In breve

  • Lo Stato prende altri 127.863 metri quadrati per la ferrovia Caransebeș-Timișoara-Arad e paga 4.699.105,39 lei. Si tratta di 362 posizioni di proprietà privata, in dodici località dei distretti di Caraș-Severin, Timiș e Arad. Aggiungendo i terreni pubblici prelevati con gli allegati n. 3 e n. 4, il sito chiamato «aggiuntivo» arriva a 175.608 metri quadrati, ossia 17,6 ettari.
  • Metà dei proprietari riceve meno di 1.000 lei. L’indennizzo mediano è di 901,34 lei, 55 posizioni prendono meno di 100 lei e la somma più piccola dell’elenco è di 2,29 lei. All’altro capo, le prime dieci posizioni raccolgono 2.439.790,02 lei, ossia il 51,9% di tutto il denaro.
  • Un quinto degli indennizzi torna allo Stato e ai comuni. Otto posizioni appartengono alle società ferroviarie statali e valgono 661.278,79 lei, mentre 42 sono iscritte a nome di comuni o della città di Arad, come patrimonio privato, e valgono 311.801,51 lei. L’annotazione «proprietar neidentificat», cioè proprietario non identificato, compare in 47 posizioni, che sommano 694.791,13 lei.
Atto: Decisione del Governo n. 744/2026 sull’approvazione dell’avvio delle procedure di esproprio di tutti gli immobili di proprietà privata, sull’approvazione dell’elenco degli immobili di proprietà pubblica dello Stato e dell’elenco degli immobili di proprietà pubblica delle unità amministrativo-territoriali, situati sul sito aggiuntivo che costituisce il corridoio di esproprio dell’opera di pubblica utilità di interesse nazionale «Modernizarea liniei feroviare Caransebeș-Timișoara-Arad»
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial), Parte I, n. 810 del 24 settembre 2026, pagine 2-23
Entrata in vigore: 24 settembre 2026, data della pubblicazione, poiché le decisioni del Governo non hanno il termine di tre giorni previsto per le leggi e le ordinanze

Il Governo ha adottato il 18 settembre 2026 una decisione che estende il corridoio di esproprio della modernizzazione della ferrovia Caransebeș-Timișoara-Arad, e il testo è comparso il 24 settembre 2026 nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Il meccanismo è quello applicato un giorno prima anche al sito aggiuntivo di Azuga e Bușteni: il Governo approva un sito nuovo, iscrive in un elenco gli immobili privati che vi si trovano, fissa una somma per ciascuno e diventa proprietario in qualche settimana. Il fondamento è l’art. 11 comma (6) della legge n. 255/2010, il testo che consente di riaprire la procedura quando il sito dell’opera si modifica dopo la revisione dello studio di fattibilità o dopo la definizione del progetto tecnico. L’articolo 1 della decisione dice espressamente da dove viene il cambiamento: il sito aggiuntivo è quello risultato «conform variantei finale a studiului de fezabilitate», cioè secondo la variante finale dello studio di fattibilità.

La linea Caransebeș-Timișoara-Arad ha 162 chilometri e fa parte del ramo meridionale del corridoio paneuropeo IV. Gli indicatori tecnico-economici dell’opera sono stati approvati con la Decisione del Governo n. 412/2021, e l’espropriante è lo Stato romeno, rappresentato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, attraverso la Compagnia Nazionale delle Ferrovie CFR. Le dodici località toccate adesso sono Caransebeș, Păltiniș, Constantin Daicoviciu e Sacu nel distretto di Caraș-Severin, Găvojdia, Dudeștii Noi, Sânandrei e Orțișoara nel distretto di Timiș, Vinga, Șagu, Arad e Vladimirescu nel distretto di Arad.

La somma è scritta all’articolo 3 arrotondata in migliaia di lei: 4.700. La somma dei 362 valori individuali dell’allegato n. 2 dà 4.699.105,39 lei, esattamente il totale stampato in fondo all’elenco, quindi l’arrotondamento nel corpo della decisione lascia un’eccedenza di 894,61 lei. Il denaro viene dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, ma non da una voce di spesa propria: il capitolo è 84.01 «Transporturi», cioè trasporti, il titolo è 56 «Proiecte cu finanțare din fonduri externe nerambursabile (FEN) postaderare», cioè progetti finanziati da fondi esterni non rimborsabili post-adesione, e l’articolo di bilancio è 56.48, i programmi finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale per il quadro finanziario 2021-2027.

