In breve
- Il Ministero delle Finanze mette in vendita sette serie di titoli di Stato FIDELIS, con sottoscrizione fra il 4 e l’11 settembre 2026. In lei si paga il 6,30% su due anni, il 6,90% su quattro anni e il 7,50% su dieci anni. In euro, il 4,00% su tre anni e il 6,30% su dieci anni.
- Due delle sette serie sono riservate ai donatori di sangue e pagano esattamente un punto percentuale in più: 7,30% in lei su due anni e 5,00% in euro su tre anni. Chi ha donato fra il 1° aprile e l’11 settembre 2026 e possiede il documento che lo prova rientra in questa categoria.
- Un titolo costa 100 lei o 100 euro, il prezzo di emissione è il 100% del valore nominale e gli interessi non sono tassati, secondo l’art. 93 comma (1) lett. a) del Codice tributario. Il denaro si regola il 16 settembre 2026, il giorno dal quale l’interesse comincia a decorrere.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 744 del 3 settembre 2026
Entrata in vigore: 3 settembre 2026, data della pubblicazione, non prevedendo il decreto una data successiva
Lo Stato torna a indebitarsi direttamente presso i cittadini, con interessi che vanno dal 4% al 7,50% l’anno e che non sono tassati. Il decreto del ministro delle finanze n. 1.178 del 2 settembre 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 744 del 3 settembre 2026, approva i termini finali di sette emissioni di titoli FIDELIS, quattro in lei e tre in euro. Un giorno prima lo stesso ministero aveva pubblicato i prospetti delle aste con cui prende in prestito 7,2 miliardi di lei da banche e fondi, nello stesso mese. FIDELIS è la variante aperta alle persone fisiche: non si va all’asta, si sottoscrive a un prezzo fisso, tramite i broker della borsa.
In lei ci sono quattro serie. R2809A paga il 6,30% l’anno e si rimborsa il 16 settembre 2028. R2809B paga il 7,30% e ha la stessa scadenza, ma è riservata ai donatori di sangue. R3009A paga il 6,90% e dura fino al 16 settembre 2030. R3609A paga il 7,50% e si estende su dieci anni, fino al 16 settembre 2036. Tutte e quattro hanno un valore nominale di 100 lei per titolo e pagano la cedola una volta l’anno, il 16 settembre.
In euro ci sono tre serie, con valore nominale di 100 euro. R2909AE paga il 4,00% l’anno fino al 16 settembre 2029, mentre R2909BE paga il 5,00% l’anno, con la stessa scadenza, ed è quella dedicata ai donatori. R3609AE paga il 6,30% l’anno fino al 16 settembre 2036. Per le emissioni in euro il decreto non indica una banca come agente di pagamento, ma precisa che il Ministero delle Finanze effettuerà i pagamenti attraverso il Depositario Centrale. Nelle emissioni in lei l’agente di pagamento è Banca Transilvania.
Il calendario è identico per tutte e sette le serie. L’offerta si apre venerdì 4 settembre 2026 e si chiude venerdì 11 settembre. Sempre l’11 settembre si effettua l’assegnazione. La data dell’operazione è lunedì 14 settembre, il regolamento avviene mercoledì 16 settembre e i titoli entrano in negoziazione alla Borsa di Valori di Bucarest giovedì 17 settembre. L’interesse comincia ad accumularsi il 16 settembre 2026, cioè esattamente nel giorno in cui il denaro viene regolato, quindi l’acquirente non perde nemmeno un giorno di interesse fra il pagamento e l’inizio dell’accumulo.
Il prospetto e i termini finali sono pubblicati, secondo il decreto, sul sito del Ministero delle Finanze, su quello della Borsa di Valori di Bucarest e sui siti dei cinque intermediari del sindacato di collocamento: UniCredit Bank, BT Capital Partners, BCR, BRD e Tradeville. Il decreto precisa inoltre, in ciascuno dei sette allegati, che le sottoscrizioni sono irrevocabili e non possono essere modificate. Una volta depositata, la domanda non si ritira più.
Per chi preferisce lo sportello della Tesoreria o della Posta Romena alla borsa, lo Stato riapre in parallelo il programma Tezaur, con sottoscrizioni per settembre e ottobre 2026.
