In breve
- Quattro decisioni pubblicate lo stesso giorno rivalutano edifici dello Stato a Brăila, Vaslui, Sălaj e Bucarest, per un totale di oltre 64 milioni di lei di valore di inventario aggiornato.
- Due di esse fanno uscire dal demanio pubblico una costruzione di 243 metri quadrati a Bucarest e tre sistemazioni del terreno a Cehu Silvaniei, perché possano essere rottamate.
- Il denaro ricavato dalla valorizzazione della costruzione bucarestina, dedotte le spese, è versato al bilancio dello Stato.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 702 e n. 703 del 25 agosto 2026
Entrata in vigore: 25 agosto 2026
La sede di un’agenzia dei pagamenti a Brăila vale sulla carta 6,8 milioni di lei, la caserma dei vigili del fuoco di Dealul Spirii quasi 28, e una rampa per veicoli in Sălaj è arrivata a fine vita e viene rottamata: quattro decisioni del Governo pubblicate lo stesso giorno rifanno le schede di inventario dello Stato. Gli atti sono le Decisioni del Governo n. 652, 655, 658 e 659/2026, apparse nella Gazzetta Ufficiale della Romania n. 702 e n. 703 del 25 agosto 2026. Tutte e quattro modificano l’inventario centralizzato dei beni del demanio pubblico, lo stesso registro in cui questa settimana il Governo ha iscritto anche la collezione di opere dello scultore Constantin Antonovici.
La rivalutazione delle immobilizzazioni delle istituzioni pubbliche si effettua periodicamente, in base all’Ordinanza del Governo n. 81/2003, approvata con la legge n. 493/2003. Il risultato viene riportato nell’inventario centralizzato approvato con la Decisione del Governo n. 1.705/2006, e la modifica è operata dal ministero competente insieme al Ministero delle Finanze.
La messa fuori servizio e la rottamazione seguono altre regole, quelle dell’Ordinanza del Governo n. 112/2000, approvata con la legge n. 246/2001. Un bene del demanio pubblico non può essere rottamato direttamente: va prima trasferito nel patrimonio privato dello Stato.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è a Brăila. La Decisione n. 652/2026 aggiorna il valore dell’edificio con n. MF 101586 di Calea Călărașilor n. 19, amministrato dall’Agenzia distrettuale per i pagamenti e l’ispezione sociale di Brăila, portandolo a 6.794.466 lei, registrati in contabilità il 31 ottobre 2025. L’edificio ha un corpo principale di 529 metri quadrati costruiti, con sei piani, e 2.717 metri quadrati di superficie costruita complessiva.
Il secondo effetto è nel distretto di Vaslui. La Decisione n. 655/2026 aggiorna i valori e le caratteristiche tecniche di tre immobili dell’Agenzia distrettuale per l’occupazione di Vaslui: la sede della città di Vaslui, via Spiru Haret n. 5, a 4.630.055 lei, quella di Bârlad, viale Epureanu n. 8, a 1.379.411 lei, e il locale di Huși, via Alexandru Ioan Cuza, palazzina H5, a 490.247 lei. Il totale è di 6.499.713 lei, registrato l’8 giugno 2026.
Il terzo effetto è in Sălaj. La Decisione n. 658/2026 aggiorna il valore di quattro immobili dell’Ispettorato per le situazioni di emergenza «Porolissum»: 16.655.266,74 lei, 2.870.061,06 lei, 3.564.035,71 lei e 57.701,51 lei, cioè 23.147.065,02 lei complessivi, registrati il 9 ottobre 2025.
Il quarto effetto è la rottamazione in Sălaj. La stessa decisione fa uscire dal demanio pubblico tre sistemazioni del terreno a Cehu Silvaniei: una rampa per veicoli di 35,82 metri cubi, valutata 10.496,59 lei, una recinzione in prefabbricati di 91,55 metri lineari, a 35.875,94 lei, e una piattaforma in calcestruzzo di 1.385,55 metri quadrati, a 93.078,71 lei. Il valore complessivo delle tre è di 139.451,24 lei.
Il quinto effetto è a Bucarest. La Decisione n. 659/2026 modifica l’anno di acquisizione e aggiorna il valore dell’immobile con n. MF 102356 dell’Ispettorato per le situazioni di emergenza «Dealul Spirii» Bucarest-Ilfov, portandolo a 27.923.646,34 lei, registrati il 19 gennaio 2026. L’anno di acquisizione riportato nell’allegato è il 1953, in base al Decreto n. 569/1953.
Il sesto effetto è la rottamazione a Bucarest. La costruzione C3 che si trova all’interno dello stesso immobile, con una superficie di 243 metri quadrati, valutata 132.720 lei e acquisita nel 1975, passa nel patrimonio privato dello Stato per la messa fuori servizio, la rottamazione e la valorizzazione.
