In breve
- La Corte costituzionale ha confermato che l’officina auto può applicare la propria tariffa oraria di manodopera quando si calcola il valore della riparazione pagata dall’assicurazione obbligatoria RCA. La regola è costituzionale, ha deciso la Corte all’unanimità dei voti.
- La legge prevede due metodi di calcolo, i sistemi di valutazione specializzati e i documenti emessi dall’officina di riparazione con la tariffa da essa esposta, e nessuno dei due prevale sull’altro.
- Se l’assicuratore e il danneggiato non trovano un accordo sull’importo, la controversia si risolve tramite il SAL-FIN, con la mediazione o in tribunale. E per la differenza che l’assicuratore non copre, il danneggiato può citare in giudizio il conducente responsabile.
Pubblicato: Gazzetta Ufficiale della Romania (Monitorul Oficial) n. 621 del 28 luglio 2026
Entrata in vigore: 28 luglio 2026
Un assicuratore ha chiesto alla Corte costituzionale di dichiarare incostituzionale la regola che consente alle officine auto di applicare la propria tariffa oraria di manodopera alle riparazioni pagate dall’RCA. La Corte ha rifiutato, per la quarta volta sulla stessa questione. La Decisione n. 617 del 20 novembre 2025, pubblicata martedì nella Gazzetta Ufficiale della Romania, constata che l’articolo 14, comma (3), della Legge n. 132/2017 è costituzionale. È la seconda decisione della Corte con effetti sugli automobilisti pubblicata nelle ultime settimane, dopo quella con cui il giudice non può ridurre la durata della sospensione della patente.
Il testo impugnato contiene una sola frase: il valore della riparazione si stabilisce utilizzando i sistemi di valutazione specializzati oppure mediante documenti emessi alle condizioni di legge nei quali l’officina di riparazione auto può utilizzare il proprio valore dell’ora di manodopera esposto. I sistemi di valutazione specializzati sono quelli professionali di preventivazione, che la Corte peraltro elenca: Audatex, Autovista, DAT, GT Motive.
L’autrice dell’eccezione è stata la Societatea de Asigurare Reasigurare City Insurance, che l’ha sollevata in quattro fascicoli distinti, davanti al Tribunale di primo grado del Settore 1 di Bucarest, al Tribunale di Alba e due volte al Tribunale di primo grado di Timișoara. Tutti e quattro riguardavano domande di risarcimento derivate dall’assicurazione obbligatoria RCA, e la Corte li ha riuniti.
Gli effetti che produce
La tariffa di manodopera dell’officina resta una base legale di calcolo. L’assicuratore sosteneva che la formulazione consente alle officine di riparazione di fissare arbitrariamente prezzi molto superiori ai riferimenti di mercato, poiché la legge non le obbliga a rapportarsi ad alcun criterio, né ai prezzi di riferimento del mercato, né a quelli raccomandati dal costruttore. La Corte ha respinto l’argomento: il testo mette esplicitamente in evidenza le due modalità di quantificazione, è redatto in modo chiaro e privo di equivoci, quindi soddisfa i requisiti di chiarezza, precisione e prevedibilità.
Nessun metodo prevale. È la precisazione più utile della decisione, al paragrafo 26. La legislazione non stabilisce che un modo di valutazione prevalga a scapito dell’altro. Di conseguenza, né l’assicuratore può imporre il sistema di preventivazione, né l’officina può imporre automaticamente la propria tariffa. Ciò che resta è l’accordo delle parti e, in mancanza di questo, una via di risoluzione della controversia.
Tre vie quando non c’è accordo. La Corte le elenca: i meccanismi alternativi di risoluzione, come l’Entità di risoluzione alternativa delle controversie nel settore finanziario non bancario, nota come SAL-FIN, oppure la mediazione, ovvero la sentenza definitiva del giudice, ai sensi dell’articolo 23, comma (5), della Legge n. 132/2017.
