In breve
- L’ANSVSA ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) le tariffe corrette per le azioni sanitarie e veterinarie pubbliche svolte nel 2021, nel 2022, nel 2023 e nel 2024, aggiornate con l’inflazione e con l’indicizzazione del salario minimo.
- Il decreto è stato emesso in esecuzione di una sentenza definitiva, ottenuta da una sola impresa di servizi veterinari, quella che ha citato in giudizio l’autorità.
- L’articolo 2 dice a chiare lettere che il decreto si applica esclusivamente a quel ricorrente. Gli altri ambulatori veterinari che negli stessi anni hanno svolto le stesse azioni non ne ricavano nulla, ma scoprono ora, nero su bianco, quanto avrebbero dovuto incassare.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania n. 578 del 14 luglio 2026
Emesso: 2 luglio 2026
Lo Stato ha pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania una tabella con le tariffe che avrebbe dovuto pagare ai medici veterinari tra il 2021 e il 2024, dopo che un giudice gli ha detto che non le aveva aggiornate come era tenuto a fare. Solo che quelle tariffe valgono per una sola impresa, quella che è andata in tribunale. Il Decreto del presidente dell’ANSVSA n. 745/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 578 del 14 luglio 2026, è un atto di esecuzione di una sentenza, non un aumento per tutti. È la seconda volta in questo periodo che i diritti economici del personale sanitario e veterinario finiscono per essere decisi in tribunale, dopo la pronuncia con cui l’indennità di rischio è rimasta legata allo stipendio del 2022.
Il meccanismo di fondo è semplice. Le azioni sanitarie e veterinarie pubbliche, cioè le ispezioni, le vaccinazioni, i prelievi di campioni, la tubercolinizzazione o l’apposizione delle marche auricolari agli animali, non le svolge lo Stato in prima persona: sono date in concessione ad ambulatori veterinari privati. Per ogni azione lo Stato paga una tariffa fissa, stabilita nell’allegato n. 3 alla decisione del Governo n. 1.156/2013, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 8 del 7 gennaio 2014.
Queste tariffe andavano aggiornate periodicamente con il tasso di inflazione e con l’indicizzazione del salario. Non lo sono state. Un’impresa del settore, la S.C. Firavet Com S.R.L., ha citato in giudizio l’autorità e ha vinto davanti alla Corte d’appello di Iași, con la sentenza civile n. 171 dell’11 giugno 2025, divenuta definitiva con la decisione civile n. 528 del 5 febbraio 2026 dell’Alta Corte di cassazione e giustizia. L’ANSVSA è stata condannata a calcolare e a pubblicare le tariffe aggiornate.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è pubblico e verificabile: nella Gazzetta Ufficiale della Romania esiste ora una tabella ufficiale con 11 voci tariffarie, distribuite su sei intervalli di tempo, dal 2021 fino al 13 novembre 2024. Chiunque può confrontare quanto è stato pagato con quanto si sarebbe dovuto pagare.
Il secondo effetto è quello economico, ma ha un solo beneficiario. L’articolo 2 del decreto dice che esso si applica esclusivamente alle azioni sanitarie e veterinarie pubbliche svolte nel 2021, nel 2022, nel 2023 e nel 2024 dal ricorrente del fascicolo. Un ambulatorio veterinario di un altro distretto, che ha fatto le stesse ispezioni alle stesse tariffe non aggiornate, non può chiedere il pagamento sulla base di questo decreto.
Il terzo effetto è quello di precedente. La sentenza è diventata definitiva davanti all’Alta Corte, e il fondamento invocato, l’obbligo di aggiornamento con l’inflazione, è lo stesso per tutti i prestatori. Il decreto diventa così, senza volerlo, un documento di lavoro per qualsiasi ambulatorio voglia avviare una causa analoga: i conti li ha già fatti l’autorità. La previsione si è avverata: nello stesso arco di due mesi sono arrivati altri due decreti sullo stesso fondamento, l’ultimo dei quali è il Decreto ANSVSA n. 858/2026, con tariffe superiori del 75,6% rispetto al 2014.
Il quarto effetto riguarda il bilancio. Se le cause si moltiplicano, la differenza da pagare non è più quella di una sola impresa, ma dell’intera rete di ambulatori concessionari, per quattro anni di attività.
Il numero dei beneficiari è nel frattempo cresciuto: tre decreti del settembre 2026 coprono 44 ambulatori di tre cause vinte davanti alle corti d’appello.
Che cosa cambia rispetto a prima
Le tariffe dell’allegato n. 3 alla decisione del Governo n. 1.156/2013 sono rimaste, per il periodo in questione, al livello fissato in precedenza. Il decreto non le modifica per il futuro e non tocca la decisione del Governo. Quello che fa è stabilire, in via retroattiva e per un solo prestatore, quanto avrebbe dovuto essere ciascuna tariffa in ognuno dei sei intervalli.
