In breve

  • La Camera dei consulenti fiscali ha pubblicato la materia su cui si sostiene l’esame del 31 ottobre 2026: 11 ambiti di esame, dall’imposta sul valore aggiunto fino alla prevenzione del riciclaggio di denaro, ciascuno con il proprio programma e la propria bibliografia.
  • La bibliografia ha 45 voci, che corrispondono a 35 titoli diversi. Il Codice tributario e le sue norme metodologiche si ripetono in sei ambiti, per cui l’elenco sembra più lungo di quanto sia.
  • La delibera non dice quanto pesa ciascun ambito. Le percentuali stanno nel regolamento d’esame, e da esse esce una cifra che merita di essere letta due volte: il blocco fiscale e doganale vale da solo 77,5 punti, 2,5 sopra la soglia di superamento.
Atto: Delibera della Camera dei consulenti fiscali n. 8/2026
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 763 dell’8 settembre 2026
Entrata in vigore: 8 settembre 2026, alla data della pubblicazione

Dall’8 settembre 2026 chi vuole diventare consulente fiscale sa esattamente che cosa deve studiare per la prova del 31 ottobre. La Camera dei consulenti fiscali ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania la delibera con cui approva gli ambiti di esame, il programma e la bibliografia della sessione di ottobre 2026, sia per la qualità di consulente fiscale sia per quella di consulente fiscale assistente. La materia copre undici ambiti, e uno di essi, la procedura fiscale, si muove così in fretta che una parte delle regole note ai candidati è cambiata proprio nella settimana della pubblicazione: la procedura del ruling fiscale preventivo individuale è stata riscritta con un decreto uscito il giorno prima, troppo tardi per entrare nella materia d’esame.

La delibera porta il numero 8 e la data del 1° settembre 2026, dopo la seduta del Consiglio superiore della Camera del 31 agosto. Ha due articoli e un allegato. L’articolo 1 stabilisce che l’esame si sostiene il 31 ottobre 2026, in modalità online, sotto forma di test a risposta multipla costruito esclusivamente sull’allegato. L’articolo 2 dispone la pubblicazione. Il resto, cioè tutto ciò che conta per un candidato, è l’allegato.

L’allegato si apre con una nota a piè di pagina che fissa la regola più importante dell’intero documento: gli atti oggetto del programma sono quelli aggiornati con le modifiche e le integrazioni entrate in vigore fino al 1° agosto 2026. Ciò che è cambiato dopo quella data non si esamina, anche se si applica nella pratica. Fra il 1° agosto e il giorno dell’esame ci sono 91 giorni nei quali la legislazione fiscale può muoversi quanto vuole, senza che le domande la seguano.

Gli ambiti sono, nell’ordine dell’allegato: imposta sul valore aggiunto, tassazione delle società in Romania, procedura fiscale, tassazione dei redditi delle persone fisiche e contributi sociali, accise, contabilità, diritto, fiscalità internazionale, dazi doganali, imposte e tasse locali, prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. L’ambito con la bibliografia più ricca è la tassazione delle società, con nove voci, fra le quali le linee guida dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico sui prezzi di trasferimento e la legge che recepisce la tassazione minima globale. All’altro estremo, il riciclaggio di denaro ha una sola voce, la legge n. 129/2019.

Il conteggio completo è questo: 45 voci di bibliografia, ripartite in modo diseguale sugli undici ambiti, ma soltanto 35 titoli diversi. La differenza nasce dal fatto che la legge n. 227/2015 sul Codice tributario e la Decisione del Governo n. 1/2016, che ne approva le norme metodologiche, compaiono sei volte ciascuna, negli ambiti relativi a IVA, imposta sugli utili, imposta sul reddito, accise, fiscalità internazionale e imposte locali. Un candidato che apre l’elenco e conta le righe crede di dover leggere 45 atti. Ne deve leggere 35, due dei quali gli prenderanno più tempo di tutti gli altri messi insieme.

Gli effetti che produce

La delibera non cambia alcuna regola fiscale. Chiude un elenco. Dall’8 settembre 2026 la commissione d’esame non può più formulare domande al di fuori degli undici ambiti né da atti che non figurano in bibliografia. Per il candidato, questo trasforma una materia teoricamente infinita, la fiscalità romena, in un perimetro percorribile.

