In breve
- I lavori sull’autostrada A7 e sull’autostrada A3 ricevono un anno in più dalla Banca europea per gli investimenti, e l’unica cosa che cambia nei contratti è il tempo. Con la Decisione del Governo n. 780/2026 si approva una lettera di emendamento che sposta la data di completamento dei lavori dal terzo trimestre dell’anno 2026 al terzo trimestre dell’anno 2027 per i due contratti legati alla A7 e dal quarto trimestre 2026 al quarto trimestre 2027 per il contratto legato alla A3. Le somme prese in prestito, gli interessi e i piani di rimborso restano intatti: l’articolo 5.2 della lettera dice espressamente che le restanti disposizioni dei contratti restano in vigore.
- Chi è interessato. Il Mutuatario è la Romania, rappresentata dal Ministero delle Finanze, e il creditore è la Banca europea per gli investimenti. In pratica i termini riguardano i costruttori e il beneficiario dei lavori sulle due autostrade, il bilancio dello Stato, che paga le rate a prescindere dal ritmo dei cantieri, e gli automobilisti che aspettavano la strada. I tre contratti sono stati approvati con la legge n. 349/2023, la legge n. 44/2024 e la legge n. 189/2024, e i loro valori, comunicati dal Governo all’approvazione della prima proroga, sono di 600 milioni di euro per il primo contratto sulla A7, 200 milioni per la A3 e 600 milioni per il cofinanziamento B della A7, cioè 1,4 miliardi di euro in totale.
- Le cifre e i termini che contano. È la seconda proroga in 330 giorni: la prima è stata pubblicata il 4 novembre 2025, ha spostato il completamento al terzo e al quarto trimestre 2026, e il suo termine è scaduto proprio il 30 settembre 2026, il giorno in cui si pubblica la seconda. La Romania ha chiesto il nuovo rinvio con le lettere del 3 agosto 2026, 58 giorni prima che scadesse il termine ottenuto nel 2025. La data di trasmissione della relazione di completamento si calcola d’ora in avanti come 15 mesi dalla fine dei lavori di costruzione civile, con date indicative al 31 dicembre 2028 per i due contratti sulla A7 e al 31 marzo 2029 per la A3. Per il primo contratto il termine iniziale era dicembre 2025, quindi lo slittamento complessivo arriva a 638 giorni, quasi 21 mesi.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 829 del 30 settembre 2026, pagine 3-5
Entrata in vigore: 30 settembre 2026, data della pubblicazione
Un contratto di prestito non si rinvia da solo: se il cantiere ritarda, la data scritta nel contratto va riscritta, altrimenti lo Stato resta formalmente inadempiente verso la banca. Il 30 settembre 2026, esattamente nel giorno in cui scadeva il termine ottenuto un anno prima, il Governo ha pubblicato la seconda riscrittura. Con la Decisione del Governo n. 780/2026 si approva l’emendamento n. 2 a tre contratti di finanziamento conclusi con la Banca europea per gli investimenti per il cofinanziamento dei lavori sull’autostrada A7 e sull’autostrada A3. L’atto ha un articolo unico e non dice nulla in più: tutto il contenuto sta nella lettera di emendamento riprodotta dopo di esso, alle pagine 3-5 della Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 829.
La lettera usa per i tre contratti i nomi brevi Contratto di finanziamento I, II e III. Il primo è quello per la A7, cofinanziamento relativo al dispositivo per la ripresa e la resilienza, con il numero di operazione 2022-0839 e il numero di contratto 96.057, firmato a Bucarest il 12 giugno 2023 e a Lussemburgo il 14 giugno 2023, approvato con la legge n. 349/2023. Il secondo è quello per la A3, con il numero di operazione 2022-0845 e il numero di contratto 96.065, firmato a Bucarest il 16 novembre 2023 e a Lussemburgo il 20 novembre 2023, approvato con la legge n. 44/2024. Il terzo è il cofinanziamento B per la A7, con lo stesso numero di operazione del primo, 2022-0839, ma con il numero di contratto 96.432, firmato a Bucarest il 1° febbraio 2024 e a Lussemburgo il 5 febbraio 2024, approvato con la legge n. 189/2024. Il primo e il terzo portano lo stesso numero di operazione perché sono due tranche dello stesso finanziamento per la A7.
