In breve
- CFR Călători ha il bilancio 2026: entrate di 4,14 miliardi di lei, di cui 1,67 miliardi arrivano dal bilancio dello Stato come sovvenzione. Ricalcolato, vuol dire il 40,46% di tutto ciò che entra nelle casse della società, cioè 4,59 milioni di lei in ciascun giorno dell’anno. Senza la sovvenzione, il bilancio mostrerebbe una perdita di 1,65 miliardi di lei.
- L’utile programmato è di 25 milioni di lei su entrate di 4,14 miliardi, cioè un margine dello 0,60%. Di esso, 23,75 milioni, cioè il 95%, vanno alla copertura delle perdite contabili degli anni precedenti, e 1,25 milioni alle riserve legali. Lo Stato non prende un leu di dividendo. Le spese totali per 1.000 lei di entrate sono 993,96, quindi la società resta in utile soltanto con 6,04 lei per mille incassati.
- La società ha 10.126 dipendenti, spese per il personale di 1,62 miliardi di lei e investimenti approvati per 1,13 miliardi. Alla riga dei fondi europei, sia alle entrate sia alle spese ammissibili, il bilancio non iscrive alcuna somma. La decisione produce effetti dal 21 settembre 2026.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 800 del 21 settembre 2026
Entrata in vigore: alla data della pubblicazione, 21 settembre 2026
La compagnia nazionale che fa circolare i treni passeggeri ha ricevuto il bilancio 2026 soltanto il 21 settembre 2026, nel 264° giorno dell’anno che quel bilancio disciplina. La cifra che dice più di tutte sul suo modello economico sta alla riga 3 dell’allegato: 1.674.441,98 mila lei di sovvenzione dal bilancio dello Stato, cioè il 40,46% delle entrate totali. Gli altri 2,46 miliardi di lei vengono da biglietti, abbonamenti e altre attività proprie, in una rete dove la velocità di circolazione è limitata su tratte estese, come mostrava anche la strategia ferroviaria che inventariava 1.688 km di linea con limitazione di velocità.
La struttura del bilancio è semplice e dura. Le entrate totali sono 4.138.240,00 mila lei, le spese totali 4.113.240,00 mila, e la differenza tra loro, 25.000,00 mila lei, è il solo risultato positivo di tutto l’allegato. La società non ha iscritta in bilancio alcuna imposta sull’utile, quindi il risultato lordo e quello netto coincidono. Rapportato alle entrate, l’utile vale lo 0,60%, ovvero 6,04 lei per ogni 1.000 lei incassati, esattamente il complemento dell’indicatore di efficienza della riga 57, che mostra spese totali di 993,96 lei per 1.000 lei di entrate.
Le persone sono la voce di spesa più grande. L’allegato approva 1.616.624,19 mila lei per il personale, con 10.126 dipendenti, il che significa un costo annuo completo di 159,65 mila lei per dipendente e il 39,30% di tutte le spese della società. Il guadagno medio mensile per dipendente iscritto in tabella è di 12.558,84 lei. La seconda voce per dimensione, le spese per beni e servizi, è di 1.347.615,81 mila lei, seguita dalle altre spese operative, 1.091.000,00 mila.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è che la sovvenzione diventa una somma certa, non un’intenzione. I 1.674.441,98 mila lei sono approvati con decisione del Governo, quindi possono essere richiesti e prelevati dal bilancio dello Stato per il resto dell’anno. Divisa per i giorni dell’anno, la sovvenzione vale 4,59 milioni di lei al giorno. Divisa per il numero di dipendenti, copre 165,36 mila lei per dipendente, più del costo annuo di un dipendente, che è di 159,65 mila.
Il secondo effetto riguarda direttamente il viaggiatore, anche se non si vede alla biglietteria. Le entrate proprie della società, cioè i 2.462.298,02 mila lei che restano dopo aver sottratto la sovvenzione dalle entrate operative, coprono le spese per il personale nella misura del 152%, quindi, a differenza di altre società di trasporto pubblico, CFR Călători paga i propri dipendenti con quello che incassa. Il resto dell’attività, cioè l’energia, la manutenzione, il noleggio del materiale rotabile e la tariffa di utilizzo dell’infrastruttura, si appoggia sulla sovvenzione.
Il terzo effetto è la distribuzione dell’utile. Dei 25.000,00 mila lei, 1.250,00 mila vanno alle riserve legali e 23.750,00 mila alla copertura delle perdite contabili degli anni precedenti. Le due somme esauriscono esattamente l’utile, quindi la riga 32, l’utile rimasto da distribuire, è zero, e le righe dei dividendi sono vuote. Lo Stato, azionista unico, non riceve nulla dall’utile della società per il 2026, perché tutto l’utile va a coprire buchi più vecchi.
