In breve

  • La Corte Costituzionale ha respinto, in quanto infondata, l’eccezione con cui due sindacati del settore sanitario-veterinario chiedevano l’eliminazione della condizione che limita l’indennità di rischio al personale il cui stipendio base ha raggiunto il livello fissato per il 2022.
  • Di fatto non cambia nulla: l’indennità per condizioni di lavoro nocive o pericolose continua a essere concessa solo dalla data in cui lo stipendio base, la retribuzione di funzione o l’indennità di inquadramento raggiunge il livello della griglia 2022, esattamente come già stabilito dall’Alta Corte di Cassazione e Giustizia nel 2020.
  • La decisione è definitiva e generalmente vincolante, quindi chiude ogni altro tentativo di contestare questa norma per via costituzionale sullo stesso fondamento.
Atto: Sentenza della Corte costituzionale n. 59/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 641 del 4 agosto 2026
Pronunciata: 22 gennaio 2026

La Corte Costituzionale ha respinto l’eccezione di incostituzionalità con cui il personale sanitario-veterinario chiedeva l’eliminazione della condizione che lega l’indennità di rischio al livello retributivo raggiunto nella griglia 2022. La Decisione n. 59/2026, pronunciata a gennaio e pubblicata in Gazzetta Ufficiale della Romania oltre sei mesi dopo, conferma l’interpretazione data dall’Alta Corte di Cassazione e Giustizia nel 2020 e chiude una controversia costituzionale avviata da sindacati di Botoșani e Bucarest, che lamentavano un trattamento discriminatorio tra colleghi esposti agli stessi rischi professionali.

Il caso è nato dai ricorsi di veterinari e ispettori sanitario-veterinari a cui il datore di lavoro aveva negato l’indennità per condizioni di lavoro nocive o pericolose, pur operando nelle stesse condizioni, confermate da bollettini di perizia, di colleghi che invece la percepivano. La differenza tra le due categorie non dipendeva dal rischio effettivo sul posto di lavoro, ma da un unico criterio amministrativo: se lo stipendio base avesse o meno raggiunto il livello fissato dalla legge per il 2022. I sindacati hanno sostenuto che questa condizione crea una discriminazione artificiale e hanno chiesto alla Corte Costituzionale di superare l’interpretazione data dalla corte suprema.

La stessa distinzione è tornata nel 2026, per un’indennità i cui criteri stanno in un decreto classificato: anche lì la Corte ha respinto l’eccezione.

Gli effetti che produce

Per il personale delle istituzioni sanitario-veterinarie e per la sicurezza alimentare (veterinari ufficiali, personale dell’Autorità Nazionale Sanitaria Veterinaria e per la Sicurezza degli Alimenti e delle direzioni sanitario-veterinarie distrettuali), la decisione non cambia nulla nel modo di calcolare l’indennità: essa continua a essere concessa solo dalla data in cui lo stipendio base, la retribuzione di funzione o l’indennità di inquadramento diventa uguale o superiore al livello fissato dalla legge per il 2022. Chi non ha ancora raggiunto quella soglia resta senza l’indennità di rischio, indipendentemente dalle condizioni di lavoro reali attestate dai bollettini di perizia.

L’effetto concreto è procedurale: i tribunali potranno respingere direttamente, senza un nuovo esame nel merito, qualsiasi eccezione di incostituzionalità sollevata con lo stesso argomento. È la terza volta negli ultimi tre anni che la Corte conferma la stessa soluzione, dopo le decisioni n. 98/2023 e n. 176/2024, il che significa che le richieste di corresponsione retroattiva dell’indennità restano condizionate rigorosamente a questo criterio salariale, indipendentemente dal tribunale a cui arrivano. La stessa linea giurisprudenziale, con cui la Corte Costituzionale rifiuta di sostituirsi al legislatore in materia di diritti salariali aggiuntivi, si ritrova anche nella recente decisione con cui la Corte ha mantenuto le vecchie soglie di reddito per il patrocinio a spese dello Stato.