Il punto 2 della lettera, intitolato «Context», cioè «Contesto», dice in due frasi come ci si è arrivati. La Romania ha trasmesso alla Banca, il 3 agosto 2026, lettere con cui ha annunciato che vi erano stati «anumite întârzieri», cioè alcuni ritardi, nell’attuazione dei progetti e ha chiesto la proroga delle date di completamento. In più, le parti hanno convenuto di prorogare anche il termine di presentazione della relazione di completamento, per coerenza. Le cause concrete dei ritardi non compaiono da nessuna parte nell’atto.
Tutte le modifiche stanno al punto 3, sei in tutto, due per ciascun contratto. Per il Contratto di finanziamento I, il paragrafo «Calendario» della descrizione tecnica del progetto assume questa forma: i lavori sono iniziati nell’agosto 2022 e si prevede che saranno completati nel terzo trimestre dell’anno 2027. Per il Contratto di finanziamento II: i lavori di costruzione corrispondenti ai due contratti firmati sono iniziati nell’agosto 2021 e si prevede che saranno completati nel quarto trimestre dell’anno 2027. Per il Contratto di finanziamento III, la stessa formulazione del primo, con il terzo trimestre dell’anno 2027. Le altre tre modifiche sostituiscono la data in cui la Romania deve trasmettere alla Banca la relazione di completamento del progetto: è diventata un termine di 15 mesi dal completamento dei lavori di costruzione civile, accompagnato da una data indicativa, il 31 dicembre 2028 per i contratti I e III e il 31 marzo 2029 per il contratto II.
Le date indicative si verificano con il calcolo e tornano. Il terzo trimestre dell’anno 2027 finisce il 30 settembre 2027, e 15 mesi dopo è il 30 dicembre 2028, quindi il 31 dicembre 2028 è proprio il risultato della regola. Il quarto trimestre 2027 finisce il 31 dicembre 2027, e 15 mesi dopo è esattamente il 31 marzo 2029. La stessa aritmetica funzionava anche alla proroga precedente, dove le date erano fisse: il 30 settembre 2026 più 15 mesi dà il 31 dicembre 2027, e il 31 dicembre 2026 più 15 mesi dà il 31 marzo 2028, cioè esattamente le date scritte allora.
Il resto della lettera contiene le clausole consuete e due di esse meritano di essere lette. L’articolo 5.2 dice che le disposizioni di ciascun contratto restano in vigore e producono pieni effetti, salvo le modifiche della lettera, e che la lettera non costituisce una rinuncia della Banca ad alcun diritto. L’articolo 5.6 dice che qualsiasi violazione della lettera, compresa una dichiarazione che diventi inesatta o fuorviante sotto un aspetto rilevante, costituisce caso di inadempimento ai sensi dei contratti. La legge applicabile alla lettera è quella del Lussemburgo, secondo il punto 6, e il punto 5.7 incorpora nella lettera le clausole di giurisdizione, di luogo di esecuzione e di notifiche del Contratto di finanziamento III.
La lettera è stata firmata a Lussemburgo il 31 agosto 2026, da un capo dipartimento e da un responsabile della gestione del portafoglio per conto della Banca, e controfirmata a Bucarest il 15 settembre 2026 dal ministro delle Finanze Alexandru Nazare. Il punto 7 chiedeva che i due esemplari originali cartacei arrivassero alla Banca al più tardi il 30 settembre 2026. Il Governo ha adottato la decisione il 24 settembre 2026, e la pubblicazione è avvenuta il 30 settembre 2026, cioè nell’ultimo giorno della finestra che la Banca aveva fissato. Il testo riprodotto nella Gazzetta Ufficiale della Romania porta la menzione che si tratta di una traduzione, quindi la forma che obbliga è quella firmata dalle parti.
Gli effetti che produce
Il primo effetto è che le date di completamento iscritte nei contratti si spostano di un anno, ciascuna nel trimestre che le corrisponde. Per i due contratti sulla A7 il riferimento diventa il 30 settembre 2027, e per il contratto sulla A3 il 31 dicembre 2027. Sono termini contrattuali, non date di apertura al traffico, e sono formulati come previsione: il testo dice «si prevede».
Il secondo effetto è quello che dalla decisione non si vede. I nuovi termini non si applicano dal giorno della pubblicazione, ma dalla «Data di entrata in vigore» definita al punto 1.1 della lettera, cioè la data in cui la Banca conferma al Mutuatario, anche per posta elettronica, di avere ricevuto i due esemplari originali firmati e la prova che la firma era autorizzata. Con la pubblicazione entra in vigore la decisione del Governo, il 30 settembre 2026, ma la modifica dei contratti decorre da una conferma che non si pubblica da nessuna parte. Dalla Gazzetta Ufficiale della Romania non si può sapere da quale giorno i nuovi termini obbligano davvero.
