In breve

  • Il bilancio 2026 dell’Autorità Ferroviaria Rumena resta a 145,79 milioni di lei, ma 1,4 milioni passano da una voce a un’altra. Le riparazioni correnti scendono da 13,008 a 11,608 milioni di lei, e la voce «altre spese per beni e servizi» sale da 22 a 23,4 milioni. Rispetto al bilancio approvato nell’aprile 2026, in tutta la tabella cambiano tre righe e nessuna di esse è alle entrate.
  • L’autorità che vigila sulla sicurezza ferroviaria si paga con le tariffe degli operatori, non con il bilancio dello Stato. Dei 145,79 milioni di lei, 125,57 milioni vengono da prestazioni di servizi, mentre 20 milioni, cioè il 13,72% del bilancio, si prelevano dall’avanzo dell’anno precedente. Le entrate dell’anno coprono 125,79 milioni, quindi 20 milioni in meno delle spese.
  • Il Decreto n. 882/2026 si applica dal 23 settembre 2026, data della pubblicazione, a un anno di bilancio del quale restano 99 giorni. L’allegato mostra anche i dati di calcolo delle spese per il personale: 300 dipendenti in media e un guadagno medio lordo mensile di 19.607 lei.
Atto: Decreto del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, ad interim, n. 882/2026 sull’approvazione del bilancio delle entrate e delle spese modificato per l’anno 2026 dell’Autorità Ferroviaria Rumena – AFER
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 806 del 23 settembre 2026
Entrata in vigore: 23 settembre 2026, alla data della pubblicazione

Il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha modificato, con il Decreto n. 882/2026, il bilancio 2026 dell’Autorità Ferroviaria Rumena (AFER), l’istituzione che rilascia le licenze agli operatori ferroviari, omologa il materiale rotabile e certifica il personale con responsabilità di sicurezza. A differenza del bilancio di CFR Călători, dove lo Stato mette 4,59 milioni di lei al giorno come sovvenzione, AFER non riceve denaro dal bilancio dello Stato: si regge sulle tariffe che incassa proprio dagli operatori che sorveglia. Il decreto è stato emesso il 21 settembre 2026 e pubblicato due giorni dopo.

Il bilancio modificato conserva esattamente gli stessi totali di quello approvato in primavera: 145.790,00 mila lei alle entrate e altrettanto alle spese, cioè 145,79 milioni di lei. Confrontato voce per voce con il Decreto n. 391/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 317 del 22 aprile 2026, l’atto di adesso cambia tre righe in tutta la tabella, e tutte e tre stanno nello stesso gruppo di spese.

L’articolo 20.02 della classificazione di bilancio, le riparazioni correnti, scende da 13.008,00 a 11.608,00 mila lei. L’articolo 20.30, «altre spese», sale da 23.440,00 a 24.840,00 mila lei, e tutto l’aumento finisce nella voce 20.30.30, «altre spese per beni e servizi», che passa da 22.000,00 a 23.400,00 mila lei. È la stessa somma, 1.400,00 mila lei, spostata da una voce a un’altra all’interno del titolo II, Beni e servizi, il cui totale resta invariato, 44.818,00 mila lei.

Il fondamento invocato è l’articolo 16 comma (1) lettera e) della legge n. 500/2002 sulle finanze pubbliche, insieme all’ordinanza del Governo n. 14/2023 sulla riorganizzazione di alcune istituzioni pubbliche del settore ferroviario, all’articolo 9 comma (4) della Decisione del Governo n. 370/2021 sull’organizzazione del ministero e all’articolo 5 comma (2) della Decisione del Governo n. 310/2023 sull’organizzazione e il funzionamento di AFER. Alla base del decreto sta la Relazione della Direzione economica n. 3.098 dell’8 settembre 2026, che non si pubblica.

Gli effetti che produce

Il primo effetto lo sente chi aveva lavori di riparazione da eseguire per AFER. La somma per le riparazioni correnti scende di 1,4 milioni di lei, cioè del 10,76% rispetto a quanto era stato approvato in aprile, e resta a 11,608 milioni. Per la rete di laboratori, banchi di prova ed edifici che l’autorità utilizza, questo significa lavori che non si appaltano più nell’ultimo trimestre o che si spostano all’anno prossimo.

