In breve

  • Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha approvato i criteri minimi per i due gradi superiori della ricerca: ricercatore principale (R4), cioè ricercatore scientifico di grado I, e ricercatore affermato (R3), cioè di grado II.
  • Sono 35 insiemi di standard, uno per ciascuna commissione specialistica, dalla matematica fino alle arti dello spettacolo. Si applicano a partire dal 1° ottobre 2026, non dalla pubblicazione.
  • Riguarda i ricercatori che vogliono candidarsi a un posto di grado I o di grado II, ma anche gli istituti, che possono fissare criteri propri a condizione che si collochino al di sopra del livello minimo nazionale.
Atto: Decreto MEC n. 4.688/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 690 del 20 agosto 2026
Entrata in vigore: 1° ottobre 2026

Se stai preparando la domanda di concorso per il grado I nella ricerca, tutto quello che hai calcolato finora si rilegge secondo altre regole, e la data a partire dalla quale si applicano è il 1° ottobre 2026. Il decreto del ministro dell’istruzione e della ricerca n. 4.688 del 18 agosto 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 690 del 20 agosto 2026, approva i criteri e gli standard minimi per il conferimento del grado di ricercatore principale (R4) e di ricercatore affermato (R3). È il secondo intervento di peso sulla carriera negli istituti in questa estate, dopo che i direttori degli istituti nazionali di ricerca sono passati al concorso pubblico.

Il decreto ha sei articoli brevi, e la sostanza si trova nell’allegato, pubblicato separatamente, nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 690 bis, su 317 pagine. L’art. 2 dice con chiarezza che cosa contiene: un insieme di 35 standard specifici per gruppi di settori, strutturati secondo le commissioni specialistiche del Collegio consultivo per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione.

L’elenco delle commissioni copre tutto lo spettro della ricerca romena. La prima è la matematica, seguono l’informatica, la fisica, la chimica, le scienze della terra, poi dodici commissioni di ingegneria, la biologia, la medicina, la medicina veterinaria, la medicina dentale, la farmacia, le scienze giuridiche, la sociologia, le scienze politiche, le scienze economiche, la psicologia, la filologia, la filosofia, la storia, la teologia, l’architettura, le arti visive e, l’ultima, le arti dello spettacolo e la musica.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è di calendario e va letto con attenzione. L’art. 4 prevede che gli standard si applichino a partire dal 1° ottobre 2026. Il decreto è stato pubblicato il 20 agosto, quindi esiste una finestra di circa sei settimane in cui le vecchie regole restano applicabili per le domande depositate.

Il secondo effetto è il passaggio a una misurazione fondata sul punteggio di influenza della rivista. Gli standard per la matematica, per esempio, si costruiscono esclusivamente sul fattore AIS, cioè il punteggio di influenza della rivista in cui esce l’articolo, non sul fattore di impatto. La motivazione contenuta nell’allegato è esplicita: l’AIS non tiene conto delle autocitazioni provenienti dalla stessa rivista, e le citazioni sono ponderate in base al rango delle riviste del sottosettore.

Il terzo effetto il candidato lo vede in cifre. In matematica, per il grado I si richiedono, cumulativamente: un indicatore N di almeno 15, calcolato come il doppio degli articoli nel quartile Q1 più gli articoli in Q2, almeno 4 punti allo stesso indicatore calcolato solo sugli ultimi sette anni, un punteggio S1 di almeno 6, un S2 di almeno 4, almeno 32 citazioni da riviste di prima categoria e 16 dalla seconda, più almeno 3 articoli in Q1. Per il grado II le soglie scendono a un N di almeno 10, un S1 di almeno 4, un S2 di almeno 3, 16 e rispettivamente 8 citazioni e almeno un articolo in Q1.

Il quarto effetto riguarda l’anzianità nei progetti. Per il grado I, il candidato deve essere stato direttore o responsabile scientifico in un progetto vinto per via competitiva nazionale o internazionale, oppure membro in almeno tre progetti vinti in questo modo. Per il grado II è sufficiente la qualità di membro in un solo progetto vinto per via competitiva.

Il quinto effetto è di equità, previsto espressamente. Il periodo di sette anni in cui si contano gli articoli recenti si prolunga per le candidate e i candidati che hanno usufruito del congedo di maternità o del congedo parentale, attraverso una formula che aggiunge anni in funzione del numero di mesi di congedo.

Il sesto effetto riguarda il rapporto tra lo Stato e gli istituti. Le organizzazioni di ricerca possono fissare criteri e standard propri, in rapporto alla loro missione e alla loro specificità, ma l’art. 3, comma 2 chiede loro di collocarsi al di sopra del livello minimo nazionale. In altre parole, si può chiedere di più, mai di meno.

Che cosa cambia rispetto a prima

Il cambiamento più visibile è la denominazione stessa dei gradi. Il decreto usa la nomenclatura europea delle carriere nella ricerca, R3 e R4, e la mette in parallelo con le denominazioni romene classiche, ricercatore scientifico di grado II e di grado I. È una conseguenza della Legge n. 183/2024 sullo statuto del personale di ricerca, sviluppo e innovazione, uno dei fondamenti giuridici del decreto.

Il secondo cambiamento è l’architettura istituzionale. Gli standard vengono dal Collegio consultivo per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, mentre la loro attuazione spetta, secondo l’art. 5, alle direzioni specializzate dell’Autorità nazionale per la ricerca, istituita con la Decisione del Governo n. 188/2025, insieme al collegio e alle organizzazioni di ricerca.

