In breve
- Il Parlamento approva, a tre anni e sette mesi di distanza, il pacchetto di misure fiscali e di bilancio per il 2023: un aumento retributivo del 10% con tetto, senza buoni pasto e senza premi nel settore pubblico.
- Nello stesso testo figuravano l’aiuto economico per i pensionati, pagato nel gennaio e nell’ottobre 2023, il tetto ai posti degli enti pubblici e la rateizzazione delle somme ottenute in tribunale.
- La legge non modifica nulla. Le misure erano comunque limitate al 2023, quindi l’approvazione ha un effetto storico, non un effetto sul bilancio di oggi.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 574 del 13 luglio 2026
Entrata in vigore: 16 luglio 2026
Gli stipendi dei dipendenti pubblici sono cresciuti del 10% dal 1° gennaio 2023, ma senza superare il valore nominale fissato negli allegati della legge sulle retribuzioni. Nello stesso anno non sono stati dati buoni pasto, non sono stati concessi premi e i posti degli enti pubblici sono rimasti sotto tetto. La legge n. 130/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 574 del 13 luglio 2026, approva l’ordinanza che ha stabilito tutto questo. È la terza legge di approvazione dello stesso numero, accanto a quella sul Fondo di riserva di bilancio.
L’ordinanza d’urgenza del Governo n. 168/2022 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 1186 del 9 dicembre 2022 e conta trentanove articoli. È il pacchetto annuale con cui il Governo fissa, prima della legge di bilancio, quali diritti si concedono e quali si sospendono nel settore pubblico.
La legge di approvazione ha un solo articolo e non introduce alcuna modifica. Approva l’ordinanza con le modifiche e le integrazioni intervenute nel frattempo.
Gli effetti che produce
L’aumento del 10% aveva un tetto fin dall’inizio. In deroga alla Legge quadro n. 153/2017, dal 1° gennaio 2023 gli stipendi base, le retribuzioni di funzione e le indennità di inquadramento sono aumentati del 10% rispetto al dicembre 2022, ma senza superare il valore nominale per l’anno 2022 previsto negli allegati della legge sulle retribuzioni.
Nessun titolo speciale di pagamento, con una sola eccezione. Nel 2023 gli enti e le autorità pubbliche non hanno concesso al personale titoli speciali di pagamento (buoni pasto, buoni regalo, buoni per asilo nido e simili), indipendentemente dal sistema di finanziamento e dall’autorità da cui dipendevano. L’unica eccezione sono stati i buoni per asilo nido.
Nessun premio, salvo che per i risultati di eccellenza. I premi sono stati vietati, con l’eccezione di quelli destinati agli atleti e ai collettivi tecnici con risultati in competizioni ufficiali e di quelli destinati agli alunni, agli studenti, ai ricercatori e ai docenti premiati alle olimpiadi e ai concorsi, oltre ai docenti che li hanno preparati.
Il lavoro straordinario ha ricevuto un regime speciale e un tetto. Il personale con statuto speciale dell’ordine pubblico, della polizia di frontiera, delle situazioni di emergenza, dell’anagrafe dei documenti di identità e delle patenti di guida, così come gli agenti di polizia penitenziaria, hanno percepito per le ore di straordinario non compensabili una maggiorazione del 75% della retribuzione di funzione o dello stipendio di funzione, pagabile soltanto se non era possibile concedere riposo compensativo entro 60 giorni, nel limite del 3% del fondo delle retribuzioni a livello di ordinatore principale della spesa e con il tetto di 180 ore l’anno, eccezionalmente 360.
Il numero dei posti è rimasto sotto tetto. Nel 2023 è stato mantenuto il numero massimo di posti finanziati con fondi pubblici per gli enti e le autorità pubbliche, indipendentemente dal modo di finanziamento.
Il denaro ottenuto in tribunale è stato pagato a rate. Le somme stabilite con sentenze aventi per oggetto diritti retributivi hanno continuato a essere pagate secondo il meccanismo di rateizzazione previsto dall’ordinanza.
Non sono state concesse le indennità di fine servizio. Gli aiuti o le indennità per il pensionamento, per il ritiro, per la cessazione del rapporto di servizio o per il passaggio nella riserva non sono stati concessi nel 2023.
