In breve

  • Il Governo aggiunge 51,75 migliaia di lei, cioè 51.750 lei, al denaro approvato nel 2023 per gli espropri della sezione III dell’Autostrada Târgu Mureș-Târgu Neamț, tra Leghin e Târgu-Neamț. L’importo viene dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, dal capitolo 84.01 «Transporturi», cioè quello dei trasporti, titolo 56, che fa capo al Fondo di coesione 2021-2027. Rispetto ai 14.721.000 lei approvati nel dicembre 2023, l’aumento è dello 0,35%.
  • L’allegato della decisione riscrive 126 posizioni, tutte nel comune di Timișești, distretto di Neamț: 38 si aggiornano e 88 sono posizioni nuove, comparse dopo il frazionamento catastale di quelle vecchie. Per esse lo Stato prende in tutto 113.224 metri quadrati e offre 512.225,41 lei, cioè 4,524 lei al metro quadrato, lo stesso prezzo per ogni riga di pagamento. Nel 2023 gli stessi terreni valevano 140.674 metri quadrati e 460.480,86 lei, cioè 3,27 lei al metro quadrato in media, perché i prezzi erano allora disomogenei: 36 delle 38 posizioni stavano a 3,10 lei, quanto si pagava il terreno arabile fuori dal perimetro edificabile a Timișești, e due, allora iscritte a Urecheni, a 20,69 e a 2,48 lei. Lo Stato prende meno terra, ma paga il metro quadrato il 38% in più della media del 2023.
  • Sono interessati i proprietari delle 126 posizioni di Timișești, e la decisione produce effetti dalla pubblicazione, il 28 settembre 2026. Nessuno deve fare nulla a questa data: i termini del proprietario decorrono dall’affissione dell’elenco presso la sede del comune e dalla comunicazione della decisione che fissa l’indennizzo, non dalla pubblicazione della decisione del Governo.
Atto: Decisione del Governo n. 771/2026 relativa all’integrazione dell’importo previsto come giusto indennizzo, approvato con la Decisione del Governo n. 1.179/2023 relativa all’avvio delle procedure di esproprio di tutti gli immobili di proprietà privata che costituiscono il corridoio di esproprio dell’opera di pubblica utilità di interesse nazionale «Autostrada Târgu Mureș — Târgu-Neamț — secțiunea III: Leghin — Târgu-Neamț, km 181+195 (89+000)-km 211+107 (118+912)», all’approvazione dell’elenco degli immobili di proprietà pubblica dello Stato, nonché dell’elenco degli immobili di proprietà pubblica delle unità amministrativo-territoriali che fanno parte del corridoio di esproprio dell’opera di pubblica utilità di interesse nazionale, nonché alla modifica e all’integrazione dell’allegato n. 2 della Decisione del Governo n. 1.179/2023
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 822 del 28 settembre 2026, pagine 8-15
Entrata in vigore: dalla pubblicazione, 28 settembre 2026, poiché l’articolo 12 comma (3) della legge n. 24/2000 sulle norme di tecnica legislativa prevede che gli atti normativi, salvo le leggi e le ordinanze, producano effetti dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial), se non contengono essi stessi una data successiva, e la decisione non contiene una data simile

La Decisione del Governo n. 771/2026, adottata il 24 settembre 2026 e pubblicata quattro giorni più tardi, fa una cosa che sembra minuta e non lo è: corregge l’elenco dei proprietari e degli importi per un pezzo del corridoio dell’Autostrada Târgu Mureș-Târgu Neamț e aggiunge al bilancio 51.750 lei. La procedura è quella della legge n. 255/2010 sull’esproprio per causa di pubblica utilità, la stessa in base alla quale sono stati fatti anche gli espropri supplementari della ferrovia Caransebeș-Timișoara-Arad. Ciò che la distingue è il rapporto tra le cifre: il denaro cresce e la superficie presa diminuisce.

Il punto di partenza è la Decisione del Governo n. 1.179/2023, adottata il 23 novembre 2023 e pubblicata il 4 dicembre 2023 nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 1087 e 1087 bis. Con essa lo Stato ha avviato gli espropri sulla sezione III dell’autostrada, tra il chilometro 181+195 e il chilometro 211+107, cioè su 29,912 chilometri, e ha approvato per gli indennizzi 14.721.000 lei. L’allegato n. 2 di quella decisione contiene 1.528 posizioni, e gli importi individuali che vi figurano sommano 14.720.948,38 lei, la cifra che l’atto arrotonda a 14.721.000 lei.