Che cosa cambia rispetto a prima

  • Nulla nel testo: l’art. 38, commi (3), (4) e (6) della Legge quadro n. 153/2017 restano invariati, e l’interpretazione data dall’Alta Corte di Cassazione e Giustizia con la Decisione n. 27/2020 resta applicabile.
  • Si chiude una via di ricorso: l’argomento della discriminazione tra dipendenti con le stesse condizioni di rischio ma stipendi base diversi non può più essere usato come eccezione di incostituzionalità in altri procedimenti.
  • Giurisprudenza confermata: la Corte riafferma, richiamando le decisioni n. 98/2023, n. 176/2024 e n. 6/2025, che la scelta del legislatore riguardo alle condizioni di concessione delle indennità salariali non può essere censurata per via costituzionale.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Prevedibilità: la regola di concessione dell’indennità resta stabile, senza il rischio di un brusco cambiamento giurisprudenziale che colpirebbe i bilanci delle istituzioni sanitario-veterinarie.
  • I tribunali possono respingere più rapidamente i ricorsi fondati sullo stesso argomento, già deciso in via definitiva.

Che cosa resta un problema

  • Il personale sanitario-veterinario che lavora in condizioni altrettanto pericolose dei colleghi che ricevono l’indennità, ma il cui stipendio non ha ancora raggiunto il livello del 2022, resta senza questa compensazione, esattamente la situazione lamentata come discriminatoria.
  • La Corte stessa riconosce che la soluzione corretta spetta alla scelta del legislatore, non all’interpretazione giudiziaria, quindi qualsiasi rimedio reale dipende da un’iniziativa legislativa, non dai tribunali.

Consigli pratici

  1. Se lavori nel settore sanitario-veterinario e ritieni di avere diritto all’indennità di rischio: verifica prima se il tuo stipendio base ha raggiunto il livello fissato dalla legge per il 2022, per la tua funzione e il tuo grado. Questo è l’unico criterio da cui parte ogni calcolo.
  2. Se il tuo stipendio ha nel frattempo raggiunto quel livello: l’indennità è dovuta dalla data del raggiungimento della soglia, non retroattivamente da una data precedente, anche se l’esposizione al rischio è stata costante.
  3. Non invocare più la discriminazione come argomento di incostituzionalità in tribunale su questo fondamento: dopo la Decisione n. 59/2026, ogni richiesta simile sarà respinta direttamente, senza un nuovo esame.
  4. Se hai una controversia in corso con il datore di lavoro sull’indennità di rischio, parla con un avvocato del calcolo esatto della data da cui è dovuta l’indennità, non della contestazione della legge in sé.

Domande frequenti

Cosa ha deciso la Corte Costituzionale?
Ha respinto, in quanto infondata, l’eccezione con cui si chiedeva l’eliminazione della condizione che limita l’indennità per condizioni di lavoro nocive o pericolose al personale sanitario-veterinario il cui stipendio base ha raggiunto il livello fissato per il 2022. La legge resta invariata.
Chi riceve l’indennità per condizioni nocive o pericolose nel settore sanitario-veterinario?
Solo il personale delle istituzioni pubbliche sanitario-veterinarie e per la sicurezza alimentare che soddisfa contemporaneamente due condizioni: lavora in condizioni di rischio confermate da un bollettino di perizia e ha lo stipendio base, la retribuzione di funzione o l’indennità di inquadramento al livello fissato dalla legge per il 2022 o superiore.
Perché è stata respinta l’eccezione, se la discriminazione lamentata era reale?
La Corte ha ritenuto che le due categorie di dipendenti, quelli che hanno raggiunto il livello salariale del 2022 e quelli che non lo hanno ancora raggiunto, non si trovano in situazioni giuridiche identiche o comparabili, quindi non si può parlare di discriminazione ai sensi della Costituzione. Inoltre, la Corte ha sottolineato che stabilire le condizioni di concessione delle indennità è di competenza esclusiva del legislatore, non della corte costituzionale.
Questa norma può ancora essere contestata per via costituzionale?
Con lo stesso argomento, non più: la decisione è definitiva e generalmente vincolante, e i tribunali respingeranno direttamente eccezioni simili, senza un nuovo esame nel merito.
Cosa si può fare se l’indennità di rischio è stata rifiutata ingiustamente?
Se il rifiuto si basa su motivi diversi dal livello retributivo del 2022, ad esempio la mancanza del bollettino di perizia o errori di calcolo, resta aperta la via del ricorso in tribunale nel merito della causa, separatamente da qualsiasi argomento di incostituzionalità.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo seguente è riportato in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.