Gli effetti che produce
Il decreto non crea il programma FIDELIS e non cambia alcuna regola generale. Fissa le cifre di un solo giro: quali serie si lanciano, a quale interesse, su quale durata e in quali giorni avviene ciascun passaggio. Dal momento della pubblicazione queste cifre diventano obbligatorie per lo Stato e gli intermediari possono cominciare a raccogliere sottoscrizioni dal 4 settembre 2026.
Per una persona comune l’effetto pratico è avere otto giorni a disposizione per mettere denaro in uno strumento a interesse fisso e noto in anticipo. La somma minima discende dal valore nominale: 100 lei o 100 euro per un titolo, quindi la soglia di ingresso è bassa. Su 10.000 lei collocati nella serie a due anni l’interesse complessivo è di 1.260 lei, 630 lei l’anno. Sulla stessa somma messa nella serie a dieci anni l’interesse complessivo è di 7.500 lei. Su 10.000 euro nella serie a dieci anni sono 6.300 euro di interesse cumulato, 630 euro l’anno.
Il secondo effetto è fiscale, ma non discende da questo decreto. L’art. 93 comma (1) lett. a) della legge n. 227/2015 sul Codice tributario dichiara non imponibili i redditi derivanti dalla detenzione e dal trasferimento degli strumenti finanziari che attestano il debito pubblico dello Stato. I titoli di Stato rientrano in questa categoria, quindi l’interesse incassato è netto. Il decreto n. 1.178/2026 non dice nulla sull’imposizione, e non potrebbe: il regime fiscale è stabilito dal Codice tributario, non dal decreto che approva i termini di un’emissione.
Il terzo effetto riguarda la liquidità. I titoli sono ammessi alla negoziazione sul mercato regolamentato della Borsa di Valori di Bucarest dal 17 settembre 2026, il che significa che possono essere venduti prima della scadenza. Il decreto stabilisce l’ammissione alla negoziazione, non anche il prezzo al quale qualcuno li comprerebbe sul mercato.
Che cosa cambia rispetto a prima
Quasi nulla, ed è proprio questa l’informazione. L’edizione precedente, approvata con il decreto del ministro delle finanze n. 1.005/2026, con sottoscrizione fra il 7 e il 14 agosto 2026, aveva anch’essa sette serie, con la stessa struttura: due in lei su due anni, una in lei su quattro anni, una in lei su dieci anni, due in euro su tre anni e una in euro su dieci anni. I tassi sono identici, decimale per decimale: 6,30%, 7,30%, 6,90% e 7,50% in lei, 4,00%, 5,00% e 6,30% in euro. Si sono spostate solo le date, di circa un mese.
Si è spostata anche la finestra in cui deve essere valido il documento di donatore. Ad agosto l’atto chiedeva un documento valido fra il 1° marzo e il 14 agosto 2026, cioè 166 giorni. Adesso, fra il 1° aprile e l’11 settembre 2026, cioè 163 giorni. È la stessa finestra scorrevole di poco più di cinque mesi e mezzo, che si sposta insieme all’edizione.
La differenza rispetto ai prestiti che lo Stato prende nello stesso mese dagli investitori istituzionali è di altra natura. Nelle aste del settembre 2026, otto delle dieci serie messe in vendita sono riaperture di emissioni più vecchie, quindi l’acquirente paga anche l’interesse maturato dall’ultimo pagamento della cedola. In FIDELIS tutte e sette le serie sono nuove: il prezzo di emissione è il 100% del valore nominale e la data dalla quale l’interesse si accumula è la data stessa dell’emissione, il 16 settembre 2026. Non c’è interesse maturato da pagare in anticipo, quindi chi compra un titolo da 100 lei paga esattamente 100 lei.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- L’interesse è fisso e scritto nell’atto, per tutta la durata. Non dipende dall’inflazione, dal tasso di politica monetaria o dalla decisione di qualche banca.
- La soglia di ingresso è di 100 lei o 100 euro per un titolo, quindi la somma minima è accessibile quasi a chiunque.
- L’interesse non è tassato, secondo l’art. 93 comma (1) lett. a) del Codice tributario, quindi la percentuale annunciata è quella che arriva sul conto.