Il secondo effetto è di calendario. Dalla pubblicazione all’esame ci sono 53 giorni. Le iscrizioni, stabilite da una delibera precedente della Camera pubblicata nell’aprile 2026, si fanno online fra il 21 settembre e il 9 ottobre 2026, e la tariffa è di 600 lei. Chi legge l’allegato il giorno della pubblicazione ha 31 giorni per decidere se iscriversi e altri 22 giorni dopo la chiusura delle iscrizioni per studiare.

Il terzo effetto è meno visibile. La delibera non contiene alcuna percentuale, alcun numero di domande, alcuna ripartizione del punteggio per ambiti. Questi elementi vengono dal regolamento d’esame approvato con la Delibera del Consiglio superiore n. 9/2024, invocata nel preambolo. Il regolamento divide il test in quattro blocchi: legislazione fiscale, doganale e procedurale-fiscale, 77,5%; diritto commerciale e finanziario-fiscale, 10%; gestione finanziaria e contabilità d’impresa, 10%; prevenzione del riciclaggio di denaro, 2,5%. Il superamento richiede almeno 75 punti su 100, e la prova dura al massimo tre ore. Chi legge soltanto la delibera dell’8 settembre non apprende nulla di tutto questo.

Che cosa cambia rispetto a prima

La sessione precedente è stata disciplinata dalla Delibera della Camera dei consulenti fiscali n. 8/2025, adottata il 29 agosto 2025 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 813 del 2 settembre 2025, per un esame sostenuto il 22 novembre 2025. La struttura del documento è la stessa: due articoli brevi e un allegato con ambiti, programma e bibliografia.

Ciò che è cambiato in modo visibile è l’intervallo di preparazione. Nel 2025, fra la pubblicazione della materia e l’esame sono passati 81 giorni. Nel 2026 sono 53. In altre parole, i candidati di quest’autunno hanno 28 giorni in meno, quasi un terzo della finestra dell’anno scorso, per la stessa quantità di materia. La differenza non nasce da un ritardo della Camera, ma dallo spostamento dell’esame di tre settimane più indietro nel calendario, dalla fine di novembre alla fine di ottobre, senza che la pubblicazione del programma si sia mossa nello stesso senso.

La delibera non dice che cosa sia cambiato all’interno del programma rispetto alla sessione precedente. Non esiste un elenco delle modifiche, né una marcatura delle voci entrate o uscite dalla bibliografia. Un candidato che ha sostenuto l’esame nel novembre 2025 e lo ripete adesso deve mettere i due allegati uno accanto all’altro e confrontarli riga per riga, perché l’atto non gli offre alcun punto di riferimento.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Il perimetro è chiuso e pubblico. Le domande non possono uscire dagli undici ambiti e dai 35 titoli, e questo si può verificare dopo l’esame.
  • La data di riferimento della legislazione, 1° agosto 2026, è scritta esplicitamente. Il candidato sa quale versione del Codice tributario conta e non deve indovinare se una modifica di settembre entri o meno nelle domande.
  • Il programma è dettagliato fino al livello di sottopunto, non si ferma ai titoli dei capitoli. Alla contabilità, per esempio, sono indicati gli standard internazionali interessati, dallo IAS 1 fino allo IAS 20, invece di chiedere «la normativa contabile» in generale.
  • La nota a piè di pagina chiede che le domande siano correlate al programma per ciascun ambito, il che offre un fondamento di contestazione se una domanda esce dal perimetro.

Che cosa resta un problema

  • Il documento non dice quanto vale ciascun ambito. Le percentuali vanno cercate in un altro atto, e il candidato che non le trova divide il tempo di studio a intuito.
  • Né le iscrizioni, né la tariffa, né la soglia di superamento compaiono qui. L’informazione completa su una sola sessione d’esame è sparsa in quattro delibere diverse della Camera.
  • Due voci di bibliografia, le linee guida dell’OCSE sui prezzi di trasferimento e il modello di convenzione della stessa organizzazione, sono indicate senza edizione e senza anno. La regola di aggiornamento al 1° agosto 2026 non le risolve, perché non sono atti normativi romeni e non «entrano in vigore» a una data.
  • I 53 giorni fra la pubblicazione e l’esame sono quasi un terzo in meno rispetto alla sessione scorsa, per una materia della stessa ampiezza.
  • La bibliografia mantiene due decreti del ministro delle Finanze sullo stesso argomento, l’indice dei prezzi al consumo per l’aggiornamento dei pagamenti anticipati dell’imposta sugli utili, uno del 2022 e uno del 2025, senza dire quale si applichi alla situazione esaminata.