Il secondo effetto sta all’altro capo dello spostamento. La voce «altre spese per beni e servizi» arriva a 23,4 milioni di lei, cioè al 52,21% di tutto il titolo dei beni e servizi e al 16,05% dell’intero bilancio. È 3,45 volte più grande di tutte le spese dettagliate dell’articolo 20.01 messe insieme, cioè forniture, pulizia, riscaldamento, acqua, carburanti, pezzi di ricambio, posta e internet, che sommano 6,79 milioni di lei. Dall’atto non si può sapere che cosa si compra con la differenza.

Il terzo effetto è di calendario. Il decreto entra in vigore il 23 settembre 2026, quindi la modifica si applica a un esercizio di bilancio del quale restano 99 giorni, cioè il 27,1% dell’anno. La ripartizione trimestrale degli indicatori la approva il consiglio direttivo di AFER, secondo l’articolo 1 comma (2), e quella ripartizione non si pubblica nella Gazzetta Ufficiale della Romania.

Il quarto effetto riguarda la disciplina dell’esecuzione. L’articolo 2 comma (1) dice che le somme iscritte alle spese sono limiti massimi e non possono essere superate se non in casi giustificati, con l’approvazione del ministro. Il comma (2) aggiunge la regola simmetrica: se le entrate non si realizzano al livello programmato, l’autorità può spendere soltanto in proporzione al loro grado di realizzazione. Poiché l’86,13% del bilancio viene dalle tariffe incassate dagli operatori, un calo dell’attività ferroviaria si trasmette direttamente nelle spese dell’autorità che la sorveglia.

Il quinto effetto non cambia, ma merita di essere letto, perché l’allegato lo scrive nero su bianco. Le spese per il personale restano 76,9 milioni di lei, cioè il 52,75% del bilancio, con un numero medio di 300 dipendenti e un guadagno medio lordo mensile di 19.607 lei. Gli stipendi di base, 64,8 milioni di lei, danno esattamente 18.000 lei al mese a persona con 300 dipendenti. Sopra di essi stanno 6 milioni di lei di indennità per condizioni di lavoro, 2,5 milioni per il rimborso di servizi turistici secondo il contratto collettivo di lavoro, 600 mila lei di compensi dei membri del consiglio direttivo e 500 mila lei di diritti di trasferta. A parte, all’assistenza sociale, il bilancio ha 7,2 milioni di lei di sussidi sociali in denaro, cioè 24.000 lei all’anno per ciascun dipendente, quanto 1,22 guadagni medi lordi mensili.

Che cosa cambia rispetto a prima

Il bilancio precedente è quello approvato con il Decreto del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture n. 391/2026, emesso il 20 aprile 2026 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 317 del 22 aprile 2026, alle pagine da 9 a 13. Tra i due atti sono passati 154 giorni. Il confronto riga per riga dà tre differenze, tutte nel titolo II.

La prima: l’articolo 20.02, riparazioni correnti, scende da 13.008,00 a 11.608,00 mila lei. La seconda: l’articolo 20.30, altre spese, sale da 23.440,00 a 24.840,00 mila lei. La terza: la voce 20.30.30, altre spese per beni e servizi, sale da 22.000,00 a 23.400,00 mila lei. L’aumento dell’articolo 20.30 è dato per intero dalla voce 20.30.30; le sue altre voci, cioè protocollo e rappresentanza con 130 mila, premi di assicurazione non vita con 700 mila, affitti con 590 mila e fondo del dirigente dell’istituzione con 20 mila lei, restano intatte, e la pubblicità resta a zero.

Il resto della tabella è identico alla virgola. Alle entrate, i 125.570,00 mila lei da prestazioni di servizi, i 200,00 mila lei di altre entrate da prestazioni, i 20,00 mila lei da ammende e penalità e i 20.000,00 mila lei prelevati dall’avanzo dell’anno precedente sono gli stessi. Alle spese, il personale resta 76.900,00 mila lei, i trasferimenti correnti all’estero 50,00 mila lei, l’assistenza sociale 7.200,00 mila lei, le somme per le persone con disabilità non assunte 450,00 mila lei, e le spese in conto capitale 16.372,00 mila lei, di cui 10.355,00 costruzioni, 5.451,00 macchinari, attrezzature e mezzi di trasporto e 566,00 altre attività fisse. Nemmeno i dati di calcolo delle spese per il personale cambiano: le stesse 300 persone e lo stesso guadagno medio lordo mensile di 19.607 lei.

