In breve

  • Cambia una sola lettera. L’Autorità di vigilanza finanziaria ha riscritto la lettera c) dell’articolo 3 del regolamento che stabilisce quanto deve mettere di tasca propria un cliente al dettaglio quando scommette sull’andamento di un prezzo attraverso contratti per differenza.
  • Petrolio, gas, grano o argento rientrano ora espressamente nella soglia del 10%. Fino al 15 settembre 2026 il testo rumeno parlava soltanto di indici di merci e non di merci, e una merce presa in quanto tale ricadeva nella categoria residuale, dove il cliente deve coprire il 20% della posizione.
  • Gli indici di merci fanno il percorso inverso. Escono dalla lettera c) e restano, secondo la lettera della norma, nella stessa categoria residuale, con un requisito del 20%. Il Regolamento n. 8/2026 si applica dal 16 settembre 2026, senza periodo transitorio per le posizioni già aperte.
Atto: Regolamento dell’Autorità di vigilanza finanziaria n. 8/2026 per la modifica della lett. c) dell’art. 3 del Regolamento dell’Autorità di vigilanza finanziaria n. 11/2018
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 787 del 16 settembre 2026
Entrata in vigore: 16 settembre 2026, il giorno stesso della pubblicazione, ai sensi dell’art. II del regolamento

L’Autorità di vigilanza finanziaria ha cambiato una sola lettera di un regolamento vecchio di otto anni, e l’effetto ricade direttamente sul conto dei clienti che negoziano sul prezzo del petrolio, del gas o dei cereali. Il Regolamento n. 8/2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 787 del 16 settembre 2026, riscrive la lettera c) dell’articolo 3 del Regolamento ASF n. 11/2018 e si applica dal giorno stesso della pubblicazione. È il secondo intervento normativo dell’ASF nel settembre 2026 nell’area degli investimenti, dopo quello con cui gli intermediari hanno ottenuto il diritto di tenere in custodia gli investimenti fatti attraverso le piattaforme di crowdfunding.

Il contratto per differenza, noto con le iniziali inglesi CFD, è un accordo fra cliente e intermediario con cui i due si pagano reciprocamente la differenza fra il prezzo di un attivo all’apertura della posizione e il suo prezzo alla chiusura. Il cliente non compra alcun barile di petrolio e alcun grammo di argento, ma soltanto l’esposizione alla variazione del prezzo. Poiché non versa il valore intero della posizione, ma solo una parte, può muovere somme molto maggiori di quelle che ha in conto. La parte che deposita si chiama margine iniziale, e il rapporto fra esposizione e denaro proprio si chiama effetto leva.

L’articolo 3 del Regolamento ASF n. 11/2018 fissa questo rapporto su cinque scaglioni, a seconda di che cosa sta dietro il contratto: 30:1, cioè 3,33% di denaro proprio, per le coppie fra dollaro, euro, yen, sterlina, dollaro canadese e franco svizzero; 20:1, cioè 5%, per dieci grandi indici azionari, per le coppie valutarie con monete minori e per l’oro; 10:1, cioè 10%, alla lettera c); 2:1, cioè 50%, per le criptovalute; e 5:1, cioè 20%, per le azioni e per qualunque altro attivo non menzionato nell’articolo.

Fino alla modifica, la lettera c) suonava così: la soglia del 10% si applica quando l’indice di merce o dei titoli di capitale dell’attivo sottostante è un indice di merce o un qualsiasi indice dei titoli di capitale, diversi da quelli della lettera b). Il testo esigeva dunque un indice. Una merce presa in quanto tale, petrolio, gas naturale, argento, rame, grano o mais, non compariva da nessuna parte nell’articolo, con l’eccezione dell’oro, che ha il proprio scaglione alla lettera b). La conseguenza era che le merci finivano nel paniere residuale della lettera e), dove il requisito è del 20%.

La nuova lettera c) sposta le cose: la soglia del 10% si applica quando l’attivo sottostante di tipo merce o di tipo indice di titoli di capitale è una merce o un qualsiasi indice dei titoli di capitale, diversi da quelli della lettera b). La parola merce entra, l’espressione indice di merce scompare.

Gli effetti che produce

Per un cliente che apre una posizione sul prezzo del petrolio, il calcolo si dimezza. Con 1.000 lei in conto, sotto il requisito del 20% poteva sostenere un’esposizione di 5.000 lei. Sotto il requisito del 10% può sostenerne una di 10.000 lei. Lo stesso denaro proprio, il doppio dell’esposizione e, specularmente, il doppio della perdita alla stessa variazione di prezzo dell’attivo.