Il settimo effetto è di bilancio. La Decisione n. 659/2026 prevede espressamente che le somme ricavate dalla valorizzazione, dedotte le spese relative, sono versate al bilancio dello Stato. La Decisione n. 658/2026 non contiene una clausola simile, perché lì le sistemazioni vengono rottamate, senza valorizzazione.
L’ottavo effetto è amministrativo. Ogni ministero competente, quello del Lavoro per le prime due decisioni e quello dell’Interno per le altre due, aggiorna la propria contabilità per quantità e valore e opera, insieme al Ministero delle Finanze, la modifica degli allegati dell’inventario centralizzato.
Che cosa cambia rispetto a prima
Il primo cambiamento riguarda le cifre sulla carta. I valori di inventario riportati nelle schede di questi immobili vengono sostituiti con quelli risultanti dalla rivalutazione. Le decisioni non pubblicano i valori precedenti, quindi la differenza non si può calcolare dal testo.
Il secondo cambiamento riguarda la descrizione tecnica. A Vaslui si aggiorna non solo il valore, ma anche le caratteristiche tecniche: superfici costruite, superfici costruite complessive, superfici utili, quote di terreno in comunione pro indiviso e numero di piani, per ogni corpo di edificio.
Il terzo cambiamento è un anno. Per l’immobile di Dealul Spirii viene corretto l’anno di acquisizione, una rettifica di registro che colloca la proprietà dello Stato nel 1953, l’anno del decreto invocato come fondamento.
Il quarto cambiamento è di regime giuridico. Le tre sistemazioni del terreno in Sălaj e la costruzione C3 di Bucarest escono dal demanio pubblico ed entrano nel patrimonio privato dello Stato. In pratica perdono la protezione speciale dei beni pubblici, proprio per poter essere demolite.
Quello che non cambia è l’amministrazione. Gli immobili restano alle stesse istituzioni: le agenzie distrettuali dei pagamenti e dell’occupazione, e i due ispettorati per le situazioni di emergenza.
Una verifica di calcolo: le quattro decisioni totalizzano 64.364.890,36 lei di valore di inventario aggiornato, mentre i beni usciti dal demanio pubblico per la rottamazione ammontano a 272.171,24 lei. Gli importi singoli tornano senza scostamenti rispetto ai totali stampati negli allegati.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Le schede di inventario dello Stato arrivano a valori aggiornati, cosa che conta per le assicurazioni, per le garanzie e per eventuali permute di immobili.
- I beni fuori uso, come la rampa per veicoli o la piattaforma in calcestruzzo in Sălaj, possono finalmente essere demoliti, invece di restare a registro all’infinito.
- La valorizzazione della costruzione bucarestina porta denaro al bilancio dello Stato, non all’istituzione che la amministra.
- La descrizione tecnica aggiornata di Vaslui chiarisce che cosa possiede esattamente lo Stato, per corpi di edificio e per superfici.
- Tutte e quattro le decisioni pubblicano il numero di inventario, l’indirizzo e il valore, quindi i beni si possono seguire pubblicamente.
Che cosa resta un problema
- I valori precedenti non vengono pubblicati, quindi il lettore non può vedere di quanto il valore sia salito o sceso con la rivalutazione.
- Le date di registrazione contabile risalgono fino a dieci mesi prima, il che mostra quanto dura il percorso dalla rivalutazione alla decisione.
- Le decisioni non dicono che cosa si costruisce al posto dei beni rottamati, né se il terreno liberato riceva un’altra destinazione.
- Gli allegati sono tabelle larghe, difficili da leggere sul telefono, e alcune caselle del modulo standard restano vuote.
- Per l’immobile di Dealul Spirii, correggere l’anno di acquisizione dopo più di sette decenni rivela una contabilità tenuta con forti ritardi.
Consigli pratici
- Se seguite il patrimonio dello Stato, annotate i numeri di inventario: 101586 a Brăila, 143694, 143695 e 143696 a Vaslui, 38473, 163629, 102225 e 168738 in Sălaj, 102356 a Bucarest.
- Per identificare un bene nei registri, usate la coppia numero MF e codice di classificazione. Qui i codici sono 8.29.08 per gli immobili delle agenzie e 8.19.01 per quelli degli ispettorati.
- Se lavorate nella pubblica amministrazione, tenete a mente l’ordine corretto: la rivalutazione segue l’Ordinanza del Governo n. 81/2003, la rottamazione l’Ordinanza del Governo n. 112/2000. Non si possono invertire.
