In breve
- I riservisti chiamati a esercitazioni e addestramenti di mobilitazione, alla mobilitazione o alla guerra possono farsi rimborsare il viaggio, e il Ministero della Giustizia ha ora fissato la procedura esatta per il sistema penitenziario.
- Chi si sposta con l’auto propria riceve il controvalore di 7,5 litri di carburante ogni 100 chilometri, al prezzo di vendita al dettaglio indicato sullo scontrino fiscale, oltre ai pedaggi autostradali, ai pedaggi dei ponti e alle tasse di traghetto.
- Per il ritorno a casa, l’unità consegna il denaro in contanti, alla cassa, prima della partenza, senza una domanda separata. Per il viaggio di andata pagato di tasca propria, la domanda di rimborso resta obbligatoria.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 685 del 19 agosto 2026
Emesso: 13 agosto 2026
Un riservista chiamato a un’esercitazione non deve più chiedersi chi gli paga il viaggio e quanto esattamente. Il Ministero della Giustizia ha approvato la procedura di rimborso delle spese di viaggio per i riservisti del sistema penitenziario, chiamati alle esercitazioni e agli addestramenti di mobilitazione, alla mobilitazione o alla guerra. Il decreto ha tre articoli e un allegato con otto articoli, oltre al modello della domanda di rimborso, e si fonda sull’art. 26, comma 1, della legge n. 355/2009 sul regime dello stato di mobilitazione parziale o totale delle forze armate e dello stato di guerra, nonché sull’art. 74 della legge n. 446/2006 sulla preparazione della popolazione per la difesa. È uno degli atti di procedura pubblicati in questa giornata, accanto a quello che fissa il percorso della rivalutazione medica delle persone con disabilità.
La procedura si applica al Ministero della Giustizia, all’Amministrazione nazionale penitenziaria e alle unità che ne dipendono. Non riguarda i riservisti del Ministero della Difesa nazionale o di altre strutture, che hanno una propria disciplina. In sintesi: se siete nella riserva del sistema penitenziario e ricevete un ordine di chiamata, questo è il testo che dice chi vi paga il viaggio.
Il rimborso avviene sulla base dei buoni di trasporto contenuti nell’ordine di chiamata, il cui modello è stabilito dalla decisione del Governo n. 13/2011. Sono ammessi gli spostamenti con l’autovettura legittimamente detenuta, con il trasporto pubblico, cioè autobus, minibus, treno, tram, filobus, metropolitana e impianti a fune dove esistono, nonché con i mezzi di trasporto pubblico navale.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è che compaiono tre situazioni di pagamento distinte, con destinatari diversi. Il riservista riceve il denaro direttamente se ha pagato di tasca propria il titolo di viaggio o se si è spostato con l’auto propria. Il vettore riceve il denaro direttamente se il riservista ha usato i buoni di trasporto contenuti nell’ordine di chiamata. La differenza conta, perché nel terzo caso il riservista non presenta alcuna domanda: al momento della presentazione presso l’unità gli vengono trattenuti l’ordine di chiamata e i titoli di viaggio ricevuti in cambio dei buoni.
Il secondo effetto è il parametro forfettario per l’auto personale, scritto all’art. 4 per lo spostamento verso l’esercitazione o l’addestramento di mobilitazione: il controvalore di 7,5 litri di carburante ogni 100 chilometri percorsi, al prezzo di vendita al dettaglio. Il prezzo è quello indicato sullo scontrino fiscale emesso dalle società di distribuzione dei prodotti petroliferi nel periodo dello spostamento, quindi non un valore medio fissato in via amministrativa. La distanza si calcola sull’itinerario stradale più breve tra le località e, se questo non può essere determinato, per ferrovia, sempre sul percorso più breve.
Il terzo effetto è la definizione ampia di autovettura legittimamente detenuta. Vi rientra non soltanto l’auto propria, ma anche quella del marito o della moglie, dei figli o dei genitori del riservista, nonché quella utilizzata in base ad atti conclusi con terzi, alle condizioni di legge. È una formulazione che evita la situazione in cui qualcuno perde il rimborso perché ha viaggiato con l’auto di famiglia.
Il quarto effetto riguarda ciò che si aggiunge al carburante. Nelle spese rimborsate rientrano anche le eventuali tasse di traghetto, i pedaggi autostradali e i pedaggi dei ponti. Nel trasporto pubblico, il valore rimborsato è la somma dei titoli di viaggio, alla quale si possono aggiungere le commissioni delle agenzie di viaggi e altre tasse specifiche pagate dai viaggiatori, disciplinate dalla legislazione nazionale.
Il quinto effetto riguarda i termini, che sono scritti con chiarezza. L’unità comunica al vettore l’importo del rimborso entro 10 giorni dalla data di effettuazione del trasporto. Per le esercitazioni e gli addestramenti di mobilitazione, il rimborso avviene entro 30 giorni dal ricevimento dei buoni e dei dati necessari al pagamento, a valere sulle risorse destinate a questo scopo. Per la mobilitazione o la guerra, l’unità redige una richiesta di stanziamenti di bilancio e la trasmette per via gerarchica, quindi il pagamento dipende dall’assegnazione dei fondi.
Il sesto effetto è il più pratico per il riservista: il ritorno a casa si paga in anticipo. Alla conclusione dell’esercitazione, alla smobilitazione o alla cessazione dello stato di guerra, l’unità gli consegna tramite la cassa, in contanti, l’equivalente del biglietto o dei biglietti di viaggio fino al domicilio. Se è arrivato con l’auto, riceve sempre in contanti il controvalore di 7,5 litri ogni 100 chilometri per la distanza fino a casa, al prezzo del giorno della partenza.
