In breve
- Il Governo ha ripartito i 16.680.055.394 euro presi in prestito dall’Unione europea attraverso lo strumento SAFE tra otto istituzioni. Il Ministero della Difesa prende il 58,2%, il Ministero dei Trasporti il 25,2%, il Ministero dell’Interno il 12,6%.
- Il denaro si può usare esclusivamente per i progetti approvati con il Piano di investimenti per l’industria europea della difesa, un documento a cui la decisione rinvia, ma che non pubblica.
- Il giorno dopo, allo stesso Ministero dei Trasporti sono stati assegnati 135,6 milioni di lei dal Fondo di riserva, perché ROMATSA possa pagare il personale e le spese di sicurezza operativa.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 724 del 28 agosto 2026
Entrata in vigore: 28 agosto 2026
La somma più grande mai presa in prestito dalla Romania per la difesa ha, da venerdì, un elenco di destinatari. La Decisione del Governo n. 680/2026 ripartisce i 16,68 miliardi di euro dello strumento SAFE tra otto istituzioni e, nella stessa edizione della Gazzetta Ufficiale della Romania, compare anche la Decisione n. 683/2026, con cui il Ministero dei Trasporti riceve 135,6 milioni di lei dal Fondo di riserva per ROMATSA. Il prestito vero e proprio era stato ratificato ad agosto, con la Legge n. 167/2026.
SAFE, sigla di «Security Action for Europe», Azione per la sicurezza dell’Europa, è lo strumento con cui l’Unione europea si finanzia sui mercati e gira il denaro agli Stati membri, sempre sotto forma di prestito, per acquisti e investimenti nell’industria della difesa. Non è una sovvenzione: l’accordo di prestito tra l’Unione europea e la Romania è stato firmato a Bucarest il 12 maggio 2026 e a Bruxelles il 20 e il 21 maggio 2026, e il denaro si restituisce.
Sempre il 28 agosto 2026 sono stati approvati cinque bilanci di società di Stato, le decisioni del Governo n. 666-670/2026, tra cui quello della CNAIR, con 19,5 miliardi di lei di investimenti.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è la ripartizione. Il Ministero della Difesa Nazionale riceve 9.702.184.144 euro, cioè il 58,2% del totale. Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture riceve 4.200.000.000 di euro, il 25,2%. Il Ministero dell’Interno riceve 2.104.379.096 euro, il 12,6%. Insieme, i tre ministeri raccolgono il 96% della somma.
Il secondo effetto riguarda i servizi. Il Servizio Rumeno di Informazioni riceve 501.253.410 euro, il Servizio di Protezione e Guardia 68.159.348, il Servizio di Telecomunicazioni Speciali 38.530.398 e il Servizio di Informazioni Esterne 32.348.898. I quattro raccolgono 640.292.054 euro, cioè il 3,8% del totale.
Il terzo effetto è la comparsa di un’istituzione che di solito non figura nei bilanci della difesa: l’Amministrazione Nazionale Penitenziaria, con 33.200.100 euro. La decisione è controfirmata, tra gli altri, dal ministro della giustizia ad interim, alle cui dipendenze si trova l’amministrazione penitenziaria.
Il quarto effetto è il vincolo di destinazione. L’art. 3 dice che le somme ripartite si usano esclusivamente per finanziare i progetti approvati con il Piano di investimenti per l’industria europea della difesa, alle condizioni del regolamento (UE) 2025/1.106. La ripartizione stessa, secondo l’art. 2, si effettua in conformità con lo stesso piano.
Il quinto effetto viene dalla seconda decisione. Il bilancio del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture per il 2026 si integra con 135.622 migliaia di lei, sia negli stanziamenti di bilancio sia in quelli di impegno, al capitolo 84.01 «Trasporti», titolo 55 «Altri trasferimenti». Il denaro va all’Azienda autonoma «Administrația Română a Serviciilor de Trafic Aerian», ROMATSA, per le spese essenziali di mantenimento della sicurezza operativa, per le spese di personale e per gli obblighi che discendono dalla normativa applicabile.
Il sesto effetto è l’obbligo di restituzione. Le somme rimaste inutilizzate dall’assegnazione per ROMATSA tornano al Fondo di riserva di bilancio a disposizione del Governo entro la fine del 2026.