Che cosa cambia ora, posizione per posizione. L’articolo II punto 1 aggiorna 38 posizioni di quell’allegato, numerate 1185, 1186, dalla 1407 alla 1436, 1455 e dalla 1457 alla 1461. L’aggiornamento riguarda insieme i dati di identificazione dell’immobile, i titolari di diritti reali e gli importi individuali. L’articolo II punto 2 introduce 88 posizioni nuove, risultate dal frazionamento catastale degli stessi terreni: cinque dopo la posizione 1186, una ciascuna dopo la 1407 e la 1408, diciassette dopo la 1418, sei dopo la 1419, diciotto dopo la 1421, quattro dopo la 1423, tre dopo la 1426, una dopo la 1429, due dopo la 1431, una dopo la 1459 e ventinove dopo la 1461. Le 38 più le 88 danno esattamente le 126 righe dell’allegato, verificate una per una: nessuna posizione annunciata nel dispositivo manca dalla tabella e nessuna riga della tabella compare senza essere annunciata.

Le 126 posizioni si trovano, senza eccezione, sul territorio del comune di Timișești, nel distretto di Neamț. Non compare più alcun «proprietar neidentificat», cioè proprietario non identificato, formula che nell’allegato del 2023 copriva 353 delle 1.528 posizioni, quasi un quarto dell’elenco. Delle 38 posizioni riscritte ora, 19 erano nel 2023 senza proprietario noto, ed esse concentravano l’82% del valore del gruppo. La documentazione catastale e il frazionamento hanno messo un nome su ogni pezzo di terreno, da eredi con cinque o otto comproprietari fino al comune di Timișești, che compare nove volte con terreni del proprio patrimonio privato.

Da dove vengono i 51.750 lei. Gli importi individuali del nuovo allegato sommano 512.225,41 lei. Le 38 posizioni aggiornate valevano nel 2023 in tutto 460.480,86 lei. La differenza è di 51.744,55 lei, e l’articolo I la arrotonda per eccesso a 51,75 migliaia di lei. L’atto stanzia dunque 5,45 lei in più di quanto chieda il suo allegato, una differenza senza conseguenze, ma che spiega perché la cifra del dispositivo appaia più tonda della realtà della tabella.

È il prezzo della terra, non la superficie, a gonfiare il conto. Le 126 posizioni sommano 113.224 metri quadrati da espropriare, 27.450 in meno dei 140.674 metri quadrati che gli stessi terreni mostravano nel 2023, cioè un calo del 19,5%. In compenso, ogni metro quadrato è ora valutato 4,524 lei, contro i 3,10 lei del 2023, quanto si pagava per il terreno arabile fuori dal perimetro edificabile a Timișești. L’aumento è del 45,9%, e i due effetti si compensano in parte: al vecchio prezzo, la nuova superficie sarebbe costata 350.994,40 lei, quindi la riduzione di terreno abbassa il conto di 109.486,46 lei, mentre la rivalutazione vi aggiunge 161.231,01 lei. Restano i 51.744,55 lei con cui il conto si chiude.

Il denaro non viene dallo stesso posto del 2023. La decisione del 2023 prendeva l’importo dal titolo 61, «Proiecte cu finanțare din sumele aferente componentei de împrumut a PNRR», cioè progetti finanziati con le somme della componente di prestito del piano nazionale di ripresa e resilienza. La decisione del 2026 lo prende dal titolo 56, «Proiecte cu finanțare din fonduri externe nerambursabile (FEN) postaderare», cioè progetti finanziati da fondi esterni non rimborsabili successivi all’adesione, articolo 56.50, «Programe finanțate din Fondul de coeziune (FC), aferente cadrului financiar 2021-2027», cioè programmi finanziati dal Fondo di coesione afferenti al quadro finanziario. Il capitolo di bilancio resta lo stesso, 84.01 «Transporturi», sottocapitolo 03 «Transport rutier», cioè trasporto stradale, e il fondamento di spesa è la legge di bilancio dello Stato per l’anno 2026 n. 43/2026.

