In breve

  • Lo Stato aveva pagato troppo poco quando ha preso i terreni e i giudici lo hanno obbligato a integrare. Otto immobili del comune di Fărcășești, distretto di Gorj, entrati nel 2020 nel corridoio di esproprio della miniera di lignite a cielo aperto Timișeni-Pinoasa, ricevono indennizzi più alti, fissati in due cause vinte dai proprietari e divenute definitive.
  • La differenza da pagare è di 65.559,96 lei e viene dal bilancio dello Stato. Il denaro è stanziato attraverso il bilancio del Ministero dell’Energia per il 2026 e arriva alle persone su un conto aperto a nome della società Complexul Energetic Oltenia, entro 30 giorni dall’approvazione della richiesta di apertura dei crediti.
  • Per le nove righe dell’allegato, l’indennizzo arriva a 113.693,13 lei. Dall’aritmetica dell’atto risulta che la somma approvata in precedenza per gli stessi immobili era di 48.133,17 lei: i giudici hanno dunque portato il pagamento a quasi 2,4 volte quanto aveva offerto l’amministrazione.
Atto: Decisione del Governo n. 749/2026 per l’integrazione della somma prevista a titolo di giusto indennizzo, approvata con la Decisione del Governo n. 1.121/2020, nonché per la modifica dell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 1.121/2020
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 803 del 22 settembre 2026
Entrata in vigore: alla data di pubblicazione, 22 settembre 2026, ai sensi dell’art. 12 comma (3) della legge n. 24/2000, che riguarda gli atti normativi previsti dall’art. 11 comma (1), diversi dalle leggi e dalle ordinanze

La Decisione del Governo n. 749/2026 mette sul tavolo altri 65.559,96 lei per otto immobili del comune di Fărcășești, distretto di Gorj, che si trovano nel corridoio di esproprio dei lavori di apertura della miniera di lignite a cielo aperto Timișeni-Pinoasa. La cifra non nasce da una nuova valutazione dell’amministrazione, ma da due cause che i proprietari hanno vinto contro lo Stato. Integrazioni di questo tipo sono ordinaria amministrazione nelle grandi opere, e sulle strade hanno lo stesso aspetto: sempre con una decisione del Governo diciassette terreni dell’Olt sono entrati solo adesso nell’esproprio per Craiova-Pitești. La differenza sta in chi ha fissato la somma: là l’espropriante, qui il giudice.

L’atto ha cinque articoli e un allegato. L’articolo I approva l’integrazione per il 2026 con la somma complessiva di 65.559,96 lei. L’articolo II indica che cosa cambia nell’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 1.121/2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 1317 del 31 dicembre 2020: alla posizione 125 si aggiorna soltanto la somma; alle posizioni 130, 181 e 426 si aggiornano i nomi dei titolari e la somma; alle posizioni 305, 306, 419 e 420 si aggiornano il nome, la superficie espropriata e la somma. Otto numeri d’ordine, ai quali corrispondono nove righe nell’allegato, perché la posizione 420 copre due particelle.

I beneficiari sono due: un proprietario singolo, alla posizione 125, con 6.472 metri quadrati di bosco fuori dal perimetro abitato e un indennizzo di 65.470,13 lei, e un gruppo di tre comproprietari, ai quali spettano le altre sette posizioni, con 48.223,00 lei. Tutti gli immobili si trovano nel comune di Fărcășești. La superficie che entra nel calcolo è di 11.218 metri quadrati, mentre il valore complessivo di indennizzo iscritto nell’allegato è di 113.693,13 lei, di cui 86.510,13 lei per il terreno, 2.513,00 lei per le piantagioni e 24.670,00 lei per le costruzioni.

