In breve
- Lo Stato riconosce per legge quattro categorie di vittime della Mineriade, la repressione violenta delle proteste di Bucarest del 13-15 giugno 1990: i superstiti di chi è morto, i feriti, gli arrestati e i fermati.
- Chi ottiene il certificato ha diritto a un’indennità mensile di 5.000 lei, indicizzata ogni anno all’inflazione, oltre a cure e medicinali gratuiti, una sepoltura in proprietà, il pensionamento cinque anni prima, esenzioni fiscali e trasporto gratuito.
- La legge entra in vigore il 1° gennaio 2027 e i fascicoli si presentano a un dipartimento nuovo, creato all’interno del Segretariato di Stato per il riconoscimento dei meriti di coloro che hanno lottato contro il regime comunista.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 574 del 13 luglio 2026
Entrata in vigore: 1° gennaio 2027
Trentasei anni dopo che i manifestanti di piazza dell’Università furono picchiati dai minatori e dalle forze dell’ordine, lo Stato romeno iscrive nella legge uno status e un’indennità per chi è rimasto con le conseguenze. La legge n. 137/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 574 del 13 luglio 2026, concede 5.000 lei al mese, indicizzati ogni anno, a chi riesce a provare la propria qualità di vittima. È la terza grande legge riparatoria della famiglia di norme su cui la Corte costituzionale è stata chiamata più volte a dire chi rientra e chi no. Arriva dopo quella dei rivoluzionari, in cui la Corte ha confermato di recente il tetto alle indennità, e dopo il decreto-legge n. 118/1990 per i perseguitati politici.
L’articolo 1 della legge non gira intorno alle parole. Dice che gli eventi del 13-15 giugno 1990 sono rimasti nella storia della Romania come una pagina nera, in cui le manifestazioni pacifiche di Bucarest contro il Governo furono represse con brutalità dalle forze dell’ordine, con l’aiuto dei minatori. È una formulazione da atto normativo, non da manuale di storia, e fissa la premessa giuridica dell’intera legge.
Il testo non si applica automaticamente a nessuno. Ogni persona interessata deve presentare un fascicolo, con documenti ufficiali, a una commissione di nuova istituzione, e il riconoscimento avviene individualmente, con decisione.
Gli effetti che produce
Nascono quattro qualità riconosciute per legge. L’articolo 2 le elenca: superstite della persona morta durante gli eventi; persona che è stata ferita; persona che è stata arrestata a seguito della partecipazione alle azioni; persona che è stata fermata per lo stesso motivo. Tutte e quattro danno gli stessi diritti.
L’indennità è di 5.000 lei al mese e viene indicizzata. A partire dal secondo anno dalla concessione, la somma aumenta ogni anno, d’ufficio, del tasso di inflazione comunicato dall’Istituto Nazionale di Statistica per l’anno solare precedente, e l’indicizzazione si applica dal mese di gennaio. Il denaro arriva dal bilancio dello Stato, attraverso i bilanci del Ministero del Lavoro, della Famiglia, della Gioventù e della Solidarietà Sociale, del Ministero della Difesa nazionale, del Ministero dell’Interno e del Servizio romeno di informazioni, e viene pagato dalle casse pensioni.
I diritti non si fermano al denaro. Il titolare del certificato ha accesso gratuito a cure e medicinali nelle strutture del Ministero della Salute, della Difesa e dell’Interno, comprese le stazioni termali, accesso gratuito a tutti i medicinali tramite il medico di famiglia, una sepoltura assegnata in proprietà a titolo gratuito, la riduzione di cinque anni dell’età standard di pensionamento, senza penalizzazione, a condizione di un periodo contributivo di almeno 15 anni, l’esenzione dall’imposta per un’abitazione e per il terreno pertinente, il trasporto urbano gratuito e 12 viaggi gratuiti all’anno in treno, in prima classe, andata e ritorno.
La famiglia entra nel beneficio sulla parte del trasporto. Nel limite di quei 12 viaggi gratuiti possono viaggiare anche i familiari del titolare, e le gratuità si applicano anche all’accompagnatore della persona con grado di invalidità o di quella che, per motivi medici, ha bisogno di un accompagnatore.