Che cosa cambia rispetto a prima
Fino a ora esisteva il prestito, ma non i destinatari. La decisione di esecuzione (UE) 2026/368 del Consiglio, dell’11 febbraio 2026, ha messo l’assistenza finanziaria a disposizione della Romania; l’accordo di prestito è stato firmato a maggio; la Legge n. 167/2026 lo ha introdotto nel diritto interno. La decisione di adesso è il passo che trasforma una somma complessiva in otto bilanci istituzionali.
È cambiato anche il fondamento su cui si assegna. La ripartizione avviene in base all’art. 82, comma (2), dell’ordinanza d’urgenza del Governo n. 62/2025, l’atto che attua il regolamento europeo, approvato con integrazioni dalla Legge n. 4/2026. Le istituzioni beneficiarie sono quelle previste dall’art. 11, comma (1), lett. c), della stessa ordinanza.
Per ROMATSA, ciò che cambia è la provenienza del denaro, non la sua destinazione. L’azienda si finanzia in prevalenza con le tariffe di rotta aerea riscosse nell’ambito del sistema EUROCONTROL. L’assegnazione dal Fondo di riserva avviene in base all’art. 14, comma (1), dell’ordinanza del Governo n. 46/1998, l’atto con cui la Romania ha organizzato gli obblighi derivanti dall’adesione alla Convenzione EUROCONTROL.
ROMATSA ha ormai anche una riserva nuova di istruttori: gli ex controllori del traffico aereo militari possono insegnare sui simulatori civili, se l’Autorità Aeronautica Civile Romena ne verifica la licenza.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- La somma complessiva diventa pubblica istituzione per istituzione, con cifre al singolo euro e non in percentuali approssimative.
- Il totale dell’allegato chiude esattamente a 16.680.055.394 euro, quindi la ripartizione non lascia residui non assegnati.
- Il vincolo di destinazione è scritto espressamente: soltanto progetti approvati con il Piano di investimenti per l’industria europea della difesa.
- L’assegnazione per ROMATSA arriva con l’obbligo di restituire le somme inutilizzate entro la fine dell’anno, quindi non resta a saldo.
- Il denaro per ROMATSA copre spese di sicurezza operativa e di personale, cioè esattamente l’area in cui un’interruzione colpirebbe il traffico aereo.
- La decisione di ripartizione è controfirmata da tutte le istituzioni beneficiarie, il che indica un accordo sulle cifre.
Che cosa resta un problema
- Il Piano di investimenti per l’industria europea della difesa, il documento che decide che cosa si compra con 16,68 miliardi di euro, non è pubblicato e non è allegato alla decisione.
- La ripartizione non è accompagnata da alcuna motivazione: non si capisce perché i Trasporti ricevano un quarto e perché i servizi ricevano il 3,8%.
- La somma per il Ministero dei Trasporti è l’unica tonda dell’intera tabella, il che fa pensare a una cifra stabilita in blocco e non costruita a partire dai progetti.
- Il denaro è un prestito, ma la decisione non dice nulla sul calendario di rimborso né sull’effetto per il debito pubblico.
- L’assegnazione a ROMATSA non spiega perché le tariffe di rotta non abbiano coperto le spese di personale dell’azienda.
- L’Amministrazione Nazionale Penitenziaria riceve 33,2 milioni di euro da uno strumento per la difesa, senza che l’atto dica per che cosa.
Consigli pratici
- Imprese dell’industria della difesa: la ripartizione per istituzione mostra da dove arriveranno le commesse. Quasi il 96% del denaro passa da tre ministeri, Difesa, Trasporti e Interno.
- Seguite il Piano di investimenti per l’industria europea della difesa. Senza di esso la decisione vi dice chi ha il denaro, ma non che cosa compra.
- Verificate le condizioni del regolamento (UE) 2025/1.106 prima di preparare un’offerta. L’art. 3 della decisione le rende obbligatorie per qualsiasi progetto finanziato con queste somme.
- Per progetti di infrastruttura con una componente di difesa, l’interlocutore è il Ministero dei Trasporti, che ha la seconda assegnazione per dimensione, 4,2 miliardi di euro.
- Dipendenti e partner di ROMATSA: l’assegnazione di 135,6 milioni di lei copre le spese di personale e di sicurezza operativa per il 2026, e ciò che resta inutilizzato si restituisce entro la fine dell’anno.
