In breve
- Sei zone statunitensi escono dagli elenchi di esportazione verso l’Unione, dal 23 settembre 2026. Sono cerchi con un raggio di 10 chilometri attorno alle aziende in cui è stata confermata l’influenza aviaria ad alta patogenicità: tre nel Dakota del Sud, una nel Dakota del Nord e due in Minnesota. Il resto del territorio statunitense resta aperto, comprese le altre contee degli stessi tre Stati.
- Si fermano il pollame vivo, le uova da cova e le carni. Da queste zone non possono più arrivare pollame riproduttore e da reddito, pulcini di un giorno, uova da cova, partite piccole sotto i 20 capi, né carni fresche di pollame, di ratiti o di selvaggina da penna. La sospensione decorre dalla data di ciascun focolaio, cioè il 4, il 9 o il 10 settembre 2026, 19 giorni prima che l’atto entri in vigore.
- Per la Romania l’effetto misurabile è zero. Negli anni 2021-2025 le importazioni romene dagli Stati Uniti di pulcini di un giorno, di uova da cova e di carni di pollame sono state nulle, secondo i dati di commercio estero dell’Unione. Le uova da cova e i pulcini che usano gli incubatoi della Romania vengono da altri Stati membri, e sullo scaffale non cambia nulla.
Pubblicato: Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie L, 2026/2149 del 22 settembre 2026
Entrata in vigore: 23 settembre 2026, il giorno successivo alla pubblicazione, perché l’articolo 2 del regolamento rinuncia al termine consueto e invoca il regime di urgenza
La Commissione europea ha tagliato sei pezzi dalla mappa da cui l’Unione può comprare pulcini, uova da cova e carni di pollame negli Stati Uniti. Il meccanismo è quello che i lettori conoscono dalla peste suina africana, dove la stessa tecnica degli elenchi per zone tiene tutti i 41 distretti romeni nel gradino più severo: l’Unione non chiude un paese intero, ma ritaglia da esso le aree malate e lascia aperto il resto. Si chiama regionalizzazione, e il suo vantaggio è che un focolaio in una contea statunitense non blocca più il commercio con il resto del paese.
Il regolamento di esecuzione (UE) 2026/2149 è stato adottato a Bruxelles il 21 settembre 2026 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie L, il 22 settembre 2026. Ha quattro pagine, due articoli e un allegato. L’articolo 1 dice che gli allegati V e XIV del regolamento di esecuzione (UE) 2021/404 sono modificati conformemente all’allegato, e l’articolo 2 fissa l’entrata in vigore al giorno successivo alla pubblicazione, cioè il 23 settembre 2026. Il fondamento giuridico sta nel regolamento (UE) 2016/429, la cosiddetta normativa in materia di sanità animale, all’articolo 230, paragrafo 1, che dà alla Commissione il potere di redigere gli elenchi dei paesi terzi autorizzati, e all’articolo 232, paragrafo 1, lettera b), che le permette di sospendere l’ingresso da una zona quando la situazione veterinaria di quel luogo lo richiede per proteggere il patrimonio zootecnico dell’Unione.
Che cosa è avvenuto concretamente: l’11 settembre 2026 gli Stati Uniti hanno comunicato alla Commissione che sei nuovi focolai di influenza aviaria ad alta patogenicità erano stati confermati con analisi di laboratorio tra il 4 e il 10 settembre 2026, in pollame del Dakota del Sud, del Dakota del Nord e del Minnesota. L’autorità veterinaria statunitense ha tracciato attorno a ciascuno stabilimento colpito una zona soggetta a restrizioni con un raggio di almeno 10 chilometri e ha applicato l’abbattimento totale, cioè la soppressione dell’intero effettivo. La Commissione ha valutato le informazioni e ha deciso la sospensione dell’ingresso nell’Unione da quelle aree.
Alcune parole che compaiono nel titolo dell’atto hanno bisogno di una traduzione. Materiale germinale significa, ai sensi dell’articolo 4 del regolamento (UE) 2016/429, materiale seminale, ovociti ed embrioni destinati alla riproduzione artificiale, più le uova da cova; nel pollame, in pratica, le uova da cova. La selvaggina da penna sono gli uccelli selvatici cacciati, e le loro carni rientrano in un elenco separato da quello del pollame allevato in azienda. Zona è, sempre nella definizione del 2016/429, un’area con una delimitazione geografica precisa, con uno stato sanitario distinto dal resto del paese e soggetta a proprie misure di sorveglianza e di biosicurezza. Voce è il blocco di righe di una tabella che appartiene a un solo paese, cioè esattamente quello che questo regolamento modifica.