Le pronunce che hanno prodotto la somma sono scritte nel preambolo. La prima è la Sentenza civile n. 146 del 2 giugno 2025 del Tribunale di Gorj, nel fascicolo n. 130/95/2023, divenuta definitiva con la Decisione civile n. 352 del 4 dicembre 2025 della Corte d’appello di Craiova. La seconda è la Sentenza civile n. 86 del 17 aprile 2025 dello stesso tribunale, nel fascicolo n. 7.567/95/2023, divenuta definitiva con la Decisione civile n. 6 del 14 gennaio 2026. Il fondamento giuridico invocato è l’art. 108 della Costituzione della Romania, ripubblicata, insieme all’art. 8 comma (3), all’art. 9 comma (8) e all’art. 32 comma (3) della legge n. 255/2010 sull’esproprio per causa di pubblica utilità.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è di bilancio. I 65.559,96 lei sono stanziati dal bilancio dello Stato attraverso il bilancio del Ministero dell’Energia per il 2026, nel limite delle somme approvate con la legge di bilancio dello Stato per il 2026 n. 43/2026, dal capitolo 81.01, titolo 55, articolo 55.01, paragrafo 55.01.12, cioè dalla linea destinata agli investimenti degli operatori economici a capitale pubblico. La somma si muove all’interno di una linea di bilancio che esisteva già.

Il secondo effetto riguarda l’elenco. L’allegato n. 2 alla Decisione del Governo n. 1.121/2020 è il documento in base al quale si paga davvero, e viene rettificato ogni volta che la realtà non corrisponde più a quanto vi è scritto. È esattamente ciò che prevede l’art. 32 comma (3) della legge n. 255/2010, uno dei fondamenti invocati. Oltre al denaro, l’atto ripara anche l’identificazione: in quattro posizioni cambiano i nomi dei titolari del diritto di proprietà, in altre quattro cambia anche la superficie espropriata, secondo le misurazioni recepite dai giudici.

Il terzo effetto riguarda il percorso del denaro. Il Ministero dell’Energia versa la somma entro 30 giorni dalla data di approvazione della richiesta di apertura dei crediti, su un conto bancario aperto a nome della società Complexul Energetic Oltenia, a disposizione dei proprietari. La società fa da cassa: il denaro passa dal suo conto senza entrare nel suo patrimonio. La responsabilità per la veridicità dei dati dell’allegato e per il modo in cui la somma viene spesa resta al Ministero dell’Energia, attraverso la stessa società, ai sensi dell’art. IV.

Il quarto effetto è quello che l’atto non dice, ma presuppone: il pagamento estingue l’obbligazione nata dalle due pronunce. Il trasferimento del diritto di proprietà è avvenuto molto tempo fa, con l’emissione della decisione di esproprio, e l’art. 22 comma (1) della legge n. 255/2010 dice chiaramente che il proprietario può contestare soltanto l’ammontare dell’indennizzo, non anche il passaggio dell’immobile allo Stato, e che l’esercizio dei mezzi di impugnazione non sospende né il trasferimento né la pronuncia che fissa la somma. La causa si combatte dunque sul denaro, per un terreno che dal giorno dell’esproprio non è più del ricorrente.

Che cosa cambia rispetto a prima

Fino a questo atto, per le nove righe in discussione erano stati approvati 48.133,17 lei, cifra che risulta sottraendo l’integrazione di 65.559,96 lei dal totale di 113.693,13 lei iscritto nell’allegato. Dopo l’atto, gli stessi immobili valgono 113.693,13 lei, 2,36 volte di più. L’aumento non è uniforme: alla posizione 125 l’indennizzo arriva a 65.470,13 lei e da solo copre quasi tutta l’integrazione, mentre alle posizioni 305 e 306 la somma scende, perché il giudice ha recepito superfici più piccole di quelle dell’elenco iniziale.

È cambiato anche l’autore della cifra. Nel 2020 le somme dell’allegato erano stime dell’espropriante, fatte tramite la società Complexul Energetic Oltenia. Dal 2026, per le otto posizioni, la cifra è quella stabilita dal Tribunale di Gorj e confermata dalla Corte d’appello di Craiova. La legge n. 255/2010 consente espressamente questo passaggio dalla valutazione amministrativa a quella giudiziaria: l’art. 22 comma (3) rinvia la decisione della causa agli art. 21-27 della legge n. 33/1994, mentre l’art. 23 comma (1) esenta dalla tassa giudiziaria di bollo le domande con cui si stabilisce l’ammontare dell’indennizzo.

