In breve

  • Due proprietari di immobili del corridoio di esproprio dell’Aeroporto Internazionale Henri Coandă hanno vinto in tribunale, e lo Stato paga loro altri 1.620.860,15 lei. Si tratta di un terreno con costruzioni a Otopeni e di un terreno arabile a Tunari, entrambi nel distretto di Ilfov, inseriti nell’elenco di esproprio fin dal novembre 2019. Il denaro viene dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture.
  • Per i due immobili l’indennizzo raddoppia. L’elenco del 2019 li portava insieme a 1.423.117,87 lei, e dopo le sentenze divenute definitive arrivano a 3.043.937,60 lei, ossia 2,14 volte tanto. Per il terreno di Tunari il prezzo pagato al metro quadrato sale da 40,43 lei a 96,02 lei.
  • Nella stessa edizione della Gazzetta Ufficiale della Romania compare una seconda decisione, con titolo identico. La Decisione del Governo n. 747/2026, stampata subito dopo questa, integra anch’essa gli indennizzi dello stesso aeroporto, con 1.672.053,47 lei, ma per altre quattro posizioni dell’elenco e in forza di altri processi. L’unica cosa che le due decisioni hanno in comune è il titolo.
Atto: Decisione del Governo n. 745/2026 relativa all’integrazione per il 2026 della somma prevista a titolo di giusto indennizzo, approvata con la Decisione del Governo n. 799/2019, nonché alla modifica dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 805 del 23 settembre 2026
Entrata in vigore: 23 settembre 2026, data della pubblicazione, secondo l’art. 12 comma (3) della legge n. 24/2000, poiché l’atto non prevede una data successiva

La Decisione del Governo n. 745/2026 ripete, a Otopeni, il meccanismo descritto il giorno prima per una miniera di lignite del distretto di Gorj, dove i proprietari hanno vinto in tribunale e lo Stato ha pagato altri 65.560 lei. La differenza di denaro nasce da due sentenze divenute definitive, non da una nuova valutazione dell’amministrazione. Il Governo non ricalcola nulla: prende le cifre dai fascicoli e le mette in pagamento.

L’atto ha quattro articoli e un allegato. L’articolo I approva l’integrazione con 1.620.860,15 lei della somma approvata nel 2019 a titolo di giusto indennizzo per il corridoio di esproprio del programma di sviluppo dell’infrastruttura aeroportuale di Henri Coandă. L’articolo II modifica due posizioni dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019, le posizioni n. 11 e n. 459. L’articolo III dice da dove viene il denaro e per quale strada arriva alle persone, mentre l’articolo IV pone la responsabilità dell’esattezza dei dati in capo al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, tramite la Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A.

I due processi sono nominati nel preambolo. Il primo è il fascicolo n. 1.017/93/2022, in cui il Tribunale di Ilfov ha pronunciato la Sentenza civile n. 1.656/F del 13 giugno 2025, divenuta definitiva con la Decisione civile n. 960 del 3 dicembre 2025 della Corte d’appello di Bucarest. Il secondo è il fascicolo n. 777/93/2022, con la Sentenza civile n. 89 del 17 gennaio 2025 del Tribunale di Ilfov, divenuta definitiva con la Decisione civile n. 18A del 14 gennaio 2026, sempre alla Corte d’appello di Bucarest. Quale sentenza riguardi quale immobile, l’atto non lo dice, e dal testo non si può dedurre.

Qui interviene la confusione che il lettore deve evitare. Nell’edizione del 23 settembre 2026 della Gazzetta Ufficiale della Romania, alle pagine 5 e 6, subito dopo questa decisione, compare la Decisione del Governo n. 747/2026, con esattamente lo stesso titolo e lo stesso oggetto. Anch’essa integra gli indennizzi di Henri Coandă, sempre in base alla Decisione del Governo n. 799/2019, ma con 1.672.053,47 lei, per le posizioni 238, 306, 624 e 635 dello stesso elenco, e si fonda su altre quattro sentenze: le sentenze n. 963/F del 13 maggio 2024, n. 2.054/F e n. 2.057/F del 14 ottobre 2024 e n. 1.544/F del 28 maggio 2025. Nemmeno i numeri di fascicolo si sovrappongono. Sono due atti distinti, adottati nella stessa seduta di governo, quella del 18 settembre 2026, e pubblicati lo stesso giorno.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è strettamente patrimoniale e riguarda due persone. Alla posizione n. 11 dell’allegato n. 2 figura Aminaei Adina Elena, con un immobile della città di Otopeni, categoria d’uso cortili e costruzioni, superficie totale di 1.020 mq, numero catastale 960, libro fondiario 103434, foglio 22, particella 800,797/1. Alla posizione n. 459 figura la società International Import Export Comp S.R.L., con un terreno arabile di 21.525 mq del comune di Tunari, numero catastale e libro fondiario 52279, foglio 14, particelle 44/5, 44/6 e 44/7. Entrambi si trovano nel centro abitato ed entrambi sono stati espropriati per intero.

