce
Il primo effetto lo sentono 1.409 proprietari e amministratori di immobili: cambia l’istituzione con cui hanno a che fare. Chi ha un terreno o una costruzione iscritta nell’allegato n. 2 a una posizione tra 1 e 896 oppure tra 2.854 e 3.178 non discute più con la Compagnia Nazionale di Investimenti Stradali, ma con la Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali. È questa che notifica, che riceve i titoli di proprietà, che emette la decisione di esproprio e che porta il fascicolo a termine.
Il secondo effetto è che la procedura non ricomincia. I documenti redatti fino al 28 settembre 2026 si consegnano sulla base di un protocollo, e la surrogazione opera di diritto, quindi un fascicolo arrivato a metà non torna all’inizio. Le cifre dell’allegato n. 2 non si ricalcolano, gli elenchi non si riscrivono, il tracciato resta quello approvato nel 2025. Per il proprietario, l’unico cambiamento è il nome sulla carta intestata.
Il terzo effetto riguarda il calendario che percorre ogni proprietario e che resta quello della legge n. 255/2010 sull’esproprio per causa di pubblica utilità. L’espropriante notifica per iscritto l’intenzione di esproprio e affigge l’elenco degli immobili, e il proprietario ha 20 giorni di calendario per presentarsi con i titoli di proprietà. La decisione di esproprio è emessa dopo la scadenza del termine e costituisce titolo esecutivo per la consegna dell’immobile, mentre il trasferimento del diritto di proprietà opera di diritto, che il proprietario si sia presentato o no. Il pagamento avviene entro 90 giorni dalla data della decisione con cui è stabilito l’ammontare dell’indennizzo. Chi non è soddisfatto dell’importo può rivolgersi al giudice, ma l’azione non sospende il trasferimento della proprietà e non ferma l’opera.
Il quarto effetto è uno che l’atto non risolve. L’articolo 3 comma (2) della decisione del 2025 resta intatto e continua a prevedere che il ministero versi gli importi individuali su un conto di tesoreria aperto a nome della Compagnia Nazionale di Investimenti Stradali, a disposizione dei proprietari. Per le 1.221 posizioni di proprietà privata spostate all’altra società, la procedura e il conto finiscono così a due indirizzi diversi. Il passaggio disciplinato dall’articolo II copre soltanto le ricevute già rilasciate dalla CEC Bank, non i pagamenti che seguiranno.
Che cosa cambia rispetto a prima
Fino al 28 settembre 2026 il testo diceva che espropriante è lo Stato rumeno, rappresentato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture attraverso la Compagnia Nazionale di Investimenti Stradali, e basta. Una sola società, su tutti i 159,195 chilometri e su tutti e tre gli allegati. Dalla pubblicazione, la stessa posizione è occupata da due società, e la delimitazione tra loro si fa per numeri di posizione negli allegati, che sono documenti separati, non per distretti o per tratte.
Sul piano del testo, sono stati aggiunti sei commi all’articolo 2: i commi (21) e (22) per l’allegato n. 2, i commi (31) e (32) per l’allegato n. 3, i commi (5) e (6) per l’allegato n. 4. Ogni coppia nomina le località e, cosa più importante, l’intervallo di posizioni che spetta a ciascuna società. È l’unica modifica di sostanza; il resto della decisione del 2025 resta com’era.
Ciò che non è cambiato merita altrettanta attenzione. L’importo totale stimato resta di 134.132,38 migliaia di lei. Gli importi individuali restano quelli dell’allegato n. 2. Il conto su cui si versa il denaro, fissato all’articolo 3 comma (2), resta aperto a nome della Compagnia Nazionale di Investimenti Stradali. Anche l’articolo 4, che lascia il ministero, attraverso la stessa società, responsabile della veridicità dei dati di tutti e tre gli elenchi, resta intatto, benché un terzo delle posizioni sia ora amministrato da qualcun altro.
