In breve
- L’Alta Corte di Cassazione e Giustizia ha stabilito, con effetto vincolante per tutti i giudici, che una clinica, un ospedale privato o uno studio medico non doveva l’imposta sui fabbricati per gli spazi in cui si svolgono visite e trattamenti, nel periodo in cui il Codice tributario aveva la formulazione data dall’ordinanza d’urgenza del Governo n. 168/2022.
- L’eccezione prevista dalla legge, quella relativa ai «locali utilizzati per attività economiche», riguarda la farmacia, la mensa, il ristorante o il negozio, cioè qualcosa di diverso dall’atto medico. La prestazione sanitaria in sé non fa perdere l’esenzione all’edificio, anche se è pagata dal paziente o dalla cassa di assicurazione sanitaria.
- L’interpretazione riguarda il passato, non il presente. Dal 1° gennaio 2026 la legge n. 239/2025 ha tolto le strutture sanitarie private dall’esenzione automatica e ha lasciato la decisione ai consigli comunali.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 580 del 15 luglio 2026
Pronunciata: 4 maggio 2026
Uno studio odontoiatrico di un comune del distretto di Neamț ha ricevuto un avviso di accertamento per l’edificio in cui lavorava, benché la legge esentasse dall’imposta i fabbricati delle strutture sanitarie private. I giudici del Paese si erano divisi in due schieramenti e l’Alta Corte ha appena chiuso la disputa. La Decisione n. 67 del 4 maggio 2026 della Sezione per la risoluzione di questioni di diritto, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 580 del 15 luglio 2026, afferma che l’attività medica non è quella «attività economica» per la quale la legge continuava comunque a pretendere il pagamento dell’imposta. La posta in gioco è concreta per qualunque proprietario di uno spazio sanitario che abbia già pagato, e il modo in cui il fisco calcola l’imposta sui fabbricati diventa, in questo caso, un problema di interpretazione e non di aritmetica.
Il testo che ha generato il conflitto è l’articolo 456, comma (1), lettera h), del Codice tributario. Esso esentava dall’imposta «i fabbricati delle strutture sanitarie pubbliche e private, ad eccezione dei locali utilizzati per attività economiche». Il problema nasce dalla seconda parte della frase: una clinica privata vive del denaro incassato per prestazioni sanitarie, quindi, letta alla lettera, ogni suo locale è utilizzato per un’attività economica. Il risultato sarebbe stato un’esenzione che non si applica mai a nessuno.
L’esenzione per le strutture sanitarie private non è sempre esistita. Fino al 2020 la legge copriva soltanto i fabbricati delle strutture sanitarie pubbliche. L’ordinanza d’urgenza del Governo n. 168/2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 1186 del 9 dicembre 2022, ha aggiunto anche il settore privato, e da quel momento è cominciata la confusione che l’Alta Corte risolve adesso.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è che l’interpretazione diventa vincolante per i giudici. Secondo l’articolo 521, comma (3), del Codice di procedura civile, la soluzione data a una questione di diritto si impone a tutti i magistrati dalla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Una causa pendente, in cui un comune sostiene che una clinica deve l’imposta per gli ambulatori, non può più essere decisa contro questa interpretazione.
Il secondo effetto riguarda che cosa viene effettivamente tassato in un edificio sanitario. L’Alta Corte ha tracciato una linea netta: l’esenzione viene meno soltanto per i locali in cui si svolgono attività economiche «di altra natura», e gli esempi indicati nella decisione sono la ristorazione, il commercio e la prestazione di servizi. La farmacia nell’atrio della clinica, il bar, il negozio di ottica o lo spazio affittato a un terzo restano imponibili. La sala di trattamento, l’ambulatorio, il laboratorio e la stanza di degenza no.
Il terzo effetto è che la modalità di finanziamento non conta più. Il giudice di primo grado aveva respinto il ricorso dello studio proprio perché l’attività «produce profitto» ed è pagata dai pazienti o dalla cassa di assicurazione sanitaria. L’Alta Corte ha affermato che questo ragionamento porta a una norma priva di effetti, perché nessuna struttura sanitaria privata potrebbe mai beneficiare dell’esenzione. L’argomento utilizzato è il principio secondo cui una norma va interpretata nel senso in cui produce effetti, non in quello in cui resta lettera morta.
Il quarto effetto si vede nelle cause già perse o ancora aperte. Gli avvisi di accertamento emessi per gli anni fiscali in cui era in vigore la formulazione data dall’ordinanza d’urgenza del Governo n. 168/2022 possono essere contestati nei giudizi in corso, e il giudice è vincolato dalla nuova interpretazione. Per chi ha pagato senza contestare, la strada resta quella del Codice di procedura tributaria, con i suoi termini, non un rimborso automatico da parte del comune.
Il quinto effetto riguarda la parità di trattamento. La decisione conferma la ragione per cui il legislatore aveva esteso l’esenzione nel 2022: un ospedale pubblico e uno privato fanno la stessa cosa, e la differenza di imposizione sul fabbricato non si giustificava con la forma di proprietà. L’argomento compare esplicitamente nella giurisprudenza citata dall’Alta Corte.
