In breve

  • I direttori delle scuole hanno ora una tabella precisa delle ore di lezione che devono svolgere: 8, 10, 12 o 14 ore alla settimana, a seconda delle dimensioni dell’istituto.
  • Il direttore di una scuola con al massimo 100 alunni insegna per intero il proprio orario, senza alcun esonero. All’estremo opposto, una scuola con più di 1.000 alunni lascia al direttore solo 8 ore.
  • Il decreto sostituisce le norme del 2011 e mantiene l’esonero sindacale, con un tetto di 90 cattedre al massimo a livello nazionale, accompagnato da obblighi di rendicontazione mensili e semestrali.
Atto: Decreto MEC n. 4.690/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 714 del 27 agosto 2026
Entrata in vigore: 27 agosto 2026

A una settimana dall’inizio dell’anno scolastico, i direttori scoprono quante ore di lezione devono fare, e la cifra dipende da quanti alunni hanno in istituto. Il decreto del ministro dell’istruzione e della ricerca n. 4.690/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 714 del 27 agosto 2026, approva le norme metodologiche sull’esonero dall’orario di insegnamento per il personale che ricopre funzioni di direzione, guida e controllo nell’istruzione preuniversitaria statale. È il secondo atto del ministero nella stessa settimana a toccare la carriera docente, dopo quello sulla valutazione dei direttori dei club sportivi universitari.

L’atto è stato firmato il 19 agosto 2026 dal ministro Mihai Dimian e abroga il Decreto n. 4.865/2011, che disciplinava la stessa materia da quindici anni. Il fondamento normativo è l’articolo 208 della legge sull’istruzione preuniversitaria n. 198/2023.

Il decreto vero e proprio conta quattro articoli. La sostanza sta nell’allegato, che contiene le norme metodologiche, con sette articoli e una tabella dettagliata.

Il giorno dopo questo decreto, la legge n. 182/2026 ha modificato proprio l’articolo su cui esso si fonda e ha fissato al 40% di un orario pieno il limite delle ore che un dirigente parzialmente esonerato può ancora insegnare.

Sempre a una settimana dall’inizio delle lezioni è stato fissato anche il bilancio del programma latte, panino e frutta per l’anno scolastico 2026-2027.

Gli effetti che produce

Il primo effetto è la tabella delle ore per i direttori, costruita a scaglioni. Un direttore di istituto di istruzione preuniversitaria statale insegna 10 ore alla settimana se la scuola soddisfa una tra sei condizioni: ha almeno 25 gruppi di studio; ha tra 10 e 24 gruppi e almeno 10 classi di primario oppure sezioni di prima infanzia e prescolare; ha almeno 5 strutture scolastiche aggregate; ha almeno 20 gruppi più convitto o mensa; ha almeno 4 livelli di istruzione e un minimo di 16 gruppi; oppure è istituto di istruzione speciale con almeno 16 gruppi.

Il secondo scaglione scende a 8 ore, ma solo al di sopra del primo. Il direttore deve soddisfare una delle condizioni appena elencate e, in aggiunta, una tra queste: almeno 1.000 tra alunni, bambini della scuola prescolare e della prima infanzia; almeno 500 bambini della scuola prescolare e della prima infanzia; almeno 400 bambini della prima infanzia; almeno 600 alunni nel post-secondario; oppure almeno 200 tra alunni e bambini della scuola prescolare nell’istruzione speciale.

Il terzo effetto riguarda chi lavora nelle scuole piccole. I direttori degli istituti con più di 100 alunni che non rientrano in nessuna delle categorie precedenti insegnano 14 ore alla settimana. E i direttori degli istituti con 100 alunni o meno svolgono per intero l’orario di insegnamento, cioè non beneficiano di alcun esonero.

Il quarto effetto copre le altre funzioni. I direttori delle strutture di educazione extrascolastica, dei centri distrettuali di risorse e assistenza educativa e dei centri di eccellenza fanno 12 ore. I direttori aggiunti ne fanno altrettante, 12. Il personale di direzione degli ispettorati scolastici fa 6 ore, mentre quello di guida e controllo negli ispettorati, come pure quello di direzione nelle case del corpo docente, ne fa 8.

Il quinto effetto è l’esonero sindacale. Le federazioni sindacali rappresentative designano le persone che beneficiano dell’esonero parziale, entro il limite massimo di 90 cattedre a livello nazionale. L’atto elenca per loro dodici compiti, dalla partecipazione ai gruppi di lavoro per i progetti di atti normativi fino allo status di osservatore nelle valutazioni esterne delle scuole.

Il sesto effetto è il controllo su quell’esonero, costruito su tre livelli. La persona esonerata deposita ogni mese una relazione di attività presso l’organizzazione sindacale. I presidenti delle organizzazioni distrettuali depositano ogni semestre una relazione di monitoraggio presso l’ispettorato scolastico. I presidenti delle federazioni depositano ogni semestre una relazione presso la Unitatea de Politici Publice «România Educată» (unità di politiche pubbliche del ministero). L’elenco nominativo e l’obbligo di insegnamento di ciascuno sono approvati con decreto del ministro.