- Un bene del demanio pubblico non può essere rottamato direttamente. Il passaggio nel patrimonio privato dello Stato è il passo obbligato e avviene con decisione del Governo.
- Se siete un’impresa di demolizioni o di valorizzazione dei materiali, seguite gli annunci dell’Ispettorato per le situazioni di emergenza «Dealul Spirii» sulla costruzione C3.
- Per verificare gli importi, gli allegati pubblicano il valore di ogni singolo bene, non solo il totale. Le tre sistemazioni del terreno in Sălaj sommano esattamente 139.451,24 lei.
Domande frequenti
Perché si rivalutano gli edifici dello Stato?
Che cosa significa il passaggio nel patrimonio privato dello Stato?
Che cosa viene rottamato in concreto?
Chi incassa il denaro della valorizzazione?
Qual è il valore totale aggiornato?
Cambia l’amministratore degli immobili?
Perché queste decisioni compaiono in due edizioni diverse?
Errori e incongruenze nel testo pubblicato
- Decisione n. 655/2026, allegato, posizione 2 (Bârlad): un edificio a un solo piano ha la superficie costruita complessiva maggiore di quella costruita. La descrizione tecnica dell’immobile con n. MF 143695 indica «suprafața construită = 272,1 mp», superficie costruita di 272,1 metri quadrati, «suprafața construită desfășurată = 272,15 mp», superficie costruita complessiva di 272,15 metri quadrati, e «regim de înălțime: nr. niveluri = 1», un solo piano. In una costruzione a piano terra i due valori sono per definizione uguali, perché la superficie complessiva è la somma delle superfici costruite dei piani, e qui il piano è uno solo. La differenza di cinque centesimi di metro quadrato indica la trascrizione errata di una delle due cifre. Il confronto si fa nello stesso allegato: alle posizioni 1 e 3 tutti e quattro i corpi di fabbrica hanno la superficie costruita uguale a quella complessiva, alla virgola: 133,03 e 133,03, 589,7 e 589,7, 713,35 e 713,35, 136,24 e 136,24.
- Decisione n. 652/2026, allegato: due superfici sono riportate con l’unità di misura, ma senza valore. Nella colonna degli elementi di descrizione tecnica dell’edificio con n. MF 101586 di Brăila compaiono, una dopo l’altra, le menzioni «suprafață teren = mp» e «suprafață utilă = mp», superficie del terreno uguale a metri quadrati e superficie utile uguale a metri quadrati. Non è una voce lasciata vuota, ma una voce compilata a metà, con l’unità di misura rimasta nel testo là dove avrebbe dovuto esserci la cifra. Entrambi i valori esistono nei documenti richiamati nella stessa riga della tabella, il libro fondiario n. 86015 Brăila e le autorizzazioni di costruzione n. 1.489/1994 e n. 350/1996, quindi non si tratta di un’informazione indisponibile. Così come è pubblicata, la scheda dice che l’immobile ha sei piani e 2.717 metri quadrati complessivi, ma non dice su quale terreno sorga né quanta superficie utile abbia.
Analisi della redazione
Le quattro decisioni compiono un’operazione contabile, e questo non è un rimprovero: senza rivalutazione periodica, i valori dell’inventario dello Stato restano cifre di un’altra epoca economica. Interessante è però la posizione del Governo in questa catena. I dati degli allegati mostrano che i valori erano già stati registrati in contabilità il 30 maggio 2025 per le sistemazioni in Sălaj, il 9 ottobre 2025 per gli immobili dell’Ispettorato «Porolissum», il 31 ottobre 2025 per l’edificio di Brăila, il 19 gennaio 2026 per la caserma di Dealul Spirii e l’8 giugno 2026 per le tre sedi di Vaslui. La decisione non produce la rivalutazione, la conferma: fra due mesi e mezzo e quasi quindici mesi dopo che la contabilità l’ha registrata. E la conferma arriva senza che gli allegati contengano il valore precedente o la data della perizia di stima, cioè senza gli elementi che renderebbero possibile qualsiasi verifica. Resta un atto di registrazione che arriva per ultimo.
La seconda parte di queste decisioni, la rottamazione, mostra un’incoerenza che si vede mettendo i due atti del Ministero degli Interni uno accanto all’altro. La Decisione n. 659/2026 ha un articolo dedicato, l’art. 3, secondo cui le somme ricavate dalla valorizzazione, dedotte le spese, sono versate al bilancio dello Stato. La Decisione n. 658/2026 non ha un articolo del genere, benché faccia uscire dal demanio pubblico una piattaforma in calcestruzzo di 1.385,55 metri quadrati con uno spessore di 15 centimetri, una recinzione in prefabbricati di 91,55 metri lineari e una rampa per veicoli di 35,82 metri cubi, cioè esattamente il tipo di opere da cui si ricava materiale recuperabile. L’Ordinanza del Governo n. 112/2000, richiamata nel preambolo di entrambi gli atti, si intitola proprio «pentru reglementarea procesului de scoatere din funcțiune, casare și valorificare», sulla disciplina del processo di messa fuori servizio, rottamazione e valorizzazione. In un atto la valorizzazione ha un destinatario; nell’altro non compare affatto.
