In breve
- Lo Stato prende altri 134.890 metri quadrati ad Azuga e Bușteni e paga 23.087.988,44 lei. Sono 168 immobili di proprietà privata, iscritti in un elenco separato da quello del corridoio approvato quattordici mesi fa. Il sito chiamato «aggiuntivo» è più grande di quello iniziale: sul lato privato, 134.890 metri quadrati contro 104.059.
- Quasi un quarto del denaro torna ai comuni. Ventidue posizioni dell’elenco appartengono al patrimonio privato delle città di Azuga e Bușteni, sommano 35.435 metri quadrati e 5.623.076 lei, ossia il 24,4% del totale degli indennizzi. Altre 44 posizioni portano la dicitura «proprietario non identificato».
- Il prezzo dipende dalla città, non dal terreno. Per la stessa categoria, cortili e costruzioni nel centro abitato, l’allegato dà 147,20 lei al metro quadrato ad Azuga e 320,60 oppure 436,25 lei a Bușteni. Le due città sono vicine, e la strada che si costruisce le collega.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 807 del 23 settembre 2026, con gli allegati n. 1-4 nel n. 807 bis dello stesso giorno
Entrata in vigore: 23 settembre 2026, alla data della pubblicazione, poiché le decisioni del Governo non hanno il termine di tre giorni previsto per le leggi e le ordinanze
Il Governo ha adottato il 18 settembre 2026 la seconda decisione di esproprio per la stessa strada della Valle della Prahova, e il suo testo è uscito il 23 settembre 2026 nella Gazzetta Ufficiale della Romania. La procedura è quella consueta, la stessa usata anche per i lavori di conservazione del Lacul Roșu, adottati nella stessa seduta di governo: lo Stato approva un sito, iscrive in un elenco gli immobili privati che vi si trovano, fissa una somma per ciascuno e diventa proprietario nel giro di poche settimane. La novità sta nelle dimensioni dell’elenco. Il corridoio approvato nel luglio 2025 comprendeva 121 immobili privati e 104.059 metri quadrati. Il sito aggiuntivo approvato adesso comprende 168 immobili e 134.890 metri quadrati, il 29,6% in più rispetto alla prima volta.
L’opera si chiama «Acces rutier complementar descărcare A3 Azuga-Bușteni» ed è, di fatto, la circonvallazione delle due città di montagna del distretto di Prahova. Misura circa 9,5 chilometri, dovrà togliere il traffico di transito dalla DN 1, e il valore totale dell’investimento supera gli 843 milioni di lei IVA inclusa. L’espropriante è lo Stato romeno, rappresentato dal Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, tramite la Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali, abbreviata in CNAIR. Le planimetrie topografiche dell’allegato n. 1 portano però un altro committente, il Consiglio distrettuale di Prahova, che ha ordinato il rilievo e lo ha collaudato nel maggio 2026.
La somma che la decisione mette da parte è scritta all’articolo 3 in forma arrotondata, in migliaia di lei: 23.088. La somma dei 181 valori individuali dell’allegato n. 2 dà 23.087.988,44 lei, esattamente il totale stampato in calce all’elenco, quindi l’arrotondamento nel corpo della decisione è per eccesso di 11,56 lei. Il denaro viene dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, ma non da una linea di spese proprie: il capitolo è 84.01 «Transporturi», il titolo 56 «Proiecte cu finanțare din fonduri externe nerambursabile (FEN) postaderare», ossia progetti con finanziamento da fondi esterni non rimborsabili post adesione, e l’articolo di bilancio è 56.48, i programmi finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale per il quadro finanziario 2021-2027.
Gli allegati non sono entrati nell’edizione ordinaria e sono stati pubblicati separatamente, su 96 pagine, nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 807 bis del 23 settembre 2026. Il primo ha 85 tavole in scala 1:500 e 1:1000, l’allegato n. 2 è l’elenco degli immobili privati, l’allegato n. 3 comprende 11 immobili di proprietà pubblica dello Stato con 68.805 metri quadrati e l’allegato n. 4 comprende 13 immobili di proprietà pubblica delle città di Azuga e Bușteni con 14.199 metri quadrati. Il terreno aggiunto adesso somma, compresi gli immobili pubblici, 217.894 metri quadrati, ossia quasi 22 ettari.