- L’acquirente paga esattamente il valore nominale, senza interesse maturato in anticipo, perché tutte e sette le serie sono emissioni nuove e non riaperture.
- I titoli entrano in negoziazione in borsa dal 17 settembre 2026, quindi possono essere venduti prima della scadenza.
- I donatori di sangue ricevono un punto percentuale in più, su due delle serie.
Che cosa resta un problema
- Il decreto non contiene alcun massimale e nessuna somma complessiva. Dalle sue undici pagine non si può sapere quanto lo Stato voglia prendere in prestito su ciascuna serie, quindi nemmeno se la sottoscrizione possa essere assegnata solo in parte.
- La sottoscrizione è irrevocabile e non modificabile fin dal momento del deposito, e l’assegnazione avviene l’11 settembre 2026, cinque giorni prima che il titolo esista effettivamente, il 16 settembre.
- Quattro delle sette serie arrivano a scadenza in un giorno di fine settimana, e gli allegati non dicono che cosa accada in quel caso. Il dettaglio è lasciato al Prospetto di base, un documento separato.
- Gli allegati in euro non indicano un agente di pagamento, a differenza di quelli in lei, dove compare Banca Transilvania.
- Chi vende prima della scadenza dipende dal prezzo di mercato, che può essere inferiore al valore nominale se nel frattempo gli interessi salgono.
- Il decreto approva sette allegati quasi identici, senza alcuna tabella di sintesi, quindi il confronto fra le serie ricade sul lettore.
Consigli pratici
- Verificate la durata, non solo la percentuale. Il 7,50% su dieci anni e il 6,30% su due anni sono offerte diverse, anche se compaiono una accanto all’altra nello stesso decreto. Il denaro messo nella serie 2036 resta bloccato fino al 2036, se non vendete in borsa.
- Se donate sangue, portate il documento prima dell’11 settembre 2026. L’attestato, il tesserino o qualsiasi altro atto che certifichi la qualità di donatore deve essere valido nell’intervallo dal 1° aprile 2026 all’11 settembre 2026, secondo gli allegati nn. 2 e 6.
- Scegliete l’intermediario prima del 4 settembre 2026. La sottoscrizione si effettua tramite UniCredit Bank, BT Capital Partners, BCR, BRD o Tradeville, e l’apertura di un conto di investimento richiede, a volte, qualche giorno lavorativo.
- Leggete due volte prima di depositare la domanda. Il decreto dice, in ciascun allegato, che le sottoscrizioni sono irrevocabili e non possono essere modificate. Non esiste un periodo di ripensamento.
- Annotatevi la data di registrazione, non solo la data di pagamento. La cedola la incassa chi detiene il titolo alla data di registrazione, che cade da nove a undici giorni prima del pagamento: 7 settembre 2027, 7 settembre 2028 e così via.
- Confrontate con quello che avete già. La serie in lei su due anni e la serie in euro su dieci anni pagano entrambe il 6,30%, ma in valute diverse e su durate che non si assomigliano affatto. La somma in euro dipende anche dal tasso di cambio nel momento in cui la convertite.
Domande frequenti
Che cosa sono, in concreto, i titoli di Stato FIDELIS?
Quando posso sottoscrivere?
Qual è la somma minima?
Che interesse ricevo e quando?
Si paga un’imposta sugli interessi?
Che cosa significa emissione dedicata ai donatori di sangue?
Tramite chi compro?
Posso cambiare idea dopo aver sottoscritto?
Che cosa faccio se ho bisogno del denaro prima della scadenza?
Che cos’è la data di registrazione?
Analisi della redazione
Le cifre dei sette allegati si chiudono: ogni emissione ha esattamente tanti periodi di interesse quante sono le date di registrazione e le date di pagamento, due nelle serie a due anni, tre in quelle in euro a tre anni, quattro nella serie 2030 e dieci nelle due serie a dieci anni, e l’ultima data di pagamento coincide, ovunque, con la data di scadenza.