Un dettaglio merita di essere tenuto a mente: la decisione del 2025 non aveva subito finora alcuna modifica. L’atto del 28 settembre 2026 è il primo intervento su di essa dall’apertura del corridoio, il che significa che la ripartizione delle procedure tra due società è l’unico cambiamento di sostanza attraversato dal corridoio di esproprio della Sezione II.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Le estremità del corridoio finiscono alla società che amministra la rete stradale esistente e che riceverà la strada dopo l’apertura, quindi esproprio e gestione restano nelle stesse mani proprio dove l’autostrada si collega al resto della rete.
- La ripartizione è scritta per intervalli di posizioni numerate, non con formule descrittive. Un proprietario che conosce il proprio numero nell’allegato sa senza discussione chi si occupa del suo fascicolo.
- Il termine di consegna è breve ed esplicito: 15 giorni per le ricevute della CEC Bank e 15 giorni per i documenti, sulla base di un protocollo, quindi entro il 13 ottobre 2026.
- La surrogazione opera di diritto per le posizioni dell’allegato n. 2, sicché gli atti già redatti non si perdono e le procedure in corso non ricominciano da capo.
- La decisione non tocca gli importi e non riscrive gli elenchi, quindi nessuno riceve una nuova valutazione e nessuno esce o entra nel corridoio per causa sua.
Che cosa resta un problema
- Il proprietario non può sapere dall’atto in quale gruppo rientra. Gli allegati n. 1-4 della decisione del 2025 non sono usciti nell’edizione ordinaria della Gazzetta Ufficiale della Romania, ma nel numero 1119 bis, che si acquista presso il Centro per le relazioni con il pubblico della Gazzetta Ufficiale della Romania.
- L’articolo 3 comma (2) della decisione modificata resta invariato, quindi il denaro per 1.221 posizioni di proprietà privata continua ad andare su un conto aperto a nome della società che non conduce più quelle procedure.
- La surrogazione dell’articolo II comma (1) riguarda soltanto l’allegato n. 2, benché l’articolo I sposti all’altra società anche 188 posizioni degli allegati n. 3 e 4.
- Nessuna disposizione obbliga qualcuno ad avvisare i proprietari interessati che l’interlocutore è cambiato. Chi aveva un indirizzo, un numero di telefono o un fascicolo aperto presso una società lo scopre da solo.
- La decisione non fissa alcun termine per la conclusione delle procedure trasferite, quindi tra un anno non si potrà dire se la ripartizione abbia accelerato qualcosa o abbia soltanto spostato le carte.
Consigli pratici
- Scoprite il numero della posizione con cui il vostro immobile compare nell’allegato, perché è il numero, non la località, a decidere la società. Nell’allegato n. 2, le posizioni 1-896 e 2.854-3.178 spettano alla Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali, mentre le 897-2.853 restano alla Compagnia Nazionale di Investimenti Stradali; nell’allegato n. 3, le posizioni 1-29 e 154-188 vanno alla prima, le 30-153 alla seconda; nell’allegato n. 4, le posizioni 1-84 e 501-540 alla prima, le 85-500 alla seconda.
- Chiedete l’elenco al comune, se non volete comprare l’edizione bis della Gazzetta Ufficiale della Romania. La planimetria è portata a conoscenza del pubblico mediante affissione presso le sedi dei consigli locali interessati e sul sito internet dell’espropriante, e l’elenco degli immobili e dei proprietari è affisso negli stessi luoghi.
- Non depositate una seconda volta i documenti che avete già consegnato. La loro consegna tra le due società avviene sulla base di un protocollo entro il 13 ottobre 2026. Chiedete per iscritto la conferma che il fascicolo è stato ricevuto, con il numero di protocollo.
- Rispettate il termine di 20 giorni di calendario dalla notifica, entro il quale dovete presentarvi con i titoli di proprietà. La mancata presentazione non ferma l’esproprio, ma può ritardarvi il pagamento, perché l’importo viene depositato a nome del proprietario fino al chiarimento della situazione giuridica.