Gli effetti che produce
La decisione non trasferisce essa stessa la proprietà. Apre la procedura della legge n. 255/2010, e dalla pubblicazione parte un calendario con termini fissi, ripartiti in modo diseguale tra il proprietario e lo Stato. La CNAIR notifica i proprietari e affigge l’elenco presso il comune e sulla propria pagina internet. Da quel momento il proprietario ha 30 giorni lavorativi per presentarsi presso la sede dell’espropriante con i documenti di proprietà, secondo l’art. 8 comma (2). Cinque giorni lavorativi dopo la scadenza di quel termine, l’espropriante emette la decisione di esproprio, secondo l’art. 9 comma (1), e l’art. 9 comma (3) dice chiaramente che la decisione viene emessa anche se il proprietario non si è presentato o se non si è raggiunto alcun accordo. Il trasferimento del diritto di proprietà opera di diritto alla data di emissione della decisione, dopo il deposito delle somme.
Sul lato del denaro, i termini corrono in altro modo. Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture versa le somme su un conto di tesoreria aperto a nome della CNAIR entro 30 giorni, ma non dalla pubblicazione della decisione, bensì dall’approvazione della richiesta di apertura di crediti, come prevede l’art. 4 comma (8) delle Norme metodologiche approvate con la Decisione del Governo n. 53/2011. Quella richiesta non ha essa stessa un termine. Più avanti, il proprietario ha 10 giorni dalla presa di conoscenza pubblica per depositare la domanda di pagamento e 15 giorni per integrare la documentazione richiesta, mentre la commissione di verifica del diritto di proprietà viene nominata entro cinque giorni dall’emissione della decisione di esproprio. Il pagamento effettivo avviene entro 90 giorni dalla decisione della commissione. Chi non è soddisfatto della somma può rivolgersi al giudice entro il termine ordinario di prescrizione, ma l’impugnazione non sospende né il trasferimento della proprietà né i lavori.
Il terzo effetto riguarda gli immobili pubblici. L’allegato n. 3 toglie dall’uso corrente 68.805 metri quadrati di proprietà pubblica dello Stato: un tratto della DN 1 gestito dalla CNAIR, l’alveo del fiume Prahova e del torrente Jepilor, gestiti dall’Amministrazione Nazionale «Apele Române», terreni ferroviari in concessione alla Compagnia Nazionale delle Ferrovie CFR e 350 metri quadrati di bosco gestito da Romsilva. Lo stesso accade, con l’allegato n. 4, a 14.199 metri quadrati del patrimonio pubblico delle due città, in gran parte strade. Per nessuna di queste due categorie la decisione prevede indennizzi, perché il trasferimento avviene tra enti pubblici.
Infine, l’atto ha un effetto che si vede soltanto aprendo l’elenco. Quarantaquattro delle 168 posizioni portano la dicitura «proprietario non identificato», e la nota a piè di pagina dell’allegato le elenca tutte, dalla posizione 1 alla posizione 164. Per esse il denaro viene comunque depositato, e i nomi si cercano soltanto dopo, per poter completare le documentazioni. In pratica, la proprietà passa allo Stato prima che lo Stato sappia da chi l’ha presa.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il corridoio iniziale è stato approvato con la Decisione del Governo n. 585/2025 del 14 luglio 2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 681 del 21 luglio 2025. Lì l’allegato n. 2 aveva 121 posizioni, 104.059 metri quadrati e un totale di 23.241.424 lei. Nell’allegato n. 3 erano iscritti 89.411 metri quadrati di proprietà pubblica dello Stato, e l’allegato n. 4 aveva 22.395 metri quadrati appartenenti alle due città. Il corridoio iniziale sommava 215.865 metri quadrati.
Il confronto con l’atto del 23 settembre 2026 dà un risultato inatteso. Il sito aggiuntivo ha 217.894 metri quadrati, quindi 2.029 in più di quello che va a completare. Sul lato privato, l’unico che viene pagato, la differenza è ancora più netta: 134.890 metri quadrati adesso, contro 104.059 allora. La somma resta quasi invariata, 23.087.988,44 lei contro 23.241.424, perché nel nuovo elenco entra molto terreno a buon mercato: 37.327 metri quadrati di bosco fuori dal centro abitato, valutati 18,39 lei al metro quadrato ad Azuga e 23,65 lei a Bușteni. Nel complesso, le due decisioni tolgono alla proprietà privata 289 immobili, 238.949 metri quadrati e 46.329.412,44 lei.