Le somme non sono tassate e non bloccano altri diritti. La legge dice espressamente che i diritti concessi non sono considerati redditi, non sono tassati e non incidono sulla concessione di altri diritti. Per chi riceve già una pensione o un’indennità di invalidità, questo conta più della somma in sé.
Viene istituita una struttura amministrativa nuova. All’interno del Segretariato di Stato per il riconoscimento dei meriti di coloro che hanno lottato contro il regime comunista instaurato in Romania nel periodo 1945-1989 viene creato il Dipartimento per il riconoscimento dei diritti delle vittime della Mineriade del 13-15 giugno 1990, con una commissione formata dal segretario di Stato, in qualità di presidente, e da quattro membri scelti tra i dipendenti dell’istituzione.
C’è anche un elenco di esclusioni. Non possono beneficiarne coloro che sono già stati risarciti dallo Stato romeno a seguito di azioni in giudizio, coloro che hanno fatto parte dell’apparato di repressione, di sicurezza e di polizia o hanno svolto attività di polizia politica, coloro che hanno ricoperto funzioni dirigenziali nel Partito Comunista Romeno, coloro che hanno fatto parte del Consiglio del Fronte di Salvezza Nazionale, nonché le persone dichiarate con sentenze definitive collaboratori o agenti della Securitate.
Che cosa cambia rispetto a prima
Fino a questa legge, le vittime della Mineriade del giugno 1990 non avevano alcuno status proprio. Chi voleva un risarcimento doveva andare in tribunale, sul diritto comune, e il procedimento penale sulla Mineriade è rimasto per anni senza una soluzione definitiva. Le riparazioni per la repressione comunista erano coperte dal decreto-legge n. 118/1990, e quelle per la Rivoluzione del dicembre 1989 dalla legge n. 341/2004. Il giugno 1990 cadeva in mezzo: troppo tardi per la prima, troppo presto per la seconda.
La legge n. 137/2026 colma questo vuoto, ma lo fa su uno schema già noto: certificato rilasciato da una commissione, attestazione su modello standard inviata alle casse pensioni, indennità mensile pagata attraverso il sistema pubblico. È esattamente il meccanismo usato per i rivoluzionari, con la differenza che qui la somma è fissata direttamente nella legge, a 5.000 lei, e indicizzata automaticamente all’inflazione, invece di essere legata a un indicatore che può essere limitato dalla legge di bilancio.
La seconda differenza di sostanza è che la legge istituisce un termine di definizione. I documenti si comunicano per posta, con ricevuta di ritorno, entro 60 giorni lavorativi dalla data di presentazione della domanda, ed entro 45 giorni dall’emissione della decisione di accoglimento le attestazioni arrivano alle casse pensioni. Sono termini scritti, non prassi amministrative.
La terza novità è la possibilità che un terzo contesti un riconoscimento. Chi ritiene, sulla base di prove, che a un altro il certificato sia stato rilasciato senza il rispetto della legge può presentare contestazione entro 30 giorni dalla comunicazione o dalla pubblicazione della decisione di accoglimento. È una valvola di sicurezza contro i fascicoli costruiti a tavolino, ma anche una fonte prevedibile di contenzioso.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Il riconoscimento arriva con una qualificazione esplicita dei fatti nel testo stesso della legge, il che conta giuridicamente, non solo simbolicamente.
- L’indennità è fissata nella legge e indicizzata automaticamente all’inflazione, quindi non dipende da una decisione annuale di bilancio.
- I diritti non sono tassati, non sono considerati redditi e non bloccano altre prestazioni sociali.
- I termini di definizione e di trasmissione alle casse pensioni sono scritti nella legge, in cifre, non lasciati alla valutazione dell’istituzione.
- La contestazione di un terzo contro un riconoscimento ottenuto indebitamente protegge la credibilità dell’intero elenco.
- La data di entrata in vigore, il 1° gennaio 2027, lascia tempo reale per le norme metodologiche e per l’organizzazione della commissione.
Che cosa resta un problema
- La legge non dice da quale data decorre il termine di contestazione per chi si vede respingere la domanda, perché non disciplina da nessuna parte l’emissione e la comunicazione di una decisione di rigetto.
- La contestazione del terzo non ha un destinatario previsto dalla legge: non si dice chi la decide e con quale procedura.