Il terzo effetto è che lo Stato non paga nulla per il tempo guadagnato, almeno non con questo atto. La lettera non tocca le somme, gli interessi, le commissioni o il piano di rimborso e non ha effetto novativo, secondo il punto 5.3. In compenso, l’articolo 5.6 aggiunge un nuovo fattore scatenante di inadempimento: la violazione della lettera stessa diventa caso di inadempimento ai sensi di tutti e tre i contratti.
Il quarto effetto riguarda la rendicontazione. Finora la data della relazione di completamento era fissa, quindi un nuovo slittamento dei lavori richiedeva un nuovo emendamento anche per la relazione. D’ora in avanti il termine è legato al fatto che lo genera, la fine dei lavori di costruzione civile, e le date tra parentesi sono soltanto indicative. In pratica un ritardo futuro del cantiere sposta da solo il termine della relazione, senza che serva una decisione del Governo per questo.
Il quinto effetto è di contesto e resta aperto. I tre contratti sono, per la loro stessa denominazione, cofinanziamento relativo al dispositivo per la ripresa e la resilienza. Il regolamento (UE) 2021/241, che ha istituito il dispositivo, fissa il 31 agosto 2026 come termine ultimo per il conseguimento dei traguardi e degli obiettivi, e il 31 dicembre 2026 per le misure del capitolo REPowerEU. I lavori finiscono adesso, secondo i nuovi calendari, 13 mesi più tardi sulla A7 e 16 mesi più tardi sulla A3 rispetto al termine ultimo del dispositivo. Che cosa accada alla parte che doveva essere pagata dal dispositivo non si dice né nella decisione né nella lettera.
Che cosa cambia rispetto a prima
La forma precedente dei tre calendari è stata fissata con la Decisione del Governo n. 921/2025, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 1017 del 4 novembre 2025, pagine 4-9, con la quale è stato approvato l’emendamento n. 1 agli stessi contratti. Il confronto posizione per posizione mostra un solo tipo di cambiamento, ripetuto sei volte.
Al Contratto di finanziamento I il calendario diceva che i lavori sono iniziati nell’agosto 2022 e si prevede che saranno completati nel terzo trimestre dell’anno 2026; adesso dice il terzo trimestre dell’anno 2027. La data indicativa della relazione di completamento era il 31 dicembre 2027; adesso sono 15 mesi dalla fine dei lavori di costruzione civile, indicativamente il 31 dicembre 2028. Al Contratto di finanziamento II il calendario diceva il quarto trimestre dell’anno 2026, e la relazione aveva la data del 31 marzo 2028; adesso sono il quarto trimestre dell’anno 2027 e 15 mesi, indicativamente il 31 marzo 2029. Al Contratto di finanziamento III il calendario diceva il terzo trimestre dell’anno 2026, e la relazione aveva la data del 31 dicembre 2027; adesso sono il terzo trimestre dell’anno 2027 e 15 mesi, indicativamente il 31 dicembre 2028.
È cambiata anche la forma in cui si fa l’operazione. Nel 2025 il Governo ha approvato tre emendamenti distinti, uno per ciascun contratto, ciascuno con la propria lettera, e il titolo della decisione ripeteva tre volte la stessa costruzione. Adesso esiste una sola lettera di emendamento, numerata 2, che modifica tutti e tre i contratti insieme e li definisce complessivamente come «i Contratti di finanziamento». Questo significa una sola data di entrata in vigore per tutti e tre, invece di tre conferme separate.
È cambiata inoltre la natura stessa del termine di rendicontazione: da data di calendario a termine calcolato a partire da un fatto. Nel 2025 la relazione si trasmetteva il 31 dicembre 2027 o il 31 marzo 2028, a prescindere da ciò che accadeva in cantiere. Adesso la regola che obbliga è quella dei 15 mesi, e la data tra parentesi non è che la sua illustrazione.