Dei 4.699.105,39 lei, 3.534.286,57 vanno sul terreno e 1.164.818,82 sulle costruzioni, cioè quasi un quarto del denaro per 586 metri quadrati di superficie lorda e 510 metri di costruzioni misurate in lunghezza, in genere recinzioni. Per distretti, le posizioni più numerose sono ad Arad, 149, con 55.616 metri quadrati e 2.068.123,38 lei; segue Timiș, con 144 posizioni, 33.393 metri quadrati e 1.472.017,06 lei, poi Caraș-Severin, con 69 posizioni, 38.854 metri quadrati e 1.158.964,95 lei.

La planimetria del sito, cioè l’allegato n. 1, non è stata pubblicata. Una nota a piè di pagina dice che la mappa viene comunicata su richiesta dalla Compagnia Nazionale delle Ferrovie CFR, e attribuisce l’«imposibilitatea publicării», cioè l’impossibilità della pubblicazione, a «impedimente de natură tehnico-redacțională», cioè a impedimenti di natura tecnico-redazionale. L’articolo 5 obbliga comunque l’espropriante ad affiggere le planimetrie presso le sedi dei consigli locali e sulla propria pagina internet.

Gli effetti che produce

Dal 24 settembre 2026, i 362 immobili dell’allegato n. 2 sono in procedura di esproprio. La Compagnia Nazionale delle Ferrovie CFR emette le decisioni di esproprio, deposita le somme a nome dei proprietari e iscrive il corridoio nel libro fondiario. Il proprietario che accetta la somma la incassa; chi non l’accetta può contestarla in giudizio, senza che questo fermi l’opera, perché il trasferimento del diritto di proprietà non dipende dal suo consenso.

Il denaro non parte subito. L’articolo 3 comma (2) dice che il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture versa le somme su un conto di tesoreria aperto a nome della società ferroviaria «în termen de cel mult 30 de zile de la data solicitării acestora», cioè entro non più di 30 giorni dalla data della loro richiesta. Il termine decorre dunque dalla domanda dell’espropriante, e la decisione non fissa alcun termine per la presentazione di quella domanda né alcun termine per il pagamento effettivo al proprietario.

Gli allegati n. 3 e n. 4 producono un altro tipo di effetto. Con essi entrano nel corridoio 13.051 metri quadrati di proprietà pubblica dello Stato, in 20 posizioni, e 34.694 metri quadrati di proprietà pubblica delle unità amministrativo-territoriali, in 86 posizioni. Qui non si paga nulla: sono trasferimenti all’interno della proprietà pubblica. La parte più estesa dei terreni dello Stato è amministrata dall’Agenzia nazionale per le bonifiche e dalle amministrazioni dei bacini idrografici, cioè i vecchi canali e argini che attraversano la linea, mentre dei terreni dei comuni 65 posizioni con 24.385 metri quadrati sono strade comunali.

Per 47 posizioni, lo Stato non sa a chi paga. La nota a piè di pagina dell’allegato n. 2 dice che i nomi dei proprietari «vor fi identificate ulterior», cioè saranno identificati successivamente, senza fissare un termine e senza prevedere alcuna forma di ricerca pubblica. Le 47 posizioni valgono 19.823 metri quadrati e 694.791,13 lei, ossia il 14,8% degli indennizzi, somme che restano bloccate sul conto finché non si presenta qualcuno a chiederle.

Che cosa cambia rispetto a prima

La decisione non è la prima estensione del corridoio di questa linea. Il 30 dicembre 2025 il Governo aveva adottato la Decisione n. 1.168/2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 1221 del 31 dicembre 2025, anch’essa per un «sito aggiuntivo» della modernizzazione Caransebeș-Timișoara-Arad, sempre in base all’art. 5 comma (1) e (11) e all’art. 11 comma (6) della legge n. 255/2010. Quella decisione copriva altre sette località del distretto di Timiș, Lugoj, Coșteiu, Belinț, Topolovățu Mare, Recaș, Remetea Mare e Ghiroda, con indennizzi di 3.860 migliaia di lei. Messe una accanto all’altra, le due decisioni aggiungono 8,56 milioni di lei di indennizzi supplementari sulla stessa linea in nove mesi.