Il quarto effetto è l’autorizzazione degli investimenti. Il bilancio approva spese per investimenti di 1.132.936,00 mila lei, cioè il 27,38% delle entrate annuali e il 67,66% della sovvenzione. La riga 47, stanziamenti dal bilancio pubblico per investimenti, è vuota, e le righe dei fondi europei, dalla 39 alla 45, sono vuote anch’esse. L’allegato approva dunque oltre un miliardo di lei di investimenti senza mostrare da quale fonte arrivino.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il confronto con il 2025 non si può fare dall’atto. L’allegato ha una sola colonna numerica, «Proposte anno corrente (2026)», e la decisione non rinvia all’atto con cui fu approvato il bilancio dell’anno scorso. Ciò che cambia con certezza è il regime: fino al 21 settembre 2026 la società funzionava senza bilancio approvato per l’anno in corso, e da questa data lo ha.
Il preambolo dice, indirettamente, che l’approvazione è in ritardo. Invoca l’articolo 4 comma (1) lettera a) dell’Ordinanza del Governo n. 26/2013, il testo ordinario per le società poste sotto l’autorità di un ministero, ma anche il comma (71), che si applica proprio quando il bilancio non è stato approvato nel termine previsto dalla legge e che chiede all’ordinatore principale di spesa un’analisi delle cause del ritardo. Le Decisioni n. 735/2026 e n. 736/2026, pubblicate nello stesso numero per le due amministrazioni portuali, citano solo il testo di eccezione, senza quello ordinario.
Cambia anche l’immagine pubblica della disciplina di pagamento. L’allegato iscrive 70.000,00 mila lei di pagamenti scaduti e 40.000,00 mila di crediti scaduti, quindi la società deve 30 milioni di lei più di quanto ha da incassare. Per confronto, le due amministrazioni portuali i cui bilanci sono comparsi nella stessa Gazzetta Ufficiale della Romania non hanno alcun pagamento scaduto.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Il bilancio chiude in positivo, anche se al limite. Il risultato programmato è di 25.000,00 mila lei di utile, e l’indicatore di efficienza, 993,96 lei di spese per 1.000 lei di entrate, resta sotto la soglia di equilibrio.
- Le entrate proprie coprono interamente gli stipendi. I 2,46 miliardi di lei che restano dopo la sottrazione della sovvenzione superano di metà le spese per il personale, il che mostra che l’attività commerciale sostiene da sé il pagamento delle persone.
- L’utile va interamente a pulire il passato. Dei 25 milioni, 23,75 milioni vanno alla copertura delle perdite contabili degli anni precedenti, quindi il bilancio della società migliora, invece che i soldi siano prelevati come dividendo.
- Gli investimenti sono approvati a un livello consistente, 1.132.936,00 mila lei, cioè oltre un quarto delle entrate annuali, il che per una società di trasporto passeggeri significa materiale rotabile e riparazioni straordinarie.
- Tutte le relazioni di calcolo tra le righe compilate si verificano con il ricalcolo e tornano esatte, dalle entrate totali fino alla produttività del lavoro e alle spese per 1.000 lei di entrate.
Che cosa resta un problema
- Il bilancio di un anno compare con 264 giorni dell’anno già trascorsi. Restano 101 giorni in cui si esegue un piano pensato per 365, e l’analisi delle cause del ritardo, che la legge richiede, non viene pubblicata.
- Il margine dello 0,60% non lascia alcuna riserva. Uno scostamento dello 0,61% sulle entrate o sulle spese, cioè 25 milioni di lei su un bilancio di 4,14 miliardi, trasforma l’utile programmato in perdita.
- Le fonti degli 1,13 miliardi di lei di investimenti non compaiono da nessuna parte. La riga degli stanziamenti pubblici è vuota, le righe dei fondi europei sono vuote, e l’utile reinvestito è zero, perché va a coprire perdite vecchie.
- Nessuna somma da fondi europei in tutto il bilancio. Le righe 39 e 40, entrate da fondi europei e spese ammissibili da fondi europei, sono vuote, sebbene la società operi in un settore con programmi europei dedicati.
- I pagamenti scaduti, 70 milioni di lei, superano i crediti scaduti, 40 milioni, quindi la società entra negli ultimi mesi dell’anno con una posizione netta di debitore di 30 milioni.
- Il modulo ha diverse denominazioni di righe con rinvii errati ad altre righe, compresa la linea che stabilisce la spesa salariale e quella che stabilisce l’utile da distribuire.
- Non esiste alcuna colonna con i risultati dell’anno precedente, quindi né il lettore né il Parlamento possono dire se la sovvenzione cresca o cali, e di quanto.