Che cosa non è cambiato fin dall’inizio: le somme. Nessuno dei due emendamenti le ha toccate, e il ritmo dei cantieri non ha modificato né il valore dei prestiti né gli obblighi di pagamento della Romania verso la Banca.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Non costa nulla in più, e l’atto lo dice esplicitamente. Il punto 3 elenca in modo tassativo le sei modifiche, e il punto 5.2 mantiene in vigore tutto il resto dei contratti. Non c’è né aumento di somma, né interesse aggiuntivo, né commissione di emendamento scritta nel testo.
- Il contratto torna sincrono con la realtà del cantiere. La data di completamento è un obbligo contrattuale, non una stima da comunicato stampa. Senza l’emendamento, dal 1° ottobre 2026 la Romania sarebbe rimasta con tre contratti in cui era scritto un termine già superato.
- Una sola lettera per tre contratti, invece di tre. A differenza del 2025, l’operazione si fa con un solo documento, una sola data di entrata in vigore e una sola pagina di firme, il che riduce anche il rischio che i tre contratti finiscano su calendari diversi.
- Il termine della relazione non dipende più dal calendario, ma dal fatto che lo genera. Legarlo alla fine dei lavori di costruzione civile significa che un ritardo futuro del cantiere non richiede più un emendamento separato soltanto per spostare la data della relazione.
- L’aritmetica è coerente e verificabile. Le tre date indicative rispettano esattamente la regola dei 15 mesi, come le date fisse dell’emendamento precedente, quindi il lettore può rifare da solo il calcolo e anticipare il termine in qualsiasi scenario di completamento.
Che cosa resta un problema
- La seconda proroga in 330 giorni, e la prima è scaduta nel giorno della pubblicazione della seconda. L’emendamento n. 1 è stato pubblicato il 4 novembre 2025 e ha spostato il completamento al terzo trimestre 2026, che si è chiuso il 30 settembre 2026. Proprio il 30 settembre 2026 esce l’emendamento n. 2. Il tempo guadagnato nel 2025 si è consumato per intero.
- Il giorno dal quale i nuovi termini obbligano non si pubblica. La «Data di entrata in vigore» dipende da una conferma che la Banca può trasmettere per posta elettronica. Un lettore della Gazzetta Ufficiale della Romania non ha modo di conoscerla, benché da essa dipenda l’intero effetto dell’atto.
- I lavori sono iniziati prima dei contratti che li finanziano. Sulla A3 il calendario dice agosto 2021, mentre il contratto è stato firmato a Lussemburgo il 20 novembre 2023, cioè 27 mesi più tardi. Sulla A7 i lavori sono iniziati nell’agosto 2022, e i due contratti sono stati firmati 10 e 18 mesi dopo. Il finanziamento si è posato su un calendario già avviato, che non ha potuto influenzare.
- Il calendario va ben oltre il termine del dispositivo che cofinanzia. Il termine ultimo per i traguardi e gli obiettivi del dispositivo per la ripresa e la resilienza è il 31 agosto 2026, mentre i lavori si concludono adesso nel terzo e nel quarto trimestre dell’anno 2027. L’atto non dice che cosa accada alla parte di finanziamento legata al dispositivo.
- Le ragioni del ritardo mancano del tutto dall’atto. La lettera parla di «anumite întârzieri», cioè di alcuni ritardi, senza nominarne nessuno. Una decisione del Governo che proroga i termini di un prestito di Stato non spiega nulla su che cosa sia andato storto.
- Lo Stato riceve tempo e dà in cambio un nuovo fattore scatenante di inadempimento. Secondo il punto 5.6, qualsiasi violazione della lettera diventa caso di inadempimento ai sensi di tutti e tre i contratti, e il punto 5.1 lascia intatti i diritti della Banca per qualsiasi non conformità anteriore non comunicata.
- Il calendario dei contratti di un’autostrada romena si giudica altrove. La lettera è regolata dalla legge del Lussemburgo, e le clausole di giurisdizione e di luogo di esecuzione applicabili sono quelle del Contratto di finanziamento III.
Consigli pratici
- Non leggete le date dell’atto come date di apertura al traffico. Il terzo trimestre dell’anno 2027 per la A7 e il quarto trimestre dell’anno 2027 per la A3 si riferiscono al completamento dei lavori nel senso dei contratti di finanziamento, e il testo li formula come previsione. Il collaudo, l’autorizzazione e l’apertura all’uso sono passi successivi, con termini propri.
- Se vi interessa la data dalla quale i nuovi termini obbligano, chiedetela per iscritto al Ministero delle Finanze. È la «Data di entrata in vigore» della lettera, cioè la data della conferma trasmessa dalla Banca, e non compare nella Gazzetta Ufficiale della Romania. Una richiesta di informazioni di interesse pubblico è l’unica via per conoscerla.
