In breve

  • Il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca ha approvato il programma scolastico della disciplina «La NATO nel mondo contemporaneo», opzionale di classe X, con un’ora alla settimana per la durata di un anno scolastico.
  • La disciplina entra nell’offerta nazionale di opzionali, ma non arriva automaticamente in nessuna scuola: il consiglio di amministrazione del liceo decide se inserirla nella propria offerta, dopo aver consultato studenti e genitori, e lo studente la sceglie oppure no.
  • Il programma ha 4 competenze generali, 12 competenze specifiche e 7 ambiti di contenuto, dalla guerra fredda e dall’articolo 5 fino all’adesione della Romania nel 2004 e alla guerra in Ucraina. Si applica dall’anno scolastico 2026-2027.
Atto: Decreto del ministro dell’Istruzione e della Ricerca n. 4.353/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 735 del 1° settembre 2026
Entrata in vigore: 1° settembre 2026

Gli studenti di classe X possono studiare la NATO come disciplina autonoma, un’ora alla settimana, se il loro liceo mette la materia nella propria offerta e se loro la scelgono. Il decreto del ministro dell’Istruzione e della Ricerca n. 4.353/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 735 del 1° settembre 2026, approva il programma scolastico della disciplina «La NATO nel mondo contemporaneo». Arriva nella serie di programmi scolastici che il ministero ha pubblicato negli ultimi mesi, dopo l’opzionale «Ora di GIS» per le classi dalla IX alla XII e dopo il programma di lingua rumena per le scuole e le sezioni con insegnamento in ungherese.

La parola che conta nel titolo dell’atto è «opzionale». La disciplina fa parte del curricolo a scelta dello studente dall’offerta della scuola, la categoria in cui lo studente sceglie tra le materie che il liceo propone. «Offerta nazionale» significa soltanto che il programma è stato scritto e approvato al centro, quindi qualunque liceo del Paese può prenderlo già pronto, senza costruire da sé il contenuto e senza passare per una propria procedura di elaborazione. Non significa che la materia si insegna in tutti i licei né che qualche studente sia obbligato a seguirla.

Il decreto ha quattro articoli e un allegato. L’art. 1 approva il programma, l’art. 2 dice che si applica a partire dall’anno scolastico 2026-2027, l’art. 3 affida l’attuazione alla Direzione generale equità e performance nell’istruzione preuniversitaria, al Centro nazionale per il curricolo e la valutazione, agli ispettorati scolastici e agli istituti di istruzione, mentre l’art. 4 prevede la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Il decreto è firmato il 7 luglio 2026 dal ministro Mihai Dimian e si fonda sulla relazione di approvazione n. 1.435 del 30 giugno 2026. Il programma occupa le pagine 10-16 dell’edizione della Gazzetta Ufficiale della Romania. Un altro decreto del ministero ha approvato la rete delle scuole di applicazione per il 2026-2027.

Gli effetti che produce

Il secondo atto curricolare firmato lo stesso giorno riguarda l’orario, non la materia: le sezioni tedesche di liceo ricevono un quadro orario proprio, da 33 a 35 ore alla settimana.

Nasce un programma nazionale che i licei possono adottare così com’è. Prima di questo decreto, un liceo che voleva proporre agli studenti un opzionale sulla NATO doveva scriversi da sé il programma, sottoporlo al parere della commissione per il curricolo e all’approvazione dell’ispettorato, poi all’approvazione del consiglio di amministrazione, come chiede l’art. 88, comma (11), della legge sull’istruzione preuniversitaria n. 198/2023. Ora il testo esiste, approvato con decreto ministeriale, e la scuola lo prende già pronto.

Si stabilisce che cosa esattamente si insegna. Il programma ha sette ambiti di contenuto: la guerra fredda e la nascita della NATO; l’organizzazione della NATO; la NATO e l’Europa riunificata; l’evoluzione dei concetti strategici dell’Alleanza atlantica; le relazioni della NATO con altre istituzioni e organizzazioni internazionali; la difesa collettiva e il nuovo ruolo della NATO; la Romania e la NATO. Vi rientrano 22 temi numerati e quattro studi di caso: la NATO e il Patto di Varsavia, il vertice NATO di Bucarest del 2008, la Bosnia-Erzegovina e il Kosovo. I temi vanno dal Trattato dell’Atlantico del Nord del 4 aprile 1949 e dal significato dell’articolo 5, all’allargamento dopo il 1989 e al Partenariato per la pace, alla NATO dopo l’11 settembre 2001, alla sicurezza informatica e alla resilienza, alla NATO nel contesto della guerra in Ucraina e al percorso della Romania verso l’adesione del 2004, con il ruolo strategico nella regione del Mar Nero.