Consigli pratici
- Per vedere le cifre da soli, aprite il file PDF dell’edizione ufficiale allegato all’articolo e andate alle pagine 9 e 10. L’allegato è riprodotto in facsimile, quindi compare come tabella fotografata, e nell’articolo è spiegato, non riprodotto riga per riga.
- Il riferimento più rapido per la salute della società è la riga 57, spese totali per 1.000 lei di entrate. Sotto 1.000 significa utile programmato, sopra 1.000 significa perdita programmata. Qui il valore è 993,96.
- Se vi interessa sapere quanta parte del biglietto pagate voi e quanta lo Stato, sottraete la riga 3 dalla riga 2. La sovvenzione di 1,67 miliardi di lei rappresenta il 40,48% delle entrate operative, quindi circa quattro lei su dieci che la società riceve per il trasporto di passeggeri vengono dalle imposte.
- Per sapere che cosa si compra con gli 1,13 miliardi di lei di investimenti, chiedete al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture, con una richiesta di accesso alle informazioni di interesse pubblico, il programma degli investimenti allegato al bilancio. L’allegato pubblicato dà soltanto il totale, su una sola riga.
- I fornitori della società dovrebbero leggere la riga 58, pagamenti scaduti, prima di firmare termini di pagamento. I 70 milioni di lei mostrano che i ritardi di pagamento sono una realtà iscritta in bilancio, non un’eccezione.
- Se volete seguire il perché del ritardo nell’approvazione, chiedete alla stessa istituzione l’analisi prevista dall’articolo 4 comma (71) dell’Ordinanza del Governo n. 26/2013. Il documento stabilisce le cause dello sforamento del termine e si redige prima dell’approvazione, ma non si pubblica nella Gazzetta Ufficiale della Romania.
Domande frequenti
Quanta parte dei soldi di CFR Călători viene dallo Stato?
La società è in utile o in perdita?
Che cosa succede all’utile?
Quante persone lavorano a CFR Călători e quanto guadagnano?
Quali investimenti sono approvati?
Perché il bilancio compare solo in settembre?
Da quale data si applica la decisione?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- Allegato, riga 32: la formula contenuta nella denominazione rinvia a righe errate e, applicata alla lettera, dà un risultato impossibile. La denominazione della riga è «L’utile contabile rimasto dopo la deduzione delle somme di cui alle Rd. 25, 26, 27, 28 e 29». La riga 26 è proprio l’utile netto da cui si fa la deduzione, mentre le righe 30 e 31, che portano destinazioni di distribuzione, mancano dall’elencazione. Applicata alla lettera, la formula sottrarrebbe l’utile netto da se stesso e darebbe un risultato negativo, sebbene la stessa riga negli altri allegati richieda un risultato maggiore o uguale a zero. Negli allegati delle Decisioni del Governo n. 735/2026 e n. 736/2026, pubblicate nello stesso numero e costruite sullo stesso modulo, la riga 32 è definita correttamente, con la deduzione delle somme di cui alle righe 27, 28, 29, 30 e 31. La verifica è stata fatta sulla pagina 9 dell’edizione stampata, non soltanto sul testo estratto.
- Allegato, riga 11: la denominazione definisce la spesa salariale come somma delle righe 13 e 14, sebbene il valore approvato sia la somma delle righe 12 e 13. La riga porta la denominazione «Spese di natura salariale (Rd.13+Rd.14)», e il valore iscritto è 1.540.205,00 mila lei, cioè esattamente 1.478.050,00 della riga 12 più 62.155,00 della riga 13. La riga 14 è vuota, quindi la formula della denominazione, applicata alla lettera, darebbe 62.155,00 mila lei, quasi 25 volte meno della somma approvata. La stessa linea negli allegati delle Decisioni del Governo n. 735/2026 e n. 736/2026 è scritta correttamente, «Spese di natura salariale(Rd.11=Rd.12+Rd.13)». L’errore riguarda la riga che stabilisce il tetto delle spese di natura salariale, cioè proprio la linea più controllata in un bilancio di società di Stato. La verifica è stata fatta sulla pagina 9 dell’edizione stampata.
Analisi della redazione
Questo bilancio risolve un problema amministrativo reale, quello di dare a una società con oltre diecimila dipendenti un quadro legale di spesa per l’anno in corso, e lo risolve con cifre che chiudono. Abbiamo rifatto ogni relazione tra le righe compilate, dalle entrate totali come somma di quelle operative e di quelle finanziarie fino alla produttività del lavoro e all’indicatore di efficienza, e tutte tornano esatte. Ciò che non chiude non sono le cifre, ma le denominazioni delle righe, e questo è un segnale su come circola il modulo: il modello usato a CFR Călători ha rinvii interni diversi da quello usato per le due amministrazioni portuali approvate nella stessa riunione di Governo, sebbene tutti tre dovrebbero essere la stessa tabella.