- Se l’indennizzo vi sembra troppo basso, incassatelo e contestatelo separatamente. L’azione giudiziaria non sospende il trasferimento del diritto di proprietà, e il ricevimento dell’importo stabilito non vi preclude il diritto di chiedere la differenza.
- Conservate la prova del deposito. La ricevuta rilasciata dalla CEC Bank è il documento che dimostra che l’importo è stato messo a vostra disposizione, e per le posizioni spostate all’altra società è proprio essa l’oggetto della consegna entro 15 giorni.
Domande frequenti
Questa decisione mi toglie il terreno adesso?
Cambia l’importo che ricevo?
Come faccio a sapere se del mio fascicolo si occupa la CNAIR o la CNIR?
In quanto tempo ricevo il denaro?
Che cosa faccio se non sono d’accordo con l’indennizzo?
Da dove viene il denaro per gli indennizzi?
Che cosa succede alla Sezione III della stessa autostrada?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- L’articolo I punti 2-4, in rapporto all’articolo 3 comma (2) della decisione modificata. L’articolo I sposta alla Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali le procedure per 1.221 posizioni di proprietà privata, ma lascia intatto l’articolo 3 comma (2) della Decisione del Governo n. 1.040/2025, che prevede che il ministero versi gli importi individuali «într-un cont de trezorerie deschis pe numele Companiei Naționale de Investiții Rutiere», cioè su un conto di tesoreria aperto a nome della società di investimenti, a disposizione dei proprietari, per il pagamento degli indennizzi. Alla domanda su chi paghi l’indennizzo per un immobile di Acățari, il testo dà due risposte: il comma (21) di nuova introduzione dice che le procedure della legge n. 255/2010, tra cui anche il pagamento, le svolge la prima società, mentre l’articolo 3 comma (2) dice che il denaro sta presso la seconda. L’articolo II comma (2) chiude soltanto il passato, cioè le ricevute già rilasciate dalla CEC Bank, e non il conto da cui si paga d’ora in avanti. L’atto gemello pubblicato lo stesso giorno sulla Sezione III mostra la formula che qui manca: là gli importi si versano sul conto della società che conduce effettivamente la procedura.
- L’articolo II comma (1). La surrogazione è limitata alle posizioni con numero d’ordine 1-896 e 2.854-3.178 dell’allegato n. 2, benché l’articolo I punti 3 e 4 sposti alla stessa società anche le posizioni con numero d’ordine 1-29 e 154-188 dell’allegato n. 3 e le posizioni con numero d’ordine 1-84 e 501-540 dell’allegato n. 4, altre 188 posizioni di proprietà pubblica. Il comma (3) dello stesso articolo II consegna i documenti per tutti e tre gli allegati, quindi l’intenzione è visibile, ma l’elencazione del comma (1) non la segue. Per quelle 188 posizioni resta aperta la domanda su chi abbia la qualità di rappresentante dell’espropriante.
Analisi della redazione
L’atto risolve un problema reale e lo risolve in modo semplice. Un corridoio di 159,195 chilometri, aperto nel 2025 a carico di una sola società, si divide tra quella che costruisce e quella che amministra la rete, e la delimitazione si fa per numeri di posizione, non con formule interpretabili. È esattamente il contrario della soluzione comoda, in cui si sarebbe scritto «sul territorio del distretto di Mureș» e si sarebbe lasciato il confine a chi legge la carta geografica. Da questo punto di vista il testo è fatto bene.
Ciò che non si vede leggendo l’atto dall’inizio alla fine è quanto sia disuguale la ripartizione. Sui nomi di località sembra una metà: otto delle sedici località del corridoio passano alla Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali. Sulle posizioni, invece, la società ne prende 1.409 su 3.906, cioè il 36,1%, e il peso varia molto da un allegato all’altro: il 38,4% degli immobili di proprietà privata, il 34,0% di quelli dello Stato e soltanto il 23,0% di quelli dei comuni e delle città. L’attraversamento di montagna, che resta all’altra società, è la parte in cui il corridoio taglia il maggior numero di particelle. Chi legge soltanto l’elenco delle località si fa un’idea sbagliata del volume di lavoro spostato.
