In breve
- Lo Stato prende 3.214 metri quadrati di bosco per poter avviare i lavori che fermano l’interrimento del Lacul Roșu. Il terreno si trova nel territorio della città di Gheorgheni, distretto di Harghita, ha categoria d’uso bosco e compare nell’allegato n. 2 su cinque posizioni, con i numeri catastali 56303, 56304, 56305, 56306 e 56307.
- L’atto contiene la somma: 48.357,96 lei, di cui 13.305,96 lei per il terreno e 35.052,00 lei per il legname che vi cresce. Il denaro viene dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste, e si versa su un conto aperto a nome dell’Amministrazione Nazionale «Apele Române», a disposizione dei proprietari.
- Sono interessate 29 persone fisiche, tutte iscritte nell’allegato con nome e cognome. Nessuna posizione dell’elenco ha un titolare non identificato. Il termine di versamento scritto nella decisione è di 30 giorni al massimo, ma decorre da una data che nel testo pubblicato non si legge.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 803 del 22 settembre 2026
Entrata in vigore: alla data di pubblicazione, 22 settembre 2026, ai sensi dell’art. 12 comma (3) della legge n. 24/2000, che riguarda gli atti normativi dell’art. 11 comma (1), diversi dalle leggi e dalle ordinanze
Il Lacul Roșu si riempie di sedimenti da decenni, e la decisione pubblicata il 22 settembre 2026 è il primo atto con effetti sulla proprietà nel programma che dovrebbe fermare il processo. Il Governo ha approvato l’ubicazione dell’opera «Lavori di conservazione del Lacul Roșu, distretto di Harghita» e ha avviato l’esproprio dei terreni privati che si trovano sul suo corridoio, con lo stesso meccanismo usato per le grandi opere infrastrutturali, quello della legge n. 255/2010, che abbiamo seguito anche quando l’autostrada Bacău-Pașcani ha preso altri 2,2 ettari sul lotto 3. La differenza di scala è enorme: qui si parla di una striscia di bosco di un terzo di ettaro.
Che cosa si espropria, esattamente. L’allegato n. 2 ha cinque posizioni, tutte nel territorio dell’unità amministrativo-territoriale di Gheorgheni, distretto di Harghita, tutte nell’unità di produzione IV, particella 74LEG%, tutte con categoria d’uso bosco. Le superfici da espropriare sono 629, 748, 764, 683 e 390 metri quadrati, in totale 3.214 metri quadrati. Ogni posizione porta nella colonna della superficie totale risultante dagli atti la stessa cifra, 6.476 metri quadrati, il che mostra che i numeri catastali dal 56303 al 56307 provengono dallo stesso immobile. Il corridoio taglia dunque quasi metà di una sola particella forestale: 3.214 metri quadrati su 6.476, cioè il 49,6%.
Da chi si prende. Le cinque posizioni appartengono a comproprietari, in totale 29 persone fisiche, ciascuna iscritta nell’allegato con nome e cognome. La sola prima posizione ha 16 comproprietari, che si dividono un indennizzo di 9.463,96 lei. Nell’elenco non c’è nessuna posizione con titolare non identificato, con successione non aperta o con l’annotazione che il proprietario non è stato reperito, situazioni che la legge n. 255/2010 tratta a parte, nell’art. 9 comma (3) e nell’art. 19 comma (5). Il resto del corridoio è già dello Stato e non si espropria: l’allegato n. 3 comprende 13.016 metri quadrati di bosco gestiti da Romsilva, la Regia nazionale delle foreste, tramite la Direzione forestale di Harghita, Distretto forestale di Tulgheș, più una parte degli immobili dell’Amministrazione Nazionale «Apele Române», Amministrazione del bacino idrografico Siret, dei quali la nota a piè di pagina dell’allegato indica che 45.301 metri quadrati entrano nel corridoio.