Quello che emerge solo se si fanno i conti è il rapporto fra il bonus per i donatori e il premio per la durata. Un donatore di sangue riceve il 7,30% su due anni, in lei. Un investitore qualsiasi riceve il 6,90% su quattro anni, con la serie 2030. Quindi il punto percentuale concesso ai donatori cancella del tutto il compenso per due anni in più di attesa e lascia ancora 0,40 punti al di sopra. Rispetto alla serie a dieci anni, che dà il 7,50%, il donatore resta a soli 0,20 punti di distanza, con una durata cinque volte più breve. In pratica, tutto quello che lo Stato paga per tenere il denaro otto anni in più, rispetto a un donatore che glielo dà per due, sono venti centesimi di punto. Su 10.000 lei ciò significa 7.500 lei di interesse cumulato in dieci anni, contro 1.460 lei in due.
La seconda osservazione viene dal calendario. Fra le date di pagamento dei sette allegati, il 16 settembre 2028 è un sabato e il 16 settembre 2029 è una domenica. Ciò significa che quattro delle sette serie, le due in lei con scadenza nel 2028 e le due in euro con scadenza nel 2029, arrivano a maturazione in un giorno non bancario, e le serie a dieci anni hanno altre due cedole nella stessa situazione, nel 2034 e nel 2035. Al contrario, tutte e dieci le date di registrazione dell’allegato n. 4 cadono in giorni lavorativi, dal martedì al venerdì, e la distanza dal pagamento varia fra nove e undici giorni proprio perché venga così. In altre parole, chi ha redatto gli allegati ha applicato una regola di giorno lavorativo alle date di registrazione e non l’ha applicata alle date di pagamento, lasciando la risposta al Prospetto di base, un documento separato che il lettore deve procurarsi.
La terza cosa che manca è il denaro. Il decreto ha undici pagine piene di date, codici ISIN, codici CFI e simboli di borsa, e non contiene alcuna somma. Non è scritto da nessuna parte quanto lo Stato voglia prendere in prestito, né in totale né per serie. Il confronto è brutale con i prospetti delle aste per banche e fondi, pubblicati un giorno prima, dove il valore di ciascuna serie è indicato esplicitamente. L’investitore istituzionale conosce fin dall’inizio la dimensione dell’offerta. La persona fisica, no.
Che cosa andrebbe cambiato
- Ogni allegato dovrebbe contenere l’importo totale che lo Stato può assegnare su quella serie. Chi sottoscrive saprebbe se rischia un’assegnazione parziale e quanto sia forte la concorrenza sulla serie scelta, un’informazione che gli investitori istituzionali ricevono già nei prospetti d’asta.
- Gli allegati dovrebbero dire che cosa accade quando la data di pagamento cade di sabato o di domenica. Una sola frase, del tipo «il pagamento è effettuato il primo giorno lavorativo successivo, senza interessi aggiuntivi», risparmierebbe agli acquirenti delle quattro serie con scadenza nel fine settimana la ricerca della risposta in un altro documento.
- La riga «Agente di pagamento» degli allegati in lei andrebbe compilata, non lasciata vuota. Nella forma pubblicata la cella del valore è vuota e «Banca Transilvania» compare nella riga sottostante, nella colonna delle etichette. La tabella si capisce, ma richiede uno sforzo dove non dovrebbe.
- Gli allegati in euro dovrebbero indicare un agente di pagamento, come quelli in lei. Adesso, al posto di un nome, la voce spiega perché i pagamenti passino attraverso il Depositario Centrale. La spiegazione è utile, ma non tiene luogo della risposta alla domanda posta dall’etichetta stessa della riga.
- Una tabella di sintesi all’inizio del decreto, con le sette serie una per riga. Simbolo, valuta, cedola, scadenza, ammissibilità per i donatori. Cinque colonne che sostituirebbero la lettura di undici pagine per la domanda più semplice che chiunque si pone: quale serie paga di più e su quanto tempo.
- Il decreto dovrebbe indicare a quale edizione appartenga il giro. I tassi sono identici a quelli dell’agosto 2026 e la struttura delle serie pure. Un semplice numero di edizione permetterebbe a chiunque di vedere, a colpo d’occhio, se lo Stato abbia cambiato qualcosa rispetto al giro precedente o abbia soltanto spostato le date.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 744 del 3 settembre 2026 16 pagine PDF, 105 KB l'atto inizia a pagina 6
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