È cambiato anche qualcos’altro, ma nella redazione, non nelle cifre. L’allegato di aprile portava il titolo «Bilancio delle entrate e delle spese rettificato per l’anno 2026», sebbene l’articolo 1 comma (1) dello stesso decreto approvasse un bilancio senza alcuna qualificazione, e l’articolo 2 parlasse anch’esso del bilancio semplice. Nel decreto di adesso, tutti e quattro i punti dicono «modificato», quindi l’accordo tra il dispositivo e l’allegato è stato fatto.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Il totale non cresce. L’autorità non chiede denaro in più agli operatori e non aumenta la somma prelevata dall’avanzo: i 145,79 milioni di lei restano esattamente quelli di aprile.
  • Lo spostamento avviene all’interno dello stesso titolo di spesa e lascia intatti il personale, l’assistenza sociale e gli investimenti. I 16,372 milioni di lei delle spese in conto capitale, cioè l’11,23% del bilancio, non vengono toccati.
  • L’allegato pubblica i dati di calcolo delle spese per il personale, con numero medio di dipendenti, guadagno medio lordo e somme escluse dal calcolo. Molti bilanci di istituzioni pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Romania non hanno questa sezione.
  • Il bilancio è in equilibrio aritmetico: tutti i 27 totali e subtotali dell’allegato tornano, e le entrate sono uguali alle spese.
  • La regola dell’articolo 2 comma (2), che lega le spese al grado reale di incasso delle entrate, resta nel testo anche dopo la modifica.

Che cosa resta un problema

  • L’atto si chiama «modificato», ma non dice che cosa modifica. L’allegato ha una sola colonna di cifre, quella finale, quindi il lettore non può sapere dal decreto che cosa è cambiato senza scaricare l’edizione di aprile e confrontare riga per riga.
  • Il denaro parte da una voce con un nome e arriva nella voce meno descrittiva del bilancio. Dopo lo spostamento, «altre spese per beni e servizi» è la più grande linea di spesa del bilancio dopo gli stipendi.
  • Il taglio del 10,76% alle riparazioni correnti arriva a tre quarti dell’anno, quando i lavori difficilmente possono ancora essere appaltati ed eseguiti entro il 31 dicembre.
  • Il bilancio non si regge sulle entrate dell’anno. Le spese superano le entrate correnti di 20 milioni di lei, che si coprono con l’avanzo degli anni passati, e l’atto non dice quanto resta di quell’avanzo.
  • Le entrate da ricerca sono programmate a zero, sebbene la riga esista nella classificazione del bilancio, e le ammende e le penalità portano 20.000 lei all’anno, cioè lo 0,01% del bilancio.
  • La motivazione non arriva al pubblico. La Relazione n. 3.098 dell’8 settembre 2026 è l’unico documento che spiega lo spostamento e non si pubblica insieme al decreto.

Consigli pratici

  1. Se volete vedere che cosa è stato modificato, scaricate l’edizione di aprile. È la Gazzetta Ufficiale della Romania n. 317 del 22 aprile 2026, con il decreto e l’allegato alle pagine da 9 a 13, e si prende gratuitamente da monitoruloficial.ro. Il decreto di adesso non ha una colonna di confronto.
  2. Confrontate sui codici, non sulle denominazioni. Le righe si chiamano allo stesso modo in entrambi gli allegati, e l’unico riferimento sicuro è la terna capitolo/articolo/voce delle prime tre colonne, del tipo 20.02 oppure 20.30.30.
  3. I fornitori di lavori di riparazione per AFER dovrebbero chiedere per tempo la conferma del bilancio disponibile per quest’anno. La voce si è ridotta di 1,4 milioni di lei, e l’articolo 2 comma (1) trasforma la somma iscritta in limite massimo.
  4. La ripartizione trimestrale non è nel decreto. La approva il consiglio direttivo di AFER, secondo l’articolo 1 comma (2), quindi chi ha bisogno del calendario delle spese deve chiedere la delibera del consiglio con una richiesta di informazioni di interesse pubblico.
  5. Non confondete gli stanziamenti di impegno con gli stanziamenti di bilancio. L’allegato li dà entrambi, riga per riga, e in questo bilancio sono uguali ovunque; la differenza tra loro mostra, in altre istituzioni, impegni assunti adesso e pagati più tardi.
  6. Se seguite la sostenibilità dell’istituzione, seguite la riga 40.10.15, le somme prelevate dall’avanzo dell’anno precedente. Quest’anno sono 20 milioni di lei su 125,79 milioni di entrate proprie, e l’avanzo non è una fonte che si ricostituisce da sola.