Il secondo effetto è l’entità del salto. Per il terreno di Tunari, posizione n. 459, l’elenco del 2019 prevedeva 870.179,90 lei, mentre il nuovo valore è di 2.066.852 lei, ossia 2,38 volte tanto. Rapportato alla superficie, il prezzo passa da 40,43 lei al metro quadrato a 96,02 lei al metro quadrato. Per l’immobile di Otopeni, posizione n. 11, dove l’indennizzo si scompone tra terreno, recinzione e costruzioni, il totale sale da 552.937,97 lei a 977.085,60 lei, con un aumento del 76,7%. Le due posizioni prese insieme passano da 1.423.117,87 lei a 3.043.937,60 lei.

Il terzo effetto si vede soltanto leggendo le righe interne della posizione n. 11. Il terreno sale da 228,48 lei al metro quadrato a 372,12 lei. La costruzione di 140 mq sale in misura modesta, da 1.953,71 lei al metro quadrato a 2.027,74 lei. Le due piccole costruzioni, invece, di 47 mq e di 17 mq, nel 2019 erano valutate 237,80 lei al metro quadrato ciascuna, mentre adesso sono valutate rispettivamente 2.868,96 lei e 2.856,64 lei al metro quadrato, quindi circa dodici volte tanto. La recinzione fa il percorso inverso: i suoi 137,66 metri lineari valevano 31.152 lei nel 2019 e valgono 27.432,40 lei adesso. Il giudice ha ricomposto la stima elemento per elemento, invece di indicizzare una somma.

Il quarto effetto riguarda il denaro e il calendario. L’integrazione è stanziata dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, secondo la legge di bilancio dello Stato per il 2026 n. 43/2026, al capitolo 84.01 «Transporturi», titolo 55 «Alte transferuri», articolo 55.01 «Transferuri interne», comma 55.01.12 «Investiții ale agenților economici cu capital de stat», ossia investimenti degli operatori economici a capitale pubblico. Il ministero la versa su un conto di tesoreria aperto a nome della Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A., entro 30 giorni dall’approvazione della richiesta di apertura di crediti, e da lì la somma resta a disposizione dei proprietari. Per questo termine l’atto rinvia all’art. 4 comma (8) delle Norme metodologiche di applicazione della legge n. 255/2010, approvate con la Decisione del Governo n. 53/2011.

Il quinto effetto è di registro. L’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019, l’elenco con oltre 600 posizioni su cui si regge tutto l’esproprio di Otopeni e Tunari, viene modificato in due righe. Dal 7 novembre 2019, data della sua pubblicazione, fino al 23 settembre 2026 l’elenco non era mai stato toccato, e adesso viene modificato due volte nello stesso giorno, con questa decisione e con quella vicina.

Che cosa cambia rispetto a prima

Fino al 23 settembre 2026 le posizioni 11 e 459 dell’elenco portavano le somme stabilite in via amministrativa nel 2019. Erano, nel linguaggio della legge n. 255/2010, somme individuali stimate dall’espropriante, ossia offerte formulate sulla base di una stima commissionata da chi prende il terreno. Dal 23 settembre 2026 portano le somme stabilite dai giudici. La differenza sta nell’autore della cifra: la stessa voce della stessa tabella porta adesso la somma decisa dal giudice.

È cambiata anche la struttura di una posizione. Nell’elenco del 2019 la posizione n. 11 aveva cinque righe di valore: il terreno, la recinzione e tre costruzioni, di 140 mq, 47 mq e 17 mq. Nella forma approvata adesso ne ha sei, perché compare una costruzione di 500 mq, valutata 102.805,15 lei. La superficie di costruzioni espropriata per quell’immobile sale così da 204 mq a 704 mq. È una modifica di ciò che si prende, non soltanto di ciò che si paga, e ci torniamo più avanti.

