In breve
- Il Parlamento approva, dopo tre anni e quattro mesi, l’ordinanza d’urgenza che ha portato le stazioni di rifornimento di idrogeno sotto il controllo dell’ISCIR, l’Ispettorato di Stato per il controllo delle caldaie, dei recipienti a pressione e degli apparecchi di sollevamento, e ha disciplinato il riempimento dei recipienti a pressione.
- La legge non cambia nulla del testo dell’ordinanza. L’approvazione la fa uscire dal regime provvisorio e chiude il rischio che il Parlamento la respinga o la modifichi con effetto retroattivo.
- Senza questa disciplina non si poteva autorizzare legalmente nessun impianto di rifornimento di idrogeno e la Strategia nazionale per l’idrogeno, assunta con il PNRR, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, restava senza fondamento tecnico.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 574 del 13 luglio 2026
Entrata in vigore: 16 luglio 2026
Per mettere idrogeno in un serbatoio a 700 bar serve un’autorizzazione, e dietro l’autorizzazione serve una prescrizione tecnica. Fino al marzo 2023 quella norma non esisteva e l’attività di riempimento dei recipienti non era nemmeno definita nella legge. La legge n. 128/2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 574 del 13 luglio 2026, approva l’ordinanza d’urgenza che allora ha risolto il problema. È una delle sette leggi di approvazione di vecchie ordinanze pubblicate lo stesso giorno, insieme a quella con cui il Parlamento ha sbloccato i posti nelle scuole.
L’ordinanza d’urgenza del Governo n. 11/2023 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 218 del 16 marzo 2023 e ha modificato la legge n. 64/2008 sul funzionamento in condizioni di sicurezza delle attrezzature a pressione, degli apparecchi di sollevamento e degli apparecchi consumatori di combustibile.
La legge in esame ha un solo articolo, con cui l’ordinanza viene approvata senza alcuna modifica e senza alcuna integrazione. Il testo resta esattamente quello del 2023.
Gli effetti che produce
L’ordinanza esce dalla provvisorietà. Un’ordinanza d’urgenza produce effetti dalla pubblicazione, ma fino all’approvazione con legge resta nelle mani del Parlamento, che può respingerla o modificarla. L’approvazione chiude questa finestra.
Gli impianti di rifornimento di idrogeno restano definitivamente nell’elenco dell’ISCIR. L’ordinanza ha aggiunto all’allegato n. 2 della legge n. 64/2008 un punto nuovo: «Impianti di rifornimento di idrogeno». Da quel momento rientrano nella categoria delle attrezzature sottoposte al regime di autorizzazione e di verifica tecnica.
Il riempimento dei recipienti diventa un’attività definita. Nella legge è stata introdotta la definizione del riempimento: l’attività, a carattere ripetitivo, di carico dei recipienti trasportabili con gas compressi, liquefatti o disciolti sotto pressione, secondo le prescrizioni tecniche.
Chi effettua il riempimento deve essere autorizzato. L’ordinanza ha aggiunto il riempimento all’elencazione dell’articolo 8 comma (1), l’elenco delle attività che possono essere svolte soltanto da persone fisiche o giuridiche autorizzate, accanto alla costruzione, al montaggio, all’installazione, alla messa in funzione, alle revisioni, alle riparazioni, alla saldatura e alle altre.
Le prescrizioni tecniche possono fissare distanze di sicurezza. La definizione della prescrizione tecnica è stata integrata in modo da includere espressamente condizioni e requisiti relativi alle distanze di protezione e di sicurezza degli impianti, là dove non siano stabilite da altre autorità.
La soglia per le caldaie è cambiata. All’allegato n. 4 il punto 1 è stato riscritto: caldaie per vapore e per acqua surriscaldata con pressione moltiplicata per il volume non superiore a 60 bar x litro e pressione superiore a 4 bar.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il confronto con l’edizione del 2023 mostra perché il Governo abbia ritenuto straordinaria la situazione. Il preambolo dell’ordinanza dice senza giri di parole che il rifornimento di idrogeno ai consumatori non era disciplinato e che la questione andava risolta prima di elaborare la Strategia nazionale per l’idrogeno, assunta con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, componente 6, riforma 4.
Il secondo motivo invocato era tecnico. Il trasporto dell’idrogeno dagli impianti di produzione a quelli di rifornimento avviene in recipienti a pressione trasportabili, a 350 o 700 bar o anche oltre, fabbricati anche in materiali compositi, e l’attività di riempimento di questi recipienti non era disciplinata. La prescrizione tecnica in vigore era stata approvata nel 2003 ed era, dice il preambolo, superata da questo punto di vista.
Con la legge di adesso nulla di tutto questo cambia. La differenza è di statuto giuridico: fino al 16 luglio 2026 il testo si applicava in forza di un’ordinanza d’urgenza; da questa data si applica in forza di un’ordinanza approvata con legge.
Merita attenzione anche l’intervallo. L’ordinanza è stata pubblicata il 16 marzo 2023 e la legge di approvazione il 13 luglio 2026: tre anni e quasi quattro mesi in cui il regime di autorizzazione delle stazioni di idrogeno ha funzionato in base a un atto che il Parlamento poteva ancora respingere.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Chiude un’incertezza giuridica per gli investitori che nel frattempo hanno fatto autorizzare impianti di rifornimento di idrogeno.