La differenza non coperta si può recuperare dal conducente responsabile. La Corte ricorda che nulla impedisce di far valere la responsabilità civile extracontrattuale dell’assicurato, cioè della persona responsabile dell’incidente, in base al principio della riparazione integrale del danno, per la differenza di indennizzo che l’assicuratore non sostiene. Per il danneggiato ciò significa che il massimale pagato dall’assicurazione non è necessariamente il capolinea.
L’assicurazione è un contratto aleatorio e il rischio ne fa parte. L’argomento con cui la Corte respinge la censura relativa al diritto di proprietà è questo: con la conclusione del contratto, l’assicuratore acquisisce la possibilità di un guadagno e si espone allo stesso tempo al rischio di una perdita, mentre l’esistenza e l’entità della perdita dipendono da un evento futuro e incerto. Il rischio è un attributo essenziale dell’economia di mercato libera, che giustifica la libera concorrenza.
Gli abusi nella pratica non sono problemi di costituzionalità. La Corte afferma senza giri di parole che le eventuali disfunzioni sorte nel modo in cui le officine di riparazione applicano il testo non possono essere convertite in vizi di incostituzionalità. In altre parole, se un’officina gonfia il conto, il rimedio è contrattuale o giudiziario, nel singolo fascicolo, non l’abrogazione della norma.
La quarta volta sulla stessa questione. Il testo era già stato verificato con la Decisione n. 583 del 23 novembre 2022, la Decisione n. 126 del 14 marzo 2024 e la Decisione n. 244 del 25 aprile 2024, tutte con soluzioni di rigetto come infondata. La Corte constata che non sono intervenuti elementi nuovi, quindi la soluzione e le motivazioni mantengono la loro validità.
Che cosa cambia rispetto a prima
Nulla nel testo della legge. La decisione conferma una norma in vigore dal 2017 e un orientamento giurisprudenziale aperto nel 2022. Per gli automobilisti e per le officine, le regole di calcolo restano quelle di prima.
Ciò che si consolida è la posizione delle officine di riparazione nella trattativa con gli assicuratori. Dopo il quarto rigetto consecutivo, l’argomento secondo cui la tariffa propria di manodopera sarebbe incostituzionale per mancanza di prevedibilità non ha più ragionevoli possibilità davanti alla Corte. La discussione si sposta definitivamente sul terreno delle prove di ciascun fascicolo: quanto è costata effettivamente la riparazione, che cosa prevede il preventivo, che cosa dice la perizia.
Per i danneggiati, la decisione ha un effetto pratico meno evidente. Non obbliga l’assicuratore a pagare la tariffa dell’officina scelta, ma conferma soltanto che quella tariffa è una base legale di calcolo valida quanto il sistema di preventivazione. La differenza tra le due resta una questione di trattativa e, quando la trattativa fallisce, di SAL-FIN, mediazione o tribunale.
Merita notare anche un dettaglio di pratica giudiziaria. Il Tribunale di Alba non ha espresso la propria opinione sull’eccezione, benché l’articolo 29, comma (4), della Legge n. 47/1992 lo obbligasse. È la seconda situazione del genere registrata nello stesso giorno dalla Gazzetta Ufficiale della Romania, dopo quella della Decisione n. 757/2025, in cui la Corte d’Appello di Bucarest ha omesso la stessa cosa. Né i presidenti delle due Camere, né il Governo, né l’Avvocato del Popolo hanno comunicato i punti di vista richiesti in questo fascicolo.
Vantaggi e svantaggi
Che cosa migliora
- Conferma che il danneggiato può scegliere liberamente l’officina e che la tariffa da questa esposta è una base legale di calcolo, non una pretesa che possa essere respinta per principio.
- Precisa espressamente che nessuno dei due metodi di valutazione prevale, il che chiude l’argomento degli assicuratori secondo cui il sistema di preventivazione sarebbe obbligatorio.
- Elenca in concreto le vie da seguire quando manca l’accordo: il SAL-FIN, la mediazione o il tribunale, con il fondamento normativo indicato.
- Ricorda che la differenza non coperta dall’assicuratore si può recuperare dal conducente responsabile, a titolo di responsabilità civile extracontrattuale, in base al principio della riparazione integrale.