Gli effetti che produce
L’atto aggiunge 24 righe nuove, tutte nella voce degli Stati Uniti, e non modifica e non toglie nessuna riga. Il conteggio, per ciascun allegato:
Nell’allegato V, parte 1, sezione B, l’elenco del pollame e del materiale germinale, entrano sei righe, una per ciascuna zona nuova, inserite dopo la riga della zona US-2.1406. La parte 2 dello stesso allegato, quella con le descrizioni geografiche, riceve sei descrizioni nuove. Nell’allegato XIV, parte 1, sezione B, l’elenco delle carni fresche, si aggiungono dodici righe, due per zona: una per le carni di pollame e di ratiti, l’altra per le carni di selvaggina da penna. L’allegato XIV non ha bisogno di descrizioni proprie, perché la sua parte seconda rinvia esplicitamente all’allegato V per le zone statunitensi.
Le zone nuove e le loro date di chiusura, così come compaiono nei due allegati: US-2.1407, contea di Edmunds, nel Dakota del Sud, 4 settembre 2026; US-2.1408, contea di McPherson, nel Dakota del Sud, 9 settembre 2026; US-2.1409, contea di Turner, nel Dakota del Sud, 9 settembre 2026; US-2.1410, contea di Lamoure, nel Dakota del Nord, 4 settembre 2026; US-2.1411, contea di Otter Tail, in Minnesota, 10 settembre 2026; US-2.1412, contea di Becker, in Minnesota, 10 settembre 2026. Tre Stati, sei zone, esattamente come dice anche il considerando (5), e le date stanno tutte nell’intervallo 4-10 settembre 2026 che l’atto annuncia. Ogni zona è descritta come un cerchio con un raggio di 10 chilometri che parte da un punto nord dato da coordinate.
Il codice di zona si legge secondo una regola semplice, scritta nell’allegato I del regolamento (UE) 2021/404: il codice del paese seguito dalla cifra zero significa tutto il territorio, mentre il codice seguito da qualsiasi altra cifra significa una zona descritta separatamente. Così, US-0 e US-1 coprono gli Stati Uniti senza le aree malate, e US-2 è il gruppo delle aree malate, numerate US-2.1, US-2.2 e così via, fino a US-2.1412.
Le lettere della colonna dei certificati indicano che cosa non può più partire. Nell’allegato V sono dieci: BPP, pollame riproduttore e da reddito diverso dai ratiti; BPR, ratiti riproduttori e da reddito, cioè struzzi, emù e nandù; DOC, pulcini di un giorno diversi dai ratiti; DOR, pulcini di un giorno di ratiti; SP, pollame da macello diverso dai ratiti; SR, ratiti da macello; POU-LT20, partite di meno di 20 capi di pollame; HEP, uova da cova di pollame diverso dai ratiti; HER, uova da cova di ratiti; HE-LT20, partite di meno di 20 uova da cova. L’allegato XIV ne ha tre: POU, carni fresche di pollame diverse da quelle di ratiti; RAT, carni fresche di ratiti; GBM, carni fresche di selvaggina da penna selvatica.
Resta un codice intatto, e la sua assenza dice qualcosa: SPF, le uova prive di organismi patogeni specificati, usate per la produzione di vaccini e nei laboratori, sono elencate a US-0, cioè al livello dell’intero paese, e non figurano tra i certificati sospesi. Quelle forniture continuano.
Le ultime due lettere, N e P1, sono condizioni specifiche e sono definite nella parte 3 di ciascun allegato. P1 significa sospensione dell’ingresso nell’Unione a causa di un focolaio di influenza aviaria ad alta patogenicità, cioè esattamente la misura presa qui. N significa un’altra cosa e non è una restrizione: gli Stati Uniti hanno presentato garanzie che la loro legislazione sulla malattia di Newcastle è equivalente a quella dell’Unione, e la dizione resta sulla riga perché quello stato non si perde a causa dell’influenza aviaria. Sulle righe delle carni di selvaggina da penna compare soltanto P1, mai N, e così è dappertutto nell’allegato XIV: delle 2.231 righe GBM della versione consolidata, nessuna porta la dizione N, perché la garanzia riguarda il pollame allevato in azienda, non gli uccelli abbattuti a caccia.