Lo stesso tipo di decisione è stato adottato anche per una ferrovia, con superfici e somme molto più contenute: il sito aggiuntivo tra Caransebeș e Arad aggiunge 362 posizioni private, e l’indennizzo mediano è di 901 lei.
È cambiato anche il fondamento giuridico. La decisione del 2025 era stata adottata soltanto in base all’art. 5 commi (1) e (11) della legge n. 255/2010. Quella del 2026 aggiunge l’art. 11 comma (6), il testo che consente di aggiornare i dati di identificazione degli immobili quando il sito dell’opera cambia dopo la revisione dello studio di fattibilità. Lo stesso art. 11 è stato nel frattempo amputato: con la Sentenza n. 482/2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 186 del 4 marzo 2025, la Corte costituzionale ha dichiarato incostituzionali i commi (61), (63) e da (68) a (610), che hanno cessato di produrre effetti giuridici il 18 aprile 2025. Essi disciplinavano il percorso inverso, ossia l’uscita degli immobili dal corridoio e il loro ritorno ai vecchi proprietari quando il progetto viene abbandonato.
Infine sono cambiati i prezzi, e questo si può misurare con esattezza, perché alcuni immobili compaiono in entrambi gli elenchi. La società Hidro Jepi S.A., già Omnimpex Hârtia S.A., figurava nel 2025 con 68 metri quadrati espropriati da una particella di 1.241 e con 20.502 lei, ossia 301,50 lei al metro quadrato. Nel nuovo elenco compare alla posizione 168 con il resto della particella, esattamente 1.173 metri quadrati, e con 376.054 lei, ossia 320,59 lei al metro quadrato, ai quali si aggiungono 89.424 lei per una costruzione di 83 metri quadrati. Allo stesso modo, una proprietaria di Bușteni aveva ricevuto nel 2025 per 381 metri quadrati 114.874 lei, sempre 301,51 lei al metro quadrato, e adesso riceve per 617 metri quadrati 197.805 lei, sempre a 320,59. L’aumento, sulle stesse particelle e nella stessa categoria, è del 6,3% in quattordici mesi.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- L’opera ha ormai il corridoio completo, quindi l’impresa non lavora più su un sito incompleto, e il termine assunto per la circonvallazione, dicembre 2027, resta in teoria raggiungibile.
- La somma è stanziata nello stesso atto che porta l’elenco, e il totale stampato nell’allegato si verifica fino all’ultimo centesimo rispetto ai 181 valori individuali.
- La nota a piè di pagina elenca, posizione per posizione, tutti i 44 casi senza proprietario identificato, così un erede può trovare la propria particella anche se il suo nome non compare da nessuna parte.
- Gli indennizzi per le costruzioni e per la massa legnosa sono calcolati separatamente dal terreno, il che dà al proprietario una base chiara di impugnazione su ciascuna componente.
- L’allegato n. 1 ha 85 tavole in scala 1:500 e 1:1000, quindi il limite del corridoio si può verificare sul terreno, non soltanto sulla carta.
Che cosa resta un problema
- I proprietari perdono il diritto di proprietà a una data scelta dall’espropriante, mentre il denaro arriva al termine di una catena che comincia con una richiesta di apertura di crediti priva di termine legale.
- Lo stesso tipo di terreno è pagato più del doppio a Bușteni rispetto ad Azuga, e la decisione non spiega la differenza da nessuna parte.
- Persino all’interno della città di Bușteni, i cortili e le costruzioni nel centro abitato ricevono due tariffe diverse, 320,60 e 436,25 lei al metro quadrato, senza alcun criterio visibile nell’atto.
- Un quarto del denaro torna ai due comuni, come indennizzo per il loro patrimonio privato, benché siano essi stessi a beneficiare della strada.
- Il sito «aggiuntivo» supera il corridoio iniziale, il che mostra che la documentazione del 2025 è stata approvata su una soluzione tecnica non ancora definita.
- L’opera porta nel nome lo svincolo dell’autostrada A3 Comarnic-Brașov, che nel 2026 si trova ancora nella fase dello studio di fattibilità.
Consigli pratici
- Cerca la tua particella nell’allegato n. 2 della Gazzetta Ufficiale della Romania n. 807 bis, non nella decisione pubblicata nel n. 807. Il numero catastale e il numero del libro fondiario sono stampati lì, e l’identificazione si fa in base a essi, non in base al nome.
