In breve

  • Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha approvato gli standard nazionali di valutazione per l’istruzione primaria e secondaria di primo grado, che si applicano a partire dall’anno scolastico 2026-2027. Diventano il riferimento obbligatorio sia per la valutazione in classe, sia per le valutazioni e gli esami nazionali.
  • Il rendimento di ogni alunno non viene più rapportato alla media della classe, ma a tre livelli descritti in modo esplicito: Livello 2 (Di base), Livello 3 (Consolidato) e Livello 4 (Avanzato). I criteri sono pubblici prima della valutazione e sono gli stessi per tutte le scuole.
  • Gli standard veri e propri sono contenuti in 28 allegati, dalla lingua romena e dalla matematica fino a sette lingue materne delle minoranze. Insieme agli altri tre allegati del decreto, occupano 967 pagine, pubblicate in un’edizione separata, la Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 674 bis.
Atto: Decreto del ministro dell’istruzione e della ricerca n. 4.615/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania n. 674 e nr. 674 bis del 14 agosto 2026
Entrata in vigore: 14 agosto 2026, con applicazione dall’anno scolastico 2026-2027

Un genitore che riceve un giudizio o un voto potrà, dall’anno scolastico 2026-2027, cercare in un documento pubblico che cosa esattamente doveva sapere il figlio per ottenere proprio quel risultato. Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania gli standard nazionali di valutazione per le classi I-VIII, con il Decreto n. 4.615/2026. Il decreto si aggiunge alla serie di atti con cui il curricolo nazionale è stato riscritto pezzo per pezzo, di cui fanno parte anche i nuovi piani quadro per il liceo.

Il decreto vero e proprio ha otto articoli e sta in una sola pagina. La sostanza è nei 31 allegati, pubblicati a parte, nell’edizione della Gazzetta Ufficiale della Romania n. 674 bis dello stesso giorno, dove occupano le pagine 3-969, cioè 967 pagine. L’allegato n. 1 è la relazione illustrativa, l’allegato n. 2 è il documento di politica educativa sui descrittori di rendimento, l’allegato n. 3 è il prospetto riepilogativo delle discipline, mentre gli allegati nn. 4-31 contengono gli standard veri e propri, disciplina per disciplina.

Il fondamento giuridico è l’art. 95 comma (2), in combinato disposto con l’art. 97 comma (2), della Legge sull’istruzione preuniversitaria n. 198/2023, il testo secondo cui tutte le valutazioni si svolgono sulla base degli standard nazionali di valutazione. Gli standard sono stati elaborati nell’ambito del progetto « Reglementări noi pentru un curriculum relevant și educație deschisă » (Nuove norme per un curricolo rilevante e un’istruzione aperta), in breve RECRED, codice SMIS 321024, cofinanziato attraverso il Programma Istruzione e Occupazione (PEO).

La differenza rispetto alla situazione precedente non sta nel fatto che compare un documento in più. La relazione illustrativa lo formula in modo diretto: per la prima volta la valutazione ha associato un riferimento curricolare esplicito, unitario e pubblico, distinto dal programma scolastico.

Gli effetti che produce

Gli stessi riferimenti in classe e all’esame. Gli standard diventano il riferimento obbligatorio sia per la valutazione interna, quella quotidiana, sia per le valutazioni e gli esami nazionali. La relazione illustrativa ne enuncia esplicitamente la conseguenza: non possono essere valutate acquisizioni che non sono stabilite dal curricolo e non possono essere introdotte richieste esterne ad esso.

Tre livelli di rendimento, descritti in termini osservabili. Il modello utilizza il Livello 2 (Di base), il Livello 3 (Consolidato) e il Livello 4 (Avanzato), collocati in una progressione esplicita: dall’operare in contesti familiari, con supporto, fino all’operare in autonomia in contesti quotidiani complessi. I descrittori sono formulati, di regola, attorno a un solo verbo di azione, proprio perché possano essere applicati in modo coerente.