Lo stesso giorno e nel numero precedente della Gazzetta Ufficiale della Romania, il Governo ha adottato anche la Decisione n. 775/2026, che riguarda la sezione II della stessa autostrada, tra Miercurea Nirajului e Leghin, e divide le procedure di esproprio tra la Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali (CNAIR) e la Compagnia Nazionale di Investimenti Stradali (CNIR). Sulla sezione III non cambia nulla al riguardo: l’articolo IV lascia l’intera responsabilità al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, attraverso la CNAIR.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è di bilancio ed è piccolo: 51.750 lei si aggiungono ai 14.721.000 lei approvati nel 2023, un aumento dello 0,35%. L’articolo III comma (1) dice che l’importo serve per gli indennizzi degli immobili dell’articolo II punti 1 e 2, cioè per tutte le 126 posizioni, anche se il loro valore complessivo nell’allegato è dieci volte maggiore. I restanti 460.475 lei erano già stanziati nel 2023 per gli stessi terreni, sotto i vecchi numeri di posizione.

Il secondo effetto è quello che si vede in tasca. Per 31 delle 38 famiglie di posizioni l’importo totale offerto cresce, per 7 diminuisce, perché lì la documentazione catastale ha ridotto molto la superficie da prendere. Il calo maggiore in percentuale è alla posizione 1185, dove l’offerta passa da 30.455,68 lei a 6.804,10 lei, il 77,7% in meno, benché la superficie da espropriare cresca da 1.472 a 1.504 metri quadrati. La spiegazione si legge nella tabella: nel 2023 il terreno figurava nel comune di Urecheni ed era iscritto dentro il perimetro edificabile, quindi valutato 20,69 lei al metro quadrato, mentre ora figura a Timișești e fuori dal perimetro edificabile, a 4,524 lei. È l’unica posizione dell’intero allegato in cui lo Stato prende più terreno e offre meno denaro.

Il terzo effetto riguarda il percorso del denaro. L’articolo III comma (2) obbliga il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture a versare gli importi su un conto di tesoreria aperto a nome della CNAIR, entro 30 giorni dall’approvazione della richiesta di apertura dei crediti. Questo termine non decorre dalla pubblicazione, ma da un momento che la decisione non data, quindi il proprietario non può calcolare dall’atto quando il denaro arriva all’espropriante.

Il quarto effetto è procedurale e lavora a favore di chi si è già rivolto al giudice. L’articolo 32 comma (4) della legge n. 255/2010 impone all’espropriante di rettificare, dopo la rettifica dell’allegato, anche la decisione di esproprio e di ridepositare gli importi secondo la decisione del Governo corretta. Il proprietario non deve chiederlo: è un obbligo della CNAIR.

Che cosa cambia rispetto a prima

Fino al 28 settembre 2026 l’allegato n. 2 della Decisione del Governo n. 1.179/2023 aveva 1.528 posizioni. Da ora ne ha 1.616, perché le 88 posizioni nuove si intercalano con indici tra quelle vecchie, dalla 11861 alla 146129. La numerazione originale resta intatta, il che significa che una posizione del 2023 può essere seguita anche oggi con lo stesso numero, anche se il terreno che le sta dietro si è diviso in trenta pezzi, come è accaduto alla posizione 1461.

È cambiato anche il grado di precisione dell’elenco. Nel 2023 la posizione 1461 copriva 58.541 metri quadrati in una sola riga, con proprietario non identificato, e aveva stanziati 181.477,10 lei. Ora la stessa particella compare su 30 posizioni e 34 righe di pagamento, con proprietari nominati, 38.645 metri quadrati e 174.829,98 lei. I 19.896 metri quadrati che non figurano più sono usciti dall’elenco della proprietà privata, e la decisione non dice perché.

