In breve
- La Corte costituzionale della Romania ha respinto, all’unanimità dei voti, decine di eccezioni riunite con cui gli automobilisti chiedevano che il giudice potesse ridurre o eliminare la sospensione della patente applicata insieme alla multa. Le norme del Codice della strada e della legge sugli illeciti amministrativi restano costituzionali.
- Resta quindi in piedi l’interpretazione obbligatoria data dall’Alta Corte di cassazione e giustizia con la Decisione n. 5/2021: il giudice che esamina il ricorso contro il verbale non può valutare la proporzionalità della sospensione del diritto di guidare, perché la sua durata è fissata dalla legge a 30, 60 o 90 giorni.
- In pratica, davanti al giudice si può contestare il verbale nel suo complesso, ma non si può chiedere soltanto una sospensione più breve. O cade la sanzione principale, oppure resta anche quella accessoria.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 628 del 30 luglio 2026
In vigore dal: 30 luglio 2026
Un automobilista multato e rimasto senza patente per 30, 60 o 90 giorni non può chiedere al giudice di ridurgli il periodo di sospensione. La Corte costituzionale ha confermato questa regola con la Decisione n. 52 del 22 gennaio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 628 del 30 luglio 2026, con cui ha respinto, in quanto infondata, una serie impressionante di eccezioni di incostituzionalità riunite e provenienti da tribunali di tutto il Paese. È la seconda cattiva notizia per gli automobilisti arrivata dalla Corte nell’ultimo periodo, dopo che la stessa aveva stabilito che la multa resta valida anche se non ti sei presentato alla polizia stradale dopo essere stato convocato.
La posta in gioco è molto concreta. Il Codice della strada, cioè l’Ordinanza di urgenza del Governo n. 195/2002, collega alcune infrazioni a una sanzione doppia: la multa, come sanzione principale, più la sospensione dell’esercizio del diritto di guidare, come sanzione accessoria. La durata della sospensione non è lasciata alla valutazione di nessuno. È scritta nella legge, per classi di gravità: 30 giorni per i fatti previsti dall’art. 100 comma (3), 60 giorni per quelli dell’art. 101 comma (3) e 90 giorni per quelli dell’art. 102 comma (3).
Nel 2021 l’Alta Corte di cassazione e giustizia è stata chiamata a chiarire una prassi giudiziaria non uniforme. Con la Decisione n. 5 del 12 aprile 2021, pronunciata in sede di ricorso nell’interesse della legge e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 608 del 18 giugno 2021, il Collegio competente ha stabilito che il giudice investito di un ricorso contro un verbale con cui è stata applicata la sanzione accessoria della sospensione temporanea del diritto di guidare non ha la possibilità di esaminare la proporzionalità di tale sanzione accessoria. L’interpretazione è obbligatoria per tutti i giudici.
Decine di automobilisti sanzionati hanno impugnato proprio questa interpretazione davanti alla Corte costituzionale, sostenendo che essa trasforma il giudice in un semplice notaio del verbale. La Corte ha dato loro, ancora una volta, una risposta negativa.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è che l’interpretazione dell’Alta Corte resta in vigore, con la forza che le attribuisce il ricorso nell’interesse della legge. Qualsiasi giudice di primo grado o tribunale che decida un ricorso contro un verbale in materia stradale continua ad applicarla, e il trasgressore non può più invocare l’argomento della sua incostituzionalità, perché la questione è ormai chiusa.
Il secondo effetto riguarda la strategia difensiva in giudizio. La richiesta del tipo «riconosco il fatto, ma chiedo al giudice di ridurmi la sospensione da 90 a 30 giorni, perché mi guadagno da vivere guidando» non ha fondamento giuridico. Il giudice non può creare una durata intermedia, perché aggiungerebbe alla legge e violerebbe il principio di legalità delle sanzioni.
Il terzo effetto è il legame stretto tra le due sanzioni. La sanzione accessoria segue la sorte della sanzione principale. Se il giudice annulla il verbale o sostituisce la multa con l’ammonimento, sparisce anche la sospensione. Se la multa viene confermata, resta anche la sospensione, nella durata scritta nella legge. Non esiste una via di mezzo.
Il quarto effetto riguarda i numeri. La Corte ha definito con un’unica decisione un numero molto elevato di fascicoli riuniti, provenienti da tribunali di Cluj, Satu Mare, Bucarest, Sibiu, Suceava, Bihor, Baia Mare, Iași, Oradea, Brașov, Arad, Timiș, Neamț, Vaslui, Olt, Caraș-Severin, Harghita, Maramureș, Hunedoara e da molti altri distretti. Questi fascicoli tornano ora ai giudici che avevano sollevato la questione, i quali li decideranno nel merito senza dover più attendere la risposta della Corte.
Il quinto effetto è di natura procedurale. La decisione è definitiva e generalmente obbligatoria dalla pubblicazione, cioè dal 30 luglio 2026, ai sensi dell’art. 147 comma (4) della Costituzione.
Che cosa cambia rispetto a prima
In sostanza non cambia nulla, e proprio questa è la notizia. La Corte ha confermato una linea giurisprudenziale che aveva già costruito con tre decisioni precedenti: la Decisione n. 344 del 9 luglio 2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 30 del 15 gennaio 2025, la Decisione n. 516 del 17 ottobre 2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 1026 del 5 novembre 2025, e la Decisione n. 563 del 31 ottobre 2024, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 169 del 26 febbraio 2025. In tutte, l’eccezione è stata respinta in quanto infondata.