Si fissa il monte ore: un’ora alla settimana, un anno scolastico. La relazione illustrativa dice chiaramente che la disciplina è progettata per 1 ora alla settimana, per la durata di un anno scolastico, in classe X. L’anno scolastico 2026-2027 ha 36 settimane di lezione, secondo il decreto del ministro dell’Istruzione e della Ricerca n. 3.194/2026, quindi circa 36 ore, dalle quali si sottraggono le settimane occupate dai programmi «Școala altfel», la scuola in forma diversa, e «Săptămâna verde», la settimana verde.

La materia si valuta con voto, ma non si porta all’esame. Il programma prevede un capitolo di indicazioni sulla valutazione, con valutazione formativa e sommativa, con prodotti come testi argomentativi, presentazioni orali, portfolio tematici e materiali digitali, e con criteri comunicati agli studenti. Il decreto non contiene alcuna deroga alle regole ordinarie di valutazione, quindi la disciplina entra nel registro come qualunque altra dell’orario dello studente. All’esame di maturità non arriva: le prove dell’esame sono elencate in modo tassativo all’art. 102, comma (4), della legge n. 198/2023, e un opzionale dell’offerta della scuola non figura tra esse.

I licei e i collegi militari sono destinatari espliciti. La relazione illustrativa dice che la disciplina «è raccomandata per lo studio anche nei licei e nei collegi militari». È l’unica categoria di scuole nominata espressamente in tutto il testo del programma.

Che cosa cambia rispetto a prima

Finora la NATO si studiava in Romania soltanto come tema all’interno della disciplina Storia del tronco comune, cioè della materia obbligatoria per tutti gli studenti. Il nuovo programma dice esplicitamente di valorizzare le acquisizioni della Storia senza duplicarle e di aggiungervi ciò che, secondo gli autori, resta «insufficientemente sviluppato nei programmi attuali»: l’analisi dei documenti strategici dell’Alleanza, l’evoluzione dei concetti di sicurezza dopo il 1949 e soprattutto dopo il 2000, le relazioni della NATO con altre organizzazioni internazionali, le missioni dell’Alleanza e il posizionamento della Romania nello spazio euroatlantico.

È cambiato anche il modo in cui si costruisce l’offerta di opzionali. La legge sull’istruzione preuniversitaria n. 198/2023 ha sostituito il vecchio curricolo a scelta della scuola con il curricolo a scelta dello studente dall’offerta della scuola, categoria in cui la scelta spetta allo studente e non alla scuola, mentre i programmi possono essere elaborati a livello nazionale, regionale, locale o nel singolo istituto. Il ministero ha cominciato a riempire la parte nazionale di questa categoria: il decreto n. 3.595/2025 ha approvato, in un solo atto, sette programmi di opzionali per la scuola primaria e secondaria di primo grado, mentre il decreto n. 3.913/2026 ha approvato l’opzionale «Ora di GIS» per le classi dalla IX alla XII. «La NATO nel mondo contemporaneo» è il pezzo successivo di questo catalogo.

La differenza rispetto all’opzionale di GIS sta nell’ampiezza. Quello può essere scelto in una qualsiasi delle classi dalla IX alla XII e nomina l’indirizzo e i profili ai quali si rivolge. Questo è scritto per una sola classe, la X, e non nomina né l’indirizzo né il profilo.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Un liceo che voleva questo opzionale non deve più scrivere un programma proprio e passare per la procedura di elaborazione, ma adotta un testo già approvato con decreto ministeriale.
  • Il programma è scritto per competenze, non per lezioni, e ciascuna delle 12 competenze specifiche arriva con quattro esempi di attività di apprendimento e con un esempio sviluppato per fasi, il che risparmia al docente una parte della progettazione.
  • La verifica delle informazioni che circolano nello spazio pubblico attraverso il confronto con fonti ufficiali compare come attività di apprendimento ricorrente, e la disinformazione è un tema di contenuto, non solo una formula della relazione illustrativa.
  • Gli studi di caso sono concreti e verificabili, dal Patto di Varsavia alla Bosnia-Erzegovina, al Kosovo e al vertice di Bucarest del 2008, quindi il docente ha materiale documentario su cui lavorare.
  • La bibliografia e la webgrafia rinviano a fonti aperte, tra cui il sito ufficiale della NATO, l’Istituto diplomatico romeno e l’archivio multimediale del Ministero della Difesa nazionale.