È cambiato, in terzo luogo, il ritmo con cui si mette mano all’elenco. Nel 2020, con la Decisione del Governo n. 580/2020, era stato modificato soltanto l’articolo 3 della decisione, quello che fissa a 358.212 mila lei il valore totale stimato degli indennizzi, senza toccare la tabella. Nel 2026, invece, l’elenco è stato aperto quattro volte. La Decisione del Governo n. 469/2026, pubblicata il 24 giugno 2026, ha portato un’integrazione di 1.235.077,04 lei. Il giorno dopo, con la Decisione del Governo n. 487/2026, pubblicata il 25 giugno 2026, la posizione n. 53 è stata eliminata dall’elenco, essendo l’immobile stato identificato come proprietà pubblica, e le somme divenute disponibili sono state restituite al bilancio dello Stato, entro 90 giorni. E il 23 settembre 2026 arrivano le decisioni n. 745 e n. 747.

Sommate, le tre integrazioni del 2026 fanno 4.527.990,66 lei, ossia l’1,26% del valore totale stimato nel 2019 per l’intero corridoio. La proporzione è piccola sul complesso, ma è grande a livello di ciascun fascicolo: sulle sei posizioni toccate nel 2026 lo Stato paga il doppio di quanto aveva offerto.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • I due proprietari ricevono per intero quanto hanno vinto in tribunale, senza dover ricorrere all’esecuzione forzata contro lo Stato.
  • La decisione nomina la fonte di bilancio fino al livello del comma, quindi il pagamento ha un titolo di bilancio identificabile e non soltanto una promessa.
  • L’allegato riporta tutti gli elementi di identificazione degli immobili, compresi i numeri catastali e quelli di libro fondiario, quindi la riga modificata si può sovrapporre all’elenco del 2019 senza ambiguità.
  • Il versamento ha un termine breve, 30 giorni, e il denaro va su un conto di tesoreria aperto a nome della compagnia che gestisce l’aeroporto, non su un conto proprio del ministero.
  • L’atto rientra nella prassi stabilita dalla legge: l’art. 8 comma (3) della legge n. 255/2010 consente espressamente di integrare le somme con decisione del Governo, e l’art. 32 comma (3) impone di rettificare l’elenco ogni volta che occorre.

Che cosa resta un problema

  • L’atto non collega alcun fascicolo ad alcun immobile. Ci sono due proprietari e due processi, e il lettore non può dire quale somma venga da quale sentenza.
  • L’allegato riporta soltanto il valore nuovo, non anche quello vecchio, quindi l’integrazione dell’articolo I si può verificare solo avendo davanti l’edizione del 2019 della Gazzetta Ufficiale della Romania.
  • Il termine di 30 giorni decorre dall’approvazione della richiesta di apertura di crediti, un evento che l’amministrazione stessa fa scattare e che l’atto non data.
  • Due decisioni con titolo identico, pubblicate nella stessa edizione, si citano male e si confondono facilmente, soprattutto negli atti successivi che le richiamano.
  • Tra il passaggio in giudicato delle sentenze e la pubblicazione di questo atto sono trascorsi rispettivamente 294 e 252 giorni, senza che alcun termine di legge obblighi l’amministrazione a fare prima.

Consigli pratici

  1. Se siete proprietari in una delle due posizioni, chiedete per iscritto alla Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A. la data in cui è stata approvata la richiesta di apertura di crediti. Da quella data decorrono i 30 giorni, e senza di essa il termine non si può contare.
  2. Verificate se la sentenza del vostro fascicolo vi ha riconosciuto anche gli interessi. L’Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha stabilito, con la Decisione n. 31/2020 pronunciata in un ricorso nell’interesse della legge, che gli interessi moratori non spettano per il periodo compreso tra il trasferimento del diritto di proprietà e la conclusione del giudizio, ma spettano per il periodo successivo. I 294 giorni, rispettivamente i 252 giorni, trascorsi dal passaggio in giudicato delle sentenze fino alla pubblicazione di questo atto sono, sotto questo profilo, un periodo successivo.
  3. Se comparite nello stesso elenco, ma in un’altra posizione, e ritenete bassa la somma del 2019, la via è l’art. 22 della legge n. 255/2010: domanda al giudice ordinario, entro il termine ordinario di prescrizione, calcolato dalla comunicazione della decisione che determina l’indennizzo. La domanda è esente dalla tassa giudiziaria di bollo, secondo l’art. 23 comma (1) della stessa legge.
  4. Non aspettatevi che il processo fermi l’opera. L’art. 22 comma (8) della legge n. 255/2010 stabilisce che né la procedura di esproprio né l’opera possono essere sospese su richiesta di chi invochi controversie sul possesso o sulla proprietà dell’immobile. L’impugnazione riguarda soltanto la somma.
  5. Preparate per tempo le prove relative alle costruzioni, non soltanto al terreno. Nel caso dell’immobile di Otopeni, gli aumenti percentuali più alti sono arrivati sulle piccole costruzioni, valutate in via amministrativa a un prezzo circa dodici volte inferiore a quello riconosciuto alla fine.
  6. Quando citate questa decisione in un atto, in una domanda o in una lettera, scrivete il numero, non il titolo. Le decisioni n. 745/2026 e n. 747/2026 hanno titoli identici e compaiono nella stessa edizione della Gazzetta Ufficiale della Romania, rispettivamente alle pagine 4 e 5 e alle pagine 5 e 6.

