In breve
- Il programma di lingua e letteratura rumena per le scuole e le sezioni con insegnamento in lingua ungherese, classi dalla V alla VIII, viene sostituito dall’anno scolastico 2026-2027, che comincia tra pochi giorni.
- I contenuti indicati nel programma come applicativi e intuitivi, cioè la grammatica insegnata senza teorizzazione, non si valutano più sul piano teorico agli esami nazionali, ma soltanto attraverso il loro uso in contesto.
- Il programma chiede che il rumeno sia la lingua di contatto in classe, che l’insegnante parli meno degli alunni e che gli errori non vengano più corretti sul momento mentre l’alunno parla.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 719 e n. 719 bis del 28 agosto 2026
Entrata in vigore: 28 agosto 2026
A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, il Ministero dell’Istruzione pubblica un programma nuovo di lingua rumena per gli alunni delle scuole con insegnamento in lingua ungherese, costruito secondo le regole dell’insegnamento di una lingua non materna. Il Decreto MEC n. 5.111/2026 sostituisce il programma approvato nel 2017 e si applica dall’anno scolastico 2026-2027. È il secondo cambiamento importante di curricolo pubblicato ad agosto, dopo i 182 programmi nuovi per l’istruzione secondaria superiore speciale.
Per questi alunni il rumeno non è la lingua materna, ma una seconda lingua, imparata a scuola. Per questo ha un programma proprio, distinto da quello di lingua e letteratura rumena delle scuole con insegnamento in rumeno, e la disciplina si studia quattro ore alla settimana, secondo il piano quadro del 2016. Il programma nuovo dice apertamente su che cosa si appoggia: sul supplemento del 2018 al Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, il documento con cui si misurano i livelli di conoscenza di una lingua straniera, dall’A1 al C2.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è lo spostamento dell’accento dalla teoria all’uso. Le indicazioni metodologiche chiedono che il metalinguaggio, cioè la terminologia grammaticale, sia ridotto al minimo e che grammatica e lessico restino strumenti per la comunicazione, non oggetto di studio in sé. Nelle tabelle dei contenuti quasi ogni capitolo di grammatica porta l’indicazione «Aplicativ», applicativo, il che significa, secondo le definizioni del programma, che il fenomeno si analizza senza teorizzazione.
Il secondo effetto riguarda gli esami. Il programma prevede espressamente che «Conținuturile propuse pentru prelucrare aplicativă și intuitivă nu vor fi evaluate teoretic în cadrul examenelor de evaluare la nivel național, ci numai din perspectiva utilizării contextuale», cioè che i contenuti proposti per un trattamento applicativo e intuitivo non saranno valutati sul piano teorico agli esami nazionali, ma soltanto dal punto di vista dell’uso in contesto. Per un alunno di classe VIII, questo cambia l’aspetto stesso della prova di questa disciplina alla valutazione nazionale.
Il terzo effetto è la regola di classe. Il primo principio metodologico chiede di imporre il rumeno come lingua privilegiata di contatto durante le lezioni, limitando in modo significativo l’uso della lingua materna. L’ottavo chiede di decentrare le attività, in modo che la voce dell’insegnante si senta meno di quella degli alunni e che l’insegnante sia moderatore, non centro della lezione.
Il quarto effetto è la rinuncia alla correzione immediata. Durante le attività di comunicazione orale gli alunni non saranno più interrotti per correggere gli errori, perché interventi di questo tipo danneggiano la fluenza e la fiducia. Gli errori vengono annotati dall’insegnante e discussi alla fine dell’attività. La correzione sul momento resta riservata ai casi in cui l’errore impedisce di capire il messaggio.
Il quinto effetto è il dimensionamento dei testi. Il programma fissa le lunghezze dei materiali di lavoro: per l’ascolto, 80-120 parole in classe V, 120-180 in VI, 200-240 in VII e VIII; per la lettura, 100-140, 140-200 e 220-260 parole. Il livello linguistico perseguito è A2-B1+, e gli esercizi lessicali e grammaticali si rapportano a esso.
Il sesto effetto è l’organizzazione tematica. Ogni classe ha un tema generale, sviluppato in quattro temi, tre obbligatori e uno a scelta: «Io e il mio universo familiare» in classe V, «Io e il mondo intorno a me» in VI, «Gli orizzonti del mondo e della conoscenza» in VII, «Riflessioni sul mondo» in VIII. Ogni tema comincia con un testo non letterario e comprende almeno un testo letterario.