Chi paga e da quale fonte. L’espropriante è lo Stato romeno, rappresentato dal Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste, tramite l’Amministrazione Nazionale «Apele Române». I 48.357,96 lei sono stanziati ai sensi della legge di bilancio dello Stato per il 2026 n. 43/2026, dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del ministero, dal capitolo 70.01 «Abitazioni, servizi e sviluppo pubblico», titolo 71 «Attività non finanziarie», articolo 01 «Immobilizzazioni», paragrafo 01 «Costruzioni». Il ministero versa la somma su un conto bancario aperto a nome dell’Amministrazione del bacino idrografico Siret, a disposizione dei proprietari, non direttamente sui conti di questi ultimi.
In quale termine. L’art. 3 comma (3) della decisione dice che il versamento si fa «entro il termine massimo di 30 giorni dalla data di approvazione della richiesta di apertura dei crediti». Quella data non compare da nessuna parte nell’atto pubblicato e non è un’informazione pubblica, quindi dalla Gazzetta Ufficiale della Romania non si può sapere quando comincia a decorrere il termine di 30 giorni. Su questo termine si sovrappone il calendario della legge n. 255/2010: i proprietari sono notificati per posta e hanno 20 giorni di calendario per presentarsi con i titoli di proprietà, ai sensi dell’art. 8 comma (2); la domanda di pagamento dell’indennizzo si deposita entro 10 giorni dall’affissione dell’elenco presso la sede del consiglio comunale, ai sensi dell’art. 19 comma (2); l’espropriante emette la decisione di esproprio entro 5 giorni lavorativi dalla scadenza di questi termini, ai sensi dell’art. 9 comma (1); la commissione di verifica dei diritti si nomina entro 5 giorni dalla decisione, ai sensi dell’art. 18; e il pagamento effettivo si fa entro 90 giorni al massimo dalla pronuncia che stabilisce l’ammontare dell’indennizzo, ai sensi dell’art. 21.
La somma è dunque nell’atto, e per due volte: come totale, nell’art. 3 comma (1), e suddivisa su ciascuna delle cinque posizioni, nell’allegato n. 2. Quello che nell’atto non c’è sono i prezzi unitari dai quali sono uscite le cifre. Si ottengono dividendo le colonne: 4,14 lei per metro quadrato di terreno forestale e 276,00 lei per metro cubo di massa legnosa in piedi, valori identici su tutte e cinque le posizioni.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è l’avvio della procedura. Dal 22 settembre 2026 l’Amministrazione Nazionale «Apele Române» può notificare i proprietari, può affiggere l’elenco presso la sede del consiglio comunale e sul proprio sito internet, ai sensi dell’art. 4 della decisione, e può emettere la decisione di esproprio. Il trasferimento del diritto di proprietà non avviene con la pubblicazione della decisione, ma più tardi: l’art. 9 comma (4) della legge n. 255/2010 lo lega alla data di emissione della decisione di esproprio, successiva al deposito delle somme dovute a titolo di indennizzo.
Il secondo effetto riguarda il legname, e non è lo stesso per tutta la striscia. Sul terreno privato l’indennizzo comprende anche il valore della massa legnosa, ai sensi dell’art. 14 comma (7) della legge n. 255/2010, e la decisione lo evidenzia separatamente dal valore del terreno, come chiede il comma (8) dello stesso articolo: 35.052,00 lei per 127,0000 metri cubi. Sul terreno forestale di proprietà pubblica dello Stato gestito da Romsilva, la massa legnosa spetta al gestore del fondo forestale, ai sensi dell’art. 14 comma (4), e l’atto non le attribuisce alcun valore.
Il terzo effetto riguarda la trasparenza, in senso inverso. Le planimetrie e le carte topografiche, cioè l’allegato n. 1, non si pubblicano nella Gazzetta Ufficiale della Romania, per ragioni che l’atto chiama impedimenti di natura tecnico-redazionale. Si comunicano alle persone fisiche e giuridiche interessate, su richiesta, dall’Amministrazione del bacino idrografico Siret. Un proprietario che voglia vedere sulla carta dove passa il corridoio deve quindi chiedere il documento all’amministrazione di bacino, perché dall’edizione della Gazzetta non lo può dedurre.