Domande frequenti

Chi riceve i 1.620.860,15 lei?
Due proprietari, di due posizioni dell’elenco di esproprio: Aminaei Adina Elena, per un immobile di 1.020 mq della città di Otopeni, e la società International Import Export Comp S.R.L., per un terreno arabile di 21.525 mq del comune di Tunari. L’atto mostra soltanto il valore totale aggiornato dell’indennizzo per ciascuna posizione, senza dire quanto dell’integrazione spetti a ciascuno.
Perché è il giudice a stabilire l’indennizzo e non l’espropriante?
Perché la legge dà al proprietario questo diritto. Le somme dell’elenco approvato nel 2019 erano stime dell’espropriante, fatte sulla base di una valutazione commissionata da lui. L’art. 22 comma (1) della legge n. 255/2010 consente al proprietario insoddisfatto di rivolgersi al giudice, senza poter contestare il trasferimento della proprietà. Nel processo il giudice nomina una commissione di tre esperti, uno suo, uno dell’espropriante e uno dell’espropriato, e tiene conto delle perizie aggiornate delle camere dei notai pubblici. Secondo l’art. 22 comma (7), l’indennizzo riconosciuto non può essere inferiore all’offerta dell’espropriante né superiore alla domanda del proprietario.
Di quanto crescono le somme rispetto all’elenco del 2019?
La posizione n. 11 passa da 552.937,97 lei a 977.085,60 lei, con un aumento del 76,7%. La posizione n. 459 passa da 870.179,90 lei a 2.066.852 lei, ossia 2,38 volte tanto. Insieme, le due posizioni salgono da 1.423.117,87 lei a 3.043.937,60 lei. Le cifre vecchie si trovano nell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 899 del 7 novembre 2019.
Quanto sono durati i processi?
Entrambi i fascicoli sono stati iscritti nel 2022 presso il Tribunale di Ilfov. Nel fascicolo n. 777/93/2022 la sentenza di primo grado è stata pronunciata il 17 gennaio 2025 e l’appello si è concluso il 14 gennaio 2026, quindi dopo 362 giorni. Nel fascicolo n. 1.017/93/2022 la sentenza di primo grado è del 13 giugno 2025 e la decisione definitiva del 3 dicembre 2025, ossia dopo 173 giorni. Fino alla pubblicazione di questa decisione sono poi trascorsi, dal passaggio in giudicato, 252 giorni nel fascicolo n. 777/93/2022 e 294 giorni nel fascicolo n. 1.017/93/2022.
Da dove viene il denaro?
Dal bilancio dello Stato, attraverso il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, in base alla legge di bilancio dello Stato per il 2026 n. 43/2026. La linea di bilancio è scritta nell’atto fino al livello del comma: capitolo 84.01 «Transporturi», titolo 55 «Alte transferuri», articolo 55.01 «Transferuri interne», comma 55.01.12 «Investiții ale agenților economici cu capital de stat». La somma viene versata su un conto di tesoreria aperto a nome della Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A.
In che cosa si distingue dalla Decisione del Governo n. 747/2026?
Per somme, per posizioni e per fascicoli. La Decisione n. 745/2026 stanzia 1.620.860,15 lei per le posizioni 11 e 459, in base alle sentenze n. 1.656/F del 13 giugno 2025 e n. 89 del 17 gennaio 2025 del Tribunale di Ilfov, dai fascicoli n. 1.017/93/2022 e n. 777/93/2022. La Decisione n. 747/2026 stanzia 1.672.053,47 lei per le posizioni 238, 306, 624 e 635, in base ad altre quattro sentenze, dai fascicoli n. 189/93/2022, n. 3.001/93/2022, n. 3.004/93/2022 e n. 1.663/93/2021. Il titolo è identico, l’oggetto è lo stesso, ma non si sovrappongono in alcun punto.
La decisione entra in vigore tre giorni dopo la pubblicazione?
No. Il termine di tre giorni dell’art. 12 comma (1) della legge n. 24/2000 riguarda le leggi e le ordinanze del Governo. Le decisioni del Governo entrano in vigore alla data della pubblicazione, se al loro interno non è prevista una data successiva, secondo l’art. 12 comma (3) della stessa legge. Qui non è prevista, quindi l’atto si applica dal 23 settembre 2026.
Che cosa succede al resto dell’elenco di esproprio?
Resta invariato. L’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019 ha oltre 600 posizioni, e questa decisione ne tocca due. Chi figura nelle altre posizioni e non ha contestato la somma continua ad avere quella approvata nel 2019.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • L’articolo II descrive una modifica più stretta di quella che l’allegato realizza davvero. Il testo dell’articolo II dice che le posizioni n. 11 e n. 459 «se modifică în sensul actualizării sumei individuale aferente despăgubirii», ossia si modificano nel senso dell’aggiornamento della sola somma individuale dell’indennizzo. Il titolo dell’allegato dello stesso atto dice però un’altra cosa: l’elenco comprende gli immobili «pentru care se modifică elementele de identificare a imobilelor, a titularilor de drepturi reale și a sumelor individuale aferente despăgubirilor», ossia quelli per i quali si modificano gli elementi di identificazione degli immobili, i titolari di diritti reali e le somme individuali. E l’allegato fa proprio questo: alla posizione n. 11 compare una riga nuova, una costruzione di 500 mq valutata 102.805,15 lei, che non esiste nell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 799/2019, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 899 del 7 novembre 2019, dove la posizione ha cinque righe di valore, non sei. La superficie di costruzioni espropriata per quell’immobile sale così da 204 mq a 704 mq. Un lettore in buona fede può concludere sia che venga presa anche la costruzione di 500 mq, perché l’allegato è parte integrante della decisione, sia che non venga presa, perché l’articolo II limita la modifica alla somma. Da questa differenza di lettura dipendono 102.805,15 lei, ossia il 6,34% dell’integrazione approvata. Che la formula corretta fosse a portata di mano si vede dalla decisione vicina, la n. 747/2026, pubblicata nella stessa edizione, il cui articolo II scrive «în sensul actualizării elementelor de identificare a imobilelor, a titularilor de drepturi reale și a sumelor individuale aferente despăgubirilor».