Merita uno sguardo anche l’aritmetica dietro la rottamazione bucarestina. La costruzione C3, 243 metri quadrati, passa nel patrimonio privato con un valore di inventario di 132.720 lei, cioè 546 lei al metro quadrato, il valore contabile residuo di un edificio del 1975. Dalla sua demolizione escono macerie, ferro ed eventualmente mattoni recuperabili, e l’art. 3 promette al bilancio dello Stato quello che resta «după deducerea cheltuielilor aferente», dedotte le spese relative. L’atto non dice quanto costi la demolizione, quindi non si può sapere se il risultato dell’operazione sia un’entrata o una spesa. Per un edificio di 243 metri quadrati nel centro di Bucarest l’ipotesi più probabile è la seconda, e la decisione non prevede nulla per il caso in cui le spese superino gli incassi.
Infine, i quattro allegati pubblicati lo stesso giorno usano due standard opposti per la stessa colonna. Le decisioni del Ministero del Lavoro danno l’indirizzo completo: Calea Călărașilor n. 19 a Brăila, via Spiru Haret n. 5 a Vaslui, viale Epureanu n. 8 a Bârlad, via Alexandru Ioan Cuza, palazzina H5, scala A, piano terra, a Huși. Le decisioni del Ministero degli Interni scrivono, nella stessa voce, soltanto «România, județul Sălaj» e «România, municipiul București», e la voce «Vecinătăți», confinanti, è compilata con una lineetta. Solo che questa discrezione si annulla da sola poche righe più sotto: l’allegato n. 2 di ciascuna delle due indica il numero di libro fondiario, 52529 Cehu Silvaniei e 233733, cioè esattamente l’identificatore con cui chiunque localizza l’immobile nel registro pubblico. Il risultato non è protezione, ma un inventario in cui la stessa informazione è nascosta e rivelata nello stesso atto.
Che cosa andrebbe cambiato
- Il valore precedente, accanto a quello nuovo. Gli allegati dovrebbero contenere una colonna con il valore di inventario anteriore alla rivalutazione e la data della perizia di stima. In pratica, si vedrebbe se una caserma sia arrivata a 27.923.646,34 lei attraverso un aumento di qualche punto percentuale oppure di diverse volte, e chi abbia firmato la stima.
- Un termine massimo fra la registrazione contabile e la decisione. Quando il valore rivalutato è già in contabilità, la decisione del Governo dovrebbe intervenire entro un intervallo fisso, per esempio 90 giorni. In pratica, l’inventario centralizzato dello Stato non resterebbe fino a quindici mesi indietro rispetto alla contabilità delle istituzioni che lo compongono.
- La clausola sulla valorizzazione, obbligatoria anche per la rottamazione delle sistemazioni del terreno. La Decisione n. 658/2026 dovrebbe contenere, come quella n. 659/2026, una disposizione sulla sorte dei materiali recuperati dai 1.385,55 metri quadrati di piattaforma in calcestruzzo e dai 91,55 metri lineari di recinzione. In pratica, il materiale ricavato avrebbe un destinatario scritto, e non uno stabilito sul posto.
- Il costo stimato della demolizione, riportato nell’allegato. Accanto al valore di inventario della costruzione da rottamare dovrebbe comparire anche la stima delle spese di messa fuori servizio. In pratica, la formula «după deducerea cheltuielilor aferente» dell’art. 3 della Decisione n. 659/2026 potrebbe essere letta come un risultato, non come una promessa.
- Uno standard unico per la colonna «Adresa». O tutti gli immobili dell’inventario ricevono l’indirizzo completo, oppure, se per quelli del Ministero degli Interni esiste una ragione di sicurezza, questa si applica anche al numero di libro fondiario dell’allegato accanto. In pratica, sparirebbe la situazione attuale, in cui l’atto nasconde la via e pubblica, due righe più sotto, il numero con cui l’immobile si trova nel registro di pubblicità immobiliare.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 702 e n. 703 del 25 agosto 2026 64 pagine PDF, 486 KB l'atto inizia a pagina 53
Apri il PDF ufficialeScarica il PDF
Su schermi piccoli il visualizzatore non viene mostrato. Usa i pulsanti qui sopra per aprire o scaricare il file.
Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