Che cosa resta un problema

  • Il programma è stato pubblicato il 1° settembre 2026, sei giorni prima dell’inizio delle lezioni, benché l’offerta di opzionali di una scuola si costruisca con vari mesi di anticipo.
  • Il decreto non dice a quale indirizzo e a quale profilo si rivolge la disciplina, e la base giuridica su cui si fonda non copre l’indirizzo tecnologico.
  • In classe X, nell’anno scolastico 2026-2027, resta in applicazione il vecchio quadro orario, che non contiene la categoria «curricolo a scelta dello studente dall’offerta della scuola».
  • Il volume dei contenuti è ampio per un’ora alla settimana: 26 unità da svolgere, di cui diverse richiedono prodotti di apprendimento realizzati in tre o quattro fasi.
  • Nessuna disposizione dice chi può insegnare la disciplina, quindi l’attribuzione della cattedra resta alla valutazione di ciascuna scuola.

Consigli pratici

  1. Se siete genitori e la materia vi interessa, chiedete in segreteria o al coordinatore di classe se il liceo ha inserito la disciplina nell’offerta di opzionali per la classe X. Senza questa decisione del consiglio di amministrazione, il programma non produce alcun effetto in quella scuola.
  2. Chiedete di vedere l’offerta completa di opzionali della scuola, non solo la disciplina che vi ha interessato. Il consiglio di amministrazione stabilisce il curricolo a scelta dello studente dopo aver consultato studenti e genitori e in base alle risorse disponibili, secondo l’art. 86, comma (5), della legge n. 198/2023.
  3. Verificate se nella scuola c’è un docente di storia disponibile per l’ora aggiuntiva. Il programma non impone alcuna condizione di specializzazione, e senza una cattedra libera l’offerta resta sulla carta.
  4. Se la disciplina si insegna, aspettatevi i voti. Il programma chiede valutazione formativa e sommativa, con prodotti concreti: testi argomentativi, presentazioni orali, organizzatori grafici, portfolio, infografiche, podcast.
  5. Non contateci per la maturità. La materia non figura tra le prove dell’esame e non può essere scelta come prova a scelta.
  6. Leggete il programma prima di decidere. Occupa sette pagine nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 735 del 1° settembre 2026, alle pagine 10-16, e la tabella dei contenuti mostra in cinque minuti se gli argomenti interessano allo studente.
  7. Se la scelta vi sembra fatta in fretta, chiedete al consiglio di amministrazione di riaprire la consultazione. La legge gli impone di consultare studenti e genitori, e la decisione può essere rivista prima della definizione dell’orario.
  8. Se siete docenti e volete proporre la disciplina, seguite il percorso previsto dalla legge: parere di merito della commissione per il curricolo, approvazione della direzione distrettuale per l’istruzione preuniversitaria, approvazione del consiglio di amministrazione.

Domande frequenti

La NATO diventa materia obbligatoria al liceo?
No. È una disciplina opzionale, del curricolo a scelta dello studente dall’offerta della scuola. Nessuno è obbligato a studiarla e nessun liceo è obbligato a inserirla nella propria offerta.
Quante ore ha alla settimana?
Un’ora alla settimana, per la durata di un anno scolastico, in classe X. Nell’anno scolastico 2026-2027 questo significa circa 34 ore effettive, dopo aver sottratto le settimane occupate dai programmi «Școala altfel» e «Săptămâna verde» dalle 36 settimane di lezione.
Come arriva la disciplina in una scuola precisa?
Il consiglio di amministrazione del liceo stabilisce il curricolo a scelta dello studente dall’offerta della scuola, dopo aver consultato studenti e genitori e in funzione delle risorse disponibili. Soltanto dopo che la disciplina entra nell’offerta lo studente può sceglierla.
Si prende il voto?
Sì. Il programma prevede valutazione formativa e valutazione sommativa, e il decreto non contiene alcuna deroga alle regole ordinarie di valutazione, quindi la disciplina entra nel registro come qualunque altra dell’orario dello studente.
Rientra nell’esame di maturità?
No. Le prove dell’esame nazionale di maturità sono elencate all’art. 102, comma (4), della legge n. 198/2023, e un opzionale dell’offerta della scuola non figura tra esse.
Che cosa si studia, in concreto?
Sette ambiti: la guerra fredda e la nascita della NATO, l’organizzazione dell’Alleanza e il significato dell’articolo 5, l’allargamento dopo il 1989 e il Partenariato per la pace, l’evoluzione dei concetti strategici, le relazioni con l’ONU e con l’Unione europea, la difesa collettiva e le nuove sfide di sicurezza, compresa la NATO nel contesto della guerra in Ucraina, e la Romania nella NATO, dall’adesione del 2004 al ruolo strategico nella regione del Mar Nero.
Chi ha scritto il programma?
Un gruppo di lavoro di quattro persone, due docenti con dottorato e due docenti, tutti di Bucarest: del Collegio economico «Virgil Madgearu», del Collegio nazionale «Spiru Haret» e del Collegio nazionale «Matei Basarab».
Da quando si applica?
Il decreto dice che il programma si applica a partire dall’anno scolastico 2026-2027. Il decreto stesso è entrato in vigore il 1° settembre 2026, data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania.