Le colonne 6 e 7 delle tabelle si chiamano data di chiusura e data di apertura. Le sei righe nuove hanno la data di chiusura compilata e la data di apertura vuota, il che significa sospensione senza termine. La riapertura non avviene automaticamente e non ha un calendario: richiede un nuovo regolamento, che la Commissione adotta dopo che gli Stati Uniti dimostrano che sono soddisfatte le condizioni dell’articolo 38, paragrafo 2, del regolamento delegato (UE) 2020/692. Sono tre: l’abbattimento totale portato a termine, la pulizia e la disinfezione di tutti gli stabilimenti infetti e, dopo la loro conclusione, almeno tre mesi di sorveglianza con risultati negativi su un campione rappresentativo delle popolazioni esposte. Contato da metà settembre, la soglia dei tre mesi non può compiersi prima della fine del 2026, e in pratica il termine è più lungo.
Che cosa cambia rispetto a prima
Rispetto al testo precedente dei due allegati, l’unica modifica è l’aggiunta. Nessuna voce statunitense è stata riscritta, nessuna zona è stata tolta e nessuna data di apertura è stata compilata. Il regolamento non riapre nulla, chiude soltanto.
Per vedere la proporzione, vale la pena guardare l’insieme della voce statunitense. Nella forma consolidata del regolamento (UE) 2021/404 al 25 agosto 2026, l’allegato V, parte 1, sezione B, comprendeva 1.382 zone US-2, numerate da US-2.1, chiusa nel marzo 2017, fino a US-2.1402. Di esse 1.316 erano già state riaperte, e 66 erano ancora sospese. Le zone di adesso si aggiungono al gruppo di quelle sospese.
La durata di una sospensione si può misurare, perché la tabella conserva entrambe le date. Per le 1.316 zone riaperte, l’intervallo tra la chiusura e la riapertura ha un valore mediano di 106 giorni, una media di 114 giorni e un massimo di 484. In altre parole, una zona statunitense chiusa per influenza aviaria resta fuori dall’elenco, di regola, tre mesi e mezzo. Se le sei zone nuove si comportano come la maggioranza, la loro riapertura cadrebbe nella seconda metà del dicembre 2026.
La media nasconde però le code. La sospensione più vecchia ancora in vigore è US-2.277, contea di Ward, nel Dakota del Nord, chiusa il 23 marzo 2023 e rimasta così fino al 23 settembre 2026, cioè 1.280 giorni. Per le 66 zone sospese alla fine dell’agosto 2026, la durata mediana della chiusura aveva già superato i 197 giorni.
La seconda differenza rispetto alla situazione precedente riguarda il calendario, non l’elenco. Le date di chiusura sono anteriori all’entrata in vigore: le zone di Edmunds e di Lamoure sono chiuse con il 4 settembre 2026, e il regolamento si applica dal 23 settembre 2026. Tra i due momenti ci sono 19 giorni. L’atto non prevede alcuna misura transitoria per le partite spedite in questo intervallo, e nemmeno il regolamento (UE) 2021/404 ne ha una generale, perché la sua disposizione transitoria ha riguardato il passaggio dalle vecchie regole, nel 2021 e nel 2022.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- La sospensione è strettamente locale. Sei cerchi con un raggio di 10 chilometri sono al massimo 1.885 chilometri quadrati, e il commercio con il resto degli Stati Uniti continua senza alcuna nuova formalità.
- Il regolamento si applica direttamente, senza alcun atto romeno di allineamento, quindi i posti di controllo frontalieri hanno lo stesso elenco in tutti gli Stati membri nello stesso giorno.
- La reazione è rapida per un atto europeo: 12 giorni dalla notifica statunitense all’adozione e altri due fino all’entrata in vigore.
- L’atto non tocca le uova prive di organismi patogeni specificati, usate per la fabbricazione di vaccini, perché quelle sono elencate al livello dell’intero paese, non per zone.
- Il testo è breve e verificabile: quattro pagine, 24 righe nuove, le stesse date nei due allegati, senza rinvii incrociati che obblighino a rileggere.
Che cosa resta un problema
- La data di chiusura precede di 19 giorni l’entrata in vigore, e l’atto non dice che cosa avviene delle partite certificate in questo intervallo e già in viaggio.
