In breve
- Il Governo ha approvato una strategia di 8 anni (2026-2034) con cui si propone di scrivere leggi migliori, ridurre il numero delle ordinanze d’urgenza e semplificare la burocrazia per cittadini e imprese, soprattutto per le PMI.
- Tra gli obiettivi concreti: la riduzione del peso delle ordinanze d’urgenza nella legislazione, l’obbligo che le nuove procedure non richiedano più documenti che lo Stato possiede già (principio “once only”), un test obbligatorio di impatto sulle piccole e medie imprese e una consultazione pubblica reale, non solo formale.
- La strategia non modifica direttamente alcuna legge e non ha effetto immediato sulla vita quotidiana; stabilisce le regole con cui il Governo scriverà, d’ora in avanti, tutte le altre leggi, ordinanze e decisioni.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania n. 623 del 29 luglio 2026 (l’allegato, nella Gazzetta Ufficiale della Romania nr. 623 bis della stessa data)
Entra in vigore: 29 luglio 2026
Il Governo si è impegnato ufficialmente in un piano a lungo termine per scrivere leggi più poche, più chiare e meno modificate in corsa. Con la Hotărârea nr. 559 del 23 luglio 2026, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania il 29 luglio, è stata approvata la Strategia per una migliore regolamentazione 2026-2034, un documento di 117 pagine che fissa, per i prossimi otto anni, le regole con cui i ministeri devono scrivere e applicare gli atti normativi. Non è una legge ordinaria con articoli che si applicano direttamente ai cittadini, ma piuttosto un “regolamento interno” dell’amministrazione: indica come dovrebbe lavorare il Governo d’ora in avanti, per non produrre più leggi scritte di fretta, modificate decine di volte e difficili da applicare. Il documento arriva mentre il Governo ha anche istituito di recente nuove strutture di coordinamento per le situazioni di crisi, segno di una tendenza più ampia a riorganizzare il modo in cui le istituzioni dello Stato prendono decisioni.
Il motivo per cui la strategia è stata scritta ora riguarda una constatazione semplice, confermata dagli stessi dati del Governo: nel periodo 2021-2025, il Parlamento e l’Esecutivo hanno adottato, in media, quasi 2.000 atti normativi all’anno, e tra un quarto e un terzo delle leggi vere e proprie sono state, in alcuni anni, ordinanze d’urgenza, sebbene la Costituzione le riservi solo a situazioni eccezionali. Il Codice tributario è stato modificato 26 volte in cinque anni, e la vecchia legge sull’istruzione, 22 volte. La strategia riconosce apertamente questa instabilità legislativa e si propone di ridurla gradualmente.
Gli effetti che produce
La strategia non ha effetti giuridici diretti su cittadini o imprese, ma stabilisce un calendario di riforme che, nel tempo, dovrebbe farsi sentire nel modo in cui vengono scritte e applicate tutte le altre leggi. Le direzioni più importanti:
- Meno ordinanze d’urgenza. Il Governo si propone che il peso delle OUG nella legislazione primaria scenda da circa il 65% degli attuali pareri critici al 35% entro il 2030, e per gli atti con impatto sul mercato del lavoro, sulle retribuzioni o sulla protezione sociale introduce, entro il 2028, una procedura minima obbligatoria di consultazione delle parti sociali, anche quando la legge viene approvata in via d’urgenza.
- Test obbligatorio per le piccole imprese. Il Test PMI, con cui si verifica se una nuova legge impone oneri sproporzionati alle piccole imprese, dovrebbe essere applicato ad almeno il 20% dei progetti con impatto sulle PMI selezionati per l’analisi, entro il 2030, tramite una piattaforma digitale dedicata (PMAT).
- Lo Stato non richiede più due volte lo stesso documento. A partire dal 2028, ogni ministero che introduce una nuova procedura o un nuovo obbligo amministrativo dovrà certificare di non chiedere a cittadini o imprese dati già in possesso di un’altra istituzione pubblica, il principio “once only”, e che la procedura può essere digitalizzata fin dall’inizio (“digital by default”).
- Regole e autorizzazioni che scadono automaticamente. Sarà introdotto un meccanismo di tipo “sunset review”: alcune segnalazioni, autorizzazioni o documenti giustificativi richiesti dallo Stato scadranno automaticamente dopo 3-5 anni se l’istituzione che li ha imposti non dimostra, tramite una valutazione, che sono ancora utili.
- Consultazione pubblica reale, non solo formale. I progetti di atti normativi con impatto rilevante dovrebbero essere messi in dibattito pubblico già dalla fase di definizione del problema, non solo quando il testo è già pronto, e i contributi ricevuti da cittadini e organizzazioni dovrebbero comparire esplicitamente nei documenti che motivano la legge, non solo essere pubblicati e ignorati.
- Strumenti di intelligenza artificiale per la scrittura delle leggi. È prevista la creazione di strumenti basati sull’intelligenza artificiale che verifichino automaticamente se una nuova legge contraddice o si sovrappone alla legislazione esistente, con validazione umana obbligatoria in tutti i casi.
Che cosa cambia rispetto a prima
- Il primo quadro strategico unitario degli ultimi 25 anni. L’ultima strategia dedicata alla qualità della regolamentazione, quella per il Consolidamento della Pubblica Amministrazione, si fermava all’orizzonte del 2020; da allora, le riforme sono state realizzate puntualmente, tramite fondi europei (POCA, PNRR), senza una visione unica a livello di Governo.