Il quarto effetto è la responsabilità. L’art. 5 della decisione pone in capo al Ministero dell’Ambiente, delle Acque e delle Foreste, tramite l’Amministrazione Nazionale «Apele Române», la responsabilità per la veridicità dei dati iscritti in entrambi gli elenchi, per la correttezza dei documenti che ne stanno alla base e per il modo in cui si usano le somme stanziate. È l’unico punto dell’atto che lega una persona giuridica alle cifre degli allegati.
Che cosa cambia rispetto a prima
Fino alla pubblicazione, l’opera esisteva come investimento approvato, ma non aveva un corridoio di esproprio approvato con decisione. Secondo la relazione illustrativa del ministero, i principali indicatori tecnico-economici dell’obiettivo sono stati riapprovati con il decreto del ministro dell’ambiente, delle acque e delle foreste n. 739/2026, con un valore totale dell’investimento di 42.531.670,71 lei IVA inclusa, di cui 25.670.439,03 lei di costruzioni e montaggio, e il progetto si svolge nell’ambito della Strategia nazionale di gestione del rischio di alluvione a medio e lungo termine, aggiornata, approvata con la Decisione del Governo n. 1566/2024. Quello che la decisione del 22 settembre 2026 porta di nuovo è l’ubicazione approvata e l’elenco dei proprietari da indennizzare.
È cambiata anche la dimensione del problema che lo Stato riconosce ufficialmente. Il corridoio ha 61.531 metri quadrati, dei quali 58.317 sono già proprietà pubblica e soltanto 3.214, cioè il 5,22%, sono in proprietà privata. Queste tre cifre non compaiono nell’atto pubblicato; risultano dalla somma delle superfici dei due allegati e si ritrovano, identiche, nella relazione illustrativa. In altre parole, la procedura di esproprio si avvia per un ventesimo del corridoio, mentre il resto è una questione di gestione tra istituzioni dello Stato.
Sul merito dell’opera, la relazione illustrativa descrive una situazione che si è degradata senza sosta. Il Lacul Roșu è il più grande lago di sbarramento naturale della Romania, situato sulla Valle del Bicaz, all’interno del Parco nazionale delle Gole del Bicaz-Hășmaș e nelle aree Natura 2000 ROSCI0027 e ROSPA0018. Il suo volume è stimato in circa 600.000 metri cubi, con una profondità media di 5,40 metri. Uno studio topografico del 2008 ha misurato lo specchio d’acqua in 107.036 metri quadrati, contro i 116.500 metri quadrati del 2004, il che significa una perdita di 9.464 metri quadrati, cioè l’8,12% in quattro anni, anche se la relazione parla del 9,2%. Le briglie di trattenuta dei sedimenti a monte, quella sul torrente Oaia e quella sul Bicaz, a Piatra Roșie, sono descritte come degradate, con le scale di risalita per i pesci fuori uso. Il calcolo idraulico citato nella relazione mostra che, dopo i lavori, il volume di invaso del lago si esaurirebbe in 102 anni.
Il progetto di decisione è stato messo in consultazione pubblica dal ministero il 7 luglio 2026, con 10 giorni per le osservazioni, è stato adottato dal Governo il 18 settembre 2026 ed è stato pubblicato quattro giorni dopo.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- La somma è scritta nell’atto, non rinviata a dopo. L’art. 3 comma (1) dà il totale, 48.357,96 lei, e l’allegato n. 2 dà l’ammontare per ciascuna posizione, così il proprietario vede la sua cifra dal primo giorno.
- Terreno e legname si vedono separatamente, come chiede l’art. 14 comma (8) della legge n. 255/2010. Chi contesta la stima sa esattamente quale delle due componenti gli sembra sottovalutata.
- Tutti i titolari sono identificati. L’elenco ha 29 comproprietari iscritti con nome e cognome sulle cinque posizioni, quindi la procedura non parte con casi di proprietario sconosciuto, che allungano il pagamento di anni.
- L’incidenza sulla proprietà privata è minima rispetto alla posta in gioco dell’opera. Dei 61.531 metri quadrati di corridoio, solo 3.214 si prendono a persone fisiche, e il valore dell’indennizzo rappresenta lo 0,11% dei 42,5 milioni di lei dell’investimento.