I pensionati hanno ricevuto un aiuto economico, in due tranche. L’ordinanza ha istituito un aiuto economico per i pensionati del sistema pubblico, per quelli del sistema delle pensioni militari e per i beneficiari di diritti previsti da leggi speciali, pagato d’ufficio nel gennaio e nell’ottobre 2023 tramite le casse territoriali delle pensioni. L’aiuto non si computa ai fini dei tetti, non è reddito ai sensi della legge sul reddito minimo garantito e non può essere pignorato.
Una serie di indennità sono rimaste al livello del dicembre 2022. Fra queste, le indennità del Decreto-legge n. 118/1990 per le persone perseguitate per motivi politici, le rendite vitalizie della legge sull’educazione fisica e sullo sport e altri diritti previsti da leggi speciali.
Diversi termini sono stati rinviati o sospesi. L’applicazione dell’articolo 8 della Legge sull’istruzione nazionale n. 1/2011, quello sulla percentuale del prodotto interno lordo destinata all’istruzione, è stata rinviata al 2024, mentre la distribuzione di miele d’api come integratore alimentare nelle scuole è rimasta sospesa per tutto il 2023. Le gratuità e le riduzioni tariffarie per alcune categorie sono state limitate a tre viaggi di andata e ritorno o sei viaggi semplici.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il confronto con l’edizione del dicembre 2022 mostra che l’ordinanza non ha inventato nulla, ma ha proseguito uno schema. Le stesse categorie di misure, quasi nello stesso ordine, compaiono anche nelle ordinanze equivalenti degli anni precedenti: la deroga al calendario di crescita retributiva della Legge quadro n. 153/2017, il divieto dei titoli speciali di pagamento, il tetto ai posti, la sospensione delle indennità di fine servizio.
La specificità del 2023 è stato l’aumento del 10%, con doppio tetto: in percentuale, rispetto al dicembre 2022, e in valore nominale, rispetto agli importi degli allegati della legge sulle retribuzioni. In pratica, chi aveva già raggiunto il valore dell’allegato non ha ricevuto nulla.
La seconda novità è stata l’aiuto economico per i pensionati, pagato in due tranche e protetto dal pignoramento, dai tetti e dal calcolo dei redditi. È il tipo di misura che non compare nella legge di bilancio, ma nell’ordinanza che la precede.
Con la legge di oggi nulla di tutto questo cambia. Le misure erano espressamente limitate al 2023 e hanno esaurito i loro effetti. Cambia lo status giuridico dell’ordinanza, che il Parlamento non può più respingere né modificare.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Chiude definitivamente la discussione sul fondamento giuridico dei diritti pagati e di quelli non pagati nel 2023, compreso l’aiuto economico per i pensionati.
- Conferma retroattivamente la base su cui sono state calcolate le ore di straordinario del personale con statuto speciale, un capitolo che ha generato contenzioso.
- L’approvazione senza modifiche non produce effetti retroattivi su nessuno, quindi non riapre calcoli già chiusi.
- Mette fine alla situazione in cui un intero esercizio di bilancio si reggeva su un atto che il Parlamento poteva ancora respingere.
Che cosa resta un problema
- Tre anni e sette mesi fra l’ordinanza e l’approvazione significano che il voto del Parlamento è arrivato quando tutte le misure avevano esaurito i loro effetti.
- Un atto di trentanove articoli, che tocca le retribuzioni, le pensioni, l’istruzione, lo sport, i trasporti e il fisco, può essere approvato o respinto soltanto in blocco.
- Chi ha impugnato in tribunale una misura dell’ordinanza ha portato avanti la causa per anni senza conoscere la posizione del Parlamento.
- Il tetto nominale all’aumento del 10% ha prodotto situazioni in cui due dipendenti con la stessa funzione hanno ricevuto aumenti diversi, a seconda del livello di partenza.
- Le sospensioni di termini, come quella dell’articolo 8 della legge sull’istruzione, si sono ripetute anno dopo anno, e la loro approvazione tardiva le conferma come prassi.