- Se la tua particella compare in una delle 44 posizioni con «proprietario non identificato», presentati comunque alla CNAIR con la visura del libro fondiario. La somma è già depositata su quella posizione e ti aspetta, ma non viene pagata d’ufficio.
- Tieni presenti i 30 giorni lavorativi dalla notifica. Dopo di essi, la decisione di esproprio viene emessa entro cinque giorni lavorativi, che tu ti sia presentato o no, e in quel momento la proprietà passa allo Stato.
- Verifica separatamente le tre componenti della somma: il terreno, la costruzione e la massa legnosa. Otto posizioni dell’elenco hanno anche un indennizzo per la costruzione e cinque anche per la massa legnosa, con valori che vanno da 184 a oltre 1.000 lei al metro quadrato di costruzione.
- Confronta il prezzo unitario che ricevi con quello della tabella dell’allegato per la stessa categoria e la stessa città. Se a Bușteni ti danno 320,60 lei al metro quadrato e il vicino di fronte ne ha 436,25, hai un punto di partenza concreto per l’impugnazione.
- Se sei stato espropriato anche nel 2025 sulla stessa particella, chiedi agli atti entrambe le relazioni di stima. La differenza misurabile tra i due atti è del 6,3% al metro quadrato, e mostra quale tabella sia stata usata ogni volta.
- Contesta in tribunale l’ammontare, se è il caso, ma non contare sulla sospensione dei lavori. L’art. 9 comma (2) della legge n. 255/2010 stabilisce che la decisione di esproprio è titolo esecutivo e che il reclamo non ferma il trasferimento.
- Se l’esproprio ti taglia la particella in pezzi inutilizzabili, dillo per iscritto alla commissione fin dalla prima presentazione. Il caso della posizione 168, dove adesso si prende tutto ciò che era rimasto dopo il primo esproprio, mostra che la situazione è riconosciuta nella prassi.
Domande frequenti
Che cosa significa «sito aggiuntivo» e perché ce n’è stato bisogno?
Quando perdo la proprietà e quando ricevo il denaro?
Quanto si paga al metro quadrato?
Che cosa faccio se alla mia posizione è scritto «proprietario non identificato»?
I comuni di Azuga e Bușteni ricevono denaro?
Questa strada è un’autostrada?
Posso contestare la somma e che cosa succede ai lavori nel frattempo?
Dove trovo le planimetrie con il limite esatto del corridoio?
Analisi della redazione
L’osservazione più pesante non nasce dal testo della decisione, ma dall’accostamento dei due allegati, quello del luglio 2025 e quello di adesso. Il corridoio iniziale aveva 215.865 metri quadrati. Il sito «aggiuntivo» ne ha 217.894. Il completamento è più grande della cosa completata, e sul lato privato, l’unico che costa denaro, il rapporto è di 134.890 a 104.059, ossia una crescita del 29,6%. Un sito non raddoppia per via di aggiustamenti di dettaglio. Raddoppia quando la soluzione tecnica sulla cui base è stato approvato il primo elenco non era ancora fissata, e questa è esattamente la cronologia riconosciuta nei documenti del progetto: il corridoio è stato approvato nel luglio 2025, la decisione di esproprio è stata emessa nel settembre 2025, e il progetto tecnico ha ricevuto i pareri soltanto tra il dicembre 2025 e il marzo 2026. Il primo esproprio è stato fatto, dunque, prima del progetto tecnico. Il costo di questo ordine si vede anche fuori dagli uffici: 168 famiglie e imprese entrano in una procedura che credevano conclusa, e alcune di esse, come il proprietario della posizione 168, sono state espropriate due volte sulla stessa particella, la prima con 68 metri quadrati, la seconda con tutto ciò che era rimasto.
La seconda osservazione riguarda il prezzo e si vede soltanto ordinando l’elenco per valore al metro quadrato. Il risultato mostra otto tariffe fisse, ripetute identiche da una posizione all’altra. Ad Azuga i cortili e le costruzioni nel centro abitato prendono 147,20 lei al metro quadrato, mentre i prati da sfalcio, i pascoli e i boschi nel centro abitato prendono 105,11. A Bușteni la stessa categoria di cortili e costruzioni prende 320,60 oppure 436,25 lei. Tra le due città, per esattamente lo stesso tipo di terreno, il rapporto è di 2,2 a 1, e rispetto alla tariffa alta di Bușteni arriva a 3 a 1. Azuga e Bușteni sono località vicine della Valle della Prahova, separate da quattro chilometri, e la strada che si costruisce le collega entrambe. La spiegazione della differenza non compare da nessuna parte nell’atto, perché le relazioni di stima non si pubblicano. Nemmeno la differenza del 36% tra le due tariffe applicate all’interno della stessa città ha un criterio visibile nel testo pubblicato.