Il settimo effetto riguarda la provenienza del denaro. Per le esercitazioni e gli addestramenti, le somme provengono dai bilanci propri degli istituti penitenziari o dal bilancio dell’Amministrazione nazionale penitenziaria. Per la mobilitazione o la guerra, provengono dal bilancio dello Stato per la guerra, elaborato e approvato alle condizioni di legge.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il diritto esisteva già. L’art. 26, comma 1, della legge n. 355/2009 e l’art. 74 della legge n. 446/2006 sulla preparazione della popolazione per la difesa prevedono che i riservisti chiamati beneficino del trasporto, e la decisione del Governo n. 13/2011 aveva stabilito fin dal 2011 il modello dell’ordine di chiamata, con i buoni di trasporto allegati. Quello che mancava era la procedura con cui il sistema penitenziario dà attuazione a questo diritto: chi paga, in quanto tempo, in base a quali documenti e con quale parametro.
La prima novità è il parametro scritto. Senza un testo che dica 7,5 litri ogni 100 chilometri e il prezzo dello scontrino fiscale, il rimborso dello spostamento con l’auto propria restava rimesso alla valutazione di ciascuna unità. Ora la cifra è la stessa per tutti e il riservista può verificare da solo la somma alla quale ha diritto.
La seconda novità è il calendario. Dieci giorni per la comunicazione del rimborso al vettore, trenta giorni per il pagamento effettivo nel caso delle esercitazioni e degli addestramenti. Sono termini che, in assenza della procedura, nessuno poteva invocare.
La terza novità è il modulo. L’allegato alla procedura contiene il modello della domanda di rimborso, con le voci relative alla località di domicilio, al distretto, alla distanza in chilometri fino alla località in cui si svolge l’attività e al mezzo di trasporto utilizzato. La domanda è approvata dal direttore dell’unità e vistata dal capo contabile.
Che cosa non è cambiato: l’obbligo del riservista di presentare i documenti giustificativi. Per lo spostamento con l’auto servono lo scontrino fiscale del carburante emesso nel periodo dello spostamento, la carta di circolazione dell’autovettura utilizzata, il documento di identità e, se del caso, altri documenti giustificativi previsti dalla legge. Il rimborso avviene inoltre nel rispetto delle disposizioni di legge sul trasporto pubblico per i pensionati, applicabili al momento dello spostamento.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Il parametro è pubblico e verificabile: 7,5 litri ogni 100 chilometri, al prezzo dello scontrino fiscale, più i pedaggi e le tasse di percorrenza.
- Il denaro per il ritorno a casa viene consegnato in anticipo, in contanti, alla cassa dell’unità, quindi il riservista non anticipa due volte di tasca propria.
- La definizione di autovettura legittimamente detenuta copre anche l’auto del marito, della moglie, dei figli o dei genitori, non soltanto quella propria.
- I termini di 10 e di 30 giorni sono scritti nella procedura, quindi possono essere invocati se il pagamento tarda.
- Quando si usano i buoni contenuti nell’ordine di chiamata, il pagamento va direttamente al vettore e il riservista non ha alcuna formalità da svolgere.
Che cosa resta un problema
- Il parametro di 7,5 litri ogni 100 chilometri è fisso, a prescindere dal consumo reale dell’auto, quindi un’autovettura più vecchia o più grande resta in parte non rimborsata.
- Alla mobilitazione o alla guerra, il pagamento dipende da una richiesta di stanziamenti di bilancio trasmessa per via gerarchica, senza un termine scritto, a differenza dei 30 giorni previsti per le esercitazioni.
- La procedura copre soltanto il sistema penitenziario. Un riservista di un’altra struttura deve cercare la disciplina della propria istituzione.
- La domanda di rimborso richiede la distanza in chilometri compilata dal richiedente, ma la regola di calcolo, l’itinerario stradale più breve, è scritta in un altro articolo della procedura, non sul modulo.
- Non è previsto che cosa accade se il riservista perde lo scontrino fiscale del carburante o il titolo di viaggio.
Consigli pratici
- Conservate lo scontrino fiscale del carburante emesso nel periodo dello spostamento. Senza di esso il prezzo su cui si fa il calcolo non può essere provato e il rimborso dello spostamento con l’auto propria non può avvenire.
- Portate con voi la carta di circolazione dell’auto con la quale avete guidato e il documento di identità. Entrambi sono richiesti espressamente per il rimborso.
- Se viaggiate con l’auto di un familiare, verificate che si tratti del marito, della moglie, di un figlio o di un genitore. Queste situazioni sono coperte dalla definizione di autovettura legittimamente detenuta.
- Se avete ricevuto buoni di trasporto nell’ordine di chiamata, usateli. In quel caso il pagamento va direttamente al vettore e non presentate alcuna domanda.
- Calcolate la distanza sull’itinerario stradale più breve tra le località. Questa è la regola della procedura, non il percorso che avete effettivamente scelto.
- Non dimenticate i pedaggi autostradali, quelli dei ponti e le tasse di traghetto. Si aggiungono alle spese rimborsate, se avete i documenti.
- Alla partenza verso casa, chiedete alla cassa dell’unità la somma per il ritorno. Viene consegnata in contanti, prima della partenza, non dopo che siete arrivati a casa.
- La domanda di rimborso è approvata dal direttore dell’unità e vistata dal capo contabile. Presentatela completa, con la distanza e il mezzo di trasporto indicati correttamente.
Domande frequenti
Chi rientra in questa procedura?
Quanto ricevo se viaggio con l’auto personale?
Che cosa significa autovettura legittimamente detenuta?
Come si calcola la distanza?
In quanto tempo ricevo il denaro?
Chi paga il viaggio di ritorno a casa?
Da dove provengono i fondi?
Devo compilare un modulo?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
