In breve

  • Il Ministero dell’Energia apre un regime da 150 milioni di euro per batterie industriali di accumulo dell’energia elettrica, finanziato dal Fondo per la modernizzazione.
  • Un’impresa può ricevere al massimo 15 milioni di euro e l’aiuto può coprire fino al 100% dei costi ammissibili, con un massimale di 69.000 euro per ogni MWh di accumulo installato.
  • La selezione avviene tramite gara competitiva, non secondo il principio del primo arrivato. Sono attesi circa 10 beneficiari e gli impianti devono entrare in funzione entro 48 mesi.
Atto: Decreto ME n. 745/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 610 del 27 luglio 2026
In vigore: 27 luglio 2026

Lo Stato mette 150 milioni di euro per batterie industriali che accumulino l’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Il Ministero dell’Energia ha approvato il regime di aiuti di Stato per impianti autonomi di accumulo a batteria, noti nei documenti ufficiali come impianti stand-alone, finanziato dal Fondo per la modernizzazione. È il terzo intervento del ministero su questo fondo negli ultimi mesi, dopo quello con cui i termini per gli investimenti in energia rinnovabile sono stati prorogati al 2028. Il decreto n. 745 del 16 luglio 2026 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 610 del 27 luglio 2026 ed è entrato in vigore alla data della pubblicazione.

Il regime ha già superato il filtro europeo. La Commissione europea lo ha autorizzato con la Decisione n. C(2026) 1588 final del 6 marzo 2026, nel caso SA.121308, mentre il Consiglio della concorrenza ha emesso il parere n. 2.656 del 25 febbraio 2026. La Banca europea per gli investimenti ha confermato, l’11 marzo 2026, che gli investimenti rientrano nei settori finanziabili dal Fondo per la modernizzazione.

Gli impianti stand-alone sono batterie collegate direttamente alla rete di trasmissione o di distribuzione, che non servono una determinata centrale, ma assorbono energia quando la produzione supera il consumo e la immettono nei momenti di picco della domanda. Sono il tassello che manca in un sistema con molta energia eolica e solare, dove la produzione non coincide con il consumo.

Gli effetti che produce

Il primo effetto riguarda la dotazione e il modo di ripartirla. Il regime ha un bilancio totale stimato di 150 milioni di euro, somme a fondo perduto dal Fondo per la modernizzazione, e il numero stimato di beneficiari è di circa dieci. Se le risorse non vengono esaurite dopo la prima gara, il Ministero dell’Energia organizza una nuova procedura per l’importo residuo.

Il secondo effetto stabilisce quanto può ottenere una singola impresa. L’aiuto massimo è di 15 milioni di euro per ciascuna impresa, indipendentemente da quanti progetti presenta. L’intensità dell’aiuto può arrivare fino al 100% dei costi ammissibili, proprio perché la selezione avviene tramite procedura di gara competitiva ed è la concorrenza tra gli offerenti a tenere basso il prezzo.

Il terzo effetto è il massimale tecnico, quello che conta nel calcolo dell’offerta. Il valore dell’aiuto non può superare 69.000 euro per ogni MWh di accumulo installato. È il limite che trasforma la gara in una competizione sull’efficienza, non sulle dimensioni del progetto.

Il quarto effetto riguarda le soglie di ammissibilità del progetto. L’impianto deve essere nuovo, situato in Romania, avere una potenza di almeno 1 MW e un rapporto tra capacità e potenza di almeno 2:1, cioè poter funzionare per almeno due ore alla potenza installata. I progetti che si limitano a sostituire impianti di accumulo più vecchi non sono ammissibili.

Il quinto effetto è il calendario, con la sanzione inclusa. Il regime si applica fino al 31 dicembre 2030 e gli investimenti devono essere completati e messi in funzione entro 48 mesi dalla concessione dell’aiuto. Il superamento del termine comporta penalità dello 0,01% al giorno sul valore dell’aiuto, più il tasso di politica monetaria della Banca nazionale della Romania, salvo i casi di forza maggiore.

Che cosa cambia rispetto a prima

Finora il Fondo per la modernizzazione ha finanziato soprattutto la produzione di energia rinnovabile e l’autoconsumo. L’accumulo autonomo non aveva un regime proprio, benché senza di esso l’energia prodotta nei picchi di vento e di sole resti in parte inutilizzata. Questa è la novità di fondo.

Cambia anche il meccanismo di selezione. I regimi precedenti su questo fondo hanno funzionato, in buona parte, secondo il principio della presentazione e della verifica, mentre qui tutto passa attraverso una procedura di gara competitiva: il fornitore dell’aiuto pubblica i criteri di selezione almeno sei settimane prima del termine di presentazione e vincono i meglio classificati.

I richiedenti possono essere microimprese, piccole, medie o grandi imprese, comprese quelle di nuova costituzione, rumene o di un altro Stato membro, a condizione che risultino iscritte al Registro delle imprese entro la firma del contratto di finanziamento. I progetti si presentano solo individualmente, i partenariati sono esclusi.

