In breve

  • Il personale sanitario che ha lavorato durante l’epidemia di morbillo non riceve una risposta vincolante alla domanda se gli spetti l’indennità per condizioni di lavoro riservata alle epidemie particolarmente gravi.
  • L’Alta Corte ha dichiarato la rimessione inammissibile, perché non esiste ancora una giurisprudenza divergente e consolidata proprio su questa questione.
  • Il motivo concreto: le decisioni invocate riguardavano la pandemia di COVID-19, con un quadro normativo e fattuale diverso, non l’epidemia di morbillo dichiarata nel 2023.
Atto: Decisione ÎCCJ n. 77/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 695 del 21 agosto 2026
Pronunciata: 22 giugno 2026

La domanda se un’epidemia di morbillo dichiarata con decreto del ministro rientri nella categoria delle «epidemie particolarmente gravi» che danno diritto all’indennità resta senza risposta uniforme, e ogni giudice dovrà deciderla per conto proprio. Con la Decisione n. 77 del 22 giugno 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 695 del 21 agosto 2026, l’Alta Corte di Cassazione e Giustizia, Collegio per la risoluzione di questioni di diritto, ha dichiarato inammissibile la rimessione della Corte d’appello di Bucarest. È la seconda decisione di questo tipo pronunciata nello stesso giorno dallo stesso collegio, dopo quella in cui ha stabilito che la pensione e il posto non si possono chiedere nello stesso momento.

La rimessione proveniva dalla Sezione settima per le controversie di lavoro e previdenza sociale della Corte d’appello di Bucarest, in un procedimento sull’indennità per condizioni di lavoro prevista dall’allegato n. 2 al regolamento quadro approvato con la Decisione del Governo n. 153/2018, per la famiglia professionale «Sanità e assistenza sociale».

La domanda era se la nozione di «epidemie particolarmente gravi e altre simili stabilite dal Ministero della Salute e dichiarate con decreto» comprenda anche l’epidemia di morbillo dichiarata a livello nazionale con il decreto del ministro della salute n. 4.128/2023, in relazione all’art. 6, lettera a), della legge n. 136/2020.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è l’assenza di una soluzione nel merito. La rimessione è stata dichiarata inammissibile, quindi l’Alta Corte non ha detto se l’epidemia di morbillo rientri o meno nella nozione contenuta nel regolamento.

Il secondo effetto è il motivo del rigetto, che conta per il futuro. Il requisito di ammissibilità che mancava riguarda l’esistenza di una giurisprudenza divergente e consolidata sulla questione sottoposta al collegio. La Corte suprema ha constatato che, su questo preciso problema, una simile giurisprudenza è praticamente inesistente.

Il terzo effetto riguarda la distinzione tra epidemie. Le decisioni individuate nell’ordinanza di rimessione e nella giurisprudenza comunicata dagli uffici giudiziari riguardavano controversie nate dal riconoscimento dell’indennità nel contesto della pandemia di COVID-19, caratterizzata da un quadro normativo e fattuale distinto, compresa la dichiarazione della pandemia da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità e le misure eccezionali adottate allora.

Il quarto effetto riguarda il valore delle opinioni teoriche. I pareri trasmessi dai giudici degli uffici consultati non erano uniformi, ma l’Alta Corte ha osservato che la semplice mancanza di uniformità di alcune opinioni teoriche non giustifica l’attivazione del meccanismo. Servono tendenze giurisprudenziali concrete, orientate verso soluzioni diverse.

Il quinto effetto è di principio. La ragione d’essere della pronuncia pregiudiziale è garantire soluzioni di principio, non sostituirsi al giudice che decide la causa. Il ruolo della Corte suprema non può diventare quello di definire direttamente la controversia.

Il sesto effetto è procedurale. La decisione è vincolante ai sensi dell’art. 521, comma 3, del Codice di procedura civile, quindi il fascicolo torna alla Corte d’appello di Bucarest, che lo giudica in base alla propria interpretazione.

Che cosa cambia rispetto a prima

In diritto, nulla. Il regolamento quadro del 2018 resta invariato e la formula sulle epidemie particolarmente gravi rimane esattamente com’era.

Quello che cambia è l’aspettativa. Chi sperava in un’interpretazione uniforme, valida per tutti gli ospedali e per tutti i giudici, non la otterrà per questa via. Ogni fascicolo si giudica separatamente.

Il secondo cambiamento riguarda il criterio di ammissibilità, spiegato qui con un esempio concreto. Non basta che un problema sia nuovo e discutibile. Occorre che i giudici siano già arrivati a soluzioni diverse proprio su quel problema, non su uno simile.