Il terzo cambiamento, più sottile, riguarda ciò che questi standard non fanno. L’allegato precisa, per ciascuna commissione, che il raggiungimento delle soglie è una condizione necessaria per il deposito della domanda di concorso, ma non sufficiente per ottenere il posto, e che gli standard quantitativi non vanno usati per la graduatoria dei candidati. La graduatoria resta attribuzione esclusiva della commissione di concorso, che valuta la qualità dei contributi.

Il quarto cambiamento riguarda le riviste con spese di pubblicazione. La motivazione contenuta nell’allegato spiega perché queste sono escluse, come regola generale, dal calcolo degli standard minimi: non ogni candidato ha accesso a fondi per tali spese, e la loro inclusione produrrebbe disparità. L’esclusione non significa però che i lavori pubblicati lì vengano ignorati; la commissione di concorso li valuta qualitativamente, insieme al resto della domanda.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Pubblica soglie numeriche verificabili, per settore, così che un candidato possa calcolarsi da solo la domanda prima di depositarla.
  • Lascia sei settimane tra la pubblicazione e l’applicazione, quindi le domande in preparazione non vengono colte in contropiede.
  • Prevede espressamente il prolungamento del periodo di riferimento per il congedo di maternità o parentale, una correzione di equità rara in griglie di questo tipo.
  • Sceglie il punteggio di influenza al posto del fattore di impatto, con una motivazione scritta che esclude le autocitazioni provenienti dalla stessa rivista.
  • Dice con chiarezza che le soglie non servono alla graduatoria dei candidati, il che limita la trasformazione del concorso in una semplice gara di punteggi.

Che cosa resta un problema

  • Il testo ha 317 pagine e 35 insiemi diversi di criteri, quindi il confronto tra settori diventa praticamente impossibile per chi guarda da fuori.
  • Le soglie dipendono dagli elenchi UEFISCDI e dalle classifiche per quartile, che si aggiornano separatamente e possono spostare una rivista da una categoria all’altra da un anno all’altro.
  • Gli istituti possono alzare l’asticella con criteri propri, il che significa che lo stesso grado si può ottenere più difficilmente in un posto che in un altro.
  • L’esclusione delle riviste con spese di pubblicazione dal calcolo risolve una disparità, ma ne crea un’altra per i settori in cui la pubblicazione ad accesso aperto a pagamento è la pratica dominante.
  • La formula di calcolo richiede dati sui cinque anni precedenti per i punteggi AIS, quindi la preparazione della domanda resta un notevole lavoro d’archivio.

Consigli pratici

  1. Verifica prima di tutto in quale commissione rientri. I 35 insiemi differiscono in modo sostanziale, e una soglia della matematica non dice nulla su una della filologia o della medicina dentale.
  2. Se la tua domanda è quasi pronta, calcola se puoi depositarla prima del 1° ottobre 2026. I nuovi standard si applicano a partire da quella data.
  3. Per i punteggi AIS, usa le tabelle pubblicate da UEFISCDI o da Web of Science relative agli anni precedenti il deposito. La formula prende il massimo tra i punteggi calcolati nei cinque anni precedenti, quindi vale la pena verificare ogni anno, non solo l’ultimo.
  4. Dividi il punteggio di ciascun articolo per il numero di autori. Gli indicatori S1 e S2 si calcolano come somma di rapporti tra il punteggio della rivista e il numero di coautori, non come semplice somma di punteggi.
  5. Se hai usufruito del congedo di maternità o parentale, applica la formula di prolungamento del periodo di riferimento. Può farti rientrare nel calcolo articoli che altrimenti sarebbero usciti dalla finestra dei sette anni.
  6. Chiedi al tuo istituto se ha criteri propri. La legge gli permette di esigere più del minimo nazionale, e quei criteri non compaiono nella Gazzetta Ufficiale della Romania.
  7. Non confondere la condizione di ammissione con il criterio di vittoria. Le soglie ti permettono soltanto di depositare la domanda; la graduatoria la fa la commissione, sulla qualità dei contributi.

Domande frequenti

Da quando si applicano i nuovi standard?
Dal 1° ottobre 2026, secondo l’art. 4 del decreto, non dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Il decreto è stato pubblicato il 20 agosto 2026.
Che cosa significano R3 e R4?
Sono le denominazioni della nomenclatura europea delle carriere nella ricerca. R4, ricercatore principale, corrisponde al grado di ricercatore scientifico di grado I, mentre R3, ricercatore affermato, corrisponde al grado II.
Quanti insiemi di criteri esistono?
35, uno per ciascuna commissione specialistica del Collegio consultivo per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione, dalla matematica fino alle arti dello spettacolo e alla musica.
Il mio istituto può chiedere più di quanto prevede il decreto?
Sì. L’art. 3 permette alle organizzazioni di ricerca di fissare criteri e standard propri, ma questi devono collocarsi al di sopra del livello minimo degli standard nazionali approvati con il decreto. Non possono essere più permissivi.
Se raggiungo le soglie, ottengo il grado?
No. L’allegato precisa che gli standard minimi sono una condizione necessaria per il deposito della domanda di concorso, ma non sufficiente per ottenere il posto. La graduatoria dei candidati è attribuzione esclusiva della commissione di concorso, che valuta la qualità dei contributi.
Si tengono in conto gli articoli pubblicati su riviste con spese di pubblicazione?
Come regola generale, no, non nel calcolo degli standard minimi, per non svantaggiare i candidati senza accesso a fondi per tali spese. La commissione di concorso li valuta però qualitativamente, insieme al resto della domanda.
Dove trovo i criteri per il mio settore?
Nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 690 bis del 20 agosto 2026, pagine 3-319. L’edizione ufficiale in formato PDF è allegata a questo articolo.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 690 del 20 agosto 2026 16 pagine PDF, 119 KB l'atto inizia a pagina 12

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Le altre edizioni citate: nr. 690 bis/2026

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.