Il settimo effetto è l’elenco delle letture. Il programma propone circa 90 autori, da Alecsandri, Creangă, Caragiale, Eminescu, Slavici e Sadoveanu fino a Rowling, Tolkien, Roald Dahl, Neil Gaiman, Jeff Kinney e David Walliams, accanto ad autori rumeni contemporanei di letteratura per ragazzi. I tipi di testo ammessi comprendono le voci di dizionario, i post online, i foglietti illustrativi, i messaggi brevi, il fumetto e il manifesto.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il programma sostituito è quello approvato nel 2017, con l’allegato n. 2 al Decreto MEN n. 3.393/2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 164 e n. 164 bis del 7 marzo 2017. La nota di presentazione del programma nuovo dice quanto sia cambiato: la revisione «vizează până la 25% din conținutul actualei programe, nefiind operate schimbări majore în ceea ce privește structura și finalitățile acesteia», cioè riguarda fino al 25% del contenuto del programma attuale, senza cambiamenti sostanziali di struttura e di finalità, e gli aggiustamenti hanno «caracter preponderent editorial și metodologic», carattere prevalentemente editoriale e metodologico.
Ciò che è effettivamente cambiato, secondo la stessa nota, è la riorganizzazione di alcuni contenuti secondo i descrittori del supplemento al Quadro comune europeo di riferimento per le lingue, pubblicato nel 2018, cioè dopo il programma del 2017, e la riformulazione di alcune competenze per maggiore chiarezza. È anche la spiegazione del perché il cambiamento riguardi per ora soltanto questo programma: esso è costruito sul contrasto con la lingua materna dell’alunno. Le competenze specifiche chiedono esplicitamente di cogliere i suoni propri del rumeno rispetto alla lingua materna e di riconoscere l’accento mobile rumeno a fronte dell’accento fisso della lingua materna, cioè esattamente i fenomeni che distinguono il rumeno dall’ungherese.
Non sono cambiate le cinque competenze generali: la ricezione del testo orale, la produzione del testo orale, la ricezione del testo scritto, la redazione del testo scritto e la manifestazione di un atteggiamento aperto e rispettoso verso la diversità culturale e linguistica. Non è cambiato nemmeno il numero di ore, quattro alla settimana, stabilito dal piano quadro approvato nel 2016.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Il programma dice esplicitamente che lo scopo è la comunicazione, non le conoscenze teoriche sulla lingua, e corregge così una prassi antica, quella di insegnare il rumeno come lingua materna a bambini che a casa non lo parlano.
- Rinunciare alla correzione immediata degli errori durante il parlato è una regola della didattica delle lingue straniere che aumenta le probabilità che l’alunno parli.
- Le lunghezze dei testi sono scritte in cifre, classe per classe, quindi l’insegnante e l’autore di manuali hanno un riferimento comune.
- L’elenco delle letture mescola autori classici rumeni e letteratura contemporanea per ragazzi, il che dà all’insegnante un margine reale di scelta.
- I livelli A2-B1+ legano il programma a uno standard europeo verificabile, non a una valutazione interna.
- La precisazione sugli esami nazionali elimina un’ambiguità che costringeva l’alunno a studiare teoria che il programma non gli chiedeva.
Che cosa resta un problema
- Il programma si pubblica negli ultimi giorni di vacanza e si applica dal primo giorno di scuola, senza un periodo di preparazione degli insegnanti.
- I manuali restano quelli costruiti sul programma del 2017, e il decreto non dice nulla sulla loro sostituzione o sul loro adeguamento.
- La revisione fino al 25% non è segnalata nel testo, quindi l’insegnante non può vedere che cosa sia cambiato senza confrontare i due programmi riga per riga.
- La regola che l’insegnante parli meno degli alunni non è accompagnata da alcuno strumento di supporto, in una classe di 25 bambini che a casa non parlano rumeno.
- Cambia soltanto il programma per le scuole con insegnamento in lingua ungherese, senza che il decreto dica che cosa accada alle altre minoranze.
- Il testo pubblicato contiene link non funzionanti, tra cui uno con il prefisso di un’estensione del browser, il che rivela una verifica finale frettolosa.
Consigli pratici
- Insegnanti di rumeno nelle scuole e nelle sezioni con insegnamento in lingua ungherese: scaricate il programma dalla Gazzetta Ufficiale della Romania n. 719 bis, pagine 3-47, prima della prima ora. Si applica dall’anno scolastico 2026-2027.
- Leggete prima di tutto il capitolo delle indicazioni metodologiche, pagine 40-44. Lì stanno i cambiamenti di prassi: la lingua di contatto, il ruolo dell’insegnante, il trattamento degli errori, le lunghezze dei testi.
- Quando scegliete i testi di supporto, rispettate le lunghezze per classe: 80-120 parole per l’ascolto in classe V, fino a 240 in VII e VIII, e tra 100 e 260 parole per la lettura.
- Ogni classe ha quattro temi, tre obbligatori e uno a scelta. Cominciate ogni tema con un testo non letterario e includete almeno un testo letterario.