Il terzo cambiamento è di sfumatura, ma utile. La decisione dice con chiarezza che la giurisprudenza del periodo COVID-19 non può essere usata automaticamente come riferimento per l’epidemia di morbillo, perché il regime giuridico e la situazione di fatto sono diversi.

Quello che non cambia è il diritto di chiedere l’indennità. I dipendenti della sanità possono continuare a rivolgersi al giudice, e l’accoglimento o il rigetto della domanda dipende dall’interpretazione del giudice investito della causa.

Su un altro elemento retributivo della sanità la risposta è arrivata nel merito: le guardie dei medici restano bloccate al livello del gennaio 2018, e la Corte costituzionale ha respinto l’eccezione del sindacato.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Spiega con chiarezza quando una rimessione per pronuncia pregiudiziale è ammissibile e quando non lo è, con un esempio concreto di giurisprudenza non ancora formata.
  • Impedisce che si formi una regola generale a partire da una giurisprudenza costruita in un contesto diverso, quello della pandemia.
  • Lascia al giudice di merito la libertà di analizzare la situazione concreta di ogni struttura sanitaria e di ogni dipendente.
  • Chiarisce che le opinioni teoriche divergenti dei giudici non equivalgono a una giurisprudenza non uniforme.

Che cosa resta un problema

  • I dipendenti della sanità che hanno lavorato durante l’epidemia di morbillo restano senza una risposta uniforme sul diritto all’indennità.
  • L’esito di una causa dipende dal giudice che la decide, il che può portare a soluzioni diverse per situazioni identiche.
  • La decisione non dice che cosa dovrebbero fare il Ministero della Salute o il Governo per chiarire il testo, benché l’ambiguità sia stata segnalata da una corte d’appello.
  • Resta il paradosso procedurale: un chiarimento uniforme diventa possibile solo dopo che sono comparse abbastanza soluzioni contraddittorie, cioè dopo che il danno alla prevedibilità si è già prodotto.

Consigli pratici

  1. Se hai lavorato durante l’epidemia di morbillo e chiedi l’indennità, costruisci il fascicolo sulla situazione concreta della tua struttura, non sull’analogia con il periodo COVID-19.
  2. Verifica se il decreto del ministro della salute invocato copre il periodo e il luogo in cui hai lavorato. Il decreto n. 4.128/2023 ha dichiarato l’epidemia di morbillo sul territorio della Romania.
  3. Non aspettare una pronuncia pregiudiziale su questo tema. L’Alta Corte ha dichiarato inammissibile la rimessione, e il tuo fascicolo si giudica nel merito, davanti al giudice competente.
  4. Se hai già una causa in corso, discuti con l’avvocato gli argomenti tratti dal regolamento approvato con la Decisione del Governo n. 153/2018 e dalla legge n. 136/2020, non soltanto la giurisprudenza della pandemia.
  5. Tieni presente la distinzione tra inammissibile e infondato. Inammissibile significa che la domanda non è stata esaminata nel merito, non che la risposta sarebbe negativa.

Domande frequenti

Che cosa ha deciso l’Alta Corte?
Ha dichiarato inammissibile la rimessione della Corte d’appello di Bucarest sull’interpretazione della nozione di «epidemie particolarmente gravi» contenuta nel regolamento approvato con la Decisione del Governo n. 153/2018, in relazione all’epidemia di morbillo.
Perché è stata dichiarata inammissibile?
Perché non era soddisfatto il requisito dell’esistenza di una giurisprudenza divergente e consolidata proprio su questa questione. Le decisioni invocate riguardavano la pandemia di COVID-19, con un quadro normativo e fattuale distinto.
Significa che non ho diritto all’indennità?
No. La decisione non si pronuncia nel merito. Dice soltanto che la domanda non soddisfaceva i requisiti per ottenere una soluzione vincolante dalla Corte suprema.
Di quale indennità si parla?
Dell’indennità per condizioni di lavoro prevista dall’allegato n. II alla legge quadro n. 153/2017, dettagliata dal regolamento quadro approvato con la Decisione del Governo n. 153/2018 per la famiglia professionale «Sanità e assistenza sociale».
Quale decreto ha dichiarato l’epidemia di morbillo?
Il decreto del ministro della salute n. 4.128/2023 sulla dichiarazione dell’epidemia di morbillo sul territorio della Romania e sull’approvazione delle misure di limitazione della diffusione dell’epidemia.
Che cosa succede al fascicolo da cui è partita la rimessione?
Prosegue davanti alla Corte d’appello di Bucarest, Sezione settima per le controversie di lavoro e previdenza sociale. L’applicazione della legge alla situazione concreta resta prerogativa di quel giudice.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 695 del 21 agosto 2026 16 pagine PDF, 177 KB l'atto inizia a pagina 10

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.