Che cosa resta un problema
- Il termine di pagamento parte da una data invisibile. I 30 giorni dell’art. 3 comma (3) decorrono dall’approvazione della richiesta di apertura dei crediti, un atto interno che non si pubblica, quindi il proprietario non può calcolare la scadenza.
- La carta non si pubblica. L’allegato n. 1 resta all’Amministrazione del bacino idrografico Siret e si ottiene solo su richiesta, così dalla Gazzetta Ufficiale della Romania non si può verificare dove passi davvero il corridoio.
- Nell’elenco degli immobili dello Stato compare una superficie impossibile, resta vuota la colonna del numero catastale per la posizione di Romsilva e il totale non comprende i 45.301 metri quadrati che la nota a piè di pagina dichiara parte del corridoio.
- I prezzi unitari non compaiono da nessuna parte. I 4,14 lei per metro quadrato e i 276,00 lei per metro cubo si possono ricavare solo dividendo le colonne dell’allegato, e l’atto non dice come siano stati stabiliti.
Consigli pratici
- Verificate se il numero catastale del vostro terreno è uno dei cinque dell’allegato n. 2, dal 56303 al 56307. Se non lo è, la decisione non vi riguarda, per quanto vicino al corridoio possa trovarsi il vostro bosco.
- Seguite l’affissione dell’elenco presso la sede del Comune di Gheorgheni e sul sito dell’Amministrazione Nazionale «Apele Române». Dalla data di affissione decorrono i 10 giorni entro i quali si deposita la domanda di pagamento dell’indennizzo, ai sensi dell’art. 19 comma (2) della legge n. 255/2010.
- Preparate per tempo i titoli di proprietà. Dopo la notifica per posta avete 20 giorni di calendario per presentarvi con essi presso la sede dell’espropriante, ai sensi dell’art. 8 comma (2), e il termine si calcola in giorni di calendario, non lavorativi.
- Non confondete il versamento del denaro con il pagamento a voi. La somma si deposita su un conto aperto a nome dell’Amministrazione del bacino idrografico Siret, a disposizione dei proprietari, e il suo svincolo avviene sulla base della domanda e della prova del diritto.
- Se siete comproprietari, chiedete per tempo di chiarire le quote. L’indennizzo è stabilito per posizione, non per persona, e alla prima posizione i 9.463,96 lei si dividono tra 16 comproprietari, il che significa 591,50 lei a testa soltanto se tutte le quote sono uguali.
- Se la somma vi sembra bassa, calcolate le due componenti separatamente. Alla vostra posizione il terreno è stato stimato a 4,14 lei per metro quadrato e il legname a 276,00 lei per metro cubo, quindi potete confrontare ciascuna cifra con i prezzi della zona prima di decidere se andare davanti al giudice.
- La contestazione riguarda solo l’ammontare, non l’acquisizione del terreno. L’art. 22 comma (1) della legge n. 255/2010 dice chiaramente che l’espropriato insoddisfatto si può rivolgere al giudice per l’indennizzo, ma non può contestare il trasferimento del diritto di proprietà, e l’impugnazione non sospende nulla.
- Le domande per la determinazione dell’indennizzo sono esenti dalla tassa giudiziaria di bollo, ai sensi dell’art. 23 comma (1), quindi il costo dell’accesso al giudice non è un motivo per rinunciare.
Domande frequenti
La decisione dice quanto ricevono i proprietari?
Quanto terreno si prende e da dove?
Si espropria anche il bosco dello Stato?
In quanto tempo arriva il denaro?
La decisione entra in vigore tre giorni dopo la pubblicazione?
Quando perdo la proprietà del terreno?
Perché non si vede la carta del corridoio?