- L’orientamento giurisprudenziale è ormai stabile, quattro decisioni nello stesso senso, quindi prevedibile per tutte le parti del mercato.
- La decisione è stata presa all’unanimità dei voti, senza opinioni separate.
Che cosa resta un problema
- La Corte non risponde al problema di fondo segnalato dall’assicuratore: la legge davvero non prevede alcun criterio di riferimento per la tariffa oraria, né il mercato, né la raccomandazione del costruttore.
- La soluzione lascia che ogni divergenza sia decisa separatamente, nel singolo fascicolo, il che significa costi e tempo per il danneggiato, non per chi rifiuta il pagamento.
- Il rinvio alla responsabilità civile extracontrattuale del conducente responsabile sposta il peso di un secondo processo sulla vittima dell’incidente.
- La raccomandazione di ricorrere al SAL-FIN o alla mediazione non porta con sé alcun termine e alcuna garanzia di risultato, e la decisione non dice che cosa accade se l’assicuratore rifiuta la procedura alternativa.
- Dall’investitura dei giudici, nel 2020 e nel 2021, fino alla pubblicazione della decisione, nel luglio 2026, sono passati tra quasi cinque e quasi sei anni, un intervallo in cui le controversie di questo tipo sono proseguite senza un riferimento costituzionale chiaro.
- Il Tribunale di Alba non ha espresso la propria opinione, benché la legge lo obbligasse, e nessuna delle autorità interpellate ha trasmesso un punto di vista. La Corte ha deciso senza alcun apporto da parte loro.
Consigli pratici
- Chiedete all’officina la tariffa oraria di manodopera esposta prima di lasciare l’auto in riparazione. È l’informazione su cui discuterà l’assicuratore, e la legge consente all’officina di utilizzarla.
- Conservate il preventivo e la fattura. Se l’assicuratore paga meno del valore della riparazione, la differenza si dimostra con documenti, non con stime.
- Se l’assicuratore insiste sul fatto che conta soltanto il sistema di valutazione specializzato, richiamate il paragrafo 26 di questa decisione: la legislazione non stabilisce che un modo di valutazione prevalga a scapito dell’altro.
- Prima di andare in tribunale, provate il SAL-FIN o la mediazione. La Corte li indica espressamente come meccanismi alternativi di risoluzione per questo tipo di controversia.
- Se la differenza resta scoperta, avete a disposizione l’azione contro il conducente responsabile, sul fondamento della responsabilità civile extracontrattuale e del principio della riparazione integrale del danno.
- Confrontate comunque le tariffe prima di scegliere l’officina. I giudici che hanno espresso la propria opinione in questo fascicolo hanno rilevato che il danneggiato è libero di scegliere un altro contraente se ritiene sproporzionato il valore della manodopera.
- Se avete un’officina auto, esponete in modo visibile la tariffa oraria. Su questa esposizione si fonda la base legale di calcolo confermata dalla Corte.
- Ricordate il fondamento procedurale per il tribunale: l’articolo 23, comma (5), della Legge n. 132/2017, a cui la Corte rinvia per la risoluzione della controversia con sentenza definitiva.
Domande frequenti
L’officina può chiedere qualsiasi tariffa di manodopera?
Quali sono i due metodi di calcolo della riparazione?
Quale metodo prevale?
Che cosa faccio se l’assicuratore mi paga meno del costo della riparazione?
Che cosa significa che posso citare in giudizio il conducente responsabile?
Chi ha impugnato il testo e perché?
Perché la Corte ha respinto la censura relativa al diritto di proprietà?
È la prima volta che la Corte si pronuncia su questo testo?
Che cosa significa respinta come infondata?
Testo originale dell’atto normativo
Il testo che segue è riprodotto in rumeno, la forma ufficiale di pubblicazione.
Il testo integrale, nella forma pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Romania
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Questo articolo ha carattere puramente informativo e non costituisce consulenza legale. Per situazioni specifiche, consultare un avvocato o un consulente fiscale autorizzato.