- Le descrizioni delle sei zone compaiono in lingua inglese nell’edizione italiana della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, comprese frasi intere sul raggio del cerchio e sul punto di partenza.
- Le zone sono identificate con le coordinate del punto nord del cerchio, non del centro, una convenzione che richiede attenzione a chi deve verificare se un’azienda rientra o no nell’area.
- La voce statunitense è arrivata a 1.400 posizioni, e l’elenco di quelle ancora sospese si può leggere soltanto scorrendo la tabella riga per riga; non esiste un riepilogo delle zone attive.
- Né i considerando né la parte dispositiva dicono quali specie sono state colpite, benché la differenza tra tacchini, galline ovaiole e riproduzione conti per chi stima gli effetti sul mercato.
Consigli pratici
- Se lavorate in avicoltura in Romania, non avete nulla da cambiare. I dati di commercio estero mostrano che le uova da cova e i pulcini di un giorno usati qui vengono da altri Stati membri, e questo regolamento non tocca la circolazione all’interno dell’Unione.
- Se avete comunque un contratto con un fornitore statunitense, chiedetegli il codice della zona da cui parte la merce, non il nome dello Stato. La restrizione si applica alla zona US-2 con il numero, non al Dakota del Sud o al Minnesota per intero.
- Verificate la data del certificato sanitario a fronte della data di chiusura riportata nella tabella. Per le zone di Edmunds e di Lamoure la data di riferimento è il 4 settembre 2026, per McPherson e Turner il 9 settembre 2026, e per Otter Tail e Becker il 10 settembre 2026.
- Non confondete la dizione N con una restrizione. Essa indica che gli Stati Uniti hanno garanzie riconosciute sulla malattia di Newcastle e resta sulla riga anche dopo la sospensione per influenza aviaria.
- Per le carni di selvaggina da penna guardate soltanto P1. La riga GBM non porta mai la dizione N, quindi l’unico motivo di blocco è il focolaio di influenza aviaria.
- Se seguite la riapertura di una zona, seguite la serie L della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. La data di apertura si compila con un nuovo regolamento, non con un annuncio dell’autorità statunitense, e non esiste una notifica separata agli importatori.
- Quando confrontate due versioni dell’allegato, confrontate i numeri di zona, non i nomi delle contee. La stessa contea statunitense può ricevere zone diverse in focolai diversi, e Edmunds o Becker sono già comparse nell’elenco in passato.
Domande frequenti
La carne di pollo rincara in Romania a causa di questo regolamento?
Chi importa effettivamente dagli Stati Uniti quello che l’atto blocca?
Allora perché l’atto conta per la Romania?
Che cosa significano più esattamente i codici US-2.1407 e seguenti?
Come si revoca la sospensione?
Perché l’atto entra in vigore il giorno dopo la pubblicazione e non dopo venti giorni?
Il regolamento deve essere recepito con un atto romeno?
Analisi della redazione
L’atto fa il suo lavoro e lo fa in fretta. Tra la notifica statunitense dell’11 settembre 2026 e l’entrata in vigore del 23 settembre 2026 sono passati dodici giorni, cosa che, per un atto della Commissione che richiede il parere di un comitato permanente, è vicina al limite inferiore. Il testo è coerente: le sei zone si distribuiscono sui tre Stati annunciati nei considerando, le date di chiusura stanno nell’intervallo dichiarato, e le stesse date compaiono identiche nei due allegati. Non abbiamo trovato nulla da segnalare come difetto con conseguenza giuridica, motivo per cui l’articolo non ha una sezione di errata.
Vale però la pena guardare la geografia, perché mostra quanto finemente taglia lo strumento. I sei cerchi sommano nominalmente 1.885 chilometri quadrati, come il distretto di Ilfov e un quinto in più. In realtà la superficie è minore: i punti nord delle zone di Edmunds e di McPherson, nel Dakota del Sud, sono a 16,8 chilometri l’uno dall’altro, quindi i due cerchi con un raggio di 10 chilometri si sovrappongono, e dal totale si perdono circa 24 chilometri quadrati. La coppia del Minnesota, Otter Tail e Becker, è a 20,4 chilometri, cioè a quattrocento metri dal toccarsi. In altre parole, quattro dei sei focolai nuovi sono raggruppati in due coppie vicine, e questo si vede dalle coordinate, non dal testo, perché l’atto non dice in nessun punto che le zone sono confinanti.