Errori e incongruenze nel testo pubblicato

  • Art. 2 del decreto, in rapporto al quadro orario della classe X. Il testo prevede che «programa școlară prevăzută la art. 1 se aplică începând cu anul școlar 2026-2027», cioè che il programma scolastico previsto all’art. 1 si applica a partire dall’anno scolastico 2026-2027. In quell’anno scolastico, però, per la classe X del liceo diurno restano in applicazione i quadri orari validi nell’anno scolastico 2024-2025, secondo l’art. 40, comma (2), del decreto del ministro dell’Istruzione e della Ricerca n. 4.350/2025. I quadri orari che contengono la categoria «curricolo a scelta dello studente dall’offerta della scuola» si applicano progressivamente, a partire dalla generazione che entra in classe IX nel 2026-2027, secondo l’art. 39 dello stesso decreto, quindi arrivano alla classe X soltanto nell’anno scolastico 2027-2028. Inoltre l’art. 5 del decreto del ministro dell’Istruzione n. 6.072/2023, richiamato proprio nel preambolo di questo decreto, prevede che fino all’entrata in vigore dell’art. 86 della legge n. 198/2023, l’articolo che istituisce il curricolo a scelta dello studente, si applicano le disposizioni di legge in vigore al 1° settembre 2023. Il risultato pratico: nell’anno scolastico dal quale il decreto dice di applicarsi, il quadro orario della classe X non contiene la posizione in cui la disciplina dovrebbe essere collocata, e la dirigenza di un liceo non può stabilire dall’atto se possa offrirla nelle ore di curricolo a scelta della scuola del quadro orario rimasto in applicazione o se debba attendere l’anno scolastico 2027-2028.
  • Il titolo del decreto e l’art. 1, in rapporto all’art. 86 della legge n. 198/2023. La disciplina è stabilita per la «classe X, istruzione liceale», senza alcuna menzione dell’indirizzo o del profilo. La base giuridica richiamata nel preambolo, l’art. 86, comma (3), della legge n. 198/2023, limita però il curricolo a scelta dello studente dall’offerta della scuola all’istruzione primaria, secondaria di primo grado e liceale, indirizzo teorico e indirizzo vocazionale. Per l’indirizzo tecnologico, i commi (6) e (7) dello stesso articolo prevedono un regime diverso, in cui questo curricolo è elaborato dall’istituto in partenariato con gli operatori economici o con le autorità locali e si approva con metodologie specifiche. Il decreto definisce così i propri destinatari in modo più ampio del testo su cui si fonda, e la dirigenza di un liceo tecnologico non può stabilire dall’atto se la disciplina le sia accessibile o no. Il confronto è a portata di mano: il decreto del ministro dell’Istruzione e della Ricerca n. 3.913/2026, che approva l’opzionale «Ora di GIS», precisa l’indirizzo teorico e i profili reale e umanistico.

Analisi della redazione

Il programma risolve un problema reale e lo risolve con mezzi adeguati. Un docente che voleva fare questo opzionale aveva finora due strade, entrambe cattive: costruirselo da sé, con tutto il percorso di approvazione, oppure rinunciare. Il testo approvato adesso è ben fatto come documento curricolare, ha la struttura richiesta dalla metodologia, dichiara il proprio rapporto con la Storia del tronco comune invece di lasciarlo implicito e, a differenza di molti programmi di opzionali, non si limita a elencare temi, ma scende fino a esempi di attività articolate per fasi, con il prodotto finale e i criteri di valutazione per ciascuna.