- L’applicazione delle leggi entra, per la prima volta, nella strategia come tema a sé stante. Il documento non si ferma più alla fase di scrittura della legge, ma riguarda esplicitamente anche il modo in cui vengono applicate in pratica le licenze, le autorizzazioni e le ispezioni, tramite un approccio basato sul rischio, invece di un controllo uniforme ovunque.
- Il Test PMI e la valutazione d’impatto diventano oggetto di un coordinamento istituzionale chiaro. Vengono chiariti i ruoli tra il Segretariato Generale del Governo, il Ministero dell’Economia, il Consiglio consultivo per la valutazione dell’impatto degli atti normativi (CCEIAN) e il Gruppo per la valutazione dell’impatto economico (GEIEAN), che prima lavoravano in modo relativamente frammentato.
- La dimensione europea diventa parte esplicita del processo. Le istituzioni che negoziano la legislazione europea dovranno, d’ora in poi, valutare l’impatto di una direttiva o di un regolamento già dal periodo di negoziazione a Bruxelles, non solo quando arriva il momento del recepimento nella legge romena, proprio per evitare l’aggiunta di requisiti supplementari rispetto al minimo richiesto dall’UE (il fenomeno noto come “gold-plating”).
- Le prestazioni dei servizi pubblici ottengono, per la prima volta, un quadro unitario di misurazione. Sarà sviluppata una piattaforma centralizzata che monitorerà otto criteri (dall’accessibilità all’efficienza) per tutti i servizi pubblici, con sondaggi di opinione e studi di tipo “cliente misterioso”, non solo report interni delle istituzioni.
- L’amministrazione locale riceve un proprio piano di semplificazione. I comuni e i consigli locali beneficeranno di una regola di tipo “one in, one out” (ogni nuovo obbligo amministrativo imposto alle località deve essere compensato dall’eliminazione di un altro) e di uno strumento basato sull’intelligenza artificiale per la redazione degli atti amministrativi locali.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Un calendario pubblico, con obiettivi quantificati e scadenze chiare (2027, 2028, 2030, 2034), che il Governo si impegna a rendicontare annualmente, il che rende la riforma più facile da verificare per la società civile e la stampa.
- Direzioni concrete attese dal mondo imprenditoriale da anni: meno ordinanze d’urgenza, il principio “once only” e un test reale per l’impatto sulle PMI, allineati con l’obiettivo europeo di ridurre l’onere amministrativo del 25%, e del 35% per le piccole imprese.
- Un meccanismo di valutazione intermedia obbligatoria, nel 2031, con la possibilità di correggere la strategia se le cose non procedono secondo i piani, invece di un documento rigido, impossibile da correggere.
Che cosa resta un problema
- La strategia non impone nulla di immediato: la maggior parte delle misure concrete (il quadro giuridico per la semplificazione, il filtro digitale obbligatorio, il meccanismo “sunset review”) hanno scadenze solo a partire dal 2027-2029, il che lascia spazio a rinvii, come già accaduto con riforme simili annunciate in passato.
- Molti obiettivi sono formulati come percentuali relativamente modeste (“almeno il 20%”, “almeno il 25%” delle iniziative analizzate), non come obblighi generali, cosicché la grande maggioranza dei progetti di atti normativi potrebbe restare, nel breve termine, fuori dai nuovi filtri.
- La riduzione dell’uso delle ordinanze d’urgenza resta un obiettivo di calo graduale (da circa il 65% al 35% dei pareri critici, entro il 2030), non un divieto; lo strumento resta comunque a disposizione del Governo.
Consigli pratici
- Imprenditori e piccole imprese (ditte individuali, SRL, PMI): vale la pena seguire la piattaforma PMAT (la piattaforma per il Test PMI), che dovrebbe diventare operativa nel prossimo periodo; lì sarà possibile consultare direttamente i progetti di atti normativi con impatto sulle piccole imprese, prima che diventino legge.
- Funzionari pubblici e autorità locali: l’Istituto Nazionale di Amministrazione condurrà, entro il 2034, programmi di formazione per almeno 5.000 beneficiari dell’amministrazione locale (sindaci, eletti, segretari generali delle UAT); vale la pena seguire gli annunci dell’Istituto man mano che vengono pubblicati.
- Cittadini e organizzazioni non governative: la piattaforma e-consultare.gov.ro resta il luogo principale dove poter seguire e commentare i progetti di legge prima della loro adozione; la strategia si propone di trasformarla gradualmente nel “punto unico” di accesso a tutti i progetti in lavorazione presso il Governo, non solo un sito tra tanti.
- Tutti: trattandosi di una strategia di otto anni, con valutazione intermedia solo nel 2031, ha senso trattarla come un riferimento da verificare periodicamente, non come un cambiamento che si sentirà da domani; i primi rapporti annuali di monitoraggio sono promessi per il 2027-2028.
Domande frequenti
Cos’è, in pratica, la Strategia per una migliore regolamentazione 2026-2034?
Cambia qualcosa per me, come cittadino, già adesso?
Cos’è il Test PMI e perché conta per una piccola impresa?
Cosa significa il principio “once only” di cui parla la strategia?
Chi verifica se il Governo rispetta, in pratica, ciò che scrive nella strategia?
Perché l’allegato con il contenuto vero e proprio della strategia è stato pubblicato separatamente, in un’edizione “bis” della Gazzetta Ufficiale della Romania?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo seguente è riprodotto in romeno, la lingua ufficiale in cui è stato pubblicato nella Monitorul Oficial della Romania.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 623 del 29 luglio 2026 (l'allegato, nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 623 bis della stessa data) 16 pagine PDF, 107 KB l'atto inizia a pagina 2
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