- I fascicoli richiedono documenti ufficiali di trentasei anni fa, e la legge non prevede alcuna procedura sussidiaria per i casi in cui l’archivio non esiste più.
- I certificati e le attestazioni si pubblicano sul sito internet dell’istituzione, quindi l’elenco nominativo delle vittime diventa pubblico, senza che la legge dica quali dati vengono mostrati.
- L’esenzione fiscale per l’automobile riguarda solo i veicoli hycomat o hidramat, cioè adattati, benché la legge non subordini nessuna delle quattro qualità all’esistenza di un handicap.
- La commissione ha cinque membri, tutti della stessa istituzione, senza alcun membro esterno, per un processo di riconoscimento storico che verrà contestato.
Consigli pratici
- Non presentate il fascicolo prima del 1° gennaio 2027 e, soprattutto, prima che escano le norme metodologiche. Vengono approvate con decisione del Governo entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge e stabiliscono i modelli del certificato e dell’attestazione su modello standard, oltre alla procedura di rilascio.
- Iniziate subito la ricerca dei documenti. La legge richiede atti ufficiali emessi dagli organi, dalle autorità o dalle istituzioni competenti, e ottenere una cartella clinica o un’attestazione dall’archivio di un ospedale o di un’unità di polizia richiede mesi, non giorni.
- Per la qualità di superstite, preparate il certificato di morte in copia autenticata e i documenti che attestano il legame di parentela, oltre agli atti da cui risulta che il decesso è avvenuto durante gli eventi del 13-15 giugno 1990.
- Per la qualità di ferito, l’atto essenziale è la prova del ricovero medico e delle lesioni subite a seguito delle aggressioni. Aggiungete anche qualsiasi documento da cui risultino la data, il luogo del ricovero e le sue cause.
- Ogni fascicolo richiede due fotografie formato tessera e una dichiarazione sostitutiva con cui si attesta di non trovarsi in nessuna delle situazioni di esclusione dell’articolo 3. La dichiarazione non è una formalità: la legge prevede la responsabilità civile o penale per la veridicità dei documenti presentati.
- Conservate la prova della data di presentazione. Da lì decorre il termine di 60 giorni lavorativi entro il quale l’istituzione deve comunicarvi i documenti.
- Se la domanda vi viene respinta, avete 30 giorni per il ricorso al giudice del contenzioso amministrativo, alle condizioni della legge n. 554/2004. Non aspettate una soluzione bonaria, il termine corre.
- Ricordate che l’indennità viene pagata dalla cassa pensioni competente, non dal Segretariato di Stato. L’attestazione su modello standard arriva lì entro 45 giorni dall’emissione della decisione di accoglimento.
Domande frequenti
Da quale data si possono presentare le domande?
Quanto vale l’indennità e chi la paga?
L’indennità è tassata?
Quali documenti servono?
Chi non può beneficiare della legge?
Che cosa faccio se la mia domanda viene respinta?
Qualcun altro può contestare il mio riconoscimento?
Il pensionamento cinque anni prima si applica a chiunque?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- Articolo 6, commi (1)-(4). Il termine di contestazione decorre da un atto che la legge non disciplina. I commi (1) e (2) descrivono che cosa succede esclusivamente «după admiterea cererii», cioè dopo l’accoglimento della domanda: vengono rilasciati un certificato e un’attestazione su modello standard, che si comunicano per posta entro 60 giorni lavorativi. Il comma (3) fissa invece l’inizio del termine di 30 giorni alla «comunicarea deciziei prin poștă», la comunicazione della decisione per posta, e il comma (4) alla «data primirii deciziei de respingere», la data di ricezione della decisione di rigetto. Nessuna disposizione della legge prevede l’emissione di una decisione di rigetto, la sua comunicazione o un termine entro il quale l’istituzione deve adottarla. Un richiedente la cui domanda non viene accolta non può stabilire, dal testo della legge, quando comincia a decorrere il termine entro il quale può difendere il proprio diritto.