Resta però lo schema già noto dei finanziamenti da questo fondo: termini rigidi e penalità per il ritardo. È la stessa logica che il ministero ha applicato anche quando ha fissato il termine del 2028 per gli investimenti in autoconsumo rinnovabile.

Sul fronte della trasparenza, gli aiuti individuali superiori a 100.000 euro vengono pubblicati entro sei mesi dalla concessione, mentre il regime, i contratti, i pagamenti e gli eventuali recuperi si caricano nel Registro nazionale degli aiuti di Stato, con termini da 7 a 10 giorni lavorativi per ciascuna categoria.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • L’intensità dell’aiuto fino al 100% dei costi ammissibili è insolitamente generosa e rende i progetti realizzabili anche per imprese senza grandi capitali propri.
  • Il regime è già autorizzato dalla Commissione europea, quindi il rischio giuridico di un successivo recupero dell’aiuto è ridotto.
  • Sono ammissibili anche le imprese di nuova costituzione, il che apre il mercato a nuovi sviluppatori e non soltanto ai grandi produttori.
  • La soglia di ingresso è ragionevole: 1 MW di potenza installata, alla portata di un progetto di dimensioni medie.

Che cosa resta un problema

  • Una dotazione di 150 milioni di euro per circa dieci beneficiari significa che la maggior parte di chi presenta domanda resterà fuori.
  • Il massimale di 69.000 euro per MWh può risultare stretto per i progetti con costi di connessione elevati o con siti difficili.
  • Il termine di 48 mesi, con penalità dello 0,01% al giorno, trasferisce sul beneficiario il rischio dei ritardi nelle forniture o nei pareri.
  • I partenariati sono esclusi, quindi le piccole imprese non possono associarsi per raggiungere la dimensione necessaria a un progetto competitivo.

Consigli pratici

  1. Calcolate per tempo il rapporto tra capacità e potenza. Il requisito minimo di 2:1 significa che un impianto da 1 MW deve avere almeno 2 MWh di capacità, altrimenti il progetto viene respinto in partenza.
  2. Verificate il massimale di 69.000 euro per MWh prima di costruire il budget. Limita l’aiuto a prescindere dall’intensità del 100%.
  3. Seguite l’annuncio di apertura della procedura sulla pagina del Ministero dell’Energia. I criteri di selezione si pubblicano almeno sei settimane prima del termine di presentazione.
  4. Preparate per tempo il fascicolo per la piattaforma MySmis 2021, dove si caricano la domanda di finanziamento e gli allegati.
  5. Il parere tecnico di connessione non è obbligatorio al momento della presentazione della domanda, ma diventa obbligatorio entro la prima richiesta di pagamento. Avviate le pratiche presso il gestore di rete in parallelo alla preparazione del fascicolo.
  6. Rispettate il principio dell’effetto di incentivazione: i lavori avviati prima della presentazione della domanda di finanziamento possono compromettere l’ammissibilità dell’intero progetto.

Domande frequenti

Chi può chiedere questo aiuto?
Gli operatori economici di qualsiasi dimensione, dalle microimprese alle grandi imprese, comprese quelle di nuova costituzione, costituite in Romania o in un altro Stato membro e iscritte al Registro delle imprese entro la firma del contratto di finanziamento. I progetti si presentano solo individualmente.
Quanto si può ricevere?
Al massimo 15 milioni di euro per ciascuna impresa, indipendentemente dal numero di progetti. L’aiuto può coprire fino al 100% dei costi ammissibili, ma non può superare 69.000 euro per ogni MWh di accumulo installato.
Che cosa significa impianto autonomo, stand-alone?
Un nuovo impianto di accumulo a batteria, collegato alle linee di trasmissione o di distribuzione, a qualunque livello di tensione, che non serve una determinata centrale di produzione. Gli impianti che si limitano a sostituire vecchie apparecchiature di accumulo non sono ammissibili.
Come avviene la selezione?
Tramite una procedura di gara competitiva, cioè una gara basata su criteri chiari, trasparenti e non discriminatori. I criteri si pubblicano almeno sei settimane prima del termine di presentazione.
Che cosa succede se l’impianto non è pronto in tempo?
Il termine è di 48 mesi dalla concessione dell’aiuto. Il suo superamento comporta penalità dello 0,01% al giorno sul valore dell’aiuto, più il tasso di politica monetaria della Banca nazionale della Romania. Il ministero rinuncia alle penalità se il ritardo è causato da forza maggiore.
Fino a quando si applica il regime?
Fino al 31 dicembre 2030. Se la dotazione non si esaurisce alla prima gara, il Ministero dell’Energia organizza una nuova procedura per l’importo residuo.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 610 del 27 luglio 2026 16 pagine PDF, 116 KB

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.