In senso inverso, i contratti che hanno come riferimento un indice di merci, e non una singola merce, escono dalla lettera c). Non si ritrovano nemmeno alla lettera b), che elenca nominativamente dieci indici azionari, l’oro e le coppie valutarie, quindi restano alla lettera e), dove il cliente deve coprire il 20% della posizione. Per chi negoziava indici di questo tipo, la somma bloccata in conto raddoppia.

Il resto delle regole del Regolamento ASF n. 11/2018 resta intatto. L’intermediario è tenuto ancora a chiudere le posizioni del cliente quando il denaro in conto più gli utili non realizzati scendono sotto la metà del margine richiesto, a garantire che il debito del cliente non possa superare il denaro presente sul conto di negoziazione e ad apporre un’avvertenza sul rischio su qualunque materiale pubblicitario. L’avvertenza standard degli allegati n. 3 e n. 4 del regolamento contiene una cifra che vale la pena ricordare per chiunque si avvicini a questo prodotto: fra il 74% e l’89% dei conti degli investitori al dettaglio perde denaro quando negozia contratti per differenza.

Chi non rispetta il regolamento risponde ai sensi del titolo X della legge n. 126/2018, il capitolo sanzionatorio della legge sul mercato dei capitali. La regola si applica a chiunque venda o distribuisca contratti di questo tipo in Romania a clienti al dettaglio, che sia una società di servizi di investimento finanziario autorizzata qui o un’impresa di investimento di un altro Stato membro che opera sul mercato rumeno.

Che cosa cambia rispetto a prima

La differenza fra le due versioni della lettera c) sta in un confronto di poche parole. Il vecchio testo esigeva che l’attivo sottostante fosse un indice di merce o un indice azionario. Il nuovo testo esige che l’attivo sottostante sia una merce o un indice azionario. In pratica, le merci vere e proprie entrano sotto la soglia, e gli indici di merci ne escono.

La vecchia formulazione non era un’invenzione dell’ASF. Riproduce parola per parola la lettera (c) dell’allegato I alla Decisione (UE) 2018/796 dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, nella versione rumena pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea serie L n. 136 del 1° giugno 2018. La versione inglese dello stesso allegato, l’unica che l’ASF segue ora, dice altro: 10% quando l’attivo sottostante di tipo merce o di tipo indice azionario è una merce o un qualsiasi indice azionario, diversi da quelli della lettera (b). Il rumeno della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea ha trasformato la merce in indice di merce, e il Regolamento ASF n. 11/2018 ha ripreso la traduzione come stava, nell’ottobre 2018.

Il Regolamento ASF n. 11/2018 era stato modificato una sola volta finora, con il Regolamento ASF n. 24/2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 1.143 del 26 novembre 2020. Quello aveva riscritto l’articolo 2 comma (2), la definizione della chiusura al margine di protezione, ed era arrivato dopo che la legge n. 158/2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 673 del 29 luglio 2020, aveva abrogato la definizione dell’articolo 104 comma (6) lettera e) della legge n. 126/2018. L’articolo 3, quello con gli scaglioni di leva, non era mai stato toccato prima del Regolamento n. 8/2026.

Vantaggi e svantaggi

Che cosa migliora

  • Il testo rumeno dice ora la stessa cosa della misura europea che applica, e un cliente che voglia verificare da sé non trova più due risposte diverse alla stessa domanda.
  • Scompare la zona grigia in cui una merce ordinaria non compariva da nessuna parte nell’articolo 3 e andava dedotta dal paniere residuale della lettera e).
  • Gli intermediari che operano anche in altri Stati membri non hanno più bisogno di una regola separata per i clienti della Romania sui contratti su merci.
  • La modifica non tocca le tutele che contano di più per il cliente: la chiusura automatica al margine, il divieto di restare debitori oltre il denaro in conto e l’avvertenza obbligatoria sul rischio.
  • La modifica è breve e si legge in una sola lettura, a differenza delle riscritture ampie che obbligano a ricostruire un intero articolo.