Che cosa cambia rispetto a prima
Fino a questa decisione, la stessa lettera di legge veniva letta in due modi diversi da corti d’appello diverse. Le corti d’appello di Brașov, Bucarest, Constanța, Iași, Pitești, Ploiești e Timișoara hanno trasmesso all’Alta Corte sentenze da cui sono emerse due opinioni opposte. Nella prima, le cliniche private godevano dell’esenzione e l’eccezione riguardava solo le farmacie e le mense. Nella seconda, qualunque prestazione sanitaria a pagamento era attività economica, quindi l’esenzione non si applicava praticamente mai. Uno studio di Iași poteva vincere, uno identico di Ploiești poteva perdere.
La seconda cosa cambiata è il quadro normativo stesso, ma non per effetto di questa decisione. La legge n. 239/2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 1160 del 15 dicembre 2025 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026, ha riscritto l’articolo 456. L’esenzione automatica è rimasta solo per i fabbricati utilizzati dalle strutture sanitarie pubbliche e per gli studi dei medici di famiglia, e quel testo è stato rinumerato come lettera f).
Le strutture sanitarie private sono state spostate al comma (2), lettera n), cioè nella categoria delle agevolazioni che i consigli comunali possono concedere, non devono. La nuova formulazione esclude dall’esenzione «i locali utilizzati per attività economiche che generano redditi diversi da quelli del settore sanitario», cioè esattamente la distinzione che l’Alta Corte ha appena imposto per il passato. Il legislatore ha scritto nel 2025 ciò che il giudice supremo ha dovuto ricavare per il periodo precedente.
In pratica, oggi una clinica privata è esente solo se il comune in cui si trova ha adottato una delibera del consiglio comunale in tal senso, nel rispetto delle regole sugli aiuti di Stato. Due studi identici in due città vicine possono arrivare a risultati diversi, ma questa volta per volontà del consiglio comunale, non per l’interpretazione del giudice.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Si chiude una giurisprudenza contraddittoria che durava dalla fine del 2022 e nella quale il risultato dipendeva dalla corte d’appello a cui arrivava il fascicolo.
- Gli studi piccoli, quelli individuali, sono quelli che ci guadagnano di più: per loro l’imposta sul fabbricato era una somma rilevante rispetto agli incassi.
- La distinzione è facile da applicare sul campo. Si tassa il locale con la farmacia, il negozio o la mensa, non l’ambulatorio.
- L’interpretazione usa un criterio oggettivo, la destinazione effettiva del locale, al posto di un criterio ambiguo come l’origine del denaro o l’esistenza di un profitto.
- Le cause pendenti possono ora essere decise in modo prevedibile, senza dover rifare tutta la strada fino al giudice supremo.
Che cosa resta un problema
- La decisione arriva tardi. Chiarisce un periodo che si è chiuso il 31 dicembre 2025 e per l’anno fiscale in corso non cambia nulla.
- Non produce rimborsi automatici. Chi ha pagato l’imposta senza contestare deve seguire la procedura tributaria, con i suoi termini, e può scoprire di esserne rimasto fuori.
- Dal 2026 la stessa clinica può essere esente in una città e tassata in un’altra, a seconda del bilancio e della decisione del consiglio comunale.
- Il testo attuale parla di redditi «del settore sanitario», una formulazione che ha le proprie zone grigie, per esempio per i servizi di estetica o di benessere prestati nello stesso edificio.
- La decisione non dice nulla sul modo di calcolare la superficie imponibile quando lo stesso locale ha, in momenti diversi, destinazioni diverse.
Consigli pratici
- Se hai uno studio o una clinica privata e hai pagato l’imposta sul fabbricato per gli anni in cui era in vigore la formulazione data dall’ordinanza d’urgenza del Governo n. 168/2022, tira fuori gli avvisi di accertamento e verifica su quale base ti sono stati calcolati.
- Se hai una causa in corso con il comune su questo tema, deposita la decisione nel fascicolo. È vincolante per il giudice dalla data di pubblicazione, il 15 luglio 2026.
- Fai una planimetria dello spazio, con la destinazione di ogni locale. La distinzione tra ambulatorio e farmacia o bar è esattamente ciò che verrà discusso in qualunque controllo.
- Per l’anno fiscale in corso, chiedi al comune se esiste una delibera del consiglio comunale che concede l’esenzione prevista dall’articolo 456, comma (2), lettera n), del Codice tributario. Senza di essa, l’imposta è dovuta.
- Se affitti a un terzo una parte dell’edificio sanitario, tratta quella superficie separatamente. Resta imponibile a prescindere dall’interpretazione.
- Non confondere lo studio del medico di famiglia con il resto. Questo ha una propria esenzione nella legge, con una propria eccezione per i locali utilizzati per altri scopi.
- Se lavori in un ufficio comunale di imposte e tasse locali, verifica gli avvisi di accertamento emessi per edifici sanitari privati nel periodo considerato. L’interpretazione vincolante si applica anche nel procedimento amministrativo, non solo in giudizio.
Domande frequenti
Che cosa ha deciso esattamente l’Alta Corte?
Significa che non pago più l’imposta sul fabbricato della clinica?
Uno studio odontoiatrico rientra tra le strutture sanitarie private?
Quali locali restano imponibili in un edificio sanitario?
Posso chiedere indietro l’imposta pagata?
Da quando è vincolante la decisione?
Che cos’è una pronuncia pregiudiziale?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