Infine, è cambiata l’identificazione delle persone e dei terreni. L’atto aggiorna i nomi dei titolari in sette delle otto posizioni e la superficie in quattro. Sono correzioni che sembrano amministrative, ma che decidono chi incassa: senza di esse il denaro resterebbe bloccato su un conto, perché la persona iscritta nell’elenco non coinciderebbe con la persona indicata nella pronuncia.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Dà esecuzione a due pronunce definitive senza chiedere ai proprietari un passo in più. La somma entra direttamente nell’elenco di pagamento, non attraverso una procedura separata di esecuzione forzata.
  • Ripara nello stesso atto sia il denaro sia l’identificazione. I nomi dei titolari e le superfici si correggono insieme alla somma, il che evita la situazione in cui il pagamento esiste sulla carta ma non ha destinatario.
  • Indica la fonte esatta del denaro, fino al paragrafo di bilancio. Il capitolo 81.01, titolo 55, articolo 55.01, paragrafo 55.01.12 si possono seguire nell’esecuzione di bilancio del Ministero dell’Energia.
  • Conferma che la via giudiziaria funziona. Due ricorrenti hanno ottenuto, insieme, più del doppio della somma offerta in via amministrativa, e la domanda per la determinazione dell’ammontare è esente dalla tassa di bollo.

Che cosa resta un problema

  • Non mostra da nessuna parte le somme vecchie. L’allegato riporta soltanto i valori nuovi, quindi il lettore non può verificare, direttamente dall’atto, quanto è cresciuto l’indennizzo per ciascuna posizione né come si ripartisce l’integrazione tra i due fascicoli.
  • Non dice chi sia l’espropriante. L’atto nomina il ministero che paga e la società che tiene il conto, ma la qualità di espropriante si scopre solo nella Decisione del Governo n. 1.121/2020, dove è scritto che è lo Stato romeno, rappresentato dal ministero competente, tramite la società Complexul Energetic Oltenia.
  • Il pagamento parte da un momento senza data. I 30 giorni decorrono dall’approvazione della richiesta di apertura dei crediti, e l’atto non fissa alcun termine per la presentazione o per l’approvazione di quella richiesta.
  • Risolve soltanto i casi arrivati a pronuncia definitiva. Gli altri proprietari dello stesso elenco restano con la valutazione amministrativa, anche se i loro immobili confinano con quelli rivalutati dal giudice.

Consigli pratici

  1. Se siete nell’elenco dell’allegato n. 2 e la somma non vi convince, il termine per andare davanti al giudice decorre dalla data in cui vi è stata comunicata la decisione che fissa l’ammontare dell’indennizzo, non dalla pubblicazione della decisione del Governo. La base è l’art. 22 comma (1) della legge n. 255/2010, e il superamento del termine comporta la decadenza.
  2. Non rinviate l’azione per timore delle spese di giudizio. L’art. 23 comma (1) della stessa legge esenta dalla tassa giudiziaria di bollo le domande con cui si stabiliscono il diritto all’indennizzo e il suo ammontare. Il costo della perizia di stima si anticipa invece secondo il diritto comune.
  3. Non confondete la contestazione della somma con la contestazione dell’esproprio. Il terreno passa allo Stato alla data della decisione di esproprio, e una causa vinta sull’ammontare non lo riporta indietro. Si discute soltanto di quanto vale.
  4. Controllate come figurate nell’allegato prima di chiedere il pagamento: nome, cognome, numero catastale, numero del libro fondiario, superficie. Questo atto esiste proprio perché sette posizioni avevano un’identificazione diversa da quella recepita dai giudici.
  5. Nelle successioni il riferimento è un altro. Per gli eredi dell’espropriato, il termine per rivolgersi al giudice decorre dalla data di accettazione dell’eredità, ai sensi dell’art. 22 comma (2) della legge n. 255/2010.
  6. Se seguite il pagamento, chiedete al Ministero dell’Energia la data di approvazione della richiesta di apertura dei crediti. I 30 giorni entro i quali il denaro deve essere versato sul conto aperto a nome della società iniziano a decorrere da quel momento.