Che cosa resta un problema

  • Il requisito di denaro proprio scende dal 20% al 10% sui contratti su merci, il che raddoppia l’esposizione che un cliente al dettaglio può sostenere con la stessa somma e, di riflesso, la perdita possibile.
  • Gli indici di merci escono dalla lettera c) senza che il regolamento dica dove finiscano, e la risposta si ottiene solo leggendo la lettera e) fino in fondo.
  • Non esiste alcuna disposizione transitoria per le posizioni aperte prima del 16 settembre 2026, benché la regola entri in vigore lo stesso giorno in cui compare.
  • Il regolamento non spiega da nessuna parte perché il testo cambi proprio ora, dopo quasi otto anni, e il lettore deve confrontare da sé le due versioni per capire la posta in gioco.
  • Il Regolamento ASF n. 11/2018 arriva alla seconda modifica senza essere ripubblicato in forma consolidata, quindi chi vuole il testo completo deve mettere insieme tre atti.

Consigli pratici

  1. Chiedete al vostro intermediario, per iscritto, l’elenco con il requisito di margine per ciascun tipo di attivo, valido dopo il 16 settembre 2026. Sui contratti su merci dovrebbe indicare il 10%, e sugli indici di merci il 20%.
  2. Se avete posizioni aperte su un indice di merci, verificate prima della prossima seduta se la piattaforma abbia ricalcolato il margine richiesto. Un requisito salito dal 10% al 20% può innescare la chiusura automatica della posizione.
  3. Non confondete una soglia più bassa con un rischio più basso. Un requisito del 10% significa che una variazione di prezzo del 10% in senso contrario può consumare tutta la somma depositata per quella posizione.
  4. Leggete la percentuale indicata nell’avvertenza sul rischio esposta dal vostro intermediario. È calcolata trimestralmente, sugli ultimi 12 mesi, e mostra quanti conti al dettaglio hanno perso denaro presso quel fornitore, non in generale.
  5. Verificate nel registro dell’ASF se la società con cui lavorate abbia il diritto di distribuire contratti di questo tipo in Romania. Le regole sul margine vincolano soltanto chi rientra nella vigilanza dell’autorità.
  6. Se l’intermediario vi chiede meno del 10% di margine su un contratto su una merce, segnalate la situazione all’ASF. Il mancato rispetto del regolamento è sanzionato ai sensi del titolo X della legge n. 126/2018.

Domande frequenti

Che cos’è, in parole semplici, un contratto per differenza?
È un accordo fra voi e un intermediario con cui vi pagate reciprocamente la differenza di prezzo di un attivo fra il momento dell’apertura e quello della chiusura della posizione. Non comprate l’attivo, vi esponete soltanto alla variazione del suo prezzo.
Che cosa significa margine iniziale del 10%?
Significa che, per una posizione di 10.000 lei, dovete avere in conto almeno 1.000 lei propri. Il resto dell’esposizione è sostenuto dall’effetto leva, che in questo caso è di 10:1.
Da quale data si applica la nuova regola?
Dal 16 settembre 2026, data della pubblicazione del regolamento nella Gazzetta Ufficiale della Romania. L’articolo II prevede espressamente l’entrata in vigore alla data della pubblicazione, e ai regolamenti delle autorità di regolamentazione non si applica il termine di tre giorni riservato alle leggi e alle ordinanze.
Quali attivi sono considerati merci in questo contesto?
Il regolamento non li elenca. Nella prassi dei mercati vi rientrano il petrolio, il gas naturale, i metalli industriali e preziosi diversi dall’oro e i prodotti agricoli. L’oro ha un proprio scaglione, alla lettera b), con un requisito del 5%.
Perché l’oro resta al 5% e non passa al 10%?
Perché la lettera b) lo menziona separatamente, e la nuova lettera c) esclude espressamente tutto ciò che è già previsto alla lettera b). L’oro è stato trattato, fin dall’inizio, come attivo meno volatile delle altre merci.
Che cosa succede alle posizioni aperte prima del 16 settembre 2026?
Il regolamento non dice nulla in proposito. Il modo in cui l’intermediario ricalcola il margine sulle posizioni esistenti dipende dal contratto che avete firmato e dalla sua politica interna, motivo per cui vale la pena verificarlo direttamente con lui.
La regola si applica anche alle società di altri Stati che mi offrono contratti di questo tipo?
Sì, se la commercializzazione, la vendita o la distribuzione avvengono in Romania verso clienti al dettaglio. L’articolo 104 della legge n. 126/2018 guarda al luogo in cui avviene la distribuzione, non allo Stato in cui la società è autorizzata.
Che cosa posso perdere, nel caso peggiore, con un contratto di questo tipo?
Al massimo il denaro presente sul conto di negoziazione. La legge impone la protezione dal saldo negativo, cioè l’intermediario non può chiedervi somme superiori a quanto avete depositato. Questo non significa che la perdita integrale del deposito sia esclusa, anzi.
Dove posso leggere il testo completo delle regole sul margine?
Nell’articolo 3 del Regolamento ASF n. 11/2018, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 856 del 9 ottobre 2018, letto insieme al Regolamento ASF n. 24/2020 e al Regolamento ASF n. 8/2026, che ne modifica la lettera c).