Consigli pratici

  1. Cominciate dalle percentuali, non dalla prima pagina del programma. Il blocco fiscale e doganale vale 77,5 dei 100 punti e comprende otto degli undici ambiti. La contabilità e il diritto prendono 10 punti ciascuno, e il riciclaggio di denaro 2,5.
  2. Riducete la bibliografia a 35 titoli prima di stimare il tempo. La legge n. 227/2015 e la Decisione del Governo n. 1/2016 coprono da sole sei ambiti, quindi una lettura attenta di entrambe lavora per più di metà dell’esame.
  3. Lavorate sulla forma della legislazione al 1° agosto 2026. Se usate una raccolta aggiornata a oggi, verificate che cosa è cambiato dopo quella data e segnate i passaggi, per non studiare una soluzione che non viene chiesta.
  4. Non rinviate la decisione di iscrivervi. Il periodo va dal 21 settembre al 9 ottobre 2026, la tariffa è di 600 lei e il deposito si fa esclusivamente online sul sito della Camera.
  5. Allenatevi sul formato, non solo sul contenuto. La prova è un test a risposta multipla online, dura al massimo tre ore e richiede 75 punti su 100, il che lascia un margine di errore più stretto di un esame classico.
  6. Per i due materiali OCSE, chiedete per iscritto alla Camera quale edizione sia quella considerata, prima di iscrivervi. Le linee guida sui prezzi di trasferimento hanno edizioni diverse nella sostanza, e la domanda ha risposta solo dall’emittente.

Domande frequenti

Quando e come si sostiene l’esame?
Il 31 ottobre 2026, in modalità online, sotto forma di test a risposta multipla. La data e la forma sono fissate dall’articolo 1 della delibera.
Quali ambiti entrano nell’esame?
Undici: imposta sul valore aggiunto, tassazione delle società, procedura fiscale, tassazione dei redditi delle persone fisiche e contributi sociali, accise, contabilità, diritto, fiscalità internazionale, dazi doganali, imposte e tasse locali, prevenzione e contrasto del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo.
Quanti atti bisogna leggere davvero?
La bibliografia ha 45 voci, ma soltanto 35 titoli diversi. Il Codice tributario e le sue norme metodologiche sono elencati sei volte ciascuno, una per ogni ambito in cui si applicano.
Esiste un programma separato per il consulente fiscale assistente?
No. L’allegato è uno solo e copre entrambe le qualità. La differenza fra loro sta nelle condizioni di accesso, fra cui l’anzianità professionale, due anni per l’assistente e cinque per il consulente fiscale, e nell’ambito delle attività che l’assistente può svolgere, soltanto sotto la guida di un consulente fiscale attivo.
Quanto pesa ciascun ambito sul voto?
La delibera non lo dice. Il regolamento d’esame approvato con la Delibera del Consiglio superiore n. 9/2024 stabilisce quattro blocchi: legislazione fiscale, doganale e procedurale-fiscale 77,5%, diritto commerciale e finanziario-fiscale 10%, gestione finanziaria e contabilità 10%, riciclaggio di denaro 2,5%.
Che cosa significa che la legislazione è aggiornata al 1° agosto 2026?
Che le domande si costruiscono sulla forma degli atti in vigore a quella data. Una modifica pubblicata in agosto, settembre o ottobre 2026 si applica nella pratica, ma non si esamina.
Quando sono le iscrizioni e quanto costano?
Le iscrizioni si fanno online fra il 21 settembre e il 9 ottobre 2026, e la tariffa per l’anno 2026 è di 600 lei. Entrambe sono stabilite da altre delibere della Camera, non da questa.
Qual è la soglia di superamento?
Almeno 75 punti su 100, secondo il regolamento d’esame. La prova scritta dura al massimo tre ore.
Si può superare l’esame senza contabilità e diritto?
Aritmeticamente sì. La contabilità, il diritto e il riciclaggio di denaro sommano 22,5 punti, quindi il blocco fiscale e doganale da solo arriva a 77,5, sopra la soglia di 75. Nella pratica nessuno risponde in modo perfetto a 77,5 punti di domande fiscali, ma il rapporto mostra dove sta il peso reale dell’esame.
Che cosa è cambiato rispetto alla sessione del novembre 2025?
La delibera non elenca le modifiche di contenuto. Il cambiamento misurabile è di calendario: nel 2025 fra la pubblicazione del programma e l’esame c’erano 81 giorni, ora ce ne sono 53.