Il preambolo della decisione di adesso non menziona quella del dicembre 2025 e non rinvia a nessun atto che avrebbe approvato il corridoio iniziale. Il lettore che vuole sapere di quanto è cresciuto il sito rispetto alla forma approvata la prima volta non ha da dove partire: l’unico atto citato è quello con gli indicatori tecnico-economici, la Decisione del Governo n. 412/2021.

Il confronto con l’altro sito aggiuntivo della settimana mostra quanto diversamente costi la terra. Ad Azuga e Bușteni, 134.890 metri quadrati sono stati valutati 23.087.988,44 lei, ossia 171,17 lei per metro quadrato. Qui, una superficie quasi identica, 127.863 metri quadrati, costa 4.699.105,39 lei, ossia 36,75 lei per metro quadrato, 4,7 volte meno. La differenza è data da ciò che si attraversa: là, cortili e costruzioni nel centro abitato di due località turistiche di montagna, qui, terreno arabile della pianura del Banato.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Tutte e tre le categorie di terreno, privato, pubblico dello Stato e pubblico dei comuni, sono risolte con un unico atto, quindi il corridoio si può iscrivere nel libro fondiario in una sola volta, senza aspettare altre decisioni.
  • I totali si chiudono all’ultimo centesimo: la somma dei 362 indennizzi individuali dà esattamente il valore stampato in fondo all’allegato n. 2, e anche le superfici degli allegati n. 3 e n. 4 coincidono con i loro totali.
  • Il denaro è già stanziato in bilancio, su una voce identificata fino al livello dell’articolo, non promesso da una futura manovra correttiva.
  • L’atto attesta, nella nota a piè di pagina dell’allegato n. 2, che sul sito non sono stati individuati luoghi di culto, monumenti o siti storici, cioè le situazioni in cui l’esproprio avrebbe richiesto una legge e non una decisione del Governo.
  • Per le 47 posizioni senza proprietario noto il denaro è comunque previsto, quindi chi dimostra il proprio diritto più tardi ha da dove essere pagato.

Che cosa resta un problema

  • Metà dell’elenco riceve somme simboliche. La mediana dell’elenco è di 901,34 lei, e 55 posizioni prendono meno di 100 lei, con tutto l’apparato di notifica, valutazione, decisione e iscrizione messo in moto per ciascuna.
  • Il prezzo per metro quadrato varia di 240 volte nello stesso atto, da 1,38 lei per gli alvei di Sacu a 331,38 lei per l’arabile nel centro abitato di Sânandrei, senza che alcun criterio compaia nel testo pubblicato.
  • Le relazioni di stima su cui si basano le somme non vengono pubblicate, quindi il proprietario non può confrontare il proprio indennizzo con la regola secondo cui è stato calcolato.
  • La planimetria del sito, l’allegato n. 1, manca dalla Gazzetta Ufficiale della Romania, e chi vuole vedere dove passa il corridoio deve chiedere la mappa alla società ferroviaria o andare in comune.
  • È la seconda estensione dello stesso corridoio in nove mesi, e una parte dei proprietari entra per la seconda volta in una procedura che credeva conclusa.

Consigli pratici

  1. Verificate se il vostro immobile è nell’elenco. L’allegato n. 2 si legge nell’edizione ufficiale in PDF, allegata alla fine dell’articolo, alle pagine 4-18. Cercate per nome della località, poi per numero catastale oppure per foglio e particella, non per nome, perché 47 posizioni sono iscritte senza proprietario.
  2. Se trovate il terreno, ma alla voce del proprietario è scritto «proprietar neidentificat», cioè proprietario non identificato, andate con i titoli di proprietà in comune e all’ufficio del catasto. La somma è già prevista nell’allegato e vi spetta, ma nessuno vi cerca.
  3. Chiedete la planimetria del sito. La planimetria non è stata pubblicata, però l’articolo 5 obbliga l’espropriante ad affiggerla presso la sede del consiglio locale e sulla propria pagina internet, e la nota a piè di pagina dice che viene comunicata su richiesta dalla Compagnia Nazionale delle Ferrovie CFR.
  4. Confrontate la superficie espropriata con la superficie totale dei titoli, sono entrambe in tabella. Se della particella resta una striscia inutilizzabile, chiedete l’esproprio totale nella procedura amministrativa, prima di firmare l’accettazione della somma.
  5. Non firmate l’accettazione dell’indennizzo se non siete d’accordo. Contestare la somma in giudizio non ferma l’opera e non vi fa perdere il diritto al denaro già depositato, ma l’accettazione scritta chiude la discussione.
  6. Se sul terreno avete una costruzione o una recinzione, controllate le colonne delle costruzioni in tabella. Le recinzioni compaiono in metri lineari e sono pagate 230, 280 o 400 lei il metro, a seconda della posizione, mentre gli edifici compaiono in metri quadrati di superficie lorda.
  7. Conservate una copia della pagina della Gazzetta Ufficiale della Romania in cui compare la vostra posizione. È l’unico documento pubblico che attesta la somma stimata dall’espropriante e vi serve come punto di partenza in un’eventuale contestazione.