Analisi della redazione

L’atto è, come tipo, una ricevuta: lo Stato conferma di avere perso due processi e paga. Il suo scopo è dare forma di bilancio a una decisione presa altrove. Proprio per questo merita di essere letto per il meccanismo che lascia in vista, più che per quello che dice di sé.

La prima osservazione che non si coglie leggendo l’atto dall’inizio alla fine è l’aritmetica. Sommando le due posizioni dell’allegato risultano 3.043.937,60 lei, mentre le stesse posizioni dell’elenco pubblicato nel 2019 sommavano 1.423.117,87 lei. La differenza è di 1.620.819,73 lei, mentre l’articolo I stanzia 1.620.860,15 lei. Restano 40,42 lei che il testo pubblicato non spiega. La somma è trascurabile come denaro e non rende nulla impossibile, perché lo stanziamento copre abbondantemente l’aumento, ed è per questo che non l’abbiamo messa tra gli errori. È però sintomatica del modo in cui l’allegato è costruito: senza la colonna del valore vecchio, nessuno può verificare l’articolo I senza tirare fuori dall’archivio l’edizione del 2019 della Gazzetta Ufficiale della Romania. Per caso o no, quei 40,42 lei sono all’incirca quanto valeva nel 2019 un solo metro quadrato alla posizione n. 459, dove il prezzo unitario era di 40,43 lei al metro quadrato.