Analisi della redazione

La cifra più utile di questo atto non si trova nell’atto. La delibera approva undici ambiti e 45 voci di bibliografia, ma tace del tutto sul punteggio. Le percentuali vengono dal regolamento d’esame: 77,5% per la legislazione fiscale, doganale e procedurale-fiscale, 10% ciascuno per il diritto e per la contabilità, 2,5% per il riciclaggio di denaro. Messe accanto alla soglia di superamento di 75 punti su 100, queste percentuali producono un risultato che nessuna lettura dell’allegato porta alla luce: i tre ambiti non fiscali valgono insieme 22,5 punti, quindi un candidato che rispondesse in modo impeccabile soltanto al blocco fiscale e doganale raccoglierebbe 77,5 punti e passerebbe. Gli ambiti 6, 7 e 11 contengono 16 dei 35 titoli distinti della bibliografia, cioè quasi metà del materiale da leggere per meno di un quarto del punteggio.

La stessa aritmetica colpisce anche dentro il blocco grande. Otto ambiti si dividono 77,5 punti, il che dà una media di 9,7 punti per ambito, sotto i 10 punti che la contabilità prende da sola. Solo che la ripartizione interna di quei 77,5 punti non è pubblicata da nessuna parte. Il candidato non sa se l’imposta sul valore aggiunto valga 20 punti o 6, benché occupi il paragrafo di programma più lungo di tutto l’allegato. Il risultato è che il candidato meglio informato non è quello che ha letto di più, ma quello che ha intuito correttamente la ripartizione, e quell’intuizione di solito si compra ai corsi di preparazione.

La seconda cosa che si vede solo mettendo gli atti uno di seguito all’altro è il calendario. La data dell’esame è stata fissata con la Delibera n. 5/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 269 del 3 aprile 2026, cioè 211 giorni prima della prova. La materia è arrivata l’8 settembre, 53 giorni prima. Fra i due momenti sono passati oltre cinque mesi nei quali i candidati conoscevano il giorno, ma non che cosa dovessero studiare. E il programma è comparso 38 giorni dopo la data in cui la legislazione esaminabile è stata congelata, il 1° agosto 2026, il che significa che nulla impediva di pubblicarlo in agosto. Il confronto con la sessione scorsa rafforza il quadro: nel 2025 il programma è uscito il 2 settembre per un esame del 22 novembre, quindi 81 giorni. L’esame si è spostato di tre settimane più indietro, la pubblicazione del programma non si è spostata affatto, e la differenza è uscita direttamente dal tempo di preparazione dei candidati.

Per il resto, l’atto è pulito. Non ha contraddizioni interne, non impone termini impossibili e non lascia alcuna categoria di candidati fuori dalla norma. I due articoli dicono quello che serve e nulla di più, e l’allegato è dettagliato fino al livello di sottopunto, il che non è scontato in un documento di questo tipo. I suoi problemi non sono di redazione, ma di che cosa la Camera ha scelto di non mettervi dentro.

Che cosa andrebbe cambiato

  • La percentuale indicata accanto a ciascun ambito, nell’allegato. Il candidato dividerebbe il proprio tempo secondo il punteggio fin dal primo giorno, e il vantaggio informativo di chi segue corsi di preparazione sparirebbe.
  • La ripartizione dei 77,5 punti sugli otto ambiti fiscali e doganali. Senza di essa, metà della percentuale di superamento resta una scatola nera, e le contestazioni sull’equilibrio delle domande non hanno su che cosa appoggiarsi.
  • Una tabella delle modifiche rispetto alla sessione precedente. Chi ripete l’esame vedrebbe in pochi minuti che cosa è stato aggiunto e che cosa è stato tolto, invece di confrontare due allegati riga per riga.
  • L’edizione e l’anno per i materiali OCSE. Le linee guida sui prezzi di trasferimento e il modello di convenzione cambiano da un’edizione all’altra, e la regola di aggiornamento al 1° agosto 2026 non funziona su documenti che non entrano in vigore.
  • Un unico atto che raccolga la sessione. Oggi la data, le iscrizioni, la tariffa, il regolamento e il programma stanno in quattro delibere diverse della Camera, pubblicate fra febbraio e settembre 2026. Un testo consolidato, pubblicato insieme al programma, risparmierebbe a ciascun candidato la stessa ricerca.
  • La pubblicazione del programma nel mese di agosto. La legislazione esaminabile si ferma al 1° agosto, quindi l’allegato può essere completato subito dopo quella data. Cinque settimane guadagnate lì riporterebbero la finestra di preparazione al livello della sessione del 2025.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 763 dell’8 settembre 2026 8 pagine PDF, 77 KB l'atto inizia a pagina 3

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.