La terza cosa cambiata è il prezzo di riferimento. Un metro quadrato di arabile fuori dal perimetro edificabile a Timișești era valutato 3,10 lei nel dicembre 2023 ed è valutato 4,524 lei nel settembre 2026. Tra le due pubblicazioni sono passati 1.029 giorni, e l’aumento del 45,9% significa un ritmo di circa il 14% all’anno. L’offerta più bassa del nuovo allegato è di 4,52 lei, per un solo metro quadrato preso a una società commerciale alla posizione 1460; la più alta è di 21.620,20 lei, per 4.779 metri quadrati. Il pagamento avviene su 134 righe, non su 126, perché sette posizioni hanno due o tre superfici distinte da espropriare. Metà di queste righe sta sotto i 2.646,54 lei, e 30 di esse sotto i 1.000 lei.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Sparisce la categoria del proprietario non identificato da tutte le 126 posizioni. Il denaro non si deposita più a carico di una successione sconosciuta, ma può essere chiesto da persone con nome, indirizzo e titolo.
  • Il prezzo al metro quadrato arriva a 4,524 lei su tutto l’elenco, in modo uniforme. Nessuno riceve una valutazione peggiore di quella del vicino di particella, il che chiude una delle fonti di lite più frequenti.
  • Il dispositivo e l’allegato coincidono esattamente. Tutte le 126 posizioni annunciate nell’articolo II si ritrovano nella tabella e non compare alcuna riga in più, una verifica che un proprietario può rifare da solo.
  • L’aggiornamento avviene con una decisione pubblicata, non con una nota interna dell’espropriante. Chi vuole contestare ha un testo datato e pubblico da cui partire.
  • La superficie presa diminuisce di 27.450 metri quadrati. Per alcuni proprietari questo significa che torna a loro disposizione terra che credevano perduta.

Che cosa resta un problema

  • Nessuna posizione arriva con una spiegazione. Un proprietario a cui l’offerta cala di tre quarti, come accade alla posizione 1185, apprende dalla tabella la cifra nuova, ma non apprende dall’atto perché il suo terreno sia passato da dentro a fuori il perimetro edificabile e da Urecheni a Timișești.
  • La decisione non dice che cosa accade alla differenza di 267.034,61 lei rimasta non consumata sulle 38 posizioni ridotte. L’importo era stato stanziato nominalmente nel 2023 per terreni che ora si prendono in superficie minore.
  • L’atto non fissa alcun termine per l’espropriante. Quel termine di 30 giorni decorre dall’approvazione della richiesta di apertura dei crediti, momento che la decisione non lega ad alcuna data di calendario.
  • Dal testo non si può sapere se qualcuna delle 126 posizioni sia in lite, né che cosa accada agli importi già depositati a nome dei proprietari sui valori precedenti.
  • L’aggiornamento arriva 1.029 giorni dopo la decisione di base. Per chi nel frattempo ha ricevuto un’offerta inferiore e non l’ha contestata nei termini, la cifra nuova dell’allegato non rimette l’orologio a zero.

Consigli pratici

  1. Cercate la vostra posizione nell’allegato per il numero del 2023, non per il nome. La seconda colonna della tabella porta la numerazione della Decisione del Governo n. 1.179/2023, e le posizioni nuove si riconoscono dall’indice piccolo: 14217 significa il settimo pezzo staccato dalla vecchia posizione 1421.
  2. Verificate la cifra da soli: la superficie da espropriare moltiplicata per 4,524 lei deve dare esattamente l’importo dell’ultima colonna. Se non lo dà, avete un motivo concreto di reclamo alla Compagnia Nazionale di Amministrazione delle Infrastrutture Stradali, non un malcontento generico.
  3. Presentate la domanda di pagamento entro i 10 giorni previsti dall’articolo 19 comma (2) della legge n. 255/2010, che decorrono dall’affissione dell’elenco presso la sede del consiglio locale di Timișești, non dalla pubblicazione della decisione. Se non la presentate, l’articolo 19 comma (5) dice che il denaro viene depositato su un conto a vostro nome e vi aspetta, ma non arriva da solo fino a voi.
  4. Se l’offerta vi sembra bassa, il termine per contestarla è quello generale di prescrizione, cioè 3 anni secondo l’articolo 2.517 del Codice civile, e decorre dalla comunicazione della decisione che fissa l’ammontare dell’indennizzo, non dalla pubblicazione di questa decisione del Governo. L’azione è esente dalla tassa giudiziaria di bollo, secondo l’articolo 23 comma (1) della legge n. 255/2010.
  5. Tenete a mente una regola che lavora a vostro favore: l’articolo 22 comma (7) della stessa legge prevede che il giudice non possa accordare meno di quanto abbia offerto l’espropriante. Un’offerta aggiornata al rialzo diventa, in pratica, la soglia minima della causa.
  6. Se il vostro terreno è stato frazionato, chiedete la visura catastale per il nuovo numero catastale riportato nella tabella. Il vecchio numero può non esistere più, e il pagamento si fa sull’identificazione dell’allegato in vigore.