La terza osservazione riguarda chi paga chi. Delle 168 posizioni, 22 sono terreni del patrimonio privato delle città di Azuga e Bușteni, per 35.435 metri quadrati e 5.623.076 lei. Quasi un quarto degli indennizzi, il 24,4%, va dunque dal bilancio dello Stato ai due comuni, che sono al tempo stesso i beneficiari della strada. In parallelo, con l’allegato n. 4, gli stessi comuni cedono gratuitamente 14.199 metri quadrati del patrimonio pubblico. Non è illegittimo, perché il patrimonio privato di un’unità amministrativo-territoriale si espropria come qualsiasi proprietà privata, ma l’effetto complessivo merita di essere detto: una parte del finanziamento nominalmente destinato a indennizzare le persone si trasforma in entrata di bilancio locale.
Infine, due dettagli che dicono qualcosa sulle proporzioni. Lo Stato paga 147 lei per un solo metro quadrato alla posizione 32, 321 lei per un metro quadrato alla posizione 51 e 436 lei per un metro quadrato alla posizione 117, ossia tre procedure complete di esproprio, con notifica, commissione, fascicolo e decisione, per somme inferiori al costo amministrativo della procedura stessa. All’altro capo, la posizione 22 ricava 6.930 metri quadrati da un corpo boschivo di circa 780 ettari, iscritto nell’allegato a nome di Margareta, Elena, Sofia e Maria di Romania e di Irina Walker, pagati 18,39 lei al metro quadrato, più 24.960,80 lei per la massa legnosa. L’indennizzo più alto dell’elenco, 1.354.578 lei, spetta alla città di Azuga, per 12.887 metri quadrati di prato da sfalcio del suo patrimonio privato. L’atto in sé è redatto correttamente: i totali si chiudono all’ultimo centesimo, la nota a piè di pagina corrisponde esattamente alle 44 posizioni senza proprietario, e i rinvii alla legge n. 255/2010 e alla Decisione del Governo n. 53/2011 portano dove devono. I problemi stanno nelle decisioni, non nella stesura.
Che cosa andrebbe cambiato
- Le relazioni di stima andrebbero pubblicate insieme all’allegato. Finché la tabella dei prezzi resta non pubblicata, un proprietario di Azuga non può sapere perché riceva la metà di uno di Bușteni e non ha nulla da contestare all’infuori del proprio importo.
- La decisione di esproprio non dovrebbe essere adottata prima del parere sul progetto tecnico. Se la documentazione fosse stata completa nel luglio 2025, le 168 posizioni di adesso sarebbero entrate nello stesso elenco delle 121 di allora, e i proprietari sarebbero passati una sola volta per la procedura.
- Anche la richiesta di apertura di crediti dovrebbe avere un termine. Oggi il proprietario perde la proprietà a una data calcolabile dalla legge, mentre lo Stato comincia a contare i 30 giorni per il versamento da un atto che emette quando vuole.
- Per le posizioni sotto i 5 metri quadrati andrebbe prevista una procedura semplificata. Tre posizioni dell’elenco valgono tra 147 e 436 lei, e l’apparato amministrativo messo in moto per ciascuna di esse costa più dell’indennizzo.
- L’allegato dovrebbe indicare, per ogni posizione, se l’immobile sia già stato espropriato una volta. Una colonna con il rinvio alla decisione precedente renderebbe visibili i casi come la posizione 168, dove il secondo esproprio prende tutto ciò che era rimasto dopo il primo.
- La dicitura «proprietario non identificato» dovrebbe essere accompagnata da un termine di ricerca e da un meccanismo di annuncio pubblico. Nella forma attuale, 44 posizioni passano allo Stato con il denaro bloccato sul conto e senza che nessuno sia obbligato a cercare il proprietario entro un intervallo determinato.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 807 del 23 settembre 2026 8 pagine PDF, 82 KB l'atto inizia a pagina 5
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Le altre edizioni citate: nr. 807 bis/2026
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
