In breve
- Il regime da 150 milioni di euro per le batterie industriali ha ora le sue regole di accesso: il Ministero dell’Energia ha pubblicato la guida per il richiedente, 148 pagine.
- Il finanziamento può coprire fino al 100% dei costi ammissibili, ma non più di 15 milioni di euro per impresa e di 69.000 euro per MWh installato.
- Le batterie devono essere autonome, non attaccate a una centrale solare o eolica, devono avere almeno 1 MW e devono poter erogare alla potenza massima per almeno due ore.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 680 e n. 680 bis del 17 agosto 2026
Entrata in vigore: 17 agosto 2026
I 150 milioni di euro per le batterie industriali hanno ora le regole con cui il denaro viene ripartito. Con il decreto n. 915/2026, il Ministero dell’Energia ha approvato la guida per il richiedente per il sostegno agli investimenti in impianti autonomi di accumulo a batterie dell’energia elettrica, finanziati dal Fondo per la modernizzazione. Il decreto ha tre articoli e un allegato di 148 pagine, pubblicato separatamente, nell’edizione n. 680 bis, il supplemento della Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, che porta lo stesso numero e la stessa data. Il regime di aiuti di Stato era stato approvato a luglio, con gli stessi massimali. Ciò che mancava, e compare soltanto ora, sono le condizioni concrete di accesso.
Il decreto è stato firmato il 14 agosto 2026 da Ilie-Gavril Bolojan, in qualità di ministro dell’Energia ad interim. Arriva al termine di un lungo percorso attraverso le procedure europee: la conferma della Banca europea per gli investimenti dell’11 marzo 2026 per l’investimento prioritario MF 2026-1 RO 0-006, il parere n. 2.656 del Consiglio della concorrenza del 25 febbraio 2026 e la decisione della Commissione europea C(2026) 1.588 final del 6 marzo 2026, nel caso SA.121308. Il regime di aiuti di Stato vero e proprio era già stato approvato con il decreto del ministro dell’Energia n. 745/2026.
La posta tecnica in gioco è semplice da spiegare. Una batteria autonoma non produce energia, la sposta nel tempo: la preleva dalla rete quando ce n’è molta ed è a buon mercato, di regola a mezzogiorno, quando il sole produce molto, e la restituisce la sera, quando i consumi salgono. La guida afferma che la Romania si è posta, con il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIESC), una capacità totale di accumulo di 1.200 MW ovvero 2.400 MWh entro il 2030 e di 2.000 MW entro il 2035.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è la dotazione e il modo in cui viene ripartita. L’allocazione del bando è l’equivalente in lei di 150.000.000 di euro, somme a fondo perduto provenienti dal Fondo per la modernizzazione. Se la dotazione del regime non viene utilizzata per intero, il ministero organizza una nuova procedura di gara competitiva per la somma rimanente, fino a esaurimento.
Il secondo effetto sono i due massimali. L’aiuto può coprire fino al 100% dei costi ammissibili, ma non può superare i 15.000.000 di euro per impresa, qualunque sia il numero di progetti che essa presenta, né i 69.000 euro per ogni MWh di accumulo installato. La conversione avviene al tasso InforEuro del mese precedente l’apertura della procedura, e la guida indica 1 euro pari a 5,2434 lei. La differenza fino al valore totale del progetto è coperta dal beneficiario, con risorse proprie o reperite altrove.
Il terzo effetto è la condizione tecnica che filtra i progetti. La capacità di accumulo installata, in MWh, deve essere almeno il doppio della potenza installata, in MW, il che significa che la batteria deve poter erogare alla potenza massima per almeno due ore. Se il progetto aggrega più impianti, ciascuno di essi deve avere almeno 1 MW di potenza installata.
Il quarto effetto è l’elenco delle cinque categorie escluse dal finanziamento. Non sono ammissibili i progetti combinati, cioè quelli che mettono insieme la produzione di energia rinnovabile e l’accumulo, i progetti con batterie a base di piombo, nichel-cadmio o nichel-metallo idruro, quelli che propongono la sostituzione di impianti di accumulo più vecchi, quelli che hanno già ricevuto un finanziamento a fondo perduto per gli stessi costi ammissibili e i progetti presentati in partenariato.
Il quinto effetto riguarda chi può chiedere il denaro. I richiedenti sono società, dalle microimprese alle grandi imprese, comprese quelle di nuova costituzione, iscritte al registro delle imprese in Romania entro la data della firma del contratto di finanziamento. L’atto costitutivo deve contenere attività di produzione e commercializzazione di energia elettrica, della divisione 35 della classificazione CAEN Rev. 3. Le imprese di nuova costituzione devono avere un capitale sociale sottoscritto e versato di almeno 100.000 lei.
Il sesto effetto è un test finanziario con una via d’uscita. Il richiedente deve avere un indice di solvibilità, cioè il rapporto tra debiti totali e patrimonio netto, positivo e inferiore a 7,5 negli ultimi due esercizi finanziari chiusi. Chi non soddisfa il criterio, comprese le imprese di nuova costituzione, può presentare in alternativa una lettera di patronage rilasciata da un istituto bancario o non bancario autorizzato dalla Banca Nazionale della Romania.
Il settimo effetto è il termine di completamento. Il periodo di attuazione va dalla presentazione della domanda di finanziamento fino alla messa in esercizio, ma non oltre 48 mesi dalla data di concessione dell’aiuto. I costi di esercizio non sono ammissibili.