Che cosa cambia rispetto a prima

Il riferimento precedente era il Decreto n. 4.865/2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 601 del 25 agosto 2011, che ora viene abrogato. Tra i due atti è cambiata la legge di base: le norme vecchie poggiavano sulla legislazione anteriore al 2023, quelle nuove sulla legge sull’istruzione preuniversitaria n. 198/2023.

La seconda novità è una valvola che funziona nei due sensi. Il personale di direzione, guida e controllo può chiedere per iscritto all’ispettorato scolastico di svolgere per intero l’orario di insegnamento, quindi l’esonero non è obbligatorio. Nel senso opposto, chi ha studi che non consentono l’insegnamento al livello richiesto svolge attività stabilite con una procedura approvata dal segretario di Stato che coordina l’istruzione preuniversitaria.

La terza novità è una clausola di transizione istituzionale. L’articolo 7 dice che, a partire dalla riorganizzazione degli ispettorati scolastici e dall’istituzione del Centro nazionale di formazione e sviluppo nella carriera docente, la denominazione «ispettorato scolastico distrettuale» si leggerà «direzione distrettuale per l’istruzione preuniversitaria», mentre «casa del corpo docente» si leggerà «centro per la carriera docente». L’atto si prepara, dunque, per una riforma amministrativa che non è ancora avvenuta.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • La tabella è oggettiva e verificabile: il numero di ore risulta da cifre pubbliche, non dall’apprezzamento di qualcuno.
  • L’esonero cresce con le dimensioni della scuola, il che corrisponde al volume reale di lavoro amministrativo del direttore.
  • Il direttore può chiedere di insegnare per intero, quindi chi vuole restare in classe non viene ostacolato.
  • L’esonero sindacale ha un tetto numerico esplicito, 90 cattedre a livello nazionale, invece di una formula vaga.
  • La rendicontazione su tre livelli rende tracciabile l’esonero sindacale, e l’elenco nominativo è approvato con decreto del ministro.
  • La clausola di transizione evita che il decreto diventi inapplicabile il giorno in cui gli ispettorati cambiano nome.

Che cosa resta un problema

  • Il decreto esce a una settimana dall’inizio dell’anno scolastico, quando gli organici sono già stati definiti.
  • Le soglie si cumulano a scaglioni, e una scuola che perde un gruppo di studio può far salire il direttore da 8 a 10 ore da un anno all’altro.
  • I direttori delle scuole con al massimo 100 alunni non ricevono alcun esonero, pur guidando un’istituzione con gli stessi obblighi di rendicontazione di qualunque altra.
  • La procedura per chi ha studi che non consentono l’insegnamento viene approvata a parte, da un segretario di Stato, quindi non si può leggere nell’atto.
  • Le 90 cattedre sindacali non hanno criteri di ripartizione tra le federazioni, solo il tetto complessivo.
  • La clausola che cambia le denominazioni si applica da una data che non è nota, perché la riorganizzazione degli ispettorati non ha ancora un calendario.

Consigli pratici

  1. Contate prima i gruppi di studio, non gli alunni. La prima soglia, quella delle 10 ore, si decide sui gruppi, sulle strutture aggregate e sui livelli di istruzione, non sul numero di bambini.
  2. Verificate se rientrate nel secondo scaglione. Le 8 ore si concedono solo in modo cumulativo: una condizione del primo gruppo e una del secondo.
  3. Se l’istituto ha un convitto o una mensa, controllate la condizione dei 20 gruppi di studio: questa combinazione è una delle porte verso le 10 ore.
  4. I direttori delle scuole dell’infanzia grandi guardino alle soglie di 500 bambini della scuola prescolare e di 400 della prima infanzia, che sono separate dalla soglia generale di 1.000 alunni.
  5. Se i vostri studi non vi consentono di coprire le ore stabilite, chiedete per iscritto di rientrare nella procedura approvata dal segretario di Stato; l’atto la prevede espressamente.
  6. Chi vuole insegnare per intero può chiederlo per iscritto all’ispettorato scolastico. È un diritto, non un’eccezione da negoziare.
  7. Per gli esoneri sindacali, tenete a mente l’obbligo mensile della relazione di attività: senza di essa, il monitoraggio semestrale non ha su che cosa appoggiarsi.