Domande frequenti

Ricevo automaticamente la differenza di denaro?
Non automaticamente, ma non dovete nemmeno chiedere la rettifica. L’articolo 32 comma (4) della legge n. 255/2010 obbliga l’espropriante a rettificare la decisione di esproprio e a ridepositare gli importi secondo la decisione del Governo corretta. Il pagamento vero e proprio avviene però in base alla vostra domanda, secondo l’articolo 19 della stessa legge.
In quanto tempo si paga?
L’articolo 21 della legge n. 255/2010 dà all’espropriante al massimo 90 giorni dall’emissione della decisione che fissa l’ammontare dell’indennizzo per pagare o depositare il denaro. Separatamente, l’articolo III comma (2) della presente decisione dà al ministero 30 giorni per versare l’importo alla CNAIR, contati dall’approvazione della richiesta di apertura dei crediti.
Ho già fatto causa sull’importo iniziale. Che cosa succede al processo?
Il processo continua. La decisione del Governo non lo chiude e non lo sospende. Cambia però l’offerta dell’espropriante, e l’articolo 22 comma (7) della legge n. 255/2010 prevede che il giudice non possa stabilire un indennizzo minore di quello offerto dall’espropriante né maggiore di quello chiesto da voi. Un’offerta aumentata alza la soglia minima; una ridotta non scende sotto quanto vi era stato offerto in precedenza nel fascicolo. Per decidere, il giudice costituisce una commissione di tre esperti, uno nominato da lui, uno dall’espropriante e uno da parte dei proprietari, secondo l’articolo 22 comma (5).
Posso contestare il fatto che mi venga preso il terreno?
Non per questa via. L’articolo 22 comma (1) della legge n. 255/2010 dice esplicitamente che l’espropriato può rivolgersi al giudice per l’ammontare dell’indennizzo, senza poter contestare il trasferimento del diritto di proprietà, e che l’esercizio dei mezzi di impugnazione non sospende né il trasferimento, né gli effetti della decisione che fissa l’indennizzo.
Perché la mia offerta è calata, se lo Stato ha dato denaro in più?
Perché l’integrazione è una differenza netta sull’intero gruppo di posizioni, non un aumento per ciascuna. In 31 delle 38 posizioni aggiornate l’importo cresce, in 7 cala, di regola perché la misurazione catastale ha ridotto la superficie che si prende. Il prezzo al metro quadrato arriva a 4,524 lei in tutte le posizioni, in salita in 37 delle 38 e in discesa soltanto alla posizione 1185, valutata nel 2023 come terreno dentro il perimetro edificabile a Urecheni, a 20,69 lei al metro quadrato.
Perché compaiono posizioni con indici, del tipo 146112?
Perché la vecchia particella è stata frazionata in più immobili con numeri catastali propri. Per non rinumerare tutto l’allegato, le posizioni nuove si intercalano con indici dopo la posizione madre. Le 88 posizioni aggiunte ora portano l’allegato da 1.528 a 1.616 righe.
Dove si applica la decisione?
Soltanto nel comune di Timișești, distretto di Neamț. Tutte le 126 posizioni dell’allegato sono lì, benché il corridoio della sezione III passi anche per Vânători-Neamț, Târgu-Neamț, Agapia, Petricani, Urecheni, Păstrăveni e per Moțca, distretto di Iași.

Analisi della redazione

La decisione fa esattamente ciò che la legge le chiede e lo fa in modo pulito. Il fondamento è l’articolo 32 comma (2) della legge n. 255/2010, introdotto con la legge n. 233/2018, che impone la rettifica dell’allegato quando emergono discordanze tra le documentazioni catastali e le identificazioni iniziali degli immobili e delle persone. Qui le discordanze erano grandi: 19 delle 38 posizioni avevano proprietario non identificato, una particella era iscritta nel comune sbagliato e un’altra era classificata dentro il perimetro edificabile benché si trovi fuori. La verifica punto per punto non ha trovato alcun rinvio a vuoto: tutte le 126 posizioni annunciate nel dispositivo esistono nella tabella, e la tabella non contiene alcuna riga non dichiarata.