Domande frequenti

Quando perdo il diritto di proprietà?
Il trasferimento avviene nella procedura prevista dalla legge n. 255/2010, dopo l’emissione della decisione di esproprio da parte della Compagnia Nazionale delle Ferrovie CFR e il deposito della somma a nome del proprietario, non alla data della pubblicazione della decisione. La decisione in sé, pubblicata il 24 settembre 2026, approva soltanto il sito, l’elenco e il denaro.
Quanto ricevo per un metro quadrato?
Dipende dalla località, dalla posizione rispetto al paese o alla città e dalla categoria d’uso. In questo atto i prezzi vanno da 1,38 lei per metro quadrato per gli alvei d’acqua fuori dal centro abitato del comune di Sacu fino a 331,38 lei per il terreno arabile nel centro abitato del comune di Sânandrei. La media fuori dal centro abitato è di 4,68 lei per metro quadrato, quella nel centro abitato di 62,67 lei.
Che cosa significa «proprietar neidentificat»?
Che l’immobile compare nei registri del comune, ma il nome del proprietario non è stato possibile stabilirlo da essi. La posizione resta nell’elenco, con la superficie e la somma calcolate, e la nota a piè di pagina dice che i nomi «vor fi identificate ulterior», cioè saranno identificati successivamente. Il denaro è previsto e resta depositato finché qualcuno non dimostra il proprio diritto.
Il mio comune perde strade comunali. Viene indennizzato?
No. I terreni dell’allegato n. 4 sono proprietà pubblica delle unità amministrativo-territoriali e passano nel corridoio senza indennizzo, perché il trasferimento avviene all’interno della proprietà pubblica. Sono 86 posizioni e 34.694 metri quadrati, di cui 65 posizioni con 24.385 metri quadrati sono strade.
Perché non trovo la mappa del sito nella Gazzetta Ufficiale della Romania?
L’allegato n. 1 non è entrato nell’edizione. La sua nota a piè di pagina invoca «impedimente de natură tehnico-redacțională», cioè impedimenti di natura tecnico-redazionale, e indica come depositaria la Compagnia Nazionale delle Ferrovie CFR, che la comunica su richiesta. L’articolo 5 obbliga l’espropriante ad affiggere le planimetrie sia presso le sedi dei consigli locali, sia su internet.
Che cosa succede se non sono d’accordo con la somma?
Potete contestare l’ammontare dell’indennizzo in giudizio, alle condizioni della legge n. 255/2010. La contestazione riguarda soltanto la somma, non anche la misura dell’esproprio, e l’opera continua nel frattempo. La somma non contestata resta a vostra disposizione.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • Allegato n. 2, posizioni 249 e 278: lo stesso numero catastale per due immobili diversi, nello stesso comune. La posizione 249 iscrive il numero catastale 311063 a nome di Filip Viorica, foglio 44, particella 255/38, di un immobile di 39.627 metri quadrati, con 43 metri quadrati espropriati e 186,34 lei. La posizione 278 iscrive lo stesso numero catastale 311063 a nome di S.C. Fox Impex S.R.L., foglio 360, particella 2756/36, di un immobile di 36.000 metri quadrati, con 6 metri quadrati espropriati e 45,88 lei. Entrambe sono nel comune di Șagu, distretto di Arad, e all’interno della stessa unità amministrativo-territoriale un numero catastale identifica un solo immobile. Il numero catastale è il dato in base al quale si emette la decisione di esproprio e si fa l’iscrizione nel libro fondiario, quindi una delle due posizioni non può essere eseguita così com’è scritta.
  • La stessa descrizione del proprietario porta, in due allegati, a due regimi opposti. Nell’allegato n. 2, le posizioni 93-96 del comune di Găvojdia portano nella colonna del proprietario, nella stessa riga, sia il nome del comune come titolare del patrimonio privato, sia l’annotazione di proprietario non identificato; esse ricevono indennizzi, in totale 1.277,38 lei per 447 metri quadrati. Nell’allegato n. 4, le posizioni 4 e 6 di Constantin Daicoviciu, la posizione 20 di Sacu e la posizione 23 di Găvojdia sono descritte allo stesso modo, il comune più l’annotazione di proprietario non identificato, ma sono iscritte nel patrimonio pubblico e non ricevono nulla, pur sommando 513 metri quadrati. Le due qualificazioni si escludono, perché un bene che si trova nel patrimonio pubblico del comune ha un proprietario identificato, e l’atto non mostra né in base a quale criterio le posizioni siano state ripartite tra i due allegati, né che cosa succeda a quelle dell’allegato n. 4 se il proprietario si presenta. La nota a piè di pagina che promette l’identificazione successiva è scritta soltanto sotto l’allegato n. 2 e non si ripete sotto l’allegato n. 4.
  • Nota a piè di pagina dell’allegato n. 2: l’elencazione ripresa dall’art. 7 comma (4) della legge n. 33/1994 omette i cimiteri. La nota attesta che «nu au fost identificate terenuri care fac parte din categoria prevăzută la art. 7 alin. (4) din Legea nr. 33/1994 […], respectiv: lăcașuri de cult, monumente, ansambluri și situri istorice, alte așezăminte de valoare națională deosebită ori localități urbane sau rurale în întregime», cioè che non sono stati individuati terreni appartenenti alla categoria prevista da quell’articolo, ossia luoghi di culto, monumenti, complessi e siti storici, altri insediamenti di particolare valore nazionale oppure località urbane o rurali nella loro interezza. Il testo della legge elenca «lăcașuri de cult, monumente, ansambluri și situri istorice, cimitire, alte așezăminte de valoare națională deosebită ori localități urbane sau rurale în întregime», cioè aggiunge i cimiteri dopo i siti storici. La categoria è definita per rinvio e subito dopo ristretta, e dall’attestazione non si può stabilire se i cimiteri siano stati verificati. La posta in gioco non è formale: per i beni di quella categoria la dichiarazione di pubblica utilità si fa con legge, non con decisione del Governo.