Che cosa succede al legname tagliato sul mio terreno?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- Allegato n. 3, posizione 1, colonne 8 e 9. La superficie totale risultante dagli atti del terreno gestito dal Distretto forestale di Tulgheș è iscritta come 43.951.919.601 metri quadrati, cioè quasi 4,4 milioni di ettari, intorno al 18% del territorio della Romania, per una posizione di una sola unità di produzione a Gheorgheni. Nello stesso tempo la colonna 8, «Număr cadastral/Număr topo», è vuota in questa posizione, mentre nella seconda contiene tre numeri di libro fondiario. L’immobile dello Stato che entra nel corridoio resta così senza identificativo catastale e con una superficie che non può essere vera, mentre l’art. 5 della decisione pone proprio la veridicità di questi dati in capo all’Amministrazione Nazionale «Apele Române».
- Allegato n. 3, riga «TOTAL». Il totale iscritto è 13.016 metri quadrati e copre soltanto la posizione 1. La nota a piè di pagina dello stesso allegato dice però che, della superficie della seconda posizione, 45.301 metri quadrati «sono interessati dai lavori e fanno parte del corridoio di esproprio». La superficie pubblica compresa nel corridoio, 58.317 metri quadrati, non compare da nessuna parte nell’atto, e il lettore che somma la colonna così come è stampata ottiene un corridoio quattro volte più piccolo di quello descritto nella nota. In più, la spiegazione della prima nota a piè di pagina, secondo cui la superficie «non si cumula nel totale iscritto in questa colonna», è attaccata alla colonna 9, che non ha alcun totale, dato che l’unico totale dell’allegato sta nella colonna 10.
Analisi della redazione
Le cifre dell’allegato n. 2 tornano, e va detto prima di ogni critica: le superfici da espropriare sommano esattamente 3.214 metri quadrati, i valori del terreno sommano 13.305,96 lei, i volumi da abbattere sommano 127,0000 metri cubi, e il totale di 48.357,96 lei dell’art. 3 comma (1) è proprio la somma delle due colonne di valore. Gli unici scarti sono di un centesimo su due totali, per arrotondamento. Quello che non si vede leggendo l’atto è che la stima poggia su due prezzi unitari fissi: 4,14 lei per metro quadrato di terreno e 276,00 lei per metro cubo di legname, gli stessi su tutte e cinque le posizioni. Il rapporto tra i due cambia completamente il quadro dell’indennizzo. Il terreno vale 41.400 lei per ettaro, il legname che vi cresce 109.060 lei per ettaro, quindi il 72,5% dei 48.357,96 lei è il pagamento per gli alberi che saranno tagliati, non per la terra che si perde definitivamente. La densità che ne risulta, 395 metri cubi per ettaro, è quella di una peccata matura.
La seconda osservazione nasce dalla combinazione dei due allegati. La striscia di bosco statale gestita da Romsilva, 13.016 metri quadrati, è quattro volte più grande della striscia privata, ed è bosco anch’essa. L’atto non le attribuisce alcun valore, perché l’art. 14 comma (4) della legge n. 255/2010 dice che la massa legnosa dei terreni forestali di proprietà pubblica dello Stato situati sul corridoio spetta al gestore del fondo forestale. Applicando la densità e il prezzo dell’allegato n. 2, cioè 395 metri cubi per ettaro e 276,00 lei per metro cubo, sugli 1,3016 ettari escono circa 514 metri cubi, con un valore dell’ordine di 142.000 lei. È una stima della redazione, non una cifra dell’atto, ma mostra le proporzioni: lo stesso taglio produce, sulla stessa striscia, quasi 142.000 lei che restano a Romsilva e 35.052 lei pagati ai 29 proprietari privati. La regola è chiara nella legge, ma l’atto che apre la procedura non rende visibile in alcun punto questo secondo valore, benché il corridoio sia uno solo.