Domande frequenti

Questo decreto aumenta il bilancio di AFER?
No. Il totale resta 145.790,00 mila lei, cioè 145,79 milioni di lei, esattamente quanto era nel bilancio approvato con il Decreto n. 391/2026. Cambia soltanto la ripartizione di 1,4 milioni di lei tra due voci di spesa.
Che cosa è stato modificato, in concreto?
Tre righe. L’articolo 20.02, riparazioni correnti, scende da 13.008,00 a 11.608,00 mila lei. L’articolo 20.30, altre spese, sale da 23.440,00 a 24.840,00 mila lei. La voce 20.30.30, altre spese per beni e servizi, sale da 22.000,00 a 23.400,00 mila lei. Il resto dell’allegato è identico a quello di aprile.
Da dove prende i soldi AFER?
Da entrate proprie. La maggior parte, 125,57 milioni di lei, viene da prestazioni di servizi, cioè dalle tariffe che incassa dagli operatori ferroviari per licenze, autorizzazioni, omologazioni e certificazioni. Si aggiungono 200 mila lei di altre entrate da prestazioni, 20 mila lei da ammende e penalità e 20 milioni prelevati dall’avanzo dell’anno precedente. Dal bilancio dello Stato non riceve nulla con questo atto.
Che cosa significano i 20 milioni prelevati dall’avanzo?
Sono soldi rimasti non spesi negli anni precedenti, che l’istituzione usa adesso. La riga 40.10.15 dell’allegato li iscrive alle operazioni finanziarie, non alle entrate correnti. In pratica, le spese del 2026 superano di 20 milioni di lei le entrate che AFER incassa nel 2026, e la differenza si copre con la riserva accumulata.
Da quando si applica il nuovo bilancio?
Dal 23 settembre 2026. Il decreto è stato pubblicato il 23 settembre 2026 e non prevede una data di entrata in vigore, e i decreti dei dirigenti degli organi specializzati dell’amministrazione pubblica centrale entrano in vigore proprio alla data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania, secondo l’articolo 12 comma (2) della legge n. 24/2000, ripubblicata. Il termine di 3 giorni è quello delle leggi e delle ordinanze, non dei decreti.
Quante persone lavorano ad AFER e quanto guadagnano?
I dati di calcolo dell’allegato danno un numero medio di 300 persone e un guadagno medio lordo mensile di 19.607 lei per dipendente. In questo guadagno medio non entrano lo stipendio del direttore generale, 450 mila lei all’anno, né i 2,5 milioni di lei per il rimborso di servizi turistici previsto nel contratto collettivo di lavoro. Gli stipendi di base, presi da soli, significano 18.000 lei al mese a persona.
AFER può spendere più di quanto scrive nel bilancio?
Soltanto in casi giustificati e soltanto con l’approvazione del ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, secondo l’articolo 2 comma (1). In senso inverso, se le entrate incassate restano sotto quelle programmate, il comma (2) la obbliga a spendere in proporzione al grado di realizzazione delle entrate.
Dove trovo il testo integrale del bilancio?
Nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 806 del 23 settembre 2026, alle pagine da 11 a 15. L’allegato con la tabella è riprodotto integralmente anche in questo articolo, nella sezione con il testo originale dell’atto.

Analisi della redazione

Il decreto fa una cosa banale e la fa correttamente dal punto di vista aritmetico: sposta 1,4 milioni di lei da una voce a un’altra, senza toccare il totale, le entrate, gli stipendi o gli investimenti. Il problema non è lo spostamento, ma il fatto che l’atto non lo mostra. Un bilancio che si chiama «modificato» ha una sola colonna di cifre, quella dopo la modifica, e il lettore che vuole sapere che cosa è cambiato deve scaricare l’edizione del 22 aprile e confrontare 221 righe. Di quelle 221, tre sono diverse. Nulla nel decreto lo dice e nulla in esso dice perché.

La seconda osservazione esce soltanto dal confronto dei due allegati e riguarda la direzione dello spostamento. Il denaro parte dalle riparazioni correnti, una voce con un oggetto, e arriva ad «altre spese per beni e servizi», la voce senza oggetto. Dopo lo spostamento, quella linea arriva a 23,4 milioni di lei, cioè al 52,21% di tutto il titolo dei beni e servizi e al 16,05% del bilancio. È 3,45 volte più grande della somma di tutte le spese dettagliate dell’articolo 20.01 e supera di molto le riparazioni correnti rimaste. In un’autorità di sicurezza finanziata con le tariffe di coloro che controlla, la più grande spesa non salariale porta l’etichetta «altre».