- Conferma che l’attività di riempimento dei recipienti a pressione resta riservata alle persone autorizzate, il che conta direttamente per la sicurezza.
- L’approvazione senza modifiche lascia intatte le autorizzazioni e le prescrizioni tecniche emesse in forza dell’ordinanza del 2023.
- Mantiene il fondamento giuridico su cui poggia la Strategia nazionale per l’idrogeno, assunta con il PNRR.
- Conferma la competenza dell’ISCIR a stabilire con prescrizione tecnica le distanze di protezione e di sicurezza, là dove non le fissi un’altra autorità.
Che cosa resta un problema
- Tre anni e quattro mesi dalla pubblicazione dell’ordinanza all’approvazione sono un intervallo difficile da giustificare per un testo di una pagina.
- La legge non approfitta dell’occasione per aggiornare la prescrizione tecnica del 2003, che lo stesso preambolo dell’ordinanza descrive come superata.
- L’ordinanza ha lasciato l’elaborazione delle norme concrete all’ISCIR e ai decreti ministeriali, e la legge di approvazione non fissa alcun termine per esse.
- Il testo non dice nulla sulle stazioni di rifornimento aperte al pubblico, benché sia proprio lì che il problema delle distanze di sicurezza si pone nel modo più acuto.
- Per il lettore comune, una legge che si limita ad approvare un’ordinanza di tre anni fa non segnala in alcun modo che cosa sia cambiato allora.
Consigli pratici
- Se gestite un impianto di rifornimento di idrogeno, verificate che risulti nel registro dell’ISCIR. È inserito nell’allegato n. 2 della legge n. 64/2008 dal marzo 2023, quindi rientra nel regime di autorizzazione e di verifica tecnica.
- Se la vostra attività comprende il riempimento di recipienti trasportabili con gas compressi, liquefatti o disciolti sotto pressione, vi serve un’autorizzazione. Il riempimento figura nell’elenco dell’articolo 8 comma (1).
- Non fate affidamento su un’autorizzazione ottenuta prima del marzo 2023 per attività che allora non erano definite come tali. Chiedete conferma scritta che copra anche il riempimento.
- Le distanze di protezione e di sicurezza possono essere stabilite con prescrizione tecnica, quindi verificate la prescrizione applicabile al vostro impianto, non soltanto la legge.
- Se utilizzate caldaie per vapore o per acqua surriscaldata, rileggete il punto 1 dell’allegato n. 4: la soglia è pressione moltiplicata per il volume non superiore a 60 bar x litro e pressione superiore a 4 bar.
- Le prescrizioni tecniche dell’ISCIR sono approvate con decreto del ministro dell’economia e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Romania. È lì che si cerca la versione in vigore, non su siti secondari.
Domande frequenti
Che cosa fa, in concreto, questa legge?
Cambia qualcosa per gli operatori dal 16 luglio 2026?
Che cosa ha portato l’ordinanza del 2023?
Perché è servita un’ordinanza d’urgenza?
Chi autorizza le attività?
Che cosa succede alle autorizzazioni rilasciate tra il 2023 e il 2026?
Analisi della redazione
L’ordinanza approvata qui è esattamente il tipo di testo tecnico che non arriva in nessun dibattito pubblico e senza il quale, tuttavia, un intero capitolo di investimenti non può partire. Senza una definizione del riempimento e senza gli impianti di idrogeno nell’elenco dell’ISCIR, nessuna stazione poteva essere autorizzata legalmente e la riforma assunta con il PNRR restava un’intenzione. Il Governo ha fatto bene a muoversi in fretta.
Il problema è l’altra metà del processo. Tre anni e quattro mesi per approvare un testo di cinque punti, che non è stato nemmeno modificato, mostrano che la procedura di approvazione delle ordinanze segue un orologio diverso da quello della realtà che disciplina. In tutto questo periodo, ogni investitore che costruiva una stazione di idrogeno lo faceva su un fondamento che il Parlamento poteva, in teoria, cancellare.
Si vede anche un’altra cosa. Il preambolo dell’ordinanza dice, nero su bianco, che la prescrizione tecnica applicabile risale al 2003 ed è superata. Tre anni dopo, la legge di approvazione non commenta il punto e non fissa alcun termine per sostituirla. La diagnosi è rimasta nel preambolo e la cura è stata lasciata alla discrezione di un decreto ministeriale.
Che cosa andrebbe cambiato
- Un termine costituzionale o legale per l’approvazione delle ordinanze d’urgenza. Qualsiasi termine, anche di un anno, sarebbe meglio dell’attuale assenza, che lascia in sospeso per anni atti con effetti immediati.
- Un termine per la sostituzione della prescrizione tecnica del 2003. Se il testo che la dichiara superata ha tre anni e la prescrizione si applica ancora, manca esattamente l’anello che trasforma la legge in regole utilizzabili.
- Regole esplicite per le stazioni di idrogeno aperte al pubblico. Le distanze di protezione lasciate alla prescrizione tecnica andrebbero affiancate da requisiti minimi fissati nella legge, come per altri impianti a rischio.
- Una nota informativa alla pubblicazione delle leggi di approvazione. Un paragrafo che dica che cosa ha cambiato l’ordinanza approvata renderebbe questi testi leggibili, invece di ridurli a un rinvio secco a un atto di tre anni fa.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