La struttura di uno standard è fissa. Si parte da una competenza specifica del programma scolastico, si formula lo standard di apprendimento, cioè che cosa sa, che cosa fa e come valorizza l’alunno dopo le esperienze di apprendimento di un anno scolastico, e poi si descrivono i tre livelli di rendimento. Uno standard nazionale di valutazione è dunque lo standard di apprendimento più i descrittori dei tre livelli.

I livelli sono ancorati psicometricamente, non solo descritti a parole. Poiché i descrittori applicati esclusivamente sulla base del giudizio professionale possono avere un margine di soggettività, gli standard sono accompagnati dalla struttura e dalle specifiche delle prove, da una banca di quesiti calibrati e da una procedura di fissazione delle soglie di rendimento, nota come standard setting.

Il collegamento con le valutazioni nazionali e con la maturità del 2030 è diretto. Nella primaria e nella secondaria di primo grado, gli standard costituiscono il riferimento delle valutazioni nazionali delle classi II, IV, VI e VIII. La relazione illustrativa mostra che la stessa logica arriva fino alla nuova struttura dell’esame nazionale di maturità (bacalaureat), configurata dall’art. 102 della Legge n. 198/2023, che il documento chiama « Bacalaureatul 2030 ».

I risultati aggregati diventano uno strumento di politica pubblica. Le valutazioni nazionali rapportate agli standard possono mettere in evidenza, per esempio, difficoltà sistematiche nell’interpretazione dei dati o nell’argomentazione, e non solo su un singolo capitolo, e l’informazione orienta la formazione dei docenti, l’elaborazione dei manuali e le misure di recupero.

Che cosa cambia rispetto a prima

La relazione illustrativa colloca il cambiamento in una tabella di contrasti, su cinque dimensioni. Alla domanda su che cosa si valuta, l’accento tradizionale cadeva sulla risposta finale e sulla riproduzione dell’informazione, mentre ora cade sulla competenza, cioè su ragionamento, transfer, decisione e verifica.

Il riferimento della valutazione era, finora, la preferenza e il rigore individuale di chi valuta. Diventa un insieme di descrittori di livello comuni, espliciti e pubblici. L’errore non è più soltanto una carenza da penalizzare, ma un’informazione diagnostica per regolare l’apprendimento.

L’interpretazione del risultato passa dal confronto tra alunni, cioè dalla valutazione normativa, al rapporto con i livelli di rendimento, cioè alla valutazione criteriale. E l’effetto sull’apprendimento dovrebbe spostarsi da un apprendimento orientato alla prova a uno orientato ai traguardi del curricolo. Il documento nomina direttamente l’effetto che cerca di correggere: « ciò che non si valuta non si impara ».

Un altro cambiamento di lessico è deliberato. Si è scelto il termine « standard di apprendimento » e non « standard di contenuto », proprio perché sia chiaro che il riferimento non è l’elenco degli argomenti insegnati, ma il risultato dell’apprendimento.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • I criteri sono pubblici e accessibili prima della valutazione, per alunni, insegnanti e famiglie.
  • Gli stessi riferimenti per tutti gli alunni, indipendentemente dall’istituto scolastico, il che dovrebbe ridurre le forti differenze di rigore tra le scuole.
  • L’alunno e la famiglia possono capire concretamente che cosa significa ciascun livello, perché i descrittori sono formulati in termini osservabili.
  • Gli standard prevedono un’apertura verso adattamenti didattici per gli alunni con ritmi di apprendimento diversi o con bisogni educativi speciali.
  • Si applicano anche all’insegnamento nelle lingue delle minoranze nazionali, con riferimento agli stessi standard, tenendo conto delle particolarità linguistiche e del contesto culturale.
  • Prevedibilità per gli esami: le valutazioni nazionali si rapportano allo stesso riferimento della lezione in classe.