L’osservazione che richiede un calcolo, non una lettura, sta nel rapporto tra tre righe che nella tabella non si toccano. Le entrate operative sono 4.136.740,00 mila lei, la sovvenzione 1.674.441,98 mila, e le spese per il personale 1.616.624,19 mila. Sottraendo la sovvenzione, restano 2.462.298,02 mila lei prodotti dalla società con l’attività propria, e questi coprono gli stipendi nella misura del 152%. È una differenza di struttura rispetto ad altre società di trasporto pubblico, dove le entrate proprie non bastano nemmeno a pagare le persone. A CFR Călători, la sovvenzione tiene il resto: l’energia, la manutenzione, la tariffa di utilizzo dell’infrastruttura e il noleggio del materiale rotabile. La conclusione pratica per il viaggiatore è meno comoda di quanto sembri: un aumento tariffario non ridurrebbe in modo significativo la dipendenza dal bilancio pubblico, perché il buco sta nel costo di tenere i treni in movimento su una rete con limitazioni, non negli stipendi.
La seconda osservazione riguarda l’utile ed è un’illusione ottica. Il margine dello 0,60% sembra una società in equilibrio. Ricalcolato, significa che uno scostamento dello 0,61% sulle entrate, cioè 25 milioni di lei, o la stessa somma in più sulle spese, cancella interamente il risultato. E quell’utile non arriva nemmeno dove potrebbe produrre qualcosa: il 95% va alla copertura delle perdite contabili degli anni precedenti. Il bilancio programma dunque esattamente tanto utile quanto serve a pulire un po’ il passato, non a finanziare il futuro. Gli investimenti di 1,13 miliardi di lei, che sono 45 volte l’utile netto, restano senza fonte dichiarata nell’allegato: stanziamenti pubblici zero, fondi europei zero, utile reinvestito zero.
La terza osservazione riguarda l’asimmetria tra i termini che l’amministrazione impone e quelli che rispetta. Il bilancio 2026 compare nel 264° giorno dell’anno, e la sola conseguenza visibile nell’atto è un fondamento giuridico aggiuntivo nel preambolo. Lo stesso testo invocato là chiede un’analisi delle cause del ritardo, quindi il documento esiste alla data dell’approvazione, ma non arriva nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Per una società che vive al 40% di denaro pubblico, la ragione per cui il piano di spesa compare con tre quarti dell’anno consumati avrebbe dovuto essere un’informazione pubblica, non un pezzo interno di fascicolo.
Che cosa andrebbe cambiato
- La correzione dei rinvii interni nelle denominazioni delle righe 11 e 32, con una rettifica pubblicata. Senza di essa, un controllo successivo che applichi la formula scritta in tabella ottiene un risultato diverso dalla cifra approvata, e la società non ha modo di dimostrare quale delle due versioni sia quella votata dal Governo.
- L’uso dello stesso modulo, parola per parola, in tutti i bilanci approvati nella stessa riunione. Tre allegati pubblicati nello stesso numero della Gazzetta Ufficiale della Romania hanno tre varianti di denominazioni per le stesse righe, il che rende impossibile qualunque confronto automatico tra società di Stato.
- La scomposizione delle fonti di finanziamento degli investimenti. Una sola riga per 1,13 miliardi di lei, con una sola suddivisione per stanziamenti pubblici rimasta vuota, non dice nulla su chi paga. Tre righe aggiuntive, per risorse proprie, crediti e fondi esteri, mostrerebbero se l’investimento è coperto oppure solo programmato.
- L’aggiunta di una colonna con i risultati dell’anno precedente. Senza di essa, né il lettore né il Parlamento possono dire se la sovvenzione di 1,67 miliardi di lei cresca o cali, quindi il controllo pubblico si ferma al livello di constatare che la somma esiste.
- La pubblicazione dell’analisi delle cause del ritardo insieme alla decisione. Il documento è richiesto dallo stesso testo invocato nel preambolo ed esiste alla data dell’approvazione. Pubblicarlo sposterebbe la discussione dalla constatazione del ritardo alle ragioni che lo producono anno dopo anno.
- La pubblicazione dell’allegato in testo, non in facsimile. Una tabella fotografata non può essere letta da alcuno strumento automatico, quindi non può essere confrontata né nel tempo né tra società. Per un bilancio sostenuto al 40% con denaro pubblico, la forma di pubblicazione decide da sola quanto controllo sia possibile.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 800 del 21 settembre 2026 16 pagine PDF, 182 KB l'atto inizia a pagina 8
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