- Se avete contratti su queste tratte, ricalcolatevi da soli il termine di rendicontazione. Il termine vincolante si conta dalla fine dei lavori di costruzione civile, 15 mesi, e la data tra parentesi resta indicativa. Conservate i documenti che fissano quella conclusione, perché da essi dipende il termine.
- Per le somme, andate alle leggi di approvazione, non all’emendamento. I valori dei prestiti sono nella legge n. 349/2023, nella legge n. 44/2024 e nella legge n. 189/2024, insieme al testo dei contratti. L’emendamento non li tocca, quindi non li ripete.
- Per il calendario precedente, leggete la Decisione del Governo n. 921/2025. È pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania, Parte I, n. 1017 del 4 novembre 2025, pagine 4-9, e contiene le forme che il testo di adesso sostituisce. Senza di essa non si può vedere che cosa sia cambiato.
- Tenete presente che il testo della Gazzetta è una traduzione. La lettera porta quella menzione, quindi in caso di oscurità la forma che obbliga è quella firmata dalle parti, non la versione romena pubblicata.
- Se seguite il debito pubblico, guardate il calendario delle erogazioni. La proroga della data di completamento non cambia le somme, ma cambia il ritmo con cui si erogano e si rimborsano, e questo si vede nelle relazioni periodiche del Ministero delle Finanze, non in questo atto.
Domande frequenti
Il prestito diventa più caro a causa del rinvio?
Significa che la A7 apre nel 2027?
Da quale data si applicano i nuovi termini?
Quante proroghe hanno ricevuto i contratti?
Di quanto è stato rinviato, in totale, il primo contratto?
Che cos’è la relazione di completamento del progetto?
Perché all’inizio della lettera c’è scritto «Traducere»?
Quale legge si applica alla lettera?
Chi ha firmato per la Romania?
Analisi della redazione
L’atto fa esattamente quello che deve fare e lo fa meglio del precedente. Una data di completamento scritta in un contratto di prestito non è una promessa pubblica, è un obbligo, e uno Stato che la supera senza rinegoziarla resta formalmente in colpa verso il creditore. Il Governo ha rinegoziato, non ha pagato nulla in più per questo e, a differenza del 2025, ha concentrato l’operazione in una sola lettera per tutti e tre i contratti. Dal punto di vista della tecnica contrattuale, la variante di adesso è superiore.
Il problema non è l’emendamento, è ciò che mostra la loro successione. La prima proroga è stata chiesta con la lettera dell’8 aprile 2025 e pubblicata il 4 novembre 2025, spostando il completamento al terzo trimestre 2026. La seconda è stata chiesta con le lettere del 3 agosto 2026, cioè 482 giorni dopo la prima richiesta e 58 giorni prima che scadesse il termine che la prima aveva ottenuto. La pubblicazione è arrivata il 30 settembre 2026, ultimo giorno di quel termine. In altre parole, le finestre di tempo ottenute dalla Banca non hanno più lasciato alcuna riserva: quella del 2025 si è consumata per intero, fino all’ultimo giorno.
Una seconda osservazione nasce dal calcolo, non dalla lettura. La regola nuova, quella dei 15 mesi dalla fine dei lavori di costruzione civile, non è un’invenzione di questo emendamento: era già l’aritmetica nascosta dietro le date fisse del 2025. La fine del terzo trimestre 2026, cioè il 30 settembre 2026, più 15 mesi dà il 31 dicembre 2027, esattamente la data scritta allora per i contratti I e III; la fine del quarto trimestre 2026 più 15 mesi dà il 31 marzo 2028, esattamente la data scritta allora per il contratto II. Quello che fa l’emendamento n. 2 è portare la regola alla luce e legarla a un fatto, non al calendario. L’effetto pratico è che un terzo slittamento dei cantieri richiederà un emendamento soltanto per il calendario dei lavori, perché il termine della relazione si sposta da solo.