Il calendario dice però altro rispetto al testo. Il decreto è stato firmato il 7 luglio 2026 ed è uscito nella Gazzetta Ufficiale della Romania il 1° settembre 2026, 56 giorni dopo la firma e sei giorni prima dell’inizio delle lezioni, il 7 settembre. Il confronto con gli atti della stessa famiglia è eloquente: il decreto n. 3.595/2025, che ha approvato sette programmi di opzionali, è stato pubblicato il 9 aprile 2025 per l’anno scolastico 2025-2026, con quasi cinque mesi di anticipo, mentre il decreto n. 3.913/2026, quello dell’opzionale di GIS, è uscito il 17 giugno 2026, con due mesi e mezzo di anticipo. Il riferimento più chiaro viene proprio dal calendario ufficiale: il decreto n. 3.194/2026 obbliga ogni scuola a comunicare a studenti e genitori la struttura dettagliata dell’anno scolastico 2026-2027 entro il 1° aprile 2026. In altre parole, nel giorno in cui il programma è diventato pubblico, orari e attribuzioni di cattedra erano definiti da mesi.

Il secondo problema si vede soltanto contando. Il programma ha 4 competenze generali, 12 competenze specifiche e, sotto di esse, 48 esempi di attività di apprendimento, ai quali si aggiungono 12 esempi orientativi sviluppati in tre o quattro fasi ciascuno. I contenuti sono 22 temi numerati più 4 studi di caso, cioè 26 unità. Tutto questo deve entrare in un’ora alla settimana, quindi nelle 36 settimane di lezione dell’anno scolastico 2026-2027, dalle quali si sottraggono cinque giorni lavorativi per «Școala altfel» e altrettanti per «Săptămâna verde». Restano circa 34 ore per 26 unità di contenuto, valutazione compresa. Un podcast didattico, un portfolio di documentazione e una piccola mostra tematica non si fanno in un’ora ciascuno, e il programma non dice che cosa si lascia da parte.

Infine, due incoerenze interne, più piccole ma visibili. La competenza generale 3 si intitola «Interpretazione dei rapporti tra democrazia, sicurezza collettiva, diritti umani e cooperazione internazionale», e la competenza specifica 3.2 chiede di analizzare situazioni in cui la sicurezza viene messa in relazione con i diritti fondamentali della persona. L’espressione «diritti umani» non compare però da nessuna parte nella tabella dei contenuti: il docente deve ancorarla da sé agli studi di caso Bosnia-Erzegovina e Kosovo. Inoltre il gruppo di lavoro che ha scritto il programma ha quattro membri, tutti di Bucarest, due dei quali dello stesso collegio, per una disciplina dell’offerta nazionale raccomandata espressamente ai licei e ai collegi militari, alla cui redazione non compare alcun docente dell’istruzione militare né alcuno di fuori della capitale.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Lo spostamento dell’applicazione all’anno scolastico 2027-2028 o una menzione espressa per il periodo transitorio. Poiché il quadro orario della classe X arriva alla categoria «curricolo a scelta dello studente» soltanto nel 2027-2028, una sola frase che dica che fino ad allora la disciplina si può insegnare nelle ore di curricolo a scelta della scuola risparmierebbe a ogni liceo un’interpretazione che ciascuno farà a modo proprio.
  • L’indicazione dell’indirizzo e dei profili nel titolo e nell’art. 1. La formulazione del decreto n. 3.913/2026 esiste già e funziona. Ripresa qui, mostrerebbe dalla prima riga chi può scegliere la disciplina e chiuderebbe la domanda dei licei tecnologici.
  • La pubblicazione dei programmi di opzionali entro il 1° aprile, insieme alla struttura dettagliata dell’anno scolastico. È il termine che il ministero impone già alle scuole per informare i genitori. Applicato anche a chi emana l’atto, farebbe sì che un programma nuovo arrivi in tempo per la consultazione degli studenti e per il progetto di attribuzione delle cattedre, invece di seguirli.
  • Un ambito o un tema di contenuto dedicato ai diritti umani. La competenza generale 3 e la competenza specifica 3.2 lo richiedono, ma la tabella dei contenuti non li sostiene. Una voce esplicita, nell’ambito 6, legherebbe la competenza alla materia insegnata invece di lasciare il collegamento a ciascun docente.
  • Un monte ore orientativo per i sette ambiti di contenuto. Con 26 unità per circa 34 ore, è la ripartizione a decidere che cosa si insegna davvero. Senza di essa, due classi della stessa città percorreranno materie diverse sotto lo stesso nome, e l’ambito 7, quello sulla Romania, rischia di restare l’ultimo e il più breve.
  • Un gruppo di lavoro più ampio alla revisione. Il programma è raccomandato ai licei e ai collegi militari, ma alla sua stesura non ha partecipato nessuno di quel sistema né alcun docente di fuori Bucarest. Alla prima revisione, la loro presenza porterebbe nel testo proprio l’esperienza che la disciplina richiama.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 735 del 1° settembre 2026 16 pagine PDF, 112 KB l'atto inizia a pagina 10

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.