Domande frequenti

Chi riceve i 65.559,96 lei?
Due beneficiari, su otto posizioni dell’elenco di esproprio: un proprietario alla posizione 125 e un gruppo di tre comproprietari alle posizioni 130, 181, 305, 306, 419, 420 e 426. Tutti gli immobili si trovano nel comune di Fărcășești, distretto di Gorj. L’atto iscrive nell’allegato soltanto il valore complessivo di indennizzo risultante per ciascuna posizione, senza indicare quanta parte dell’integrazione spetti a ciascun beneficiario.
Perché lo Stato paga più che nel 2020?
Perché le somme del 2020 erano stime dell’espropriante e i proprietari le hanno contestate davanti al giudice, vincendo. Il Tribunale di Gorj ha stabilito altri valori, poi confermati dalla Corte d’appello di Craiova. La decisione del Governo non rivaluta nulla, si limita a mettere in pagamento quanto hanno deciso i giudici.
Quando arriva davvero il denaro alle persone?
L’atto prevede che il Ministero dell’Energia versi la somma entro 30 giorni dalla data di approvazione della richiesta di apertura dei crediti, su un conto aperto a nome della società Complexul Energetic Oltenia, a disposizione dei proprietari. La data di approvazione non è fissata nell’atto, quindi il momento dal quale decorrono i 30 giorni non si legge nel testo pubblicato.
La decisione entra in vigore tre giorni dopo la pubblicazione?
No. Il termine di tre giorni dell’art. 12 comma (1) della legge n. 24/2000 riguarda le leggi e le ordinanze del Governo emesse in base a una legge speciale di delega. Le decisioni del Governo entrano in vigore alla data di pubblicazione, se il testo non prevede una data successiva, ai sensi dell’art. 12 comma (3) della stessa legge. Qui non è previsto nulla, quindi l’atto si applica dal 22 settembre 2026.
Che cosa possono fare gli altri proprietari dello stesso elenco?
Possono chiedere al giudice di stabilire l’ammontare dell’indennizzo, con la procedura dell’art. 22 della legge n. 255/2010. La domanda è esente dalla tassa giudiziaria di bollo e si giudica davanti al giudice ordinario. I due fascicoli che hanno prodotto questo atto sono stati iscritti nel 2023 e si sono chiusi in via definitiva nel dicembre 2025 e nel gennaio 2026.
L’esproprio si ferma per tutta la durata della causa?
No. L’art. 22 comma (4) della legge n. 255/2010 dice che né la procedura di esproprio né i lavori possono essere sospesi su richiesta di chi invoca controversie sul possesso o sulla proprietà. La contestazione riguarda la somma, e il terreno resta allo Stato per tutta la durata del giudizio.
Dove si vede la somma per ciascun terreno?
Nell’allegato alla decisione, pubblicato a pagina 7 dell’edizione. La tabella riporta su ogni riga il numero d’ordine dell’elenco iniziale, la posizione sulla planimetria, l’unità amministrativo-territoriale, il foglio, la particella, la categoria d’uso, il numero catastale, il numero del libro fondiario, la superficie e i valori di indennizzo, distinti per terreno, piantagioni, fabbricati e recinzioni.

Analisi della redazione

L’atto è piccolo e costruito con cura, e proprio per questo è un buon esemplare da studio per un meccanismo che si ripete centinaia di volte l’anno: l’esproprio si fa su una valutazione amministrativa, una parte delle persone la contesta e il bilancio paga la differenza dopo qualche anno. Quello che non si vede leggendo l’atto da cima a fondo sono gli intervalli. Dalla pubblicazione della Decisione del Governo n. 1.121/2020, il 31 dicembre 2020, alla pubblicazione di questo atto, il 22 settembre 2026, sono passati 68 mesi. Tra il passaggio in giudicato della prima pronuncia, la Sentenza n. 146, il 4 dicembre 2025, e lo stanziamento effettivo del denaro sono passati 9 mesi e 18 giorni, cioè 292 giorni. Per la seconda, definitiva il 14 gennaio 2026, l’intervallo è di 8 mesi e 8 giorni. Il giudizio d’appello è durato meno dell’amministrazione del suo risultato: la Sentenza n. 146 è diventata definitiva in 6 mesi e 2 giorni dalla pronuncia.

La seconda osservazione nasce dall’aritmetica dell’atto. L’allegato riporta un totale di 113.693,13 lei e l’integrazione è di 65.559,96 lei, quindi la somma approvata in precedenza per gli stessi immobili era di 48.133,17 lei. Il rapporto tra quanto lo Stato paga adesso e quanto aveva offerto in via amministrativa è di 2,36. Sull’insieme dell’opera la proporzione appare diversa: i 65.559,96 lei rappresentano lo 0,91% dei 7.214.003 lei stimati nel 2020 dall’art. 4 della Decisione del Governo n. 1.121/2020. Solo che l’allegato n. 2 non è rimasto a quel valore. Dopo l’ultima modifica precedente a questo atto, fatta con la Decisione del Governo n. 1.054/2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 1128 dell’8 dicembre 2025, il totale generale dell’elenco era arrivato a 10.752.945,56 lei, il 49% sopra la stima iniziale. La miniera Timișeni-Pinoasa ha già ricevuto integrazioni con la Decisione del Governo n. 1.072/2024, con la Decisione del Governo n. 456/2025 e con la Decisione del Governo n. 581/2025, quest’ultima di 3.088.752,10 lei. L’atto di oggi è almeno il quinto giro sullo stesso elenco.