L’ottavo effetto è che la guida non apre ancora il bando. La data di lancio viene annunciata separatamente, con un avviso dedicato sul sito del Ministero dell’Energia, e le domande si presentano per via elettronica, attraverso la piattaforma MySMIS 2021. La stessa linea di accumulo è stata ripresa a settembre 2026 per i soli enti pubblici: 150 milioni di euro per batterie collegate a un impianto rinnovabile esistente e 500 milioni per nuovi impianti fotovoltaici.
Che cosa cambia rispetto a prima
Finora esisteva il regime, ma non le regole di accesso. Il decreto del ministro dell’Energia n. 745/2026 aveva approvato il regime di aiuti di Stato, dopo la decisione della Commissione europea di marzo. La guida pubblicata adesso è il documento che traduce il regime in condizioni concrete: chi può chiedere, quali progetti rientrano, quali documenti si presentano, come vengono valutati e come si arriva al contratto.
Il cambiamento di sostanza rispetto ai programmi di accumulo precedenti è la separazione dalla produzione. La guida esclude espressamente i progetti combinati, quindi la batteria finanziata qui non può essere l’appendice di un parco fotovoltaico o eolico. È una scelta che sposta il sostegno dai produttori di energia rinnovabile verso gli operatori dell’accumulo vero e proprio, quelli che lavorano sul mercato del bilanciamento e su quello dei servizi di rete.
Il secondo cambiamento è il quadro europeo in base al quale l’aiuto viene concesso. Il finanziamento avviene ai sensi della sezione 4.1 della comunicazione della Commissione sul quadro per le misure di aiuto di Stato a sostegno del Patto per un’industria pulita, noto come CISAF, un documento europeo del 2025. Non si tratta più delle regole generali di esenzione per categoria, ma di una procedura di gara competitiva, cioè di una competizione tra progetti.
Il terzo cambiamento è l’esclusione delle vecchie tecnologie di batterie. Il piombo, il nichel-cadmio e il nichel-metallo idruro sono fuori gioco, il che orienta il finanziamento verso il litio-ione e le tecnologie che gli succedono.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- L’intensità fino al 100% dei costi ammissibili è insolitamente generosa per un regime di investimento e rende i progetti bancabili.
- Il massimale per MWh installato, 69.000 euro, lega il denaro alla capacità effettivamente consegnata, non alle dimensioni del preventivo.
- La condizione di una scarica di almeno due ore esclude le batterie troppo piccole per essere d’aiuto la sera, quando il sistema ne ha bisogno.
- Le imprese di nuova costituzione non sono escluse: possono compensare l’assenza di uno storico finanziario con una lettera di patronage.
- Se la dotazione non si esaurisce, il ministero è tenuto a organizzare un nuovo giro, quindi il denaro non va perduto alla prima procedura.
Che cosa resta un problema
- La guida non dice quando si apre il bando. La data arriva con un avviso separato, sul sito del ministero.
- L’esclusione dei progetti combinati lascia fuori proprio gli investitori che hanno già parchi fotovoltaici e potrebbero aggiungere accumulo sullo stesso sito.
- Il divieto di partenariato obbliga ogni impresa a portare avanti il progetto da sola, il che penalizza i piccoli consorzi.
- I costi di esercizio non sono ammissibili, benché siano loro a decidere la redditività di una batteria lungo tutta la sua vita utile.
- Il termine di 48 mesi dalla concessione dell’aiuto decorre a prescindere dai ritardi nella connessione alla rete, che non dipendono dal beneficiario.
Consigli pratici
- Seguite l’avviso di lancio sul sito del Ministero dell’Energia. La guida è pubblicata, ma il bando si apre con un avviso separato, con tutti i dettagli di calendario.
- Verificate per tempo l’atto costitutivo. Deve contenere attività di produzione e commercializzazione di energia elettrica, della divisione 35 della CAEN Rev. 3.
- Calcolate il rapporto tra capacità e potenza prima di ordinare le apparecchiature. Al di sotto delle due ore di scarica alla potenza massima, il progetto non rientra nel regime.
- Se aggregate più impianti, assicuratevi che ciascuno abbia almeno 1 MW di potenza installata, non soltanto il totale.
- Calcolate il massimale per MWh prima di dimensionare il progetto: 69.000 euro per MWh installato è il limite, qualunque sia il costo effettivo dell’investimento.
- Se l’indice di solvibilità supera 7,5 o l’impresa è di nuova costituzione, procuratevi per tempo la lettera di patronage. Deve contenere le diciture esatte richieste dalla guida.
- Non presentate domanda in partenariato. I progetti presentati in questo modo non sono ammissibili, e la regola non ha eccezioni nella guida.
- Preparate l’account e i documenti in MySMIS 2021 prima dell’apertura del bando. La domanda e tutti i suoi allegati si presentano esclusivamente per via elettronica, su questa piattaforma.
Domande frequenti
Quanto denaro c’è in totale?
Quanto può ricevere un’impresa?
Che cosa significa impianto autonomo?
Quali batterie non sono accettate?
Quale condizione tecnica va rispettata?
Possono presentare domanda più imprese insieme?
Che cosa si chiede a un’impresa di nuova costituzione?
In quanto tempo va completato il progetto?
Quando si presentano le domande?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 680 del 17 agosto 2026 16 pagine PDF, 154 KB l'atto inizia a pagina 7
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Le altre edizioni citate: nr. 680 bis/2026
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