La terza osservazione riguarda il momento scelto. La modifica produce effetti dal 23 settembre, quando dell’anno di bilancio restano 99 giorni. Una riduzione del 10,76% alle riparazioni correnti fatta allora non è più una decisione di programmazione, ma la constatazione che i lavori quest’anno non si fanno più. Se la somma fosse rimasta alle riparazioni e non fosse stata spesa, sarebbe tornata nell’avanzo alla fine dell’esercizio. Spostata ad «altre spese per beni e servizi», resta spendibile fino al 31 dicembre. La differenza tra le due varianti non compare da nessuna parte nell’atto, ma è l’unica conseguenza pratica dello spostamento.

La quarta osservazione richiede un calcolo e non si vede leggendo l’allegato. La relazione illustrativa dà 300 dipendenti e un guadagno medio lordo mensile di 19.607 lei. La massa salariale che entra in questo guadagno medio è di 70.350 mila lei, cioè i 74.400 mila di spese salariali in denaro, dai quali si sottraggono, come chiede la relazione stessa, lo stipendio del direttore generale, i compensi del consiglio direttivo, i diritti di trasferta e il rimborso di servizi turistici. Divisa per 300 dipendenti e per 12 mesi, la somma dà 19.542 lei, 65 in meno della cifra pubblicata. La cifra pubblicata torna esattamente con 299 dipendenti. La differenza non cambia alcuna somma dovuta da qualcuno, quindi non è un errore che richieda una rettifica, ma mostra che i due dati di calcolo della stessa relazione sono stati costruiti su organici diversi: gli stipendi di base danno esattamente 18.000 lei al mese con 300 persone, mentre il guadagno medio torna con 299.

L’ultima osservazione riguarda la sostenibilità. Le entrate che AFER incassa nel 2026 sono 125,79 milioni di lei, e le spese 145,79. La differenza di 20 milioni, cioè il 13,72% del bilancio, viene dall’avanzo degli anni passati. Un’istituzione che si finanzia con entrate proprie e che spende il 15,9% in più di quanto incassa consuma la propria riserva, e l’atto non dice quanto ne sia rimasto. È esattamente l’informazione di cui avrebbero bisogno gli operatori ferroviari, perché, se la riserva finisce, l’unica fonte di riequilibrio restano le tariffe che pagano loro.

Che cosa andrebbe cambiato

  • L’allegato di un bilancio modificato dovrebbe avere tre colonne. Il programma approvato in precedenza, la modifica e il programma nuovo. Costerebbe una colonna di tabella e risparmierebbe a ogni lettore, compresi gli operatori che pagano le tariffe, il confronto di 221 righe con un’edizione vecchia di cinque mesi.
  • Il preambolo dovrebbe dire che cosa si modifica e per quale motivo. Oggi rinvia a una relazione interna che non si pubblica. Due frasi nel preambolo, con la somma spostata e con il motivo, farebbero del decreto un atto che si spiega da solo.
  • Oltre una soglia, la voce «altre spese per beni e servizi» dovrebbe essere dettagliata in una nota all’allegato. Quando una sola linea indifferenziata supera la metà del titolo dei beni e servizi, l’etichetta «altre» finisce per coprire la parte principale della spesa. Una nota con le destinazioni principali risolverebbe la cosa senza cambiare la classificazione di bilancio.
  • Le somme prelevate dall’avanzo dovrebbero essere accompagnate dal saldo rimanente. Una sola riga sotto la tabella, con l’avanzo al 1° gennaio e con quello stimato al 31 dicembre, mostrerebbe se l’istituzione consuma la propria riserva oppure la fa soltanto girare.
  • Le modifiche di bilancio fatte nell’ultimo trimestre dovrebbero mostrare che cosa succede al lavoro dal quale parte il denaro. Se le riparazioni scendono di 1,4 milioni di lei, l’atto dovrebbe dire se il lavoro è stato abbandonato, rinviato al 2027 oppure realizzato a minor costo. Altrimenti, la stessa cifra può significare risparmio oppure rinuncia, e dal testo non si può sapere quale delle due.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 806 del 23 settembre 2026 16 pagine PDF, 467 KB l'atto inizia a pagina 11

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.