La terza osservazione riguarda l’asimmetria dei termini, che in questo tipo di fascicolo è la regola. Al proprietario si chiede di rivolgersi al giudice entro il termine generale di prescrizione, calcolato dalla comunicazione della decisione che fissa l’indennizzo, a pena di decadenza. All’amministrazione si chiede di versare il denaro entro 30 giorni dall’approvazione della richiesta di apertura dei crediti, cioè da un evento che essa stessa innesca e che l’atto non data. Un termine si conta da un fatto oggettivo, l’altro da un fatto interno. Sulla carta il secondo sembra molto più breve. In pratica può iniziare in qualsiasi momento.

L’ultima osservazione riguarda la verifica ed è giusto dirla per quello che è. Se i valori nuovi dell’allegato si confrontano con la forma consolidata dell’allegato n. 2, come si presentava dopo la Decisione del Governo n. 1.054/2025, la differenza sulle nove righe risulta di 65.853,96 lei, cioè 294,00 lei sopra la somma integrata dall’art. I. Le cifre interne all’atto tornano perfettamente, per righe e per colonne, e lo scarto compare soltanto nel confronto con la forma precedente dell’elenco, che nell’atto non è riprodotta. Per questo non lo trattiamo come un errore del testo pubblicato, ma come un argomento a favore della prima delle proposte qui sotto.

Che cosa andrebbe cambiato

  • L’allegato dovrebbe indicare, per ciascuna posizione, la somma vecchia e la somma nuova. Due colonne in più e una colonna di differenza renderebbero verificabile l’integrazione dell’art. I senza bisogno della forma consolidata dell’elenco, e lo scarto di 294,00 lei segnalato sopra si chiuderebbe o si spiegherebbe nel testo stesso.
  • L’atto dovrebbe nominare l’espropriante, non solo chi paga. Nella forma pubblicata, la qualità di espropriante si deduce soltanto dalla decisione modificata. Una frase nel preambolo, che dica che l’espropriante è lo Stato romeno, rappresentato dal Ministero dell’Energia, tramite la società Complexul Energetic Oltenia, risparmierebbe a ogni lettore una ricerca in tre atti.
  • La somma andrebbe ripartita su ciascuna pronuncia messa in esecuzione. Il preambolo invoca due sentenze e due decisioni, mentre l’art. I dà una sola cifra. La ripartizione mostrerebbe quanto è costato ciascun fascicolo e permetterebbe di confrontare la valutazione amministrativa con quella giudiziaria, fascicolo per fascicolo.
  • Il pagamento andrebbe legato a un termine che parte da una data certa. La formula dei 30 giorni dalla data di approvazione della richiesta di apertura dei crediti diventa verificabile solo se l’atto fissa anche un termine per la presentazione della richiesta, per esempio 15 giorni dall’entrata in vigore della decisione.
  • Il Ministero dell’Energia dovrebbe pubblicare un quadro delle integrazioni per ciascuna opera. Per la miniera Timișeni-Pinoasa esistono almeno cinque atti successivi che modificano lo stesso elenco. Una tabella aggiornata, con il totale corrente e con lo storico delle modifiche, renderebbe inutile la ricostruzione dalla Gazzetta Ufficiale della Romania per chiunque voglia sapere quanto è costato alla fine il corridoio di esproprio.
  • Le decisioni che danno esecuzione a pronunce definitive andrebbero adottate su un calendario fisso. Un termine di 90 giorni dal passaggio in giudicato taglierebbe a un terzo i 292 giorni di questo caso e darebbe all’amministrazione un riferimento, al posto di una prassi che cambia da fascicolo a fascicolo.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 803 del 22 settembre 2026 16 pagine PDF, 111 KB l'atto inizia a pagina 6

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.