La seconda osservazione nasce dal confronto con lo storico della voce, non dalla lettura dell’atto. La voce statunitense ha, nella forma consolidata al 25 agosto 2026, 1.382 zone, di cui 1.316 riaperte e 66 ancora sospese. La sospensione mediana è durata 106 giorni, ma la distribuzione ha una coda lunga: la contea di Ward, nel Dakota del Nord, zona US-2.277, è chiusa dal 23 marzo 2023, cioè da 1.280 giorni, e per le zone in sospensione alla fine di agosto la durata mediana aveva superato i 197 giorni. La riapertura non avviene da sé. Richiede che l’autorità statunitense porti a termine l’abbattimento, la pulizia e la disinfezione, poi tre mesi di sorveglianza, e soltanto dopo che l’Unione adotti un atto nuovo. Ognuno di questi anelli può ritardare, e la tabella non mostra in quale di essi si sia bloccato un caso o un altro.
La terza osservazione riguarda la distanza tra l’atto e il suo lettore. Le descrizioni delle sei zone dell’allegato V, parte 2, sono stampate in lingua inglese nell’edizione italiana della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, frasi intere, non soltanto nomi propri: «State of South Dakota Edmunds 21 Edmunds County: A circular zone of a 10 km radius starting with North point». Il nome del paese, «Stati Uniti d’America», è tradotto, il resto no. Così è tutto l’allegato: delle oltre 1.200 descrizioni di zone statunitensi della versione consolidata, la grande maggioranza è in inglese, e una manciata, circa settantacinque, sono in italiano. Un operatore italiano che vuole sapere se la sua merce viene da una zona chiusa legge, in un testo ufficiale in lingua italiana, una frase che l’atto non si è preso la briga di tradurre.
Infine, quello che nell’atto non c’è è altrettanto interessante di quello che c’è. Il regolamento non dice quali specie sono state colpite, benché la differenza sia grande: un’azienda di tacchini a Otter Tail, la contea con la maggiore produzione di tacchini del Minnesota, e un allevamento da riproduzione significano cose diverse per la catena di fornitura. Non dice nemmeno quanti capi siano stati soppressi con l’abbattimento totale che invoca. Queste informazioni esistono, perché l’articolo 37, lettera f), del regolamento delegato (UE) 2020/692 obbliga gli statunitensi a trasmetterle alla Commissione entro 24 ore dalla conferma del focolaio, ma restano nel fascicolo amministrativo, non nell’atto.
Che cosa andrebbe cambiato
- L’atto dovrebbe prevedere espressamente il regime delle partite già in viaggio. Tra la data di chiusura e l’entrata in vigore ci sono qui 19 giorni, e una merce certificata in questo intervallo arriva alla frontiera dell’Unione senza che dal testo si sappia se entra o no. Una frase nell’articolo 2 risolverebbe l’ambiguità per tutti gli atti di questo tipo.
- Le descrizioni delle zone dovrebbero essere tradotte nella lingua dell’edizione. Un testo pubblicato in italiano che contiene frasi intere in inglese sul raggio di un cerchio e sul suo punto di partenza obbliga il destinatario a lavorare in una lingua che l’atto non gli richiede.
- Le coordinate dovrebbero essere date per il centro della zona, non per il punto nord del cerchio. La convenzione attuale chiede a ogni utilizzatore di rifare un calcolo prima di sapere se uno stabilimento si trova nell’area, e quel calcolo è fonte di errori evitabili.
- La Commissione dovrebbe pubblicare, una volta al mese, l’elenco delle zone effettivamente in sospensione. Attualmente si può ottenere soltanto scorrendo una tabella di oltre millequattrocento righe e verificando quali di esse hanno la data di apertura vuota.
- I considerando dovrebbero indicare la specie e la dimensione dell’effettivo abbattuto. L’informazione è già trasmessa alla Commissione entro 24 ore, ai sensi dell’articolo 37, lettera f), del regolamento delegato (UE) 2020/692, e la sua presenza nell’atto permetterebbe al lettore di giudicare da sé la posta economica della sospensione.
- Le zone chiuse da oltre un anno dovrebbero ricevere una motivazione separata. Un’area sospesa da 1.280 giorni, come la contea di Ward, non è più una misura di emergenza, e il testo non mostra in nessun punto perché le tre condizioni di reiscrizione non si siano potute soddisfare.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie L, 2026/2149 del 22 settembre 2026 4 pagine PDF, 485 KB
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