Domande frequenti

Quante ore insegna un direttore di scuola?
Tra 8 e 14 ore alla settimana, a seconda delle dimensioni dell’istituto, oppure l’orario per intero se la scuola ha al massimo 100 tra alunni, bambini della scuola prescolare e della prima infanzia.
Come si arriva a 8 ore?
In modo cumulativo: l’istituto deve soddisfare una delle sei condizioni che danno diritto alle 10 ore e, in aggiunta, una delle cinque condizioni di volume, tra cui almeno 1.000 alunni oppure almeno 500 bambini della scuola prescolare e della prima infanzia.
E i direttori aggiunti?
Svolgono 12 ore alla settimana, nelle strutture di educazione extrascolastica, nei centri distrettuali di risorse e assistenza educativa e negli istituti di livello primario, secondario di primo grado, secondario di secondo grado, professionale o post-secondario.
Che cosa succede negli ispettorati scolastici?
Il personale docente che ricopre funzioni di direzione fa 6 ore alla settimana, mentre quello con funzioni di guida e controllo, come pure la direzione delle case del corpo docente, ne fa 8.
Posso chiedere di insegnare per intero?
Sì. Il decreto prevede espressamente che il personale di direzione, guida e controllo possa chiedere per iscritto all’ispettorato scolastico di svolgere integralmente l’orario di insegnamento, secondo la specializzazione acquisita con gli studi.
Che cosa succede se i miei studi non mi consentono di insegnare le ore stabilite?
Per alcune categorie, tra cui la direzione degli ispettorati e i direttori delle scuole dell’infanzia grandi con molte strutture, si svolgono attività disciplinate da una procedura approvata dal segretario di Stato che coordina l’istruzione preuniversitaria. Gli altri direttori svolgono per intero l’orario di insegnamento.
Quanti esoneri sindacali esistono?
Un massimo di 90 cattedre o posti di insegnamento a livello nazionale. Le persone sono designate dalle federazioni sindacali rappresentative, e l’elenco nominativo è approvato con decreto del ministro.
Che cosa devono rendicontare gli esonerati per motivi sindacali?
Una relazione di attività mensile alla propria organizzazione sindacale. Sopra di essa, i presidenti delle organizzazioni distrettuali rendicontano ogni semestre agli ispettorati, mentre i presidenti delle federazioni rendicontano ogni semestre alla Unitatea de Politici Publice «România Educată» (unità di politiche pubbliche del ministero).
Quale atto viene abrogato?
Il decreto del ministro dell’istruzione, della ricerca, della gioventù e dello sport n. 4.865/2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 601 del 25 agosto 2011.

Analisi della redazione

La tabella è ben costruita e, cosa più importante, è verificabile. Un direttore non dipende più dall’interpretazione dell’ispettorato per sapere quante ore insegna: conta i gruppi di studio, le strutture aggregate e i livelli di istruzione e legge il risultato nell’atto. La scelta di costruire la prima soglia sui gruppi e sulle strutture e la seconda sul numero di bambini ha una logica visibile, perché le due cose misurano grandezze diverse, la complessità amministrativa e il volume. E il diritto di chiedere l’insegnamento integrale trasforma l’esonero in un’opzione, non in un obbligo.

La parte che non regge il passo con il resto è il calendario. Un atto che cambia l’inquadramento dei direttori esce il 27 agosto, una settimana prima dell’inizio delle lezioni, quando gli organici sono compilati e l’orario è già fatto. Il decreto che viene sostituito è rimasto in vigore quindici anni, quindi non si trattava di un’urgenza sorta nella notte. L’effetto pratico è che il primo anno di applicazione si fa per correzioni, non per programmazione.

La seconda osservazione riguarda il fondo della tabella. Il direttore di una scuola con 100 alunni insegna per intero e guida, nello stesso tempo, un’istituzione con gli stessi obblighi di rendicontazione, di appalti e di valutazione di una dieci volte più grande. La differenza di volume è reale, ma la differenza di burocrazia non scende in proporzione al numero di bambini, e l’atto non lo riconosce affatto. Resta senza risposta anche la ripartizione delle 90 cattedre sindacali: il tetto è chiaro, il criterio di divisione tra le federazioni no.

Che cosa andrebbe cambiato

  • La pubblicazione della tabella prima della compilazione degli organici. Un atto che cambia gli orari di insegnamento dovrebbe uscire in primavera, non una settimana prima dell’apertura dell’anno scolastico.
  • Un esonero minimo per le scuole piccole. Anche solo due ore riconoscerebbero che i compiti amministrativi di un direttore non scendono sotto una certa soglia, per quanto pochi siano gli alunni.
  • Criteri di ripartizione delle 90 cattedre sindacali. Il tetto nazionale esiste; senza una regola di divisione, la distribuzione resta una trattativa priva di un riferimento pubblico.
  • La pubblicazione della procedura per i casi in cui gli studi non consentono l’insegnamento. Essa decide la situazione di persone concrete e viene approvata a parte, con un atto che non si pubblica nella Gazzetta Ufficiale della Romania.
  • Una regola di stabilità annuale delle soglie. La perdita di un solo gruppo di studio può cambiare l’obbligo di insegnamento del direttore da un anno all’altro; il riferimento alla situazione a una data fissa renderebbe l’inquadramento prevedibile.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 714 del 27 agosto 2026 16 pagine PDF, 111 KB l'atto inizia a pagina 2

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