La differenza è considerevole. L’ispezione di un allevamento non professionale, la prima voce della tabella, sale da 26,85 lei nel 2021 a 42,69 lei nell’intervallo che va da luglio 2024 al 13 novembre 2024, cioè un aumento di quasi il 59%. La stessa proporzione si ritrova in tutte le altre voci, perché l’aggiornamento è stato applicato in modo uniforme.
In cifre concrete, l’esame clinico di un bovino passa da 2,69 a 4,27 lei, il prelievo di un campione di sangue da animali di grossa taglia da 9,40 a 14,93 lei, il prelievo dei campioni per la diagnosi delle encefalopatie spongiformi trasmissibili negli animali di grossa taglia da 134,25 a 213,45 lei e la manodopera per l’identificazione e la registrazione di un bovino da 21,48 a 34,16 lei. La tubercolinizzazione con test singolo sale da 12,75 a 20,27 lei per capo.
Tutti gli importi sono IVA esclusa. Nelle voci contrassegnate nella tabella la tariffa non è a carico dello Stato, ma del detentore degli animali, quindi lì la differenza si vede direttamente nelle tasche dell’allevatore.
Gli intervalli non sono scelti a caso: seguono i momenti di indicizzazione del salario minimo lordo nazionale, al 1° gennaio 2021, al 1° gennaio 2022, al 1° gennaio 2023, al 1° ottobre 2023 e al 1° luglio 2024, combinati con il tasso medio annuo di inflazione del 2021, del 2022, del 2023 e del 2024.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Una sentenza definitiva è stata eseguita e pubblicata, cosa che non accade sempre.
- Il calcolo dell’aggiornamento è ora pubblico. Chi vuole verificare se è stato pagato correttamente ha le cifre ufficiali, non delle stime.
- Si conferma che l’obbligo di aggiornare le tariffe con l’inflazione non è teorico e che può essere fatto valere in tribunale.
- La pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Romania, benché l’atto abbia effetto individuale, rende trasparente un calcolo che altrimenti sarebbe rimasto dentro un fascicolo giudiziario.
Che cosa resta un problema
- L’effetto è riservato a una sola impresa. Gli ambulatori che hanno prestato gli stessi servizi negli stessi anni restano con le tariffe vecchie, benché il fondamento giuridico sia identico.
- La correzione arriva per via giudiziaria, non attraverso un aggiornamento periodico. Il risultato è che lo Stato paga correttamente solo chi lo cita in giudizio.
- L’aggiornamento si ferma al 13 novembre 2024. Per il periodo successivo, la situazione resta irrisolta in questo decreto.
- Nulla nel decreto indica se e quando le tariffe generali dell’allegato n. 3 saranno aggiornate per tutti i prestatori.
- Nella Gazzetta Ufficiale della Romania l’ultima parte della tabella è stampata dopo la firma, nella pagina successiva, il che rende il documento difficile da leggere proprio dove contano le cifre.
Consigli pratici
- Se gestite un ambulatorio veterinario con contratto di concessione, confrontate gli importi effettivamente incassati nel 2021-2024 con la tabella di questo decreto. La differenza per ciascun tipo di azione l’ha già calcolata l’autorità.
- Raccogliete i documenti che provano i volumi: i rendiconti mensili, gli stati di avanzamento dei lavori accettati dalla direzione distrettuale sanitaria veterinaria e il contratto di concessione. Senza di essi il calcolo resta teorico.
- Tenete a mente il fondamento: l’articolo 152 dell’ordinanza del Governo n. 42/2004 e l’obbligo di aggiornare le tariffe dell’allegato n. 3 alla decisione del Governo n. 1.156/2013. Su questo fondamento è stata vinta la causa di Iași.
- Verificate il termine di prescrizione prima di agire. Per gli anni più lontani il diritto di chiedere le differenze può estinguersi, e la sentenza ottenuta da un altro non sospende il vostro termine.
- Se siete allevatori, guardate le voci contrassegnate con un asterisco nella tabella, dove la tariffa è a carico del detentore degli animali. Lì l’aggiornamento vi riguarda direttamente.
- Non partite dall’idea che il decreto si applichi a voi. L’articolo 2 lo limita espressamente al ricorrente del fascicolo, quindi ogni domanda va fondata sulla propria situazione, non su questo atto.
Domande frequenti
Le tariffe veterinarie sono aumentate per tutti?
Perché è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania un atto che riguarda una sola impresa?
Di quanto sono aumentate le tariffe aggiornate?
Chi paga queste tariffe?
Che cosa significa che l’aggiornamento si fa in funzione dell’inflazione e del salario minimo?
Posso chiedere anch’io le differenze, se ho prestato gli stessi servizi?
Che cosa succede per il periodo successivo a novembre 2024?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
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