Analisi della redazione

L’osservazione che non si vede leggendo l’atto dall’inizio alla fine appare solo quando lo si mette accanto alla Gazzetta Ufficiale della Romania del 31 dicembre 2025. Là, la Decisione del Governo n. 1.168/2025 approvava un altro «sito aggiuntivo» della stessa linea Caransebeș-Timișoara-Arad, per Lugoj, Coșteiu, Belinț, Topolovățu Mare, Recaș, Remetea Mare e Ghiroda, con 3.860 migliaia di lei, in base agli stessi tre testi della legge n. 255/2010. In nove mesi, la stessa opera ha prodotto due decisioni di integrazione del corridoio e 8,56 milioni di lei di indennizzi supplementari. Nessuna delle due cita l’altra e nessuna rinvia alla decisione che ha approvato il corridoio iniziale. Chi oggi vuole sapere quanto terreno ha raccolto il progetto in totale, e con quanto denaro, deve sommare da sé tre atti che nulla lega tra loro.

La seconda osservazione esce dall’ordinamento dell’elenco per prezzo. La griglia ha quasi cinquanta combinazioni di località, posizione rispetto al paese e categoria d’uso, e all’interno di ciascuna la tariffa si ripete identica da una posizione all’altra, il che indica una stima fatta per classi, non per immobile. Due risultati spiccano. A Șagu, per il terreno arabile fuori dal centro abitato, sedici posizioni ricevono 4,33 lei per metro quadrato e sei posizioni ricevono 7,65 lei, il 77% in più; la rottura cade esattamente nel passaggio dai fogli verso il paese al foglio 360, quello attaccato al confine della città di Arad, dove la tariffa è anch’essa 7,65. A Sânandrei, il terreno arabile nel centro abitato prende 331,38 lei per metro quadrato, mentre i cortili e le costruzioni dello stesso centro abitato prendono 152,94, quindi la terra da arare è pagata 2,17 volte più cara del terreno sotto un edificio, nello stesso comune. La spiegazione può esistere nelle relazioni di stima, ma le relazioni non vengono pubblicate e dall’atto non si può dedurre.