La seconda osservazione riguarda la composizione della stima, oltre alla sua entità. Il giudice non ha aumentato in modo proporzionale tutte le righe della posizione n. 11. Il terreno rincara del 63%, la costruzione grande del 3,8%, la recinzione cala dell’11,9%, mentre le due piccole costruzioni salgono di oltre dodici volte, da 237,80 lei al metro quadrato a quasi 2.870 lei. Un simile schema dice qualcosa sulla stima amministrativa del 2019: dove ha sbagliato, ha sbagliato moltissimo su pochi elementi, invece di sbagliare poco un po’ dappertutto. Le piccole costruzioni sembrano essere state prezzate come annessi rurali, e la perizia giudiziaria le ha riportate al livello di costruzioni ordinarie. Per chiunque abbia ancora un fascicolo pendente, questa è l’informazione pratica: le differenze grandi si nascondono nelle righe piccole.

La terza osservazione riguarda il tempo. Nessuna data dell’atto mostra quanto sia durato il percorso, ma quelle del preambolo permettono il calcolo. I due fascicoli sono stati iscritti nel 2022. In uno di essi il solo appello è durato 362 giorni. Una volta divenute definitive, le sentenze hanno atteso ancora 294 e 252 giorni prima di arrivare nella Gazzetta Ufficiale della Romania. In altre parole, mettere in pagamento una sentenza definitiva è durato quasi quanto è durato il giudizio d’appello. Tra la pubblicazione dell’elenco iniziale, il 7 novembre 2019, e il 23 settembre 2026 sono trascorsi 2.512 giorni, quasi sette anni, e per questo motivo l’aeroporto non è stato fermo un solo giorno, perché la legge non lo consente.

La quarta osservazione riguarda la pubblicazione. Due decisioni con titolo identico, adottate lo stesso giorno e pubblicate nella stessa edizione, una dopo l’altra, sollevano un problema di archivio, non di merito. Chi le citerà tra cinque anni scriverà il titolo e sbaglierà metà delle volte. L’edizione contiene del resto anche una terza decisione di esproprio, la n. 732/2026, per il Drum expres Arad-Oradea. Se il Governo adotta nella stessa seduta più decisioni che danno esecuzione a sentenze sulla stessa opera, esse possono essere accorpate in un unico atto, con un allegato unico, oppure ricevere titoli che le distinguano.

Che cosa andrebbe cambiato

  • L’allegato dovrebbe avere una colonna con la somma vecchia e una con la differenza. Con esse l’integrazione dell’articolo I si verificherebbe dal testo pubblicato stesso, e i 40,42 lei non chiariti si chiuderebbero o si spiegherebbero sul posto, senza ricerche nell’edizione del 2019.
  • Ogni posizione dovrebbe essere collegata al fascicolo da cui proviene. L’atto invoca due sentenze e modifica due posizioni, ma non dice quale con quale. Una colonna con il numero del fascicolo renderebbe possibile confrontare la stima amministrativa con quella giudiziaria, caso per caso, e mostrerebbe quanto è costato ciascun processo perso.
  • L’articolo II dovrebbe descrivere esattamente ciò che fa l’allegato. La formulazione deve coprire anche la modifica degli elementi di identificazione, non soltanto della somma, come fa la decisione vicina della stessa edizione. Altrimenti la riga nuova della posizione n. 11 resta priva di copertura nella parte dispositiva.
  • Il termine di pagamento dovrebbe partire da una data certa. I 30 giorni dall’approvazione della richiesta di apertura di crediti diventano verificabili soltanto se l’atto impone anche un termine per il deposito della richiesta, per esempio 15 giorni dall’entrata in vigore della decisione.
  • L’esecuzione delle sentenze definitive dovrebbe avere un termine proprio. Un termine di 90 giorni dalla data del passaggio in giudicato ridurrebbe i 294 giorni di questo caso a meno di un terzo e sostituirebbe con una regola una prassi che varia da fascicolo a fascicolo.
  • La Compagnia Nazionale «Aeroporturi București» S.A. dovrebbe pubblicare il quadro aggiornato dell’elenco di esproprio. L’elenco ha oltre 600 posizioni ed è stato modificato quattro volte nel solo 2026. Una tabella pubblica, con il valore corrente di ciascuna posizione e con l’atto che l’ha modificata, risparmierebbe a chiunque la ricostruzione dalla Gazzetta Ufficiale della Romania e mostrerebbe, finalmente, quanto costa in tutto il corridoio di esproprio dell’aeroporto.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 805 del 23 settembre 2026 16 pagine PDF, 104 KB l'atto inizia a pagina 4

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.