Analisi della redazione

L’atto non ha errori propri. Ha però una storia che non si vede leggendolo dall’inizio alla fine: ripara uno scostamento rimasto in vigore 2.899 giorni, cioè quasi otto anni, e che non è partito dall’ASF. La lettera c) del 2018 è la copia fedele della lettera (c) dell’allegato I alla Decisione ESMA (UE) 2018/796, nella versione rumena della Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, serie L n. 136 del 1° giugno 2018, e quella versione dice indice di merce dove l’originale inglese dice merce. La stessa traduzione rumena della decisione contiene, all’articolo 1, la formula «prezenta directivă», cioè la presente direttiva, in un atto che è una decisione: segno che il testo non è passato per una rilettura attenta. La Romania ha recepito l’errore in un regolamento nazionale, e il regolamento ha prodotto effetti fino al settembre 2026.

La seconda osservazione nasce dalla combinazione di due lettere dello stesso articolo. Il Regolamento n. 8/2026 toglie l’espressione indice di merce dalla lettera c), ma non la sposta da nessuna parte. Poiché la lettera b) elenca nominativamente solo dieci indici azionari, le coppie valutarie e l’oro, un contratto che ha come riferimento un indice di merci ricade alla lettera e) punto (ii), dove il requisito è del 20%. Un atto che, sulle merci, dimezza il requisito di denaro proprio lo raddoppia, nella stessa frase, sugli indici di merci. Il regolamento non lo dice da nessuna parte, e il lettore lo scopre solo se percorre l’articolo 3 fino all’ultima lettera.

La terza osservazione riguarda il ritmo. Il Consiglio dell’ASF ha deliberato il 26 agosto 2026, il regolamento è stato firmato il 10 settembre e pubblicato il 16 settembre, dunque 21 giorni dalla decisione alla Gazzetta Ufficiale della Romania. Ai destinatari non viene però concesso alcun intervallo: la regola si applica dal giorno della pubblicazione, in un mercato in cui le posizioni si ricalcolano in tempo reale e il ricalcolo del margine può chiudere automaticamente una posizione. L’amministrazione si è presa tre settimane per il proprio percorso interno e ha lasciato agli intermediari zero giorni per adeguare i sistemi.

Che cosa andrebbe cambiato

  • Una relazione illustrativa pubblica, contestuale al regolamento. Un paragrafo che dicesse che la modifica allinea il testo alla versione inglese della decisione ESMA risparmierebbe a ogni intermediario un confronto in proprio fra tre documenti.
  • Una disposizione transitoria per le posizioni aperte. Un termine breve, di qualche giorno lavorativo, in cui i nuovi requisiti si applicano soltanto alle posizioni nuove eliminerebbe il rischio che il cambio di soglia sugli indici di merci inneschi chiusure automatiche il giorno della pubblicazione.
  • La segnalazione all’ESMA per la rettifica della versione rumena della Decisione (UE) 2018/796. Finché l’allegato I in lingua rumena resta invariato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, qualunque lettore che parta dalla fonte europea arriva alla regola sbagliata, e l’errore può riprodursi in un altro atto nazionale.
  • La ripubblicazione del Regolamento ASF n. 11/2018 in forma consolidata. Dopo due modifiche, il testo completo non esiste in un unico luogo ufficiale, benché si tratti di regole rivolte direttamente ai clienti al dettaglio e non soltanto ai giuristi.
  • La correzione dell’accordo grammaticale nella lettera c). La formula «o marfă sau orice indice al titlurilor de capital, alții decât cei prevăzuți la lit. b)», cioè una merce o un qualsiasi indice dei titoli di capitale, diversi da quelli previsti alla lett. b), usa il maschile plurale per due sostantivi di genere diverso. Non cambia la soluzione giuridica, ma una frase che si legge due volte non ha posto in una norma che stabilisce quanto un uomo può rischiare con i propri soldi.

Testo originale dell’atto normativo

Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.

Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania

Gazzetta Ufficiale della Romania n. 787 del 16 settembre 2026 16 pagine PDF, 171 KB l'atto inizia a pagina 15

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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.