- Articolo 6, commi (5) e (6). Una via di ricorso senza un organo che la decida. Il comma (4) rinvia espressamente la contestazione del richiedente al giudice del contenzioso amministrativo, alle condizioni della legge n. 554/2004. Il comma (5) crea, in parallelo, il diritto di un terzo di contestare una decisione di accoglimento, ma non dice a chi si rivolge la contestazione, chi la decide ed entro quale termine. Il comma (6) le impone requisiti di forma e la sanzione della nullità, requisiti propri di un reclamo amministrativo e non di un atto di citazione, dove la nullità è governata dal Codice di procedura civile. Dallo stesso testo si può arrivare, in buona fede, sia alla conclusione che l’atto si deposita presso il Segretariato di Stato, sia a quella che si propone direttamente davanti al giudice.
Analisi della redazione
La legge fa una cosa che lo Stato romeno ha rinviato per trentasei anni: dà un nome a quello che è successo nel giugno 1990 e a quel nome attacca una conseguenza patrimoniale. La scelta di fissare l’indennità direttamente nella legge, in una somma espressa in lei e indicizzata automaticamente all’inflazione, è più solida dei meccanismi legati a indicatori che la legge di bilancio può limitare ogni anno, com’è successo con i rivoluzionari. Allo stesso modo, i termini scritti in cifre, 60 giorni lavorativi per la definizione e 45 per la trasmissione delle attestazioni, sono un miglioramento rispetto alla prassi abituale delle leggi riparatorie.
La debolezza della legge è di procedura, non di intenzione. La parte che descrive che cosa succede quando la domanda viene accolta è scritta con cura. La parte che descrive che cosa succede quando non viene accolta, o quando qualcuno contesta un accoglimento, resta abbozzata in due commi che si contraddicono nella forma e lasciano scoperto proprio il momento in cui la persona ha bisogno di regole chiare. In una legge riparatoria, dove quasi ogni fascicolo dipende da archivi incompleti, i rigetti saranno numerosi e il contenzioso inevitabile.
Il secondo problema di sostanza è la prova. La legge richiede documenti ufficiali per fatti avvenuti nel 1990, in un momento in cui le registrazioni sono state tenute male e, in certi casi, deliberatamente lacunose. Non esiste alcuna via sussidiaria: né dichiarazioni di testimoni, né perizia medico-legale attuale, né presunzioni. Chi non trova la carta resta fuori, qualunque cosa gli sia successa.
Che cosa andrebbe cambiato
- La disciplina espressa della decisione di rigetto. La legge dovrebbe prevedere che la domanda si definisce con decisione motivata, comunicata nello stesso termine di 60 giorni lavorativi, qualunque sia l’esito. Senza questo, il termine di 30 giorni dell’articolo 6, comma (4), resta senza punto di partenza, e il rigetto per silenzio non ha rimedio.
- L’individuazione dell’organo che decide la contestazione del terzo. La scelta tra il Segretariato di Stato e il giudice del contenzioso amministrativo andrebbe fatta nella legge, con un termine e con l’effetto sul certificato già rilasciato. Altrimenti la stessa contestazione verrà respinta come inammissibile su entrambe le vie.
- Una via sussidiaria di prova per i fascicoli senza archivio. Riconoscere la qualità sulla base di un quadro probatorio completo, testimoni e perizia compresi, quando l’atto ufficiale non è più ottenibile, trasformerebbe la legge da norma applicabile a chi ha le carte in norma applicabile alle vittime.
- La limitazione di ciò che si pubblica sul sito internet. Pubblicare per intero i certificati e le attestazioni significa esporre dati medici e di detenzione. Pubblicare l’elenco con il nome e la qualità riconosciuta assicurerebbe lo stesso controllo pubblico, con un costo molto minore per la persona interessata.
- Il raccordo dell’esenzione per l’automobile con i beneficiari reali della legge. La restrizione ai veicoli hycomat o hidramat è ripresa dalla normativa sulle persone con handicap e lascia senza effetto il diritto per la maggior parte delle quattro categorie, che non sono definite dall’invalidità.
- L’apertura della commissione a membri esterni all’istituzione. Uno storico designato da un’istituzione di ricerca sul regime comunista e un rappresentante delle associazioni delle vittime darebbero alle decisioni di riconoscimento un’autorità che cinque dipendenti dello stesso Segretariato di Stato non possono dare da soli.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 574 del 13 luglio 2026 16 pagine PDF, 101 KB l'atto inizia a pagina 11
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