La terza osservazione riguarda il fondamento dell’allegato n. 3. Il preambolo invoca l’art. 2 comma (1) lett. b), i lavori nel settore della gestione delle acque, l’art. 2 comma (3) lett. b) e l’art. 5 comma (1) della legge n. 255/2010. Il testo che consente di approvare con la decisione di avvio anche l’elenco degli immobili di proprietà pubblica dello Stato compresi nel corridoio è però l’art. 5 comma (1^1), e questo si riferisce espressamente soltanto ai lavori previsti dall’art. 2 comma (1) lett. a), cioè strade, ferrovie, metropolitana, aeroporti e infrastrutture navali. La conservazione del Lacul Roșu è un’opera della lett. b). La decisione non invoca il comma (1^1) e non spiega su che cosa poggi l’allegato n. 3, quindi restano due letture possibili: o l’art. 5 comma (1), che parla di tutti gli immobili del corridoio, copre anche l’elenco, oppure il comma (1^1) è stato aggiunto proprio perché il comma (1) non lo copriva, e allora l’elenco per la lett. b) non ha un fondamento proprio. Sulla stessa linea, l’art. 3 comma (2) della decisione rinvia all’art. 14 comma (9) per l’idea che le somme comprendano il valore della massa legnosa, benché il comma (9) disciplini chi determina questo valore e come, mentre la regola di merito, cioè che l’indennizzo per i terreni forestali privati comprende anche il legname, stia nel comma (7).
L’ultima osservazione riguarda il tempo e le proporzioni. Il proprietario ha 10 giorni per chiedere il pagamento e 20 giorni per provare il proprio diritto, termini fissi e facili da mancare. L’amministrazione ha 90 giorni dalla determinazione dell’ammontare per pagare, più 30 giorni da un’approvazione di crediti la cui data non si pubblica, quindi un intervallo che dall’esterno non si può misurare. E l’intera posta finanziaria di questa asimmetria è di 48.357,96 lei, cioè lo 0,11% dei 42.531.670,71 lei dell’investimento. La procedura che può ritardare di mesi riguarda dunque una somma che il progetto pagherebbe con una giornata di lavori.
Che cosa andrebbe cambiato
- Il termine di versamento andrebbe legato a una data pubblica. Invece di 30 giorni dall’approvazione della richiesta di apertura dei crediti, la decisione potrebbe dire 30 giorni dalla sua pubblicazione o dall’emissione della decisione di esproprio, due momenti che il proprietario può verificare da solo e dai quali può calcolare una scadenza.
- L’allegato n. 3 dovrebbe avere un totale del corridoio, non uno parziale. Una riga in più con la superficie pubblica effettivamente compresa, 58.317 metri quadrati, e con la superficie totale del corridoio, 61.531 metri quadrati, risparmierebbe a ogni lettore la somma di tre cifre sparse in due allegati e in una nota a piè di pagina.
- I prezzi unitari della perizia di stima dovrebbero comparire nell’atto. Una colonna o una menzione con lei per metro quadrato e lei per metro cubo renderebbe verificabile, alla prima lettura, l’intero elenco e ridurrebbe il numero delle contestazioni nate dal semplice fatto che la somma non si può ricostruire.
- Le decisioni che approvano elenchi di immobili pubblici dovrebbero indicare espressamente il fondamento di questa approvazione. L’aggiunta dell’art. 5 comma (1^1) nel preambolo, insieme a una sua estensione a tutti i lavori dell’art. 2 comma (1), chiuderebbe la discussione che oggi apre la differenza tra la lett. a) e la lett. b).
- Le planimetrie dovrebbero essere pubblicate in forma elettronica, anche se non si possono stampare. Gli impedimenti tecnico-redazionali riguardano la stampa della Gazzetta Ufficiale della Romania, non un file messo sul sito dell’espropriante alla data di pubblicazione della decisione, con l’indirizzo indicato nell’atto stesso.
- Il valore della massa legnosa dei terreni pubblici del corridoio andrebbe evidenziato, anche se non si paga a nessuno. Una menzione con il volume stimato e con il suo destinatario mostrerebbe pubblicamente che cosa si taglia su tutta la larghezza del corridoio, non solo sulla striscia che si paga.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 803 del 22 settembre 2026 16 pagine PDF, 111 KB l'atto inizia a pagina 10
Apri il PDF ufficialeScarica il PDF
Su schermi piccoli il visualizzatore non viene mostrato. Usa i pulsanti qui sopra per aprire o scaricare il file.
Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