L’osservazione che non si vede leggendo l’atto è che l’integrazione di 51.750 lei non misura nulla di ciò che sembra misurare. Essa è il risultato di due movimenti di segno contrario, entrambi molto più grandi di lei: la superficie da espropriare cala di 27.450 metri quadrati, il che alleggerisce l’elenco di 109.486,46 lei al prezzo del 2023, mentre la rivalutazione da 3,10 a 4,524 lei al metro quadrato lo appesantisce di 161.231,01 lei. La differenza esatta è di 51.744,55 lei, che l’articolo I arrotonda per eccesso a 51,75 migliaia di lei. Chi legge soltanto il dispositivo crede che l’atto costi quanto la riparazione di un tetto; in realtà riscrive la valutazione di 11,3 ettari.

La seconda osservazione nasce dal confronto con l’atto di base e riguarda una sola persona. Alla posizione 1185, la stessa famiglia cede nel 2026 32 metri quadrati in più rispetto al 2023 e riceve 23.651,58 lei in meno, cioè un’offerta ridotta del 77,7%. È l’unica posizione dell’intero allegato in cui la superficie cresce e l’importo cala, e la causa è una riclassificazione, da dentro a fuori il perimetro edificabile, che taglia il prezzo unitario da 20,69 a 4,524 lei al metro quadrato. La riclassificazione può essere perfettamente corretta, dato che il terreno figurava anche nel comune sbagliato. Il problema è che l’atto non scrive una parola su di essa, benché produca, per quella famiglia, un effetto pari a quasi la metà dell’intera integrazione che la decisione approva.

La terza osservazione riguarda i termini. L’atto impone al proprietario, attraverso la legge a cui rinvia, 10 giorni per presentare la domanda di pagamento e lo rimanda a un termine di prescrizione di 3 anni per la contestazione, ma a se stesso non ne impone alcuno. I 30 giorni dell’articolo III comma (2) decorrono dall’approvazione della richiesta di apertura dei crediti, un momento interno dell’amministrazione, non datato e non comunicato al proprietario, mentre i 90 giorni dell’articolo 21 della legge decorrono dall’emissione della decisione che fissa l’indennizzo, atto che l’espropriante emette anch’esso quando ritiene. Tra la decisione di base e questo aggiornamento sono passati 1.029 giorni. L’asimmetria si vede anche nel bilancio: lo Stato tiene sulla carta 267.034,61 lei stanziati nel 2023 a posizioni che ora valgono meno, senza dire che cosa ne fa.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Una colonna del motivo nell’allegato. Una parola per riga, «frazionamento», «riclassificazione», «nuova misurazione», «correzione dell’unità amministrativo-territoriale», risparmierebbe al proprietario della posizione 1185 un viaggio in comune e all’espropriante una contestazione nata da un malinteso.
  • L’importo del dispositivo, scritto al leu. 51.744,55 lei invece di 51,75 migliaia di lei. L’arrotondamento costa soltanto 5,45 lei, ma nasconde il fatto che la cifra è una differenza calcolata e non uno stanziamento tondo, e rende impossibile la verifica alla prima lettura.
  • Una riga sulla differenza liberata. La decisione dovrebbe dire esplicitamente che i 267.034,61 lei rimasti dalle posizioni ridotte tornano nel massimale dell’opera, non si perdono e non si riassegnano altrove. Ora la cosa si deduce, non si legge.
  • Un termine legato alla pubblicazione per il versamento del denaro. I 30 giorni dovrebbero decorrere dall’entrata in vigore della decisione, non da un atto interno del ministero. Così il proprietario saprebbe, dal testo, entro quando il denaro arriva all’espropriante.
  • L’obbligo di comunicare individualmente il nuovo importo. La legge chiede l’affissione dell’elenco in comune, il che nel 2026 significa che una persona partita dal paese non viene a sapere nulla. Una notifica scritta all’indirizzo del titolo di proprietà, obbligatoria a ogni rettifica di allegato, chiuderebbe la distanza tra pubblicare e avvisare.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 822 del 28 settembre 2026, pagine 8-15 16 pagine PDF, 131 KB l'atto inizia a pagina 8

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.