La motivazione del 2026 è breve e si appoggia su questa continuità. Al paragrafo 80 la Corte ha constatato che non sono intervenuti elementi nuovi tali da modificare la sua giurisprudenza, per cui sia la soluzione sia le motivazioni delle decisioni precedenti conservano la loro validità. È il meccanismo classico con cui la Corte chiude una serie di cause ripetitive.
Ciò che cambia, invece, è la certezza giuridica. Fino a ora gli avvocati potevano sperare che il numero elevato di rinvii, arrivati da decine di tribunali, potesse portare a una rivalutazione. La Decisione n. 52/2026 dimostra che non è così, e l’unanimità dei voti, senza alcuna opinione dissenziente, rafforza il messaggio.
Vale la pena dire anche che cosa la Corte non ha esaminato. Al paragrafo 81 ha precisato che il richiamo al diritto al lavoro, alla confisca, alla libertà economica, alla struttura della Corte costituzionale e agli effetti delle sue decisioni non rileva in queste cause, perché l’oggetto della critica era strettamente l’interpretazione data alle norme dalla Decisione dell’Alta Corte n. 5/2021, relativa alla sanzione accessoria della sospensione del diritto di guidare.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Porta prevedibilità. L’automobilista sa in anticipo, dal testo della legge, esattamente quanti giorni dura la sospensione per il fatto commesso, senza dipendere dalla valutazione di un collegio o di un altro.
- Elimina una fonte reale di prassi non uniforme. Prima della Decisione dell’Alta Corte n. 5/2021 alcuni giudici riducevano la durata, altri no, e il risultato dipendeva dal distretto.
- Sblocca decine di fascicoli sospesi in attesa della risposta della Corte costituzionale, che ora possono essere decisi nel merito.
- Lascia intatta la difesa che conta davvero: la contestazione della legittimità e della fondatezza del verbale nel suo complesso, compresa la sostituzione della multa con l’ammonimento, caso in cui cade anche la sospensione.
- Protegge l’effetto preventivo della sanzione. Una sospensione uniforme, applicata a tutti, trasmette un messaggio chiaro sulle infrazioni gravi al volante.
Che cosa resta un problema
- Il giudice non può tenere conto delle circostanze personali del trasgressore, benché l’art. 21 comma (3) dell’Ordinanza del Governo n. 2/2001 richieda espressamente la proporzionalità della sanzione rispetto al grado di pericolo sociale del fatto.
- L’effetto della sospensione è molto disuguale nella vita reale. Gli stessi 90 giorni significano un fastidio per chi guida di rado e la perdita del posto di lavoro per un autista professionista.
- Gli autori delle eccezioni hanno richiamato la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell’uomo, che nella causa Malige contro Francia ha analizzato la sospensione della patente alla luce delle garanzie penali. La Corte costituzionale non ha ripreso questa discussione nel merito, ma ha rinviato alle proprie decisioni precedenti.
- Il parere scritto della Scuola dottorale della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dell’Ovest di Timișoara, che sosteneva la soluzione opposta, è rimasto senza eco nella giurisprudenza.
- Resta la differenza di trattamento segnalata dai ricorrenti tra il trasgressore e l’imputato nel processo penale, per il quale il giudice valuta invece la proporzionalità della pena accessoria.
Consigli pratici
- Non costruire il ricorso attorno alla durata della sospensione. Una domanda che chiede soltanto la riduzione del periodo viene respinta, quali che siano i motivi personali. Contesta il verbale nel suo complesso: identità del fatto, modalità di accertamento, rispetto della procedura, mezzi di prova.
- Il vero bersaglio è la sanzione principale. Se ottieni la sostituzione della multa con l’ammonimento o l’annullamento del verbale, la sospensione sparisce insieme a essa. È l’unica strada attraverso cui il giudice può effettivamente eliminare la sospensione.
- Rispetta il termine di 15 giorni dalla consegna o dalla notifica del verbale per depositare il ricorso. Un termine perso annulla qualsiasi difesa, per quanto valida.
- Verifica la qualificazione giuridica. La differenza tra art. 100 comma (3), art. 101 comma (3) e art. 102 comma (3) significa 30, 60 o 90 giorni. Una qualificazione sbagliata da parte dell’agente accertatore è un motivo serio di contestazione.
- Se la patente ti serve per lavoro, organizza il periodo. Avvisa il datore di lavoro e riorganizza per tempo la tua attività. Il giudice non ti ridurrà la sospensione per questo motivo, e guidare durante il periodo di sospensione è reato, ai sensi dell’art. 335 del Codice penale.
- Non confondere la sospensione amministrativa con l’annullamento della patente. Sono regimi giuridici diversi, con procedure e conseguenze diverse.
- Ricorda che la decisione si applica dalla pubblicazione. I fascicoli pendenti al 30 luglio 2026 vengono decisi in questo quadro, senza che sia più necessario un nuovo rinvio alla Corte sulla stessa questione.
Domande frequenti
Che cosa ha deciso, in breve, la Corte costituzionale?
Posso chiedere in giudizio una sospensione più breve della patente?
Allora che cosa posso ancora ottenere dal giudice?
Che cos’è la Decisione dell’Alta Corte n. 5/2021 e perché conta così tanto?
Quali sono stati i principali argomenti degli automobilisti?
Perché la motivazione della Corte è stata così breve?
La decisione modifica la durata delle sospensioni già applicate?
Che cosa succede se guido durante il periodo di sospensione?
Qual è la differenza tra sanzione principale e sanzione accessoria?
Ha ancora senso sollevare la stessa eccezione in un nuovo procedimento?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 628 del 30 luglio 2026 32 pagine PDF, 191 KB l'atto inizia a pagina 2
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