Consigli pratici
- Se avete una controversia su diritti retributivi del 2023, ricordate che il loro fondamento è l’ordinanza approvata adesso, nella versione con le modifiche e le integrazioni successive. Verificate il testo in vigore alla data dei fatti, non quello iniziale.
- Per le ore di straordinario del 2023 del personale con statuto speciale, le condizioni concrete erano fissate con decreto dell’ordinatore principale della spesa. È quel decreto, non l’ordinanza, a dire quali attività rientravano nel pagamento.
- La maggiorazione del 75% per il lavoro straordinario era pagata soltanto se le ore erano state disposte per iscritto dal superiore gerarchico e se non era stato possibile concedere riposo compensativo entro 60 giorni.
- Se controllate una pratica di pensione del 2023, l’aiuto economico pagato in gennaio e in ottobre non si computa ai fini dei tetti, non è reddito ai sensi della legge sul reddito minimo garantito e non poteva essere pignorato.
- Per le indennità del Decreto-legge n. 118/1990, il livello del 2023 è quello del dicembre 2022. Ogni ricalcolo parte da lì.
- Non confondete questa ordinanza con la legge di bilancio dello Stato per il 2023. Essa stabilisce i diritti e i divieti, non gli importi stanziati.
Domande frequenti
Che cosa fa questa legge?
Cambia qualcosa per il 2026?
Di quanto è stato l’aumento retributivo del 2023?
Perché nel 2023 non sono stati dati buoni pasto?
Chi ha ricevuto l’aiuto economico per i pensionati?
Come venivano pagate le ore di straordinario nella polizia e nelle carceri?
Perché è stata approvata soltanto adesso?
Analisi della redazione
L’ordinanza approvata qui è il documento che ha deciso, in concreto, come sarebbe stato il 2023 per qualche milione di persone: di quanto crescono gli stipendi pubblici, se arrivano i buoni pasto, se si danno premi, quanto ricevono in più i pensionati e quali termini vengono rinviati ancora una volta. Non la legge di bilancio, ma questo atto che la precede, adottato con ordinanza d’urgenza tre settimane prima della fine dell’anno.
Il meccanismo è noto e si ripete ogni anno, e questo è il primo problema. Un pacchetto di trentanove articoli, che va dalla retribuzione del poliziotto di frontiera al miele nelle scuole, non può essere discusso nel merito né in Parlamento né sulla stampa. Si approva o si respinge in blocco, e il Parlamento, in questo caso, ha scelto di non fare né l’una né l’altra cosa per tre anni e sette mesi.
Il secondo problema è proprio il ritardo. Il voto di approvazione è arrivato quando tutte le misure erano scadute, quindi non poteva più cambiare nulla per nessuno. Resta soltanto l’effetto giuridico formale: l’ordinanza non può più essere respinta. Il controllo parlamentare esercitato così non è controllo, è ratifica.
Che cosa andrebbe cambiato
- Un termine costituzionale per l’approvazione delle ordinanze d’urgenza. Senza di esso, un atto che organizza un intero esercizio di bilancio può restare sospeso finché la discussione non diventa storia.
- La separazione dei pacchetti annuali per materia. Retribuzioni, pensioni, istruzione e fisco dovrebbero circolare come atti distinti, così da poter essere votati separatamente.
- Una relazione illustrativa pubblica per ogni sospensione di termine. Rinvii ripetuti anno dopo anno, come quello dell’articolo 8 della legge sull’istruzione, meritano una motivazione propria, non una riga in un pacchetto di trentanove articoli.
- La pubblicazione, alla fine di ogni anno, degli effetti delle misure. Quanti dipendenti hanno ricevuto davvero il 10%, quanti non hanno ricevuto nulla per via del tetto nominale, quanto è costato l’aiuto ai pensionati. I dati esistono al Ministero delle Finanze e renderebbero più informato il dibattito sul pacchetto successivo.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 574 del 13 luglio 2026 16 pagine PDF, 101 KB l'atto inizia a pagina 4
Apri il PDF ufficialeScarica il PDF
Su schermi piccoli il visualizzatore non viene mostrato. Usa i pulsanti qui sopra per aprire o scaricare il file.
Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