La terza osservazione nasce dalla combinazione della denominazione dei contratti con le loro stesse date. Tutti e tre sono, per titolo, cofinanziamento relativo al dispositivo per la ripresa e la resilienza. Il regolamento (UE) 2021/241 fissa il 31 agosto 2026 come termine ultimo per il conseguimento dei traguardi e degli obiettivi, e il 31 dicembre 2026 per le misure del capitolo REPowerEU. I nuovi calendari portano il completamento al 30 settembre 2027 per la A7 e al 31 dicembre 2027 per la A3, cioè 13 e 16 mesi dopo il termine ultimo del dispositivo. Il prestito della Banca sopravvive dunque al dispositivo che era chiamato a cofinanziare, e nessuno dei due atti, né la decisione né la lettera, dice che cosa accada alla parte di finanziamento che da esso dipendeva. Per il lettore è la domanda che resta aperta quando chiude la Gazzetta.
Merita di essere guardato anche il rapporto tra i termini che l’atto impone e quelli che concede a sé stesso. Alla Banca si dà una finestra stretta: i due esemplari originali devono arrivarle entro il 30 settembre 2026, e la Romania li ha firmati il 15 settembre, 15 giorni prima. La decisione del Governo è stata adottata il 24 settembre e pubblicata il 30 settembre, cioè proprio nell’ultimo giorno della stessa finestra. L’ordine cronologico è quindi l’inverso di quello intuitivo: il ministro ha firmato la lettera nove giorni prima che il Governo approvasse l’emendamento, e la pubblicazione ha chiuso la serie.
Non abbiamo scritto una sezione di errori per questo atto, e la ragione sta nella soglia. Gli unici difetti trovati sono di stampa e di redazione, non di senso giuridico: nel testo nuovo del calendario per il Contratto di finanziamento II il segno di paragrafo comincia con una lettera di un altro alfabeto, e la denominazione dello stesso paragrafo dell’allegato A compare una volta come «primul an de exploatare», il primo anno di esercizio, e due volte come «primul an de funcționare», il primo anno di funzionamento. Nessuno dei due cambia la soluzione: il paragrafo modificato è identificato dal suo numero e dal titolo tra parentesi, e il termine di 15 mesi è lo stesso in tutti e tre. Le sei modifiche si accordano tra loro, le date indicative tornano al calcolo, e i rinvii agli articoli del Contratto di finanziamento III, verificati nella struttura della lettera, hanno un corrispondente.
Che cosa andrebbe cambiato
- La decisione dovrebbe dire da quale data l’emendamento produce effetti, oppure imporre la pubblicazione della conferma della Banca. Oggi l’effetto dell’intero atto dipende da una conferma che può arrivare per posta elettronica e che nessuno pubblica. Un comma che obblighi il Ministero delle Finanze a comunicare la data, in un comunicato o sul proprio sito, renderebbe i termini verificabili senza una richiesta di informazioni pubbliche.
- Le cause del ritardo dovrebbero entrare nell’atto, non soltanto nella relazione illustrativa. «Alcuni ritardi nell’attuazione dei progetti» non dice nulla. Se il motivo è l’esproprio, la riprogettazione, un contenzioso o la capacità del costruttore, indicarlo nel preambolo permetterebbe sia al Parlamento sia al pubblico di capire se la seconda proroga fosse evitabile.
- Le date indicative dovrebbero essere accompagnate dalla regola che le produce, nella stessa frase in cui compaiono. Scritto come nel testo di adesso, «indicativamente, il 31 dicembre 2028» viene letto dai più come un termine. La formulazione dovrebbe mostrare che il termine è di 15 mesi dalla fine dei lavori di costruzione civile e che la data tra parentesi ne è soltanto l’illustrazione sul calendario attuale.
- Dopo ogni emendamento andrebbe pubblicato un testo consolidato dei tre contratti. Oggi chi vuole conoscere il calendario in vigore di un solo contratto deve mettere insieme tre edizioni della Gazzetta Ufficiale della Romania: la legge di approvazione, la decisione del 4 novembre 2025 e quella di adesso. Al terzo emendamento l’operazione diventa impraticabile per chiunque non sia un giurista.
- Il legame dei contratti con il calendario del dispositivo andrebbe trattato espressamente. Se il completamento dei lavori supera il termine ultimo del dispositivo per la ripresa e la resilienza, l’atto che proroga il termine è esattamente il luogo in cui va detto che cosa accade alla parte di finanziamento interessata e con quali risorse si copre. Altrimenti la proroga risolve il problema contrattuale e lascia irrisolto quello di bilancio.
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
Gazzetta Ufficiale della Romania n. 829 del 30 settembre 2026, pagine 3-5 16 pagine PDF, 315 KB l'atto inizia a pagina 3
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