- Non costruite le verifiche su definizioni grammaticali. I contenuti applicativi e intuitivi si verificano attraverso l’uso in contesto, non riproducendo la regola.
- Genitori di alunni in classe VIII: chiedete all’insegnante come cambia la preparazione alla valutazione nazionale in questa disciplina, perché il programma esclude espressamente la valutazione teorica di questi contenuti.
- Dirigenti scolastici: il programma nuovo si applica dalla classe V alla VIII nello stesso anno, non in modo progressivo, quindi tutte e quattro le annate ci passano insieme.
Domande frequenti
Da quando si applica il programma nuovo?
Chi riguarda?
Quanto cambia rispetto al programma del 2017?
Si studia ancora la grammatica?
Quale livello di lingua persegue il programma?
Cambiano anche i manuali?
Analisi della redazione
Il programma risolve un problema riconosciuto da tempo e affrontato di rado in modo diretto: il rumeno si insegnava nelle scuole ungheresi secondo la logica della lingua materna, a bambini che a casa non lo sentono. Il testo nuovo dice, nel capitolo metodologico, esattamente ciò che andava detto: grammatica e lessico sono strumenti, non fine, e il fine è che l’alunno sappia usare la lingua. La precisazione che questi contenuti non si valutano sul piano teorico agli esami nazionali chiude il cerchio, perché nella scuola rumena si insegna ciò che si chiede all’esame.
Ciò che non si vede leggendo il programma emerge quando si mette la bibliografia accanto alla composizione del gruppo di lavoro. Delle 23 referenze scientifiche, 11 portano il nome di Elena Platon, che è anche la coordinatrice scientifica del gruppo che ha redatto il programma. È, allo stesso tempo, autrice o curatrice delle opere di riferimento nel campo dell’insegnamento del rumeno come lingua non materna, pubblicate a Cluj, quindi la sovrapposizione non ha nulla di anomalo in un ambito con pochi specialisti. Vale però la pena dirlo, perché la bibliografia di un programma nazionale è anche una lista di suggerimenti d’acquisto per le biblioteche scolastiche.
La seconda osservazione riguarda ciò che è rimasto non detto. Il decreto sostituisce un solo programma dell’allegato n. 2 al decreto del 2017 e non dice nulla sulle altre discipline o minoranze che starebbero sulla stessa logica della lingua non materna. L’argomento del programma è solido, perché il testo è costruito sul contrasto con la lingua materna dell’alunno, con richiami espliciti all’accento fisso e ai suoni che distinguono le due lingue. Un alunno delle scuole con insegnamento in un’altra lingua di minoranza impara però anch’egli il rumeno come seconda lingua e resta, per ora, sul programma del 2017.
La terza osservazione riguarda la cura del testo pubblicato. Nella nota di presentazione il rinvio al supplemento del Quadro comune europeo di riferimento compare con il prefisso di un’estensione del browser incollato davanti, «chrome-extension://efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj/https://rm.coe.int/…», cioè un indirizzo copiato da un lettore di PDF e non rivisto. Nell’elenco dei link utili l’indirizzo video.elearning.ubbcluj.ro è scritto «http://.video.elearning.ubbcluj.ro», con un punto in più che lo rende inutilizzabile, e una delle risorse consigliate è riportata insieme al parametro di tracciamento pubblicitario dell’indirizzo originale. Nessuno dei tre cambia un obbligo giuridico, motivo per cui non sono stati messi tra gli errori, ma tutti e tre sono stampati nella Gazzetta Ufficiale della Romania.
Che cosa andrebbe cambiato
- Un’edizione del programma con le modifiche evidenziate. Un insegnante che ha lavorato nove anni sul programma del 2017 ha bisogno di vedere che cosa è cambiato, non di confrontare 45 pagine riga per riga.
- Un calendario per i manuali. Il programma si applica dal primo giorno di scuola e i manuali restano quelli vecchi; il decreto avrebbe dovuto dire entro quando vengano adeguati o sostituiti.
- La correzione dei tre indirizzi internet dell’allegato. Il prefisso dell’estensione del browser, il punto in più nell’indirizzo di Cluj e il parametro pubblicitario in un link consigliato si riparano in mezz’ora.
- Una posizione esplicita sulle altre minoranze. Se l’argomento della revisione è l’allineamento alla didattica delle lingue non materne, esso vale anche là; se no, il decreto dovrebbe dire perché.
- Formazione per gli insegnanti prima dell’applicazione, non dopo. Le regole di classe del capitolo metodologico, dalla limitazione della lingua materna alla rinuncia alla correzione immediata, sono cambiamenti di prassi didattica, non di contenuto, e non si acquisiscono da un testo pubblicato pochi giorni prima della prima ora.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 719 e n. 719 bis del 28 agosto 2026 16 pagine PDF, 208 KB l'atto inizia a pagina 16
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