La terza osservazione riguarda il rapporto tra sforzo amministrativo e somme mosse. Delle 362 posizioni, 167 hanno meno di 100 metri quadrati e 118 meno di 50. La somma mediana è di 901,34 lei, 190 posizioni prendono meno di 1.000 lei e raccolgono insieme 60.154,12 lei, ossia l’1,3% del totale, mentre 55 posizioni prendono meno di 100 lei e raccolgono 2.157,15 lei, con una media di 39 lei ciascuna. L’indennizzo più piccolo dell’elenco è di 2,29 lei. Per ciascuno di questi fascicoli si fa una stima, si emette una decisione, si notifica il proprietario, si redige la documentazione catastale e si opera nel libro fondiario, e il costo di questi passaggi supera di molto la somma pagata. All’estremo opposto, dieci posizioni concentrano il 51,9% del denaro, e trentasei posizioni, ossia il 10% dell’elenco, concentrano l’82%.

Infine, la struttura dei beneficiari merita di essere detta, perché non si vede da nessun totale. Otto posizioni dell’elenco di proprietà privata appartengono alle società ferroviarie statali, la Compagnia Nazionale delle Ferrovie CFR e la S.N.T.F.M. CFR Marfă, e valgono 661.278,79 lei, ossia il 14,1% dello stanziamento; sono terreni del loro patrimonio privato, quindi lo Stato, attraverso il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, paga 661 migliaia di lei a società che lo Stato stesso controlla, per un’opera che è loro. Altre 42 posizioni sono iscritte a nome di comuni o della città di Arad, come patrimonio privato, e valgono 311.801,51 lei. Insieme, 973.080,30 lei, ossia il 20,7% degli indennizzi, restano nella sfera pubblica, mentre attraverso gli allegati n. 3 e n. 4 le stesse istituzioni cedono gratuitamente 47.745 metri quadrati. Alle persone fisiche spettano 212 posizioni e 2.326.852,92 lei, ossia il 49,5%, meno della metà della somma che l’atto chiama indennizzo. Ciò che in questo atto riesce bene è l’aritmetica: tutte e sei le colonne con i totali dell’allegato n. 2 si chiudono al centesimo, così come le superfici degli allegati n. 3 e n. 4, e i rinvii alla legge n. 255/2010 e alla Decisione del Governo n. 53/2011 portano dove devono.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Ogni decisione di sito aggiuntivo dovrebbe citare quelle precedenti, per la stessa opera. Una riga nel preambolo che rinvii alla Decisione del Governo n. 1.168/2025 e alla decisione del corridoio iniziale mostrerebbe a prima vista di quanto è cresciuto il progetto e renderebbe verificabile la somma totale spesa per l’esproprio.
  • La griglia di stima dovrebbe essere pubblicata insieme all’allegato. Finché resta non pubblicata, un proprietario di Șagu non può sapere perché il suo vicino di fronte prende 7,65 lei per metro quadrato e lui 4,33, e non ha nulla da contestare oltre alla propria somma.
  • Per le posizioni sotto una soglia di valore dovrebbe essere prevista una procedura semplificata. Cinquantacinque posizioni di questo atto valgono insieme 2.157 lei, meno di quanto costa istruire i loro fascicoli; un pagamento forfettario con un solo atto risparmierebbe sia l’amministrazione, sia le persone.
  • Il termine di 30 giorni dovrebbe essere legato alla pubblicazione della decisione, non alla domanda dell’espropriante. Oggi il proprietario perde l’immobile a una data calcolabile dalla legge, mentre lo Stato inizia a contare i 30 giorni da un atto che emette quando vuole.
  • L’annotazione «proprietar neidentificat» dovrebbe essere accompagnata da un termine di ricerca e da una pubblicazione nominativa delle posizioni. Sono 47 posizioni e 694.791,13 lei; nella forma attuale il denaro resta bloccato senza che nessuno sia obbligato a cercare il proprietario entro un intervallo determinato.
  • La planimetria del sito dovrebbe essere pubblicata, almeno come file allegato all’edizione elettronica. Una planimetria che non sta nella pagina stampata sta in un PDF, e gli «impedimente de natură tehnico-redacțională» non spiegano più nulla quando la Gazzetta Ufficiale della Romania si legge comunque sullo schermo.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 810 del 24 settembre 2026 32 pagine PDF, 208 KB l'atto inizia a pagina 2

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.