La seconda osservazione nasce da una divisione. Le 134.132,38 migliaia di lei stimate nel 2025 per 3.178 posizioni di proprietà privata fanno una media di 42.207 lei a posizione e circa 842.567 lei per chilometro di autostrada, soltanto per il terreno che le sta sotto. La media è utile soprattutto come ordine di grandezza: con una densità simile di particelle, ciò che si sposta tra le società significa un terzo di un bilancio di indennizzi di oltre 134 milioni di lei, insieme alla responsabilità di pagarlo per tempo, il che va molto oltre una semplice consegna di fascicoli.
La terza osservazione riguarda il rapporto tra i termini imposti e quelli assunti. Le due società ricevono 15 giorni per consegnarsi a vicenda le carte, mentre il proprietario, nella procedura di base, ha 20 giorni di calendario dalla notifica per presentarsi con i titoli. Tra la decisione che ha aperto il corridoio, adottata il 27 novembre 2025, e quella che stabilisce chi se ne occupa, adottata il 24 settembre 2026, sono passati 301 giorni, durante i quali le procedure erano già avviate. L’atto non si fissa alcun termine di conclusione. La fretta si chiede a chi riceve la carta, non a chi la scrive.
L’ultima osservazione è piccola, ma dice qualcosa sull’attenzione con cui il testo è stato redatto: il comma (6) di nuova introduzione colloca la località di Sărățeni tra quelle «del distretto di Harghita», benché la stessa decisione la assegni al distretto di Mureș nel titolo, nel comma (1) dell’articolo 2 e nei commi (21), (31) e (5). Qui non si perde nulla, perché gli intervalli di posizioni decidono da soli, ma un elenco che contraddice il proprio titolo alla quarta rilettura non ispira fiducia in un atto che ripartisce 3.906 fascicoli.
Che cosa andrebbe cambiato
- Che il conto segua la procedura. L’articolo 3 comma (2) della decisione del 2025 andrebbe diviso tra le due società, esattamente come fa l’atto gemello sulla Sezione III. In pratica, i 1.221 proprietari trasferiti saprebbero da chi ricevono il denaro, e la società che conduce la procedura non dipenderebbe più da un conto aperto a nome di un’altra.
- Che la surrogazione copra tutti e tre gli allegati. L’elencazione dell’articolo II comma (1) andrebbe completata con le posizioni degli allegati n. 3 e 4, come fa il comma (3) dello stesso articolo. Effetto pratico: le 188 posizioni di proprietà pubblica passerebbero senza discussione, e un notaio o un giudice non avrebbero più nulla da interpretare.
- Che la responsabilità segua la ripartizione. L’articolo 4 della decisione del 2025 lascia la responsabilità per la veridicità dei dati di tutti e tre gli elenchi alla stessa società, benché un terzo delle posizioni sia ora amministrato altrove. Ciascuna società dovrebbe rispondere dell’elenco che gestisce, altrimenti un errore di identificazione di un immobile ha due gestori, ma nessun responsabile.
- Una notifica scritta a chi è toccato dal cambiamento. L’atto sposta 1.409 fascicoli senza obbligare nessuno ad avvisare i proprietari. Un’informazione nello stesso termine di 15 giorni in cui si consegnano i documenti costerebbe quanto una busta e risparmierebbe alle persone viaggi allo sportello sbagliato.
- Che gli allegati siano accessibili senza pagamento. La posizione nell’allegato decide con chi ha a che fare il proprietario, e gli allegati n. 1-4 si acquistano presso il Centro per le relazioni con il pubblico della Gazzetta Ufficiale della Romania, come edizione bis. La loro pubblicazione sul sito dell’espropriante, accanto alla planimetria che vi è già affissa, renderebbe la ripartizione un’informazione verificabile da casa.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 821 del 28 settembre 2026, pagine 2-3 16 pagine PDF, 123 KB l'atto inizia a pagina 2
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