- Tenete presente che SAFE è un prestito, non una sovvenzione. Le somme dell’allegato entrano nel debito pubblico e si rimborsano.
Domande frequenti
Chi prende più denaro?
Sono fondi europei a fondo perduto?
Su che cosa si possono spendere?
Perché l’Amministrazione Nazionale Penitenziaria compare nell’elenco dei beneficiari?
Che legame ha ROMATSA con SAFE?
Che cosa succede al denaro non usato da ROMATSA?
Analisi della redazione
La decisione di ripartizione fa una cosa che gli atti di questo tipo fanno di rado: chiude la cifra. Le otto somme dell’allegato, sommate, danno esattamente 16.680.055.394 euro, il totale stampato, fino all’ultimo euro. Non resta nulla di non assegnato e nulla è assegnato due volte, il che, per una somma di questa dimensione, merita di essere detto.
Ciò che non si vede leggendo l’atto emerge guardando la forma delle cifre. Sette delle otto somme sono irregolari, fino all’ultimo euro: 9.702.184.144, 2.104.379.096, 501.253.410, 68.159.348. Sono cifre che escono da una somma di progetti. L’ottava, quella del Ministero dei Trasporti, è 4.200.000.000, tonda al centinaio di milioni. La differenza di forma dice qualcosa sul metodo: per sette istituzioni la somma sembra costruita dal basso, da elenchi di acquisti valutati, mentre per i trasporti sembra fissata dall’alto, come tetto complessivo che il piano di investimenti dovrà poi riempire. Non è un errore, ma è l’unica traccia pubblica del modo in cui si è deciso la ripartizione, perché l’atto non contiene alcuna motivazione.
La seconda osservazione riguarda il documento assente. L’art. 2 e l’art. 3 fanno del Piano di investimenti per l’industria europea della difesa la condizione d’uso di ogni euro. Il piano non è allegato, non è pubblicato e non se ne indica l’atto di approvazione. Il risultato è che si pubblica l’elenco dei destinatari, ma non quello delle destinazioni, e il controllo pubblico sulla somma più grande mai presa in prestito per la difesa si ferma al nome dei ministeri.
La terza osservazione nasce dall’accostamento delle due decisioni. Il Ministero dei Trasporti compare in entrambe, a un giorno di distanza. Nella prima gli si ripartiscono 4,2 miliardi di euro per progetti del piano europeo della difesa. Nella seconda, firmata il giorno dopo, il ministero ha bisogno di 135,6 milioni di lei dal Fondo di riserva perché ROMATSA, l’azienda che dirige il traffico aereo del Paese, copra le spese di personale e quelle di sicurezza operativa. Le due cifre non si possono compensare: una viene da un prestito europeo con destinazione bloccata, l’altra copre stipendi da una riserva di bilancio. Il loro accostamento nella stessa edizione della Gazzetta mostra però che uno Stato può contrarre miliardi per investimenti e, in parallelo, non avere denaro per il funzionamento corrente di un’azienda essenziale.
Che cosa andrebbe cambiato
- La pubblicazione del Piano di investimenti per l’industria europea della difesa. È il documento da cui dipende l’uso di 16,68 miliardi di euro, e la decisione lo rende obbligatorio senza mostrarlo a nessuno.
- Una relazione illustrativa pubblica per la ripartizione. La cifra di ciascuna istituzione dovrebbe poter essere ricondotta alle categorie di progetti che l’hanno generata, soprattutto là dove la somma è tonda.
- Un calendario di erogazione e di rimborso. L’atto ripartisce un prestito senza dire in quanto tempo si spende e in quanto tempo si restituisce, benché entrambi entrino nel debito pubblico.
- La spiegazione dell’assegnazione all’Amministrazione Nazionale Penitenziaria. L’istituzione riceve 33,2 milioni di euro da uno strumento dedicato all’industria della difesa; una sola frase chiuderebbe la discussione.
- Una soluzione strutturale per il finanziamento di ROMATSA. Le assegnazioni puntuali dal Fondo di riserva per gli stipendi di un’azienda che si finanzia con le tariffe di rotta curano il sintomo, non la causa.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 724 del 28 agosto 2026 16 pagine PDF, 120 KB l'atto inizia a pagina 13
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