Che cosa resta un problema

  • La mole è enorme, 967 pagine in 31 allegati, e il decreto è stato pubblicato ad agosto, poco prima dell’inizio dell’anno scolastico in cui si applica.
  • Il modello descrive il rendimento a partire dal Livello 2, denominato « Di base ». Quale sia la posizione dell’alunno che non raggiunge nemmeno questa soglia non risulta dalla relazione illustrativa.
  • La comparabilità promessa si fonda sulla banca di quesiti e sulle soglie di rendimento, ma l’apparato psicometrico che la sostiene non viene pubblicato insieme agli standard, quindi non è verificabile dall’esterno.
  • Gli articoli del decreto non prevedono una fase di formazione dei docenti né risorse dedicate, benché l’applicazione coerente dei descrittori richieda esattamente questo.
  • Il rischio che la preparazione si orienti agli standard in quanto tali rimane, anche se il documento si propone esplicitamente di attenuarlo.

Consigli pratici

  1. Individuate l’allegato che corrisponde alla disciplina e alla classe di vostro figlio. L’allegato n. 3, il prospetto riepilogativo, indica esattamente quale allegato copre ciascuna disciplina e quali classi.
  2. Leggete i descrittori dei tre livelli per le competenze dell’anno scolastico in corso. Sono la formulazione concreta di ciò che ci si attende dall’alunno, non il programma nel suo insieme.
  3. Se insegnate, allineate gli strumenti di valutazione ai descrittori e conservate le prove del progresso degli alunni. La relazione illustrativa attribuisce esplicitamente questa pratica al docente.
  4. Se avete un figlio in classe II, IV, VI o VIII, tenete presente che la valutazione nazionale dell’anno si rapporta allo stesso riferimento dei compiti in classe.
  5. Ricordate il limite posto dall’atto: in sede di valutazione non possono essere richieste acquisizioni che non sono stabilite dal curricolo. È un argomento utile in una discussione con la scuola.
  6. Il testo integrale degli standard si trova nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 674 bis del 14 agosto 2026, edizione distinta dal numero 674 in cui compare il decreto.

Domande frequenti

Da quando si applicano gli standard nazionali di valutazione?
A partire dall’anno scolastico 2026-2027, secondo l’art. 5 del decreto. Il decreto stesso è entrato in vigore con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania, il 14 agosto 2026.
Quanti livelli di rendimento ci sono e come si chiamano?
Tre: Livello 2 (Di base), Livello 3 (Consolidato) e Livello 4 (Avanzato). Descrivono una progressione dall’operare in un contesto familiare, con supporto, fino all’operare in autonomia in contesti quotidiani complessi.
Quali discipline sono coperte?
Gli standard sono contenuti negli allegati nn. 4-31, cioè 28 allegati. Coprono le discipline dell’istruzione primaria e secondaria di primo grado, tra cui comunicazione in lingua romena, lingua e letteratura romena, matematica, biologia, chimica, fisica, storia, geografia, informatica e TIC, religione, educazione fisica e sport, oltre alle lingue materne ceca, croata, tedesca, ungherese, serba, slovacca e ucraina.
Cambia il modo di valutare, i voti da 1 a 10 o i giudizi?
No. Il decreto non modifica la scala di valutazione. Stabilisce il riferimento rispetto al quale si effettua la valutazione, cioè che cosa deve dimostrare l’alunno e a quale livello.
Gli standard si applicano anche alle classi con insegnamento nelle lingue delle minoranze?
Sì. La relazione illustrativa mostra che la valutazione dei risultati dell’apprendimento si effettua con riferimento agli stessi standard, nel rispetto dei principi di equità e comparabilità e tenendo conto delle particolarità linguistiche e del contesto culturale.
Dove trovo il testo integrale degli standard?
Nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 674 bis del 14 agosto 2026. Il decreto precisa che questa edizione può essere acquistata presso il Centro per le relazioni con il pubblico della Gazzetta Ufficiale della Romania.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 674 e n. 674 bis del 14 agosto 2026 16 pagine PDF, 106 KB l'atto inizia a pagina 16

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Le altre edizioni citate: nr. 674 bis/2026

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.